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Chi sarà il campione CIWRC fra Miele, Signor e Pedersoli?

La classica gara della valle trentina, organizzata dalla San Martino Corse, sarà la sesta e decisiva prova della serie tricolore che finora ha regalato grande spettacolo nelle altre cinque gare disputate. L’edizione numero 39 del Rallye San Martino di Castrozza e Primiero schiererà 110 equipaggi al via, 86 per il rally moderno e 24 per lo storico, tra i quali ben 10 a bordo di una World Rally Car e 17 alla guida di una vettura R5.

La corsa avrà quindi validità per il Ciwrc, la Coppa Rally di Zona (Zona 3), la Michelin Rally Cup e la Suzuki Rally Cup. Numeri importanti per una gara che vale ancora di più, se si considera il coefficiente 1,5 che rende il tutto ancora più incerto.

Primi a comparire nella lista dei più attesi sono i leader del Campionato Italiano WRC, Simone Miele e Roberto Mometti con la Citroen DS3 Wrc. Il driver di Olgiate Olona alla sua sesta partecipazione a San Martino, arriva all’ultimo round con 69,5 punti, contro i 58 di Marco Signor e i 57 di Luca Pedersoli, che hanno già scartato con un ritiro a testa. Il veneto Signor insieme a Patrick Bernardi, su Ford Fiesta Wrc, torna nella sua consueta gara “di casa”, sempre in cerca della vittoria stagionale ancora da centrare.

Dalla sua, Pedersoli, salito sul podio finale ad Alba prima della pausa estiva, corre per vincere, sempre affiancato da Anna Tomasi, con la loro Citroen DS3 Wrc, in cerca di una doppia affermazione: quella nel campionato e quella nell’albo d’oro del San Martino di Castrozza.

Torna con la possibilità di complicare la sfida scudetto che riguarda i tre rivali per il round finale, anche Corrado Fontana. Il lariano con Nicola Arena e la Hyundai I20 Wrc, ormai fuori dai giochi del Campionato, cercheranno di chiudere bene la stagione sfortunata.

Presente anche l’altro Fontana Luigi, con l’altra Hyundai I20 Wrc navigato da Giovanni Agnese. In veste di outsider di rilievo è atteso Paolo Porro. Il lariano torna tra le Wrc come sempre navigato da Paolo Cargnelutti con la Ford Fiesta Wrc, ma a dare spettacolo si proporranno sicuramente anche le altre Fiesta WRC del trentino Matteo Daprà, dell’elvetico Lorenzo Della Casa, del bresciano Gianluigi Niboli e dell’esperto bassanese Valter Gentilini.

Una corsa da non perdere anche quella degli altri iscritti, in particolare quelle tra le quattordici R5. Il più atteso sarà Corrado Pinzano che torna ad essere affiancato da Marco Zegna a bordo della Skoda Fabia. Grazie all’ottima prestazione ad Alba, il velocissimo driver biellese, ha conquistato, con una gara d’anticipo, il gradino più alto del podio di categoria R5 nel Campionato Italiano WRC.

A San Martino promette battaglia anche Andrea Carella, alle spalle di Pinzano, che insieme ad Enrico Bracchi su la Skoda Fabia è pronto dopo aver partecipato al Rally della Lanterna dove ha chiuso terzo assoluto. Tra le altre R5, al via del San Martino, rientra Mauro Miele con Luca Beltrame su altra vettura della casa boema.

Tra le vetture R5 del Campionato pronti per la gara trentina Giampaolo Bizzotto e il milanese Jordan Brocchi, entrambi su Skoda Fabia e il bresciano Zigliani Rizziero con la Ford Fiesta. Tra i nomi di rilievo, ad arricchire la schiera di R5 non mancheranno all’appello anche il trentino Pierleonardo Bancher e il pilota di Schio, Efrem Bianco oltre al pavese Giacomo Scattolon, con la Hyundai I20 NG, quest’anno tra gli iscritti al CIR Asfalto.

Lotta serrata tra le S2000 iscritte al Campionato e a caccia della vittoria in Coppa, con il trevigiano Rudy Andriolo in vantaggio sul ceccanese Stefano Liburdi, entrambi su Peugeot 207. Presenti in classe S1600, Roberto Vescovi, già vincitore della Coppa di Categoria S1600 e il padovano Gianmarco Lovisetto, entrambi su Renault Clio. Tra le vetture di classe R2, anche qui numerosissime, si decidono i destini per il pilota di Sora Liberato Sulpizio su Ford Fiesta, in testa alla classifica di classe, davanti alle Peugeot 208 del bresciano Gianluca Saresera, del pilota locale Fabio Farina. Presente anche il trevigiano, Ivan Stival con la Peugeot 106 A6.

