Articoli

Paolo Porro va a vincere il Rally della Marca in sofferenza

In un recente editoriale si parlato del Rally della Marca 2013, anno del trentesimo compleanno della corsa trevigiana che ha scritto pagine molto importanti della storia rallystica nazionale. Il parallelo si è creato per via del cambio di proprietà avvenuto quest’anno, che segna un nuovo coro per la gara. Ma in realtà, l’occasione è ghiotta anche per ricordare come andò a finire quel Marca 2013, vinto da battagliero Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, al volante della Ford Focus WRC.

Il secondo appuntamento del Trofeo Rally Asfalto ha confermato le previsioni della vigilia. Infatti, nell’arco delle nove prove speciali previste all’interno del 30° Rally della Marca, è emersa la determinazione di Paolo Porro, navigato da Paolo Cargnelutti, al volante della Ford Focus Wrc del Bluthunder Racing Italy. Sei speciali vinte ed un vantaggio di 29”4 sul secondo classificato la dicono lunga sul perentorio successo del comasco che così bissa il successo del Rally della Lanterna e prende il largo nell’assoluta del Trofeo Rally Asfalto.

“Sono stato male tutta la notte e dunque ho faticato davvero molto in gara, però è arrivato un successo che mi soddisfa tantissimo. Certo stamattina volevo quasi mollare, poi la mia fidanzata e Cargnelutti mi hanno dato la spinta per proseguire. In fondo alla fine tutto ha funzionato al meglio, comprese le nuove Pirelli 5 , davvero ottime”.

Secondo gradino del podio per Eddie Sciessere, in coppia con Orian, che almeno nella circostanza ha raccolto un importante piazzamento e punti preziosi in chiave campionato. Il bassanese ha vinto anche le ultime tre prove in programma, quando in effetti ha sensibilmente mollato il vincitore Porro. “Ho veramente sofferto tutta la gara, con il mio ginocchio che sempre più mi faceva male, però, adesso è finita e almeno rimane il secondo posto ed i punti conquistati. Complimenti a Paolo Porro per la gara che ha fatto. Più di così non potevo proprio fare. Ora pensiamo alla prossima”.

Podio completato dal rientrante Tobia Cavallini, alle note Sauro Farnocchia, che ha cercato di scoprire il più rapidamente possibile la Ford Fiesta Wrc, targata A-Style, per lui novità assoluta. Subito fuori dal podio Marco Signor che in gara con la Skoda Fabia Super2000, targata Dp Autosport, ha ottenuto anche la vittoria fra le Super2000, oltre che il primato nell’interessante Coppa Michelin.

Quinta piazza assoluta per Efrem Bianco, al suo fianco Vettoretti, che ha utilizzato una Peugeot 207 Super2000. Stessa vettura per i sesti classificati Lamonato – Angeli, mentre Roberto Vellani, navigatore Amadori, ha ottenuto il settimo posto assoluto, pilotando la Peugeot 207 Super2000 del Power Car Team.

In chiave iscritti campionato, il reggiano si piazza quinto, mantenendo così la quarta posizione nell’assoluta TRA. Ottava posizione per la Ford Focus Wrc di Cobbe-Grassi e nona per il tedesco Uwe Nittel, in coppia con Ruf, al volante della Mitsubishi Lancer Evo IX. Top Ten completata da Tiziano Gecchele, alle note Peruzzi, che con la Renault Clio del Team Palladio ha vinto la classifica delle Super1600. Da sottolineare anche la vittoria in gr.N per il barese Laganà, navigato da Messina, che con la sua Mitsubishi Lancer Evo X porta a casa altri punti nel campionato TRA.

Infine bella lotta, sul filo dei secondi, nel Suzuki Rally Cup, con Alessandro Uliana, alla sua destra Mirolo, e Paolo Amorisco, navigato da Alessandra Cavallotto, che hanno utilizzato al meglio le loro Suzuki Swift 1600. Rush finale nell’ultima prova di “Castelli” e vittoria per il veneto Uliana. Vittoria e punti pesanti in ottica campionato Suzuki. Rally che va in archivio con la soddisfazione degli organizzatori dell’ASD Scuderia Motor Group di Montebelluna, grazie anche al tantissimo pubblico che si è riversato lungo le belle e classiche prove sui Colli Trevigiani.

Classifica finale Rally della Marca 2013

1. Porro – Cargnelutti (Ford Focus Wrc) in 1h 27’45”5; 2. Sciessere – Orian (Citroen Xsara Wrc) a 29”4; 3. Cavallini – Farnocchia (Ford Fiesta Wrc) a 2’07”9; 4. Signor – Bernardi (Skoda Fabia Super2000) a 4’29”2; 5. Bianco – Vettoretti (Peugeot 207 Super2000) a 4’44”3; 6. Lamonato – Angeli (Peugeot 207 Super2000) a 4’58”6; 7. Vellani – Amadori (Peugeot 207 Super2000) a 5’29”0; 8. Cobbe – Grassi (Ford Focus Wrc) a 5’41”6; 9. Nittel – Ruf (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 6’28”3; 10. Vescovi–Guzzi (Renault Clio R3) a 7’30.2.

