Il disastroso weekend di Andolfi al Roma Capitale
Prima problemi, ritardi e forature, poi il vero colpo di scena nel tardo pomeriggio del 6 luglio, quando i Commissari Sportivi hanno emesso un verdetto destinato a far discutere
Il Rally di Roma Capitale, valido sia per il Campionato Europeo che per il Tricolore Assoluto, si è rivelato un appuntamento da dimenticare per Fabio Andolfi. Già segnato da una serie di contrattempi sportivi e tecnici, il fine settimana del pilota savonese e del team Toyota si è concluso con una squalifica pesante per irregolarità tecnica, che ha stravolto l’esito finale della gara.
Sin dalle prime battute, il weekend è stato complesso per la Toyota GR Yaris Rally2 ufficiale, gestita dal team T-Racing SRL con il supporto di Toyota Gazoo Racing Italy. Il team ha reso noto l’epilogo anticipato della trasferta con un comunicato che chiarisce quanto accaduto:
"Toyota Gazoo Racing Italy, il reparto corse di Toyota Motor Italia, ha archiviato il Rally di Roma Capitale con il ritiro della sua Toyota GR Yaris Rally2 avvenuto nella fase di trasferimento dall’ultima prova speciale all’arrivo di Fiuggi, a causa dell’accensione di un alert motore, la cui partenza è in fase di valutazione da parte dello staff tecnico."
Prima ancora del ritiro definitivo, la gara di Andolfi e del navigatore Marco Menchini era stata compromessa da due forature – entrambe all’anteriore destro – e da un’uscita di strada nella PS10, che aveva provocato danni alla vettura e fatto perdere preziosi minuti, concludendo la loro corsa all’ottavo posto nella classifica del Campionato Italiano.
Ma il vero colpo di scena è arrivato nel tardo pomeriggio del 6 luglio, quando i Commissari Sportivi hanno emesso un verdetto destinato a far discutere: la squalifica dell’equipaggio n. 26 per violazione del regolamento tecnico FIA. A causare l’esclusione è stata la rimozione non autorizzata dei sigilli FIA dal differenziale posteriore della vettura, operazione effettuata senza il via libera della Direzione Tecnica dopo l’incidente nella decima prova.
La ricostruzione fornita dalla Direzione Gara, tramite il documento ufficiale 2.9, evidenzia che il team ha agito in autonomia smontando il componente e la sua unità di ricambio, violando apertamente gli articoli 16.3.8 e 32.2.2 del Regolamento Sportivo dei Rally Regionali FIA 2025.
Il team ha cercato di motivare la scelta con una comunicazione via e-mail indirizzata al Delegato Tecnico FIA, inviata alle ore 12:20, seguita da un secondo messaggio alle 12:24 con l’intenzione di sostituire solo l’interno del differenziale e richiedere successivamente una nuova sigillatura. Tuttavia, il diniego da parte della FIA è arrivato alle 12:25, quando ormai lo smontaggio era già iniziato. Il team manager Daniele Pelliccione, affiancato dal direttore sportivo Massimiliano Bosi, ha spiegato che la risposta non era stata letta in tempo, poiché i meccanici avevano già avviato l’intervento tecnico.
Una giustificazione che non è bastata a evitare la squalifica, motivata con la violazione del principio cardine della regolamentazione tecnica FIA, secondo cui ogni sigillo deve restare integro per tutta la durata dell’evento. L’articolo 16.3.8 specifica che:
“Il marchiaggio/sigillo deve restare intatto dalle verifiche pre-rally fino alla fine del rally.”
E l’articolo 32.2.2 sottolinea la responsabilità esclusiva del team nel garantire l’integrità dei sigilli.
Alla luce di queste irregolarità, i commissari Tanja Geilhausen, Pedro Almeida e Claudio Gasparrini hanno deliberato l’esclusione dell’equipaggio, in applicazione degli articoli 11.9.3.i e 12.9.1 del Codice Sportivo Internazionale.
Una decisione severa ma coerente con la linea di rigore adottata dalla FIA per tutelare l’equità e la trasparenza nelle competizioni, a prescindere da eventuali attenuanti o pressioni operative. Il caso rappresenta un chiaro avvertimento per tutti i team coinvolti nei campionati FIA: ogni procedura tecnica deve essere rigorosamente rispettata, senza alcuna eccezione.
"Come da regolamento, il team ha facoltà di presentare appello contro la decisione, secondo l’articolo 15 del Codice Sportivo Internazionale e il Capitolo 4 del Regolamento Giudiziario e Disciplinare FIA."
Non è da escludere, dunque, che la vicenda possa proseguire nelle sedi competenti, aprendo scenari ulteriori nelle prossime settimane.








