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Alessandro Gino se ne va deluso dalla Ronde Valli Imperiesi

Alla fine, la decisione di Alessandro Gino sembra essere stata la più equilibrata. Se non ci si sente graditi, si sale in macchina e si torna a casa. Certo deluso, ferito nella passione, ma sempre meglio che stare a respirare un clima che non piace.

A vederla parcheggiata lì, da sola, imponente, carica di gloria, ammirata da tutti e temuta nel Mondiale WRC, ma sbeffeggiata da uno zelante cavillo normativo alla Ronde Valli Imperiesi, ti viene da pensare che non c’è giustizia neppure nel motorsport. E invece, parziale giustizia c’è stata e anche velocemente, almeno da parte di Aci Sport che, nelle persone di Marco Ferrari (direttore dell’attività sportiva Aci) e di Roberto De Felice (capo della Commissione Tecnica Aci Sport), si sono impegnati a sbloccare una lunga fase di impasse e a far sì che la Citroen C3 WRC Plus ex ufficiale potesse correre anche in Liguria, come ha sempre corso in questa stagione in Piemonte. In fondo, sempre in Italia siamo…

Alla fine, però, la decisione di Alessandro Gino, cioè quella di rifiutarsi di partecipare ad una gara ormai rovinata, sembra essere stata, almeno da un punto di vista sportivo e prestazionale, la più corretta. Se si ritiene di non sentirsi graditi, si sale in macchina e si torna a casa. Certo delusi, graffiati nella passione, ma sempre meglio che stare a respirare un clima che non piace.

“Se devo essere considerato un peso o uno che si fa fare le regole su misura per vincere poi chissà cosa, preferisco non correre proprio. Non è questa la filosofia con cui approccio, partecipo e cerco di promuovere i rally, che sono lo sport che amo. La C3 WRC numero 16 avrebbe dovuto partecipare alla Ronde di Imperia con classifica separata – racconta deluso Alessandro Gino -. La vettura si è presentata alle verifiche tecniche questa mattina in configurazione WRC 2019 e così come è stata verificata in tutte le gare del 2022”.

Ma questa volta c’è qualcosa che non va. E non fa nulla se è sempre andata bene fino ad ora, questa volta le staffe dei sedili sono diventate un problema. E chissenefrega se Gino non vince su nessuno perché corre solo. E chissenefrega di certe R5 che, magari, sarebbero da controllare. Queste, ovviamente, sono considerazioni che non vogliono inficiare l’operato dei verificatori, bravi a scovare ciò di cui, forse, nessuno si era mai accorto fino ad ora. Sono considerazioni di di chi ha la consapevolezza che la Citroen C3 WRC Plus sia sicurissima anche con le staffe dei sedili scadute da due anni, che Citroen non può più omologare nuovi particolari per la sua vettura e soprattutto che stiamo parlando di un’auto da collezione museale.

“L’ambiente si è rivelato subito ostile e sono stati sollevati dubbi in merito alla sicurezza e all’omologa di alcuni componenti dell’abitacolo. A nulla è servito l’intervento della direzione sportiva e dell’organizzatore: abbiamo dovuto attender l’intervento della Federazione da Roma per sbloccare la situazione. Le 5 ore di attesa ci han fatto perdere lo shake down”, prosegue Gino che si sente tradito nella sua passione.

“Da imprenditore che ha anche supportato l’organizzazione fornendo le vetture apripista non ho gradito questa accoglienza a Imperia e ho deciso così di ritirarmi dedicando così più tempo alla mia famiglia. Ringrazio la federazione a Roma per aver supportato l’iniziativa è per averci aiutato per risolvere questo apparente problema. A livello di sostanza continuo a credere che questa vettura con scocca nuova, ritirata da Citroen a ottobre, sia molto più sicura di tante altre auto che correranno questo week end a Imperia. Le vetture del Gruppo Gino continueranno a esser presenti come apripista con il logo #toysforboys a questa manifestazione”.

In pratica, la vettura di Gino non è risultata conforme per un particolare che, in realtà, non avrebbe influito né sulla sicurezza e né sulle prestazioni. Si tratta di alcune staffe dei sedili la cui omologazione risulta scaduta nel 2020. E Gino, in ogni caso, non avrebbe corso contro nessuno. Ma il regolamento andava applicato alla lettera, il problema è la norma che contiene potenziali errori, e così l’imprenditore cuneese è rimasto in attesa per 5 ore, fino a quando appunto, la stessa federazione, resasi conto forse di un eccesso regolamentare e anche di un possibile eccesso di zelo dei due tecnici in questione, i signori Marco e Luigi Pacini (ma i tecnici potevano chiudere un occhio e, soprattutto, sarebbe stato giusto?), ha risolto il problema con una deroga dalla validità immediata. Ma ormai Gino, sentendosi di troppo, aveva preferito togliere il disturbo. Peccato.

“Non capisco. Sono davvero senza parole – questo il pensiero dell’ingegner Andrea Adamo -. Non voglio fare polemiche, non ne ho davvero voglia. La federazione ci ha aiutato e, da quando è stata interessata, devo dire che i dirigenti di Aci Sport sono stati velocissimi. Anche se Alessandro non ha corso ad Imperia, scelta che condivido assolutamente, perché se in un posto non ti vogliono è meglio andarsene, devo ringraziare Marco Ferrari, direttore dell’attività sportiva dell’Automobile Club d’Italia, e Roberto De Felice, numero 1 della Commissione Tecnica Aci Sport. Sono stati gentili e risolutivi. Adesso chiederemo una nuova omologazione, non vogliamo rubare nulla a nessuno. Poi, chissà a chi dovevamo rubare e cosa…”.

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