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Clamoroso: Aci Sport per ora non premia Citroen

La Corte Federale ha deciso di rimandare ogni decisione per una lacuna nelle audizioni: andrà sentito ufficialmente Luca Rossetti. Peccato non ci fosse Roberto Benigni alla premiazione dei campioni dei rally di Aci Sport, in programma per il 7 febbraio a Monza.

A questo colpo di scena, quello del non consegnare il titolo a Citroen, dopo aver ufficializzato in “ogni-dove” che la filiale italiana della Casa d’Oltralpe si era aggiudicata il titolo tricolore nei rally perché il suo equipaggio era stato vittima di un clamoroso boicottaggio, il comico toscano avrebbe saputo rispondere con una delle sue esilaranti battute e magari avrebbe messo tutti d’accordo.

Purtroppo, Benigni non c’era e l’umore di chi lasciava i saloni dell’autodromo era variabile e andava dall’interdetto all’arrabbiato, dal meravigliato al disperato. Anche chi avrebbe avuto motivo di sorridere, giustamente, per solidarietà, ha evitato. Ma come al solito, formalmente nessuna tensione. In fondo, è normale arrivare al 7 febbraio 2020 e scoprire che, dopo poco meno di quattro mesi e alla vigilia del CIRcus, per la federazione sarebbe meglio rinviare ancora nel prendere una decisione.

Nei mesi scorsi, abbiamo avuto modo di fare chiarezza a più riprese su questo paradossale caso che sta colorando il CIR come un clown del circo Togni: abbiamo avuto modo di parlare della vicenda Tuscan, ci siamo appellati direttamente alla federazione perché facesse chiarezza con un’indagine, abbiamo seguito l’evolversi delle fasi di questa indagine, abbiamo dato notizia del ricorso presentato dai legali di Orange 1 e Simone Campedelli, oltre a varie altre notizie sulla vicenda.

Pur non essendo l’1 aprile, la comunicazione è che bisogna aspettare altri quindici giorni (così saranno trascorsi quattro mesi e qualche giorno dal Tuscan Rewind). Perché? Perché Luca Rossetti è stato sentito ma non è stato sentito. In che senso? Nel senso che i magistrati dello sport con Rox hanno parlato, ma mai ufficialmente. Ma quindi ci hanno parlato? Sì, ma no. Come si dice, nì.

Ma non si può fare tesoro di ciò che Rossetti ha detto e dato ai “cacciatori di prove”? Anche in questo caso: sì e no. Il buon senso e il fatto che formalmente il Rox abbia parlato con qualcuno (con chi?) indurrebbe a dire di sì, ma se si vuol fare vincere la burocrazia allora la risposta è no.

Ma non era stata una lunga e attenta indagine? Così dicevano. E ora che si fa? Lasciamo ancora il CIR senza un campione Costruttori, che in realtà si sarebbe dovuto assegnare già quattro mesi fa dopo il Tuscan o, al massimo, prima di Natale. In fondo, dal 23 novembre al 23 dicembre c’è la distanza di 30 giorni, che appare un tempo più che sufficiente per capire se trattasi di chiodi di mano ignota oppure no.

Qualcuno dice che bisogna aspettare quindici giorni. Ma non hanno anche cambiato la classifica del Tuscan Rewind, nel frattempo? E che vuoi che sia… Forse aspetteremo altri quindici giorni. O forse scopriremo che il titolo va sia a Ford sia a Citroen. Anzi, a Skoda che è stato il Costruttore che ha vinto di più.

La Procura conferma il dolo: a Citroen il titolo Costruttori 2019

La Procura Federale ha completato l’indagine sui fatti del Tuscan Rewind – che ha contemplato non solo l’esame più dettagliato di diversi filmati anche amatoriali, ma pure un sopralluogo sulla prova speciale di Torrenieri – ed è assodato che abbia riscontrato l’origine dolosa – anche se i delinquenti restano ignoti – della foratura di Luca Rossetti.

Esiti che la Procura ha già sottoposto all’esame della Giunta Sportiva della scorsa settimana. Inoltre risulta che Simone Campedelli – la cui posizione era comunque diversa non essendo arrivato al traguardo – abbia ritirato il proprio esposto.

