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Mauro Trentin e Alice De Marco vedono Terra

Continuano le new-entry nel Campionato Italiano Rally Terra, dopo gli ingressi di Giuseppe Dettori e Mattia Codato arriva anche la conferma della presenza di Mauro Trentin e Alice De Marco.

Il quattro volte campione Italiano terra (2008, 2012, 2015 e 2018) porterà in gara una Volkswagen Polo GTi R5 preparata e gestita dalla Step Five Motorsport e al suo fianco ci sarà Alice De Marco con cui condivide l’abitacolo dalla stagione 2010. La stagione di Trentin prenderà il via dal Rally Val d’Orcia e proseguirà in tutti gli appuntamenti del Tricolore terra, ovvero Adriatico, Rally Italia Sardegna (solo la prima giornata con coefficiente 1.5), San Marino Rally, Arezzo-Valtiberina, Rally dei Nuraghi e del Vermentino e gran finale al Liburna Terra.

Nella scorsa stagione Mauro Trentin in coppia con Alice De Marco ha affrontato il Rally Italia Sardegna, gara valida per il Mondiale WRC a bordo di una Volkswagen Polo GTi R5 chiudendo in ventesima posizione assoluta e secondo tra gli equipaggi Italiani in gara.

Al Torneo WinWin di Rosá ci sarà anche il Team Fami del CIWRC

Rally e beneficenza vanno spesso a braccetto, sono tanti gli eventi dove i piloti e navigatori dei bolidi a quattro ruote presenziano con l’intento di portare un po’ di allegria ed allo stesso tempo un contribuito economico per aiutare queste persone e le loro famiglie in momenti di grossa difficoltà. Una delle tante lodevoli iniziative è quella del Team Fami, impegnato nel CIWRC che presenzierà con le sue auto e i suoi equipaggi alla serata finale del Torneo WinWin a Rosá, in Veneto, lunedì 15 luglio 2019.

Esatto, al Al Torneo WinWin di Rosá ci sarà anche il Team Fami del CIWRC. Presenti gli equipaggi formati da Rudy Andriolo e Manuel Menegon, Giampaolo Bizzotto e Sandra Tommasini e Mauro Trentin e Michele Coletti accompagnati dal team manager Giorgio Gasparotto. Cos’è il Torneo Win:Win? Nasce nel 2007 come torneo di calcetto interno all’azienda Fami, ma anno dopo anno cresce sempre di più abbracciando altre discipline sportive e coinvolgendo diverse aziende del territorio che si sfidano in tornei di basket, calcetto e beach volley.

Alla serata finale tra partecipanti e pubblico si superano le 3000 unità, tutto il ricavato di queste serate va alla onlus “Scarpette delle Formichine” che si occupa della gestione delle donazioni raccolte durante il torneo. Fondata dagli imprenditori delle aziende partecipanti, sostiene progetti riguardanti l’inserimento e il reinserimento di persone non solo nella comunità, ma anche nel mondo del lavoro. Oltre a ciò mira anche al sostegno delle strutture socio-sanitarie e delle associazioni per le cure palliative.

Mauro Trentin: ‘Stop, seguo mio figlio’

Mauro Trentin rimane in standby. Il driver di Montebelluna vincitore del Campionato Italiano Rally 2018 non sarà ai nastri di partenza per la nuova stagione. Anche lo scorso anno il trevigiano non avrebbe dovuto partire, poi l’accordo in extremis con Step Five lo portò sulla Skoda Fabia R5 insieme ad Alice De Marco, quindi sulla strada per il successo. Oggi, ad un anno di distanza, lo scenario si ripete con Trentin che a causa dei numerosi impegni personali non potrà prendere parte al Campionato. Il campione sta continuando comunque a seguire la serie tricolore, quindi ecco le sue impressioni a qualche settimana dallo start del Cirt 2019:

Quest’anno niente Cirt

“Quest’anno seguo mio figlio con MT Racing, quindi non riuscirò a partire per il Campionato. Mi dispiace molto perché sembra che la serie sia in crescita e che ne vedremo delle belle. Si parla di molti piloti di spessore, mi avrebbe fatto piacere confrontarmi con loro. Durante la passata stagione ero riuscito a raggiungere con la Fabia R5 lo stesso feeling che avevo con la mia vecchia 207. Magari mi affaccerò per qualche gara spot.”

La concorrenza per il titolo si fa sempre più accesa

“Ci saranno duelli tutti da seguire. Sento di equipaggi molto agguerriti e se Umberto Scandola confermerà la sua presenza sicuramente sarà un riferimento per tutti. Negli ultimi anni ha confermato di tra i migliori piloti su terra a livello nazionale, quindi potrà essere anche uno stimolo per chi fa già parte del campionato”.

Ci vedi favorito per la vetta del Cirt 2019?

“Sarà interessante seguire il confronto tra i terraioli. Eravamo già in molti lo scorso anno e per la stagione che sta per iniziare prevedo bagarre. Costenaro sa essere veloce e se riesce anche ad essere affidabile sarà dura batterlo. Marchioro ha dimostrato grande maturità e continuità, in più ha dalla sua la carta Yokohama con le Racing, che a volte può essere un vantaggio non da poco. Se confermati anche gli altri big sarà nuovamente un campionato di altissimo livello”.

Quali saranno i fattori che faranno la differenza in un campionato che si annuncia combattuto?

“Avere nel Terra piloti come Umberto Scandola ed eventualmente, come si vocifera, Paolo Andreucci, sarebbe uno stimolo per tutto il movimento. La loro esperienza potrebbe fare la differenza. A prescindere dalla loro partecipazione si tratta di una competizione in crescita. Si giocherà tutto sulle variabili, soprattutto con il meteo e le gomme. Ci sono diversi fornitori e differenti fondi sterrati, quindi come per la passata stagione sarà una variabile da tenere d’occhio per i piloti che puntano al vertice”.