Le strade dolomitiche attendono poi la schiera di Suzuki Swift impegnate nel Suzuki Rally Cup dove a comandare è il pilota di casa Roberto Pellè. Il trentino dovrà difendersi dagli attacchi di tutti gli altri con le Swift R1B, in configurazione 1.6 Sport o RS Turbo1.0 tra i quali anche l’aostano Simone Goldoni, il vicentino Andrea Scalzotto oltre a Marco Longo e il padovano del CIWRC Nicola Schileo. Parlando di trofei presenti anche i partecipanti al Clio R3 TOP, dove spicca Federico Bottoni che con una gara di anticipo al Rally di Alba ha conquistano il titolo nel Trofeo monomarca.

Chi sarà il vincitore della Michelin Rally Cup?

Senza dimenticare che nel CIWRC si corre anche la serie promossa da Michelin. Quindi, chi sarà il vincitore della Michelin Rally Cup 2019? Anche in questo caso, per saperlo bisognerà attendere la pedana di arrivo del Rallye San Martino di Castrozza e Primiero di sabato sera, 14 settembre.

La classifica della Coppa indetta dalla Casa di pneumatici di Clermont Ferrand vede al comando Rudy Andriolo, con il pilota di Cavaso del Tomba (TV) che deve arginare gli assalti di altri quattro piloti che matematicamente possono ambire al successo assoluto. I maggiori favori del pronostico vanno ad Andrea Carella, staccato di appena tre punti dalla vetta della classifica, che in caso di vittoria si assicurerebbe matematicamente il successo della Coppa senza dover ricorrere a discriminanti.

Grandi speranze di successo le nutre anche Giampaolo Bizzotto, anche lui a bordo di una Škoda Fabia R5, che deve recuperare sette punti a Carella e dieci nei confronti di Andriolo. Un finale al cardiopalma. La matematica assegna ancora possibilità a Liberato Sulpizio, che deve conquistare almeno 15 punti per pareggiare i conti con Andriolo (pari al quinto posto), impresa non impossibile per il frusinate, anche se avrà a disposizione la piccola Fiesta R2T con cui ha fatto scintille nelle precedenti gare, pagando sempre però il debito di potenza della berlinetta inglese nei confronti delle poderose top car.

Possibilità teoriche anche per Stefano Liburdi, che deve ottenere almeno il secondo posto in gara della Michelin Rally Cup per pareggiare i conti con Andriolo, e poi osservare i risultati di Carella, Bizzotto e soprattutto del capoclassifica.

Non basterà la gara trentina a proclamare il vincitore della categoria Under 25. Fabio Farina gode teoricamente di un vantaggio di 36 punti su Lorenzo Grani, bottino che metterebbe il pilota locale al riparo dalla rimonta del modenese; ma Grani ha interposto appello contro la squalifica subita al Rally della Marca.

Nel caso venisse reintegrato nella classifica della gara veneta e gli venissero restituiti i 30 punti, il divario fra i due piloti sarebbe di soli sei punti. E il vincitore di San Martino diventerebbe il “baby” campione della Michelin Rally Cup 2019. Tutta da giocare la vittoria nel Raggruppamento dedicato alle R5 con Andrea Carella, navigato da Enrico Bracchi, che deve arginare l’assalto di Giampaolo Bizzotto, con Sandra Tommasini a dettargli le note, che deve recuperare sette punti al piacentino.

Esattamente la differenza fra la vittoria e il secondo posto. Tutto deciso o quasi in S2000 con Rudy Andriolo, come sempre in vettura con Manuel Menegon, cui basta scendere solo la pedana di partenza per conquistare il bonus partecipazione e mettere in carniere il titolo. Gara di prestigio per Stefano Liburdi, insieme ad Andrea Colapietro, che cercherà di ottenere la seconda vittoria di categoria stagionale, bissando il successo del Salento, mentre Stefano Callegaro, affiancato da Tania Bertasini Haianes, punterà a incrementare il suo bottino stagionale dopo la bella prestazione al Rally della Marca.

