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WRC alla deriva: annullato il Rally di Ypres per Covid-19

Con il cuore in mano, il Club Superstage ha annullato il Rally di Ypres 2020, penultima prova del FIA 2020 World Rally Championship. Dal 20 al 22 novembre si sarebbe dovuta tenere in Belgio, per la prima volta nella storia, una gara valida per il Mondiale WRC, ma le attuali problematiche legate alla diffusione del Covid-19, come avevamo anticipato, hanno deciso diversamente.

Gli organizzatori hanno lavorato molto duramente negli ultimi mesi per la preparazione del Rally di Ypres, non immaginando che sarebbe stato annullato, ma il coronavirus è nuovamente esploso e le cifre dell’infezione sono aumentate rapidamente. Il comitato di consultazione ha imposto misure rigorose per contenere la diffusione del virus, ma nel frattempo la pressione sugli ospedali e sul settore assistenziale è diventata molto forte e tutti sono stati esortati a interrompere la vita sociale.

“Abbiamo sempre sostenuto il Rally di Ypres 2020 in Belgio, non abbiamo mai pensato che sarebbe stato annullato, ma questa volta non possiamo lasciare che il rally vada avanti”, afferma Emmily Talpe, sindaco della città di Ypres. Detto fatto. Con un’ordinanza ha cancellato il rally iridato, senza badare tanto alla federazione e agli organizzatori, che comunque ne erano consapevoli da circa un mese.

“In stretta consultazione con l’organizzatore della gara, le autorità amministrative e l’ufficio del ministro dell’Interno, hanno seguito l’evoluzione della pandemia nella nostra regione. Si è deciso che nelle attuali circostanze fosse irresponsabile consentire il Campionato del Mondo Rally a Ypres. Verrà redatta una decisione del governatore in linea con la nuova evoluzione”, ha confermato il governatore Carl Decaluwé.

Il Club Superstage ha continuato a credere nel successo del primo rally belga del Mondiale WRC fino all’ultimo giorno. “Con il Rally di Monteberg e il Rally di Aarova, abbiamo organizzato due rally a prova di Covid nelle ultime settimane, ma non siamo in grado di far fronte all’attuale epidemia di virus. Al momento, la salute della popolazione è affidata al personale del settore sanitario, la salute dei nostri dipendenti, dei partecipanti alla gara e di tutti gli appassionati di rally in primis”, ha detto Jan Huyghe del Club Superstage.

“Abbiamo seguito la crisi sanitaria in stretta consultazione con le autorità locali. Purtroppo, i numeri hanno continuato a crescere a dismisura. Il Rally di Ypres 2020 è da anni leader nella sicurezza in Europa. Questa volta si aggiunge anche la salute. Comprendiamo la decisione”, conclude l’organizzatore del Rally di Ypres 2020.

“Questa è ovviamente una grande delusione per tutti i nostri ragazzi che hanno dimostrato di essere in grado di organizzare una gara WRC in poco tempo”, ha dichiarato Alain Penasse, presidente del Club Superstage. “Speriamo che i nostri sforzi e investimenti non siano stati vani. Abbiamo dimostrato alla FIA e al Promotore WRC che possiamo cambiare rapidamente e che possiamo organizzare il Rally di Ypres Mondiale. Questa cancellazione era inevitabile, ma continuiamo ad ambire il WRC. Speriamo sia solo un rinvio”.

WRC 2020: trema Ypres, apprensione per il Rally di Monza

In Belgio, i contagi di Covid-19 impazzano e i rally saltano uno dietro l’altro. Dopo le South Belgian Rally, adesso si fanno insistenti le voci sull’annullamento del Rally di Ypres, nonostante il capo del WRC, Yves Matton, abbia provato (giustamente) a metterci una pezza sostenuto da un’importante campagna di comunicazione filoamericana.

Matton, però, aveva ammesso ciò che non poteva essere negato: cioè che la situazione era estremamente critica e che, per quanto la FIA potesse essere politicamente solida e influente, queste decisioni sono affidate (come in Italia) ai sindaci e agli organi governativi nazionali. Infatti, il sindaco di Vresse-sur-Semois, Arnaud Allard, ha annunciato tramite video il rinvio del South Belgian Rally, gara che si corre nel Belgio meridionale (ed è la seconda consecutiva) e che fa parte del Campionato Belga Rally, che avrebbe dovuto svolgersi sabato 24 ottobre nelle Ardenne di Namur.

“È con grande delusione che devo annunciare che il South Belgian Rally sarà rinviato a una data da destinarsi. Vista la situazione e le posizioni del ministro e del governatore è preferibile non organizzare l’evento questo fine settimana”, ha detto il sindaco Allard , che ha ringraziato gli organizzatori per il lavoro svolto. “Eticamente parlando, per il rispetto della professione medica, fare disputare questa organizzazione non era ragionevole. Tutto era pronto, tutto rispettato, i protocolli seguiti ma la logica parlava di altro”. Nessuna nuova data è stata comunicata.