Cosa ne pensi del RIS nel calendario tricolore?

“Questa formula per il RIS mi piace come idea. Logicamente è bello perché fai chilometri ed è un’avventura affascinante. Certo, era un calendario di tutto rispetto anche lo scorso anno con diverse gare, anche più corte, ma rally comunque validi. In generale credo che si sta muovendo qualcosa sulla Terra in Italia. Spero che anche l’Italiano ne beneficerà. Nella logica dei piloti effettivamente il Rally Italia Sardegna è pesante e dispendiosa come gara, soprattutto perché non siamo professionisti. In ogni caso è una grande opportunità”.

Gruppo di piloti incontra AciSport per ridiscutere le regole Cirt 2019

“A seguito della pubblicazione dei calendari 2019 da parte della Federazione italiana, con un gruppo di piloti e navigatori che aveva partecipato al Campionato Italiano Rally Terra 2018 abbiamo avuto modo di sentirci e di intavolare una discussione con il proposito di apporre delle modifiche ad alcuni temi riguardanti il campionato stesso. Lo scopo di tutto ciò è stato – e lo è ancora – un tentativo di unire, per la prima volta o quasi, un nutrito gruppo di equipaggi che in maniera propositiva potesse indicare, in un clima di massima collaborazione, alcune modifiche da apporre ad una calendario appena presentato da AciSport“, a dirlo è Alessandro Bettega, uno dei migliori specialisti italiani su terra.

In pratica, per dirla in due parole. I principali piloti del Campionato Italiano Rally Terra 2018 si uniscono per ridiscutere con AciSport alcuni aspetti importanti delle regole che minano la serie tricolore su terra, sempre più in difficoltà. Anno dopo anno. Anche se possibili soluzioni, a ben vedere, esistono e le strade sono percorribili. Basta solo un po’ di buona volontà. Da tutte le parti. Bettega si fa portavoce di un appello che raccoglie piloti e copiloti prestigiosi come Mauro Trentin, Nicolò Marchioro, Edoardo Bresolin, Giacomo Costenaro, Francesco Fanari, Luigi Ricci, Daniele Ceccoli, Giovanni Manfrinato, Alice de Marco, Rudy Pollet, Giacomo Ciucci, Marco Marchetti , Piercarlo Capolongo, Andrea Dalmazzini e Justin Bardini.

Tutti loro riuniti hanno deciso, di comune accordo, di chiedere alla Commissione Rally, presieduta da Daniele Settimo, un incontro per discutere diverse proposte. Un’iniziativa più che condivisibile, che parte da una base qualificata e competente. Ma soprattutto un’iniziativa che vuole tutelare la vera essenza dei rally, quelli su terra, che purtroppo in Italia sono in via d’estinzione proprio a causa di scelte regolamentari poco comprensibili che tendono a complicare le cose e a far spendere sempre di più.

Cosa chiede questo gruppo di piloti? “Per prima cosa la possibilità di saltare la trasferta in Sardegna in coda al Mondiale Rally. A tutti noi piace o piacerebbe potersi confrontare con i migliori piloti Mondiali del momento. Il problema è che ci troveremmo a dover correre in coda al rally di validità iridata, il che comporta varie problematiche tra le quali l’alta possibilità di dover saltare prove speciali e di vedere cancellate alcune prove per ritardi accumulati, condizioni delle prove speciali chiaramente diverse rispetto agli altri contendenti del WRC 2, riduzione dei chilometraggi, possibilità per esempio, come nel 2015, di dover saltare addirittura il palco d’arrivo a causa dei tempi ristretti e dei ritardi accumulati, richiesta dei 2 minuti per motivi di sicurezza che spesso non sono stati dati a causa appunto delle tempistiche tirate”.

“Insomma una situazione che a tutti noi non sembra ottimale. Inoltre è un peccato che non si dia la titolazione Cirt a gare logisticamente più “complicate”che magari avrebbero più bisogno di un’iniezione di iscritti (vedi Vermentino), mentre probabilmente la Sardegna Mondiale potrebbe senza problemi cavarsela da sola in questo senso”, dice ancora Bettega.

E poi? “Togliere i coefficienti e far in modo che ogni gara valga come le altre. Sono troppo pochi i chilometri di speciali di differenza tra una gara e un’altra per giustificare una differenza nel punteggio assegnato. Per esempio nel 2018 una gara come l’Adriatico con coefficiente 1,5 aveva solamente 10 chilometri in più del Rally Tuscan Rewind o Vermentino che avevano coefficiente 1. Cancellare la possibilita di scarto. Considerare tutti gli eventi validi per concorrere al punteggio finale. Le gare sono gia limitate e quindi non si sente la necessita dello scarto. La nostra idea vedrebbe favorevolmente inserite le seguenti gare: Liburna, Adriatico, San Marino, Val d’Orcia-Nido dell’Aquila o Vermentino e Tuscan Rewind“.

Queste proposte sono state inviate alla Commissione Rally. “Come detto teniamo a ribadire che si tratta di un gruppo di piloti e navigatori prima di tutto appassionati e amanti della terra, che desiderano avere un dialogo costruttivo con la propria Federazione. Negli ultimi anni il Cirt si è dimostrato essere un campionato molto combattuto ed equilibrato, con ottime gare, ottime scuderie e team presenti e con interesse da parte di sponsor e produttori di gomme. Ci piacerebbe far notare alla nostra Federazione che alcune scelte fatte possono essere riviste”.