La nuova vita del Rally della Marca nelle mani di Basso

Chissà se tutti lo ricordano… Nel 2013 si disputò un’edizione davvero speciale del Rally della Marca, che anche in quella occasione era da festeggiare con sobrietà visti i tempi di crisi: in quel 2013, il Rally della Marca avrebbe compiuto trent’anni. Niente di eccezionale, non era l’unica corsa a raggiungere questo traguardo. Ma è utile ricordarlo, almeno quest’anno, perché sta per succedere qualcosa di speciale. Nel 2021 andrà in scena un’edizione particolare della gara trevigiana. Un’edizione all’insegna del rinnovamento, visto che c’è stato il passaggio del testimone a Giandomenico Basso, che diventa il patron della sua gara preferita, per altro gara di casa per lui.

Però non era roba di tutti i giorni. E poi parliamo del “Marca Doc”, un patrimonio che merita di essere preservato e valorizzato. Perché i rally sono un viaggio nel territorio, una continua riscoperta del paesaggio, concentrato di passioni a quattroruote che attraversano le generazioni. Fu l’estro di Gianni Pelliccioni, indimenticato direttore dell’Automobile Club Treviso, a inventare nel 1983 la sfida tra i colli trevigiani.

Ci mise dentro la sua voglia di vivere e qualche “trucco” da manuale per ottenere i permessi prefettizi, come le chicane che abbassavano la media dove si andava a razzo. Gli eroi della prima decade furono “Susy”-Nardari, Pasetti-Stradiotto e Gecchele-Cracco, equipaggi che vinsero due edizioni a testa. Poi negli anni novanta la mitica coppia Travaglia-Zanella ha firmato un record di cinque successi difficile da battere.

La terza decade segna l’avvento del Motor Group di Gigi Brunetta e della moglie Elena, scuderia di amici sempre pronti a rimboccarsi le maniche. E’ questo il segreto meno segreto del Marca, pronto a tornare in scena in quel weekend del 14-15 giugno 2013 con una replica esatta del copione 2012.

“Dobbiamo fare di necessità virtù – raccontava all’epoca Brunetta – e così il percorso sarà identico a quello dell’anno scorso. Nessuna variazione, ma se è piaciuto allora, potrà piacere anche stavolta. Gli addetti ai lavori sanno come è diventato difficile allestire un rally, molte organizzazioni di provata esperienza hanno dovuto mollare. Noi siamo qua, anche l’entusiasmo è rimasto intatto. Faremo correre le meravigliose WRC assieme alle fuori omologazione, miscelando le esigenze e le facoltà di chi può ancora permettersi il massimo e di chi si mette in gioco con vetture attempate, ma ancora performanti”.

Il Marca, secondo ormai consolidata tradizione era prova del Trofeo Rally Asfalto, valida anche per la Coppa Michelin Rally, Suzuki Rally Cup e AF Rally Competition. L’inizio era previsto venerdì sera, 14 giugno, con aperitivo spettacolo allo Zadraring di Bigolino di Valdobbiadene. Poi sabato 15 menù classico con tris di Monte Cesen e Monte Tomba, doppio Castelli e gran finale in piazza dei Signori a Treviso, per un totale di 126,29 km cronometrati. Previsto un forte sconto iscrizione con l’iniziativa “Sei Fuori” per le scadute omologazioni, lotteria a premi e scambio di cortesie con gli organizzatori dei rally San Martino e Internazionale di Scorzé.

Oggi il Marca si rinnova. Brunetta passa la mano a Basso. Il campione trevigiano diventa organizzatore della gara di casa. E siamo certi che, avendo vissuto i rally come pilota e come ricognitore, sempre da protagonista, Giandomenico Basso e il suo gruppo saranno in grado di realizzare una delle gare più interessanti del panorama nazionale.

Il Rally della Marca getta la spugna: arrivederci al 2021

Dopo settimane di attesa, di speranza, di fiducia incrollabile nelle proprie capacità organizzative, ma anche di estrema consapevolezza della situazione critica (per molti, invero, drammatica) generata dal Covid-19, è stato necessario prendere una decisione definitiva: niente Rally della Marca 2020 (26/27 giugno), arrivederci al 2021. Il Motor Group di Montebelluna, sintonizzato sulle direttive della Prefettura, ha dovuto prendere atto che solo dopo il 14 giugno si aprirebbe (forse) uno spiraglio per la corsa.

A quel punto ci sarebbero solo una decina di giorni per confermare tutto l’impianto gestionale e allertare decine di collaboratori e volontari, fino a quel momento liberi ovviamente di gestire la propria agenda. E tutto ciò dovendo mettere sul piatto anche l’osservanza di uno speciale protocollo sanitario per le competizioni automobilistiche all’aperto, che muovono centinaia di mezzi e migliaia di spettatori, la cui gestazione tarda ad arrivare nonostante l’impegno di Acisport, perché sono davvero tante le questioni da affrontare e risolvere.