Fra le S1600 Gianmarco Lovisetto, che correrà a San Martino con Ivan Gasparotto, ha già il titolo in tasca, ma una terza vittoria, dopo Elba e Salento fa sempre piacere. Dovendo però fare i conti con Vittorio Ceccato, navigato da Rudy Tessaro, che ha dimostrato tutto il suo valore risultando il più veloce in categoria al Marca. Sfida sul filo del rasoio in Raggruppamento R3 nel quale Giuliano Giovani, con Giuseppe Aldini sul sedile di destra, vanta un solo punto di vantaggio su Oscar Sorci, che ha fianco Matteo Mosele, in un duello in cui chi primo arriva al traguardo, meglio alloggia.

A fare da arbitro della situazione ci sarà Federico Bottoni, navigato da Sofia Peruzzi, cui solo la matematica concede ancora delle possibilità che, però, vorrà confermare il recente successo ottenuto ad Alba. Il Raggruppamento che raccoglie, fra le altre, le vetture di Classe N2 e RS 16 Plus vede due iscritti al via del San Martino di Castrozza, entrambi con le stesse possibilità matematiche di successo. A giocarsi la vittoria saranno Riccardo Callegaro, affiancato da Federica Gilli, che avrà a disposizione una Peugeot 106 Rallye Prod. S2 e Maurizio Capuzzo con Marta De Paoli, che prenderà parte alle gara trentina con una Opel Adam iscritta in RS 1.6 Plus. Chi primo arriva vince.

Sempre numerosa la lista presenze fra le R2/A6 con ben dieci iscritti al via. Liberato Sulpizio, che avrà come navigatore Alessio Angeli su Ford Fiesta, sarà impegnato a mantenere il suo vantaggio sugli inseguitori tutti su Peugeot 208, a cominciare dal bresciano Gianluca Saresera, con Manuel Fenoli alle note, staccato di 18 punti e Tommaso Paleari, affiancato da Paolo Garavaglia, che accusa un ritardo di 22 punti rimanendo ancora in gioco per la vittoria. Teoricamente potrebbe rientrare fra i pretendenti al titolo di categoria (anche se con minime speranze) l’Under Lorenzo Grani, che dividerà la vettura con Chiara Lombardi, nel caso in cui venisse riammesso in classifica al Marca Trevigiana.

Tutti gli altri concorrenti sono a caccia di gloria a cominciare dall’Under 25 Fabio Farina, navigato da Luca Guglielmetti, a Giovanni De Menego-Christian Camazzola, Luca Salgaro-Robertino Sossella, Alessandro Zorzi-Davide Bianchi, Alberto Sartori-Roberto Simone e la Peugeot 106 Rallye di Classe A6 di Ivan Stival e Roberto Pais de Libera.

Il Rally San Martino di Castrozza e Primiero 2019 richiama i concorrenti venerdì 13 settembre a Fiera di Primiero dalle 9.00 alle 13.30 per le verifiche sportive e tecniche, mentre dalle 1.00 alle 15.30 si svolgerà lo Shake Down sul Passo Gobbera. La sera stessa il rally prenderà il via da San Martino di Castrozza alle ore 19.45, per concludersi il giorno dopo, sabato 14 settembre alle ore 18.27 dopo aver percorso 353,78 km di cui 115,65 in prova speciale, a cominciare dalla prova spettacolo di venerdì sera a San Martino di Castrozza.

Rally del Ticino: Carron si autoelimina, Crugnola vince

Una bella mattina di sole ha accolto la ventiduesima edizione del Rally Ronde del Ticino sabato 7 settembre, sulle strade della Valcolla, a Isone e al Penz, dove nella prima serata è andata in scena la prova speciale conclusiva. Gli appassionati che hanno seguito dal vivo le evoluzioni degli equipaggi in gara si sono potuti godere uno spettacolo che li ha sicuramente soddisfatti, grazie anche alla presenza di vetture della categoria WRC, quelle che partecipano al campionato mondiale di rally.

