Daniele Settimo: “Sono preoccupato per il futuro”
La politica è il termometro della salute anche dei rally e quindi in una situazione come questa, che onestamente non capita tutti i giorni per fortuna, ci stiamo chiedendo come stiano davvero i rally. Qual è il livello di salute del nostro sport, che in alcune recenti occasioni, a noi, è sembrato al collasso? Come vede e come vive l’attuale situazione la Commissione Rally?
Negli ultimi mesi abbiamo spesso raccontato di ciò che accade in Aci e di riflesso in Aci Sport: dalla decisione governativa di commissariare l’ente allo psico-dramma che vivono le corse su strada rimaste senza un istituto assicurativo che emetta polizze RC Organizzatore, fino alle ultime trattative con Sara Assicurazioni.
La politica è il termometro della salute anche dei rally e quindi in una situazione come questa, che onestamente non capita tutti i giorni per fortuna, ci stiamo chiedendo come stiano davvero i rally. Qual è il livello di salute del nostro sport, che in alcune recenti occasioni, a noi, è sembrato al collasso? Come vede e come vive l’attuale situazione la Commissione Rally? Ne abbiamo parlato con Daniele Settimo, da anni al timone dell’organo tecnico-consultivo di Aci Sport.
“È un momento storico particolare, in cui bisogna fare attenzione – ci dice il presidente Settimo –. Non mi riferisco al presente. In questo momento, alla guida dell’Aci c’è il generale Tullio Del Sette, come commissario, e parliamo di un uomo che sa bene cosa deve fare. La mia preoccupazione è rivolta al futuro, giugno sembra lontano, ma è domani. Già prima che arrivasse il commissario si sentiva avanzare una certa aria di “prepotenza”. È successo più o meno da quando era stata messa in discussione l’elezione del presidente Angelo Sticchi Damiani. In questa fase, fino alle elezioni, siamo al sicuro con il commissario, ma vedo che questo fenomeno di “prepotenza” non è stato eliminato. È lì che cova, che attende di farsi avanti sul futuro”.
A volte dicono anche di lei che è un po’ rigido, che taglia corto, che durante le riunioni per i calendari sportivi sgrida molti organizzatori…
“Vero che durante la stesura dei calendari posso sembrare duro, perché voglio dei calendari gare ordinati, ma gli organizzatori lo sanno che lo faccio per loro, per tutelare le loro manifestazioni e poi è impossibile mettere d’accordo tutti. No, non è questa la “prepotenza” a cui faccio riferimento, parlo di quella vera, che si muove politicamente e solo per altre logiche. Questa “prepotenza” è un pericolo per il nostro sport”.
“Prepotenza” tra virgolette, quindi pressioni?
“Non a me. Le pressioni le rispedirei al mittente. Però, nonostante noi della Commissione Rally lavoriamo secondo coscienza e rispettando le regole che diamo, noto che alcune decisioni che vengono prese disattendono in parte o totalmente le nostre motivate richieste e poi le persone pensano che le decisioni ingiuste vengano prese da noi, solo perché siamo la Commissione Rally. Invece, sono condizionate da queste logiche”.
Ma le decisioni finali spettano alla Giunta, che analizza le proposte delle varie Commissioni, tra queste anche le vostre. È sempre stato così…
“Bisogna spiegarlo al resto del mondo, che invece pensa che a decidere sia io con gli uomini che lavorano nella Commissione Rally insieme a me. Noi non commettiamo ingiustizie, però a volte alcune decisioni finali sono evidentemente ingiuste e soprattutto non rispecchiano il nostro volere. Evidentemente accade qualcosa a livello politico, non so dire, qualche alchimia. Cose che mi sfuggono, perché io sono un tecnico e prima di tutto un appassionato”.
Presidente può farci un esempio di queste ingiustizie di cui ci ha parlato?
“Un esempio? Il Rally San Martino di Castrozza ha subito una palese ingiustizia. Il San Martino doveva entrare nel Campionato Italiano, perché come Commissione Rally avevamo deciso che una delle due migliori gare del TIR, migliori sulla base del rapporto ispettivo, doveva essere promossa nel Campionato assoluto. La migliore era Como, ma la gara lariana si è ritirata. Quindi, di diritto, nel Campionato Italiano Rally 2025 sarebbe dovuta entrare San Martino”.
E invece cosa potrebbe essere successo?
“E chi lo sa… Non l’ho mai capito. La nostra relazione era chiarissima, a prova di incomprensioni. Però, ci siamo ritrovati con il Rally del Lazio, non certamente la gara con il migliore rapporto ispettivo, al posto del San Martino. E quindi con un calendario disordinato, quasi incomprensibile perché abbiamo due gare del massimo campionato nazionale nel Lazio e neppure una in Trentino, altra regione ricca di passione e di appassionati”.
Ma se è successo col San Martino potrebbe essere successo anche con altre gare?
“Sicuramente ci sono gare che non meritano di stare dove si trovano. E vorrei che tramite voi fosse chiara una cosa: non è stata la Commissione Rally ad indicarle. Per noi come Commissione Rally vale solo la meritocrazia… Peccato”.