“Ci abbiamo sperato tanto, ma purtroppo non ci sono le condizioni per confermare l’appuntamento” sentenzia il presidente del Motor Group, Gigi Brunetta. “Chi ci conosce sa bene con quale passione e dedizione abbiamo sempre organizzato il Marca, e come siamo sempre stati in grado sinora di rispettare il cronoprogramma della nostra struttura organizzativa. Percorso, autorizzazioni, personale, ecc., tutto pronto con congruo anticipo rispetto alle date fatidiche. Stavolta, però, la corsa ad ostacoli è carica d’incertezze e, di fatto, inaffrontabile nel poco tempo a disposizione. Desidero ringraziare tutti quanti si sono prodigati fino ad ora, la Federazione, gli sponsor e le autorità del territorio che ci hanno dato supporto. E’ un momento triste, nondimeno guardiamo avanti con ottimismo. Sono certo che torneremo più forti e risoluti”.

A fine agosto si discute presso il TNA l’appello di Lorenzo Grani

Si discuterà mercoledì 31 agosto l’appello di Lorenzo Grani contro la squalifica al Rally della Marca, esattamente di un mese fa. Come noto il pilota della Julli Motorsport venne escluso per le conseguenze di un mancato adeguamento dei regolamenti sportivi italiani a quelli FIA – che prevedono che le R2B non siano più una categoria unica ma si differenzino come norme tecniche in base alla data di prima omologazione del modello: precedente al 31/12/2018 o successiva.

Solo queste ultime, infatti, hanno nuovi obblighi, come quello incriminato di una specifica lunghezza degli steli delle valvole. Aci Sport è intervenuta prontamente modificando dal 4 di luglio la norma lacunosa del Regolamento Generale Rally, ma questo ha sanato la situazione da quella data in avanti. Sul pregresso, invece, sta al Giudice del TNA decidere il da farsi. Quindi non è così scontato che venga applicata la logica, vista la comprovata innocenza di Lorenzo Grani.

Lorenzo Grani: ‘Sono fiducioso, ma è stata una doccia fredda’

Avevano vinto con ampio margine: quasi un minuto sul secondo classificato e conquistando sette delle nove prove speciali in programma. Ma il successo di classe R2B, al Marca Trevigiana, Lorenzo Grani e la sua navigatrice Chiara Lombardi se lo sono visti strappare di mano, diverse ore dopo la fine del quarto round del Campionato Italiano WRC, a causa di una squalifica per irregolarità tecnica: la lunghezza dello stelo delle valvole del motore della Peugeot 208 pilotata dal 25enne di Maranello era apparsa differente da quella prevista dal regolamento federale. Provvedimento contro il quale è stata subito interposto ricorso, rendendo così la classifica del rally trevigiano sub-judice.

Una mazzata pesante, che potrebbe avere ripercussioni irreversibili nella stagione del talentuoso portacolori di Maranello Corse il quale, con questo ‘zero’ in classifica, si ritroverebbe impossibilito a lottare per la conferma sul trono della classe R2B nel tricolore WRC e nell’ambito della Michelin Rally  Cup. Un colpo duro, al quale Grani ed il suo entourage hanno saggiamente risposto con il silenzio, in attesa che la situazione si chiarisse.

A distanza di una settimana dall’accaduto, Lorenzo Grani può finalmente esternare il proprio pensiero. Lo fa a poche ore dalla rettifica della normativa generale federale, avvenuta giovedì 4 luglio, al termine di un’analisi che ha coinvolto anche il costruttore della vettura: un aggiornamento che, di fatto, si allinea al regolamento FIA, secondo il quale la nuova regola sulla lunghezza delle valvole è applicabile solo alle vetture omologate nel 2019, mentre per quelle omologate in precedenza (come l’esemplare utilizzato dal pilota di Maranello, che vediamo in azione nella foto di Leonardo D’Angelo) resta valida la regolamentazione passata, che legittima la lunghezza libera del componente in questione; tradotto, la revisione della norma federale prevede che, da adesso, nei rally nazionali la classe R2B ammetta sia le vetture omologate nel 2019, sia quelle omologate sino a fine 2018.

Tutto questo, in pratica, dice soprattutto che Lorenzo Grani ha vinto al Marca Trevigiana senza barare. Un sollievo, per Lorenzo Grani: “La squalifica è stata una doccia fredda. Non voglio entrare nel merito della questione, ma sapevamo benissimo di aver meritato quella vittoria. Questi giorni sono stati difficili e siamo felici che questo reclamo abbia infine permesso di chiarire la situazione: prima di tutto, a livello generale, perché quello che è accaduto a noi avrebbe potuto capitare anche ad altri che corrono con vetture antecedenti al 2019. Ora le regole sono chiare per tutti, e vorrei sottolineare l’efficienza con quale ha agito AciSport, verificando la situazione ed aggiornando di conseguenza la normativa federale in tempi record”.