Bettega conclude dicendo che “abbiamo deciso di condividere con tutti gli appassionati questa serie di richieste uscita da un gruppo compatto e unito di terraioli che ha voluto unire le forze per proporre queste modifiche al regolamento. Siamo soddisfatti che la federazione abbia deciso di incontrare una nostra delegazione il prossimo 16 febbraio a Monza per discutere assieme di tutto quanto”.

Challenge Raceday Rally Terra a febbraio in Val d’Orcia

Dopo il brioso Prealpi Master Show conclusosi sul filo di lana con la vittoria di Marchioro-Marchetti con solo 4″2 secondi su Trentin-De Marco, seguiti dal trentino Merli, navigato da Tomasi, tutti su Skoda Fabia R5, il Challenge Raceday Rally Terra si sposta in toscana. Dopo lo spostamento di data che ha portato il Rally della Val d’Orcia al 9 e 10 febbraio, la preparazione della gara continua assidua. Le iscrizioni si sono aperte e ci si potrà continuare a iscrivere anche al Challenge Raceday Rally Terra, di cui la gara Toscana è il terzo appuntamento su cinque totali.

La gara del Val d’ Orcia si ripropone col vestito invernale. La si corse diversi anni in febbraio: alcuni furono asciutti altri innevati, ma qualunque sarà il meteo, garantisco tantissimo divertimento su queste due stupende PS. La gara mantiene il regolamento federale del 2018, quindi le normative 2019 non ci riguardano” spiega Albero Pirelli.

“Correranno le WRC, come sempre e le produzione oltre alle Gruppo A e N. Abbiamo corso due delle cinque gare del campionato, le classifiche sono molto aperte, e dato che una delle cinque gare verrà scartata per le classifiche di fine campionato, chi non si è ancora iscritto ha tutte le possibilità di farlo e di ben figurare. Sarà anche la gara con l’ assegnazione del titolo Under 25, che prevede il premio “Gigi Galli Ice Camp“, un fine settimana con Gigi Galli a perfezionarsi e divertirsi sul ghiaccio della pista di Bormioli a Livigno”, prosegue l’organizzatore della serie.

“Sarà la prima gara organizzata da Radicofani Motorsport, ragazzi bravi, entusiasti e competenti. Dimostriamo loro che tutto questo è apprezzato correndo le PS di Radicofani e di San Casciano Bagni, due classiche a cui non manca nulla: la prima con salita guidata, poi veloce , discesa, saltone, tornantino in paese tra ali di tifosi, molto mossa la seconda coi suoi sali scendi continui, i tornanti, curve veloci, dossoni ciechi che ti sospendono per tantissimi metri. Una gioia . Non solo ma per la prima volta si potranno iscrivere le storiche meglio di così. Vi aspettiamo”.

La base logistica della gara sarà il Palazzo Comunale di Radicofani che ospiterà direzione gara, segreteria, sala classifiche e sala stampa. Sono confermate le prove speciali di Radicofani lunga 12,61 chilometri e di San Casciano dei Bagni di 6,48 chilometri che saranno ripetute tre volte, per un totale cronometrato di 57,27 chilometri su un percorso globale di 179,8, chilometri, quindi un percorso compatto e concentrato che ad ogni giro di prove speciali prevede il riordino a San Casciano dei Bagni e il classico parco assistenza nella zona industriale Val di Paglia. Lo scorso anno vinse, per la sesta volta, il trentino Alessandro Taddei affiancato da Gaspari su una Skoda Fabia R5 (nella foto RaceMotion), seconda piazza per il duo Hoelbling-Grassi su analoga vettura, e terzo un giovanissimo Bulacia, astro nascente boliviano, su Ford Fiesta R5.

Movisport saluta la stagione con tre titoli in tasca

E’ stato un grande 2018, per Movisport. Lo dicono i fatti, quelli che parlano di ben tre titoli conquistati ed altre, tante, soddisfazioni vibranti, quelle che hanno fatto vivere al sodalizio reggiano un’annata di alto profilo, confermandolo ai vertici non solo italiani ma anche internazionali. Due i titoli tricolori: quello per le Scuderie nel Campionato Italiano Rally, il quinto consecutivo dal 2014. L’ennesimo alloro è arrivato grazie alle prestazioni fornite da Michelini-Perna e Gilardoni-Bonato, due equipaggi che con la loro continuità prestazionale, passione ed anche capacità hanno portato davvero in alto il vessillo sociale ad un risultato davvero importante.

L’altro “tricolore” è quello conquistato da Mauro Trentin e Alice De Marco nel Campionato Italiano Rally Terra, l’ultimo titolo assegnato nel 2018. Per loro è stato il quarto in carriera, grazie ad una stagione di grande effetto nella quale hanno dato conferma di essere un grande equipaggio e tra i migliori interpreti in assoluto delle gare su strada bianca in Italia. Dall’Italia all’estero, al respiro internazionale dato dal Tour European Rally Series, dove hanno primeggiato Giandomenico Basso e Lorenzo Granai. Per loro è stato il secondo anno nella serie che comprendeva alcune delle più belle ed importanti gare di rally del “vecchio continente”. Secondo anno e secondo successo, a conferma della caratura internazionale dell’equipaggio.

Rimanendo in ambito internazionale è con grande soddisfazione che Movisport sventola la propria bandiera sul podio finale del Campionato Europeo Rally. Lo fa grazie al russo Nikolay Gryazin, insieme al suo copilota Yaroslav Fedorov, secondi assoluti nella serie continentale con spunti velocistici di grande interesse tecnico, quelli che lo hanno eletto come uno dei giovani piloti europei più forti del momento. Sempre nel Campionato Europeo ha fatto presenza di nuovo Zelindo Melegari, in una stagione per lui sfortunata, vincolato nel rendimento da problemi meccanici soprattutto nella prima parte di stagione. In coppia con Andrea Cecchi ha chiuso quinto del Gruppo N, con 45 punti e soli tre risultati utili, cartina tornasole di uno status di vertice continentale nella sua categoria.

