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WRC 2: Suninen, Mikkelsen e Bulacia saltano il Safari

A due settimane dal suo avvio il Safari Rally Kenya perde tre importanti protagonisti. Stiamo parlando dei due piloti del team Toksport, il norvegese Andreas Mikkelsen e il boliviano Marquito Bulacia, costretti a saltare l’appuntamento africano, così come spiega il proprietario del team Serkan Duku.

L’uscita di strada di Andreas nella prima giornata del Sardegna ha causato una rottura all’incrocio dei tubi in cima alla gabbia. Mentre la vettura di Marquito ha subito due capottamenti, uno nel test pre-event e uno in gara. Fortunatamente in questo caso non abbiamo avuti danni al roll-bar, ma diversi pannelli sono rimasti danneggiati. Quindi preferiamo aspettare, avremmo un cliente in Kenya, ma come rally è logisticamente difficile da raggiungere, poi magari basta una pietra è la gara termina lì. Saremmo al via del Giappone.

Defezione anche in casa M-Sport, con il team che ha deciso di non mandare in Africa, il finnico Teemu Suninen per motivi (a detta di Malcolm Wilson) legati alla quarantena a cui i componenti del Team sarebbero sottoposti al loro rientro dal Kenya.

“Abbiamo bisogno di almeno cinque persone per poter gestire al meglio la vettura di Teemu e non possiamo permetterci di avere queste persone in quarantena al loro rientro dal Kenya – ha detto Wilson -. Ci servono in fabbrica per preparare le vetture per il Rally Estonia. Questo è uno dei periodi più complicati che abbia mai vissuto in oltre 40 anni di motorsport. Abbiamo provato in tutti i modi ha far disputare il Safari a Teemu, ma non abbiamo trovato alcuna soluzione”.

Se nel caso dei due piloti Toksport, si può parlare di scelta squisitamente logistica, ricordiamo che Mikkelsen correrà nelle prossime settimane in Polonia e Lettonia proprio con le vetture del team teutonico, per Teemu Suninen si può parlare anche di una punizione dopo l’errore da matita rossa avvenuto sulla prima speciale del RIS. L’unico pilota (al momento) iscritto al WRC2 rimane dunque il ceco Martin Prokop, che porterà in gara la sua Ford Fiesta Rally2 privata. Per lui (salvo problemi) in arrivo una comoda vittoria e 30 punti che lo rilancerebbero in classifica.

RS e oltre di giugno 2021: condividiamo passione

Copertina RS e oltre giugno 2021

CIRT 2021: il Tricolore incerto e spettacolare

Non è un Campionato di “serie B”. Il Campionato Italiano Rally Terra da un paio d’anni a questo parte ha ripreso vitalità, grazie ad alcuni importanti cambiamenti attuati dalla Federazione unito ad un giusto mix di giovani, stranieri e “vecchie volpi” che insieme hanno ridato vita al Tricolore riservato agli amanti dello sterrato. Anche per il CIRT 2021 questo mix si fonderà nuovamente per dar vita ad un Campionato che si annuncia incertissimo con tantissimi pretendenti al trono lasciato libero dal giovane boliviano Marquito Bulacia, delle Meteco Corse/Free Rally Team.

Tanta attesa e curiosità per Paolo Andreucci (Citroen C3 Rally2) e Simone Campedelli (Volkswagen Polo GTi R5) che avranno il compito di sviluppare in gara i pneumatici indiani MRF Tyres. I due “alfieri MRF” dovranno vedersela contro avversari di altissimo livello. Uno su tutti il veneto Giacomo Costenaro, reduce dal successo in Val d’Orcia che porterà in gara la Hyundai I20 R5 preparata dalla SA Motorsport.

Occhi puntati anche su due giovani dal piede pesante, Alberto Battistolli (Skoda Fabia Rally2), ormai maturo per centrare la sua prima vittoria in un rally moderno, e il boliviano (classe 2001) Bruno Bulacia (Skoda Fabia Rally2), fratellino di Marquito (anche lui Meteco Corse/Free Rally Team) che ha già dimostrato di avere il passo dei migliori nelle prime due uscite stagionali. A proposito di giovani, al via ci sarà anche Rachele Somaschini (Citroen C3 Rally2) sempre di più a suo agio sui fondi sterrati e Mattia Codato (Skoda Fabia Rally2) al suo primo campionato al volante di una R5/Rally2.

Proveranno a mettere i bastoni tra le ruote (in senso metaforico) a questi baldi giovani alcune “vecchie volpi” che ben conoscono i fondi sterrati come il sardo Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) che punta al bottino pieno tra le strade amiche del RIS e del Vermentino, al quattro volte campione terra Mauro Trentin (Volkswagen Polo GTi R5), all’aretino Massimo Squarcialupi e al veneto Fabio Sandel entrambi su Ford Fiesta Rally2. Presente anche un altro sardo, il nuorese Andrea Gallu con una Peugeot 208 rally4, al momento è l’unico iscritto tra le vetture a due ruote motrici.

Ma sono tanti i piloti che stanno definendo i programmi e che dovrebbero o potrebbero aggiungersi alla già ricca pattuglia di iscritti, alcuni rumors danno in via di definizione le presenze di Luciano Cobbe (Skoda Fabia Rally2), del patavino Nicolò Marchioro (Skoda Fabia Rally2), dell’esperto Simone Romagna e di Emanuele Dati (Ford Fiesta Rally2) e dei francesi Younnes El-Kadaoiu e Jean-Philippe Quilicini (Skoda Fabia R5).

Damiano De Tommaso si accasa con Meteco Corse

Parte col piede giusto l’annata di Damiano De Tommaso che, dopo aver trovato posto alla corte di Paolo Fabrizio Fabbri, che gli metterà a disposizione la Citroen C3 nel programma CIR 2021 di Aci Team Italia voluto da Aci Sport, diventa portacolori della storica scuderia piemontese del patron Luciano Chiaramello, la Meteco Corse.

Il sodalizio di Collegno, che si avvia a festeggiare il quarantesimo anno di attività ininterrotta, mette a segno un altro centro importante, dopo aver confermato in scuderia Marco Bulacia (CIRA 2021), Giorgio Cogni (CIR) ed Emanuele Rosso (CIR) e aver ingaggiato anche il fratello del giovane talento sudamericano, Bruno Bulacia.

La Meteco Corse, dal canto suo, conferma essere una scuderia lungimirante, attenta ai giovani e al loro talento, da cui anche negli ultimi anni sono passati importanti fuori classe, compreso Craig Breen. Ma non solo lui.

“Bisogna aiutare i giovani, se sono meritevoli. Certo, sarebbe bello poter aiutare tutti, ma non si può – spiega Luciano Chiaramello, direttore sportivo della scuderia sin dalla nascita -. Però, se un giovane è valido deve avere le sue chances, anche più di una, perché a volte una è troppo poco. E’ la missione di ogni scuderia che si rispetti e anche noi lo facciamo con piacere. Ci emoziona e ci motiva sapere di poter dare una mano a realizzare i propri sogni a giovani come Marco e Bruno Bulacia, Damiano De Tommaso, Emanuele Rosso e Giorgio Cogni”.

Clamoroso: salta l’Arctic Rally per Marco Bulacia

Marco Bulacia Wilkinson non sarà al via del secondo round della stagione, l’Arctic Rally Finland. L’assenza del pilota boliviano, vincitore del Campionato Italiano Rally Terra nel 2020, è legata a problemi con la carta di soggiorno. In pratica, alla frontiera finlandese non viene accettata la scadenza del suo documento, che viene ritenuta troppo a breve scadenza.

Questioni burocratiche, dunque, fermano il driver boliviano, che tra l’altro c’è rimasto malissimo. Questo avviene perché la Bolivia non fa parte del trattato di Schengen e con il lockdown in atto in Finlandia le normative sono diventate ancora più stringenti. Per cui, pur essendo formalmente in regola, alla frontiera finlandese hanno deciso di non considerare validi i suoi documenti.

Al posto di Bulacia Toksport WRT dovrebbe schierare Eyvind Brynildsen (che farà i test domani), pilota norvegese classe 1988. Il due volte campione norvegese rally ha già corso con il team tedesco nel WRC2 2020, conquistando tra l’altro due terzi posti in Turchia e in Sardegna. “Purtroppo, è andata così. Ci dispiace tantissimo. E’ stata davvero una brutta notizia, speriamo non abbia ripercussioni negative sullo stato d’animo del pilota”, spiega Paolo Piras.

CIR e CIRT: Meteco Corse con i due Bulacia, Rosso e Cogni

Quattro assi nella manica di Meteco Corse, uno dei principali e più longevi sodalizi del nord ovest d’Italia e ormai prossimo a festeggiare in suoi primi quarant’anni di attività. Il direttore sportivo Luciano Chiaramello schiera nel Campionato Italiano Rally Asfalto il detentore del titolo tricolore del Terra, il boliviano Marco Bulacia.