Per arrivare al lieto fine, però, manca ancora un ultimo passaggio: la cancellazione della squalifica. “Alla luce di quanto è emerso in questi giorni – conclude il pilota di Maranello Corse – sono fiducioso che gli organi preposti ad analizzare questo caso accolgano il nostro ricorso. Ci auguriamo davvero di poter festeggiare al più presto il successo trevigiano per la seconda volta: sarebbe una liberazione e ci riconsegnerebbe una vittoria che ritengo indiscutibile. Al Marca, più che mai, abbiamo fatto un grande lavoro di squadra: il team Julli è stato fenomenale come sempre e, in particolare, si è superato nel riparare un problema meccanico in tempi impensabili; Chiara ed io abbiamo dato il massimo, segnando ottimi tempi ed alzando il piede solo nel finale, gestendo un vantaggio ormai irrecuperabile per i nostri rivali. Al di là di tutto – conclude Lorenzo -, questa vicenda ritengo abbia evidenziato come abbiamo sempre corso nel pieno rispetto dei regolamenti”.

AciSport recepisce la norma ‘salva valvole 208 R2B’: e Grani?

Le Peugeot 208 R2B pre 2019 e post sono di nuovo a norma. AciSport ha corretto la normativa sportiva che aveva erroneamente reso “incriminabili” in Italia le valvole di molte Peugeot 208 R2B. Come è noto, la questione era legata ad una discordanza tra la normativa internazionale, che regna sovrana ma che deve essere recepita, e quella nazionale. L’intervento è stato veloce e reso immediatamente operativo, alla vigilia di un altro importante weekend di gare.

Dunque, chi corre con le Peugeot 208 R2B può stare tranquillo e vincere senza patemi e ansie. Le valvole ora sono a posto. I commissari, che comunque avevano fatto il loro dovere anche al Rally della Marca attenendosi alla normativa monca a loro disposizione, ora avranno un riferimento normativo completo, aggiornato e identico a quello internazionale. A prova di dubbi.

Infatti, il 4 luglio 2019, in maniera del tutto anonima, la federazione italiana ha recepito la normativa internazionale della Fia in tema di vetture R2B omologate entro il 31 gennaio 2018 e R2B omologate dal 1 gennaio 2019 in poi, come doveva essere fatto a fine 2018 in ottica 2019, al fine di porre subito fine ad un episodio certamente spiacevole, ma che sa più di ingenua dimenticanza che di negligenza. Sull’Annuario AciSport è disponibile la correzione con la divisione delle due classi R2B. E questo la rende immediatamente operativa.

Nelle Norme Generali dei rally, adesso le due classi R2B, anche nelle competizioni nazionali, sono unificate. Vale sia per le R2B omologate dal 1 gennaio 2019, che rientrano nell’articolo 260 dell’Appendice J e sia per quelle che fanno riferimento allo stesso articolo ma omologate entro il 31 dicembre 2018. Questo significa che le vecchie 208 R2B e le nuove Fiesta possono correre nella stessa classe, la R2B 2019, senza più il rischio che si possa in qualche modo sfruttare un errore normativo.

Adesso, però, non bisogna dimenticarsi di Lorenzo Grani, vittima incolpevole di questo “scherzo” che gli ha spezzato le gambe proprio nell’unica gara in cui il giovane driver della Julli Motors sembrava essere riuscito a sconfiggere la malasorte che lo bersagliava da inizio stagione. Cancellare d’ufficio quella squalifica ingiusta sarebbe un dovere e non ci sarebbe nulla di eticamente e tecnicamente errato o scorretto. Grani non ha colpe. Ha vinto sul campo senza barare. Viene escluso per una quisquiglia regolamentare che si scopre essere una dimenticanza di AciSport. Diciamocelo: un innocente non dovrebbe andare a processo. Ma pare che la normativa federale in tema di giustizia sportiva funzioni solo attraverso il ricorso, o appello che dir si voglia.

L’auspicio è, appunto, quello di avere a breve una sentenza assolutoria chiara, che dica in modo altrettanto chiaro chi è il vincitore della R2B del Rally della Marca e sblocchi la classifica di gara, attualmente ancora sub judice, nonostante sia ormai noto e arci noto che si è trattato di un equivoco e che la Peugeot 208 R2B della Julli Motors fosse identica a tante altre 208 R2B che non sono mai andate in verifica fino ad oggi, ma che da domani sarebbero risultate non a norma. Solo in Italia.

‘Caso Grani’, è stata una svista: AciSport si adeguerà

Dopo tre giorni di intensa attività che ha coinvolto Peugeot Sport, Peugeot Italia e Aci Sport sembra avviato a soluzione il caso dell’esclusione dalla classifica del Rally Marca della Peugeot 208 R2B di Lorenzo Grani – su reclamo del secondo classificato Sulpizio jr (Ford) – per lunghezza dello stelo delle valvole non conforme rispetto alle più recenti normative dell’articolo 260 dell’Allegato J per le vetture R2.

In realtà tale non conformità non sussiste perché, come stabilito nel Regolamento Sportivo FIA 2019, la “versione 2019” di questo articolo vale solo per le vetture omologate di recente (Classe RC4A secondo la denominazione internazionale), mentre per le R2B omologate prima del 31/12/2018 (Classe RC4B) vale la versione precedente della norma tecnica che lasciava libera la lunghezza delle valvole.

