A proposito di Pinzano, Testa e del Trofeo Italiano Rally
Quel che è certo è che il Trofeo Italiano Rally 2024 ci ha insegnato come sia facile trovare irregolarità sulle vetture da rally anche tra quelle al top. Basta effettuare i dovuti controlli. E allora c’è da augurarsi che Aci Sport controlli più spesso ed investa in strumenti per le verifiche tecniche, che magari dovrebbero riguardare d’ufficio i primi 5 assoluti di ogni gara…
Nel nostro recente articolo sul Trofeo Italiano Rally 2024, avevamo lodato con merito la stagione di Corrado Pinzano e Mauro Turati, l’equipaggio di PA Racing, che ha saputo distinguersi per costanza e prestazioni, superando gli avversari diretti, tra cui Giuseppe Testa. Tuttavia, a seguito della pubblicazione, si è scatenato un inatteso dibattito acceso, quasi da curva calcistica, alimentato da tifosi e appassionati che hanno scomposto a piacimento una semplice realtà, dividendosi in fazioni contrapposte e trasformando un apprezzamento sportivo in una disputa infuocata.
Uno dei punti di scontro più singolari è nato da un refuso, prontamente corretto, che indicava Como come teatro di un’ottima prova di Pinzano, invece di Bassano, dove effettivamente il pilota piemontese aveva brillato nella tappa precedente. Un lapsus notturno (fino alle 2 avevamo lavorato sul Rally di Como), eppure sufficiente per alimentare una polemica feroce, con alcuni pronti a minimizzare o persino negare la grande stagione di Pinzano e Turati, come se una semplice errata trascrizione potesse sminuire i risultati di un intero campionato.
Non è mancato chi ha tirato in ballo questioni più tecniche, puntando il dito su una presunta “fortuna” di Pinzano, favorita – secondo i detrattori – dall’esclusione di Giuseppe Testa dalla classifica finale del rally di Bassano. L’irregolarità tecnica che ha portato all’estromissione di Testa, relativa a una questione di sottopeso della vettura, è diventata il pretesto per insinuare che Pinzano non avrebbe vinto in modo pienamente legittimo, come se le verifiche regolamentari fossero una formalità di cui si potrebbe fare a meno.
Tali critiche, però, lasciano spazio a una riflessione ben più ampia. Se si dovesse seguire questo filone di pensiero, i regolamenti diventerebbero inutili orpelli, la licenza sportiva una mera carta straccia e i controlli tecnici superflui. Vogliamo davvero un motorsport in cui si possa ignorare la conformità dei mezzi? In cui le regole siano opzionali e si possa vincere in base alla simpatia popolare o per un alzata di mano del pubblico?
Lungi dal volere una regolamentazione opprimente, la realtà dei fatti è che lo sport, e il rally in particolare, si basano su un insieme di norme precise, che garantiscono la correttezza della competizione. Certo, la tensione e le emozioni dei tifosi sono parte integrante dello spettacolo, ma non possono giustificare un’interpretazione distorta della realtà. Che piaccia o no, il Trofeo Nazionale di ACI Sport è stato conquistato da Pinzano e Turati con merito, rispettando le regole del gioco.
La competizione deve essere celebrata per il talento e il lavoro degli equipaggi, non ridotta a sterili polemiche da bar. E se qualcuno continua a insinuare che le regole valgano poco, dovremmo forse proporre un nuovo format? Senza Udg, senza cronometristi, senza controlli tecnici: vince chi raccoglie più applausi. Ma questo non è il rally, e francamente, non è sport.

Scegli come corri
Proseguendo il ragionamento, emerge chiaramente che ci sono due modi di approcciare una stagione di rally. Il primo è quello di chi corre pensando principalmente al campionato: ogni gara è un tassello di un mosaico più ampio, dove la priorità non è sempre la vittoria assoluta, ma accumulare punti per il titolo. Il secondo approccio, invece, è quello di chi corre per vincere ogni singola gara, senza considerare troppo le conseguenze di un eventuale errore sulla classifica generale.
Giuseppe Testa ha dimostrato per tutta la stagione un impegno straordinario, e questo è innegabile. Ha corso con la grinta e la determinazione di chi vuole lasciare il segno in ogni tappa, mettendo il piede sull’acceleratore e cercando di ottenere il massimo in ogni occasione. Non a caso, lo abbiamo più volte elogiato nei nostri articoli per le sue prestazioni di alto livello nel Trofeo Italiano Rally 2024. Tuttavia, il suo percorso è stato caratterizzato da un episodio che non si può ignorare: l’esclusione dalla classifica del rally di Bassano a causa di una violazione tecnica – nello specifico, una questione di sottopeso della vettura.