E siccome nella famiglia Bulacia la passione per l’Italia e per i rally lievita, con i colori della scuderia piemontese correrà anche il fratello di Marco, Bruno Bulacia, che però sarà al via del CIRT, a caccia di un po’ di gloria su quello che, negli ultimi anni, sembra ormai terreno di conquista degli stranieri. Il boliviano campione d’Italia e il fratellino new-entry correranno con le competitive Skoda Fabia R5 della Free Rally Team del bravo Ivan Tenca.

Ma non finisce qui. Al via del CIR Junior, che si corre con le Ford Fiesta della Motorsport Italia ci saranno anche il veloce Emanuele Rosso, astigiano, con il suo copilota, Andrea Ferrari, savonese. “L’esperienza maturata fino ad ora è stata bellissima – ha detto Emanuele Rosso – e speriamo di liberarci presto del Covid-19 per divertirci e divertire il pubblico”.

Emanuele Rosso sarà di nuovo al via del Campionato Italiano Rally

Altro pilota Meteco Corse al via del CIR Junior sarà il veloce Giorgio Cogni, già campione italiano rally categoria R1, che con alle note il fedele amico e concittadino Gabriele Zanni promette di fare bene come sempre. I due Bulacia, Rosso e Cogni sono la conferma, ove ce ne fosse bisogno, che Meteco Corse ha sempre un occhio attento nella scelta di giovani da mandare avanti nei rally italiani.

CIRT: da un Bulacia all’altro, Bruno sfida tutti

Il Campionato Italiano Rally Terra 2021 avrà un Bulacia ad alzare la polvere, ma non si tratta del campione in carica. Sarà Bruno Bulacia, giovane pilota boliviano emergente, classe 2002, a debuttare nella massima serie sterrata tricolore. Un passaggio di consegne in famiglia a tutti gli effetti, annunciato il 25 gennaio scorso dal talento sudamericano attraverso i suoi canali ufficiali, che lo porterà a correre sulle strade bianche italiane con Free Rally Service e la Skoda Fabia Evo Rally 2. Lo stesso pacchetto e lo stesso percorso che ha portato il fratello maggiore Marco Bulacia Wilkinson al successo nel CIRT 2020.

Dopo sei stagioni nel Campionato Boliviano Rally è pronto al salto nella serie nostrana che si conferma, ogni anno di più, come il banco di prova ideale per i giovani piloti internazionali in cerca di conferme prima di puntare alla ribalta internazionale. Vedi gli ultimi esempi recenti di Emil Lindholm e lo stesso Marquito.

Bruno intanto non sembra voler perdere tempo ed è atterrato nella giornata di mercoledì 27 gennaio a Milano per presentarsi a Porlezza alla corte di Paolo Piras, team principal di Free Rally Service, che lo ha fatto sedere sulla vettura boema prima di accompagnarlo verso i test pre-campionato. Il primo sarà il Rally Valle del Tevere a fine febbraio, poi il CIRT.

Bruno così giovane, ma già con molta esperienza. Qual è il tuo percorso di carriera ad oggi e il bagaglio di esperienza che ti sta per accompagnare verso il debutto nel CIRT?

“Ho iniziato conni kart a 5 anni. Poi nel 2014 iniziai a correre con un Polaris utv nel Campionato Rally Boliviano. Nel 2017 con una Mitsubishi Lancer Evo IV ho corso sempre il Campionato Boliviano, l’anno seguente con una EVO VII, quindi nel 2019 e 2020 con il nostro Proto Corolla, sempre nella massima serie, sono riuscito a vincere la mia categoria”.

Sei già salito su una Rally2? Qual’è il programma pre-stagionale?

“Non le ho mai guidate, a parte sulla playstation – ci spiega con una risata – ma farò alcuni giorni di test su terra e su ghiaccio per sentirmi a mio agio alla prima gara”.

Perché la scelta del Campionato Italiano?

“Innanzitutto per la storia ed il percorso di mio fratello, poi per il supporto di Free Rally Service che da anni segue mio fratello. Inoltre credo che il campionato sia selettivo e molto formativo”.

Cosa ti ha spiegato tuo Marquito sul Campionato Italiano?

“Che è molto buono. Che gli stranieri vengono accolti benissimo e che per imparare è l’ideale”.

Tra le tappe del CIRT ci sarà anche il Rally Italia Sardegna, dove potremmo vedere Bulacia vs Bulacia… Emozionato?

“Hahahh… speriamo di batterlo!”.

WRC2: Andreas Mikkelsen fa il rullo compressore

Il norvegese Andreas Mikkelsen domina in condizioni che includevano neve compatta e ghiaccio levigato e va a vincere le prime due prove del sabato. Una guida costante sul secondo passaggio di La Bréole-Selonnet lo vede concludere 2’13”8 davanti a tutti. Mikkelsen è soddisfatto della sua prestazione e ringraziato la squadra per il supporto. Tutti lo riempiono di elogi.

“Abbiamo un grande vantaggio e dobbiamo tenercelo nel miglior modo possibile. Per noi è abbastanza facile ora, non abbiamo bisogno di spingere e dobbiamo solo arrivare alla fine”, ha detto Andreas a fine prova.

Fourmaux, con la Ford Fiesta Rally2, mantiene il secondo posto, anche se il suo sabato non è stato privo di problemi. Una foratura durante la PS10 è costata 1’ al francese. A questo punto, Camilli lo ha messo sotto pressione.

Una vittoria nella PS finale della giornata ha permesso a Fourmaux di tirare un sospiro di sollievo e così il vantaggio sul rivale francese è stato portato a 17”6. Marco Bulacia segue il suo compagno di squadra Skoda in testa di 8’28”3 al quarto posto dopo una giornata scivolosa sulle tappe, mentre Sean Johnston conclude altri 3’01”0 dietro sulla sua C3.

Il pilota italiano Enrico Brazzoli completato la classifica al sesto posto con 39’28”6 dal vertice della classifica WRC 2 del Rally MonteCarlo 2021.

WRC3: viaggio nella stagione iridata dei privati

Il WRC3, composto da sette gare, è andato ai finlandesi Jari Huttunen e Lukka Mikko con Hyundai i20 R5, che si sono aggiudicati anche il Campionato Polacco Rally 2020. L’equipaggio finlandese della Hyundai Junior Academy ha corso quattro gare ed è sempre arrivato a podio, vincendo in Svezia e in Sardegna. La Hyundai sicuramente sta guardando e valutando attentamente la loro carriera e chissà se un giorno debutterà nella massima serie con una WRC Plus.

Altro grande protagonista della stagione è sicuramente Marquito Bulacia Wilkinson, vincitore del titolo italiano rally terra. Il boliviano è arrivato secondo nel Campionato, vincendo il difficile Rally del Messico con il “nostro” Giovanni Bernacchini. Terzo in campionato il vincitore del Rally di Turchia Kajetan Kajetanowicz. Alcuni rumors parlano di un suo approdo nel WRC 2021 con la Toyota o la Hyundai insieme a Robert Kubica.

Uno degli equipaggi migliori della stagione è sicuramente Oliver Solberg e Aaron Johnston, Vice-campioni quest’anno nel Campionato Europeo Rally e Campioni nell’ERC1 Junior. La coppia ha corso quest’anno sia con la Fabia e sia con la Polo, vincendo il Rally di Estonia nella seconda parte di stagione.

Altri piloti che hanno vinto almeno una gara del WRC3 sono Eric Camilli, a MonteCarlo, e Andréas Mikkelsen, a Monza. Una nota di merito va ad Umberto Scandola e Guido D’Amore, che hanno ben figurato nonostante la pandemia da Covid-19 in atto. L’equipaggio italiano ha corso tre eventi con la Hyundai Rally Team Italia, conquistando un ottavo posto al MonteCarlo e un quarto posto al Rally Italia Sardegna.

Hanno corso anche a Monza, ma sono stati perseguitati da infiniti problemi tecnici. Da sottolineare la loro vittoria assoluta nella PS11 Gerosa 2 dell’ACI Rally Monza: dopo 12 anni un equipaggio italiano torna a vincere una prova del Campionato Mondiale Rally. Infatti l’ultima vittoria di una PS di un equipaggio italiano risale al Rally di Turchia 2008, quando Gigi Galli e Giovanni Bernacchini vinsero la Chimera 1.

Nel weekend brianzolo è arrivata la notizia dell’arrivo nel WRC3 dell’esperto navigatore Carlos del Barrio che affiancherà Fabrizio Zaldivar, pilota che quest’anno ha fatto bene cogliendo il secondo posto in Sardegna e a Monza. Saranno della partita anche i neo campioni dello Junior WRC Tom Kristensson e Joakim Sjoberg: la vittoria del titolo permetterà loro di poter correre con una Ford Fiesta Rally2 nuova di zecca.

L’Inno boliviano commuove Marquito Bulacia al Tuscan Rewind

Marco Bulacia continua a scrivere la storia dell’automobilismo boliviano, diventando campione 2020 del Campionato Italiano Rally Terra. Nonostante le battute d’arresto dovute all’interruzione delle gare per sei mesi, il pilota boliviano di Meteco Corse è stato autore, in ogni gara, di ottime prestazioni nella stagione. Ora è atteso al Rally di Monza, nell’ultima gara del Campionato del Mondo Rally, dove può diventare campione del mondo nella categoria WRC3.

