Il mondo dei rally saluta Diocleziano Toia
Il pilota varesino, conosciuto da tutti come “Diok”, è morto a 53 anni nella sua casa di Cardano al Campo. Vincitore del Rally internazionale dei Laghi 2008 e protagonista nei rally raid, aveva preso parte anche alla Dakar tra le moto. Il mondo dei motori piange una figura apprezzata per passione, determinazione e disponibilità.
Il mondo degli appassionati di rally e rally raid è in lutto per la scomparsa di Diocleziano Toia. Il pilota varesino, conosciuto da tutti con il soprannome di “Diok”, è morto all’età di 53 anni nella mattinata di mercoledì 11 marzo nella sua abitazione di Cardano al Campo, in provincia di Varese.
Secondo quanto ricostruito, Toia è stato colpito da un infarto fulminante. A dare l’allarme è stata la moglie Alessia, che ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto è intervenuto il personale del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è purtroppo rivelato inutile. La donna è rimasta accanto al marito durante tutto il malore, fino al momento in cui il suo cuore ha cessato di battere.
La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente nel corso della giornata, provocando profondo cordoglio tra piloti, navigatori e appassionati del mondo dei motori, in particolare nella provincia di Varese, dove Toia era una figura molto conosciuta e stimata.
Nella sua vita sportiva Diocleziano Toia aveva coltivato con grande passione sia il rally sia il rally raid, costruendo nel corso degli anni una carriera intensa e ricca di partecipazioni. Per circa venticinque anni ha preso parte a numerose competizioni rallystiche, distinguendosi soprattutto nelle gare del panorama locale e nazionale.
Tra i risultati più significativi della sua carriera nei rally spicca la vittoria assoluta conquistata nel 2008 al Rally internazionale dei Laghi, una delle competizioni più importanti del territorio varesino. In quell’occasione Toia era al volante di una Punto Abarth Super 2000, navigato da Denis Tosetto. Un successo che rimane tra i momenti più importanti della sua attività sportiva.
Nel corso degli anni il pilota aveva ottenuto altri risultati rilevanti, in particolare quando gareggiava con la Renault Clio Williams di gruppo A, vettura con cui aveva raccolto alcune delle migliori prestazioni della sua carriera rallystica.
Il Rally dei Laghi è rimasto per Toia una gara particolarmente significativa. Proprio in questi giorni il pilota aveva partecipato alla presentazione dell’edizione 2026 della manifestazione e alle verifiche sportive e tecniche organizzate in via Marconi a Varese. In quell’occasione era stato circondato da numerosi amici, piloti e navigatori, testimoni del forte legame che aveva costruito nel corso degli anni all’interno dell’ambiente rallystico.
Ma la passione di Toia non si era fermata alle competizioni su strada. Nel corso della sua carriera aveva deciso di affrontare anche le sfide dei rally raid, una delle discipline più dure del motorsport. Tra le esperienze più importanti figurano le partecipazioni alla Dakar disputata in Sudamerica, una delle gare più celebri e impegnative al mondo.
Toia aveva scelto di gareggiare nella categoria “malle moto”, considerata tra le più difficili e prestigiose per un pilota privato. In questa classe i concorrenti affrontano la competizione senza assistenza tecnica diretta: durante il giorno corrono le tappe e la sera devono provvedere da soli alla manutenzione e alle riparazioni della propria motocicletta. Una scelta che testimonia la determinazione e lo spirito di sacrificio con cui Toia viveva il motorsport.
Nel corso della sua carriera aveva preso parte a diverse edizioni della Dakar, confrontandosi con alcuni dei migliori specialisti internazionali della disciplina e vivendo un’esperienza sportiva tra le più impegnative e affascinanti del panorama motoristico.
Al di fuori delle competizioni, Diocleziano Toia era anche un imprenditore. Lavorava infatti nel settore del trasporto di cavalli da corsa e da concorso, attività che portava avanti nell’azienda di famiglia con sede a Cassano Magnago. L’impresa era stata fondata dal padre nel 1976 ed era diventata nel tempo un punto di riferimento nel settore.
Chi lo conosceva lo ricorda non solo per i risultati ottenuti nelle competizioni, ma soprattutto per il carattere diretto e la grande passione per i motori. Nel corso degli anni era diventato una presenza familiare nelle gare della zona e nel panorama motoristico locale, condividendo spesso la propria esperienza con altri piloti e appassionati.
La sua disponibilità e la voglia di vivere lo sport in modo autentico gli avevano permesso di costruire numerose amicizie nell’ambiente delle corse, dove era stimato sia per le sue qualità sportive sia per il suo modo di essere.
La scomparsa di Toia lascia un vuoto profondo tra gli appassionati e nel mondo del motorsport varesino. Numerosi messaggi di cordoglio stanno arrivando in queste ore da amici, piloti e conoscitori dell’ambiente, colpiti dalla notizia improvvisa della sua morte.
Diocleziano Toia lascia la moglie Alessia e il figlio Bartolomeo, di 15 anni, oltre alla famiglia e a tutte le persone che lo hanno conosciuto nel corso della sua vita sportiva e professionale.
Con la sua scomparsa il mondo dei motori perde una figura appassionata e determinata, che per oltre venticinque anni ha vissuto il motorsport con entusiasmo, affrontando sia le strade dei rally sia i deserti dei rally raid con lo stesso spirito di sfida.