Tornando all’argomento “tricolore” è da evidenziare certamente con tratto marcato la stagione di Rudy Michelini e Michele Perna, impegnati nel Campionato Italiano “asfalto”. Per loro una seconda posizione finale e sesta nella generale assoluta, conferma dell’essere una delle poche e concrete alternative ai piloti ufficiali. Con loro, nell’avventura tricolore si sono distinti anche Gilardoni-Bonato, in una stagione di forte crescita per il pilota italo-svizzero, affacciatosi sempre più ai quartieri alti della classifica. Soddisfazioni anche da Gianluca Tosi.

Il reggiano, in coppia con il fido Alessandro Del Barba ha “battuto” di nuovo le strade dell’IRCup conquistando il successo nel raggruppamento delle classi R3C-R3T. Per Tosi e Del Barba nulla di nuovo, una conferma dell’essere un equipaggio estremamente veloce e redditizio, suggellato anche da altre partecipazioni al di fuori del Campionato come il terzo assoluto al “Monte Caio” e l’ottavo all’ultima prova del Campionato Italiano del “2Valli” entrambi con una Ford Fiesta R5.

Oltre a tutti questi non sono state da meno le prestazioni di molti altri portacolori, sempre distintisi in ogni gara cui hanno partecipato, come il toscano Gianluca Linari nel mondiale rally, come le apparizioni estemporanee di Tamara Molinaro, di Umberto Accornero, di Luca Rossetti vincitore a Bassano o come ad esempio nelle “storiche” hanno fatto Andrea Tonelli e Roberto Debbi con la loro Ford Escort RS, sempre veloci e spettacolari ma anche concreti anche nel centrare risultati importanti.

Cirt 2018, Tuscan Rewind: a Mauro Trentin gara e campionato

Campionato Italiano Rally Terra atto finale. Sulle difficili strade sterrate intorno a Montalcino si è svolta sabato 24 novembre la prima parte del 9° Tuscan Rewind, rally conclusivo e decisivo per l’assegnazione del titolo tricolore terra. Due solamente le prove in programma del sabato, per un totale di quasi quindici chilometri, non molto lunghe ma particolarmente insidiose per la fanghiglia accumulatasi a seguito delle recenti piogge, soprattutto sulla PS2 Badia Ardenga.

Due prove speciali che non potevano fare grandi differenze tra i piloti in gara, come per altro confermato dalla classifica finale delle prima giornata, che hanno visto terminare al primo posto il sammarinese Daniele Ceccoli, con la sua Skoda Fabia R5 divisa con Piercarlo Capolongo, che ha preceduto Paolo Andreucci in coppia con Anna Andreussi su una Peugeot 208 T16 solamente di 1.1’’, mentre al terzo ha chiuso Mauro Trentin, in coppia con Alice de Marco, su Skoda Fabia R5, a 2’4″. Alle spalle dei primi tre si sono quindi piazzati Edoardo Bresolin e Francesco Fanari, entrambi su Skoda R5.

Da segnalare anche il ritorno di Andrea Aghini, campione livornese vincitore anche del Rallye Sanremo mondiale del 1992, con la Lancia Ufficiale, e due volte campione italiano nel 1998 e 1999 con la Toyota Corolla WRC, che sabato ha concluso tredicesimo a 17’7 sulla Ford Fiesta R5 dopo molti anni di inattività. Per quanto riguarda la lotta per il tricolore terra sono quindi attualmente a podio due dei tre piloti in lizza, Ceccoli e Trentin, mentre il terzo Nicolò Marchioro, in coppia con Marco Marchetti sull’ennesima Skoda Fabia, è stato rallentato oggi da una scelta sbagliata di pneumatici, concludendo solamente ottavo con 9”6 dalla vetta. Da ricordare che, in ottica duello tricolore, alla fine Paolo Andreucci, come tutti i non iscritti alla serie saranno comunque trasparenti ai fini dell’assegnazione dei punteggi.

Colpo di scena sulla PS3 del Tuscan Rewind: la Pieve a Salti segna già una parentesi importante per la gara toscana e per le sorti del Campionato Italiano Rally Terra. A farne le spese è proprio il sanmarinese Daniele Ceccoli (Fabia R5) protagonista di un capottamento, senza conseguenze per l’equipaggio, nel primo tratto cronometrato. Il driver biancazzurro affiancato da Piercarlo Capolongo riesce comunque a rimettere in strada la vettura e a ripartire verso la seconda prova di giornata perdendo 2’31.5.

Il miglior crono su questa speciale è quindi di Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16 R5) che con il tempo di 6’54.3 guadagna la testa della classifica assoluta. Dietro di lui mantiene il passo il veneto Mauro Trentin (Fabia R5) secondo a +2.1’’ in prova, ma ora in testa tra i piloti del CIRT. Buona prestazione anche per Edoardo Bresolin (Fabia R5) che chiude terzo in prova a +5.0’’ e quindi sul podio virtuale a +7.5’’ dalla vetta. Non riesce a recuperare secondi il padovano Nicolò Marchioro (Fabia R5) che fa segnare il quarto tempo sulla speciale a +7.4’’ da Andreucci e distante quindi 12.5’’ da Mauro Trentin nella sfida per il Campionato Italiano Rally Terra. Un confronto per il titolo che ora diventa un duello ravvicinato tra Trentin e Marchioro, con Ceccoli.

