Cosa stava testando Lancia nel cuore delle Alpi
La vettura non era ancora pronta per affrontare un confronto reale in condizioni di gara, e tra Torino e Satory si è preferito evitare un esordio affrettato che avrebbe rischiato di compromettere l’immagine di un marchio che, nel rally, porta con sé un’eredità ingombrante.
Il ritorno di Lancia nel Campionato del Mondo Rally sta assumendo contorni sempre più concreti e, soprattutto, tecnicamente credibili. Dopo mesi di attesa, indiscrezioni e una gestione volutamente prudente del progetto, il marchio torinese ha iniziato a mostrare sul campo ciò che fino a poco tempo fa era rimasto confinato a rendering, dichiarazioni programmatiche e test riservati. Le immagini di Yohan Rossel impegnato nei test alpini con la Ypsilon Rally2 HF Integrale rappresentano molto più di una semplice sessione di sviluppo: sono il segnale che la “Lancia fever”, evocata da molti osservatori del mondiale, non è soltanto nostalgia, ma un’operazione strutturata e con ambizioni sportive ben definite.
Il debutto agonistico della nuova Rally2, inizialmente previsto al Rallye du Var di fine novembre, è stato rinviato per ragioni tecniche. La vettura non era ancora pronta per affrontare un confronto reale in condizioni di gara, e tra Torino e Satory si è preferito evitare un esordio affrettato che avrebbe rischiato di compromettere l’immagine di un marchio che, nel rally, porta con sé un’eredità ingombrante. Lancia ha costruito la propria leggenda sulla vittoria e sulla superiorità tecnica, e il ritorno non poteva che seguire la stessa logica: meglio aspettare, rifinire, validare ogni soluzione prima di presentarsi al via.
In questo contesto si inserisce la scelta dei piloti per la stagione 2026 del WRC nella categoria Rally2. Yohan Rossel e Nikolay Gryazin rappresentano due profili complementari e altamente qualificati. Rossel è oggi uno dei riferimenti assoluti della categoria, pilota meticoloso, estremamente sensibile al comportamento dell’auto e capace di fornire indicazioni tecniche precise, qualità fondamentali in una fase di sviluppo avanzato. Gryazin, dal canto suo, porta esperienza internazionale, velocità pura e una conoscenza approfondita di superfici e contesti molto diversi tra loro. Non si tratta di una coppia scelta per fare numero, ma di un duo funzionale a un progetto che guarda al medio periodo.
I test svolti nelle Alpi francesi hanno confermato che la Ypsilon Rally2 HF Integrale sta entrando in una fase di affinamento aerodinamico e dinamico decisiva. Secondo quanto emerso, il posteriore della vettura è stato oggetto di modifiche significative, con l’introduzione di nuovi supporti laterali del grande alettone e un’evoluzione delle strutture in prossimità dei passaruota. L’obiettivo è chiaro: migliorare l’efficienza del carico aerodinamico, riducendo le interferenze del flusso d’aria esterno sotto l’ala e stabilizzando la vettura alle alte velocità, soprattutto nei tratti rapidi tipici dei rally su asfalto.
L’estensione dei supporti laterali dell’ala posteriore non è una soluzione estetica, ma una scelta funzionale che rientra in un approccio sempre più raffinato all’aerodinamica anche nella categoria Rally2, storicamente più vincolata rispetto alla classe regina. In un contesto regolamentare stringente, la capacità di ottimizzare ogni dettaglio consentito può fare la differenza, e Lancia sembra voler sfruttare appieno le competenze tecniche maturate all’interno del gruppo Stellantis e dei partner coinvolti nel progetto.
Il grande pubblico guarda soprattutto al ritorno del nome Lancia nel WRC, ma è importante sottolineare che il rientro avverrà inizialmente lontano dalla classe Rally1. La casa italiana ha già chiarito che non è previsto lo sviluppo di una vettura WRC27 in vista del nuovo regolamento che entrerà in vigore tra poco più di un anno. Una scelta che, letta superficialmente, potrebbe sembrare rinunciataria, ma che in realtà appare coerente con l’attuale strategia del campionato. Dal 2027, infatti, è prevista la possibilità di competere nella classe regina con Rally2 profondamente evolute, riducendo i costi e aumentando l’accessibilità tecnica.
In questo scenario, investire ora in una Rally2 competitiva, affidabile e appetibile per i team clienti diventa una mossa logica e potenzialmente vincente. Non a caso, Lancia ha dichiarato di aver già raccolto circa quaranta ordini per la Ypsilon Rally2 HF Integrale, un numero significativo per una vettura che non ha ancora debuttato ufficialmente in gara. È un segnale forte di fiducia da parte del mercato e degli operatori del settore, che vedono nel ritorno del marchio non solo un’operazione d’immagine, ma un progetto sportivo concreto.
Il primo vero banco di prova mediatico e simbolico sarà il Rally di Monte Carlo, appuntamento iconico per eccellenza, carico di storia e suggestioni, soprattutto per un marchio che su quelle strade ha scritto pagine fondamentali del proprio palmarès. Anche senza l’impegno diretto nella classe regina, la presenza della Ypsilon Rally2 HF Integrale al via rappresenterà un momento altamente significativo, capace di catalizzare l’attenzione di appassionati, addetti ai lavori e team.
Le immagini dei test di Rossel sulle strade alpine raccontano una vettura già composta, visivamente aggressiva e coerente con l’identità sportiva di Lancia. Ma, soprattutto, raccontano un ritorno costruito con metodo, senza scorciatoie e senza proclami eccessivi. In un mondiale rally che sta cercando una nuova stabilità tecnica e commerciale, la rientrata di un marchio come Lancia, seppur graduale, potrebbe rappresentare uno degli elementi chiave del prossimo ciclo regolamentare. Non un ritorno nostalgico, ma un rientro ragionato, che punta prima di tutto alla credibilità sportiva.









