Articoli

CIRT 2021: il Tricolore incerto e spettacolare

Non è un Campionato di “serie B”. Il Campionato Italiano Rally Terra da un paio d’anni a questo parte ha ripreso vitalità, grazie ad alcuni importanti cambiamenti attuati dalla Federazione unito ad un giusto mix di giovani, stranieri e “vecchie volpi” che insieme hanno ridato vita al Tricolore riservato agli amanti dello sterrato. Anche per il CIRT 2021 questo mix si fonderà nuovamente per dar vita ad un Campionato che si annuncia incertissimo con tantissimi pretendenti al trono lasciato libero dal giovane boliviano Marquito Bulacia, delle Meteco Corse/Free Rally Team.

Tanta attesa e curiosità per Paolo Andreucci (Citroen C3 Rally2) e Simone Campedelli (Volkswagen Polo GTi R5) che avranno il compito di sviluppare in gara i pneumatici indiani MRF Tyres. I due “alfieri MRF” dovranno vedersela contro avversari di altissimo livello. Uno su tutti il veneto Giacomo Costenaro, reduce dal successo in Val d’Orcia che porterà in gara la Hyundai I20 R5 preparata dalla SA Motorsport.

Occhi puntati anche su due giovani dal piede pesante, Alberto Battistolli (Skoda Fabia Rally2), ormai maturo per centrare la sua prima vittoria in un rally moderno, e il boliviano (classe 2001) Bruno Bulacia (Skoda Fabia Rally2), fratellino di Marquito (anche lui Meteco Corse/Free Rally Team) che ha già dimostrato di avere il passo dei migliori nelle prime due uscite stagionali. A proposito di giovani, al via ci sarà anche Rachele Somaschini (Citroen C3 Rally2) sempre di più a suo agio sui fondi sterrati e Mattia Codato (Skoda Fabia Rally2) al suo primo campionato al volante di una R5/Rally2.

Proveranno a mettere i bastoni tra le ruote (in senso metaforico) a questi baldi giovani alcune “vecchie volpi” che ben conoscono i fondi sterrati come il sardo Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) che punta al bottino pieno tra le strade amiche del RIS e del Vermentino, al quattro volte campione terra Mauro Trentin (Volkswagen Polo GTi R5), all’aretino Massimo Squarcialupi e al veneto Fabio Sandel entrambi su Ford Fiesta Rally2. Presente anche un altro sardo, il nuorese Andrea Gallu con una Peugeot 208 rally4, al momento è l’unico iscritto tra le vetture a due ruote motrici.

Ma sono tanti i piloti che stanno definendo i programmi e che dovrebbero o potrebbero aggiungersi alla già ricca pattuglia di iscritti, alcuni rumors danno in via di definizione le presenze di Luciano Cobbe (Skoda Fabia Rally2), del patavino Nicolò Marchioro (Skoda Fabia Rally2), dell’esperto Simone Romagna e di Emanuele Dati (Ford Fiesta Rally2) e dei francesi Younnes El-Kadaoiu e Jean-Philippe Quilicini (Skoda Fabia R5).

Damiano De Tommaso si accasa con Meteco Corse

Parte col piede giusto l’annata di Damiano De Tommaso che, dopo aver trovato posto alla corte di Paolo Fabrizio Fabbri, che gli metterà a disposizione la Citroen C3 nel programma CIR 2021 di Aci Team Italia voluto da Aci Sport, diventa portacolori della storica scuderia piemontese del patron Luciano Chiaramello, la Meteco Corse.

Il sodalizio di Collegno, che si avvia a festeggiare il quarantesimo anno di attività ininterrotta, mette a segno un altro centro importante, dopo aver confermato in scuderia Marco Bulacia (CIRA 2021), Giorgio Cogni (CIR) ed Emanuele Rosso (CIR) e aver ingaggiato anche il fratello del giovane talento sudamericano, Bruno Bulacia.

La Meteco Corse, dal canto suo, conferma essere una scuderia lungimirante, attenta ai giovani e al loro talento, da cui anche negli ultimi anni sono passati importanti fuori classe, compreso Craig Breen. Ma non solo lui.

“Bisogna aiutare i giovani, se sono meritevoli. Certo, sarebbe bello poter aiutare tutti, ma non si può – spiega Luciano Chiaramello, direttore sportivo della scuderia sin dalla nascita -. Però, se un giovane è valido deve avere le sue chances, anche più di una, perché a volte una è troppo poco. E’ la missione di ogni scuderia che si rispetti e anche noi lo facciamo con piacere. Ci emoziona e ci motiva sapere di poter dare una mano a realizzare i propri sogni a giovani come Marco e Bruno Bulacia, Damiano De Tommaso, Emanuele Rosso e Giorgio Cogni”.

CIR e CIRT: Meteco Corse con i due Bulacia, Rosso e Cogni

Quattro assi nella manica di Meteco Corse, uno dei principali e più longevi sodalizi del nord ovest d’Italia e ormai prossimo a festeggiare in suoi primi quarant’anni di attività. Il direttore sportivo Luciano Chiaramello schiera nel Campionato Italiano Rally Asfalto il detentore del titolo tricolore del Terra, il boliviano Marco Bulacia.

E siccome nella famiglia Bulacia la passione per l’Italia e per i rally lievita, con i colori della scuderia piemontese correrà anche il fratello di Marco, Bruno Bulacia, che però sarà al via del CIRT, a caccia di un po’ di gloria su quello che, negli ultimi anni, sembra ormai terreno di conquista degli stranieri. Il boliviano campione d’Italia e il fratellino new-entry correranno con le competitive Skoda Fabia R5 della Free Rally Team del bravo Ivan Tenca.

