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Esclusiva, Michael Rendina: JWRC arrivo

Michael Rendina verso il campionato Junior WRC 2021. Il figlio d’arte, appena diciassettenne, dopo l’ennesima bella prestazione, questa volta all’Adria Rally Show, di cui parliamo in un’altra sezione di questo stesso numero della rivista, ha convinto tutti, ma in particolare ha convinto il padre, Max, titolare della Motorsport Italia e organizzatore del Rally di Roma Capitale, unica prova italiana del Campionato Europeo. E probabilmente, il vincitore del Mondiale Produzione 2012 non vedeva che ciò avvenisse.

“Sono felicissimo della scelta di mio figlio ed è normale che lo sosterrò e gli metterò a disposizione il meglio di quello che posso”, spiega Rendina in una chiacchierata con RS. “Ho quattro meravigliosi figli e solo Michael ha la passione per l’automobilismo sportivo. Da quando era piccolo gli piacevano i motori e, spesso, correvamo in kart io e lui. Delle belle sfide in famiglia senza sconti e piene di risate. L’ho visto guidare, migliora sempre ed è grintoso. Merita le sue chance e per questo lo aiuterò. Sto pensando di farlo crescere nello Junior WRC, credo sia la migliore palestra attualmente disponibile per un giovane”.

Un giovane, che in questo caso è il figlio. Se può essere una gioia per un team manager portare nella serie iridata un pilota, figurarsi il moltiplicatore di questa gioia se si è il padre di quel giovane aspirante driver e, come tutti e tutte, irrimediabile sognatore della Coppa iridata.

Speranze, ambizioni e aspettative a parte, chi è Michael Rendina? “Un grandissimo appassionato, ma non posso dedicare troppo tempo ai rally perché ancora vado a scuola”. Rendina junior ha 17 anni e mezzo. Diventerà maggiorenne il 16 agosto 2020, ma guardando il curriculum paterno – laureato in scienze bancarie e assicurative, imprenditore, direttore tecnico, pilota collaudatore professionista – gli toccherà studiare ancora…

“Il mio pilota preferito nel Mondiale? Kalle Rovanpera. È davvero forte. E poi è giovanissimo…”. E degli italiani cosa pensa il rampollo? “Per me in Italia i rally sono solo Paolo Andreucci e ovviamente Anna Andreussi. Per fortuna siamo molto amici e spesso loro sono a casa nostra, così ne approfitto per chiedergli consigli, pareri, opinioni… Paolo è un uomo fantastico e ne sa più di chiunque altro”.

Tre podi su cinque, in casa, per Bolza Corse

All’Adria Rally Show la compagine di casa vince con Mondin, è seconda con Cioni e terza con Bellan, con la dea bendata che si accanisce contro Bolzoni.

L’Adria International Raceway si conferma terreno di conquista per Bolza Corse, la quale inserisce in bacheca altri quattro trofei in occasione della prima edizione di Adria Rally Show, evento andato in scena durante il recente fine settimana.
Debutto più che positivo quello che ha visto protagonista il giovane Michele Mondin, all’esordio sulla Skoda Fabia R5 di Colombi Racing Team, con Haianes Tania Bertasini alle note.
Il pilota di Adria, prese le misure alla trazione integrale ceca è riuscito a migliorare i propri parziali, andando a vincere la classifica degli Under 25 ed il Trofeo Arnaldo Cavallari, in onore al maestro, quale migliore pilota della provincia di Rovigo.

“Complimenti a Michele” – racconta Paola Bolzoni (presidente Bolza Corse) – “che ha esordito con i nostri colori nel miglior modo possibile. Ovvio è che il parco partenti era notevole e non si poteva far di meglio. Siamo molto contenti del risultato che ha ottenuto, nella gara di casa.”

Positivo debutto stagionale anche per Alessio Rossano Bellan, affiancato da Melania D’Agostino sulla Renault Clio R3 targata Bolza Corse, autore di una brillante terza posizione tra le vetture a due ruote motrici, automatico vincitore, in solitaria, della classe R3C.

“Complimenti ad Alessio Rossano” – aggiunge Paola Bolzoni – “perchè iniziare con il piede giusto l’annata infonde la giusta dose di fiducia e di ottimismo per il proseguimento. Ha raccolto anche i primi punti per il Campionato Triveneto, sfruttando la sua esperienza in pista, e quindi non possiamo che essere contenti per lui. Chi ben comincia è a metà dell’opera, non è vero?”

Trittico di podi completato da un altro locale, Carlo Cioni, che ha portato l’eterna Renault Clio Williams gruppo A, messa a disposizione da Colombi Racing Team e condivisa con Federico Simoni, sul secondo gradino del podio, in una combattuta classe A7 a trazione polesana.