Gli organizzatori toscani hanno elogiato Marquito Bulacia, che onestamente tra i piloti in gara era il più “gettonato” per interviste e firmare autografi. In tutti i sensi, Bulacia è il pilota straniero che ha sorpreso tutti gli italiani, favoriti compresi. Un’altra curiosità: Bulacia è salito due volte sul podio in Toscana, quindi, per protocollo, ha ascoltato due volte l’inno boliviano.

“Ho quasi pianto quando ho sentito l’inno nazionale sul podio – afferma Marquito -. Si vedono ora i grandi risultati del lavoro che stiamo facendo da un anno con la mia squadra. Comunque, in Toscana abbiamo festeggiato, ma domani iniziamo a preparare il rally mondiale di Monza, che è il nostro obiettivo finale per diventare campioni del mondo”.

Il giovane pilota di Santa Cruz ha riferito che essere essere tornato in Bolivia per poter stare con la sua famiglia e con i suoi amici ha influenzato molto la sua prestazione in Italia. E si è visto. “Era importante andare a casa e vedere la famiglia e gli amici. In tutto questo tempo ho pensato agli errori da correggere e credo di essere riuscito a migliorare. L’ho notato nel test che ho fatto quando sono tornato perché ho capito che il mio stile di guida era diverso. Avevo bisogno di staccare”.

Marquito Bulacia (CIRT) e Andrea Crugnola (CIR) campioni italiani 2020

E passa di nuovo lo straniero. Festa grande in casa Meteco Corse a Collegno per l’ennesimo successo – colto a man bassa – del giovane portacolori della scuderia piemontese Marquito Bulacia. Il driver boliviano, intervistato in esclusiva sul numero di novembre di RS e oltre in edicola, e il suo copilota Marcelo Der Ohannesian, con la Skoda Fabia R5 della Free Rally Team si sono aggiudicati perentoriamente la classifica assoluta del Rally Tuscan Rewind e hanno incassato con pieno merito il titolo del Campionato Italiano Rally Terra, serie nazionale che ancora una volta viene vinta da un pilota straniero e anche giovane, o giovanissimo come in questo 2020.

I secondi assoluti nella gara toscana, Andrea Crugnola e Pietro Ometto, invece, incassano il titolo 2020 del più importante Campionato Italiano al volante della Citroen C3 R5. Titolo che era in ballo tra il driver lombardo di FPF Sport e il campione veneto di Loran. Anche nel 2020, anno sciagurato, è il Tuscan Rewind a decidere le sorti della massima serie tricolore, andata in scena per certo merito di Aci Sport, ma che ha bisogno di essere riportata ai fasti di un vero Campionato Italiano in grado di fare da trampolino di lancio nel Mondiale Rally per un vivaio di giovani che, al contrario, rischiano di miscelarsi a tanti “giovani vecchi” senza più chance iridate.

Tra i titoli tricolore, assegnato anche quello di Paolo Andreucci e Anna Andreussi, su Peugeot 208 Rally4, nella serie riservata alle vetture a 2 Ruote Motrici, un altro dei tantissimi (forse troppi?) campionati ideati dalla federazione che vivono all’ombra del CIR.

Andrea Crugnola sulla PS2 del Tuscan Rewind 2020
Andrea Crugnola sulla PS2 del Tuscan Rewind 2020

Ma raccontiamola tutta questa gara stupenda. Erano in palio ben tre scudetti, alla viglia della gara, quello del Campionato Italiano, quello riferito al “terra” ed anche quello del Cross Country, per una sfida dunque di alto profilo. Il successo assoluto della gara è andato nelle mani del 20enne boliviano Marco Bulacia, in coppia con l’argentino Marcelo Der Ohannesian, su una Skoda Fabia R5. Dopo aver vinto a San Marino in luglio e dopo anche essere al comando del mondiale WRC-3 ad una prova dal termine, il giovane sudamericano ha dunque confermato il proprio valore, peraltro già conosciuto in Italia in quanto nel 2017 aveva già corso nel Campionato su terra.

Un rally ricco di spunti tecnici di spessore ed anche di colpi di scena, quella corsa oggi ed organizzata da EventStyle, partita sotto il segno appunto di Bulacia, andato al comando dalla prima prova, per poi subire l’iniziativa del varesino Andrea Crugnola (navigato da Pietro Ometto su Citroen C3 R5) sulla seconda, quindi passando lui in testa, per rimanersi sino alla settima “chrono”. L’ultimo loop di prove ha rimesso tutto in discussione, Bulacia ha attaccato di nuovo per quanto Crugnola, visto che aveva in mano il titolo italiano essendo davanti al diretto rivale Giandomenico Basso (con il senese Lorenzo Granai alle note su una VolksWagen Polo R5) mai entrato in sintonia con vettura e percorso, non poteva più impensierirlo, ha guardato bene a non prendere rischi eccessivi.

La fase centrale della gara ha visto il ritiro del romagnolo Simone Campedelli (Volkswagen Polo), uscito di strada dopo quattro prove quando era buon terzo assoluto (ed in lotta serrata per il “terra”) e per Bulacia la strada per il successo è stata spianata.

Sotto la bandiera a scacchi, dunque, Bulacia ha festeggiato vittoria in gara e nel campionato terra, alle sue spalle Crugnola ha masticato amaro per la vittoria mancata in gara ma ha gioito comunque per il secondo gradino del podio ma soprattutto per il suo primo titolo tricolore, mentre terzo ha terminato il giovane vicentino “figlio d’arte” Alberto Battistolli, affiancato da Simone Scattolin su una Skoda Fabia R5. Il giovane, che fa parte del programma federale Aci Team Italia ha costruito una prestazione di livello, in progressione, presentandosi sempre più in alto come riscontri cronometrici man mano che la gara andava esaurendosi.

Battistolli ha conquistato il “bronzo” in gara in coincidenza dell’ultima fatica cronometrata, rilevando la posizione da Giandomenico Basso, che non è dunque riuscito a bissare l’alloro del 2019, conquistato proprio in terra di Siena. Per il trevigiano di Cavaso del Tomba, dopo una gara mai parsa incisiva è arrivata poi la doccia fredda del dover alzare bandiera bianca a causa della rottura di una ruota.

Quarta posizione finale con ampio merito dal francese Jean Baptiste Franceschi, con una Fabia R5 anche lui. Torna via dagli sterrati senesi con un poco di delusione, il driver transalpino, partito con la quinta posizione ma poi andato a scalare la classifica sino al terzo, prima di arretrare causa una foratura durante la settima prova. Ciò non ha tolto comunque valore alla prestazione globale da lui offerta alla sua prima esperienza sterrata italiana.

Top five completata dal veneto Giacomo Costenaro, con Bardini alle note sull’ennesima Skoda Fabia al via. Per lo una stagione chiusa al meglio possibile conferma dell’essere stati uno degli equipaggi più in forma della stagione sterrata nazionale.

Si sono sprecate, le prestazioni altisonanti, al “Tuscan”, complici le tre prove “da mondiale” proposte. Una di esse è quella del pluricampione mondiale di motocross Tony Cairoli, già ottavo assoluto nel 2019, quest’anno finito ben due gradini più avanti, al sesto posto, ovviamente per la prima volta al volante della Hyundai i20 R5 ufficiale di BRC, con al fianco Anna Tomasi. Per lui, da subito riscontri cronometrici di alto profilo, anche da podio, conferma dell’elevato feeling del pilota ufficiale KTM con i rallies.

Prestazione maiuscola anche per il giovane bergamasco Enrico Oldrati, questa volta pure lui con la Skoda Fabia R5, con la quale era al debutto. Un debutto luminoso, con la vettura “Regina” dei rallies italiani, concluso con soddisfazione al settimo posto.

All’appello dalle posizioni di vertice il finlandese Emil Lindholm (ottavo assoluto), già visto in forma ad agosto al “Valtiberina” ed atteso, con la sua Skoda Fabia ad influire “pericolosamente” sull’esito del tricolore mentre invece anche lui non ha trovato feeling con le “piesse” senesi, venendo pure lui rallentato da una foratura sulla settima prova. L’altro veneto Marco Signor (navigato da Pezzoli su una Polo R5) ha onorato sino all’ultimo la sua stagione di ritorno nel Campionato Italiano firmando la nona posizione, dopo che non metteva le ruote sullo sterrato dal 2012. La top ten è stata poi chiusa dal quattro volte vincitore della gara Alessandro Taddei, con Gaspari (Hyundai i 20 R5), anche in questo caso con una prestazione in progressione.

Performance di livello anche da parte dell’inossidabile Paolo Andreucci, con Anna Andreussi al fianco. Sulla nuova Peugeot 204 Rally4 ha di nuovo dominato tra le “due ruote motrici”, aggiudicandosi pure il relativo Campionato tricolore, ma soprattutto dando una nuova lezione di guida, firmando la quindicesima posizione assoluta.