Bene anche altri due protagonisti del Cirt come l’umbro Francesco Fanari (Fabia R5) e il tentino Alessandro Bettega (208 T16 R5) rispettivamente quinto e sesto sulla “Pieve a Salti”, con il driver di Foligno che insidia il podio assoluto in quarta posizione. Dietro di loro si segnalano tre outsider come l’abruzzese “Dedo” (Fiesta R5) e il greco Papadimitriou e il veronese Hoelbling, entrambi alla guida Fabia R5. Completa la top ten sulla prova l’altro trentino del Cirt Alessandro Taddei anche lui alla guida di una R5 boema. Costretto a pagare un ritardo di 1’40.0 il bergamasco di Aci Team Italia Enrico Oldrati con la Peugeot 208 R2B, per un ritardo in entrata al C.O. 2 nella giornata di ieri.

La mattinata di gara nel Tuscan Rewind ha definito gli equilibri della gara e dato i primi segnali importanti anche in chiave CIRT. Il migliore dopo il primo giro sulle tre prove speciali di giornata è stato decisamente Paolo Andreucci con Anna Andreussi sulla Peugeot 208 T16 R5. L’equipaggio da poco vincitore nel Cir sta dando ottime risposte anche in questa nuova esperienza sulle strade bianche tra Montalcino e Buonconvento. Ucci-Ussi si sono aggiudicati in successione tutti i passaggi di oggi sotto la pioggia incessante, da “Pieve a Salti” passando per la lunga “Torrenieri-Badia-Castiglion del Bosco” fino a completare l’opera sulla speciale “La Sesta” prima del rientro in assistenza di metà tappa.

A tenere per primo il passo è stato l’equipaggio del Terra composto da Mauro Trentin e Alice De Marco sulla Skoda Fabia R5. I veneti hanno risposto ai tempi dei rivali piazzandosi in seconda posizione nelle due prove iniziali, prima di iniziare a gestire il vantaggio in chiave campionato sul terzo tratto cronometrato. Ora il pilota di Montebelluna si piazza in seconda posizione assoluta a +11.7’’ dalla vetta, ma con un vantaggio consistente di 21.9’’ su Nicolò Marchioro nella corsa scudetto. Il giovane padovano con alle note Marco Marchetti (Fabia R5) ha sofferto particolarmente l’avvio della domenica, riuscendo a trovare il passo giusto solo sulla terza speciale senza però assottigliare il gap da Trentin. Ora si trova in quarta posizione.

Tra i due piloti del Terra si inserisce un terzo specialista delle strade bianche come Edoardo Bresolin, affiancato da Rudy Pollet al debutto su R5 ceca, che dopo lo scratch di ieri sulla PS2 sta dimostrando anche oggi di poter dire la sua posizionandosi momentaneamente sul podio virtuale. Bene anche il driver di Foligno Francesco Fanari, che dimostra continuità nella parte finale della stagione, ora al quinto posto a +41.1’’ sulla Fabia R5 insieme a Silvio Stefanelli, mentre migliora la prestazione del campione greco Ioannis Papadimitriou con Allan Harryman su Fabia R5 ora sesto assoluto. Alle loro spalle si fanno avanti anche altri due terraioli come il teramano “Dedo” con Emanuele Inglesi (Ford Fiesta R5) e il veronese Luca Hoelbling con Mauro Grassi (Fabia R5).

Una prima parte di gara che invece non ha sorriso al terzo concorrente in corsa per il titolo di Campione Italiano Terra 2018. Daniele Ceccoli con al fianco Piercarlo Capolongo sono partiti già dalla PS3 con un problema di visibilità dovuto al mancato funzionamento dei tergicristalli. Durante la prova poi sono capottati con la loro Fabia R5, senza riportare conseguenze fisiche, ma perdendo più di 2’30.0 compromettendo l’intera gara. Ceccoli si è trovato dunque costretto al ritiro durante al rientro in assistenza. Prima prova della domenica piuttosto complicata anche per Federico Della Casa con Domenico Pozzi (Fabia R5) che perde subito 30’’, mentre una rottura del semiasse sulla prova lunga mette fuori dai giochi il campione italiano ’98-’99 Andrea Aghini, affiancato da Dario D’Esposito sulla Ford Fiesta R5. Il toscano ha proseguito comunque la sua corsa decidendo di ritirarsi durante l’assistenza d’intervallo.

Si riparte per il trittico finale del Tuscan Rewind. La prima prova speciale delle tre che mancano al traguardo, secondo passaggio sulla PS Pieve a Salti (11,280 km), ha messo in evidenza il ventottenne di Montagnana Nicolò Marchioro. Il pilota sulla Skoda Fabia R5 è stato il migliore con il tempo di 6’57″5 che gli permette di recuperare terreno (6″ netti) rispetto al rivale Mauro Trentin. Il veneto sulla R5 boema infatti ha rallentato leggermente al rientro sulle speciali sterrate, piazzandosi quarto sulla speciale e mantenendo comunque un passo utile a conquistare il primo posto assoluto in gara. A farne le spese è Paolo Andreucci (208 R5) rallentato da un problema ai freni che protagonista di un testa coda che gli ha fatto perdere 27.2 secondi

Il campione toscano si trova quindi costretto al ritiro in trasferimento. Fa un passo avanti quindi il ventinovenne bassanese Edoardo Bresolin, già in confidenza con la nuova Fabia R5, secondo sulla piesse ad appena 7 decimi da Marchioro e ora secondo assoluto a +6.1’’. Prova che invece determina in negativo la gara di altri piloti. Primo dei quali lo svizzero Lorenzo Della Casa (Fabia R5) che incappa in un incidente senza conseguenze che però lo costringe al ritiro. Fuori dalla corsa anche il trentino Alessandro Bettega (208 R5) che rinuncia a ripartire in trasferimento prima della PS6 per il mancato funzionamento dell’interfono. Durante l’intervallo di metà giornata in Assistenza si sono ritirati anche due giovani piloti del CIR Junior, entrambi alla guida di Peugeot 208 R2B, come il pavese Davide Nicelli per una doppia foratura sulla PS4 e il trentino Alessandro Nerobutto.

