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ERC: Scandola sarà in Ungheria e alle Canarie

Il programma nel FIA ERC di Umberto Scandola, proseguirà anche nelle due successive prove in Ungheria e Canarie. Due gare inedite per il pilota veronese di Hyundai Rally Team Italia, che vuole riscattare la sfortunata prestazione del Rally Serras Fafé e Falguerais. Il driver veneto ha dovuto alzare bandiera bianca al termine del day1 a causa di un problema al semiasse della sua Hyundai I20 R5, dovendo ricorrere al super rally.

Torniamo in Italia con un po’ di amaro in bocca – ha dichiarato al traguardo Scandola -. Eravamo consapevoli che sarebbe stato un rally impegnativo, la pioggia e la nebbia hanno reso tutto molto più difficile per noi che eravamo al debutto. Poi nel secondo passaggio le strade si sono scavate diventando proibitive. Il passo che avevamo deciso di impostare alla fine ci avrebbe premiato, peccato per il problema a un semiasse che ci ha penalizzato in maniera decisiva. Ora rimangono due gare al termine dell’Europeo, Ungheria e Spagna, vogliamo chiudere in crescendo la stagione internazionale”.

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ERC, Scandola-Fappani printi ad una nuova avventura

Umberto Scandola e Danilo Fappani correranno in questo weekend la 34esima edizione del Rally Serras de Fafe e Felgueiras, sesta tappa del Campionato Europeo Rally. L’equipaggio italiano sarà nuovamente al via con la i20 R5 gommata Pirelli Motorsport e gestita dalla S.A. Motorsport. La Hyundai Rally Team Italia, in questo evento in particolare, schiererà un’altra i20 R5. La vettura verrà affidata a Alessandro Taddei e Andrea Gasperi.

L’evento si terrà nei pressi di Fafe, una piccola cittadina a nord-est del Portogallo che si trova nel distretto di Braga. In portogallo sono tanti gli appassionati di rally, tant’è vero chè è presente il “Museu do Rali”. Si tratta di un vero e proprio luogo di culto per i rallisti e i seguaci dei rally, dato che all’interno di questa struttura sono presenti numerose auto, svariati oggetti e un simulatore chiamato “Plataforma Next Level Racing Motion”.

“Proseguo con molto entusiasmo nell’intenso programma di gare che in poche settimane ci vede impegnati con la nostra i20 nell’Europeo e nei campionati italiani Assoluto e Terra”, afferma Scandola. “Correre qui in Portogallo tra tanti appassionati è una grande soddisfazione per tutta la squadra e non vedo l’ora di confrontarmi con i forti equipaggi che troveremo al via. Come tutte le altre gare dell’europeo rally, anche il Rally di Fafe è completamente nuovo per noi. Affronteremo le prove con molta attenzione, specialmente nel primo passaggio, con l’intento di fare esperienza”.

Scandola e Fappani, alla 55esima edizione del Rally delle Azzorre, hanno tagliato il traguardo in sesta posizione. Il 36enne ha segnato per ben quattro volte il quarto tempo assoluto, rispettivamente nella prova speciale numero sei, dieci, undici e tredici. Ora Scandola, grazie ai 16 punti conquistati in Portogallo, si trova in sedicesima posizione assoluta. La Hyundai Rally Team Italia è salita al decimo posto, a sei punti dalla Saintéloc Junior Team. Il rallista veronese è attualmente primo nel Campionato Italiano Rally Terra ad una gara dal termine, grazie a tre vittorie e a due secondi posti.

Il vincitore del Campionato Italiano Rally nel 2013 ha descritto anche quali sono le sue sensazioni in vista del rally che si svolgerà nella parte settentrionale del Portogallo. “C’è da sottolineare che sarà almeno un percorso più simile ai rally di casa nostra e non così veloce e particolare come era stato in Polonia o in Lettonia. Proprio alle Azzorre sono arrivate le prime soddisfazioni e spero di continuare a far bene. Nel frattempo penso alla prova di Lameirinha. Ho visto i filmati del dosso di Pedra Sentada, dove si riversano tanti spettatori per fare il tifo agli equipaggi che saltano con le ruote all’aria per 50 metri. Adrenalina allo stato puro e cercherò di non deluderli”.

ERC, Azzorre: Umberto Scandola molto soddisfatto

Prima importante soddisfazione a livello internazionale per Umberto Scandola e Danilo Fappani. L’equipaggio ufficiale di Hyundai Rally Team Italia ha concluso al sesto posto assoluto il 55° Azores Rally, quinto appuntamento del Campionato Europeo. La gara portoghese si è subito dimostrata più dura e selettiva del previsto per i protagonisti del FIA ERC. Nella prima giornata la pioggia ha reso le veloci strade dell’isola fangose e la nebbia a sprazzi ha condizionato le prestazioni degli equipaggi. Tanti hanno commesso degli errori e uscite di strada.

Scandola e Fappani sono partiti accorti cercando di evitare le insidie di un rally per loro sconosciuto, rimanendo però sempre nella top ten. Successivamente nella ripetizione delle prove hanno alzato il ritmo rimanendo vicino ai migliori piloti ufficiali e già nell’ultima prova serale il pilota veronese ha fatto segnare un terzo tempo assoluto. Dopo le prime sei prove speciali affrontate con regolarità la Hyundai i20gestita da S.A. Motorsport si è ritrovata al termine della prima tappa in ottava posizione, conquistando i primi punti del weekend.

Sabato si sono disputate le restanti sette prove speciali del rally:sotto un cielo serenoe con delle condizioni più favorevoli, è stato possibile aumentare il ritmo senza rischiare troppo e in rapida sequenza è arrivato un 7°, un 6°, due 5° e tre 4° posti assoluti. Grazie a questo ruolino di marcia l’equipaggio di Hyundai Rally Team Italia ha concluso al sesto posto assoluto.

“È stata una gara molto avvincente, difficile la prima volta, ed è emozionante correre su queste strade”, ha dichiarato al traguardo Umberto Scandola. “Sono abbastanza soddisfatto perché abbiamo migliorato anche se non ho ancora il giusto feeling su queste prove, perché è la prima volta che le affronto. Specialmente il primo giorno abbiamo cercato di limitare i danni e siamo sempre stati concentrati per non commettere grossi errori con delle condizioni meteo complicate. Poi sabato la situazione è migliorata, ho iniziato a guidare più sciolto e sono usciti buoni tempi che mi fanno guardare con ottimismo al futuro. La vettura è stata perfetta per tutto il weekend e devo ringraziare i miei tecnici e le gomme Pirelli che ci hanno assistito al meglio. Abbiamo ancora parecchio da scoprire, ma l’esperienza maturata nella prima parte dell’anno sarà molto utile per le ultime gare della stagione e per i programmi futuri che affronterò assieme a tutta la squadra”.

Alle Azzorre era presente anche il pilota ufficiale di Hyundai Motorsport Dani Sordo, da molti anni protagonista del Mondiale Rally. Lo spagnolo ha dimostrato il suo valore inserendosi presto nella lotta al vertice, e dopo essere stato anche al comando, ha chiuso al secondo posto. Il prossimo appuntamento europeo per Hyundai Rally Team Italia sarà ancora in Portogallo sulla terra del Rally Serras de Fafe e Felgueriras l’01-03 ottobre, prima della sfida conclusiva nel Campionato Italiano Rally Terra al Liburna in Toscana per puntare al titolo.

ERC: alle Azzorre confermato Fappani con Scandola

Umberto Scandola, vincitore del Campionato Italiano Rally nel 2013, è pronto a sfidare i migliori rallysti europei al prossimo Rally delle Azzorre. La manifestazione portoghese, quinto appuntamento del Campionato Europeo Rally, si terrà proprio in questo weekend nei pressi di Ponta Delgada. Il capoluogo delle isole Azzorre è situato sull’isola di São Miguel.

“Ritorno nel Campionato Europeo Rally, dopo aver disputato le prime tre gare dell’anno”, afferma Scandola. “L’obiettivo è quello di recuperare punti in una classifica che al momento non mi soddisfa. Anche il Rally delle Azzorre è una gara completamente nuova per me”. Effettivamente, se guardiamo i risultati, Scandola non ha mai raggiunto quest’anno la top10. Al Rally di Polonia si è classificato tredicesimo, al Rally di Roma Capitale dodicesimo. Al Rally Liepāja è uscito di strada, danneggiando la sua vettura.

Attualmente si trova al ventiquattresimo posto nella classifica generale, mentre la Hyundai Rally Team Italia è situata al dodicesimo posto. Il pilota Hyundai ha spiegato perché punta a far bene all’Azores Rallye: “Rispetto alla Polonia e alla Lettonia troverò un percorso più guidato, che si avvicina alle gare dove ho corso negli ultimi anni. Per questo motivo sono maggiormente fiducioso sul risultato che potrò raccogliere contro i migliori piloti europei”.

Il 37enne sta letteralmente dominando quest’anno il Campionato Italiano Rally Terra, vincendo fin ad ora ben tre gare su cinque con la Hyundai i20 R5 preparata dalla Hyundai Motorsport Customer Racing. Il 6 e il 7 novembre ci sarà il gran finale al Liburna Rally Terra. Il classe 1984 è molto vicino alla conquista del titolo. A navigarlo in Portogallo ci sarà ancora un volta Danilo Fappani, che sostituirà nuovamente Guido D’Amore, infortunatosi a luglio dopo un incidente al Rally Liepāja. Il navigatore bresciano ha all’attivo 423 partenze, di cui 42 nel Campionato del Mondo Rally e 73 nel Campionato Europeo Rally.

Scandola ha spiegato anche come si sta trovando con Fappani e con la i20 R5. “Il rapporto con il nuovo navigatore è ormai molto buono. La Hyundai i20 gommata Pirelli ci sta dando grosse soddisfazioni nel Campionato Italiano Terra. Non vedo l’ora di iniziare le ricognizioni per entrare nello spirito giusto, per lottare e dare ulteriori soddisfazioni a tutte le persone che stanno affrontando con me questo importante programma”.

Il veronese riuscirà ad agguantare il podio in questo weekend? Per ora il suo miglior risultato nel Campionato Europeo Rally è un terzo posto al Rally 1000 Miglia del 2012. In quell’occasione fu navigato da Guido D’Amore e guidò la Skoda Fabia S2000 della S.A. Motorsport Italia.

Rally del Vermentino: tris di Scandola nel CIRT

Volano Umberto Scandola e Danilo Fappani con la terza vittoria nel Campionato Italiano Rally Terra al Rally dei Nuraghi e del Vermentino. Sempre più leader tricolore il veronese che ha portato la sua Hyundai i20 R5 al tris stagionale con una grande reazione sugli sterrati a nord-est della Sardegna, sulle strade che hanno segnato la storia del rallismo mondiale tra Costa Smeralda anni ’80 e Rally Italia Sardegna degli ultimi anni.

La 18^ edizione della gara organizzata da Rassinaby Racing, valevole come penultimo round anche per la Coppa Rally di 9^ Zona ACI Sport e per il Campionato Italiano Rally Terra Storico, ha proposto l’ennesima battaglia al vertice movimentata dai tre top driver della massima serie sterrata. Scandola, Campedelli e Andreucci si sono alternati al successo nelle singole prove speciali e al comando della classifica, ma a risolverla è stato proprio il n°1 del CIRT che ha chiuso con il tempo complessivo di 48’23.3, impreziosito da tre scratch su sette prove speciali disputate lungo le due giornate di gara.

Secondo posto per Simone Campedelli e Gianfrancesco Rappa su Volkswagen Polo R5 a 1.7’’. Completa il podio Paolo Andreucci e Rudy Briani su Skoda Fabia R5 a 3.5’’ dal vertice. Un risultato che rimanda comunque le sorti dello scudetto all’ultima sfida, a coefficiente 1.5, attesa a Volterra nel Liburna Terra i prossimi 5 e 6 novembre. Già dalle prime due prove del venerdì sotto la pioggia, con il doppio passaggio sulla veloce PS “Telti”, Scandola e Andreucci, partiti davanti a tutti, avevano chiuso la giornata con lo stesso tempo complessivo, appaiati ex aequo in testa, con Campedelli terzo a 2’’.

Così il day 2 del Rally del Vermentino

I tre hanno proseguito lo scontro sulle altre cinque speciali del sabato, stavolta sotto al sole. Complice anche il “gioco dei ruoli” dettato dall’ordine di partenza, Scandola davanti a tutti ha perso secondi a spazzare la strada nel primo loop. Quindi Campedelli è salito in cattedra con due scratch consecutivi sulla lunga “Monte Olia” e la corta “Oschiri” e ha chiuso in testa al primo riordino. Lo scatto decisivo ad opera di Scandola è arrivato al secondo e decisivo loop, con due migliori crono consecutivi e un vantaggio in vista dell’ultimo passaggio su “Monte Olia” di 4’’ su Campedelli, sempre veloce e 10’’ su Andreucci, rallentato da una scelta di gomme sbagliata. Il crono finale è andato ad Andreucci, che ha limato il distacco ma non è riuscito a cambiare le sorti dell’assoluta.

Dietro ai magnifici tre del Campionato Italiano Rally Terra si è svolto lo scontro tra i giovani emergenti dello sterrato. Quattro i talenti che non hanno perso occasione per mettersi in mostra all’esordio sulle strade bianche temute anche dai più esperti. Ottimo approccio del vicentino di ACI Team Italia Alberto Battistolli (24 anni) navigato da Simone Scattolin su Skoda Fabia R5, quarto assoluto a 1’05” dalla vetta dopo una gara costante, con l’unica sbavatura di un testacoda sulla PS3 “Monte Olia”. Vista podio anche per il boliviano Bruno Bulacia, navigato dal grancanario Rogelio Penate su altra Skoda, stavolta attento soprattutto a non commettere errori o forzature dopo il ritiro al Valtiberina, rallentato sulla PS4 “Oschiri” dove ha piegato la posteriore sinistra.

Nuova prestazione in crescendo dopo ogni passaggio per il bergamasco Enrico Oldrati, navigato da Elia De Guio su Fabia R5, incappato in una foratura alla posteriore sinistra sulla ripetizione della “Oschiri” che comunque non ha compromesso il risultato e la sesta posizione finale. Prestazione esagerata e settimo posto assoluto che vale come una vittoria per il giovane della famiglia Scandola, nipote di Umberto, Mattia Scandola con Alessandro Franco al debutto assoluto su una R5. Con la seconda Hyundai i20 di casa Hyundai Rally Team Italia il ventenne veronese ha segnato tempi degni dei migliori polverosi e porta via dalla Sardegna un rally da incorniciare, oltre le più rosee aspettative.

CIRT: Scandola-Fappani cercano la fuga per il titolo

La stagione del Campionato Italiano Rally Terra si avvicina al rush finale nel weekend del 10-11 settembre con il Rally dei Nuraghi e Vermentino in provincia di Sassari. La gara sarda è la penultima della serie e precede il Rally Liburna Terra di novembre, che avrà massimo coefficiente. Dopo le prime quattro gare la Hyundai i20 R5 di Umberto Scandola comanda la classifica assoluta, grazie a due vittorie conquistare al Rally dell’Adriatico e al San Marino Rally e due secondi posti al Rally Italia Sardegna e al Rally Città di Arezzo.

Nel Rally dei Nuraghi e Vermentino il pilota di Hyundai Rally Team Italia potrà contare su una Hyundai i20 R5 al massimo dell’evoluzione tecnica messa a punto da Hyundai Motorsport Customer Racing, assieme al confermato supporto di Pirelli, partner del team S.A. Motorsport. A fianco di Umberto Scandola ci sarà nuovamente Danilo Fappani a sostituire Guido D’Amore, il navigatore che ha accompagnato Scandola nelle ultime stagioni e che ancora non si è rimesso completamente dopo l’incidente occorso al Rally Liepäja in Lettonia.

“Torno a correre in Sardegna su prove che non conosco, ma solitamente sulle strade del nord dell’isola mi sono sempre trovato a mio agio”, dichiara Umberto Scandola. “Sarà sicuramente una gara tiratissima, dove ogni secondo di vantaggio potrà essere conquistato solo con il massimo impegno. Bisognerà attaccare fin dal primo km senza commettere errori perché il livello del campionato è decisamente alto. La ghiaia che troveremo sul percorso come prima vettura a passare sarà inizialmente una difficoltà, ma confido sulle ottime prestazioni della i20 R5 e sullo sviluppo che abbiamo fatto da inizio dell’anno a oggi.”.

Sulla seconda Hyundai i20 R5 di SA Motorsport, precedentemente guidata da Giacomo Costenaro e Luca Hoelbling, correrà il giovane Mattia Scandola in coppia con Alessandro Franco. Il 20enne figlio del team manager Riccardo e nipote di Umberto, alla sua ottava gara in carriera, avrà l’opportunità di correre con una 4×4 sulla terra per accelerare il suo percorso di crescita nei rally.

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Niente Barum per Scandola, che sarà al Vermentino

L’Italrally perde un’importante rappresentate in vista del prossimo Barum Rally, in programma il prossimo fine settimana in Repubblica Ceca. Un problema di salute costringerà, infatti, il veronese Umberto Scandola a dare forfait alla vigilia del quinto appuntamento del Campionato Europeo Rally. Il pilota di Hyundai rally Team Italia è dunque costretto a rinunciare alla gara internazionale inserita nel programma europeo e la stessa squadra S.A. Motorsport a modificare all’ultimo momento il piano dei lavori.

