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Al Torneo WinWin di Rosá ci sarà anche il Team Fami del CIWRC

Rally e beneficenza vanno spesso a braccetto, sono tanti gli eventi dove i piloti e navigatori dei bolidi a quattro ruote presenziano con l’intento di portare un po’ di allegria ed allo stesso tempo un contribuito economico per aiutare queste persone e le loro famiglie in momenti di grossa difficoltà. Una delle tante lodevoli iniziative è quella del Team Fami, impegnato nel CIWRC che presenzierà con le sue auto e i suoi equipaggi alla serata finale del Torneo WinWin a Rosá, in Veneto, lunedì 15 luglio 2019.

Esatto, al Al Torneo WinWin di Rosá ci sarà anche il Team Fami del CIWRC. Presenti gli equipaggi formati da Rudy Andriolo e Manuel Menegon, Giampaolo Bizzotto e Sandra Tommasini e Mauro Trentin e Michele Coletti accompagnati dal team manager Giorgio Gasparotto. Cos’è il Torneo Win:Win? Nasce nel 2007 come torneo di calcetto interno all’azienda Fami, ma anno dopo anno cresce sempre di più abbracciando altre discipline sportive e coinvolgendo diverse aziende del territorio che si sfidano in tornei di basket, calcetto e beach volley.

Alla serata finale tra partecipanti e pubblico si superano le 3000 unità, tutto il ricavato di queste serate va alla onlus “Scarpette delle Formichine” che si occupa della gestione delle donazioni raccolte durante il torneo. Fondata dagli imprenditori delle aziende partecipanti, sostiene progetti riguardanti l’inserimento e il reinserimento di persone non solo nella comunità, ma anche nel mondo del lavoro. Oltre a ciò mira anche al sostegno delle strutture socio-sanitarie e delle associazioni per le cure palliative.

Mauro Trentin: ‘Stop, seguo mio figlio’

Mauro Trentin rimane in standby. Il driver di Montebelluna vincitore del Campionato Italiano Rally 2018 non sarà ai nastri di partenza per la nuova stagione. Anche lo scorso anno il trevigiano non avrebbe dovuto partire, poi l’accordo in extremis con Step Five lo portò sulla Skoda Fabia R5 insieme ad Alice De Marco, quindi sulla strada per il successo. Oggi, ad un anno di distanza, lo scenario si ripete con Trentin che a causa dei numerosi impegni personali non potrà prendere parte al Campionato. Il campione sta continuando comunque a seguire la serie tricolore, quindi ecco le sue impressioni a qualche settimana dallo start del Cirt 2019:

Quest’anno niente Cirt

“Quest’anno seguo mio figlio con MT Racing, quindi non riuscirò a partire per il Campionato. Mi dispiace molto perché sembra che la serie sia in crescita e che ne vedremo delle belle. Si parla di molti piloti di spessore, mi avrebbe fatto piacere confrontarmi con loro. Durante la passata stagione ero riuscito a raggiungere con la Fabia R5 lo stesso feeling che avevo con la mia vecchia 207. Magari mi affaccerò per qualche gara spot.”

La concorrenza per il titolo si fa sempre più accesa

“Ci saranno duelli tutti da seguire. Sento di equipaggi molto agguerriti e se Umberto Scandola confermerà la sua presenza sicuramente sarà un riferimento per tutti. Negli ultimi anni ha confermato di tra i migliori piloti su terra a livello nazionale, quindi potrà essere anche uno stimolo per chi fa già parte del campionato”.

Ci vedi favorito per la vetta del Cirt 2019?

“Sarà interessante seguire il confronto tra i terraioli. Eravamo già in molti lo scorso anno e per la stagione che sta per iniziare prevedo bagarre. Costenaro sa essere veloce e se riesce anche ad essere affidabile sarà dura batterlo. Marchioro ha dimostrato grande maturità e continuità, in più ha dalla sua la carta Yokohama con le Racing, che a volte può essere un vantaggio non da poco. Se confermati anche gli altri big sarà nuovamente un campionato di altissimo livello”.

Quali saranno i fattori che faranno la differenza in un campionato che si annuncia combattuto?

“Avere nel Terra piloti come Umberto Scandola ed eventualmente, come si vocifera, Paolo Andreucci, sarebbe uno stimolo per tutto il movimento. La loro esperienza potrebbe fare la differenza. A prescindere dalla loro partecipazione si tratta di una competizione in crescita. Si giocherà tutto sulle variabili, soprattutto con il meteo e le gomme. Ci sono diversi fornitori e differenti fondi sterrati, quindi come per la passata stagione sarà una variabile da tenere d’occhio per i piloti che puntano al vertice”.

Cosa ne pensi del RIS nel calendario tricolore?

“Questa formula per il RIS mi piace come idea. Logicamente è bello perché fai chilometri ed è un’avventura affascinante. Certo, era un calendario di tutto rispetto anche lo scorso anno con diverse gare, anche più corte, ma rally comunque validi. In generale credo che si sta muovendo qualcosa sulla Terra in Italia. Spero che anche l’Italiano ne beneficerà. Nella logica dei piloti effettivamente il Rally Italia Sardegna è pesante e dispendiosa come gara, soprattutto perché non siamo professionisti. In ogni caso è una grande opportunità”.