Nel CIR Junior erano al via tutti coloro che hanno animato la stagione: Andrea Mazzocchi, Mattia Vita, Emanuele Rosso, Giorgio Cogni, Michele Bormolini e Riccardo Pederzani, tutti con le Ford Fiesta. Vittoria e titolo per Mazzocchi, affiancato da Silvia Gallotti.

Il finale stagionale ha invece detto male per il siciliano Profeta e per l’umbro Fanari, entrambi con una Skoda Fabia R5 ed entrambi fermati da un incidente, il primo sulla seconda prova, l’altro due impegni dopo. Nel monomarca Peugeot 208 top vittoria in gara e di stagione per il toscano Christopher Lucchesi, con una 208 R2, primo anche nella “under” tra le due ruote motrici.

Oltre al titolo del Campionato Italiano Rally, il Tuscan Rewind è andato ad assegnare anche quello per il Cross Country, altra sfida avvincente e ricca di spunti tecnici e sportivi. Vittoria in gara per Ventura-Briani con un “side by side” Yamaha che però non concorre per l’aggiudicazione del titolo, mentre Codecà-Toffoli con la Suzuki Gran Vitara si sono incamerati lo scudetto in scioltezza, dopo il repentino ritiro del rivale Mengozzi per incidente.

CIRT: all’Adriatico sfortunato Bulacia, vince Andreucci

Una gara incertissima, un duello sul filo dei secondi iniziato nel primo tratto cronometrato e conclusosi solamente in vista della fine. Il Rally Adriatico, valido come terza prova del Campionato Italiano Rally Terra, ha vissuto tutto nella sfida tra la Citroen C3 R5 di Paolo Andreucci, nuovamente in tandem con Francesco Pinelli, e la Volkswagen Polo R5 di Simone Campedelli, per la prima volta al suo fianco dall’esperto navigatore toscano Sauro Farnocchia.

Teatro del rally i veloci sterrati marchigiani resi quest’anno ancora più insidiosi dalla pioggia copiosa abbattutasi sul percorso per due terzi della corsa. Alla fine a primeggiare è stato il pluricampione tricolore Paolo Andreucci che ha portato il suo attacco decisivo nelle due ultime prove della gara dove è riuscito a togliersi di scia Campedelli. Il vincitore ha preceduto alla fine il rivale di 17”2. Con questo successo il campione toscano rafforza la sua leadership nel tricolore riservato agli specialisti dei fondi sterrati.

Nella prima parte del rally, per la verità, il grande e indiscusso protagonista per la lotta al vertice era stato il pilotino della Meteco Corse, Marquito Bulacia, in gara con Marcel Der Ohannesian, su una Skoda Fabia Evo. Il giovane boliviano era riuscito a mettersi tutti alle sue spalle, compreso Ucci. Poi, la sfortuna si è manifestata sotto forma di foratura nella terza prova speciale e questo ha dato via libera alla danza vittoriosa di Paolo Andreucci e all’inseguimento di Simone Campedelli, con Bulacia che ha dovuto correre per recuperare il tempo perso.

Alla fine il ragazzino boliviano su cui ha scommesso Luciano Chiaramello, team manager di una delle più importanti e longeve scuderie piemontesi, ha concluso la gara in quinta posizione. Il ventenne pilota sudamericano ha comunque festeggiato, nel giorno del suo compleanno, il successo nella classifica della Quinta Zona della Coppa Rally di Zona.

La sfortuna si è accanita contro il "nostro pilotino Marquito Bulacia
La sfortuna si è accanita contro il “nostro pilotino Marquito Bulacia

Il gradino più basso del podio è andato invece a Giacomo Costenaro, in coppia con Justin Bardini, che si è dimostrato in netta crescita rispetto all’ultima prova della serie conquistando una posizione assolutamente meritata e il successo di gara tra i piloti partecipanti alla quinta zona della Coppa Rally di Zona. In quarta posizione hanno terminato Nicolò Marchioro e Marco Marchetti, Skoda Fabia. Anche per loro una bella gara portata a termine su un terremo praticamente impraticabile che ha conquistato la prima posizione tra i partecipanti alla serie Race Day La corsa marchigiana era infatti valida anche come prima prova dell’edizione numero tredici della serie.

A chiudere la top ten si sono quindi classificati sesti Andrea Dalmazzini con Alessandra Avanzi Ford Fiesta MKII R5, settimi Francesco Fanari e David Castiglioni, Skoda Fabia R5, secondi nella classifica della serie Race Day, mentre all’ottavo posto ha chiuso l’altro Marchioro, Christian, in coppia con Silvia dall’Olmo piazzatosi terzo nella gara Race Day. Noni assoluti a Cingoli si piazzano i sardi Giuseppe Dettori e Carlo Pisano con l’ennesima Skoda Fabia R5. Chiude con il decimo posto in gara il biellese Massimiliano Tonso con Massimo Bizzocchi con la VW Polo R5.

Tra i ritirati di rilievo quello di Daniele Ceccoli, in coppia con Piercarlo Capolongo, Hyundai i20, usciti rovinosamente di strada con un capottamento. Vettura distrutta e qualche problema ad una spalla per il bravo navigatore torinese. Ritiri sul finale per un problema meccanico anche per i francesi Nicolas Ciamin, in coppia con Yannick Roche, Citroen C3 R5 quando erano sesti assoluti a Cingoli per allenamento in vista del Mondiale Rally.

Il Gruppo N parla sloveno

Tra i confronti annunciati per quanto riguarda le altre classi nel Gruppo N la vittoria va allo sloveno Darko Peljhan con Matei Car su Mitsubishi Lancer Evo IX, davanti al romano Emanuele Silvestri ed a Riccardo Rigo, anche loro con la berlina giapponese. L’Adriatico-Marche ha fatto sorridere anche Mattia Codato su la Citroen Ds3 N5 dopo due round sfortunati in questo CIRT 2020.

Grande Trevisani tra le 2RM

Grande soddisfazione tra le vetture di classe R2 dove ha chiuso al comando della classifica riservata tra le piccole vetture a due ruote motrici il bresciano Jacopo Trevisani, che è riuscito a bissare la vittoria nell’ultima di campionato con la sua Peugeot 208 terminando davanti alla Ford Fiesta di Enrico Oldrati e Jean Philippe Quilichini su altra 208.

Marquito Bulacia al via del Rally Adriatico accende la sfida

Al via del Rally dell’Adriatico, prova di Campionato Italiano Rally Terra e del Challenge Raceday Ronde Terra, ci sarà anche il giovanissimo pilota sudamericano su cui Meteco Corse ha scommesso per il 2020. Il simpaticissimo Marquito Bulacia transiterà sulla pedana di partenza con la potente Skoda Fabia R5 della Free Rally Team, con cui ha già dimostrato di essere davvero veloce e competitivo, e con gli adesivi di RS e oltre.

La squadra di Marquito Bulacia sta ultimando la preparazione dell’auto con cui, senza false modestie, si punta a giocarsela fino in fondo per un posto importante e… perché no? Giocarsela fino in fondo anche per un titolo che non sembra poi così irraggiungibile. La certezza è che se il CIRT 2019 ha parlato francese – quest’anno Consanni ha deciso di non correre più in Italia – nel 2020 si corre il rischio di aver un CIRT che parli spagnolo. Con influenze lombardo-piemontesi.

A conferma ulteriore, se servisse, di quanto i giovani italiani vadano d’accordo con i rally su terra…

Marquito Bulacia e Meteco vincono San Marino per la discriminante

Il giovane campione boliviano della Meteco Corse, Marquito Bulacia, impegnato nel Mondiale Rally, con la Skoda Fabia R5 della Free Rally Service ha concluso il Rally di San Marino a pari tempo con Simone Campedelli e Tania Canton, alla guida di una Volkswagen Polo R5, di Step Five Motorsport, ma ha vinto per avere realizzato un tempo migliore rispetto all’avversario sulla prima prova cronometrata discriminante. Le parole del vincitore al termine del rally sono state: “Final muy loco”.

Nel Tricolore Junior vittoria di Mazzocchi-Gallotti (Ford Fiesta R2). Mentre si registra il successo nel CIR Terra Storico per Sipzs-Bregoli (Lancia Stratos) e Codedà-Toffoli (Suzuki Grand Vitara) nell’Italiano Cross Country Rally. Ma andiamo con il dovuto ordine.

Sarà finalmente l’anno di Simone Campedelli o quello di Umberto Scandola o quello della nuova conferma di Paolo Andreucci? Oppure ancora quello di Marquito Bulacia e della Meteco Corse? Ancora non è possibile prevederlo, ma il dato certo è che il Campionato Italiano Rally Terra 2020 sta regalando uno spettacolo straordinario grazie a i suoi grandi protagonisti e alle sue gare sempre belle e selettive.

Una stagione che si preannuncia combattutissima e che dimostra chiaramente che la serie Terra non ha niente di meno della più blasonata serie tricolore assoluta.