“È veramente un peccato non poter essere al via del famoso rally che si corre in Repubblica Ceca, ma un fastidioso malanno mi ha colpito proprio alla vigilia, quando tutto era stato organizzato e la vettura sul bilico pronta a partire”, racconta Umberto Scandola. “Questo momentaneo stop non cambierà però i nostri programmi futuri che prevedono sempre la partecipazione alle prossime gare del Campionato Europeo e del Campionato Italiano Rally Terra, che al momento ci vede al comando”.

La prossima gara in programma per Umberto Scandola e la sua Hyundai I20 R5 sarà il Rally dei Nuraghi e del Vermentino, valido come quinto e penultimo round del CIRT, in programma al 10 al 11 settembre sulle impegnative strade della Gallura, in Sardegna. Sarà la prima volta alla gara berchiddese per Scandola, che ha far bene sulle strade sarde per rafforzare la sua leadership in Campionato. Mentre, per quel che riguarda il Campionato Europeo Rally il prossimo impegno sarà in Portogallo, dove dal 15 al 17 settembre è in programma l’affascinante appuntamento con il Rally delle Isole Azzorre.

Ottima prestazione di Scandola al debutto in Toscana: il commento

Ancora una bella sfida e ancora un ottimo risultato per Umberto Scandola nel Campionato Italiano Rally Terra 2021. Dopo aver conquistato due vittorie e un secondo posto, il pilota veronese – affiancato dal bresciano Danilo Fappani – si aggiudica un altro secondo posto nella 15esima edizione del Rally Città di Arezzo Crete Senesi e Valtiberina.

I piloti di Hyundai Rally Team Italia hanno concluso a 9”3 dalla testa, dopo aver fatto segnare il miglior tempo in quattro delle otto prove speciali in programma, una in più dei vincitori. La conquista della seconda posizione arriva anche grazie alla grande ripresa dalla prima prova speciale di sabato, quando un sensore che rileva la temperatura del motore ha registrato un funzionamento anomalo, riducendo la potenza massima del 4 cilindri turbo. 

“Peccato per un piccolo inconveniente che ci ha fatto partire in salita. Forse senza il problema iniziale saremmo riusciti a mettere maggior pressione al vincitore che ha disputato un’ottima gara, ma siamo lo stesso molto soddisfatti del risultato complessivo”dichiara Umberto Scandola

“Era la prima volta che correvo questo rally e devo dire che il percorso mi è piaciuto molto e ci siamo divertiti su queste prove tecniche e veloci che hanno espresso il grande potenziale della nostra Hyundai e dei pneumatici Pirelli. Da una parte ho sempre attaccato, ma tenendo anche un occhio sulla classifica del CIRT che a due gare dal termine ci vede sempre al comando. A breve dovremo mettere in preventivo anche uno scarto nel computo dei punti finali, ma se guardo ai primi due terzi del campionato penso che sarà una bella sfida fino all’ultima prova tra noi e il veloce rivale di mille battaglie Paolo Andreucci”.

Per Umberto Scandola e la squadra S.A. Motorsport l’intenso mese sportivo proseguirà con il quarto appuntamento del Campionato Europeo Rally. Dal 27 al 29 agosto è in programma il Barum Czech Rally, a Zlin in Repubblica Ceca. Il Barum è uno degli appuntamenti internazionali di maggiore tradizione che quest’anno festeggia la sua 50esima edizione. Al via sono attesi tutti i principali specialisti dell’asfalto veloce, che caratterizza le insidiose prove di questo rally, un’occasione per fare esperienza e puntare a recuperare punti nel FIA ERC.

Umberto Scandola pensa al Valtiberina e al Barum Czech Zlin

Reduce da un Rally Roma Capitale terminato in tredicesima piazza assoluta, il veronese Umberto Scandola volge il suo sguardo agli impegni futuri, ovvero il Rally di Arezzo – Valtiberina (valido come quarto round del CIRT) e il Barum Zlin Czech (ERC).

Il portacolori di Hyundai Rally Team Italia correrà da prima sugli sterrati del Valtiberina dal 6 all’8 agosto con il chiaro intento di difendere il primato in classifica nel Tricolore Terra, mentre a fine agosto (27/29 agosto) cercherà di portare a casa un risultato di prestigio dagli insidiosi asfalti della Repubblica Ceca, teatro del Barum Czech Zlin.

“Non siamo assolutamente soddisfatti del risultato finale ottenuto a Roma e dei tempi che abbiamo fatto segnare lungo tutto il weekend – sottolinea Scandola –. Adesso cercheremo di capire cosa non ha funzionato, mi aspettavo un risultato completamente diverso, viste le mie due vittorie in passato su queste strade. Nelle prossime settimane andremo a difendere la testa nel Campionato Italiano Rally Terra ad Arezzo e poi in Repubblica Ceca con il Rally Barum. Vogliamo ritornare ad essere tra i protagonisti”.

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Riders meet Rally2: a lezione con Fiorio e in giro con Scandola

Si è svolta mercoledì 28 luglio ad Erbezzo, sulle montagne veronesi, la seconda edizione di “Riders meet Rally 2”, l’evento sportivo organizzato da WithU, fornitore multi-utility di luce, gas, internet, mobile e fisso, in collaborazione con Hyundai Rally Team Italia e il Comune di Erbezzo, con la partecipazione straordinaria di SKY Racing Team VR46, VR46 Riders Academy, Petronas Yamaha Sepang Racing Team e Virgin Radio.

Arrivato alla sua seconda edizione, dopo il successo del 2020 nella tenuta de Il Ciocco in Toscana, “Riders meet Rally 2” ha trasformato per un giorno i centauri MotoGP che corrono per il brand WithU in piloti di rally sulle Hyundai i20 R5 di Hyundai Rally Team Italia, impegnate quest’anno nel FIA European Rally Championship e nel Campionato Italiano Rally Terra. Luca Marini, Marco Bezzecchi, Celestino Vietti e Alessio “Uccio” Salucci in qualità di Direttore Sportivo di VR46 Riders Academy, hanno preso il volante delle vetture e si sono cimentati su di un tracciato di circa 2.5 chilometri disegnato tra Erbezzo e Contrada Sale, un perfetto mix di strade di montagna, salite e discese in puro stile rallystico.

Affiancati sia da Alex Fiorio, ex pilota ufficiale Lancia e oggi driving coach, sia da Umberto Scandola, pilota ufficiale Hyundai Rally Team Italia e WithU Motorsport, i riders hanno migliorato giro dopo giro la loro confidenza con un mondo affascinante e coinvolgente come quello del rally, dove WithU è protagonista da due stagioni tra i campionati italiani ed internazionali.

La giornata si è articolata su due momenti coinvolgenti e ricchi di adrenalina ed emozioni. Prima i piloti MotoGP hanno guidato le Hyundai i20 R5, mentre in un secondo momento Umberto Scandola ha indossato l’abbigliamento del mestiere e ha portato sullo stesso tratto ospiti e giornalisti regalando un’experience indimenticabile, quanto emozionante, tra staccate al limite, sovrasterzi di potenza e spettacolo per il pubblico. “Riders meet Rally 2” si è infatti svolto con la presenza degli spettatori, pur nel rispetto delle attuali normative anti Covid.

Gli appassionati hanno potuto seguire le evoluzioni dei piloti direttamente sul percorso, con vere e proprie prove speciali su strade chiuse al traffico, così come al Village di Erbezzo, fulcro emozionale dell’evento, approntato per l’occasione con maxi schermo e palco animazione, e con un Meet&Greet con i piloti in cui alcuni fortunati appassionati hanno potuto fare domande e scattare foto con i loro beniamini, oltre a ricevere gadgets e cartoline autografate.

Nello spazio che normalmente viene utilizzato per le fiere e gli eventi del paese, WithU e Hyundai Rally Team Italia, con il supporto del Comune di Erbezzo, hanno allestito una vera e propria cittadella targata WithU Motorsport. Oltre alle aree assistenza delle vetture da rally, dove i piloti si preparavano tra un turno e l’altro, il Village è stato animato da esperienze e momenti di intrattenimento e coinvolgimento.

Da un lato la consolle di Virgin Radio, dalla quale Dj Ringo e Toki hanno diffuso grande energia animando la giornata con tanta bella musica, dall’altro l’hospitality ufficiale WithU, base logistica dei piloti, con un palco dove sono stati intervistati da Diletta Leotta, davanti al folto pubblico intervenuto ad Erbezzo. Franco Morbidelli, che non ha potuto partecipare fisicamente all’evento a causa del suo percorso riabilitativo post-operazione, ha deciso comunque di essere presente sul maxi schermo del Village WithU per salutare tutto il pubblico presente e i vari team MotoGP-Rally, con un collegamento in diretta.

Bellissimo anche il colpo d’occhio all’ingresso dell’area destinata al pubblico, con un trittico di vetture da rally d’epoca messe in esposizione esclusiva dal Rally Club Valpantena, sodalizio che in queste zone rispecchia appieno la passione per il rally: una Lancia Beta Coupè, una Opel Kadett GTE e una Porsche 911 RS.

L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sui social di WithU Motorsport, WithU, Hyundai Rally Team Italia oltre che in diretta TV su MS Sport e su una serie di emittenti locali, in primis Radio Adige TV. Numerosi giornalisti, in rappresentanza di autorevoli testate nazionali, hanno contribuito a dare ulteriore cassa di risonanza ad una manifestazione che è ormai considerata una vera e propria classica del motorsport.

“Seconda edizione di questo speciale evento e, ancora una volta, è stata una grande emozione – ha commentato Matteo Ballarin, Presidente di WithU a chiusura della manifestazione – Riders meet Rally è diventato un appuntamento fisso, quanto importante e strategico, nel nostro calendario che ci permette di unire i due mondi del nostro impegno nel motorsport: due e quattro ruote. Erbezzo è stata la location ideale e averlo potuto condividere con il pubblico, accorso numeroso ed ordinato, è stato un elemento di ulteriore soddisfazione perché ci ha confermato l’affetto e l’entusiasmo che ruotano intorno ai nostri progetti motorsport”.

“Velocità, prestazioni, lavoro di squadra fanno parte del nostro DNA, Europe Energy crede nelle sfide di ogni genere e il motorsport è un ambiente altamente sfidante dove da diversi anni abbiamo scelto di essere presenti per comunicare il nostro brand e i nostri valori – conclude Ballarin -. Voglio ringraziare tutto lo staff che ha lavorato con grande impegno per mettere in piedi, in poco tempo, questa seconda edizione di Riders meet Rally, e tutti gli amici che sono venuti a trovarci e che ci hanno seguito sui social ed in TV. Ci piace vivere e far vivere queste esperienze, quindi l’invito è quello di continuare a seguirci o di iniziare a seguirci sui nostri canali perché la stagione sportiva non è certo finita e continueremo a condividerla con tutti, da ogni angolo del mondo, sia sulle quattro che sulle due ruote”.

Umberto Scandola regala a Hyundai il Rally di San Marino

Stringe i denti e soffre Umberto Scandola, che quando capisce che Simone Campedelli non rappresenta più un pericolo per la sua leadership gli lascia il successo delle ultime due PS, badando ad amministrare il vantaggio acquisito fino all’ultimo metro di gara. Poi scoppia in una gioia liberatoria. Si chiude, così, un po’ anche come da pronostico, il Rally di San Marino 2021: nel segno di Umberto Scandola e Guido D’Amore.

Il pilota veronese regala a Hyundai un successo importante. Salgono in piazza d’onore Fabio Andolfi e Stefano Savoia, staccati di 30″6, e autori di una gara (che è anche un ritorno da tutti auspicato) con la Skoda Fabia R5 del team di Max Rendina. Terzo l’equipaggio Meteco Corse, composto da Bruno Bulacia (il fratello più piccolo di Marco) e Marcelo Der Ohannesian, che accusa un distacco finale di 1’00″1 con la Skoda Fabia Evo. Niente male se si considera la fase di apprendistato del ragazzo della scuderia torinese.

A due prove dal termine, la situazione era la seguente: Campedelli (VW Polo R5), Scandola (Hyundai I20) e Andolfi (Skoda Fabia) sono i tre piloti in vista nella prova numero 8, terzo passaggio sulla Macerata Feltria. Poi sulla PS9, ultima fatica cronometrata del 49° San Marino Rally, dove il pilota cesenate si impone con il miglior tempo davanti alla Hyundai i20 NG di Umberto Scandola e alla Skoda di Bruno Bulacia Wilkinson, che segnano lo stesso tempo.

Umberto Scandola e Guido D’Amore su Hyundai i20 R5 vincono. Fabio Andolfi e Stefano Savoia su Skoda Fabia R5, portacolori di ACI Team Italia giungono secondi a 30″6. Altro protagonista del CIRT chiude con la terza piazza assoluta Bruno Bulacia Wilkinson e Marcelo der Ohnnesian su Skoda Fabia Evo a 1’00″1. Non sono mancati i colpi di scena anche sul finale con il ritiro di Damiano De Tommaso e Massimo Bizzocchi (Citroen C3).

Una riflessione è d’obbligo, a margine della gara: nel primo giro di prove speciali, la posizione di partenza ha condizionato pesantemente il risultato. Se ci fosse stato un secondo giro “normale”, senza tutto quello che è accaduto, avremmo avuto certamente una classifica cortissima ed un ultimo giro decisivo, in cui se la sarebbero giocata ad armi pari tutti. Andolfi, Basso e Crugnola avrebbero impensierito seriamente Scandola, Andreucci e Campedelli per un finale incerto.

Analisi del Rally di San Marino 2021

Gara bella e difficile che aveva il suo principale punto di interesse nella lotta tra i protagonisti del Campionato Italiano Rally Sparco e quelli del Campionato Italiano Rally Terra, specialisti dei fondi bianchi, polverosi ed a bassa aderenza. Ad avere nettamente la meglio sono stati i protagonisti del CIRT, su tutti i loro leader Umberto Scandola e Guido D’Amore. La coppia sulla Hyundai i20 R5 ha messo subito tutti in fila, già nella prova televisiva iniziale dove ha guadagnato la vetta dell’assoluta. Un vantaggio consolidato poi al primo giro di crono del sabato, ceduto per due prove al rivale di campionato Paolo Andreucci nella fase centrale, ripreso sul finale del secondo giro prima di volare sul gradino più alto del podio per la sua terza firma nell’albo d’oro del San Marino Rally.

Hanno provato in tanti a negargli questa nuova gioia e ci stava riuscendo proprio il pluricampione garfagnino. Il sorpasso c’era anche stato, al primo passaggio sulla più lunga “Sestino”, con Andreucci affiancato da Francesco Pinelli che metteva la sua Skoda Fabia al primo posto. Sembrava un duello destinato a proseguire fino in fondo, risolto invece con un colpo di scena quando lo stesso Andreucci ha pagato 2’ di ritardo al controllo orario sulla ripetizione della “Sestino” e offerto il vantaggio decisivo al rivale. È successo tutto su quella speciale, perché anche l’altro quotato rivale per la vittoria finale Simone Campedelli, con Gianfranco Rappa su Volkswagen Polo R5, si è fermato in prova dopo una foratura e ripartito dopo aver sostituito lo penumatico. La quarta forza della classifica, a quel punto, era Giacomo Costenaro navigato da Justin Bardini. Il quarto alfiere del CIR Terra però, sempre sulla Sestino, ha mandato in fumo la sua ottima prestazione con un’uscita di strada che ha distrutto la Hyundai i20 R5, senza conseguenze per l’equipaggio.

Fuori gli altri big del Campionato Italiano Rally Terra, comunque tra quelli che hanno animato e comandato l’assoluta, sono entrati in ritmo i top del CIR Sparco. Al secondo giro con l’ordine di partenza invertito, con quelli del Terra davanti agli altri, gli equipaggi dell’Assoluto hanno provato a rispondere. Tra loro Fabio Andolfi è stato il migliore, secondo assoluto sul podio finale. Il savonese rientrava da problemi fisici importanti, che gli avevano fatto saltare l’ultima al Targa Florio. Ripartito molto bene nel primo giro sulla Skoda Fabia R5, in coppia con Stefano Savoia, si è portato a ridosso del podio assoluto. Poi alla lunga ha pagato proprio a livello fisico l’impatto sulle dure e caldissime speciali sammarinesi, ma è comunque riuscito a sfruttare il ritiro degli altri per andarsi a prendere il secondo posto. Un risultato fondamentale per Andolfi che, grazie a questo risultato, vola in testa alla classifica generale del Campionato Italiano Rally Sparco. A completare il podio assoluto ci ha pensato un altro specialista del CIRT, il giovane boliviano Bruno Bulacia Wilkinson. Un anno dopo c’è un nuovo Bulacia sul podio del San Marino Rally, stavolta il più piccolo della famiglia, dopo l’impresa del Marquito Campione CIRT uscente. Più costante delle prime due apparizioni nel Tricolore Terra si va a prendere la prima soddisfazione stagionale, in coppia con Marcelo Der Ohannesian su altra Skoda Fabia R5, con il terzo posto a 1’ da Scandola.

Tra i ritiri illustri, che hanno condizionato la classifica, soprattutto di campionato, quello di Basso-Granai. Sulla PS6 “Macerata Feltria” lo scratch di Giandomenico Basso, arrivato nella piccola Repubblica da leader di campionato sulla loro Skoda Fabia R5, faceva pensare ad una possibile rimonta nonostante i 26’’ di ritardo dalla vetta. Poi anche il pilota di Cavaso del Tomba ha riconsegnato la tabella prima delle ultime due piesse per noie tecniche alla sua quattro ruote motrici ceca. Poco prima, al termine della PS7, l’uscita di scena per Andre Crugnola. Stagione da incubo per il varesino campione in carica, navigato da Pietro Ometto, che stavolta si fa da parte dopo la rottura di un ammortizzatore della sua Hyundai i20 R5.