Pertanto Aci Sport nelle prossime ore dovrebbe rettificare il proprio regolamento adeguandolo a quello FIA, evitando che si possano ripetere casi analoghi nelle prossime gare. Ovviamente ci si aspetta che venga revocata rapidamente l’esclusione dell’incolpevole Lorenzo Grani, che dovrà comunque presentare il già preannunciato appello che ad oggi mantiene subjudice la classifica del Rally Marca.

‘Caso Grani’, la palla passa a Peugeot Sport e alla Fia

Sempre più chiari, ma comunque complessi, i contorni del caso Grani, escluso dalla classifica del Rally della Marca che però resta sub-judice dato che il vincitore sul campo ha preannunciato appello contro la misura decisa dopo le verifiche tecniche su reclamo del secondo classificato, Sulpizio.

Oggetto del contendere sono le valvole, ed in particolare la loro lunghezza. A livello Allegato J Fia dal 1° gennaio di quest’anno questa loro misura per le R2 (e pure per le R5, ma per loro già dall’anno passato) non è più libera come in precedenza – mentre continua ad esserlo per le R3 – e si deve quindi fare riferimento all’unica indicata, che è quella da tempo presente nella fiche Gruppo A. E la misura là indicata è diversa di un paio di millimetri rispetto a quella riscontrata sulla vettura di Grani, equipaggiata di un motore fornito dalla Casa.

L’ipotesi più probabile è che la misura in fiche Gruppo A sia errata – un tipo errore tutt’altro che insolito – e quindi ora che è emerso venga rapidamente corretto da Peugeot Sport attraverso la comunicazione di una “errata” alla FIA. Infatti la situazione evidenziata sulla vettura di Grani dovrebbe essere comune a quella delle altre 208 R2B in circolazione nel mondo: qualche centinaio, di cui almeno una sessantina in Italia.

Ovviamente su questa base si muoverà l’appello delle prossime ore di Lorenzo Grani e del suo team. Continueremo ad aggiornarvi sulle evoluzioni della vicenda.

Colpo di scena al Rally della Marca: escluso Lorenzo Grani

Parecchie ore dopo l’arrivo – quasi all’alba – il vincitore della classe R2 Lorenzo Grani è stato escluso dalla classifica per anomalia alle valvole della sua 208. La verifica è stata fatta su reclamo del secondo classificato Sulpizio (Ford). Il pilota ha interposto appello visto che il problema è probabilmente dovuto ad un errore di fiche. Quindi, ufficialmente Grani resta escluso dalla classifica, ma stessa viene posta sujudice.

Di seguito pubblichiamo la classifica aggiornata della classe R2B del Rally della Marca 2019.

Classifica classe R2B Rally della Marca: 1. Grani-Lombardi (escluso) in 1h30’06.4; 2. Sulpizio-Angeli (Ford Fiesta) a 54.6; 3. Oriella-Ramacciotti a 58.5; 4. Saresera-Fenoli a 1’28.1; 5. Molo-Cumerlato a 2’13.1; 6. De Menego-Camazzola a 2’17.5; 7. Paleari Henslerr-Garavaglia a 2’51.6; 8. Tomassini-Bacci a 3’54.0; 9. Nember-Polonioli (Citroen C2 Max) a 4’03.0; 10. Pelizzari-Laffranchi a 4’29.9; 11. Ferronato-Zortea a 5’26.9; 12. Farina-Guglielmetti a 5’27.7; 13. Salgaro-Sossella (Opel Adam) a 5’54.7; 14. Tosini-Scalfi a 7’11.3. Gli altri su Peugeot 208.

Luca Pedersoli non molla la presa sul Rally Marca Trevigiana

Luca Pedersoli non molla la presa sul Rally Marca Trevigiana 2019 e si aggiudica anche la PS7 Monte Tomba di 12, 08 chilometri con il crono di 8’30″5. Alle sue spalle troviamo ancora Marco Signor, che insegue sulle strade di casa con la Ford Fiesta WRC, a 3″06. Terzo tempo di Simone Miele, con l’altra DS3 WRC, a 12″0. Il driver lombardo è stato rallentato da una foratura all’anteriore destra, avvenuta a due chilometri dal fine prova.

Prosegue spedita la corsa del biellese Corrado Pinzano, su Skoda Fabia R5, alla sua prima volta al Rally della Marca che chiude a 13”6 dal primo. Nelle altre classi, tra le S2000 buona prova del trevigiano Rudy Andriolo con la Peugeot 207, e bene anche il reggiano Roberto Vescovi con la Clio S1600. Mentre tra le Suzuki R1 comanda il vicentino Andrea Scalzotto che sta vincendo tutte le prove in lotta con il padovano Nicola Schileo.

