Addio ad Alex Fiorio, il ricordo di un campione
Se n’è andato dopo una malattia che lo aveva colpito qualche mese fa il campione del mondo rally Gruppo N nel 1987 e vicecampione del mondo assoluto nel 1989. Figlio di Cesare Fiorio, è stato uno dei protagonisti italiani degli anni d’oro della Lancia. Dopo i nove podi nel WRC, Alex ha continuato a mantenere vivo il rapporto con il mondo delle corse su strada anche negli ultimi anni, tornando più volte al volante e dando vita alla Fiorio Cup.
Con Alessandro “Alex” Fiorio il rally italiano perde uno dei protagonisti più importanti della sua storia, un pilota che tra gli anni Ottanta e Novanta ha saputo raggiungere i vertici del Mondiale, conquistando il titolo iridato Gruppo N nel 1987 e diventando vicecampione del mondo assoluto due anni più tardi.
La sua carriera era iniziata giovanissimo, nel 1985, con una Panda sul lago Losetta, al Sestriere. Il giovane torinese si mise rapidamente in evidenza e vinse il Trofeo Uno, prima di compiere nel 1986 il salto sulla scena internazionale con la Fiat Uno Turbo Gruppo A, affiancato da Gigi Pirollo.
La definitiva consacrazione arrivò nel 1987. Al volante della Lancia Delta HF 4WD del Jolly Club, Fiorio conquistò il titolo mondiale Gruppo N, imponendosi come uno dei giovani più interessanti del panorama internazionale. Solido, regolare e preciso, riusciva a esprimersi con efficacia sulle diverse superfici e in condizioni di gara molto differenti.
Quel titolo rappresentò la certificazione delle sue qualità e gli aprì le porte della massima categoria proprio nel momento in cui il rally mondiale stava entrando in una delle sue epoche più spettacolari.
Il biennio con la Lancia
Il 1988 e il 1989 furono gli anni della consacrazione. La Lancia Delta HF Integrale dominava il Campionato del Mondo e Fiorio, al volante della vettura del Jolly Club, rappresentava una delle principali forze alle spalle della squadra ufficiale.
Pur non ricoprendo il ruolo gerarchico dei piloti ufficiali, il suo contributo alla supremazia Lancia fu tutt’altro che marginale. In due stagioni conquistò nove podi nel Mondiale, con sei secondi posti e tre terzi.
Nel 1988 chiuse il campionato al terzo posto assoluto. Nel 1989 riuscì a fare ancora meglio, diventando vicecampione del mondo alle spalle di Miki Biasion, proprio nell’anno del secondo titolo iridato conquistato dal pilota vicentino.
Il successo assoluto in una singola gara del Mondiale maggiore non arrivò mai, ma i risultati ottenuti in quel biennio collocano Fiorio tra i protagonisti assoluti della generazione che portò la Lancia al vertice del rally mondiale.
Il suo stile era razionale e metodico. Precisione, sensibilità e capacità di adattamento erano tra le sue caratteristiche principali, qualità particolarmente importanti nei rally di lunga durata e sulle superfici miste. Fiorio era inoltre considerato un pilota capace di comprendere a fondo il comportamento della vettura, mettendo la propria esperienza al servizio dello sviluppo tecnico.
Il dramma del Monte Carlo
La carriera di Fiorio fu segnata profondamente dal Rallye Monte-Carlo 1989. Al volante della Lancia Delta Integrale perse il controllo della vettura, che finì sul pubblico provocando la morte di due spettatori, tra cui l’ex pilota svedese Lars-Erik Torph.
Fu uno degli episodi più drammatici della storia del rally e un evento destinato a lasciare un segno profondo anche sul percorso personale e agonistico di Fiorio. L’incidente riportò drammaticamente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del pubblico, in un’epoca nella quale gli spettatori si trovavano spesso a pochi metri dalle traiettorie delle vetture.

Ford, BMW e Mitsubishi
Dopo l’esperienza ai vertici con la Lancia, Fiorio continuò a gareggiare con diverse strutture e vetture. Arrivò la Ford Sierra RS Cosworth 4×4 ufficiale, seguita dall’esperienza con l’Astra Team di Mauro Pregliasco.