Di fatto, la top ten assoluta è stata cannibalizzata dagli equipaggi del Campionato Italiano Rally Terra. A quelli sul podio, si aggiunge il tandem formato da Enrico Oldrati ed Elia De Guio su Fabia R5. Il giovane bergamasco ha migliorato il suo passo alla distanza facendo un bel salto in avanti alla sua seconda presenza nel tricolore. Da outsider chiude quinto il driver di casa Daniele Ceccoli, stavolta navigato da Cristiana Biondi sulla R5 ceca, che si è divertito al ritorno in gara sulle strade che lo avevano visto trionfare una manciata di anni fa. Paga al traguardo la prestazione ragionata di Andrea Mazzocchi. Il Campione Junior uscente si va è andato a prendere la sesta piazza assoluta insieme a Silvia Gallotti, senza prendere rischi con una straordinaria prova d’esperienza al suo esordio su terra con la Fabia R5.

Magra consolazione la settima posizione generale per Paolo Andreucci, che non molla dopo la penalità e si prende comunque i punti del quarto posto per il Terra. Ottavo per Massimiliano Tonso e Corrado Bonato su altra Skoda, anche loro sempre meglio nel CIRT. C’è amarezza anche per Simone Campedelli, un altro dei protagonisti assoluti di questa gara. Il cesenate era tra i più attesi a San Marino dopo la vittoria che gli era sfuggita un anno fa per la prova discriminante a favore di Marco Bulacia.

Quest’anno ci ha provato fino in fondo, quando alla settima speciale una foratura ha rallentato lui e Gianfranco Rappa sulla Volkswagen Polo R5 mentre erano a caccia di Scandola e D’Amore. Due scratch consecutivi sulle ultime due prove rimangono a conferma di quanto Campedelli, sempre nella top 3 assoluta, avesse tutte le carte in regola per giocarsi il successo fino in fondo. Completa la top ten Tamara Molinaro, altro volto emergente del CIR Terra. La leader del Femminile e dell’Under 25 si conferma un talento assoluto anche in questa gara complessa, affrontata al meglio con Piercarlo Capolongo sulla sua Citroen C3 R5.

Campionati Italiani 2RM e Junior

È servita una raffica di esclamativi anche per raccontare i passaggi delle “piccole” in corsa per il Campionato Italiano Due Ruote Motrici e Campionato Italiano Rally Junior. Due serie che incoronano una sola coppia, quella con i colori di ACI Team Italia formata da Roberto Daprà e Fabio Andrian. Stavolta solo applausi al traguardo per il ragazzo trentino che ha fatto vedere a tutti le sue qualità sulle strade bianche, le stesse rimaste in ombra alle prime uscite stagionali. Daprà ha preso il comando della classifica riservata agli Under 27 dal secondo crono del sabato, quando sulla “Macerata Feltria” ha portato il sorpasso decisivo su Mattia Vita. Poi si è superato quando ha preso la leadership anche del Due Ruote Motrici dopo il ritiro di Jacopo Trevisani sulla (Peugeot 208) sulla PS5 “Terra di San Marino”. Quando anche Andrea Nucita, con il fratello Giuseppe sulla Peugeot 208 Rally4, ha staccato una ruota a metà gara il successo finale di categoria è andato definitivamente tra le sue mani. È comunque rimasta intensa fino in fondo la gara per il CIR Junior, che ha visto quindi sul podio, ai lati di Daprà, Mattia Vita con Massimiliano Bosi al secondo gradino, meglio di Emanuele Rosso e Andrea Ferrari, terzi al traguardo. L’astigiano grazie a questo terzo posto rimane ancora leader del CIR Junior, con un gap ancora più consistente rispetto a Giorgio Cogni e Gabriele Zanni, quarti a San Marino.

Suzuki Rally Cup: bene Simone Goldoni

Nuovo trionfo, anche sul fondo sterrato, per Simone Goldoni che porta via da San Marino la doppia vittoria nella Suzuki Rally Cup e nel Campionato Italiano R1. L’aostano, sulla Suzuki Swift Sport Hybrid insieme ad Alessandro Mattioda, ha vinto tutte le prove fino alla fine, compresa la Power Stage “Sestino” per il trofeo monomarca Suzuki. Punti che lo confermano come leader assoluto di entrambe le speciali classifiche, tricolore e giapponese. La sua vettura come quella di Igor Iani e Nicola Puliani, confermano la qualità della vettura ibrida anche sulle strade bianche. Altra grande performance per il giovanissimo ossolano che completa il podio Suzuki davanti al trentino Roberto Pellé con Giulia Luraschi sulla versione Sport 1.6 della Swift.

Coppa Rally Zona 5 per Dalmazzini

Un vero e proprio dominio quello di Andrea Dalmazzini ed Andrea Albertini sulla Ford Fiesta R5 tra i concorrenti della Coppa Rally di 5^Zona ACI Sport impegnati sulla terra di sammarinese per il secondo round dopo l’Adriatico. Il modenese ha corso una gara a sé, aggiudicandosi la vetta della gara sammarinese e la classifica di classe R5. Secondi assoluti Giovanni Aloisi e Luca Silvi con la Mitsubishi Lancer Evo IX N4 a 4’12.2 da Dalmazzini. Terzo gradino del podio della CRZ per Piergiorgio Bedini navigato da Faustino Mucci su altra Lancer Evo IX, secondo di classe N4. Quarta piazza per la Subaru Impresa composta da Luca Ortombina ed Irene Albertini. Soddisfazione per Lorenzo Ercolani e Daniele Conti che con il quinto posto agguantano la classe R2B a bordo della Ford Fiesta.

Scandola e Campedelli si giocano la vittoria: penalizzato Andreucci

Il giro pomeridiano ha rimescolato le carte di questo 49° Rally di San Marino. Al comando troviamo Umberto Scandola e la Hyundai I20 R5, con un vantaggio di 3″3 sulla Volkswagen Polo di Simone Campedelli. Il veronese, dopo aver perso diversi secondi nell’ultima prova della mattina, andava all’attacco riuscendo a ricucire il gap di 3″6 che lo separavano da Andreucci per riportarsi in cima alla classifica provvisoria.

Da parte sua il pluricampione italiano lamentava non un assetto non ottimale, cosa che non gli permetteva di spingere come avrebbe voluto, anche se chiudeva la ripetizione della prova di Sestino con un ottimo tempo, il quale gli permetteva di ridurre il suo ritardo dalla vetta ad 1″6. Purtroppo il pilota della Skoda si rendeva protagonista di un clamoroso colpo di scena, incappando in una penalità di due minuti per essere arrivato in anticipo al controllo orario e dovendo dire addio ad ogni possibilità di aggiudicarsi la gara.

Come detto, al secondo posto troviamo la Volkswagen Polo di Campedelli, ma il romagnolo deve ringraziare per la sospensione della PS7 a seguito dell’uscita di strada di Giacomo Costenaro. Infatti, in quel momento si trova fermo in prova per sostituire uno pneumatico e con le speranze di vincere la gara ridotte ormai a zero, ma in suo soccorso è arrivata la dea bendata visto che si è deciso di dare tempo imposto ai concorrenti in prova.

Ora, con due prove ancora da disputare, potrà tentare l’assalto alla leadership di Scandola per portare a casa il primo successo stagionale. La terza posizione è ad appannaggio della Skoda Fabia di Fabio Andolfi, primo degli iscritti al CIR Sparco, con un ritardo dalla vetta di 21″2, mentre alle sue spalle troviamo Giandomenico Basso, al volante di un’altra Skoda Fabia. Quinta e sesta posizione per le due Skoda Fabia del giovane boliviano Bruno Bulacia e di Max Tonso.

A seguire troviamo Daniele Ceccoli (Skoda Fabia) e Damiano De Tommaso (Citroën C3), mentre chiudono i primi dieci Enrico Oldrati (Skoda Fabia) e Marco Pollara (Citroën C3). Infine, da segnalare il ritiro della Hyundai I20 di Andrea Crugnola e Pietro Ometto. L’equipaggio campione italiano in carica nel corso della PS8 si è dovuto fermare a seguito del cedimento di un ammortizzatore, riuscendo però a finire la prova, ma nel corso del trasferimento verso il riordino sono stati costretti ad alzare definitivamente bandiera bianca. Un colpo pesantissimo che di fatto gli taglia fuori dalla lotta per la conquista del tricolore.

A San Marino, Scandola è 0″39 più veloce di Ucci sulla PS1

Ha preso il via oggi il 49° San Marino Rally, gara valida come quarta prova del Campionato Italiano Rally, terza del Campionato Italiano Rally Terra, terza del Campionato Italiano Rally Terra Storico e come seconda prova della Coppa Rally della quinta Zona ACI Sport. Ad aprire le ostilità è stata la breve prova televisiva denominata “San Marino” (2,04km) che è andata, per questione di soli 39 centesimi di secondo, a Umberto Scandola in coppia con Guido D’Amore su una Hyundai i20 R5. Il veronese ha realizzato il miglior tempo davanti a Paolo Andreucci, affiancato da con Francesco Pinelli su Skoda Fabia. Si appaiano quindi in vetta alla classifica assoluta due protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra, con Andrea Crugnola al volante della Hyundai i20 R5 condivisa con Pietro Elia Ometto, primo tra i piloti iscritti al CIR Sparco, terzi assoluti a 1.8’’ dal leader.

Dietro alle posizioni che contano, in punti della Power Stage, gli altri protagonisti delle due serie tricolori maggiori. A partire da Fabio Andolfi, con Stefano Savoia su Skoda Fabia a +3.1’’, tra i più attesi sulla terra sammarinese al ritorno sulle strade bianche con una R5 a distanza di due anni. Quinto sulla prova Edoardo Bresolin, altro pilota del Terra con Rudy Pollet su altra Fabia, che chiude a +3.4’’. Circa 5 decimi dietro l’altro vicentino del CIRT Giacomo Costenaro con Justin Bardini su i20 R5, appena due decimi meglio rispetto al cesenate Simone Campedelli affiancato da Gianfranco Rappa sulla Volkswagen Polo R5. Ottavo posto per i leader del CIR Sparco Giandomenico Basso e Lorenzo Granai su Skoda Fabia R5, partiti cauti a +4.3’’. Completano la top ten assoluta le due Skoda Fabia straniere dell’outsider svedese Stig Andervang, già tra i migliori all’Adriatico e del giovane boliviano del Terra Bruno Bulacia Wilkinson.

Al comando per il tricolore Due Ruote Motrici si piazza subito, come da pronostico, il tandem messinese dei fratelli Andrea e Giuseppe Nucita sulla Peugeot 208 Rally4.

La breve prova iniziale ha assegnato i punti come Power Stage anche per il Campionato Italiano Rally Junior. Il primo successo parziale è andato ad Emanuele Rosso e Andrea Ferrari, i migliori al volante delle Ford Fiesta Rally4 che hanno chiuso in 1’47.0. Ritardo di 7 decimi per Mattia Vita e Massimiliano Bosi, mentre i punti del terzo posto in prova vanno a Roberto Daprà e Fabio Andrian a +2.3’’ da Rosso-Ferrari. Subito un piccolo errore compromette invece l’avvio di gara per Alessandro Casella, navigato da Rosario Siragusano, uscito largo da un tornante e fermo per qualche secondo a bordo strada prima di ripartire. In totale il siciliano ha perso 39’’.

Dopo la prova d’apertura ed il lungo riordino notturno la gara entrerà nel vivo domani, sabato 26 giugno, con la disputa di tre prove cronometrate a partire dalla “Terra di San Marino” da effettuarsi tutta di un fiato nei suoi 4,75km. La prova successiva, “Macerata Feltria” di 7,47 km ha il primo tratto di circa due chilometri in versione inedita, mai utilizzato, presenta un fondo compatto con una larga carreggiata. Nella parte centrale due spettacolari dossi a cui segue un tratto veloce sul crinale in discesa e un finale con due curvoni veloci mozzafiato. Infine la terza prova speciale della giornata “Sestino” di 14,88km. Un tratto completo dove è transitato più volte il Mondiale e che presenta tutte le caratteristiche di una prova speciale, fondo molto compatto, un classico. Tratti veloci aperti sul crinale, stretti in salita ed in discesa, salto a San Martino. Una prova molto tecnica e difficile, da classifica. Il tratto di “Terra di San Marino” sarà ripetuto due volte, mentre sia “Macerata Feltria” che “Sestino” saranno ripetute tre volte, in tutto per il CIR, CIR Junior, CIRT e CIRTS. Le nove prove speciali avranno una lunghezza di 78,59 km su un percorso globale di 390,55km.

CLASSIFICA ASSOLUTA PS1 SAN MARINO

1. Scandola-D’Amore (Hyundai i20 NG) in 1’31.9; 2. Andreucci-Pinelli (Skoda Fabia R5) +0.03; 3. Crugnola-Ometto (Hyundai i20 R5) +1.8; 4. Andolfi-Savoia (Skoda Fabia R5) +3.1; 5. Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5) +3.4; 6. Costenaro-Bardini (Hyundai i20 R5) +3.9; 7. Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo R5) +4.1; 8. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) +4.3; 9. Andrevang-Eriksson (Skoda Fabia R5) +4.7; 10. B.Bulacia-Der Ohannesian (Skoda Fabia R5) +4.8.

ERC, Polonia: la leadership va da un russo all’altro

Domina un russo, ma vince l’altro. Si può sintetizzare in sei parole e una virgola la prima tappa del Rally di Polonia, magari aggiungendo per nostra gioia personale il risultato di Umberto Scandola, che lotta contro diversi problemi, ma almeno gestisce al meglio e resta tra i migliori dieci assoluti. Cinque prove speciali di questa prima giornata sono andate al moscovita Nikolay Gryazin, ma un problema di gomme lo ha fatto inciampare. Il concittadino Alexey Lukyanuk, campione in carica, lo tallonava e non ci ha pensato due volte a rilevare il comando delle operazioni e darsi alla fuga.

Alexey Lukyanuk è passato al comando del Rally di Polonia sulla PS7 dopo il ritiro di Nikolay Gryazin, colpito da una doppia foratura anteriore nella penultima PS della Tappa 1. Il russo della Movisport aveva 40″5 di margine sugli inseguitori, ma non gli è bastato vincere cinque PS su otto con la Volkswagen Polo GTI R5 per evitare di doversi confrontare con la sfortuna.

“Due gomme si sono disintegrate. Ho pensato di aver colpito qualcosa, ma invece pare che il tutto sia stato causato dalla sospensione anteriore – spiega Gryazin -. Purtroppo avevo solo una gomma di riserva ed è vietato proseguire su tre ruote. Sono cose che capitano, non ho potuto farci molto. Nel primo passaggio sulle PS ho cercato di incrementare il più possibile il margine, anche quando c’era tanta polvere e non si vedeva nulla”.

Lukyanuk (Saintéloc Junior Team) ha vinto la PS7 con la Citroën C3 Rally2 e dopo aver scavalcato di 10″6 Gryazin si è ritrovato anche con 29″7 di margine su Andreas Mikkelsen (Toksport WRT, Skoda Fabia Rally2 Evo). Miko Marczyk (Orlen Team) occupava la terza piazza con la sua Skoda, davanti a quelle di Wojciech Chuchała, Nil Solans (Rallye Team Spain), Norbert Herczig (Škoda Rally Team Hungaria) e alla Citroen di Yoann Bonato (CHL Sport Auto). Ottavo Efrén Llarena con la seconda Skoda del Rallye Team Spain, seguito dalla Ford Fiesta di Erik Cais (Yacco ACCR Team) e dalla Hyundai di Umberto Scandola (Hyundai Rally Team Italia).

Sulla PS8, vince Chuchała, ma Lukyanuk è a 0″6 e con un distacco quasi abissale sul secondo chiude la partita vincendo. In prova, terzo è Llarena a 0″8 e quarti ex-aequo Munster, Cais e Kasperczyk a 0″9, seguiti da Mikkelsen (1″1), Marczyk (1″5), Solans 1″7 e Battistolli 1″8. La classifica assoluta generale, oltre al successo di tappa del russo di Citroen, vede Mikkelsen secondo a 29″7, Marczyk terzo a 1’15″6, e poi Chuchała (1’46″4), Solans 2’22″3, Herczig 2’38″6, Bonato 2’41″9, Llarena 2’43″9, Cais 2’46″2 e Scandola a 3’27″9. Alberto Battistolli e Simone Scattolin, hanno concluso ventesimi assoluti. Si riparte domenica 19 giugno.

RS e oltre di giugno 2021: la rivista che parla di te

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CIRT, Sardegna: Scandola afflitto da un problema allo scarico

Dopo la vittoria nella prima gara della stagione del Rally Terra CIRT, Umberto Scandola e Guido D’Amore hanno conquistato il secondo posto al Rally Italia Sardegna valido per il CIRT, un risultato che ha permesso a Hyundai Rally Team Italia di consolidare la testa del Campionato Italiano Rally Terra e di guardare con ottimismo al proseguo della serie.