CIWRC, la turbina della i20 WRC tradisce Corrado Fontana

Sulla prova numero 5 “Monte Cesen”(21,52 km) il miglior crono lo realizza Marco Signor in 14’36’’4 con la Ford Fiesta Wrc che si migliora (prima 14’38’’7) ma non lima in basso lo scratch iniziale di Luca Pedersoli, che ora cede 0’’8 e comanda con 7’’8 sul trevigiano. Simone Miele a 3’’0 in prova, 9’’6 nel totale, mentre sparisce Corrado Fontana con la Hyundai I20 NG Wrc che ha riscontrato un problema serio alla turbina.

La squadra ha cercato di intervenire durante l’assistenza ma appena usciti si sono accorti che il motore non spingeva più. Gara compromessa e ritiro per Fontana-Arena. Sulla prova numero 6, secondo passaggio dell’Arfanta (8,04 km) si impone nuovamente Pedersoli, seguito a soli cinque decimi di secondo dalle WRC di Miele e Signor. Quarto crono qui per Corrado Pinzano con la Skoda Fabia R5, seguito dagli outsider velocissimi Alessio Roveta ed Efrem Bianco, entrambi anche loro su Fabia. La cronaca delle prove precedenti la trovi qui.

CIWRC, Pedersoli leader del Marca dopo il primo giro di PS

Sabato mattina si entra nella fase “bollente” del rally trevigiano, sia da un punto di vista agonistico sia da un punto di vista di temperature. Dopo la bella prestazione di Simone Miele al venerdì sera, il bresciano Luca Pedersoli, con la Citroen DS3 WRC, si impone sul primo passaggio della PS2 Monte Cesen, la speciale più lunga. Un primo passaggio sugli spettacolari 21,52 chilometri della prova che dimostrano subito il passo dei partecipanti al 36° Rally della Marca, tutti molti agguerriti.

Il più agguerrito, però, è Pedersoli che con la Francesona sigla il miglior tempo di 14’35”8. Pedersoli, insieme ad Anna Tomasi, fa meglio di Fontana e della Hyundai a 2”6, passando così al comando dell’assoluta. Terzo tempo in questa prova per i piloti di casa, Marco Signor e Patrick Bernardi, con la Ford Fiesta WRC a 2.9, seguito dal lombardo Simone Miele navigato da Roberto Mometti, altra Citreon DS3 WRC.

Sulla PS3 Arfanta si registra il ritiro di Mauro Miele che apre la ruota posteriore sinistra. La prova va a Pedersoli, che si ritrova al comando della gara con 3”6 sia su Miele sia su Fontana. In prova, secondo è Marco Signor e terzo si piazza Miele, che stacca di appena 0″2 Fontana. La gara è combattutissima e si annuncia piena di sorprese. Andrea Carella è quinto e primo di R5, ma Pinzano gli è subito dietro con intenzioni battagliere.

Purtroppo, si ritira Mauro Miele sulla PS3
Purtroppo, si ritira Mauro Miele sulla PS3 (foto One Dream Racing)

Sulla PS4 Monte Tomba si ripropone Pedersoli come mattatore con un tempo di 8’31”6, mentre il secondo tempo miglior tempo è quello di Corrado Fontana. Bellissima la lotta per il terzo posto tra Miele e Signor, che impattano in un ex-aequo, e sono a soli 3”8 dal leader bresciano che prova su prova sta costruendo il distacco che spera di gestire successivamente. Dopo il primo giro di prove del sabato, Pedersoli comanda per 5”9 su Fontana e per 7”4 su Miele. Quarto è Signor a 8”6.

Pinzano (8’46’’2) è il migliore di R5 ma torna al comando Bianco in 31’23’’1 con Roveta a 18’’1, Matteo Daprà a 29’’1 e Marco Silva a 44’’6. Si deve togliere un po’ di ruggine il comasco che vinse il Marca 2007 con una Peugeot 307 Wrc. Skoda sugli scudi, tranne quelle di Carella e Walter Lamonato che si fermano per rotture.

Rally Marca Trevigiana, giorno 1: dopo 2,4 chilometri in testa c’è Miele

Partito il quarto round del Campionato Italiano WRC con il Rally Marca Trevigiana. Rispettando il programma, dalle 9.00 alle 13.00 gli equipaggi sono stati impegnati con le operazioni di verifiche tecniche e sportive a Valdobbiadene, sede anche del parco assistenza mentre dalle 13.30 fino alle 17.30 è stata la volta dello shakedown, nella consueta località di Combai.

I protagonisti della quarta prova Campionato Italiano WRC, dopo aver messo a punto le proprie vetture sullo shakedown di Combai, lamentavano il caldo soffocante. Il caldo, come testimoniano i piloti, renderà ancora più impegnativo un week end di gara che si preannuncia particolarmente intenso vista la presena di tutti i big al volante delle WRC.

L’attesa era, però, rivolta tutta per questa sera, con lo start ufficiale in piazza Marconi a Valdobbiadene alle 20.15. La centralissima piazza era letteralmente gremita, da togliere il respiro. Partenza e PS d’apertura Zadraring di appena 2,40 chilometri a partire dalle 20.40. Partita la PS1 si registra subito il ritiro di Vanzetti-Simioni, su Renault Clio RS.