Il successo di Marquito Bulacia e Meteco

Intanto qui a San Marino a vincere è stato Marco Wilkinson Bulacia, giovane campione boliviano della Meteco Corse – non ha ancora venti anni anni – quest’anno impegnato nel Mondiale Rally. Il sudamericano con la sua Skoda Fabia R5 gestita da Free Rally Service e navigato dall’argentino Marcelo Der Ohannesian, ha ottenuto il gradino più alto del podio credendo fino in fondo alla possibile rimonta, e riuscendo nella generale ad appaiare Simone Campedelli, finito secondo, come da regolamento, per il tempo ottenuto nella prova discriminante, la prima, più alto rispetto a quello ottenuto dal pilota boliviano. E non solo: Marquito Bulacia si aggiudica anche l’appuntamento a coefficiente 1,5 valido per la 5^ Zona della Coppa Rally ACI Sport. Doppia festa per la Meteco Corse.

Una gara tiratissima che ha visto terminare al terzo posto Paolo Andreucci, affiancato questa volta da Francesco Pinelli su una Citroen C3 R5 finito ad un 1”3 dalla vetta. Il toscano mantiene la testa della classifica del tricolore con un solo punto di vantaggio su Campedelli.

Dietro ai primi tre riesce a chiudere Daniele Ceccoli con Piercarlo Capolongo su una i20 R5 di Hyundai Rally Team Italia insieme a Piercarlo Capolongo. Il pilota di San Marino, uno dei favoriti della vigilia, ha purtroppo deluso le attese non trovando il passo giusto. Il quarto posto ottenuto ed il distacco non altissimo dai primi sono solamente la testimonianza di quanto poteva fare.

Ma il grande protagonista della corsa del Titano è stato Umberto Scandola, rallentato da un problema meccanico, ma capace alla fine di un recupero straordinario, di arrivare poco sotto il podio. Propri sul finale il veronese della Hyundai, vincitore di sei scratch su nove prove disputate, paga un ritardo al controllo orario finale della gara che gli costa il quarto posto e lo fa scendere alle spalle di Ceccoli.

A seguire hanno poi terminato altri specialisti della polvere Giacomo Costenaro, Skoda Fabia R5, bene lo sloveno Aljosa Novak con la Fabia, che sorpassa Nicolò Marchioro, altra Fabia R5,proprio nell’ultima prova. Chiudono la top ten Simone Romagna con la Ford Fiesta MKII e il giovane finlandese Juhana Robert Raitanen su Skoda Fabia R5.

Nel gruppo N si aggiudica la prova di casa Stefano Guerra con la Mitsubishi Lancer Evo X mentre nel femminile vince aggiudica il femminile Tamara Molinaro con la Ford Fiesta R5.

Il podio del Rally di San Marino 2020
Il podio del Rally di San Marino 2020

CIR Junior: dalla terra emergono Mazzocchi-Gallotti

Il primo episodio su sterrato per il Campionato Italiano Rally Junior 2020 è stata una prova importante per tutti e sei gli equipaggi della Nazionale ACI Team Italia, tutti a bordo di Ford Fiesta R2, curate da Motorsport Italia e dotate di gomme Pirelli.

Non ha deluso le aspettative il più esperto sulla terra Andrea Mazzocchi insieme a Silvia Gallotti che vince il terzo atto del CIR Junior e rafforzando la propria leadership nella serie tricolore. 2° assoluti, bravi anche loro, Giorgio Cogni e Gabriele Zanni. Cogni, altro driver piacentino ha corso una gara che gli ha permesso di guadagnare i puntili per il secondo posto nella classifica di Campionato. Terzo a San Marino, dunque un più cauto Emanuele Rosso affiancato da Andrea Ferrari che ha preferito macinare chilometri ed esperienza su fondo sterrato. Dietro all’astigiano chiude il lucchese Mattia Vita navigato da Max Bosi rallentato dai problemi all’idroguida. Porta fino in fondo la prova sammarinese il più giovane del Six Pack Michele Bormolini con Daniel Pozzi. Il pilota di Sondrio, ripartito dopo un avvio sfortunato durante lo shakedown del venerdì.

Trasferta sfortunata invece per il giovane Ricardo Pederzani insieme a Edoardo Brovelli che è costretto a ritirarsi proprio sulla prima prova della mattina per la rottura del semiasse. Bella prova sulla terra sammarinese per Jacopo Trevisani insieme a Marchesini che chiude al comando delle vetture R2B con la Peugeot 208.

HISTORIC SAN MARINO RALLY | Ancora Mauro Sipsz, Monica Bregoli e la Lancia Stratos sulla vetta più alta del Campionato Italiano Rally Terra Storico 2020. La coppia leader del Due Ruote Motrici si regala il tris tricolore dopo il successo nel Val d’Orcia, nel Valtiberina ed ora la terza vittoria consecutiva nel 5° Historic San Marino Rally. Una lotta sul filo dei secondi, ad ogni prova speciale, che al traguardo ha visto la vettura del 3° Raggruppamento mettere in fila tutte le rivali guidate da un gruppo di driver locali, compreso Bruno Pelliccioni insieme a Mirko Gabrielli su Ford Escort MKII RS 2000, secondo assoluto della classifica assoluta. Nel Quattro Ruote Motrici chiude Stefano Pellegrini, su Lancia Delta, dopo il ritiro di Marco Bianchini altraLancia Delta Int.

Così nella gara del cross country

Grande gara anche per la seconda sfida stagionale l’elenco iscritti del Campionato Italiano Cross Country. A vincere l’appuntamento del Piccolo Stato sono stati ancora una volta loro Lorenzo Codecà e Marco Toffoli con la Grand Suzuki Vitara T1. Il pilota ufficiale di casa Suzuki Italia, è riuscito a prendersi la doppietta nel Campionato mantenedo la leadership in tutta la gara. Secondi di Campionato e Primi del Suzuki Challenge, il trofeo ad opera di Suzuki Italia che porta in gara una folta schiera di Gran Vitara di Gruppo T2 , si conferma il catanese Alfio Bordonaro con Marcello Bono, che si aggiudica anche nella power stage/1°Memoria Davide Drudi. Nel 6°San Marino Cross Country, gara straordinaria per il giovane torinese Amerigo Ventura Montecamozzi al top nel Gruppo T4 sulla sua Yamaha 1000 YXZ.

Del Rally storico ne parliamo qui.

CLASSIFICA CAMPIONATO ITALIANO RALLY TERRA

1. Bulacia Wilkinson-Der Ohannesian (Skoda Fabia) in 50’11.0; 2. Campedelli-Canton (Volkswagen Polo) a 0.0; 3. Andreucci-Pinelli (Citroen C3) a 1.3; 4. Ceccoli-Capolongo (Hyundai I20 NG) a 33.8; 5. Scandola-D’Amore (Hyundai I20 NG) a 38.5; 6. Costenaro-Bardini (Skoda Fabia) a 46.7; 7. Novak-Cevc (Skoda Fabia) a 1’21.8; 8. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia Evo) a 1’21.9; 9. Romagna-Addondi (Ford Fiesta MK2) a 1’49.3; 10. Raitanen-Salminen (Skoda Fabia) a 1’49.6.

CLASSIFICA CIR TERRA

Andreucci 25 pt; Campedelli 24; Ceccoli 16; Bulacia- Costenaro 15; Marchioro 8; Novak 7.

CLASSIFICA DI GARA CIR JUNIOR 2020

1. Mazzocchi-Gallotti (Ford Fiesta) In 4’15.0; 2. Cogni-Zanni (Ford Fiesta) A 2.2; 3. Vita-Bosi (Ford Fiesta) A 2.7; 4. Rosso-Ferrari (Ford Fiesta) A 9.0; 5. Bormolini-Pozzi (Ford Fiesta) A 28.0.

CLASSIFICA CIR JUNIOR

  1. Mazzocchi 38 pt; Cogni 34 pt ; Rosso 33 pt; Vita 30 pt; Bormolini 16 pt; Pederzani 12 pt.

CALENDARIO CIR TERRA 2020: 8-9 agosto| 14° Rally Arezzo Crete Senesi e Valtiberina; 29 agosto | 48° Rally San Marino; 26-27 settembre | 27° Rally Adriatico; 20-22 novembre | 11° Tuscan Rewind coeff. 1,5

Campedelli cambia auto e sfida sulla terra Ucci, Scandola, Bulacia…

Simone Campedelli sarà al via del Rally San Marino con una nuova auto da rally. Cambia la Ford Fiesta R5 con la Volkswagen Polo R5 della Step Five. Un debutto importante per il driver da anni legato alla Ford Fiesta arancio. Non ci sarà solo Simone Campedelli al San Marino. Ci sarà anche Paolo Andreucci, attuale leader del Campionato Italiano Rally Terra e vincitore della prima gara stagionale, navigato da Francesco Pinelli.

