I Rally a porte chiuse e il ricatto dei Prefetti

Covid-19: stretta sullo sport, i rally proseguono senza pubblico

Il Covid-19 continua a colpire. Arrivano molte limitazioni anche nei rally – tra nuove restrizioni e divieto di pubblico – con il nuovo DPCM voluto dal Governo Conte, ma per fortuna non si ferma lo sport delle quattro ruote a motore, visto che non rientra tra gli sport di contatto. Nel DPCM con cui il Consiglio dei Ministri spera di arginare l’emergenza da nuovo coronavirus c’è il divieto di giocare a calcio (in tutte le sue varianti) con gli amici, vengono vietate anche le partite di basket, pallavolo, beach volley, i balli di coppia e di gruppo. Sia all’aperto sia al chiuso. Impossibile fare boxe (e discipline affini) e, in generale, tutte le arti marziali.

Per i rally, al momento si tiene la linea della tolleranza. Sì alle gare, ma assolutamente senza pubblico. Come abbiamo spiegato in più occasioni (si può leggere qui) il concetto di porte chiuse in uno sport che si svolge sulle strade pubbliche e che non ha porte è inapplicabile, anche perché è incostituzionale limitare la libertà individuale, tranne che in casi di emergenze sanitarie (come lo scorso inverno) o militari.

Le Prefetture di tutta Italia non sono propense ad assumersi la responsabilità di nuovi focolai di Covid-19, che possono arrivare a generare lockdown localizzati, come previsto dal nuovo DPCM. Ciò comporta che gli uffici che rappresentano il Governo sul territorio dispongano lo svolgimento del rally, o della cronoscalata, oppure dello slalom, in assenza di pubblico, pena l’annullamento della competizione stessa (quindi, il “manuale di sopravvivenza” è sconsigliato per il bene della corsa stessa) per il ritiro dei permessi condizionati. Fortuna vuole che il protocollo anti Covid-19 stilato mesi fa da Aci Sport sia ancora perfettamente attuale e che, quindi, per il momento si può continuare a correre, pur prestando le dovute attenzioni.

Nel DPCM vengono vietati gli sport di contatto svolti a livello amatoriale, quelli praticati tra amici per intenderci. Perciò stop anche al karting tra amici. Su questo fronte c’è stato un lungo scontro tra il CTS e il Ministro della Salute Speranza da una parte e il Ministro dello Sport Spadafora dall’altra. I primi due erano fortemente orientati a estendere i divieti anche ai campionati dilettantistici, mentre Spadafora ha cercato di limitare il danno. In questo modo vengono salvate anche le iniziative degli enti di promozione sportiva. Quindi, non si può escludere che, se la curva dei contagi dovesse continuare a salire, ci potrebbe essere anche un intervento sulle corse automobilistiche.

Già così, però, sorgono dei seri dubbi sulla fattibilità di un Rally di Monza iridato con accesso di pubblico (Aci Sport per rientrare almeno di una parte dei costi organizzativi sperava di vendere circa 20.000 biglietti). Il DPCM consente solo manifestazioni a porte chiuse e, verosimilmente, a solo qualcuno riuscirà ad andare a “raccogliere funghi” lungo la Valcavargna, Sormano o la Valle Intelvi, per dire. Per chi riuscirà, in ogni caso, vale l’obbligo delle mascherine all’aperto, perché adesso la mascherina diventa obbligatoria anche per chi fa attività motoria all’aperto. L’esclusione è rimasta soltanto riguardo a coloro che fanno sport.

Proprio sul concetto di “fare sport”, Bruno Frattasi, Capo di Gabinetto, ha chiarito, come la norma che impone l’uso della mascherina “esenta dall’obbligo di utilizzo solo coloro che abbiano in corso l’attività sportiva e non quella motoria, non esonerata, invece, dall’obbligo in questione”. Se questa curva dovesse continuare a risalire, il premier Giuseppe Conte, in accordo con le regioni, prevede chiusure circoscritte alle realtà locali. Ma se il lockdown dovesse corrispondere con il rally, inevitabilmente salterebbe anche la gara, o quantomeno verrebbe rinviata.