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Il Rally della Marca getta la spugna: arrivederci al 2021

Dopo settimane di attesa, di speranza, di fiducia incrollabile nelle proprie capacità organizzative, ma anche di estrema consapevolezza della situazione critica (per molti, invero, drammatica) generata dal Covid-19, è stato necessario prendere una decisione definitiva: niente Rally della Marca 2020 (26/27 giugno), arrivederci al 2021. Il Motor Group di Montebelluna, sintonizzato sulle direttive della Prefettura, ha dovuto prendere atto che solo dopo il 14 giugno si aprirebbe (forse) uno spiraglio per la corsa.

A quel punto ci sarebbero solo una decina di giorni per confermare tutto l’impianto gestionale e allertare decine di collaboratori e volontari, fino a quel momento liberi ovviamente di gestire la propria agenda. E tutto ciò dovendo mettere sul piatto anche l’osservanza di uno speciale protocollo sanitario per le competizioni automobilistiche all’aperto, che muovono centinaia di mezzi e migliaia di spettatori, la cui gestazione tarda ad arrivare nonostante l’impegno di Acisport, perché sono davvero tante le questioni da affrontare e risolvere.

“Ci abbiamo sperato tanto, ma purtroppo non ci sono le condizioni per confermare l’appuntamento” sentenzia il presidente del Motor Group, Gigi Brunetta. “Chi ci conosce sa bene con quale passione e dedizione abbiamo sempre organizzato il Marca, e come siamo sempre stati in grado sinora di rispettare il cronoprogramma della nostra struttura organizzativa. Percorso, autorizzazioni, personale, ecc., tutto pronto con congruo anticipo rispetto alle date fatidiche. Stavolta, però, la corsa ad ostacoli è carica d’incertezze e, di fatto, inaffrontabile nel poco tempo a disposizione. Desidero ringraziare tutti quanti si sono prodigati fino ad ora, la Federazione, gli sponsor e le autorità del territorio che ci hanno dato supporto. E’ un momento triste, nondimeno guardiamo avanti con ottimismo. Sono certo che torneremo più forti e risoluti”.

A fine agosto si discute presso il TNA l’appello di Lorenzo Grani

Si discuterà mercoledì 31 agosto l’appello di Lorenzo Grani contro la squalifica al Rally della Marca, esattamente di un mese fa. Come noto il pilota della Julli Motorsport venne escluso per le conseguenze di un mancato adeguamento dei regolamenti sportivi italiani a quelli FIA – che prevedono che le R2B non siano più una categoria unica ma si differenzino come norme tecniche in base alla data di prima omologazione del modello: precedente al 31/12/2018 o successiva.

Solo queste ultime, infatti, hanno nuovi obblighi, come quello incriminato di una specifica lunghezza degli steli delle valvole. Aci Sport è intervenuta prontamente modificando dal 4 di luglio la norma lacunosa del Regolamento Generale Rally, ma questo ha sanato la situazione da quella data in avanti. Sul pregresso, invece, sta al Giudice del TNA decidere il da farsi. Quindi non è così scontato che venga applicata la logica, vista la comprovata innocenza di Lorenzo Grani.

Lorenzo Grani: ‘Sono fiducioso, ma è stata una doccia fredda’

Avevano vinto con ampio margine: quasi un minuto sul secondo classificato e conquistando sette delle nove prove speciali in programma. Ma il successo di classe R2B, al Marca Trevigiana, Lorenzo Grani e la sua navigatrice Chiara Lombardi se lo sono visti strappare di mano, diverse ore dopo la fine del quarto round del Campionato Italiano WRC, a causa di una squalifica per irregolarità tecnica: la lunghezza dello stelo delle valvole del motore della Peugeot 208 pilotata dal 25enne di Maranello era apparsa differente da quella prevista dal regolamento federale. Provvedimento contro il quale è stata subito interposto ricorso, rendendo così la classifica del rally trevigiano sub-judice.

Una mazzata pesante, che potrebbe avere ripercussioni irreversibili nella stagione del talentuoso portacolori di Maranello Corse il quale, con questo ‘zero’ in classifica, si ritroverebbe impossibilito a lottare per la conferma sul trono della classe R2B nel tricolore WRC e nell’ambito della Michelin Rally  Cup. Un colpo duro, al quale Grani ed il suo entourage hanno saggiamente risposto con il silenzio, in attesa che la situazione si chiarisse.

A distanza di una settimana dall’accaduto, Lorenzo Grani può finalmente esternare il proprio pensiero. Lo fa a poche ore dalla rettifica della normativa generale federale, avvenuta giovedì 4 luglio, al termine di un’analisi che ha coinvolto anche il costruttore della vettura: un aggiornamento che, di fatto, si allinea al regolamento FIA, secondo il quale la nuova regola sulla lunghezza delle valvole è applicabile solo alle vetture omologate nel 2019, mentre per quelle omologate in precedenza (come l’esemplare utilizzato dal pilota di Maranello, che vediamo in azione nella foto di Leonardo D’Angelo) resta valida la regolamentazione passata, che legittima la lunghezza libera del componente in questione; tradotto, la revisione della norma federale prevede che, da adesso, nei rally nazionali la classe R2B ammetta sia le vetture omologate nel 2019, sia quelle omologate sino a fine 2018.

Tutto questo, in pratica, dice soprattutto che Lorenzo Grani ha vinto al Marca Trevigiana senza barare. Un sollievo, per Lorenzo Grani: “La squalifica è stata una doccia fredda. Non voglio entrare nel merito della questione, ma sapevamo benissimo di aver meritato quella vittoria. Questi giorni sono stati difficili e siamo felici che questo reclamo abbia infine permesso di chiarire la situazione: prima di tutto, a livello generale, perché quello che è accaduto a noi avrebbe potuto capitare anche ad altri che corrono con vetture antecedenti al 2019. Ora le regole sono chiare per tutti, e vorrei sottolineare l’efficienza con quale ha agito AciSport, verificando la situazione ed aggiornando di conseguenza la normativa federale in tempi record”.

Per arrivare al lieto fine, però, manca ancora un ultimo passaggio: la cancellazione della squalifica. “Alla luce di quanto è emerso in questi giorni – conclude il pilota di Maranello Corse – sono fiducioso che gli organi preposti ad analizzare questo caso accolgano il nostro ricorso. Ci auguriamo davvero di poter festeggiare al più presto il successo trevigiano per la seconda volta: sarebbe una liberazione e ci riconsegnerebbe una vittoria che ritengo indiscutibile. Al Marca, più che mai, abbiamo fatto un grande lavoro di squadra: il team Julli è stato fenomenale come sempre e, in particolare, si è superato nel riparare un problema meccanico in tempi impensabili; Chiara ed io abbiamo dato il massimo, segnando ottimi tempi ed alzando il piede solo nel finale, gestendo un vantaggio ormai irrecuperabile per i nostri rivali. Al di là di tutto – conclude Lorenzo -, questa vicenda ritengo abbia evidenziato come abbiamo sempre corso nel pieno rispetto dei regolamenti”.