“La partecipazione al doppio campionato, ci porta ad essere in macchina continuamente, visto che nei primi 6 mesi dell’anno non si è gareggiato – ha commentato il pilota della Scuderia Peletto Racing Team Paolo Andreucci- Anna continuerà a rimanere al mio fianco nel CIR, ma sarà ugualmente presente nelle gare terraiole. La Citroën C3 R5 del Team PRT ha dimostrato di avere tutte le carte in regola in quanto a affidabilità e competitività, grazie anche alle nostre coperture Pirelli. Allo shakedown testeremo nuove regolazioni, ma arriviamo da un buon punto di partenza con il set up del Valtiberina. Al San Marino Rally il nostro obiettivo è quello di difendere la leadership in campionato, anche se sappiamo bene che con il parco partenti e partendo davanti non sarà facile. Ci toccherà pulire le strade anche in questo caso, proveremo quindi a non perdere secondi preziosi nel primo giro di prove.”

Già annunciato nei giorni scorsi, il giovanissimo boliviano Marquito Bulacia correrà con la Skoda Fabia della Free Rally Service per i colori della Meteco Corse. Presente pure Umberto Scandola, che ha già vinto la gara sammarinese, oltre che nel 2013 anche nel 2017 e che utilizzerà la Hyundai i20, come farà anche Daniele Ceccoli con alle note Piercarlo Capolongo. Al via di San Marino ci sarà il finlandese Pietarinen, con la Skoda Fabia R5.

Al Rally di San Marino rivedremo in azione Nicolò Marchioro, Giacomo Costenaro, Francesco Fanari (Skoda), Tamara Molinaro, Mazzocchi, Rosso, Cogni e Vita, Sipsz, Costa e Pelliccioni. E anche Muccioli con il suo BMW 320 e Mombelli.

Meteco Corse schiera Marquito Bulacia nel CIRT

Per uno straniero che sceglie di lasciare il CIRT, ce n’è un altro che sceglie di correrci. Questa volta ha il sangue caliente ed ha alle spalle qualcosa di concreto, vari titoli nazionali vinti in Bolivia e la partecipazione al WRC3 2019. Marquito Bulacia sarà al via del CIRT 2020, partendo già dal Rally San Marino. A schierarlo è la Meteco Corse, storica scuderia piemontese presieduta da Luciano Chiaramello, che già l’anno scorso aveva fatto correre Craig Breen al Rally di Sanremo e che negli anni Novanta ha scritto bellissime pagine della storia dei rally anche con le Delta, sulla Skoda Fabia R5 della Free Rally Service.

Nei corridoi della scuderia con sede a Collegno si dice che la Meteco sia ancora bella “Signora” cinquantenne, molto competitiva ma non più di “primo pelo”. Sarà vero, ma resta uno dei sodalizi più richiesti e longevi. La “Signora” ha fatto breccia in Marquito Bulacia, che in Italia aveva già corso nel 2018, proprio nel CIRT, da campione nazionale boliviano. Nel 2020, Bulacia avrebbe dovuto disputare di nuovo il WRC3, ma la revisione del calendario gare del Mondiale Rally, a causa dell’emergenza sanitaria, gli ha consentito di rivedere il programma e tornare sugli sterrati italiani e così sarà già schierato al San Marino.

L’unione Meteco Corse-Craig Breen al Rally di Sanremo ha portato bene, regalando una gara spettacolare e una vittoria nel CIR per la Meteco Corse. Un successo importante che mancava da tempo. Si vedrà quest’anno come andrà. I presupposti ci sono tutti e Bulacia e le Skoda Fabia R5 della Free Rally Service si sono già rivelate molto competitive.

WRC 3, Solberg, Kajetanowicz e Guerra puntano al podio

Mentre Petter Solberg ha ottenuto la vittoria assoluta con la Subaru Impreza, Oliver si trova alla guida della Volkswagen Polo ed è armato di molti consigli e altrettanta buona volontà, mentre si offre di passare alla testa della classifica del campionato della categoria.

“Mio padre mi ha parlato di uno stile di guida leggermente diverso. Quando puoi perdere fino al 25% della potenza perché stiamo guidando a più di 2000 metri, allora devi essere molto più preciso negli angoli”, ha detto Oliver, che ha aggiunto: “Questa è una manifestazione molto strana per me, non ho mai corso una gara simile. Aaron (il copilota, Johnston) e io abbiamo bisogno di prendere ottimi appunti sul ritmo e poi concentrarci solo su quelli durante il rally”.

“Se riusciamo a stare lontano dai guai, in passato abbiamo visto che possiamo ottenere un buon risultato”, ha aggiunto il diciottenne. Tutti tranne uno degli otto rivali di Solberg sono al debutto stagionale. Il brasiliano Paulo Nobre, alla guida di una Skoda Fabia, si schiera per la seconda volta dopo aver iniziato la sua stagione al Rally di MonteCarlo.

Altri probabili concorrenti sono Kajetan Kajetanowicz e il campione di casa Benito Guerra, arrivati secondi e terzi nel WRC 2 della scorsa stagione. Entrambi guidano le Fabia ma mentre Guerra ha molta esperienza in Messico, Kajetanowicz è qui per la prima volta.

“Nonostante quattro titoli nel Campionato Polacco Rally e tre nel Campionato Europeo, non sappiamo cosa aspettarci qui. Le tappe sono molto complicate e si svolgono in alta quota. L’aria sottile sarà una complicazione in più per noi e per le macchine”, ha spiegato.

La Bolivia è rappresentata da Marco Bulacia, sulla Citroën C3 in questa stagione, mentre ci sono sulle Fabia il messicano Ricardo Trivino e il cileno Emilio-Andres Fernandez. Il compagno cileno Alberto Heller e l’italiano Gianuca Linari che guidano le Ford Fiesta.

WRC 2019, doppietta Hyundai al Rally Argentina

Ott Tanak è stato il più veloce nella prova di velocità di 5,5 chilometri da Villa Carlos Paz a Cabalango con la Toyota Yaris, mentre Thierry Neuville e Kris Meeke impattavano in un ex-aequo a 0″7 dall’estone. Le forti piogge negli ultimi giorni preannunciano una lotta nel fango. Le strade sono piene d’acqua e Tanak non si fa illusioni su quanto sarà dura questa quinta prova del Campionato Mondiale Rally.

“La prima manche non è stata poi così male. La strada era distrutta, abbiamo dovuto attraversare le tre campi per non danneggiare la vettura”, ha spiegato Tanak. “Non ci aspettiamo niente di meglio domani e in seguito. Dobbiamo capire dove sono i posti che possono intrappolarci. Il venerdì sembra difficile perché il mix di sabbia, fango e pozze d’acqua significa che può essere incredibilmente pericoloso”.

I primi quattro piloti hanno segnato il loro miglior tempo nella prima delle tre prove. Quando le condizioni sono diventate più scivolose, i tempi si sono alzati e Teemu Suninen è stato l’unico a migliorare nel suo terzo passaggio. Sébastien Ogier è arrivato quarto in una Citroën C3, a 0″5 dalla Hyundai i20 di Neuville e dalla Yaris di Meeke. La Fiesta di Suninen e la i20 di Dani Sordo hanno completato i primi sei.

Sulla Super speciale Villa Carlos Paz, di 1,90 chilometri, l’estone, che ha vinto lo shakedown, è riesploso: 1″6 più veloce di Sébastien Ogier. I successivi sei piloti erano racchiusi in appena sette decimi di secondo. Tanak si è comportato egregiamente sulle strade scivolose, ma ha ammesso di non sapere cosa aspettarsi dalle condizioni di venerdì, quando i concorrenti sono chiamati ad affrontare le strade sterrate, dopo tanta pioggia negli ultimi giorni.

“Non sappiamo quanto saranno cattive le condizioni, ma mi aspetto che siano davvero difficili. Se un pilota di rally dice che sarà difficile, allora sarà dura!”, ha detto Tanak. Ogier, con la Citroën C3, ha concluso a 0″1 dalla Yaris di Kris Meeke. Andreas Mikkelsen era di nuovo a 0″3 dal leader, a un decimo il compagno di squadra e leader del campionato Thierry Neuville. Dani Sordo e Jari-Matti Latvala hanno lo stesso tempo, sesto.

Kris Meeke al Rally Argentina
Scatenatissimo Kris Meeke al Rally Argentina

Teemu Suninen è l’unico pilota al top che riesce ad affrontare qualsiasi problema, anche se si è girato con la Ford Fiesta poco prima del traguardo. E’ stato il decimo più veloce. La gara si ferma per riprendere venerdì, quando i concorrenti si dirigono a sud verso il paesaggio morbido e ondulato della Valle Calamuchita. Affrontano due giri di tre prove veloci e sabbiose e una super speciale nel parco di Carlos Paz. I sette test coprono 145,92 chilometri.

Sulla PS2 Las Bajadas-Villa del Dique di 16,65 chilometri è Meeke ad avere la meglio su tutti. Il driver britannico ha fermato i cronometri 1″0 più veloce del compagno di squadra Ott Tanak, nonostante la PS fosse molto scivolosa. In ogni caso, al termine della PS2, l’estone mantiene il suo risicato vantaggio che aveva conservato durante la notte: sette decimi di secondo.