Fin dai primi km il rally non si è dimostrato facile, con un clima caldo, prove speciali lunghe e strade sconnesse, segnate dal doppio passaggio delle WRC Plus impegnate nel rally mondiale (WRC), che anticipava sul percorso le vetture del CIRT. Proprio nel primo tratto cronometrato della mattina, dopo un dosso, la Hyundai i20 R5 ha riscontrato un problema al catalizzatore di scarico che ha leggermente penalizzato le prestazioni della vettura.

Il duo Scandola-D’Amore grazie a una grande prestazione è stato comunque capace di mantenere sempre la seconda posizione senza prendersi ulteriori rischi, comprese le forature che hanno condizionato le prove di altri equipaggi. La coppia di Hyundai Rally Team Italia ha proseguito la tappa con due secondi tempi e un terzo, e dopo aver risolto un problema al sistema di comunicazione dei caschi è arrivato anche il miglior tempo nell’ultima prova che ha permesso di conservare in tutta sicurezza un secondo posto molto importante in ottica di campionato.

“È stata una gara strana perché condizionata da un problema allo scarico, capitato su un tratto di strada molto brutto, che ha danneggiato il fondo della vettura“, ha dichiarato Umberto Scandola. “Questo rally non prevedeva un punto di assistenza tecnico e a quel punto abbiamo preferito alzare il livello di attenzione e fare la gara sui correnti diretti senza rischiare troppo. Poi anche il problema all’interfono dei caschi ci ha fatto perdere qualche secondo e l’obiettivo è diventato quello di difendere il secondo posto. Peccato perché la vettura andava molto forte e ci ha permesso di vincere anche una prova contro rivali di alto livello, ma le gare sono fatte anche da questi episodi. Pero torniamo dalla Sardegna sicuri di poterci giocare al meglio il campionato”.

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CIRT, Sardegna: sfida tra ”big”, tutti contro Andreucci e Scandola

Torna l’appuntamento con il Campionato Italiano Rally Terra in Sardegna e al via ecco i “big” nazionali del calibro di Paolo Andreucci e Umberto Scandola. Cominciamo da Ucci, undici volte campione italiano rally ed ex-pilota ufficiale di Peugeot Italia. Il pilota garfagnino sarà in cerca di riscatto nella gara sarda, visto l’avvio di stagione sfortunato al Rally Adriatico. Un rally conclusosi non nel migliore dei modi, ma dove è comunque riuscito a dimostrare il potenziale nello shakeodwn che aveva preceduto la gara. La vettura con il quale prenderà lo start, è sempre la Skoda Fabia R5 Evo2 del Team H Sport di Silvio Lazzara, con le coperture MRF Tyres e sarà supportato dalla scuderia M33 e Skygate. Ad affiancare Paolo Andreucci, in questa occasione non ci sarà il navigatore Francesco Pinelli, assente per impegni personali, ma ritorna sul sedile di destra Rudy Briani.

“Sarà un bel momento tornare in Sardegna – ha commentato Paolo Andreucci – la mia ultima partecipazione risale al 2015, nella gara del mondiale, che chiusi all’ottavo posto assoluto. Il 2014 è stata l’ultima occasione nella quale ho corso la gara nazionale a seguito del WRC e sono sicuro che anche questa volta sarà un rally molto duro. Occorrerà grande sensibilità di guida per seguire le linee tracciate dai piloti del WRC cercando di evitare pietre che potrebbero portare a forature inaspettate. Sappiamo di avere una macchina molto competitiva, quindi l’obiettivo sarà quello di massimizzare il nostro impegno per chiudere con un risultato importante che ci permetta di marcare dei punti utili per il campionato”.

Saranno quattro le prove speciali che i piloti del Rally Italia Sardegna valido per il CIRT impegneranno per darsi battaglia. Dopo lo shakedown in programma per giovedì, i piloti della serie tricolore battaglieranno su due prove speciali da ripetere due volte, la “Filigosu-Sa Conchedda” di 22.29km e “Terranova” di 14.36km. I piloti del tricolore però, impegneranno le prove in coda ai piloti del mondiale, quindi sarà fondamentale fare attenzione allo stravolgimento del fondo stradale, in seguito al passaggio della carovana del mondiale.

Umberto Scandola, Rally Adriatico 2021
Umberto Scandola, Rally Adriatico 2021

Attenzione c’è anche Umberto Scandola

A distanza di un mese dalla vittoria al Rally Adriatico, Umberto Scandola e Guido D’Amore tornano al volante della Hyundai i20 R5 seguita da SA Motorsport per affrontare il secondo dei sei round del Campionato Italiano Rally Terra. La presenza sulle strade sterrate del nord della Sardegna ha un duplice obiettivo. Il primo è puntare alla serie nazionale su terra viste le qualità della vettura e dell’equipaggio messe in mostra a inizio stagione. La seconda è aumentare l’esperienza con la i20 R5, quest’anno gommata Pirelli, in previsione dell’obiettivo prioritario di Hyundai Rally Team Italia e del pilota veronese che puntano a fare risultato nel Campionato Europeo al via tra due settimane in Polonia.

“È sempre un piacere tornare sulle prove speciali mondiali della Sardegna, strade dove ho dei bei ricordi – ha dichiarato Umberto Scandola -. Quest’anno lo farò all’interno del CIRT contro i migliori piloti del Campionato Terra, serie che ha raggiunto un livello molto elevato. Sarà uno stimolo importante a far bene per riconfermare il buon lavoro di inizio stagione. Sfrutteremo l’opportunità di essere in Sardegna per affrontare anche una giornata di test con Pirelli e per provare alcune soluzioni di assetto da utilizzare in gara e nell’immediato futuro. Saranno km importanti per me e per tutta la squadra in preparazione del Rally Poland il 18-20 giugno, dove partirà anche la nostra avventura europea con S.A. Motorsport”. 

Il Rally Italia Sardegna – CIRT è il secondo dei sei appuntamenti del Campionato Italiano Rally Terra 2021. Al via 44 equipaggi di cui 19 al volante di vetture R5 comprese le due Hyundai i20 per Scandola-D’Amore e Costenaro-Bardini.

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ERC: il Rally di Polonia abbraccia Varsavia con 50 Rally2

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi l’itinerario del 77 ° Rally di Polonia, round di apertura del Campionato Europeo Rally 2021. Saranno 14 i tratti cronometrati della gara con 202,76 chilometri cronometrati, l’epicentro della gara sarà ancora una volta Mikołajki, mentre in occasione del centenario dell’evento sarà coinvolta anche Varsavia. Il capoluogo polacco ospiterà una prova spettacolo nel cuore della città e la spettacolare cerimonia di premiazione.

Il percorso rispetto all’ultima edizione (2019) presenta alcune prove nuove e più esattamente la PS2-5, Świętajno; PS4-7, Wieliczki e PS13, Przasnysz, mentre il resto delle prove ricalca in gran parte il percorso utilizzato nelle precedenti edizioni, comprese la prova spettacolo di Mikołajki Arena (PS1-8) e Mikołajki Max (PS9-11).

Gli organizzatori parlano di 50 vetture di classe R5/Rally2 iscritte alla gara polacca, con i nostri Simone Campedelli (VW Polo GTi R5), Umberto Scandola (Hyundai I20 R5) e Alberto Battistolli (Skoda Fabia rally2) che dovrebbero essere della partita. Tra gli altri nomi di spicco presenti ricordiamo Andreas Mikkelsen, Efren Llarena, Alexey Lukyanuk e Roland Poom.

Per l’itinerario completo clicca qui

Umberto Scandola e Guido D’Amore in trionfo all’Adriatico

Umberto Scandola (nella foto di Massimo Bettiol) si aggiudica perentoriamente il Rally Adriatico, tra l’altro una delle gare che ha sempre interpretato al meglio. I maligni hanno detto che se ci fosse stato paolo Andreucci in gara, Scandola avrebbe avuto parecchie gatte da pelare. Ma Umberto è partito subito forte, aggiudicandosi le prime tre PS di fila, concedendo ad Alberto Battistolli la quarta, tornando al successo sulla quinta e lasciando la sesta ad Andrea Dalmazzini, ma restando leader per oltre 10″.

L’ultimo giro di prove vede Dalmazzini suonare la carica. E così se sulla settima prova vince di nuovo Scandola, le ultime due vanno al rivale con la Ford Fiesta. La seconda migliore prestazione della giornata è quella di un regolarissimo Edoardo Bresolin che, navigato da Rudy Pollet, per tutta la gara è sempre stato lì al vertice, respingendo attacchi e concludendo al meglio questa cristallina prestazione.

Terzi sono Simone Campedelli e Giovanni Rappa. Sempre tra i primi dieci, Campedelli è passato all’attacco dopo una fase iniziale di studio, durata giusto il primo loop di prove. Quarti Dalmazzini-Albertini che hanno condotto una bella gara, sferrando attacchi importanti nelle ultime PS. A completare la top five sono Ricci-Biordi, con un’altra i20. Ma questa è stata solo la fine di una gara stupenda. Perché dall’inizio si è vissuto un polverone di emozioni continue sugli sterrati del 28° Rally Adriatico, puro spettacolo per l’apertura del Campionato Italiano Rally Terra 2021.

Il film del Rally Adriatico: da Umberto Scandola in giù

Come detto, a farla da padrone sono stati Umberto Scandola e Guido D’Amore, dominatori da start a stop di questo esordio Tricolore, i migliori su 5 delle 9 prove speciali segnate in tabella a bordo della Hyundai i20 R5.

È la loro settima bellezza, l’acuto iniziale per la loro nuova stagione tra i “polverosi”, la settima vittoria assoluta nella gara organizzata da PRS Group che li vede sempre più al vertice della Hall of Fame nel Balcone delle Marche. Eppure la vittoria non era così scontata, considerato il ritorno nel tricolore dopo un anno di assenza, ma soprattutto visto il parterre di top driver presenti alla prima di campionato. 42’48.3 il tempo complessivo con il quale Scandola ha messo in fila tutti i big del Terra, tutti prima o dopo costretti a fare i conti con le prove veloci e con poco grip dell’Adriatico. Decisivi gli affondi nei primi due giri di prove, poi nell’ultimo ha gestito il vantaggio.

In tanti, alcuni illustri, si sono fatti da parte già dai primi giri di prova. A partire dal pluricampione Paolo Andreucci con Francesco Pinelli (Skoda Fabia R5), capottato dopo pochi chilometri della prima prova “Colognola”, passando per Giacomo Costenaro e Justin Bardini (Hyundai i20 R5) per una toccata alla posteriore sinistra sulla ripetizione della stessa prova, la quarta del rally. Quindi sulla successiva PS5 “Panicali” prima il rookie boliviano Bruno Bulacia con Rogelio Penate (Fabia R5), capottati a metà strada, poi il ragazzo della Nazionale ACI Team Italia Alberto Battistolli con Pietro Ometto (Fabia R5) uscito di strada dopo aver piazzato lo scratch sul crono precedente. Tutti quando erano in piena corsa per il vertice.

Così hanno preso quota gli altri manici del CIRT. A partire da Edoardo Bresolin, altro ritorno di fiamma nel tricolore. Il pilota di Marostica ha ripreso subito il ritmo giusto insieme a Rudy Pollet sulla Skoda Fabia R5 piazzando il secondo tempo sia sulla “Panicali” che sulla lunga “Dei Laghi” nel primo dei tre giri. Poi ha provato l’attacco, non riuscito, al leader Scandola fino a mantenere la posizione nell’ultima frazione di gara. Una prestazione più che convincente, anche in prospettiva di Campionato, che gli consegna la vittoria della gara valida come primo round della Coppa Rally ACI Sport di 5^Zona.

Luci ed ombre per Simone Campedelli e Gianfranco Rappa, cancellate con un podio finale che li premia. Il cesenate era uno dei più attesi dopo un CIRT 2020 che lo aveva visto in corsa per lo scudetto fino alla fine. È ripartito con un progetto tutto nuovo, gommato MRF, per sviluppare i penumatici e costruire una stagione da vertice. Ha faticato qui all’Adriatico già dal primo giro, con la scelta delle gomme e con il feeling sulla R5 tedesca. Lo ha trovato alla distanza, con una terza piazza assoluta che vale punti d’oro.

Applausi anche per Andrea Dalmazzini e Andrea Albertini, quarti in gara da outsider del CIRT ma sul podio della Coppa Rally di Zona insieme a Bresolin-Pollet e Campedelli-Rappa. Il modenese rientra sulle strade bianche dopo qualche stagione ad intermittenza. Ma non si è visto, anzi Dalmazzini si è scaldato al primo giro prima di piazzare tre scratch, sulla “Panicali” e al secondo e terzo passaggio sulla lunga e conclusiva “Dei Laghi”. Due crono che non gli hanno permesso di agganciare Campedelli, ma gli lasciano il sorriso dopo un rally in crescita costante. Fuori dalla classifica del CIRT anche Luigi Ricci con Alessandro Biordi, quinti nella generale al volante della i20 R5 che hanno portato a casa il piazzamento sfruttando al massimo la loro esperienza sulle strade bianche.

La sesta posizione nella generale vale quindi il quarto posto nella classifica del Campionato Italiano Rally Terra per Giuseppe Dettori e Carlo Pisano. Il driver sardo ha prima tolto la ruggine al volante della sua Fabia R5, poi ci ha preso gusto sulla ghiaia marchigiana, in particolare all’ultimo giro, sempre con il sesto tempo su ogni prova. Alle sue spalle Massimiliano Tonso e Corrado Bonato, anche loro concentrati soprattutto a riprendere il passo e il feeling con la R5 boema.

Completano la top ten assoluta altri tre outsider del campionato. Ottavo assoluto, un po’ a sorpresa, lo svedese Stig Andervang con Mikael Kjellgron, anche loro su Fabia R5. Troppo caldi e scivolosi gli sterrati dell’Adriatico per lo scandinavo – come ammette a fine corsa – che comunque si è gustato fino in fondo ogni passaggio al suo esordio in Italia. L’esperienza paga anche nel caso di Luciano Cobbe e Fabio Turco, questa volta anche loro fuori classifica per il campionato, che chiudono noni assoluti su altra Fabia R5. Quindi il giovane pilota siciliano di ACI Team Italia Marco Pollara, sempre affiancato da Daniele Mangiarotti, ha preso confidenza sulla terra con la Citroen C3 R5 in vista dei suoi prossimi appuntamenti sterrati nel CIR.

CIR, Rally Adriatico: Scandola sempre più leader dopo PS6

Scandola sempre più leader. Dopo PS6 i “nostri” Umberto Scandola e Guido D’Amore, con la Hyundai i20 di Hyundai Rally team Italia, sono ancora al comando con 11″5 secondi di vantaggio. Prosegue, quindi, la lotta tricolore nel primo round del CIRT sugli sterrati del Rally Adriatico.

Ecco i commenti dei piloti allo stop della lunga prova “Dei Laghi” (10, 93 km)

Umberto Scandola: “Ho problemi di temperatura e la vettura va in protezione” 6’42.5

Edoardo Bresolin: “Abbastanza bene. Un po di fatica con queste gomme che si sono usurate”

Mattia Codato: “In realtà credo di aver buttato la gara. Stavo crescendo nel primo giro ma pago un timbro sbagliato e un errore per me su questa prova, forse per la poca concentrazione e l’euforia del momento. Cerchiamo di fare bei tempi ma la gara per l’assoluta l’abbiamo persa.”

Simone Campedelli: “Non riesco a trovare la quadra della vettura”

Luigi Ricci: “Errori sul primo giro, nel complesso ora bene.”

Giuseppe Dettori: “Ci stiamo divertendo. Meglio il secondo giro.”

Andrea Dalmazzini: “Bene bene questo passaggio meglio”

Andervang: “L’Italia è troppo caldo il fondo delle prove hanno temperature elevate a cui non siamo abituato”

Tonso: “La prima gara che facciamo con questa macchina, stiamo cercando di fare esperienza.”

Cobbe: “Va abbastanza, siamo soddisfatti delle prestazioni, una vettura un pò difficile per me.”

Molinaro: “Prime due non mi vanno molto a genio, la terza invece fa per me, ora in assistenza cercheremo delle regolazioni che ci ripaghino anche sulle prime due prove.”

Serra:” Prima volta per me all’Adriatico, siamo in apprendistato.”

Pollara: “Stiamo migliorando, cerchiamo di percorrere Km utili, prendiamo sempre più feeling.”

Bartolini: “Qualche problema in prova che ci ha fatto perdere un pò la concentrazione.”

Sandel: “Siamo andati in crisi di gomme soprattutto sulla ‘Panicali’ e facciamo fatica a rimanere in strada.”

Vintaloro: “Stiamo togliendo tanta ruggine dopo due ani di stop, facciamo fatica a far lavorare le gomme a dovere, ma per noi è tutto un crescendo per riprendere il ritmo.

Marchetti: “Secondo giro molto meglio, abbiamo trovato delle soluzioni migliori di gomme e assetto ed abbiamo abbassato molto i tempi.”

Somaschini: “Stiamo migliorando, abbiamo perso tanto al primo giro, ma importante avere riferimenti migliori.”

Squarcialupi: “Ho ripreso fiducia in me, ho commesso degli errori, ma ora va meglio.”

Cazzaro: “Sulla PS Laghi va meglio, sulle altre due soffriamo maggiormente.”

CIRT, Rally Adriatico: Scandola fa volare la Hyundai i20

È iniziato a tutti gli effetti il Campionato Italiano Rally Terra con la prima prova speciale del Rally Adriatico. I 5 chilometri cronometrati della PS Colognola hanno aperto il primo loop sulle tre prove speciali in programma nella gara marchigiana. Le 90 vetture moderne si sono alternate allo start per questo primo crono di 5 km, che verrà seguito poi dalla Panicali (5 km) e dalla PS dei Laghi (10 km).