A fine giornata, Mauro Trentin e Alice De Marco alla guida della Skoda Fabia R5, di Step Five Motorsport gommata Pirelli, completano una corsa in continua progressione conquistando la vittoria del Campionato Italiano Rally Terra nel 9° Tuscan Rewind. La gara toscana organizzata da Prosevent ha quindi offerto lo scenario perfetto per incoronare in nuovi Campioni. Un rally già interessante secondo le aspettative, grazie ai contenuti sportivi e agonistici, che ha saputo confermarsi a pieno durante la due gironi senese. È stato uno spettacolo continuo, anche con la pioggia incessante. La stagione 2018 era partita sotto traccia per il pilota di Montebelluna, assente al primo appuntamento stagionale ed entrato in corsa solamente dal secondo round del Cirt.

“Ci siamo presentati all’ultimo appuntamento, con il campionato apertissimo – commentano soddisfatti Mauro ed Alice – ed eravamo in tre equipaggi a poter ambire al titolo. Non abbiamo sbagliato nulla, e abbiamo mantenuto la concentrazione fino al palco d’arrivo, dove abbiamo potuto festeggiare uno dei tricolori più combattuti degli ultimi anni. Ad inizio stagione, siamo partiti quasi per scherzo, saltando la prima gara, e presentandoci al via con una vettura tutta nuova per noi. E’ andato tutto per il verso giusto e gara dopo gara abbiamo aumentato il feeling con la Skoda Fabia cogliendo due primi posti nelle ultime due gare disputate. Un ringraziamento particolare va sicuramente alla squadra che ci ha messo a disposizione una vettura perfetta, alla Pirelli che ci ha fornito delle gomme eccellenti per tutti i tipi di sterrato, a tutti i tifosi che ci seguono sempre anche in campo gara e a tutti gli sponsor, senza i quali non sarebbe possibile tutto ciò.”

L’exploit dell’equipaggio veneto è stato un crescendo continuo che ha trovato la consacrazione nel finale, con la vittoria al Nido dell’Aquila che li ha lanciati definitivamente per la lotta tricolore culminata ora a Montalcino con il successo nel Tuscan Rewind. Una conferma per Mauro Trentin, un’istituzione del Terra, che cala il poker di titoli italiani (i primi tre risalgono al precedente format Trofeo Rally Terra, stagioni 2008-2012-2015) portando con questa a quattro le sue vittorie assolute in bacheca. Il Cirt 2018 è stata una serie combattuta fino all’ultima prova speciale dell’anno. Merito quindi a tutti gli interpreti del fondo sterrato.

A partire dal ventottenne padovano Nicolò Marchioro, che insieme a Marco Marchetti, sulla Skoda Fabia R5 di RB Motorsport gommata Yokohama, ha dimostrato il suo talento ad ogni rally, arrendendosi soltanto al verdetto finale. Al traguardo sono soltanto 3 i punti di distacco che separano il pilota di Montagnana dal nuovo campione Trentin. A pagare il conto più salato è stato il terzo aspirante al titolo Daniele Ceccoli. Il sanmarinese, con alle note Piercarlo Capolongo sulla Skoda Fabia R5 di PA Racing, ha vissuto un week end piuttosto negativo al Tuscan Rewind. Inizialmente è stato protagonista chiudendo al comando nella prima giornata e lanciandosi verso la vittoria. Poi è incappato nell’errore fatale ad inizio della fase calda sulla PS3 “Pieve a Salti”, quando il mancato funzionamento dei tergicristalli lo ha condizionato fino al capottamento e al ritiro anticipato.

Sugli scudi invece Edoardo Bresolin che, insieme a Rudy Pollet al debutto sulla Skoda Fabia R5, ha affondato su ogni tratto cronometrato. Prima lo scratch sulla PS2, poi il miglior crono nel finale sulla lunga “Torrenieri Badia-Castiglion del Bosco”, fino a centrare il secondo posto assoluto in gara. Ad un passo dal podio si piazza il driver di Foligno Francesco Fanari, con Silvio Stefanelli su Fabia R5, che raggiunge un altro ottimo risultato nel Terra. Soddisfazione anche per il campione greco Ioannis Papadimitriou (Fabia R5) che chiude in quinta posizione davanti alle R5 boeme dell’abruzzese “Dedo” e del veronese Hoelbling, rispettivamente sesto e settimo.

Ottava posizione per il trentino del CIRT Alessandro Taddei, con Andrea Gaspari, che non riesce a ripetere il podio nel Tuscan dello scorso anno al volante della Fabia R5, mentre completano la top ten assoluta il driver boliviano Mariano Aguilera e l’abruzzese Umberto Fiorile, anche loro sulla vettura ceca. Salta all’occhio anche la prestazione eccellente del giovane bresciano portacolori di Aci Team Italia Luca Bottarelli, che affiancato da Sofia D’Ambrosio sulla Ford Fiesta R2B ha mostrato di aver raggiunto un’ottima confidenza con il fondo sterrato piazzandosi al 13° posto.

Gara decisamente sfortunata per i campioni del Cir Paolo Andreucci e Anna Andreussi, costretti al ritiro nel finale di gara per un problema ai freni della loro Peugeot 208 T16 R5. Stessa sorte per il Campione italiano del 1998 e 1999 Andrea Aghini, con Dario D’Esposito su Ford Fiesta R5 ritirati dalla gara durante l’assistenza di metà giornata per la rottura del semiasse.