Le forti piogge degli ultimi giorni hanno trasformato quelle che dovevano essere PS morbide e sabbiose e i piloti hanno dovuto lottare contro acqua stagnante e fango, condizioni che non erano presenti quando hanno effettuato i test martedì. Meeke, con gli occhi spalancati al fine prova: “Alcune parti erano ok, ma era pieno di fango. C’erano tratti impraticabili”.

Andreas Mikkelsen ha chiuso a 1″0 da Tanak, in terza posizione. Il norvegese, alla fine ha tirato un sospiro di sollievo. “Alla fine è tutto davvero difficile. Non si può andare, se sei troppo veloce rischi di scivolare via”, ha detto. Il compagno di squadra Dani Sordo è il quarto più veloce. Lo spagnolo ha ammesso di non aver voluto prendere rischi e ha anticipato il duo finlandese Esapekka Lappi e Jari-Matti Latvala, quest’ultimo al suo duecentesimo rally iridato.

Anche Thierry Neuville e Sébastien Ogier non hanno trovato condizioni facili. Il leader del campionato è arrivato nono con la sua i20, a 13″0 secondi da Meeke e dietro a Ogier. La prova successiva, la PS3 Amboy-Yacanto è stata cancellata a causa del maltempo. Gli organizzatori hanno dichiarato che le cattive condizioni nelle sezioni di collegamento prima e dopo le PS rendevano impossibile l’eventuale ingresso in prova dei veicoli della sicurezza e delle ambulanze.

Thierry Neuville con la Hyundai i20 WRC al Rally Argrentina 2019
Thierry Neuville con la Hyundai i20 WRC al Rally Argrentina 2019

Sulla PS4 Santa Rosa-San Agustin, di 23,44, e sulla PS5 Super Speciale Fernet Branca, Meeke si scatena e attacca. Alla fine delle due prove, sulle strade campestri nella valle di Calamuchita, che erano coperte di fango e acqua che veniva giù da oltre 48 ore, è davanti a Thierry Neuville di 5″4. Dopo aver vinto la PS di apertura per ridurre il divario dal leader notturno e compagno di squadra, Ott Tanak, Meeke è stato il secondo più veloce nella tappa di Santa Rosa-San Agustin.

“Questa mattina è stata una grande sfida, e non tanto per il ritmo. La sfida era la lettura della strada. Le tappe qui sono piuttosto sabbiose e al 70 per cento erano come te le aspetteresti. Ma ci sono tratti dove c’è fango denso per oltre 200 metri”, ha detto Meeke. Ma è Neuville a vincere la PS4 Santa Rosa sperando di riuscire a scalare. “Abbiamo faticato nella prima fase perché c’era troppa acqua sulla strada. Abbiamo dovuto tracciare una linea per quelli dietro e la strada è diventata progressivamente più veloce”, ha detto.

Dopo la PS4 e la PS5, Tanak e Sébastien Ogier sono terzi, a 1″2 dal rivale per il titolo. Tanak ha lottato con le unghie e con i denti e ha ammesso che aveva “parecchio lavoro da fare”. Ogier ha flirtato con una banca di Santa Rosa, ma è riuscito ad evitare danni alla Citroën C3. Segue la terza Yaris di Latvala. Il finlandese si è piazzato terzo e ha ceduto un paio di posti con problemi di set-up.

Andreas Mikkelsen ha guidato la maggior parte della Santa Rosa con l’anteriore sinistra forata, poi ha vinto il test del park. Il norvegese era a 2″9 da Latvala e a 2″1 secondi dal compagno di squadra Dani Sordo. Elfyn Evans era ottavo, ma a meno di 15″0 dalla sua Ford Fiesta. Esapekka Lappi ha ottenuto il nono posto dopo un momento di paura nello stesso posto del compagno di squadra Ogier. Ha strisciato una banca, quasi rotolato e ha lottato fino alla fine con una foratura posteriore destra. Teemu Suninen ha completato la classifica.

Torna al successo Tanak sulla PS6 La Bajadas, di 16,65 chilometri, ma Meeke rimane al comando per 0″7. ironia della sorte. Secondo è Sordo a 1″0, seguito da Mikkelsen a 2″1, con Neuville a 1″7. Quinto è Ogier, che continua a lottare per il successo insieme a Tanak e Neuville, o per il secondo posto con Neuville. Quinto ex-aequo nella classifica generale provvisoria sono Mikkelsen e Sordo.

Ott Tanak al Rally Argentina 2019
Ott Tanak, sfortunato al Rally Argentina 2019

I 29,85 chilometri della PS7 Amboy Yacanto, annullata nel giro precedente per ragioni di sicurezza, parla estone. Super Ott rifila 7″8 a Neuville, 10″2 ad Ogier, 13″1 a Sordo e 14″9 a Mikkelsen. Con questa prestazione maiuscola, Tanak torna al comando della gara per 11″4 su Neuville e per 15″3 su Ogier. E già pensa alla grande fuga, seppur conscio delle difficoltà che questo rally riserva. Per Meeke, in prova, solo il settimo tempo, che lo catapulta in quarta posizione al 19″2 da Tanak.

Sulla PS8 Santa Rosa-San Agustin, la ripetizione dei 23,44 chilometri già affrontati come PS4, si cambia lingua e s’inizia a parlare belga e coreano. Neuville fa volare la Hyundai e vince con un margine di 8″ su Ogier e di 15″9 su Evans. A 17″7 c’è Mikkelsen e a 20″3 c’è Meeke. Sesto è Tanak, che anticipa Sordo, Suninen, Bulacia e Ostberg. Dopo otto prove in testa a questo fantastico Rally Argentina c’è Neuville, con in seconda posizione a 11″9 Ogier e in terza a 13″4 Tanak. Meeke è quarto a 28″1.

Dunque, è stato un venerdì di fango in cui Il leader del World Rally Championship ha strappato la leadership a Ott Tänak, quando un semiasse rotto sulla Toyota Yaris ha fatto perdere molto tempo all’estone. Il vantaggio di Tanak è stato spazzato via e il tempo di Neuville ha portato la Hyundai i20 a un vantaggio di 11″9 secondi rispetto a Citroën C3 di Sébastien Ogier. Tänak è rimasto a 1″5 secondi dal terzo.

La pioggia persistente nelle precedenti 48 ore ha reso le PS della Calamuchita Valley molto ingannevoli. L’acqua stagnante e le enormi zone di fango hanno scioccato il leader della classifica. “La coerenza ha pagato. Ho sentito di avere una buona guida nella fase iniziale della gara e sono rimasto davvero sorpreso quando ho visto che gli altri erano più veloci. Abbiamo solo un piccolo vantaggio quindi non è ancora fatto nulla”, ha detto Neuville.

Tanak ha iniziato l’ultima fase consapevole del problema meccanico, ma ha limitato la sua perdita di tempo, poi si è girato a due chilometri dal traguardo. Dopo aver perso la leadership notturna, ha riconquistato il primo posto nel pomeriggio. Ogier ha lamentato prestazioni in calo sulla C3. Kris Meeke era quarto, a 28″1, dal primo e terzo leader della giornata. Il pilota della Yaris ha guidato per tre delle sei PS (una è stata annullato per motivi di sicurezza a causa del maltempo), ma non è riuscito a mantenere lo stesso passo nel più difficile pomeriggio. Perdere la terza marcia ha ulteriormente ostacolato i suoi sforzi.

Andreas Mikkelsen era in ritardo di 1″3 secondi, al quinto posto, nonostante una foratura mattutina, con Elfyn Evans che completava i primi sei nonostante vari problemi di bilanciamento sulla Ford Fiesta. Seguono Sordo e Latvala. Teemu Suninen si è piazzato nono dopo aver perso tempo perché il motore si era riempito d’acqua. A completare la top ten è stato il leader della WRC 2 Pro Mads Ostberg.

La tappa di sabato 27 aprile è la più lunga della manifestazione. I concorrenti si dirigono nelle vaste pianure e colline della Valle Punilla per due blocchi identici sono di di tre livelli. Gli anelli sono divisi da una ripetizione del test del parco a tema di venerdì, nella città di Carlos Paz, per un totale di 146,62 chilometri di azione. Pedro Heller è in testa al WRC 2 per quasi sei minuti dopo una giornata di logoramento in cui il comando è passato di mano in cinque occasioni.

Thierry Neuville vince il Rally Argentina 2019
Thierry Neuville vince il Rally Argentina 2019

Rally Argentina 2019: day 2 rally live

L’avvio della seconda giornata propone Thierry Neuville al primo posto nella PS9 Tanti-Mataderos di 13,92 chilometri, parte iniziale in asfalto, poi ghiaia. Il belga, leader del rally, si è conferma l’uomo da battere e precede per appena 0″4 Ott Tanak, arrabbiato più che mai dopo il problema all’albero di trasmissione della sua Toyota avvenuta nell’ultima prova speciale di venerdì. La concorrenza non dorme e sono tutti molto vicini. Basta un piccolo errore a stravolgere gli equilibri della classifica della gara. Kris Meeke si è preso il terzo posto nello stage davanti a Elfyn Evans che pare avere iniziato col piede giusto e a Sebastien Ogier, terzo nella generale, superato da Tanak. Via radio, Dani Sordo ha comunicato qualche problema al motore. Capotta Bulacia, tredicesimo assoluto.