Ma non finisce qui. Al via del CIR Junior, che si corre con le Ford Fiesta della Motorsport Italia ci saranno anche il veloce Emanuele Rosso, astigiano, con il suo copilota, Andrea Ferrari, savonese. “L’esperienza maturata fino ad ora è stata bellissima – ha detto Emanuele Rosso – e speriamo di liberarci presto del Covid-19 per divertirci e divertire il pubblico”.

Emanuele Rosso sarà di nuovo al via del Campionato Italiano Rally

Altro pilota Meteco Corse al via del CIR Junior sarà il veloce Giorgio Cogni, già campione italiano rally categoria R1, che con alle note il fedele amico e concittadino Gabriele Zanni promette di fare bene come sempre. I due Bulacia, Rosso e Cogni sono la conferma, ove ce ne fosse bisogno, che Meteco Corse ha sempre un occhio attento nella scelta di giovani da mandare avanti nei rally italiani.

I ”big” guardano al CIRT: Campedelli, Andreucci, Bulacia

Mentre sul fronte del CIR l’incertezza dilaga, i programmi vacillano e non si riesce ad avere alcuna sicurezza, a parte il fatto che Citroen non ci sarà, Simone Campedelli sta cercando di imbastire un programma che preveda tutto il Campionato Italiano Rally Terra 2021. In realtà, Simone è al lavoro da quando la scorsa stagione è stata archiviata, anche perché l’anno non è dei più propizi a livello economico.

La terra piace a Campedelli e a Tania Canton, come piace ai suoi sponsor e alla squadra. Ma non solo. Rumors molto attendibili ci segnalano che al via del CIRT, salvo clamorosi cambi di direzione, dovrebbe esserci anche Paolino Andreucci (che però ci piacerebbe vedere con al suo fianco Anna Andreussi, senza nulla togliere al bravo e professionale Francesco Pinelli).

Esatto, il Paolino nazionale, che tra qualche mese darà alla luce un bellissimo libro autobiografico, sta programmando una stagione sulla terra. Un’altra. Di ieri è la notizia della presenza nella serie tricolore sterrata del fratello minore di Marco Bulacia. Insomma, il CIRT 2021 si preannuncia interessante, frizzante e ricco di lotta. Speriamo che anche il CIR possa essere di buon livello nonostante prove speciali mutilate all’italiana, mentre in Francia si continua a correre con oltre 220 chilometri di prove speciali.

CIRT: da un Bulacia all’altro, Bruno sfida tutti

Il Campionato Italiano Rally Terra 2021 avrà un Bulacia ad alzare la polvere, ma non si tratta del campione in carica. Sarà Bruno Bulacia, giovane pilota boliviano emergente, classe 2002, a debuttare nella massima serie sterrata tricolore. Un passaggio di consegne in famiglia a tutti gli effetti, annunciato il 25 gennaio scorso dal talento sudamericano attraverso i suoi canali ufficiali, che lo porterà a correre sulle strade bianche italiane con Free Rally Service e la Skoda Fabia Evo Rally 2. Lo stesso pacchetto e lo stesso percorso che ha portato il fratello maggiore Marco Bulacia Wilkinson al successo nel CIRT 2020.

Dopo sei stagioni nel Campionato Boliviano Rally è pronto al salto nella serie nostrana che si conferma, ogni anno di più, come il banco di prova ideale per i giovani piloti internazionali in cerca di conferme prima di puntare alla ribalta internazionale. Vedi gli ultimi esempi recenti di Emil Lindholm e lo stesso Marquito.

Bruno intanto non sembra voler perdere tempo ed è atterrato nella giornata di mercoledì 27 gennaio a Milano per presentarsi a Porlezza alla corte di Paolo Piras, team principal di Free Rally Service, che lo ha fatto sedere sulla vettura boema prima di accompagnarlo verso i test pre-campionato. Il primo sarà il Rally Valle del Tevere a fine febbraio, poi il CIRT.

Bruno così giovane, ma già con molta esperienza. Qual è il tuo percorso di carriera ad oggi e il bagaglio di esperienza che ti sta per accompagnare verso il debutto nel CIRT?

“Ho iniziato conni kart a 5 anni. Poi nel 2014 iniziai a correre con un Polaris utv nel Campionato Rally Boliviano. Nel 2017 con una Mitsubishi Lancer Evo IV ho corso sempre il Campionato Boliviano, l’anno seguente con una EVO VII, quindi nel 2019 e 2020 con il nostro Proto Corolla, sempre nella massima serie, sono riuscito a vincere la mia categoria”.

Sei già salito su una Rally2? Qual’è il programma pre-stagionale?

“Non le ho mai guidate, a parte sulla playstation – ci spiega con una risata – ma farò alcuni giorni di test su terra e su ghiaccio per sentirmi a mio agio alla prima gara”.

Perché la scelta del Campionato Italiano?

“Innanzitutto per la storia ed il percorso di mio fratello, poi per il supporto di Free Rally Service che da anni segue mio fratello. Inoltre credo che il campionato sia selettivo e molto formativo”.

Cosa ti ha spiegato tuo Marquito sul Campionato Italiano?

“Che è molto buono. Che gli stranieri vengono accolti benissimo e che per imparare è l’ideale”.

Tra le tappe del CIRT ci sarà anche il Rally Italia Sardegna, dove potremmo vedere Bulacia vs Bulacia… Emozionato?

“Hahahh… speriamo di batterlo!”.