Altro motivo di indubbio interesse la sfida tra il pilota vallesano Sébastien Carron con la VW Polo R5 della scuderia D-Max Swiss e quello malcantonese Ivan Ballinari con la Skoda Fabia R5 della Lugano Racing Team. Carron, in lizza con il navigatore Lucien Revaz e fregiatosi già a tre riprese del titolo svizzero, come nel 2018 quest’anno non ha partecipato a tutte le gare del campionato, così che Ballinari – nella gara di casa affiancato da Giusva Pagani alle note – si è ritrovato con la strada spianata verso il suo secondo alloro nazionale in carriera, il secondo di fila e messo in cassaforte ancor prima della disputa del Rally Ronde del Ticino.

Di conseguenza, la corsa di casa nostra è stata una sorta di cartina di tornasole che ha permesso di valutare con cognizione di causa il rapporto attuale fra le forze in campo. E pure di dirsi fra addetti ai lavori, tifosi e appassionati che il campionato ben probabilmente sarebbe stato un altro, se Carron avesse sfidato il Bally – come è soprannominato Ballinari – lungo tutto il corso di una stagione che si concluderà in ottobre con il Rally del Vallese.

Senza contare che non sono stati della partita l’asso neocastellano dei rally Grégoire Hotz – recordman in materia di titoli svizzeri con ben otto allori nel palmarès – e il suo navigatore momò Pietro Ravasi, i quali si sono schierati al via solamente nelle prime due gare di questo 2019.

Già nel primo passaggio in Valcolla – quello che ha dato il via alle danze nel Rally Ronde del Ticino – Sébastien Carron ha rifilato a Ballinari un distacco di 3 secondi e altrettanti decimi. Come dire che fra i campioni nazionali delle ultime stagioni – il vallesano nel 2014, 2016 e 2017 e Ballinari appunto nel 2018 e 2019, mentre nel 2015 a trionfare era stato il duo Hotz-Ravasi – i giochi si sono decisi subito a favore del vallesano.

Già, perché Carron e Revaz di fatto si sono tolti di torno in men che non si dica l’avversario che insieme a loro poteva ambire al successo fra le R5 – le macchine top del campionato svizzero – e soprattutto a un piazzamento fra i migliori tre della classifica generale assoluta.

Quanto a quest’ultima, per il primato e la vittoria finale a fare da lepre si è messo fin dai primi metri del Rally Ronde del Ticino Andrea Crugnola con la sua Ford Fiesta WRC e la navigatrice ticinese Moira Lucca. Un equipaggio, il loro, seguito nell’ordine nella generale e fin dai chilometri inaugurali dalla Hyundai i20 WRC di Kevin Gilardoni-Roberto Mometti – connazionali di Crugnola – e dalla WV Polo R5 di Sébastien Carron e Lucien Revaz. I giochi per il podio assoluto nel corso di tutta la gara si sono ristretti a questi tre equipaggi, gran finale al Penz compreso.

Anche perché poco dopo le 13.30, già alla terza delle sei PS in programma, ossia al secondo passaggio a Isone, Carron ha messo ulteriori 3 secondi e 7 decimi fra lui e Ivan Ballinari, tagliando fuori definitivamente il malcantonese dalla battaglia più prestigiosa. Ininfluenti, quindi, sono stati gli 8 decimi rosicchiati poi dal Bally a Sébastien nella PS4, al secondo e ultimo passaggio in Valcolla, dove la PS4 è stata l’unica prova speciale in cui Ballinari è stato più veloce di Carron, con cui ha fatto comunque pari e patta nel gran finale del Penz, cronometro alla mano.

Il primo equipaggio a salire sul podio in Corso San Gottardo a Chiasso – dopo aver affrontato un totale di 48,72 chilometri di velocità pura – è stato così quello di Crugnola e Moira Lucca: con un crono complessivo di 30’33’’3 hanno lasciato al secondo posto e a 9 secondi netti Kevin Gilardoni, vincitore assoluto nelle tre precedenti edizioni del Rally Ronde del Ticino. Per i colori della D-Max Swiss ecco poi al terzo posto assoluto i più che convincenti Sébastien Carron e Revaz, staccati di 1’01’’3 da Gilardoni e impostisi nella classifica valida per il campionato svizzero.

Nella stessa secondo rango – e quarto assoluto – per il duo Ballinari-Pagani che sono rimasti a 9’’7 da Carron e terzo per l’altro ticinese Kim Daldini e il navigatore italiano Daniele Rocca, pure su Skoda Fabia R5. Daldini ha accusato un gap finale di 50’’4 sul Bally, il cui tempo complessivo è stato pareggiato dagli italiani Giuseppe Di Palma e “Cobra”, navigatore che ha gareggiato con questo pseudonimo.

