Verona e i rally dicono addio a Dario Lorenzini
Una grande passione lunga oltre quarant’anni, quella del presidente della Daytona Race ed organizzatore del Benacvs Rally
Un’impronta indelebile, segnata da oltre quarant’anni di dedizione assoluta ai motori: è questa l’eredità lasciata da Dario Lorenzini, fondatore e presidente della scuderia Daytona Race. La sua vita nel motorsport è stata un viaggio completo, iniziato sui campi di gara come valido pilota, proseguito al timone della scuderia e coronato con il ruolo di organizzatore. In ogni tappa di questo percorso, Lorenzini ha portato una passione pura e una spinta innovatrice costante, guidato dal desiderio di migliorare le competizioni, far crescere i piloti e mettere sempre la propria figura in prima linea con coraggio e generosità.
La storia scritta con la CAR Racing e successivamente con la Daytona Race racconta molto più di una semplice successione di date o di schede tecniche. A parlare sono i ricordi impressi nelle manifestazioni che ha ideato e fatto crescere, a partire dal Benacvs Rally, la creatura a cui era legato da un affetto viscerale e al cui domani ha continuato a lavorare con dedizione fino ai suoi ultimi giorni. A questa si affiancano appuntamenti storici come il Rally degli Ulivi, il Driver Rally Show e la Ronde del Gallo Cedrone, con cui firmò una vera e propria rivoluzione diventando il primo in Italia a proporre la formula del Rally Ronde. La sua operosità lo ha visto spaziare dalle gare di kart ai raduni automobilistici, fino all’abilità di rilevare competizioni blasonate in momenti di difficoltà per traghettarle verso successi e visibilità ancora maggiori.
A caratterizzare l’opera di Dario Lorenzini, i cui funerali si terranno giovedì 3 settembre alle 16 presso la chiesa di Caprino, è stato anche un profondo senso di responsabilità sociale: in qualunque evento da lui orchestrato pretendeva la presenza di spazi e stand dedicati alla ricerca, alla solidarietà e all’aiuto per i meno fortunati. Questa stessa sensibilità si è riflessa nel rapporto con i giovani piloti, per i quali ha rappresentato un’autentica ala protettrice. Credendo fermamente nelle nuove leve, ha guidato e sostenuto nei loro esordi molti talenti che avrebbero poi raggiunto traguardi di rilievo, trasmettendo loro il valore più grande: l’amore sano e genuino per le corse.