Si parte subito con un colpo di scena alla prima vettura, la Skoda Fabia R5 di Paolo Andreucci e Francesco Pinelli che finiscono fuori strada ad inizio della piesse. Equipaggio illeso ma vettura k.o. Il miglior tempo è di Umberto Scandola con Guido D’Amore su Hyundai i20 R5 in 3’40.5 davanti al giovane esordiente della Meteco Corse, il boliviano Bruno Bulacia con Rogelio Penate su Fabia R5 a 8 decimi di secondo. Terzo crono iniziale per Costenaro-Bardini (Hyundai i20 R5) +1.1’’, un secondo dietro Bresolin-Pollet (Skoda Fabia R5). Quindi quinto tempo per Battistolli-Ometto (Skoda Fabia R5) +2.9’’ davanti a Campedelli-Rappa (Volkswagen Polo R5) a 4.6’’.

Alla fine del primo loop di prove, la classifica recita: tre scratch su tre per il veronese su Hyundai i20 R5 che comanda la classifica assoluta in 14’21.1. Secondo posto assoluto per Bresolin-Pollet a + 5.7”, terzi Bulacia-Penate a +6.4”, entrambi su Skoda Fabia R5.

Ecco le parole dei top di categoria R5 in questo primo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra dopo il primo giro di prove speciali. Prima della chiusura ci sono altri due loop di speciali in programma.

Giacomo Costenaro: “Tutto sommato è stato un buon giro. Mi aspettavo la Dei Laghi più pulita invece c’era molta ghiaia. Certo vedere subito l’incidente di Andreucci davanti destabilizza un po’ alla partenza. Non è stato il massimo alle 8 di mattina iniziare la gara così”.

Simone Campedelli: “Stiamo provando a fare il massimo ma gli altri vanno forte. Avevamo scelte diverse rispetto a Paolo, che purtroppo è uscito e non potremo compararli. La nostra scelta non ha pagato, ora vedremo se cambiare per gli altri giri. Di sicuro gli altri stanno facendo meglio”.

Umberto Scandola: “Gran feeling con la macchina e gomma perfetta. Sta andando tutto bene”.

Alberto Battistolli: “non ci stiamo prendendo rischi, continuiamo a fare esperienza. Stiamo cercando di fare la nostra gara e abbiamo capito cosa stiamo sbagliando quindi ora cerchiamo di migliorarci. Però fin qui primo passaggio positivo”.

Giuseppe Dettori: “Direi che è andata bene anche se abbiamo fatto qualche errore di troppo. Primo giro utile per togliere la ruggine, ora faremo due conti su come siamo messi in classifica. Ma possiamo migliorare tanto”.

Edoardo Bresolin: “Sono molto soddisfatto. Stiamo prendendo il feeling con la macchina, ma sta funzionando bene. Questa prova è stata più scivolosa del previsto, ma non è andata male”.

Bruno Bulacia: “Sì, la verità è che ci stiamo godendo questi passaggi e queste strade. Siamo contenti di essere qui a combattere per il vertice del Campionato”.

CIRT, Adriatico: sfide bollenti, a cominciare da Ucci con la Skoda

Numeri record per la prima del Campionato Italiano Rally Terra, che prenderà il via questo fine settimana da Cingoli, splendida località nel cuore delle Marche. Saranno 121 gli equipaggi che si sfideranno lungo i 60 chilometri di prove disegnati dalla PRS Group attorno alla cittadina marchigiana. La gara sarà valida, oltre che per il CIRT anche per il primo round del CRZ 5 e per il secondo atto del CIR Storico Terra, nonché come terzo atto del Campionato Italiano Side by Side.

Scorrendo l’elenco iscritti la prima cosa che spicca è la presenza (già comunque annunciata) di Paolo Andreucci che sarà in gara non con la Citroen C3 Rally2 ma bensì con una Skoda Fabia R5 preparata dalla M33. A fronteggiare il vincitore dell’edizione 2020 della gara marchigiana troviamo Umberto Scandola e Giacomo Costenaro entrambi al via con le Hyundai I20 R5 e Simone Campedelli su Volkswagen Polo GTi R5.

Tanti gli outsider al via, si va dalle vecchie volpi Valter Pierangioli (Skoda Fabia R5), Giovanni Manfrinato (VW Polo GTi R5), Luigi Ricci (Hyundai I20 R5), Giuseppe Dettori (Skoda Fabia Rally2) e Luigi Cobbe (Skoda Fabia Rally2) ai giovani come Enrico Oldrati, Alberto Battistoli, Bruno Bulacia e Edoardo Bresolin tutti su Skoda Fabia Rally2. Al via, iscritte al campionato, anche due lady dal piede caldo e pesante come Tamara Molinaro e Rachele Somaschini entrambe in gara su Citroen C3 Rally2.

Curiosità anche per le prestazioni di Marco Pollara, alla sua prima uscita su terra con una vettura 4WD. Complessivamente sono 24 gli iscritti al “Tricolore Terra” con alcune new entry anche tra le vetture N4 come Christiano Gabbarini, Piergiorgio Bedini e Zelindo Melegari, in R3C troviamo Nicolaj Ciofolo, in R2C iscritto risulta il solo Fabio Battilani, tra le R2B due gli equipaggi iscritti, il sardo Michele Liceri e Roberto Daprà, in R1 al via troviamo Gianni Bardin e in N2 il giovanissimo (classe 2002) Pierluigi Frare.

ERC 2021: Scandola-D’Amore al top con Hyundai Italia

La notizia era nell’aria ed ora è arrivata la conferma ufficiale. Scandola-D’Amore parteciperanno all’ERC con la Hyundai i20 Rally2 Spec 2021 (la più evoluta del momento, noi abbiamo provato quella di Michele Bernini e il test lo potrete leggere su RS e oltre che arriva in edicola il 5 aprile) gestita dalla SA Motorsport. L’equipaggio della Hyundai Rally Team Italia correrà in tutte gli otto eventi che compongono il calendario 2021.

Con questo annuncio, Hyundai Rally Team italia del lungimirante Riccardo Scandola conferma il suo concreto impegno nelle serie internazionali. Il Campionato Europeo Rally partirà il 6 maggio con il Rally delle Azzorre. Il calendario include anche il Rally di Roma Capitale (23-25 luglio), evento già vinto due volte dal rallista veronese. La serie europea si concluderà tra ottobre e novembre con il Rally di Ungheria e con il Rally delle Isole Canarie.

“Hyundai Italia ha deciso di rinnovare il proprio supporto a una squadra di consolidata esperienza che partecipa a un importante programma di Hyundai Motorsport Customer Racing”, ha dichiarato Andrea Crespi, Managing Director di Hyundai Italia.

“Questa operazione consentirà di aumentare la brand awareness di Hyundai in un contesto internazionale, portando le emozioni delle prove speciali da tutta Europa direttamente tra gli appassionati di motorsport. Solo il primo passo in vista dell’arrivo della nuova gamma N e N Line, modelli Hyundai ad alte prestazioni che garantiscono un vero fun to drive”.

Umberto Scandola è entusiasta ed è pronto a cominciare questa stagione: “Voglio innanzitutto ringraziare tutte le persone che hanno creduto nel progetto e che ci stanno supportando per essere al via nella maniera migliore. Assieme alla squadra e ai nostri partner abbiamo deciso di affrontare questo importante impegno internazionale con la convinzione di poter dire la nostra anche a questi livelli”.

“La Hyundai i20 R5 con la quale correremo ha dimostrato la sua competitività su ogni genere di fondo e toccherà a noi dare il 100% contro equipaggi di grande valore e squadre ufficiali. Sarà una sfida impegnativa anche perché non conosciamo le gare che andremo ad affrontare, ad esclusione di Roma dove abbiamo vinto due volte, ma le motivazioni non ci mancano e potremo contare sul supporto tecnico di Hyundai Motorsport Customer Racing.

“Vogliamo far bene già nelle prime gare dell’anno su terra per poi valutare successivamente la nuovissima Hyundai i20 N Rally2 che arriverà a metà stagione con l’obiettivo di giocarci al meglio tutte le possibilità che sapremo costruirci”.

Hyundai Rally Team Italia punta in alto nella serie continentale. “Dopo due anni di intensa collaborazione con Hyundai, dove ci siamo alternati tra programmi nazionali e qualche gara del Mondiale, abbiamo deciso di puntare all’Europeo”, ha spiegato Riccardo Scandola, Team Principal di S.A. Motorsport Italia.

“Sarà una sfida entusiasmante per tutta la squadra e affronteremo a viso aperto i migliori team internazionali con l’intento di crescere velocemente e di puntare quanto prima alle zone alte del podio. Proprio per questo abbiamo scelto una serie di partner di riferimento per non lasciare nulla al caso”.

“Il Campionato Europeo Rally è una serie estremamente importante per i nostri clienti i20 R5 e per il reparto corse clienti di Hyundai Motorsport in generale”, ha dichiarato Andrew Johns, Customer Racing Operations Leader di Hyundai Motorsport.

“Avere nel campionato un pilota e un team esperti come Umberto Scandola e Hyundai Rally Team Italia è un’ottima combinazione per la stagione 2021. Con i loro punti di forza, le prestazioni comprovate della i20 R5 e il supporto aggiuntivo di Hyundai Italia, l’equipaggio sarà in grado di competere per vincere in ogni occasione, mostrando il meglio della vettura e le più ampie capacità ad alte prestazioni di Hyundai”.

Umberto Scandola guarda con fiducia all’ERC 2021

Umberto Scandola dovrebbe riuscire a disputare, quest’anno, l’intera stagione del Campionato Europeo Rally. Ancora non si sono spenti gli echi della PS mondiale vinta da Umby al Rally di Monza valido come finale del WRC 2020, e già il driver veronese torna a fare parlare di sé. Con la Hyundai i20 R5 della Hyundai Rally Team Italia, squadra gestita dal fratello maggiore Riccardo, sta definendo un programma che lo porterebbe a battersi nell’ERC 2021.

La forma dubitativa è d’obbligo perché nonostante l’impegno profuso da tutte le parti in questione per la concretizzazione di questo ambizioso progetto (tra l’altro in una serie FIA che gode di una copertura mediatica capillare e diffusa pari solo a quella del WRC), ancora non c’è nulla di ufficializzabile. Solo rumors, dunque, ma molto attendibili.

A navigare Umberto, come sempre, dovrebbe esserci sempre Guido D’Amore, copilota imperiese che ha all’attivo ben 274 gare e che nel tempo libero si dedica al trekking e alla guida del Robinson R22, un elicottero leggero. Il rallysta veronese ha ottenuto finora risultati notevoli, primo fra tutti il titolo CIR nel 2013 in compagnia di Guido e con la bella Skoda Fabia S2000 ufficiale gestita dalla SA Motorsport Italia.

Umberto e Guido, ultimo equipaggio al giorno d’oggi ad aver conquistato una prova speciale del WRC, lasciando la firma di una delle coppie più belle d’Italia anche nella massima serie internazionale, dovrebbero iniziare la loro avventura europea ad inizio maggio alle Isole Canarie. Il calendario dell’ERC 2021, in questi ultimi giorni, è stato cambiato a causa dell’incertezza e dall’instabilità dovuta alla pandemia da Covid-19.

Il Rally delle Azzorre, che si doveva disputare inizialmente a fine marzo, è rinviato a maggio e il Rally Serras de Fafe, che era prevista come tappa d’apertura a metà marzo, è stato posticipato a settembre. Il Rally delle Isole Canarie è diventata invece l’ultima tappa del campionato.

Ciocchetto: la fuga di Scandola si conclude col successo

“E’ stato davvero bello vincere il Ciocchetto Event 2020, è bello vincere al Ciocco, che è un luogo a cui sono affezionato per tanti ricordi sportivi e soprattutto è stato bello vincere perché chiudiamo con una affermazione una stagione, per me, povera di risultati, in un Ciocchetto che, per il podio finale, sembra una gara di Campionato Italiano Rally di tre o quattro anni fa”.

Sono le prime parole di Umberto Scandola, accanto alla Hyundai i20 R5 del team Hyundai Rally Team Italia, sul palco di arrivo di un Ciocchetto Event di gran lusso – visto il plateau di partenti – oltre venti vetture “errecinque” e campioni di primo piano – conclusosi con un vero e proprio dominio del pilota veronese, nelle due tappe della gara natalizia all’interno della Tenuta Il Ciocco.

Il suo navigatore Daniele Pasi, “ereditato” pochissimi giorni prima della gara da Riccardo Scandola, impossibilitato ad essere al via, raddoppia l’emozione. “Vincere qui è stato davvero una grande soddisfazione – dichiarava alla fine Pasi – ma soprattutto, per me, ricevere lo splendido Trofeo intitolato ad un grande copilota come “Icio” Perissinot è una emozione ed un onore immenso”.

Tornando alla gara, la fuga di Scandola verso la vittoria è iniziata già dalla prima prova speciale, con una vettura perfetta e gomme Michelin che hanno aiutato la sua impresa. Il pluricampione italiano Paolo Andreucci, che ritrovava alle note l’esperto David Castiglioni, nelle prime battute di gara, su strade che conosce molto bene, ha dovuto cercare di riadattare l’assetto da asciutto secco della sua Citroen C3 R5 PRT alle condizioni di pioggia e fango del “Ciocchetto”.

A tratti il suo passo è stato competitivo, ma Scandola è comunque risultato imprendibile. Il bergamasco Alessandro Perico, altro “big” in gara, è incappato, nelle prime due prove speciali della prima tappa, in tre testacoda. Rimboccatosi le maniche, con il navigatore Mauro Turati e la Skoda Fabia R5 “non Evo” della sua struttura PA Racing, Perico ha iniziato una bella rimonta fino al terzo posto, che ha rischiato di perdere nel finale, per un altro errore.

Ma quello commesso dal frusinate Carmine Tribuzio, con Fabiano Cipriani e la Skoda Fabia Evo R5 della Erreffe, a tre prove della fine, è stato decisivo, in termini di secondi persi, con un testacoda con spegnimento del motore che lo ha tirato giù da un sudatissimo terzo gradino del podio, e lo ha ricacciato in quinta posizione finale. Tra Perico e Tribuzio è andato così ad inserirsi, in quarta posizione assoluta, il reggiano Gianluca Tosi, con Del Barba alle note, con la Skoda Fabia R5 della Gima Autosport, che ha sfiorato per poco più di quattro secondi un “bis” del terzo posto 2019.

Qualche imperfezione di guida di troppo ha impedito all’elbano Andrea Volpi, con “Freddyna” a fianco, di piazzare la sua Skoda Fabia gemella di quella di Tosi più su del sesto posto finale, precedendo il campione nazionale rally sloveno Rok Turk, con Blanka Kacin alle note, a bordo della Hyundai i20 R5 del team Hyndai Slovenja, che ha pagato lo scotto della sua prima volta al “Ciocchetto”.

Un assetto troppo “duro” ha invece impedito a Claudio De Cecco, con Anna Paola Serena a fianco, con una “iventi” simile a quella di Turk, di provare a duplicare la vittoria ottenuta al lontano Ciocchetto 1998. Dietro a Stefano Peletto, con Bodda, nono assoluto con la Volkswagen Polo GTI R5, e dopo il ritiro per uscita di strada di papà Andrea Marcucci, con Gonnella (Skoda Fabia R5), l’”onore” della famiglia da rally è stato ben difeso dal figlio Luigi, con Vellini alle note ed una vettura identica, con cui debuttava, che ha concluso decimo assoluto e dall’altro figlio Francesco, al primo rally della vita, quarto di classe R2B con una Peugeot 208.

Ennesima, bella e concreta prestazione del modenese Pier Verbilli, un vero “aficionado” del Ciocchetto, con Albertini alle note, che con la sua Renault Clio RS gruppo N ha conquistato un ottimo dodicesimo posto assoluto e primo tra le Due Ruote Motrici. Tra le vetture Storiche in gara, prima sul traguardo finale la Fiat 127 Sport di Tiziano Zadra, con Francesca Mattei.

Soddisfazione, alla fine, per Valerio Barsella, dal ponte di comando del “Ciocchetto”: “Grazie ad uno staff di alto livello, abbiamo messo in scena un Ciocchetto Event di grande spessore, nonostante le tante complicazioni legate al periodo che stiamo vivendo. E’ andato tutto come doveva e la presenza di una cosi alta qualità di piloti e vetture ha fatto il resto, con una gara avvincente e divertente. Credo che “Icio” Perissinot, al cui ricordo siamo fortemente affezionati, sarebbe stato orgoglioso di noi”.

Scandola in testa al Ciocchetto dall’inizio

Umberto Scandola, in coppia con Daniele Pasi, a bordo della Hyundai i20 R5 di Hyundai Rally Team Italia gommata Michelin hanno chiuso in testa la prima tappa di un bagnato e viscido Il Ciocchetto Event. Il pilota veronese ha preso da subito il comando delle operazioni, vincendo cinque delle sette prove speciali in programma e accumulando un vantaggio di oltre 11 secondi su Paolo Andreucci, primo degli inseguitori.

Il campione garfagnino, in coppia con David Castiglioni, a bordo della Citroen C3 R5 PRT gestita da BB Competition, ha impiegato le prime prove per cucirsi addosso la vettura francese, che usava per la prima volta sul fondo asfaltato, riuscendo a vincere, di misura, anche due prove speciali. A chiudere un podio dal sapore di Campionato Italiano Rally ai massimi livelli, il bergamasco Alessandro Perico, con Mauro Turati, a bordo di una Skoda Fabia R5 non evoluta.