Dopo il successo nello Chablais a cavallo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, Sébastien Carron in Ticino ha dunque firmato il suo secondo successo stagionale, dopo che Ivan Ballinari in precedenza ne ha inanellati tre. Pur se occorre riconoscere che per il Bally l’ultima vittoria in ordine di tempo è stata fin troppo facile, visto che al Rally delle Valli Ossolane – il 22-23 giugno – gli equipaggi elvetici in gara con le performanti R5 sono stati la miseria di due.

Il secondo era stato quello di Jean-Marc Salomon, cosa che ad ogni modo non muta la sostanza delle cose, poiché la posta piena, per il nostro campionato nazionale, in quell’occasione, è stata legittimamente assegnata a Ballinari. Infine, una nota sulle vetture storiche, vecchie e nobili signore del rallysmo. Al Rally Ronde del Ticino si sono iscritti cinque equipaggi.

Uno ha però dato forfait ancor prima del via e due altri si sono ritirati in gara. Fra i superstiti, la BMW M3 del còrso ed elvetico d’adozione Marc Valliccioni ha prevalso sull’altra BMW M3 dei rossocrociati Erwin Keller e Dominique Juple con un margine di 1’12’’5. Il navigatore di Valliccioni, per la cronaca, è stata Marie Josée Cardi, anche lei còrsa, mentre le altre storiche in gara sono state due Ford Escort RS 2000.

Rally San Martino, Simone Miele più carico che mai

Il pilota lombardo Simone Miele comanda la classica di Campionato Italiano WRC con accanto Roberto Mometti. Con la Citroen DS3 Wrc, a San Martino di Castrozza, i due dovranno difendere la leadership da tutti. Il 39° Rallye San Martino di Castrozza, considerando il coefficiente maggiorato a 1,5, sarà l’atto decisivo per tutti i concorrenti, primo fra Simone Miele. Il driver di Olgiate Olona arriva all’ultima gara con 69,5 punti dopo una stagione pulita, contro i 58 di Signor e i 57 di Pedersoli che hanno già scartato con un ritiro a testa.

Aspettative per la gara del San Martino?

“Ho corso questa gara nel 2010, 2014, 2016, 2017 e 2018. Come sempre l’aspettativa è fare il nostro meglio. Il San Martino sarà la gara decisiva per tutti e tre me, Marco e Luca.  L’obiettivo è partire subito forte e vedere l’evolversi della gara.”

Hai partecipato al Rally della Lanterna con l’intento di testare la DS3 Wrc in vista dell’ultimo impegno di CIWRC è stato utile?

“Assolutamente sì, abbiamo provato soluzioni che durante il campionato con la paura di sbagliare non abbiamo mai testato. I tempi realizzati mi sono sembrati buoni quindi nonostante il risultato finale non sia stato quello sperato quasi alla fine, ho acquisito dei bei dati e una bella fiducia.

Il 2018 è stato un anno di crescita per te: quarto posto assoluto nel CIWRC. Oggi sei al comando della classifica del CIWRC. Che sensazioni hai rispetto alla passata stagione?Ti senti cresciuto?

“Il 2017 è stato un anno da dimenticare, mentre il 2018 è stato il primo vero anno  in cui ci sono stati i presupposti per essere dove sono ora. L’idea iniziale era di mettere a frutto l’esperienza e giocarmi qualche prova con i tre più forti del Campionato. Ma non credevo invece di arrivare al top dove sono ora oltre le mie più rosee aspettative. Credo che grazie anche alla costanza e affidabilità siamo riusciti a mantenere la leadership dalla seconda all’ultima gara. Sicuramente mi sento più maturo…ma forse saranno anche gli anni che avanzano”

Tra i tuoi avversari, a San Martino, chi ti impensierisce maggiormente?

“Sia Pedersolia sia Signor sono molto veloci a San Martino ed è un rally che hanno già vinto entrambi. Starò attento ad entrambi.”

Nei rally, la soddisfazione più grande che ti sei preso in questo 2019?

“Sicuramente la vittoria inaspettata all’Elba e come già detto, di essere in testa al Campionato”

Il 2020 dove pensi ti porterà?

“L’intenzione intanto è di concludere al meglio questa stagione. Quest’inverno poi valuteremo cosa fare e dove.”