In una disciplina così tecnica come il rally, i regolamenti sono chiari: il pilota è sempre responsabile della conformità della propria vettura. Non possiamo dunque parlare di sfortuna. Si tratta, piuttosto, di scelte. Testa e il suo team hanno sicuramente spinto al massimo per ottenere ogni possibile vantaggio, ma nella corsa al limite ci sono rischi, e uno di questi è proprio il non rispetto delle specifiche tecniche. Questo ha avuto un impatto decisivo sul campionato, e nonostante il talento indiscutibile di Testa, non possiamo sorvolare su quanto accaduto. Testa, tra l’altro, non ha mai preso una chiara posizione pubblica in merito all’esclusione per irregolarità tecnica.
Corrado Pinzano, d’altro canto, ha dimostrato una visione diversa della competizione, una visione che alla fine si è rivelata vincente. Ha corso con la testa, non solo con il cuore, ragionando in ottica campionato, facendo tesoro di ogni punto conquistato lungo il cammino. Pinzano non ha sempre cercato la vittoria assoluta, ma ha corso per un obiettivo preciso: il titolo. E proprio questo approccio strategico lo rende, ai miei occhi, un pilota più maturo e completo. Non si tratta di una “superiorità” nel senso astratto del termine, né di una questione di talento individuale – sia Pinzano che Testa correvano per lo stesso traguardo – ma piuttosto di una gestione più accorta e intelligente della stagione nel suo complesso.
In rally, arrivare secondo non significa essere inferiori, anzi. Si può essere grandi piloti anche senza vincere ogni singola gara. Tuttavia, nei campionati come il Trofeo Italiano Rally, devi ragionare in ottica campionato. Pinzano ha capito che la costanza e l’attenzione ai dettagli fanno la differenza quando l’obiettivo finale è il titolo, mentre Testa ha forse pagato la scelta di spingere troppo, senza tenere conto delle possibili conseguenze tecniche e regolamentari.
Per me, la vittoria di Pinzano nel TIR 2024 è il frutto di una visione a lungo termine e di un equilibrio tra rischio e calcolo. È questo che, alla fine, ha fatto la differenza e gli ha permesso di alzare il Trofeo, dimostrando una superiorità non solo in pista, ma anche nella gestione mentale e strategica di una stagione intera. E c’è di più. Pensate che Pinzano non sia mai andato in verifica?

La reazione di PA Racing
Tutti i tifosi che negavano l’evidenza parlando di “fortuna”, hanno indirettamente offeso e macchiato le performance di Pinzano e gettato ombre sull’operato di PA Racing. Il rinomato team lombardo, ad un certo punto, è stato costretto ad intervenire sulla sua pagina Facebook per fare chiarezza con un gesto di grande trasparenza. Ecco cosa ha scritto PA Racing:
Quest’anno con Corrado Pinzano e Mauro Turati abbiamo vinto il Trofeo Italiano Rally Asfalto con la Volkswagen Polo Rally2. Nell’ultimo periodo, e soprattutto nelle ultime giornate, dopo i fatti di Bassano e Como, sui vari social abbiamo letto di tutto, perché moltissimi leoni da tastiera parlano, anzi scrivono davvero a vanvera, e perciò abbiamo deciso, in massima trasparenza, di comunicarvi i vari controlli che ci sono stati fatti durante l’anno sulla vettura di Pinzano.
Rally del Lazio: Peso, Valvola Pop Off (LT 43), flangia turbo, peso batteria, peso cerchio.
Rally della Marca: Peso, sigilli di turbo, pop off, trasmissioni e flangia, pneumatici, controllo e verifica flangia (allegato J art 261/304/2), impianto fenante, barre torsione.
Rally del Salento: Peso, valvola pop off (LT 43), catalizzatore (LT 08), flangia turbo dimensioni interne ed esterne e controllo che fosse realizzata in unico pezzo (art.304-2 all J 261 limitatamente ai capoversi 4 e 7).
Rally San Martino di Castrozza: Radiatore acqua, ventola raffreddamento, intercooler, sigilli e pop off.
Rally Città di Bassano: collettori di scarico, catalizzatore, flangia turbo, intercooler, peso.
Oltre a quanto sopra, tutto effettuato nelle verifiche post gara, durante le gare, nei vari riordini, è stato spesso controllato peso e/o la flangia e varie volte sono stati effettuati dei prelievi di carburante. Per trasparenza pubblichiamo la pagina del passaporto tecnico, dove la federazione annota le varie verifiche effettuate sulla vettura. Pubblichiamo inoltre qualche foto delle varie nottate passate nelle varie officine sedi di verifiche post gara. A questo punto rinnoviamo i compimenti a Corrado e Mauro per la bella stagione sportiva.