Gruppo di piloti incontra AciSport per ridiscutere le regole Cirt 2019

“A seguito della pubblicazione dei calendari 2019 da parte della Federazione italiana, con un gruppo di piloti e navigatori che aveva partecipato al Campionato Italiano Rally Terra 2018 abbiamo avuto modo di sentirci e di intavolare una discussione con il proposito di apporre delle modifiche ad alcuni temi riguardanti il campionato stesso. Lo scopo di tutto ciò è stato – e lo è ancora – un tentativo di unire, per la prima volta o quasi, un nutrito gruppo di equipaggi che in maniera propositiva potesse indicare, in un clima di massima collaborazione, alcune modifiche da apporre ad una calendario appena presentato da AciSport“, a dirlo è Alessandro Bettega, uno dei migliori specialisti italiani su terra.

In pratica, per dirla in due parole. I principali piloti del Campionato Italiano Rally Terra 2018 si uniscono per ridiscutere con AciSport alcuni aspetti importanti delle regole che minano la serie tricolore su terra, sempre più in difficoltà. Anno dopo anno. Anche se possibili soluzioni, a ben vedere, esistono e le strade sono percorribili. Basta solo un po’ di buona volontà. Da tutte le parti. Bettega si fa portavoce di un appello che raccoglie piloti e copiloti prestigiosi come Mauro Trentin, Nicolò Marchioro, Edoardo Bresolin, Giacomo Costenaro, Francesco Fanari, Luigi Ricci, Daniele Ceccoli, Giovanni Manfrinato, Alice de Marco, Rudy Pollet, Giacomo Ciucci, Marco Marchetti , Piercarlo Capolongo, Andrea Dalmazzini e Justin Bardini.

Tutti loro riuniti hanno deciso, di comune accordo, di chiedere alla Commissione Rally, presieduta da Daniele Settimo, un incontro per discutere diverse proposte. Un’iniziativa più che condivisibile, che parte da una base qualificata e competente. Ma soprattutto un’iniziativa che vuole tutelare la vera essenza dei rally, quelli su terra, che purtroppo in Italia sono in via d’estinzione proprio a causa di scelte regolamentari poco comprensibili che tendono a complicare le cose e a far spendere sempre di più.

Cosa chiede questo gruppo di piloti? “Per prima cosa la possibilità di saltare la trasferta in Sardegna in coda al Mondiale Rally. A tutti noi piace o piacerebbe potersi confrontare con i migliori piloti Mondiali del momento. Il problema è che ci troveremmo a dover correre in coda al rally di validità iridata, il che comporta varie problematiche tra le quali l’alta possibilità di dover saltare prove speciali e di vedere cancellate alcune prove per ritardi accumulati, condizioni delle prove speciali chiaramente diverse rispetto agli altri contendenti del WRC 2, riduzione dei chilometraggi, possibilità per esempio, come nel 2015, di dover saltare addirittura il palco d’arrivo a causa dei tempi ristretti e dei ritardi accumulati, richiesta dei 2 minuti per motivi di sicurezza che spesso non sono stati dati a causa appunto delle tempistiche tirate”.

“Insomma una situazione che a tutti noi non sembra ottimale. Inoltre è un peccato che non si dia la titolazione Cirt a gare logisticamente più “complicate”che magari avrebbero più bisogno di un’iniezione di iscritti (vedi Vermentino), mentre probabilmente la Sardegna Mondiale potrebbe senza problemi cavarsela da sola in questo senso”, dice ancora Bettega.

E poi? “Togliere i coefficienti e far in modo che ogni gara valga come le altre. Sono troppo pochi i chilometri di speciali di differenza tra una gara e un’altra per giustificare una differenza nel punteggio assegnato. Per esempio nel 2018 una gara come l’Adriatico con coefficiente 1,5 aveva solamente 10 chilometri in più del Rally Tuscan Rewind o Vermentino che avevano coefficiente 1. Cancellare la possibilita di scarto. Considerare tutti gli eventi validi per concorrere al punteggio finale. Le gare sono gia limitate e quindi non si sente la necessita dello scarto. La nostra idea vedrebbe favorevolmente inserite le seguenti gare: Liburna, Adriatico, San Marino, Val d’Orcia-Nido dell’Aquila o Vermentino e Tuscan Rewind“.

Queste proposte sono state inviate alla Commissione Rally. “Come detto teniamo a ribadire che si tratta di un gruppo di piloti e navigatori prima di tutto appassionati e amanti della terra, che desiderano avere un dialogo costruttivo con la propria Federazione. Negli ultimi anni il Cirt si è dimostrato essere un campionato molto combattuto ed equilibrato, con ottime gare, ottime scuderie e team presenti e con interesse da parte di sponsor e produttori di gomme. Ci piacerebbe far notare alla nostra Federazione che alcune scelte fatte possono essere riviste”.

Bettega conclude dicendo che “abbiamo deciso di condividere con tutti gli appassionati questa serie di richieste uscita da un gruppo compatto e unito di terraioli che ha voluto unire le forze per proporre queste modifiche al regolamento. Siamo soddisfatti che la federazione abbia deciso di incontrare una nostra delegazione il prossimo 16 febbraio a Monza per discutere assieme di tutto quanto”.