Un tris di testacoda nelle fasi iniziali ha rallentato il passo di Perico che però, con un aggressivo rush finale, è riuscito a risalire in classifica. A farne le spese, nella super prova speciale che ha chiuso la tappa, il pilota di Frosinone Carmine Tribuzio, con Fabiano Cipriani a leggere le note, a bordo di una Skoda Fabia Evo della Erreffe. Pur non frequentando queste speciali da sei anni, Tribuzio, campione in carica della Coppa Rally di Zona Sette, si è inserito da subito nella lotta per le posizioni nobili della classifica.

Bello il duello ravvicinato, e con qualche errore di guida da entrambe le parti, tra il parmense Gianluca Tosi, con Del Barba e l’elbano Andrea Volpi, con “Freddyna”, compagni di squadra sulle Skoda Fabia R5 della Gima Autosport, che si sono spartiti il quinto e sesto posto assoluto.

Al settimo posto assoluto il campione nazionale sloveno di rally Rok Turk, con Blanka Kacin, un po’ in difficoltà sulle impegnative speciali del “Ciocchetto” con la Hyundai i20 R5 del team Hyundai Slovenja. Turk precede il responsabile del suo team Claudio De Cecco, con Anna Paola Serena, che è voluto tornare sulle prove speciali che lo hanno visto vincitore nel 1998. Sulle strade di casa, Andrea Marcucci, con Gonnella alle note, ha piazzato la Skoda Fabia R5 MM Motorsport al nono posto assoluto.

La vettura natalizia più votata sul web

E’ una tradizione del Il Ciocchetto Rally Event quella di premiare la vettura più “natalizia”, con addobbi o decorazioni che celebrino le feste in arrivo. A vincere, con un largo margine di “like” sulla pagina Facebook Cioccorally, è stata la Peugeot 106 di Stefano Facchin e Lisa De Cecco, che si aggiudicano l’iscrizione gratuita a Il Ciocchetto Event 2021.

Università del Tornante: Bartarelli-Barsotti

Terza edizione per l’“Università del tornante”, simpatica iniziativa riservata alle macchine più piccole, a cura del Rally Club Amici del Filato. Con una diretta Facebook sulla pagina del Club, il passaggio più spettacolare (escluse le vetture R5) sul tornante della Garitta, nel fine prova della speciale n.9 è stato giudicato, e premiato, quello dell’equipaggio Bartarelli-Barsotti su Fiat 600 Sporting.

Riccardo Scandola ”salta” il Ciocchetto: ci sarà Umberto

La presenza di Paolo Andreucci dà maggiore spessore ad una corsa da sempre affascinante come il Ciocchetto Event, il classico rally sotto l’albero. Grazie alla deroga di Aci Sport gli organizzatori possono schierare 90 equipaggi in una corsa che si profila molto interessante e che chiuderà le competizioni rallistiche del 2020, alla quale però non sarà presente Riccardo Scandola, come annunciato.

Naturalmente con il numero 1 troviamo Paolo Andreucci, ma non mancano gli sfidanti all’undici volte campione italiano rally in una corsa che presenta mille insidie e che dovrebbe corrersi sotto la pioggia, stavolta le neve dovrebbe risparmiare il Ciocchetto contrariamente alle clamorose nevicate del 2009 e del 2010.

Era iscritto anche Riccardo Scandola al Ciocchetto 2020, ma il manager veneto non potrà presenziare per problemi personali, e sarà sostituto in gara dal fratello Umberto. A rivelarlo è Valerio Bersella, organizzatore della gara toscana, che lo ha annunciato in diretta nel corso della trasmissione Qui Motori condotta dal “nostro” Gabriele Michi e dal collega Alessandro Bugelli.

WRC3: viaggio nella stagione iridata dei privati

Il WRC3, composto da sette gare, è andato ai finlandesi Jari Huttunen e Lukka Mikko con Hyundai i20 R5, che si sono aggiudicati anche il Campionato Polacco Rally 2020. L’equipaggio finlandese della Hyundai Junior Academy ha corso quattro gare ed è sempre arrivato a podio, vincendo in Svezia e in Sardegna. La Hyundai sicuramente sta guardando e valutando attentamente la loro carriera e chissà se un giorno debutterà nella massima serie con una WRC Plus.

Altro grande protagonista della stagione è sicuramente Marquito Bulacia Wilkinson, vincitore del titolo italiano rally terra. Il boliviano è arrivato secondo nel Campionato, vincendo il difficile Rally del Messico con il “nostro” Giovanni Bernacchini. Terzo in campionato il vincitore del Rally di Turchia Kajetan Kajetanowicz. Alcuni rumors parlano di un suo approdo nel WRC 2021 con la Toyota o la Hyundai insieme a Robert Kubica.

Uno degli equipaggi migliori della stagione è sicuramente Oliver Solberg e Aaron Johnston, Vice-campioni quest’anno nel Campionato Europeo Rally e Campioni nell’ERC1 Junior. La coppia ha corso quest’anno sia con la Fabia e sia con la Polo, vincendo il Rally di Estonia nella seconda parte di stagione.

Altri piloti che hanno vinto almeno una gara del WRC3 sono Eric Camilli, a MonteCarlo, e Andréas Mikkelsen, a Monza. Una nota di merito va ad Umberto Scandola e Guido D’Amore, che hanno ben figurato nonostante la pandemia da Covid-19 in atto. L’equipaggio italiano ha corso tre eventi con la Hyundai Rally Team Italia, conquistando un ottavo posto al MonteCarlo e un quarto posto al Rally Italia Sardegna.

Hanno corso anche a Monza, ma sono stati perseguitati da infiniti problemi tecnici. Da sottolineare la loro vittoria assoluta nella PS11 Gerosa 2 dell’ACI Rally Monza: dopo 12 anni un equipaggio italiano torna a vincere una prova del Campionato Mondiale Rally. Infatti l’ultima vittoria di una PS di un equipaggio italiano risale al Rally di Turchia 2008, quando Gigi Galli e Giovanni Bernacchini vinsero la Chimera 1.

Nel weekend brianzolo è arrivata la notizia dell’arrivo nel WRC3 dell’esperto navigatore Carlos del Barrio che affiancherà Fabrizio Zaldivar, pilota che quest’anno ha fatto bene cogliendo il secondo posto in Sardegna e a Monza. Saranno della partita anche i neo campioni dello Junior WRC Tom Kristensson e Joakim Sjoberg: la vittoria del titolo permetterà loro di poter correre con una Ford Fiesta Rally2 nuova di zecca.

Umberto Scandola e Guido D’Amore ci credono in questo Sanremo

Sarà un Rallye di Sanremo ridotto nel chilometraggio ma decisamente appassionante, quello che si disputerà nel week-end del 2-3 ottobre. Tra i sicuri protagonisti della quinta prova del Campionato Italiano Rally 2020 (il Rally di Roma era composto da due rally distinti) Umberto Scandola e Guido D’Amore, pronti a difendere i colori di Hyundai Rally Team Italia al volante della i20 R5.

Per il pilota veronese e il navigatore imperiese il Sanremo sarà un gradito rientro nel Campionato Italiano dopo il Rally di Roma Capitale. L’obiettivo del pilota Hyundai è quello di lottare per le posizioni che contano in un rally che conosce bene avendolo disputato per ben 14 edizioni, salendo parecchie volte sul podio e vincendolo nel 2014. Le tortuose prove speciali dell’entroterra ligure, che per tanti anni sono state protagoniste del mondiale rally, serviranno anche come severo banco prova per verificare le ultime novità messe a punto da Hyundai Motorsport Customer Racing. La stessa Michelin ha deciso di portare a Sanremo una nuova gamma di pneumatici, che in base alle condizioni climatiche che ci saranno, potrebbero essere utilizzati sulle vetture seguite ufficialmente.

Coppa Città di Lucca: attesi Umberto Scandola e Guido D’Amore

Riprende questo fine settimana la stagione sportiva di Umberto Scandola e Guido D’Amore con la 55° edizione del Rally Città di Lucca – Coppa Ville Lucchesi. Hyundai Rally Team Italia ha deciso di correre questo rally, valevole per la Coppa Rally di Zona, in preparazione dell’imminente esordio stagionale nel Campionato Italiano Rally e del FIA European Rally Championship al Rally di Roma Capitale.

“In comune accordo con il team e con Hyundai Motorsport Customer Racing abbiamo deciso di
correre una gara nazionale in preparazione dei prossimi appuntamenti internazionali. Affrontare un
rally impegnativo come il Città di Lucca avrà il duplice ruolo di test e sarà un valido allenamento per
me e per tutta la squadra, a distanza di sei mesi dall’ultima volta che io e Guido abbiamo messo il
casco al Rally di MonteCarlo”, racconta Umberto Scandola (a sinistra nella foto con Guido D’Amore).

“È un rally che non ho mai disputato ma mi hanno parlato molto bene delle prove speciali e sarà interessante confrontarci con i forti piloti locali che hanno dominato su queste strade negli ultimi anni. Indubbiamente non avremo obiettivi particolari di risultato, bensì di provare alcune soluzioni di assetto e di pneumatici Michelin in previsione del Rally di Roma Capitale della prossima settimana. Non vogliamo lasciare nulla al caso e per questo abbiamo deciso assieme a mio fratello Riccardo di ritornare a respirare l’adrenalina di una corsa vera, sempre con il massimo impegno ma con un pelo di pressione in meno sulle spalle”.

Scandola rimette in moto le Hyundai: CIR, ERC e WRC 3

Umberto Scandola su tre fronti, tra CIR, ERC e WRC. “Non ci siamo mai fermati e ora siamo pronti per affrontare le prossime sfide nella maniera migliore”, racconta Riccardo Scandola, responsabile di Hyundai Rally Team Italia. Evoluzioni tecniche, sessioni di test, accordi con nuovi equipaggi, eventi sportivi e finalmente il ritorno alle competizioni. In questi mesi non si è corso, ma a Settimo di Pescantina sede della squadra, si è rimasti al passo con l’evolversi della situazione.

La ridefinizione dei calendari di gare ha permesso di identificare i primi obiettivi nei Campionati Italiani (CIR), Europeo (ERC) e Mondiale (WRC 3) con le Hyundai i20 R5. “Abbiamo recentemente riacceso i motori al Ciocco con il Riders Meet Rally, un’occasione unica dove abbiamo riunito nell’abitacolo delle Hyundai i20 WRC Plus e R5, i campioni dei rally con quelli delle due ruote”.

Il programma principale ruota sull’impegno di Umberto Scandola e Guido D’Amore in ben tre serie. Il Rally di Roma Capitale in programma dal 24 al 26 luglio, sarà la prima doppia sfida valevole per il Campionato Italiano Rally (CIR) e del FIA European Rally Championship (ERC), a seguire arriveranno anche gli impegni nel Campionato del Mondo Rally (WRC 3).

“È stato bello ritornare al volante dopo tre mesi trascorsi a curare principalmente la preparazione fisica” racconta Umberto Scandola. “I primi test sull’asfalto toscano mi hanno permesso di togliere la
ruggine, ma anche di provare tanti nuovi dettagli a livello di assetto e regolazioni, assieme a
un’elettronica del motore ancora più efficace, arrivati direttamente dalla fabbrica ad Alzenau (D). Sono
contento di aver trovato un buon compromesso con il mio stile di guida e penso che fin da Roma
riusciremo ad essere molto veloci, anche ripensando alle mie due precedenti vittorie. Poi nei prossimi
mesi abbiamo in serbo altre novità e la stessa Michelin ci darà una grossa mano con un lavoro di
sviluppo per essere sempre più competitivi”
.

Scandola e Freem: 15.000 mascherine al giorno

La Giesse Scampoli della famiglia Scandola assieme alla Freem ha iniziato la produzione di una mascherina protettiva certificata riutilizzabile. Circa 15.000 pezzi completamente “made in italy” prodotti giornalmente in provincia di Treviso. Le prime forniture donate a sostegno di chi opera in prima linea.

La Giesse Scampoli della famiglia Scandola è una azienda apprezzata e dedita alla vendita di tessuti di qualità. “Non ci stanchiamo di cercare tessuti di qualità e sempre innovativi, che ti diano la sicurezza di realizzare il progetto che hai in mente”. È il loro motto. Da oggi realizzeranno strumenti per difendersi dal Covid-19.

Umberto Scandola costretto al forfait in Svezia

Salta la partecipazione al secondo rally mondiale 2020 per l’equipaggio italiano composto da Umberto Scandola e Guido D’Amore. I medici hanno consigliato al pilota veronese di non affrontare la trasferta invernale. Hyundai Rally Team Italia in accordo con Hyundai Customer Racing ha deciso di sostituire la gara scandinava con il Rally di Portogallo in programma il 21-24 maggio.

A malincuore Hyundai Rally Team Italia annuncia che non sarà al via del 68° Rally Sweden dal 13 al 16 febbraio 2020: problema di salute che ha colpito il pilota Umberto Scandola. Alla vigilia della trasferta per il secondo appuntamento del Campionato del Mondo Rally, il pilota veronese si è dovuta arrendere, un ulteriore controllo medico ha confermato una seria influenza virale che proprio nelle ultime ore ha debilitato lo stato di forma di Umberto.

Umberto Scandola e Guido D’Amore nel WRC3: quattro gare

Se è vero che l’appetito vien correndo, allora è giusto sperare che Umberto Scandola e Guido D’Amore riescano a prolungare i propri impegni previsti nel WRC3 2020. Il forte pilota veneto ha ufficializzato oggi la propria presenza nella serie di supporto del Campionato del Mondo Rally, con il proprio team, ovviamente e supportato alle note dal comoagno di tante avventure in PS.

Umberto Scandola, nel contesto di un’ambientazione estremamente suggestiva per la presentazione della stagione, ha presentato la nuova auto, la Hyundai i20 R5 Evo, che lo porterà a confrontarsi con le proprie capacità in un palcoscenico, quello iridato appunto, sicuramente più in linea con le sue capacità e ambizioni.

Dopo aver svelato l’auto, Scandola ha presentato il programma iridato di quattro rally europei. Con D’Amore, il pilota veneto sarà al via del Rally di MonteCarlo, del Rally di Svezia, del Rally Italia Sardegna e del Rally del Galles. Poi, il resto si vedrà, perché appunto l’appetito vien mangiando.

Umberto Scandola sarà al via del Rally Nido dell’Aquila

Meno di due settimane alla prossima gara valida per il Campionato Italiano Rally Terra. Tra due week end infatti gli specialisti delle strade bianche si ritroveranno nella provincia di Perugia per il Rally Il Nido dell’Aquila, quarto e penultimo atto del tricolore.

Tra questi non mancherà Umberto Scandola. Il pilota di Verona è infatti impegnato in questi giorni a San Martino di Castrozza per seguire con Hyundai Rally Team Italia la i20 R5 portata in gara dal pavese Giacomo Scattolon. Con la vettura della casa coreana l’attuale n°3 della classifica assoluta del #CIRT a quota 26 punti proverà a rilanciarsi in vista del rush finale.

“Sì ci saremo al Nido dell’Aquila, ma stavolta con una macchina sola per noi di Hyundai Rally Team Italia. Ci saremo io e Guido D’Amore sulla i20 R5. Sarà un altro impegno interessante per quanto riguarda il Terra. Per ora non sappiamo se riusciremo a fare dei test in vista dell’appuntamento di Nocera Umbra, ma a breve decideremo.”

Cena dei campioni a Verona prima del Rally Due Valli

La tradizione è di fresco conio, ma sicuramente apprezzatissima: alla vigilia del Rally Due Valli i protagonisti della caccia allo scudetto si ritroveranno anche quest’anno insieme a cena in centro a Verona su iniziativa/invito degli appassionati rallysti veronesi capitanati da Paolo Strabello e Riccardo Scandola.

Il modo migliore per prepararsi all’insegna dell’amicizia e della sportività a quello che si annuncia ancora una volta come un rally determinante per stabilire il campione d’Italia, anche se da quest’anno non sarà più l’appuntamento conclusivo del CIR, che si chiuderà con il successivo Tuscan Rewind di novembre sullo sterrato. Ovviamente al poker degli aspiranti campioni Basso, Campedelli, Crugnola e Rossetti (in rigoroso ordine alfabetico) si uniranno anche Umberto Scandola e altri primattori del Tricolore.

Al Rally di Alba 8 WRC e 182 iscritti al via nella gara dei record

Saranno 182 iscritti al via. Basta il numero a rendere straordinario il 13° Rally di Alba, prossimo atto del Campionato Italiano WRC firmato ACI Sport. Un evento sportivo che diventa indimenticabile se si aggiunge la presenza dei nove volte campioni del Mondo Rally Sébastien Loeb e Daniel Elena, a correre con la Hyundai i20 Coupe WRC Plus. La gara organizzata dalla Cinzano Rally Team è pronta per il penultimo round stagionale del tricolore, valido anche per la Coppa Rally di Zona [Zona 1] che si correrà questo fine settimana in Piemonte sulle strade delle Langhe.

Al Rally di Alba quante WRC ci sono? Sono otto le World Rally Car, compresa la Plus coreana ufficiale di Hyundai Motorsport sotto la guida del Team Director Andrea Adamo. Guardando al Campionato e ai suoi protagonisti il più atteso è sicuramente Simone Miele. Il trentunenne di Olgiate Olona insieme a Roberto Mometti è chiamato a dare il massimo per difendere la leadership.