A questo punto resta solo da attendere (verosimilmente non a lungo) l’ufficializzazione dei provvedimenti conseguenti, che è però ovvio immaginare: al solo Rossetti verrà assegnato un tempo imposto sulla ps9, diverso da quello anomalo ottenuto sul campo.

Quale? Un tempo analogo a quello che il friulano ha fatto segnare nei passaggi precedenti sulla stessa prova speciale (17’23”9 nel primo passaggio, 17’03”1 nel secondo) anziché il 20’46”0 del suo passaggio conclusivo, in cui si era subito fermato a cambiare la ruota per preservarne l’integrità a titolo di prova, precipitando però così dal secondo al dodicesimo posto della generale.

Togliendo circa 3’30” al suo tempo totale, Rossetti salirà al 3° posto in classifica davanti a Paolo Andreucci e dietro a Basso – che resta vincitore di gara e titolo italiano piloti – e Crugnola.

Indiretta ma sostanziale conseguenza del balzo in classifica sarà invece la conquista del titolo italiano Costruttori da parte di Citroen, visto che Rossetti sarebbe comunque più in alto del sesto posto finale che avrebbe comunque garantito il titolo al marchio francese.

Chiodi, Aci Sport rinvia la decisione per approfondimenti

Tanto tuonò che uscì il sole. Per ieri sera era attesa una decisione da parte della federazione Aci Sport in merito alla vicenda dei “Chiodi di Montalcino“. Decisione che, peraltro, è attesa già da qualche settimana e che avrebbe dovuto chiarire e finalmente mettere a tacere le tante polemiche seguite al Tuscan Rewind, così da poter arrivare alle premiazioni di fine stagione tranquilli e sereni. La buona notizia è che la classifica dell’ultima prova del CIR 2019 è stata confermata e che il 13 novembre si potrà festeggiare.

L’apparato federale deputato ad indagare in questi casi ha deciso sostanzialmente di non decidere, almeno per il momento. Sì, perché l’indagine va avanti, ma non necessariamente come si potrebbe essere portati a pensare. Pare, infatti, che le prove portate da Luca Rossetti e Citroen siano interessanti, ma non sufficienti perché quello che si vede dalla camera car potrebbe essere una piastra chiodata ma anche no. Insomma, la vicenda pare meriti ulteriori approfondimenti. Ma che tipo di approfondimenti?

Allo stato delle cose, non è possibile prendere una decisione. E le prove portate da Simone Campedelli e Orange1? Anche quelle sembrano essere state ritenute insufficienti per dimostrare un’uscita causata da foratura. Martedì 10 novembre la Procura Federale ha ascoltato Luca Rossetti, Giandomenico Basso e Simone Campedelli. Andrea Crugnola era assente. Ma intanto, la magistratura sportiva aveva già avuto modo di valutare il materiale probatorio ritenendolo insufficiente.

“Allo stato dell’inchiesta, ancora in corso – comunica la federazione – non abbiamo elementi né tantomeno ci sono state fornite prove che possano consentire alla Giunta Sportiva di prendere decisioni conseguenti se non confermare la classifica di gara”. Se non ci fossero elementi che creano dubbi, la pratica sarebbe stata già archiviata. Invece, è stata ravvisata la necessità di approfondire ulteriormente. La buona notizia è che, al momento, è stata ufficialmente confermata la classifica del Tuscan Rewind.

Nei giorni scorsi, c’era stata una presa di posizione da parte di Lorella Rinna che ha dichiarato di essersi dovuta rivolgere ad un legale per tutelare l’immagine della sua Loran, tirata in ballo sui social network e in qualche occasione fatta oggetto di accuse anche pesanti (false) e decisamente irriverenti. Prima ancora, cioè subito dopo la gara, c’è stato l’addio di Donazzan e di Orange al mondo dei rally. Ora pare che anche Ford voglia allontanarsi. Certo che anche le polemiche cavalcate nei giorni scorsi hanno ferito ulteriormente la specialità.