Con il miglior tempo di 2’17”7, la PS1 Zadraring va a Simone Miele, navigato da Roberto Mometti sulla Citroen DS3 WRC, che riesce ad anticipare di appena 0”2 Corrado Fontana e Nicola Arena, con la Hyundai i20 WRC. Terza posizione a 1”8 per Signor-Bernardi, anche loro velocissimi con la Ford Fiesta WRC. Quarto tempo, a 2”0 dal vertice, per Pedersoli-Tomasi, con la Citroen DS WRC.

Un primo impegno cronometrato che ha evidenziato le capacità dei vari equipaggi, non solo tra le Wrc, ma anche nelle altre classi: alle spalle dei primi quattro, primo tra le R5, termina davanti l’esperto Efrem Bianco, seguito dall’altro outsider Alessio Roveta, entrambi su Skoda Fabia. Ad occupare le ultime posizione della top ten sono la Ford Fiesta Wrc di Lorenzo Della Casa, e le Fabia R5 di Mauro Miele, Matteo Daprà e Corrado Pinzano.

Tra le Swift R1B in corsa per il Suzuki Rally Cup il più veloce è stato il giovanissimo Andrea Scalzotto. Il vicentino ha chiuso questa prima speciale davanti alle Swift 1.0 Boostjet R1 del padovano Nicola Schileo con un solo secondo di vantaggio e dell’aostano Simone Goldoni, con quasi due secondi.

Dopo questa prima giornata bollente”, gli equipaggi riprenderanno le corse, Domani, Sabato 29 giugno con uscita dal riordino alle 08.00. Due giri identici: successione della classica “Monte Cesen” (21,52 km, start 8:50 e 12:52), di “Arfanta” (8,04 km, start 9:46 e 13:48) e di un altro must la “Monte Tomba” (12,08 km, start 10:53 e 14:55). Nel finale un terzo passaggio solo su “Monte Cesen” (16:54) e “Monte Tomba” (17:54), per chiudere nuovamente in piazza a Montebelluna con la cerimonia di premiazione prevista dalle 19:10. Saranno 119,28 i km di prove speciali immersi in 355,95 di percorso complessivo sull’ asfalto dello splendido territorio dei colli trevigiani.

Classifica Rally della Marca dopo PS1

1. Miele-Mometti (Citroen Ds3 Wrc) in 2’17.7; 2.Fontana-Arena (Hyundai Ng I20 Wrc) a 0.2; 3. Signor-Bernardi (Ford Fiesta Wrc) a 1.8; 4.Pedersoli-Tomasi (Citroen Ds3 Wrc) a 2.0; 5. Bianco-Lamonato (Skoda Fabia R5) a 2.9; 6.Roveta-Gonella (Skoda Fabia R5) a 3.4; 7.Della Casa-Pozzi (Ford Fiesta Wrc) a 4.2;8. Miele-Beltrame (Skoda Fabia R5) a 4.4;9. Daprà-Andrian (Skoda Fabia R5) a 4.9; 10.Pinzano-Zegna (Skoda Fabia R5) a 5.2.

Lorenzo Grani riuscirà a vincere la malasorte al Marca?

Il Campionato Italiano WRC di rally entra nel suo girone discendente ma, per Lorenzo Grani, il cammino che inizierà al Marca Trevigiana sarà tutto in salita. Per la precisione, Grani partirà dal quarto posto nella graduatoria della Coppa R2 Acisport (a 15 punti dalla vetta) e dal quinto nella Michelin Rally Cup (10 le lunghezze da recuperare): è l’ingiusta e crudele realtà dei fatti, frutto di una prima parte di campionato che più sfortunata non avrebbe potuto essere: così, per cercare di conservare i titoli di classe nell’ambito del tricolore WRC e nella Michelin Rally Cup, il 24enne purosangue di Maranello Corse dovrà superare tre prove senza appello, nelle quali l’imperativo sarà sempre quello di arrivare sul podio di R2B. Traguardo ampiamente alla portata di Grani, ci mancherebbe, come del resto s’è visto nella prima parte della stagione; tuttavia, adesso un terzo passo falso sarebbe probabilmente fatale.

La prima ‘ultima spiaggia’ è quella del Marca Trevigiana, dunque. Una gara nella quale Grani ha già vinto due volte la classe (2018 e 2016), chiudendo terzo nel 2017 e quarto nel 2015. Strade insomma ormai note, sulle quali il campioncino di Maranello ha sempre viaggiato forte; questo, peraltro, sarà il quarto Marca a bordo di una Peugeot 208 ed il modenese arriverà nel trevigiano con idee chiare su come affrontare la sfida veneta a livello di preparazione tecnica; in questo senso, la fruttuosa collaborazione con il team veronese Julli consentirà a Lorenzo ed alla sua navigatrice Chiara Lombardi d’impostare al meglio ogni fase della delicata sfida sugli asfalti intorno a Valdobbiadene.