Dopo l’annullamento di quest’altra gara belga, ora trema ancor di più il Rally di Ypres, che è diventato un gigante con i piedi di argilla. Se è vero che c’è un nuovo malato cronico, nel cuore dell’Europa, questo è il Belgio, dove i numeri del contagio sono esplosi in pochi giorni, e dove adesso il Governo sta pensando a nuove misure restrittive dopo quelle già approvate venerdì scorso. Il ministro federale della Salute, Frank Vandenbroucke, nelle ultime ore ha usato parole molto forti, parlando di “trunami” sanitario, con gli ospedali che potrebbero presto non avere più spazio per le cure delle malattie ordinarie. Il Governo valuta un nuovo lockdown.

Ricoverata per Covid 19 in terapia intensiva c’è finita anche Sophie Wilmes, già premier, attualmente vice e ministra degli esteri. Con 253.000 contagiati e 10.539 morti al 23 ottobre 2020, voci ben informate confermano che gli organizzatori del Rally di Ypres sono pronti ad arrendersi alle pressioni del Governo centrale, che non vuole più (non in questo momento) il circus internazionale del WRC. Troppo rischioso. Qualcuno dice che è questione di ore, qualcun altro dice che è questione di giorni. Pare, però, che anche questa prova del WRC 2020 sia destinata a saltare. A seguire tremerà Monza, che visto ciò che sta accadendo in Lombardia, rischia di disputarsi a porte chiuse e in autodromo.

Gli organizzatori del Mondiale Rally hanno ben presente che, con l’annullamento di Ypres, Monza diventerebbe l’ultima spiaggia per poter assegnare regolarmente il titolo 2020 con il minimo delle prove disputate per come previsto dalla normativa FIA. Si incrociano le dita e si spera che, nel mese di novembre, la curva dei contagi cali almeno in Italia e in Lombardia.

Yves Matton ottimista per Ypres, ma cosciente del periodo

Yves Matton dice di essere “ottimista” sul fatto che il Rally di Ypres dovrebbe disputarsi, come previsto, il mese prossimo. Il capo del WRC ha sottolineato che, nonostante ci sia un picco di contagi nel Paese, non sembrano esserci problemi con le autorità belghe. “L’evento è supportato e, per il momento, non c’è motivo di pensare ad un eventuale annullamento”, ha spiegato Matton. “Sono ottimista e fiducioso. Con l’Aarova Rally Oudenaarde, in Belgio, hanno organizzato la prima gara dalla fine di agosto”.

Il Rally di Ypres si svolgerà dal 19 al 22 novembre e gli organizzatori lavoreranno secondo il consueto calendario per mettere insieme un raduno: l’attuale pandemia Covid-19 è una preoccupazione costante, come vi abbiamo anticipato sta facendo tribolare molto gli organizzatori, ma non dovrebbe essere vittima del virus.

Il condizionale è d’obbligo in questi casi. Lo stesso Matton conferma che: “Non esiste una scadenza del virus, per cui sappiamo anche che, in questa situazione, purtroppo la cancellazione di una gara può avvenire pochi giorni prima del vie. Può accadere anche poche ore prima del via. Tutto quello che posso dire è che stiamo provando, con gli organizzatori e con le diverse parti interessate, a cercare di evitare che il Governo prenda una decisione pochi giorni prima dell’evento”.

La stragrande maggioranza delle persone che operano nel parco assistenza WRC, in viaggio in Estonia il mese scorso, avrebbe dovuto essere isolata per quattordici giorni all’arrivo nel Paese, ma un accordo mediato con Ratas ha assicurato che sia autorizzato il test Covid-19 all’aeroporto, con isolamento fino all’arrivo del risultato, quindi gara, a condizione che sia stato prodotto un risultato negativo.

Matton ha aggiunto: “La cosa più importante è avere il sostegno del governo. Secondo le normali regole in vigore, in Estonia non sarebbe stato possibile organizzare un evento di quella portata, ed è solo grazie al governo che ci siamo riusciti. Ad ogni Governo mostriamo l’Appendice S del regolamento FIA, relativo allo svolgimento di sport motoristici internazionali sotto restrizioni Covid-19. E tutto quello che stiamo facendo viene in genere apprezzato”.

“Corriamo in modo sicuro con regole sanitarie sicure che ci permettono di andare in alcuni Paesi in cui, normalmente, non saremmo autorizzati ad andare. Questa è la realtà. Se abbiamo il sostegno dei Governi, riteniamo che gli eventi non verranno cancellati all’ultimo momento. Ma la situazione cambia ogni giorno, per cui a volte gli stessi Governi non possono prendere impegni precisi. Spero che non sarà il caso del Belgio”.

Però, sta di fatto, che il Rally du Condroz è stato cancellato a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di nuovo coronavirus. Speriamo solo che questo non sia un campanello d’allarme e che Ypres abbia i suoi “Santi in Paradiso”, così come si spera che le capacità professionali degli organizzatori della gara valida per il Mondiale Rally possa essere uno dei parametri di valutazione. Tutto è sicuro, nulla è certo.