L’equipaggio sulla Citroen DS3 WRC di Dream One Racing, che ha già vinto il Rally di Alba nel 2016, dovrà vedersela con i veneti Marco Signor e Patrick Bernardi su Ford Fiesta WRC di Step Five, secondi assoluti a 1,5 punti di distanza. Molto quotato anche l’equipaggio con il maggior numero di vittorie all’attivo in questo CIWRC 2019. Luca Pedersoli e Anna Tomasi su Citroen DS3 WRC arrivano in Piemonte con due vittorie su quattro rally disputati, l’ultima al Rally della Marca.

Alba quest’anno si tingerà soprattutto di viola vista la presenza delle molte Hyundai attese ai nastri di partenza. Nonostante sia virtualmente fuori dai giochi per la corsa al titolo, non mancherà Corrado Fontana con Nicola Arena su i20 WRC. Quindi l’altro pilota lariano Kevin Gilardoni in coppia con Corrado Bonato da outsider sulla seconda i20 WRC di HMI. Reduce dal Rally di Roma Capitale, vuole concludere in bellezza un mese sempre al volante della sua i20 R5 il veronese Umberto Scandola.

Il pilota del CIR Terra, sempre con Guido D’Amore, potrà continuare a sviluppare il feeling con la vettura anche su asfalto, sempre supportato da Hyundai Rally Team Italia. Stessa R5 anche per il francese ex ufficiale Subaru Stephane Sarrazin con Jaques-Julien Renucci, ma soprattutto per il giovane norvegese proveniente dal World Rally Championship Ole Christian Veiby, navigato dallo svedese Jonas Andersson, anche lui per fare chilometri su asfalto in questa occasione su una i20.

Pronte anche le due Ford Fiesta WRC di Alessandro Gino, con Marco Ravera vincitore delle ultime due edizioni nella capitale del tartufo e Lorenzo Della Casa con Domenico Pozzi, entrambi da outsider del Campionato. Davvero numerosa la pattuglia di R5. Saranno ben 28 le vetture della categoria cadetta capitanate dal leader di Coppa Corrado Pinzano, in questa occasione affiancato da Roberta Passone.

Il biellese si sta mettendo in mostra alla sua prima stagione nel CIWRC e vorrà proseguire il trend positivo sulla Skoda Fabia R5 della PA Racing. Cerca conferme Andrea Carella insieme ad Enrico Bracchi sulla Fabia del team Munaretto. Vogliono tornare a ritagliarsi un posto tra le migliori R5 del Campionato il padovano Giampaolo Bizzotto, alla destra Sandra Tommasini, come il milanese Jordan Brocchi con Fabio Berisonzi alla guida di una vettura ceca.

Pronto per una sessione in gara su asfalto con la R5 coreana anche il talento transalpino Anthony Fotia, alle note Didier Sirugue. Proseguendo con la lunga schiera di Fabia, sarà al via anche un’altra promessa del rallismo francese come Jean Baptiste Franceschi, ma da tenere d’occhio anche le boeme dell’esperto Elwis Chentre, di Luca Cantamessa e di Gianluca Tosi. In corsa anche la VW Polo dell’esperto driver svizzero Oliver Burri.

Nella classe S2000 si rinnova la sfida tra le Peugeot 207 del trevigiano capoclassifica di Coppa Rudy Andriolo insieme a Manuel Menegoni e del ceccanese Stefano Liburdi, attualmente terzo con Andrea Colapietro. Proverà a conquistare il successo nella Coppa ACI Sport Super 1600 con una gara d’anticipo il driver di Medesano Roberto Vescovi, con Giancarla Guzzi su Renault Clio. Si rinnova la sfida anche per tra le R2 con il frusinate Liberato Sulpizio con Alessio Angeli a bordo di Fiesta alla caccia del terzo successo stagionale.

Ad impedirglielo due equipaggi su Peugeot 208 R2B con il bresciano Gianluca Saresera insieme a Manuel Fenoli e il giovane trentino Fabio Farina con Luca Guglielmetti. Il Rally di Alba avrà la sua quota rosa grazie alla presenza delle migliori interpreti provenienti dal CIR. Ci sarà Rachele Somaschini con la sua Citroen DS3 R3T, oltre a Patrizia Perosino nell’inedita coppia con il giovane di Santo Stefano Belbo Nicolò Gonella su Peugeot 208.

Sarà il quinto appuntamento anche per il Girone CIWRC della Suzuki Rally Cup. Si confermano sempre numerose le Swift R1 con 13 equipaggi al via, tra i quali spiccano i nomi del vincitore al Marca il padovano Nicola Schileo, alle note Alessandro Cervi, che proverà a sfidare il leader del monomarca il trentino Roberto Pellé, sempre affiancato da Giulia Luraschi.

Si inizierà a fare sul serio già dalla giornata di sabato 27 luglio con lo shakedown a Cherasco, seguito dalla cerimonia di partenza in piazza Michele Ferrero nel centro di Alba. Dopo la pedana si parte con la Super Prova Speciale #RA Show che chiuderà la prima parentesi. Domenica 28 sarà un’intensa giornata di gara con quasi 370 km di percorso complessivo suddiviso su altri 7 tratti cronometrati fino al rientro in piazza Ferrero, intorno alle ore 18, per la Premiazione finale.

Nuova sfida della Michelin Rally Cup al rally albese
Nuova sfida della Michelin Rally Cup al rally albese

Anche la Michelin Rally Cup al rally albese

con una simile abbondanza di nomi e protagonisti la Michelin Rally Cup non poteva mancare all’appuntamento con Rally Alba 2019, presentandosi in gran forma con 22 concorrenti al via (cui si aggiungono i 17 della Michelin Rally Zone Cup) con mille nodi di classifica da risolvere e certezze da confermare per la graduatoria dei vari raggruppamenti. Assenti i primi quattro della classifica assoluta (assente giustificato il leader della graduatoria di Classe R5 e quarto assoluto Paolo Menegatti, in procinto di diventare papà), si presenterà l’occasione per i mattatori della Classe R5, Giampaolo Bizzotto e Andrea Carella di scalare i vertici della classifica, ma anche per i protagonisti della Classe R2 Liberato Sulpizio e Gianluca Saresera e della Classe S2000, pronti ad insidiare il podio della classifica assoluta con una buona gara nelle Langhe.

Non mancherà, ovviamente la sfida fra gli Under 25 che rivedrà per l’ennesima volta a confronto Fabio Farina, che guida la graduatoria e Lorenzo Grani, con il modenese in attesa di conoscere l’esito del Rally Marca che, se accolto favorevolmente lo proietterebbe a poca distanza dall’avversario trentino. Ad attraversare per primo sabato sera la pedana di Piazza Michele Ferrero ad Alba sarà Andrea Carella, con Enrico Bracchi al suo fianco sulla Škoda Fabia R5 che vuole cancellare le delusioni di Mille Miglia e Marca, per andare a prendere il comando sia della classifica assoluta sia della Classe R5 della Michelin Rally Cup.

Il piacentino, oltre che con la sorte, dovrà vedersela con il padovano Giampaolo Bizzotto, affiancato da Sandra Tommasini su Škoda Fabia, che condivide con Carella gli stessi punti e posizione in classifica ed è alla ricerca del primo centro pieno stagionale. A scompigliare i giochi in Classe R5 potrebbe pensarci il biellese Massimo Lombardi, cui detta le note sulla Ford Fiesta Erika Bologna, protagonista delle gare di zona e ansioso di confrontarsi ai massimi livelli con i protagonisti del CIR-WRC. Continua l’avvincente lotta in Classe S2000 con tre concorrenti al via con le Peugeot 207 S2000 e due Mitsubishi Lancer N4.

Da un lato Rudy Andriolo e Manuel Menegon cercheranno di chiudere ad Alba i giochi di categoria della Michelin Rally Cup, dovendo soprattutto fare i conti con Stefano Liburdi e Andrea Colapietro, alla ricerca di un successo per continuare a sperare di vincere la classe. Ma non sarà facile in quanto dovranno vedersela con gli esperti locali Armando Defilippi e Claudia Dondarini e con la Mitsubishi di Lorenzo Bonifacino, qui affiancato da Federica Scaglione, che ha dimostrato tutta la sua classe conquistando la vittoria assoluta al Rally Sanremo Leggenda della primavera scorsa e la vettura gemella di Daniel Minerdo e Stefano Sandrigo.

Una vittoria in Classe R3 rappresenterebbe per il reggiano Giovanni Giovani, affiancato da Stefano Zanini, un passo importante verso il successo di categoria, ma dovrà vedersela per l’ennesima volta con il suo diretto inseguitore Oscar Sorci, cui detterà il ritmo Matteo Mosele, mentre il recente vincitore del Marca Federico Bottoni, navigato da Daiana Ramacciotti, ormai virtualmente fuori dai giochi, vorrà lasciare il segno con una vittoria anche nelle Langhe. Prima gara stagionale nella Michelin Rally Cup per il valtellinese Luca Fiorenti, affiancato da Simone Magi, mentre sarà tutta da seguire la prova dei quasi locali Alessandro Cadei e Claudio Bertotto, unici al via con la Citroën DS3 fra quattro Renault Clio RS.

Chiude la lista degli iscritti alla Michelin Rally Cup al Rally Alba 2019 la categoria R2 con nove concorrenti al via. Il primo ad aprire le ostilità sarà il genovese Davide Craviotto, affiancato come sempre da Fabrizio Piccini, pilota profondo conoscitore delle strade albesi, ma alla prima gara nella Michelin Rally Cup. Craviotto dovrà arginare gli assalti dei protagonisti in categoria della Serie indetta dalla Casa di Clermont Ferrand, a cominciare dal frusinate Liberato Sulpizio, in vettura con Alessio Angeli, che nelle due apparizioni viste finora ha fatto volare l’unica Ford Fiesta presente, inseguito dal lombardo Gianluca Saresera, navigato da Manuel Fenoli, protagonista di una striscia estremamente costante di risultati.

Con il numero 84 scatterà il giovane modenese Lorenzo Grani, al suo fianco ci sarà Chiara Lombardi, che cerca il riscatto dopo le delusioni del Mille Miglia e del Marca (per quest’ultima gara l’appello non è ancora stato discusso) che lotta sia in classe sia fra gli Under 25 con Fabio Farina, con Luca Guglielmetti sul sedile di destra. Saranno della partita e un buon risultato li potrebbe rimettere in lizza per il successo finale il lombardo Tommaso Paleari, navigato da Paolo Garavaglia, e Giovanni De Menego, con Christian Camazzola, mentre Graziano Nember, con Morgan Polonioli a dettare il ritmo, è alla ricerca di un risultato di prestigio che dia lustro alla sua stagione sull’unica Citroën C2. Ma attenzione, fra i litiganti potrebbe inserirsi il giovane locale Stefano Santero, buon conoscitore delle prove di casa, che disputerà la gara insieme a Nicolò Barla.

Si rinnova la sfida della Suzuki Rally Cup al Rally di Alba

È una Suzuki Rally Cup che si presenta al Rally di Alba con un gran numero di iscritti. Non stupiscono più gli attestati di preferenza nei confronti del monomarca di Suzuki Italia, ideato per i modelli sportivi di SWIFT. Anche il quinto round del girone, che si corre in abbinamento al Campionato Italiano WRC, evidenzia il trend positivo di partecipazioni e vede ben tredici equipaggi al via della gara albese.

Sulle strade delle Langhe si vivrà la sfida a tre per la classifica generale, che ha visto Simone Goldoni leader per tre gare, superato poi da Roberto Pellè, passato a sua volta al comando dopo la recente disputa della quarta prova al rally della Marca. Il trentino e l’aostano si segnalano per una vittoria a testa, al Rally 1000 Miglia per Goldoni, al Salento per Pellè, e soprattutto per risultati a podio nelle restanti prove. Per Goldoni, però, pesa il passo falso nel quale è inciampato al “Marca” con un improvviso ritiro che ha rovinato il suo ruolo di marcia.

Ad Alba, Andrea Scalzotto si presenta con forti ambizioni, risultato delle prime affermazioni ottenute nella serie (vittoria al Rally dell’Elba) e il suo obiettivo sarà quello di rincorrere un terzo posto figlio anche di prestazioni incolori in alcune tappe. Pilota consistente e veloce è il trentino Marco Longo, quarto del ranking ed ancora alla ricerca dell’affermazione che potrebbe rilanciarlo nella corsa alle primissime piazze. Vincitore meritato dell’ultimo round disputato al “Marca” è il padovano Nicola Schileo, che adesso ha in mano le carte giuste per affrancare le ambizioni a podio.

Il Rally di Alba 2019 è gara di due giorni, otto prove speciali, delle quali due sono le spettacolo su tracciato “indoor” di PS 1 “#RA Show” del sabato e PS 6 “Alba” della domenica pomeriggio. I chilometri cronometrati sono in totale 105,23, tutti su asfalto a punteggiare i 370 chilometri di percorso complessivo. Start sabato ore 19, da Piazza Medford, Cerimonia di Partenza sei minuti dopo, alle 19.06, dalla centrale Piazza Michele Ferrero; quattro i “Parco Assistenza” in Piazza Medford; tre i “Riordino” in Piazza Cagnasso, uno in Piazza Umberto I a Santo Stefano Belbo con la presentazione degli equipaggi.

Attesa per i Trofei Renault Clio R3 TOP e Corri con Clio

I trofei della Losanga riaccenderanno i motori questo fine settimana in occasione del 13° Rally di Alba, dove a lottare contro il cronometro saranno i concorrenti del Clio R3 TOP e del Corri con Clio N3 OPEN. Per il primo raggruppamento l’evento piemontese rappresenta il penultimo dei cinque appuntamenti previsti dal calendario 2019, con Federico Bottoni (Scuderia Palladio) nel ruolo di leader grazie ai suoi 61.75 punti, ottenuti anche grazie alla “chimica” vista sui campi di gara con la sua navigatrice Daiana Ramacciotti.

Il duo di testa dovrà confrontarsi con un equipaggio altrettanto agguerrito, quello composto da Federico Gasperetti e Federico Ferrari (Pistoia Corse), anche loro al volante di un Clio R3C. Sorvegliati speciali gli alfieri della Movisport Giuliano Giovani e Stefano Zanni, pronti a lottare nella parte alta della classifica dopo aver dimostrato di avere un buon passo. Presenti anche Oscar Sorci e Matteo Mosele (HP Sport), che su un’altra Clio dovranno fare i conti con Giuseppe Carlo Camere e Stefano Demartini (VM Motor Team). A completare la line-up del monomarca sono i portacolori della Leonessa Corse Luca Fiorenti e Simone Magi.

Da evidenziare lo schieramento di ben cinque N3 che animeranno il Trofeo Corri con Clio N3 OPEN, tra le quali figura quella del duo favorito per il titolo di Zona 1 composto da Sergio Patetta e Alessandro Alocco (Meteco Corse).

Rally Roma Capitale: parlano i protagonisti della gara

Rally Roma Capitale: parlano i protagonisti della gara. Prima di ripartire per la seconda fase del Rally Roma Capitale, ecco brevemente le voci degli equipaggi italiani principali che si sono messi in evidenza dopo aver disputato tre prove speciali. Un giro di interviste dal Rally di Roma 2019.

Andrea Crugnola (Skoda Fabia R5): “Sarà ancora molto lunga, siamo avvantaggiati perché questo è il terzo anno che corriamo a Roma. Comunque siamo soddisfatti”.

Pietro Ometto: “Set Up ancora da adattarsi. La prova di Pico è la piu tosta con tanti cambi di grip. Anche la prima fase della Santopadre-Arpino”.

Giandomenico Basso (Skoda Fabia R5): “Abbiamo iniziato bene con la prima prova dove siamo andati forte. Siamo stati veloci. Nella seconda e nella terza abbiamo perso qualcosa come ritmo. Differenza di grip tra la prima e le altre due prove. Non abbiamo problema”.

Lorenzo Granai: “Mentre il team rimettono a posto la macchina noi ci riprendiamo e siamo pronti per il secondo per Distacchi serrati questo lo dice lunga sul ritmo alto che stiamo tenendo.”

Luca Rossetti (Citroen C3 R5): “Prova difficile le condizione del fondo era sporco e disconnesso prove mai fatte e quindi l’abbiamo fatta con una certa cautela, importante acquisire confidenza con il tracciato. Oggi pomeriggio andrà meglio sicuramente. Siamo tra i primi senza aver mai corso qui prima qui di devo stare attento anche per il campionato non è solo una gara one shot. Lo diremo a fine gara se abbiamo fatto bene”.

Eleonora Mori: “Tanti equipaggi femminili è bello perché cresce il mondo femminile. Siamo le uniche due donne del Campionato ci aiutiamo con Tania. La partenza più bella che ho fatto da quando corro. E’ da togliere il fiato. Un complimento all’organizzazione”.

Simone Campedelli (Ford Fiesta R5): “Sinceramente debuttare con la macchina sapevamo che sarebbe stato un rischio. Abbiamo fatto un test lunedì ma su fondo bagnato che non ci ha aiutato. La macchina ha un enorme potenziale, ma credo che non la stiamo dimostrando La foratura è stato un mio errore questa mattina, ma comunque ci stiamo impegnando al massimo”.

Tania Canton: “Non siamo molto soddisfatti ma cerchiamo di risolvere e ci stiamo provando e capire la macchina.Diciamo che va bene ma dobbiamo ancora entrare”.