Classifica assoluta Tuscan Rewind

1. Trentin – De Marco (Skoda Fabia R5) in 1:03’21.5; 2. Bresolin – Pollet (Skoda Fabia) a +2.9; 3. Marchioro –Marchetti (Skoda Fabia R5) a +12.3; 4. Fanari – Stefanelli (Skoda Fabia R5) a +56.8; 5. Papadimitriou-Harryman (Skoda Fabia R5) a +1’07.8; 6. “Dedo”- Inglesi (Ford Fiesta ) a +1’22.7; 7. Hoebling – Grassi (Skoda Fabia R5) a +1’25.3; 8. TaddeiGaspari (Skoda Fabia R5) a+2’22.0; 9. Aguilera-Cagnotti (Skoda Fabia R5) a +3’38.4; 10. FiorileArena (Skoda Fabia R5) a +5’49.3;

Daniele Ceccoli punta al titolo Cirt al Tuscan Rewind

Era tra i piloti più attesi di questo Campionato Italiano Rally Terra e lui non ha tradito le attese. Daniele Ceccoli è lì, ad un passo dalla vetta prima dell’ultimo confronto stagionale, il Tuscan Rewind, pronto a giocarsi la sua chance per conquistare il suo primo titolo tricolore nel Cirt. Il driver sanmarinese, attualmente terzo in classifica a quota 55 punti sulla Skoda Fabia R5 di PA Racing, sempre insieme al navigatore Piercarlo Capolongo, sa già come fare contro Mauro Trentin e Nicolò Marchioro.

Nel 2016 infatti Ceccoli ha fatto suo l’ultimo titolo Trt (proprio davanti a Marchioro) e anche nella passata stagione ci è andato vicino, ottenendo il secondo posto assoluto nella prima edizione del nuovo format per la serie su terra. Il Tuscan Rewind sarà quindi per lui l’ennesima occasione per guadagnare lo scettro sulle strade bianche, partendo in Toscana con il leggero vantaggio di un pregresso proprio su quelle splendide prove speciali. La sua carriera sulla terra infatti partì proprio dalle parti di Montalcino. Vedremo se nella località senese il pilota biancazzurro riuscirà a chiudere il cerchio nel migliore dei modi.

Iniziamo a fare il punto tracciando un bilancio della stagione dopo cinque gare disputate, ad un passo dalla fine…

“Il campionato è stato piuttosto difficile e impegnativo. La concorrenza è stata sempre molta in tutte le gare. Noi per quanto ci riguarda siamo partiti bene sin dal principio. Al primo giro del Liburna eravamo in testa e alla fine siamo riusciti ad ottenere un terzo posto. In Sardegna invece è stata un’odissea, prima la foratura, poi la rottura dell’idroguida ci ha messi fuori dai giochi molto presto. Siamo ripartiti convinti da San Marino, nella mia gara, e direi che è andata più che bene – sorride Ceccoli ricordando l’impresa – visto che abbiamo fatto la gara perfetta sia nel Terra che per l’assoluta. Rimane il rammarico per l’Adriatico perché ci siamo visti sfuggire il secondo posto, non per colpa nostra, proprio sugli ultimi chilometri di gara quando ormai sembrava cosa fatta. Al Nido poi penso che la posizione ottenuta sia un buon risultato dopo che avevamo iniziato con un mio errore e finito con una foratura che ci ha limitati nel finale. Arriviamo in piena corsa per l’ultima e siamo fiduciosi.”

Il momento critico della stagione e il momento più alto a livello personale?

“Come dicevo, il Rally Vermentino è stato sicuramente il punto più basso della stagione, dato che, pronti-via, ci siamo ritrovati tagliati fuori dai giochi. Il mio momento più alto, neanche a dirlo, è stata la gara di casa. Un risultato importante che ci ha ricandidati automaticamente per la vetta del Campionato.”

Quali aspettative per il Tuscan Rewind?

“Ho avuto la fortuna di correre questa gara circa 15 anni fa. Era il 2002 e si chiamava Tutta Terra Toscana, ero in coppia con Loris Roggia come navigatore a bordo della Opel Astra OPC e riuscimmo ad ottenere un secondo posto in classe N3 che a quell’epoca era un risultato di un certo peso. Quindi ho bei ricordi. Ho corso lì anche qualche edizione seguente, poi ho avuto anche l’opportunità di correre su queste strade come navigatore nel Rally Storico più recentemente. Si tratta di una gara molto bella.”

Tra voi tre credi che ci sia uno sfidante più accreditato per vincere il titolo? Quali sono le caratteristiche migliori che riconosci agli altri due?

“Per Mauro Trentin sicuramente si può parlare dell’esperienza come un punto a suo favore. Io e lui siamo un po’ i veterani di questo campionato e corriamo da molti anni sulla terra, quindi è una caratteristica in comune. Marchioro ha dimostrato in questi anni di essere molto bravo e ha dalla sua la giovane età che gli permette di affrontare le sfide con una pressione minore e un atteggiamento più sereno e propositivo. Anche lui fa pochi errori, quindi sarà di certo una bella lotta anche all’ultima gara.”

Tre piloti, due su Pirelli e uno su Yokohama. È un confronto che potrà fare la differenza? Ha spostato qualche equilibrio durante il Campionato?

“Credo che la questione pneumatici sia piuttosto equilibrata. Le gomme, nonostante le loro differenze, si compensano nell’arco di una stagione. La sfida del Tuscan a mio avviso si giocherà più sotto il profilo mentale. Sarà una gara molto impegnativa, siamo tutti e tre in tre punti di distanza in classifica quindi sarà fondamentale rimanere concentrati ad ogni passaggio e non commettere errori.”

