Corse e manifestazioni nel mirino dei perbenisti
In un momento storico in cui l’automobile è spesso messa sotto accusa per il suo impatto ambientale e per la sua centralità nelle dinamiche urbane, non sorprende che molti abbiano reagito con critiche, chiedendo la fine delle corse automobilistiche in città e una maggiore attenzione al rumore e all’inquinamento.
L’incidente avvenuto in piazza San Carlo durante il Salone Auto Torino 2024 ha sollevato una polemica che rischia di offuscare il successo di un evento importante per la città e per l’industria automobilistica. In un momento storico in cui l’automobile è spesso messa sotto accusa per il suo impatto ambientale e per la sua centralità nelle dinamiche urbane, non sorprende che molti abbiano reagito con critiche, chiedendo la fine delle corse automobilistiche in città e una maggiore attenzione al rumore e all’inquinamento. Queste preoccupazioni, pur legittime, non devono però oscurare la portata e il significato più ampio del Salone Auto Torino, che è stato un’occasione cruciale per rilanciare il settore automobilistico locale.
Senza dubbio, la sicurezza deve essere la priorità in ogni manifestazione, e l’incidente di piazza San Carlo deve essere visto come un richiamo all’importanza di garantire che tutti gli eventi di questo tipo si svolgano nel rispetto delle regole e della protezione dei cittadini. Tuttavia, sarebbe miope ridurre l’intera discussione sul Salone a questo episodio. Il format innovativo creato da Andrea Levy, che porta le automobili direttamente alla gente, ha dimostrato di essere un’idea vincente. La stessa idea di quando i rally erano popolari, prima di allontanarli dalle persone. A differenza dei saloni tradizionali, che spesso confinano il pubblico in spazi chiusi e distaccati, il Salone Auto Torino ha fatto sentire il consumatore al centro dell’esperienza, coinvolgendolo direttamente in un ambiente urbano e quotidiano. La partecipazione massiccia, le prove su strada e il contatto diretto con i veicoli sono elementi che rendono l’evento unico e particolarmente efficace nel rafforzare il legame tra industria e cittadini.
Il successo di questa edizione del Salone non è solo commerciale, anche se i contatti raccolti dagli espositori sono stati numerosi. Piuttosto, si tratta di un tentativo di riaccendere una passione per l’automobile che, complice una propaganda sempre più ostile verso i veicoli privati, sembrava affievolirsi. In una fase di transizione cruciale per il settore, con la crescente pressione per una mobilità più sostenibile, eventi come il Salone Auto Torino giocano un ruolo fondamentale nel mantenere vivo il dibattito e il coinvolgimento del pubblico. Inoltre, rappresentano un’occasione per avvicinare le persone alle aziende, che spesso appaiono come entità astratte e distanti, specie in un’era dominata dalle interazioni digitali. La possibilità di vedere e toccare con mano le auto, di confrontarsi con esperti, offre un’esperienza tangibile che nessun sito web può replicare.

L’incidente, pur grave, non deve quindi portare alla cancellazione di un evento che ha dato un segnale positivo per l’industria e per la città di Torino. Al contrario, deve essere un’opportunità per migliorare ulteriormente l’organizzazione, adottando tutte le misure necessarie per garantire che simili episodi non si ripetano. Il Salone Auto Torino ha dimostrato di poter coniugare la celebrazione della cultura automobilistica con un nuovo modo di intendere l’interazione tra tecnologia, mobilità e cittadini. È un evento che non solo sostiene l’economia locale, ma contribuisce anche a restituire all’automobile quel ruolo culturale e simbolico che per decenni ha avuto in Italia.
La speranza è che l’amministrazione comunale di Torino, che ha mostrato una sensibilità non comune verso il settore automobilistico, continui a sostenere questo evento, investendo nella sua crescita e nel miglioramento delle sue condizioni di sicurezza. Il Salone Auto Torino non è solo una fiera commerciale, ma un momento di riflessione e dialogo su come vogliamo che sia la mobilità del futuro. Guardando al 2025, l’obiettivo deve essere quello di continuare su questa strada, imparando dagli errori e potenziando tutto ciò che di positivo è emerso in questa edizione.

“Ci sono due strade per affrontare la questione: strumentalizzarla politicamente o prenderla per come l’occasione per fare una riflessione su che tipo di città vogliamo. Perché ci sono due strade per fare il sindaco: quella in cui evita di mettersi a rischio non facendo nessun evento e quella di valutare l’interesse vero della città. E io credo che sbaglieremmo se assumessimo l’atteggiamento di chi non fa le cose per non rischiare”. E’ quanto ha detto Stefano Lo Russo oggi in consiglio comunale riferendosi all’incidente di ieri in piazza San Carlo nel corso dell’Salone dell’Auto. “Non basta – ha aggiunto – alzare il cartellino e dire che gli incidenti non devono capitare. Questo è ovvio. Le responsabilità soggettive della conducente verranno appurate da chi di competenza ma se vogliamo fare il bene di Torino dobbiamo fare una riflessione su che tipo di città vogliamo”.
Secondo il verbale redatto dai vigili, l’incidente è avvenuto alle 12,17 all’interno del circuito chiuso di piazza San Carlo coinvolgendo una Lancia 037 in livrea ufficiale, guidata da Barbara Riolfo, che “sottoponeva a forte accelerazione il veicolo senza fondato motivo, ne perdeva il controllo, deviando a destra e impattando contro le transenne metalliche”. Secondo il rapporto della Polizia municipale, sulla pavimentazione erano visibili tracce di accelerazione del veicolo per una distanza di 12 metri. Sono state una dozzina le persone infortunate e medicate nei pronto soccorso cittadini, più altri due spettatori medicati sul posto.
“Sono molto dispiaciuto di questo incidente – dice il sindaco Lo Russo – Senza cui oggi saremmo qui a celebrare uno dei più grandi successi di eventi espositivi in città. Aver riportato il Salone dell’Auto a Torino è stata una scelta importante, in un momento così difficile per l’industria”. E aggiunge: “L’incidente poteva capitare in qualunque altro punto del tracciato. In questo caso esiste un chiaro profilo di responsabilità, ma situazioni come queste capitano anche in condizioni ordinarie. Possiamo fare tutto il possibile, ma a fronte di queste situazioni diventa complicato, perché poteva succedere alla fermata del bus o in qualunque altro luogo”.