E’ stata davvero fortuna?
Sei vincitori diversi, continue battaglie sul filo dei secondi e otto emozionanti appuntamenti lungo tutto lo Stivale, il Trofeo Italiano Rally 2024 ha incoronato il suo campione: Corrado Pinzano, affiancato da Mauro Turati, si è aggiudicato il titolo addirittura con una tappa d’anticipo, mettendo matematicamente fine alla contesa già dopo il Rally di Bassano. Il biellese, grazie a un brillante 2° posto in quest’ultima prova – ma anche alla penalità di 10 punti inflitta a Giuseppe Testa a seguito della sua esclusione per irregolarità tecnica – ha conquistato il suo primo scudetto nel TIR, diventando campione prima ancora della tappa finale di Como, caratterizzata dal coefficiente 1,5.
Il regolamento di settore prevede che la classifica finale venga stilata tenendo conto dei 6 migliori risultati su 8 totali. Con la squalifica di Testa al Rally di Bassano, il pilota molisano non poteva più scartare quel risultato negativo, il che gli impediva matematicamente di raggiungere gli 81 punti già conquistati da Pinzano. Questo ha di fatto chiuso la corsa al titolo, rendendo impossibile un’ulteriore rimonta per Testa nella prova finale.
Lo spettacolare duello tra Pinzano e Testa è stato uno dei fili conduttori più avvincenti del Trofeo Italiano Rally 2024. Una competizione che li ha visti sfidarsi su e giù per l’Italia, dal Tacco d’Italia al Rally del Salento, fino alle Pale Dolomitiche del San Martino di Castrozza, passando per la neve del Cesen al Rally della Marca, le colline del Rally Lana, e fino agli iconici tornanti di Piancavallo. Ogni tappa ha offerto battaglie serrate a suon di decimi di secondo, con entrambi i piloti che hanno dato il massimo.
Tuttavia, il destino del campionato si è deciso sul palco del “Mundialito Veneto”, al Rally Città di Bassano. In questa tappa, Pinzano ha saputo sfruttare al meglio il suo pacchetto competitivo: la sua Volkswagen Polo, preparata con cura dalla PA Racing, equipaggiata con gomme Pirelli e sostenuta dalla scuderia New Driver’s Team, ha dimostrato ancora una volta tutta la sua solidità. Decisiva è stata la performance sulle prove speciali della “Valstagna”, definita la vera “università dei rally”. Qui Pinzano ha piazzato una tripletta di scratch che gli ha permesso di mantenere saldamente il 2° posto alle spalle di Signor, sigillando così il suo trionfo.
È importante sottolineare che la vittoria di Pinzano non è solo il risultato di una gara ben condotta, ma di una strategia di campionato impeccabile. Come abbiamo già discusso, ci sono due modi di affrontare una stagione di rally: c’è chi corre pensando alla classifica generale, e chi invece punta a vincere ogni singola gara, correndo però il rischio di incappare in errori o penalità che possono compromettere l’intera stagione. Giuseppe Testa ha certamente dato il massimo in ogni singola tappa, affrontando ogni prova con l’intenzione di primeggiare, come dimostrano le sue performance di alto livello durante l’anno. Ma nel mondo del rally, non basta solo la velocità. La gestione tattica di Pinzano, concentrata sulla raccolta di punti piuttosto che sulla vittoria a tutti i costi, si è dimostrata vincente.
L’esclusione di Testa a Bassano non può essere liquidata come semplice sfortuna. In questo sport, il pilota è responsabile della conformità della propria vettura, e l’irregolarità tecnica riscontrata nel sottopeso della vettura del molisano ha avuto conseguenze inevitabili. Pinzano, al contrario, ha saputo correre con maggiore maturità, dimostrando di avere un approccio più completo alla competizione: non solo veloce, ma anche strategico e disciplinato, ha saputo gestire ogni situazione con l’obiettivo finale ben chiaro in mente.
Infine, chiudiamo con una riflessione che vale per tutti gli sport motoristici, ma soprattutto per i rally: non sempre il secondo classificato è il perdente. Essere costanti, intelligenti e capaci di gestire le insidie di un’intera stagione è un valore altrettanto importante quanto vincere singole gare. Pinzano ha dimostrato di avere tutte queste qualità, e per questo merita il titolo di campione del Trofeo Italiano Rally 2024.








