Primoli Carretta, il Bassano dopo 31 anni
Il pilota di Montegrotto Terme torna al Rally Città di Bassano a trentuno anni dall’ultima volta e chiude al terzo posto nella classe RS1.6 P. Una gara complicata dai problemi della sua Saxo, ma vissuta tra ricordi, emozioni e il sostegno del figlio.
Ci sono risultati che non si misurano soltanto in una classifica, perché racchiudono una vita intera dedicata alle corse. È il caso del ritorno di Stefano Primoli Carretta al Rally Città di Bassano, a distanza di trentuno anni dall’ultima partecipazione. Un’esperienza indimenticabile, culminata con un prezioso terzo posto nella classe RS1.6 P, conquistato al termine di una gara tutt’altro che semplice.
Per il pilota di Montegrotto Terme è stato un appuntamento dal sapore particolare. Primoli ha affrontato la due giorni al fianco di Andrea Paccagnella, a bordo di una Citroen Saxo gruppo A. La corsa era valida per il Campionato Italiano Rally Challenger e per la Coppa Rally di Quarta Zona a coefficiente maggiorato, un doppio impegno che ha reso ancora più significativo il ritorno sulle strade bassanesi.
Quelle strade, per Primoli, sono legate a doppio filo alla propria storia sportiva. Proprio qui aveva preso parte alla prima edizione del Mundialito Triveneto, nell’ormai lontano 1984, al volante di una piccola Autobianchi A112 Abarth. L’ultima apparizione risaliva invece al 1995, alla guida di una Renault Clio Williams gruppo N. Da allora sono passati trentuno anni, un lasso di tempo lunghissimo che ha reso il rientro ancora più carico di significato.
A testimoniarlo sono le parole dello stesso pilota. “Tornare al Bassano è stato davvero emozionante – racconta Primoli – perché qui ho corso la prima edizione, nel 1984, e l’ultima volta ero presente nel 1995. Sono riaffiorati tantissimi ricordi, alcuni bellissimi ed altri inevitabilmente più tristi. È una gara che rappresenta una parte importante della mia storia sportiva e ho vissuto due giorni particolarmente intensi“.
Un’emozione che ha accompagnato il portacolori di Club 91 Squadra Corse lungo tutta la gara, ma che non ha cancellato le difficoltà. La vettura del double chevron ha infatti manifestato alcuni problemi di gioventù, con ripetuti spegnimenti che hanno messo a dura prova la determinazione del pilota patavino. In quei momenti è stato fondamentale il sostegno dell’assistenza e, soprattutto, quello del figlio, che lo ha motivato a continuare.
“La macchina continuava a spegnersi – aggiunge Primoli – ma i ragazzi dell’assistenza, in particolare mio figlio, mi hanno convinto a non mollare. Alla fine ci siamo regalati questo bellissimo terzo posto, in mezzo a tanti ragazzini. Una soddisfazione enorme per tutti noi“.
Il podio di classe, dunque, è arrivato proprio quando la gara sembrava mettersi di traverso. Un risultato costruito con la testardaggine di chi non ha voluto arrendersi e con il lavoro di una squadra che ha creduto fino in fondo nell’impresa, nonostante gli spegnimenti ripetuti della Saxo. Un terzo posto che Primoli condivide con chi gli è stato vicino, a cominciare dal figlio, e che assume un valore speciale per il contesto in cui è maturato, in una classe affollata di giovani concorrenti.
Il significato più profondo del venerdì e del sabato vissuti da Primoli, però, va cercato oltre il cronometro. Sta nel confronto tra generazioni e in quel legame che il motorsport riesce a creare tra persone di età ed esperienze diverse, unite dalla stessa passione.
“La cosa più bella è ritrovarsi a correre con i figli di quelli che un tempo erano i miei avversari – conclude Primoli – ovvero ragazzi che vengono a chiederti un consiglio e che condividono la tua stessa passione. Sono momenti che ti restituiscono l’entusiasmo e ti fanno capire perché, nonostante tutto, continui a voler essere presente. Grazie a tutti quelli che ci sostengono“.
Parole che raccontano meglio di qualsiasi classifica che cosa abbia rappresentato questo ritorno. Il Rally Città di Bassano è stato per Stefano Primoli Carretta un tuffo nel passato, dal 1984 della Autobianchi A112 Abarth al 1995 della Renault Clio Williams, ma anche un’occasione per riscoprire l’entusiasmo di sempre. Un terzo posto di classe che vale molto più di un piazzamento, perché racconta una passione rimasta intatta a distanza di oltre tre decenni e la voglia di continuare a farne parte, in mezzo ai giovani, con lo stesso spirito di allora.