Tuscan Rewind: le aspettative di Mauro Trentin

La nona edizione del Tuscan Rewind, gara organizzata da Prosevent, offrirà il palcoscenico ideale per chiudere il Campionato Italiano Rally Terra su alcune delle strade bianche più illustri del panorama nazionale, selettive ma soprattutto cariche di storia. Pagine rallystiche che stavolta verranno scritte e firmate dagli equipaggi partecipanti al Cirt. Non sarà assolutamente un tranquillo week end di relax tra le colline toscane quello che attende i protagonisti della serie dedicata ai terraioli, chiamati alla resa dei conti per l’ultimo fine settimana di novembre. Le prenotazioni confermate sono necessariamente tre, quelle dei piloti candidati al tricolore che hanno riservato, con largo anticipo, il loro posto in prima fila per lo scontro conclusivo.

La vigilia del Tuscan Rewind inizia già a scaldarsi con le parole di Nicolò Marchioro, Mauro Trentin e Daniele Ceccoli che iniziano a gettare uno sguardo sulla decisiva e ultima trasferta della stagione, annunciando una battaglia da seguire fino all’ultimo chilometro di prove speciali. Interviene anche Mauro Trentin a movimentare l’attesa. Il veneto insieme ad Alice De Marco sulla Skoda Fabia R5, supportato da Step Five Motorsport, si trova attualmente a quota 58 punti, in seconda posizione assoluta nella classifica Cirt. La sua mancata partecipazione al I round nel Liburna Terra può permettergli il vantaggio di calcolare un punteggio pieno, con 4 risultati ottenuti su 5 utili.

Il quinto tassello per lui sarà quello di Montalcino, che potrebbe concedergli il suo primo successo nel Campionato Italiano Rally Terra. Sarebbe una prima volta per il pilota veneto, che però conosce bene il sapore del successo come racconta una carriera arricchita da tre vittorie nel Trt (2008-2012-2015). Il driver di Montebelluna ha dalla sua proprio l’esperienza. Le strade bianche lo vedono protagonista da più di quindici anni e anche in questa stagione ha saputo ricavarsi il suo spazio grazie ad un rendimento costante, fatto di 4 podi su 4 presenze. Quindi occhi puntati anche su di lui al Tuscan, dove proverà a bissare il primato ottenuto al Nido per strappare il successo tricolore.

Iniziamo a fare il punto tracciando un bilancio della stagione dopo cinque gare disputate, ad un passo dal traguardo…

“Pensare che in questa stagione non dovevamo neanche partecipare. Infatti siamo partiti , dopo l’assenza al Liburna, direttamente dalla seconda gara nel Rally Vermentino grazie al supporto di Step Five. Abbiamo iniziato subito con il piede giusto e siamo stati ottimisti sin dall’inizio. Poi nelle gare successive abbiamo sofferto un po’ troppo, tra scelte sbagliate di regolazione e vicissitudini varie non abbiamo ottenuto quanto speravamo e non siamo riusciti ad essere competitivi come volevamo, anche se i punti sono sempre arrivati. Nelle difficoltà siamo riusciti a rimanere a galla e in piena corsa. Al Nido dell’Aquila abbiamo fatto delle regolazioni che hanno pagato e abbiamo riaperto il discorso primato anche per noi. Ora andiamo al Tuscan per difendere la nostra posizione di vantaggio al netto degli scarti”.

Il momento critico della stagione e momento più alto a livello personale?

“Le maggiori difficoltà le ho trovate a San Marino, perché con tutto quell’asfalto ho sbagliato delle scelte e l’’approccio individuale. Ho fatto fatica in quel frangente della stagione a trovare l’assetto della vettura, anche all’Adriatico. Pensavo di andare forte, invece no: era una lotta continua con la macchina invece di aumentare il feeling. Mi accorgevo di non sfruttarla al meglio per colpa mia. Poi abbiamo lavorato insieme al team per il Nido dell’Aquila e da subito mi sono sentito in confidenza, già dallo shakedown. I risultati si sono visti e lì è arrivata evidentemente la mia migliore prestazione”.

Quali sono le aspettative per il Tuscan Rewind?

“No ho mai fatto questa gara, ma ho sentito dire che le strade sono molto belle. Ho studiato un po’ le edizioni passate e sembra davvero un gran rally. Le prove credo che saranno simili a quelle già attraversate in Toscana nelle varie edizioni del Liburna. Sarà una gara tirata e combattuta e penso che attirerà l’attenzione anche di alcuni outsider di livello, vista la possibilità di inserimento nel calendario CIR del prossimo anno. Sarà sicuramente spettacolo”.

Tra voi tre credi che ci sia uno sfidante più accreditato per vincere il titolo? Quali sono le caratteristiche migliori che riconosci agli altri due?

“Non vedo differenze di livello tra di noi. Forse Ceccoli ha un vantaggio dovuto dall’esperienza, ma Marchioro ha dimostrato di saper mettere a frutto i suoi anni, ormai diversi, di rally su terra. Nicolò ha dimostrato maturità, velocità e affidabilità senza commettere mai errori. Sarà un finale molto equilibrato come lo è stata tutta la stagione”.

Tre piloti, due su Pirelli e uno su Yokohama. È un confronto che potrà fare la differenza? Ha spostato qualche equilibrio durante il Campionato?

“Potrebbe essere un’incognita. Un fondo più duro può fare la differenza a favore di Marchioro, mentre con condizioni che necessitano l’utilizzo di pneumatici tassellati metterebbero tutti sullo stesso piano equilibrando la sfida”.

Uno scontro a tre fino all’ultima gara e ogni appuntamento ha portato molti piloti su R5 alla ribalta. Il Cirt si conferma una serie combattuta e in crescita?

“Penso sia il campionato più combattuto degli ultimi anni. Già il confronto con la passata stagione lo conferma. È una serie che si arricchisce di continuo grazie alla presenza della vecchia guardia e l’inserimento di nuovi piloti. Negli ultimi anni poi sto notando un interesse crescente nei confronti di questa serie e speriamo che il percorso possa proseguire. Le potenzialità ci sarebbero”.