“Bravissimo anche Carlo” – sottolinea Paola Bolzoni – “che ha brillato nell’intensa sfida tra le Clio gruppo A, senza mai usare gomme nuove. Si è comportato davvero molto bene.”

Un Adria Rally Show travagliato per Paolo Baruffaldi, in coppia con Paolo Cappello sulla Peugeot 208 R2 di Baldon Rally, il quale ha faticato non poco a trovare il giusto ritmo sui cambi di direzione, più a suo agio nelle percorrenze ad alta velocità, data la sua esperienza in pista.
Palma della sfortuna a Silvano Bolzoni, assieme a Sara Montavoci sulla Renault Clio RS gruppo N di Bolza Corse, costretti purtroppo al ritiro già sulla prima prova speciale

“Un contatto con un doppiato, durante il sorpasso, che lo ha chiuso” – conclude Paola Bolzoni – “è costato caro a Silvano. È finito sulle gomme rompendo un semiasse ed il differenziale.”

Luise, secondo in casa, ha fame di storico

Il “Drago” polesano, archiviato il ritorno in gara all’Adria Rally Show, è deciso ad uscire dalla provincia di Rovigo per prendere parte ad alcuni rally storici in Triveneto.

La prima edizione di Adria Rally Show è ufficialmente consegnata agli annali e, con essa, anche l’evento riservato alle auto storiche.
Seppur fossero soltanto tre i partenti i fari del Polesine intero erano puntati sul ritorno alle competizioni di Marco Luise, meglio noto come “Drago”, il quale ha rispolverato quella BMW M3 gruppo A che, nel corso degli anni, è diventata un simbolo dei rally ad Adria ed in provincia.
Affiancato da Luca Trovò alle note, con il supporto tecnico di Marangoni Corse, il portacolori del Team Bassano ha concluso con una seconda posizione assoluta, primo in solitaria nella classe J2-A/>2000, frutto del tanto spettacolo, condito da numerosi traversi, regalato al pubblico.

“Ci siamo divertiti tanto ed abbiamo fatto divertire il pubblico” – racconta Luise – “che è, da sempre, il nostro principale obiettivo. Avevamo un bel po’ di ruggine da smaltire se pensiamo che l’ultima volta che ho corso era cinque anni fa, al Rally Storico Città di Adria. Mi vedevo parecchio impedito sulle prove iniziali. Sapete quando stacchi e poi ti rendi conto che potevi frenare venti metri dopo? Non correndo è normale che ti manchino le misure e questo, in pista, si amplifica ancora di più. Abbiamo faticato un pochettino con le gomme ed abbiamo avuto qualche problema tecnico ma, quel che conta davvero, è che siamo arrivati alla fine, mantenendo intatta una tradizione di resistenza della nostra vettura. Da quando la noleggiavo, negli anni novanta, ai vari Lovisetto, Dalla Pozza e Mantoan questa M3 non ha mai accusato un ritiro per noie puramente tecniche. Grazie di cuore ad Andrea e Michael Marangoni, hanno svolto un lavoro superbo, soprattutto quando abbiamo avuto il problema alle pompe benzina.”

Un evento che, nonostante non sia un rally, ha lasciato un segno positivo in casa Luise.

“Devo dire che è stato davvero un bel evento” – aggiunge Luise – “e quindi tanti complimenti alla famiglia Altoè ed a tutto lo staff dell’organizzazione. Sono stati bravi a ricavare un tracciato così. Non è un rally, lo sappiamo tutti, ma è stato uno show bellissimo e mi auguro possa continuare a crescere negli anni futuri. Il pubblico, davvero numeroso, credo abbia apprezzato.”

Uno zuccherino, questo Adria Rally Show, che sembra aver ingolosito il “Drago”, deciso a rimettersi in gioco, nell’ambito dei rally riservati alle auto storiche, come il fratello Matteo.

“Vedendo mio fratello Matteo” – conclude Luise – “nelle gare storiche, soprattutto come si diverte e l’ambiente che mi descrive, mi è venuta molta voglia di provare a buttarmici dentro. Sarebbe davvero bello poter affrontare delle trasferte assieme ma, per via del nostro lavoro, non è possibile essere assenti entrambe. Aggiungiamoci il fatto che il mio navigatore, Luca, lavora con noi e la frittata è fatta. Non sarà facile ma studieremo assieme come fare perchè mi piacerebbe davvero molto poter affrontare qualche rally storico con la mia M3. Adesso vedremo come potremo fare, compatibilmente con gli impegni di tutti noi. La voglia, però, c’è.”