Dal sesto senso di Scott Martin al titolo 2020: il caso Elfyn Evans

WRC, Elfyn Evans “Correremo per il titolo”

All’ACI Rally Monza, ultimo atto del Mondiale Rally 2021 saranno ancora una volta Sébastien Ogier ed Elfyn Evans a giocarsi il titolo piloti nel WRC, stavolta però rispetto al 2020 dove la lotta per il titolo era a quattro (la matematica teneva in corsa Tanak e Neuville), la questione è tutta interna a Toyota Gazoo Racing e ai suoi due piloti. Lo scorso anno la sfida finale fu vinta dal francese, che approfittò dell’errore sulla Gerosa 2 del britannico e si cucì sulla tuta il settimo sigillo iridato.

Se nel 2020 Evans partiva con una situazione di vantaggio, quest’anno il pilota britannico per vincere il titolo è chiamato ad una piccola-grande impresa. Infatti calcoli alla mano le possibilità che Evans porti a casa il titolo sono poche. In primis deve puntare a portare a casa il massimo bottino ovvero vittoria + power-stage e sperare che il francese raccolga meno di tredici punti.

Questa circostanza è capitata solo in due occasioni, entrambe in Finlandia, la prima a febbraio all’Arctic Rally e la seconda al più recente Secto Rally Finland. Anche in caso di ritiro di Ogier, le possibilità di titolo si riducono a sole tre possibilità: vittoria, secondo posto oppure un terzo posto unito alla conquista di tre punti nella power-stage finale del rally. In questo 2021, l’elfo ha raccolto due vittorie e quattro secondi posti, di cui uno in Croazia che pesa tantissimo sulla classifica generale, infatti Evans comandava le operazioni fino all’ultima e decisiva prova.

“E’ bello arrivare a Monza con ancora una possibilità di poter vincere il titolo piloti. Le possibilità di portare a casa il titolo sono abbastanza remote, ma io e Scott daremo comunque il massimo per far bene, la tattica è una sola, cioè portare a casa il massimo risultato e vedere poi quello che succederà. La prima metà di campionato è stata molto difficile, qualcosa è cambiato nelle ultime due uscite stagionali, ma Monza sarà una sfida nella sfida. Le prove in montagna sono molto belle, mentre le prove in pista sono controverse e poco scorrevoli. E’ impossibile capirne l’essenza, ma abbiamo il riferimento dello scorso anno”.