Pazzesca anche la PS10 che collega Mataderos a Cuchilla Nevada di 22,67 chilometri. Si va in piena montagna, in un percorso velocissimo, tanto che in alcuni punti si raggiungono i 190 orari. Ott Tanak ha sfruttato al meglio le doti velocistiche della sua Toyota Yaris ed ha segnato il primo tempo in 11’56″1 battendo il leader del Rally Argentina, Thierry Neuville, di 2″5. Nella generale, il belga alla guida della Hyundai rimane in testa con 11″3 di vantaggio sull’estone.

Terzo posto per Kris Meeke con la seconda Yaris, a 2″8 da Tanak. L’inglese è parso molto soddisfatto per la prestazione offerta e si è messo dietro Dani Sordo con la Hyundai. I problemi al motore di cui accennava nella prova speciale precedente il pilota spagnolo non si sono presentati. Quinto Sebastien Ogier, che ha ammesso la superiorità della Yaris dal punto di vista aerodinamico.

Purtroppo, si ritira Elfyn Evans. Aveva iniziato la giornata molto bene, ma a sette chilometri dalla conclusione di questa PS, in un tratto molto veloce, da fare di traverso, ha esagerato ed ha colpito una grossa roccia posta ai bordi della strada. La sua Fiesta si è sollevata ed è caduta nel fossato laterale ribaltandosi. Pilota e copilota illesi, ma tanta rabbia per Evans che vede finire anticipatamente il suo rally. L’errore in Corsica, costatogli la vittoria bruciava ancora. Il suo compagno di squadra, Teemu Suninen, prima del via aveva accennato al rischio massi a bordo strada.

Sui 33,65 chilometri della PS11 Chuchilla Nevad-Characato il più veloce del lotto è di nuovo Ott Tanak. Durissima la più lunga prova dell’intero Rally Argentina benché più corta di 7 sette chiolometri rispetto al passato. Una speciale piena di insidie, con tratti di fiume da superare, pozzanghere e curve strette, il tutto alternato a tratti veloci. Alla fine l’ha spuntata ancora lui, Ott Tanak, che con la Yaris ha ottenuto il tempo di 19’45″8. Thierry Neuville ha cercato di contenere i danni rimediando un distacco di 6″1 ed ora nella generale il belga conduce con 5″2 sul rivale estone. Bravo Jari-Matti Latvala, terzo nonostante una foratura subìta a 5 chilometri dal traguardo. Chi ha perso contatto con i primi è stato Sebastien Ogier che ha dovuto guidare senza il servosterzo ed ha anche commesso un piccolo errore di valutazione in un bivio.

Sulla PS12 Super Speciale Fernet Branca, si impone Mikkelsen su Sordo per appena 0″6. Terzo a 1″1 si piazza Latvala. Solo quarto Neuville, a 1″7 da Mikkelsen, a 0″6 da Latvala e con Tanak a 1″2. Sesta posizione per Teemu Suninen. Settimo tempo assoluto e primo del WRC2 Pro per un velocissimo Ostberg. A chiudere la prima decina ci pensano rispettivamente Guerra, Greensmith e Heller.

La PS13 Tanti-Mataderos di appena 13,92 chilometri ha visto prevalere Sebastien Ogier con la Citroen, al primo successo parziale nel Rally di Argentina. Ancora molto bene Andreas Mikkelsen, secondo a 1″5, poi Jari-Matti Latvala che si è svegliato dal suo torpore. Thierry Neuville, quarto a 2″6 da Ogier, può tirare un sospiro di sollievo in quanto Ott Tanak ha concluso sesto staccato di 7″6 dalla Citroen e a 3″5 da lui. Quindi, un piccolo vantaggio per Neuville che va a sommarsi a quello della superstage portando a 11″ il divario. Mentre Mikkelsen è balzato al terzo posto assoluto davanti a Kris Meeke.

La PS14 Mataderos-Cuchilla Nevada, poco più di 22 chiolometri vinti da Ogier, ha visto Tanak, secondo nella classifica generale e proiettato all’inseguimento di Neuville, fermarsi ai bordi del percorso. Un colpo basso per il pilota estone e la Toyota che intravvedeva grandi possibilità di vittoria. Si profila una doppietta, se non una tripletta Hyundai. Neuville conduce con 50″4 sul compagno di squadra Andreas Mikkelsen, in splendida forma dopo essere stato tenuto in panchina per lasciar posto a un opaco Loeb in Corsica, mentre la terza vettura coreana affidata a Sordo è quinta a 8″ dal terzo in classifica, Meeke.

Con la PS15 Cuchilla Nevada-Characato, la ripetizione dei 33,65 già visti come PS11, si chiude il day 2 del Rally Argentina. Se venerdì c’era stato il ritiro di Lappi e il sorpasso di Neuville proprio sull’ultima PS su Tanak, afflitto da un problema all’albero di trasmissione, oggi si sono verificati i ritiri di Evans, proprio mentre stava tentando di risalire la classifica, e quello di Tanak, per un problema all’alternatore della batteria che ha di fatto spento la sua Yaris.

La Hyundai con Neuville rileva saldamente in mano la gara portando un brillante Mikkelsen al secondo posto. Il norvegese si impone in questa durissima prova speciale relegando Neuville a 4″7, mentre Ogier continua a mangiare secondi agli avversari e si piazza terzo, dopo aver vinto la PS13 e la PS14. La Toyota rimane sul podio con Meeke, che all’alba della corsa argentina era al comando. L’inglese sta facendo di tutto per portare a casa un risultato prestigioso, ma alle sue spalle incombono Ogier e Sordo. Deludente Latvala, Suninen gioca in difesa.

  • Andrea Adamo festeggia il successo in Argentina
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Rally Argentina 2019: day 3 wrc live

Si riparte domenica con Meeke che va a vincere la PS16 Copina-El Condor, di 16,43 chilometri, mentre Neuville continua a controllare. Primo tratto veloce, che sale in mezzo alle montagne tra ali di folla e strade sterrate molto strette e ricche di tornanti. Tanak torna in gara, ma a dettare il ritmo è il suo compagno, Meeke, primo in 13’08″2 davanti ad Mikkelsen, ad appena 4″3 dall’inglese. Ottimo terzo Ogier con la Citroen, mentre Neuville non prende rischi e rimedia un distacco da Meeke di 13″4. Il belga rimane leader con Mikkelsen che si porta a 36″6. Infuria la battaglia per il terzo posto: Ogier passato Meeke ed è a 59″3 dal leader, mentre Kris è a 59″8.

Sembrava voler stare tranquillo sulla PS16, Neuville. Appunto, era solo apparenza. Prendi fiato e attacca. Ed ecco che il combattente Thierry per non perdere la concentrazione, sui 20,30 chilometri della PS17 Mina Clavero-Giulio Cesare, penultima prova speciale di questa gara pazzesca, è andato via a testa bassa. Il capoclassifica del Mondiale Rally e del Rally Argentina ha vinto la PS con un tempone di 17’02″6 respingendo di 1″6 Jari-Matti Latvala e il compagno in Hyundai, Andreas Mikkelsen di 3″6.

Bene anche Kris Meeke, quarto a 4″5 e con 5″7 di vantaggio su Sebastien Ogier: Meeke è di nuovo terzo nella classifica generale mentre il sogno per la Hyundai di mettere a segno una tripletta è ormai sfumato in quanto Sordo ha accumulato ancora distacco da Meeke ed è stato anche superato da Latvala. Ott Tanak è rientrato nella top ten ed occupa la nona posizione. Peccato per i problemi accusati ieri.

Sono gli ultimi 16,43 chilometri a decidere questa bellissima gara. Si va sulla PS18 El Condor, anche Power Stage. Thierry Neuville aveva chiarito le sue intenzioni già sulla penultima PS, semmai ce ne fosse stato bisogno. E infatti, non sbaglia e va a vincere in modo magistrale una delle più dure gare del Mondiale Rally 2019. Il driver belga chiude con un eccellente terzo tempo assoluto a 4″6 da Seb II che si aggiudica la prova, con Latvala incollato a 0″1. Quarto tempo di Sordo a 5″0 netti da Ogier, Mikkelsen è quinto a 5″9 in questa spettacolare corsa al decimo di secondo.

Con il terzo tempo assoluto, Neuville si aggiudica la gara argentina per 48″8 su Mikkelsen che sale sul podio. Terza piazza assoluta per Ogier, staccato di 16″4 da Mikkelsen e di 1’04″8 dal vincitore. Esulta Andrea Adamo per questa doppietta che, fino a ieri sera, lasciava intravedere una possibile tripletta. In quarta posizione assoluta si ferma Meeke, a soli 1″4 da Ogier. Segue Latvala che completa la top five e festeggia il suo duecentesimo rally WRC. Tanak è ottavo, dietro Sordo (sesto) e Suninen (settimo). Mads Ostberg vince la WRC2 Pro, Heller la WRC2.