La vigilia di questa delicata, quarta prova del Campionato Italiano WRC vede un Grani concentrato, giustamente fiducioso e determinato a rilanciare le proprie quotazioni nelle classifiche del tricolore e del trofeo di casa Michelin. Anche se al Marca, oltre ai veloci rivali tradizionali, il talento emiliano dovrà temere soprattutto l’ombra dell’avversaria più infida, quella malasorte che lo ha fermato senza alcuna colpa quando era in testa alla classe R2B in due dei primi tre appuntamenti stagionali: “Se il Marca rappresenta il giro di boa stagionale – riflette infatti Lorenzo -, spero prima di tutto che d’ora in poi la sfortuna ci lasci in pace.

La situazione c’impone di non fare calcoli: in pratica, abbiamo un solo risultato possibile… Sarà dura, anche perché le prime gare dell’Italiano WRC hanno evidenziato come vi siano almeno quattro o cinque equipaggi in grado di lottare per il primato, ed a questi dobbiamo aggiungere i locali che cercheranno gloria sulle strade di casa. Il Marca è una gara che mi piace e nella quale conto di esprimermi bene: le storiche prove di Monte Tomba e Monte Cesen sono frazioni alle quali dare del lei ma sulle quale mi sono sempre espresso bene, poi ci sarà la Arfanta che ho disputato una sola volta, tre anni fa, e della quale ho buoni ricordi. La riscoprirò nelle ricognizioni pre-gara”.

Il rally della Marca scatterà al tramonto di venerdì 28 giugno da Montebelluna per disputare la tradizionale prova-spettacolo ‘Zadraring’. Sabato 29 il clou, con le restanti otto frazioni cronometrate: arrivo a Montebelluna alle 19.10, dopo 356 chilometri di gara (119 quelli delle prove speciali).

CIWRC: Rally della Marca in rampa di lancio

Comincia con il piede giusto – quello destro ovviamente, ben piantato sull’acceleratore – la settimana del 36° Rally della Marca, per la prima volta “a casa sua”, ovvero a Montebelluna, base del Motor Group organizzatore. La conta degli iscritti è arrivata a quota 93, deciso rialzo rispetto alle ultime stagioni comunque soddisfacenti. Una buona notizia in generale, anche per Valdobbiadene e tutta l’area dei comuni del Prosecco interessati dalla corsa.

Ricordando che il Rally della Marca è un viaggio sportivo nel territorio che garantisce ottima visibilità e ritorno turistico immediato, con alberghi pieni grazie a tutto il personale coinvolto, compresi in primo luogo gli equipaggi in gara.Quartetto d’archi.Non ce ne voglia il resto della compagnia, ma a giocarsi le chance scudetto del Campionato Italiano Wrc saranno i big con le vetture più performanti. Il leader attuale Simone Miele e quello d’inizio stagione Luca Pedersoli (Citroen Ds3), l’eroe di casa Marco Signor (Ford Fiesta) e Corrado Fontana (Hyundai i20) reduce dal successo al Salento, che ha fatto risalire la sua quotazione tricolore.

Cori di Classe. Sempre complicato dare conto dei valori in campo, distribuiti tra Classi di cilindrata e preparazione delle auto. Tema difficile per gli addetti ai lavori, figurarsi per il pubblico a bordo strada. Visto che tutto è relativo, bisogna battere per prima cosa i rivali diretti. Sono 21 in R2B, la Classe più numerosa del Rally della Marca: motori fino a 1600 cc aspirati o turbo, un mix di grinta non facile da domare. Presenti i primi cinque della classifica Acisport, garanzia di battaglia: nell’ordine Liberato Sulpizio (Fiesta), Paolo Oriella, Gianluca Saresera, Lorenzo Grani e Tommaso Paleari (Peugeot 208). Giorni febbrili.Il rally si corre tra venerdì e sabato. Domani la distribuzione del road book, giovedì le ricognizioni autorizzate sul percorso , rispettando i limiti e badando a non disturbare i residenti. Prima regola: moderazione fino allo start.

La novità più appariscente del Rally della Marca è il quartiere generale alloggiato per la prima volta a Montebelluna, con piazza Marconi teatro di partenza, arrivo e festa rombante sin dal giovedì di vigilia. Valdobbiadene rimane punto di appoggio per riordini e parco assistenza, crocevia frizzante delle prove speciali di venerdì 28 giugno (“Zadraring”) e sabato 29 (“Arfanta”, “Monte Cesen”, “Monte Tomba”).

Venerdì 28 giugno, ore 20:15, discesa dalla pedana in centro a Montebelluna, trasferimento a Bigolino di Valdobbiadene e prova speciale spettacolo “Zadraring” (2,40 km) con start del primo concorrente alle 20:40. Sabato 29 giugno primi due giri identici: successione di “Monte Cesen” (21,52 km, start 8:50 e 12:52), “Arfanta” (8,04 km, start 9:46 e 13:48 ) e “Monte Tomba” (12,08 km, start 10:53 e 14:55). Nel finale un terzo passaggio solo su “Monte Cesen” (16:54) e “Monte Tomba” (17:54), per chiudere nuovamente in piazza a Montebelluna con cerimonia di premiazione dalle 19:10.