Il pilota torinese tornò quindi a correre in Italia con la BMW 318 Is dell’Oral, prima di affrontare nuovi programmi con la Ford Escort RS Cosworth e successivamente con le Escort WRC del Jolly Club.
Un capitolo importante della sua carriera fu quello legato a RalliArt Italia, struttura con la quale Fiorio si trovò a guidare le Mitsubishi Lancer ufficiali. Pur lontano dai risultati del biennio Lancia, continuò a essere una presenza costante nelle zone alte delle classifiche, mantenendo intatto il proprio valore tecnico e la propria professionalità.
La seconda carriera
Terminata progressivamente l’attività agonistica, Fiorio trasferì la propria esperienza nel ruolo di dirigente e formatore.
Nel 2000 guidò l’Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del Motomondiale, contribuendo alla conquista del titolo costruttori. Tra il 2001 e il 2004 fu quindi team manager del BMW Cibiemme Team nel Campionato FIA Euro SPC.
A questa attività affiancò quella di istruttore di guida insieme ad Alex Bruschetta, continuando a mettere a disposizione delle nuove generazioni le conoscenze accumulate in una carriera trascorsa ai massimi livelli del motorsport.
Il rapporto con il rally, però, non si era mai realmente interrotto. Nel 2016 Abarth lo aveva coinvolto come test driver nello sviluppo della Fiat 124 Abarth Rally e nel 2019 Fiorio era tornato a gareggiare al Rally del Salento con la stessa vettura, ottenendo un sorprendente sesto posto assoluto e la vittoria tra le due ruote motrici.
Quel risultato non fu un episodio isolato della sua attività nel motorsport degli ultimi anni. Nel 2022 Fiorio prese parte al Ceccano Christmas Show con Dario D’Esposito al volante di una Renault Clio Rally5. Nel 2024 fu inoltre apripista della Fiorio Cup con la Lancia 037, mantenendo così un rapporto diretto con le vetture e con il mondo delle competizioni.
La Fiorio Cup
Negli ultimi anni Fiorio si era trasferito nella masseria di Ceglie Messapica, dove aveva già scelto di vivere il padre Cesare. Proprio qui, insieme alla figlia Mariapaola, aveva dato vita alla Fiorio Cup, iniziativa dedicata alla scoperta e alla crescita di nuovi talenti del rally.
Era un progetto che sintetizzava bene la seconda parte della sua vita nel motorsport: dopo essere stato giovane talento, pilota ufficiale, protagonista del Mondiale e dirigente, Fiorio aveva scelto di dedicare parte delle proprie energie alla formazione dei piloti del futuro.
La sua storia sportiva attraversa così quattro decenni di rally e motorsport. Dalla Panda del 1985 alle Fiat Uno, dalla Lancia Delta HF 4WD alla Delta Integrale, passando per Ford, BMW e Mitsubishi, fino alle esperienze più recenti con la Fiat 124 Abarth Rally, la Renault Clio Rally5 e la Lancia 037.
Alex Fiorio lascia il ricordo di un pilota completo, disciplinato e profondamente rispettato, capace di confrontarsi con alcuni dei più grandi protagonisti dell’epoca d’oro del rally mondiale. Campione del mondo Gruppo N, vicecampione del mondo assoluto, nove volte sul podio nel WRC tra il 1988 e il 1989 e poi dirigente, team manager, istruttore e promotore di giovani talenti.
Una figura che ha attraversato da protagonista una parte fondamentale della storia del motorsport italiano e che ha continuato, fino agli ultimi anni, a mantenere vivo quel legame con le corse che aveva iniziato giovanissimo sulle strade del Sestriere.
Ad Alessandro “Alex” Fiorio va il ricordo della redazione di RS. A Cesare, al fratello Cristiano, alla sorella Giorgia, alla figlia Mariapaola e a tutta la famiglia Fiorio le nostre più sentite condoglianze.