Umberto Scandola (Hyundai I20 R5): “Non ho ancora trovato il giusto feeling ma sono contento ed è questione solo di fare chilometri. Problema elettrico nella precedente gara che abbiamo risolto”.

Guido D’Amore: “Dobbiamo studiare la gara prove difficili. Si molto caldo in macchina segnavi”.

Andrea Nucita (124 Abarth): “Primo giro di prove subito interessante per noi. Tempi e feeling che ci soddisfano. Cerchiamo di continuare anche oggi pomeriggio così. Stiamo lavorando bene con il team Bernini”.

Kevin Gilardoni al Rally di Alba con la WRC New Generation

Kevin Gilardoni sarà al via del Rally di Alba (che ha preferito al più titolato Rally Roma Capitale) con la WRC New Generation. La pausa estiva ha portato un ottimo consiglio al pilota Gilardoni, che ha preso una bella decisione: saltare il Rally di Roma Capitale per dedicarsi al tanto atteso e certamente unico Rally di Alba, che quest’anno vedrà al via anche le WRC Plus ed il nove volte campione del mondo Sebastien Loeb, Umberto Scandola, Ole Christian Veiby e tutta la ‘famiglia’ Hyundai.

Nella corsa piemontese, Gilardoni si presenterà ai nastri di partenza con una Hyundai i20 WRC NG dell’HMI, l’evoluzione dell’auto con la quale Gilardoni ha vinto la scorsa edizione del Rally del Ticino; insieme a lui ci sarà come sempre il navigatore ligure Corrado Bonato.

“L’assegnazione dei punteggi relativa alla gara di Roma in concomitanza con l’Europeo, già ad inizio anno non mi convinceva e mi ha portato ad optare il Rally di Alba che ho già avuto il piacere di affrontare nel 2015: l’alto livello organizzativo ed il fascino di quelle strade, oltre alle tanto attese partecipazioni di big internazionali, mi hanno stimolato nell’essere al via con una vettura al top che utilizzerò ancora altre volte nel corso della stagione” spiega Gilardoni.

Largo dunque alla Wrc New Generation della casa coreana per Gilardoni e Bonato che nel fine settimana tra sabato 27 e domenica 28 affronteranno otto prove speciali ed un totale di 105 chilometri cronometrati contro avversari di livello; va ricordato infatti che oltre ai concorrenti del mondiale (Loeb e Veiby su tutti) ci saranno anche i protagonisti del CIWRC visto che la sfida è valevole per il tricolore asfaltato.

L’Alba del Hyundai Family Rally Day sarà piemontese

Chi vuol assistere al Rally di Alba e gustarsi il piacere della città cuneese in festa deve affrettarsi, perché dal 27 al 28 luglio Alba diventa il cuore del Hyundai Family Rally Day. Sebastien Loeb, Daniel Elena, Umberto Scandola, Guido d’Amore e adesso anche Ole Christan Veiby con Jonas Andersson, da inizio anno suo copilota e precedentemente navigatore di Pontus Tidemand, e questo renderà il comprensorio Albese ancor più capitale dei rally di quanto già non lo sia.

Quando è stata annunciata la partecipazione del Cannibale – al secolo Sebastien Loeb – al Rally di Alba, che già prima del via a livello mediatico si conferma essere la gara del CIWRC più interessante della stagione 2019, si sono scatenate sane fantasie (incontrare Loeb, perché no?) e in tanti sono passati immediatamente ai fatti prenotando il week-end di fine luglio ad Alba. L’interesse è cresciuto quando è stata annunciata la partecipazione di Umberto Scandola con il neonato Hyunday Rally Team Italia (Hyundai Family Rally Day). E così, ad oggi sono davvero pochi i posti rimasti disponibili nella bella cittadina piemontese.

Il rischio è che nelle prossime ora finiscano anche i posti letto disponibili nelle vicinanze della capitale del tartufo, perché al codice di avviamento postale 12051 oggi è arrivata nientepopodimenoche l’iscrizione di Ole Christian Veiby, protagonista nel WRC 2 e sfortunato per essere stato una delle vittime degli incendi delle Volkswagen Polo GTI R5. Classe 1996, Ole è una promessa dei rally, figlio del boss di EEN VEEGY, che ha iniziato nel mondo del karting all’età di 14 anni, diventando campione norvegese crosskart della classe 125 alla stagione d’esordio.

Rally Italia Sardegna: parla francese l’Italiano Terra

Oltre a i big del Mondiale Rally presenza da sottolineare per gli equipaggi italiani, ben 50, tra i quali i migliori protagonisti delle serie nazionali per il CIR Terra. Quasi 1400 chilometri complessivi di rally, divisi su diciannove prove speciali con il primo crono spettacolo d’apertura partito alle ore 17 di giovedì 13 nell’Ittiri Arena Show.

”E’ un evento di risonanza globale, che prevede già oltre 300 accreditati, tra giornalisti, fotografi e addetti ai lavori. Il Campionato del mondo di rally registra un’audience nel corso dell’anno di 851milioni di telespettatori per 14mila e 459 ore, oltre ai 39 milioni di utenti della web tv dedicata e i 243milioni di utenti sui social media”, sottolinenano in AciSport.

Si spera battaglia nel Campionato Italiano Rally Terra che porterà in gara appena 19 equipaggi. Si candidano per un rally al vertice il leader francese Stephane Consani, con Thibault De La Haye (Fabia R5), il padovano Nicolò Marchioro con Marco Marchetti (Fabia R5), oltre al veronese Umberto Scandola, insieme a Guido D’Amore (Hyundai i20 R5), quindi il modenese Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci (Fiesta R5).

Sul palcoscenico mondiale anche i 7 equipaggi del CIR Junior. I giovani under26 portacolori di ACI Team Italia, tutti al volante di Ford Fiesta R2 curate dal team Motorsport Italia e gommate Pirelli. Il leader siciliano Marco Pollara, il piacentino Andrea Mazzocchi ed il toscano Mattia Vita, tutti si confronteranno con i migliori talenti dello Junior WRC tra i quali ci sarà anche il bergamasco Enrico Oldrati anche lui su Ford Fiesta.

Stephane Consani parte benissimo al RIS 2019

Il primo giorno si rivela esaltante solo sulla PS1 il confronto tra i piloti del Cir e del Cirt. La PS2 Tula (22,25 km) rimane ferma al passaggio di Fabio Andolfi e Simone Scattolin. Il portacolori di Aci Team Italia, a seguito di una toccata a metà del tratto cronometrato, dopo 14,2 chilometri, rimane fermo con la sua Skoda Fabia R5 al centro della sede stradale impedendo il passaggio delle vetture successive. La prima prova di giornata è andata quindi in trasferimento per gli equipaggi partecipanti al Campionato Italiano Rally e Campionato Italiano Rally Terra.

Per fortuna, dalla PS3 si scatenano le lotte. Grande prova anche per gli equipaggi del Terra, tra i quali riparte subito dal vertice il francese Stephane Consani con Thibault De La Haye su Skoda Fabia R5 in 2’08.9. Secondo tempo tra i terraioli per il veronese Umberto Scandola, subito motivato sulla Hyundai i20 NG R5 affiancato da Guido D’Amore a +1.9’’, più cauto il vicentino Giacomo Costenaro e Justin Bardini (Fabia R5) terzi a +6.3’’ dal leader transalpino del Terra.

Categoria R2 che per i terraioli vede un primo scratch del parmense Fabio Battilani, insieme a Jasmine Manfredi anche loro su 208. Per la speciale classifica del Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici invece è James Bardini con Barbara Bogoni (Mitsubishi Evo VII) ad aggiudicarsi il primo confronto tra le Gr. N firmate Yokohama. Gruppo N che vede gli elvetici Luca Maspoli e Marco Menchini su Lancer Evo IX.

L’indomani, il 14 giugno 2019, si riparte con la vera e propria prima tappa. 8 le prove speciali in programma; quelle di Tula, una della più lunghe del rally con i suoi 22 chilometri, per poi proseguire con quelle di Castelsardo, Tergu Osilo e Monte Baranta, da ripetersi due volte, per un totale cronometrato di 124 chilometri immersi in un percorso complessivo di 521 km. Partenza all’alba con le vetture che usciranno dal parco chiuso alle sei del mattino, e conclusione di tappa nel tardo pomeriggio.

Stephane Consani rincorre il Tricolore Terra

Il 15 giugno si chiudono i giochi per la classifica del CIR Terra nella gara del Mondiale Rally. L’equipaggio francese consolida la leadership a tre prove dal termine. Marchioro-Marchetti (Fabia R5) secondi, ma si fanno avanti Scandola-D’Amore (Hyundai i20 R5). C’è insoddisfazione tra i piloti delle serie nazionali, che praticamente hanno pagato per correre all’ombra dei big del Mondiale Rally, finendo per diventare sostanzialmente invisibili e per dover ammortizzare ritardi e problemi delle serie principali.

Due loop di prove decisivi per i terraioli vedono ancora Stephane Consani e Thibault De La Haye come i migliori in gara, vincitori di tutte le prove della giornata fino alla PS6. Il francese sulla Skoda Fabia R5 vola in testa incrementando ora, a 3 prove dal termine, un vantaggio di ben 1’04.3 sul primo dei rivali Nicolò Marchioro. Ecco le loro dichiarazioni prima di lanciarsi verso la seconda parte di gara:

Stephane Consani dice: “Devo ammettere che abbiamo fatto un lavoro molto buono sulla vettura questa mattina e, anche se c’è ancora da fare molta esperienza, siamo davvero soddisfatti per il momento. Ora però c’è da pensare al Campionato Italiano Rally Terra per il quale dobbiamo provare a portare a casa più punti possibile”. Il padovano, con Marco Marchetti su Skoda Fabia R5, sta invece ragionando in chiave CIRT in questa seconda fase di gara. Nicolò Marchioro “abbiamo provato a tenere il passo di Consani senza riuscirci. Siamo usciti sia sulla Tergu-Osilo che sulla Monte Baranta al primo passaggio, fortunatamente senza conseguenze. Quindi stiamo ragionando in ottica di campionato e mantenere la posizione.”

Rally ancora sfortunato per Giacomo Costenaro e Justin Bardini, che escono di strada con importanti danni alla Skoda Fabia R5, senza conseguenze per l’equipaggio, durante la PS6 e così perdono ogni speranza per l’assoluta del CIRT, lasciando scoperta la terza posizione. Ne approfitta quindi Umberto Scandola con Guido D’Amore (Hyundai i20 NG R5) che mette nel mirino Marchioro, ora distante appena 6 decimi di secondo dopo il successo sulla PS6 “Tula 2” (22,25 km). Out anche il pilota di casa Francesco Tali con Fabio Salis, anche lui per un’uscita di strada sulla PS6 “Tula 2” sulla Ford Fiesta R5.

Piega una ruota in un salto e si ferma sulla “Tula 2” anche Andrea Dalmazzini, insieme a Giacomo Ciucci su Ford Fiesta R5. Rally davvero sfortunato per Luca Hoelbling ora con Federico Fiorini su i20 R5 che, dopo l’avvicendamento di navigatore allo start, si ferma in prova nel primo tratto cronometrato del secondo giro.

L’equipaggio francese completa una gara perfetta

Al Rally Italia Sardegna Stephane Consani e Thibault De La Haye su Skoda Fabia R5 si aggiudicano il secondo round del Campionato Italiano Rally Terra. L’equipaggio francese completa una gara perfetta e firma la seconda meraviglia consecutiva dopo la vittoria al Rally Adriatico. Ora i leader del Terra, supportati dalla scuderia Project Team e armati della vettura ceca curata da Erreffe Team Bardhal e gommata Pirelli, si candidano definitivamente come la coppia da battere tra i polverosi, con 37,5 punti saldamente al comando della classifica tricolore.

Hanno spinto sin dai primi chilometri della tappa italiana del Mondiale Rally e si sono piazzati al comando mettendosi alle spalle anche i big del Cir. Vince quattro delle cinque prove iniziali, mette un minuto tra sé e i suoi inseguitori, poi Consani amministra e si gode i passaggi sulle magnifiche prove iridate fino al gradino più alto sul porto di Alghero. Dietro di lui è stata battaglia all’ultimo polverone. Una battaglia di traversi che ha coinvolto tutti i 19 partenti per il CIRT. Per primo ha provato a replicare gli scratch Nicolò Marchioro con Marco Marchetti sulla Fabia R5 di RB Motrosport gommata Yokohama.

Il giovane padovano a metà corsa, visto il passo del francese, ha iniziato a guardarsi più dietro che avanti. Quando sul finale sembrava aver respinto l’attacco di Umberto Scandola e Guido D’Amore (Hyundai i20 R5) una foratura all’ultima speciale gli ha fatto perdere anche la piazza d’onore mantenuta per tutto il rally. Quindi ride ultimo l’equipaggio sulla R5 coreana. Il veronese Scandola ha iniziato il RIS non al meglio per una foratura e una girata nel primo loop di speciali. Poi ha iniziato a trovare il feeling con la i20, gommata Michelin, del team ufficiale Hyundai Rally Team Italia, fino a piazzare lo scratch decisivo all’ultima “Monte Baranta” per il secondo posto finale.

Sorprendente invece il quarto assoluto per Massimo Squarcialupi e il fratello Giovanni su Ford Fiesta R5. Allo start era già una gran soddisfazione confrontarsi con i pro del Mondiale. Poi ha iniziato a metterci tutto sé stesso, spingendo ad ogni prova fino a centrare con caparbietà un traguardo che sa di successo. Gioia simile anche per il veronese Luca Hoelbling, che porta a casa un quinto posto in una gara tutta in salita. Il suo navigatore Mauro Grassi è fuori gioco per un infortunio già durante lo shakedown. Così parte nell’inedita coppia con Federico Fiorini riuscendo a centrare un risultato memorabile.

Sesto e primo tra le gruppo N l’equipaggio elvetico formato da Luca Maspoli e Marco Menchini su Mitsubishi Evo IX, mentre arriva il secondo successo di fila nel Trofeo Gruppo N 4 Ruote Motrici per Mattia Codato e Christian Dinale sulla Lancer Evo X gommata Yokohama. Quindi l’altra Evo X di Giuseppe Messori e Guido Pulici ottavi del Terra e terzi in gruppo N. Emozione straordinaria, quella di concludere con successo la gara Mondiale, anche per il giovane toscano Simone “Barone Jr.” Baroncelli, con Simona Righetti, il migliore tra le Peugeot 208 R2 in corsa per il CIR Terra.

Doppia, invece, la soddisfazione per i terraioli sardi, anche loro alla guida di 208 R2. Il pilota di Nuoro Andrea Gallu con Giuseppe Pirisinu completa la top ten davanti al giovane di Arzachena Michele Liceri, undicesimo con Salvatore Mendola, entrambi a ricevere l’abbraccio del loro pubblico all’arrivo. Il Rally Italia Sardegna ha avuto come protagonisti anche altri equipaggi nell’appuntamento del CIRT lanciati per le posizioni che contano della classifica. Su tutti Giacomo Costenaro e Justin Bardini, su Fabia R5, per gran parte della gara saldamente al terzo posto, ma ancora out sul più bello per un’uscita di strada sulla PS6. Occasione che sfugge ancora, quella di guadagnare il podio assoluto, per il modenese Andrea Dalmazzini, con Giacomo Ciucci su Fiesta R5, che piega una ruota sul salto della stessa “Tula 2”.

CLASSIFICA FINALE: 1. Consani-De La Haye (Skoda Fabia R5) In 1:41’18.6; 2. Scandola-D’amore (Hyundai i20 R5) a 47.8; 3. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) a 4’30.5; 4. Squarcialupi-Squarcialupi (Ford Fiesta R5) a 8’08.1; 5. Hoelbling-Fiorini (Hyundai i20 R5) a 9’06.0; 6. Maspoli-Menchini (Mitsubishi Evo IX) a 11’35.4; 7. Codato-Dinale (Mitsubishi Evo X) a 13’59.2; 8. Messori-Pulici (Mitsubishi Evo X) a 14’32.1; 9. ‘Barone Jr.”-Righetti (Peugeot 208 R2) a 17’20.4; 10. Gallu-Pirisinu (Peugeot 208 R2) a 26’19.6; 11. Liceri-Mendola (Peugeot 208 R2) a 34’30.8;

CLASSIFICA CONDUTTORI CIRT DOPO RIS2019 (coeff.1,5): 1. Consani-De La Haye (Skoda Fabia R5) 37,5pt; 2. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) 27 pt; 3. Scandola-D’amore (Hyundai i20 R5) 26pt; 4. Hoelbling-Fiorini (Hyundai i20 R5) 13pt; 5. Squarcialupi-Squarcialupi (Ford Fiesta R5) 12pt; 6. Andreucci-Briani (Peugeot 208 T16 R5) 10pt;

Hyundai Rally Team Italia e Scandola ad Alba insieme a Loeb

La notizia è di quelle che ti fanno brillare gli occhi, e non per il fumo dell’arrosto andato a male, ma perché emoziona. Emoziona vedere come una parte dell’Italian Rally progredisca, cresca e acquisisca peso sportivo sulla scena nazionale e internazionale. Il neonato Hyundai Rally Team Italia, guidato da Riccardo Scandola, sarà presente con Umberto Scandola al Rally di Alba, contestualmente alla confermata presenza del ”team genitore”, Hyundai Motorsport, che effettuerà una gara test con Sebastien Loeb e Daniel Elena.

La notizia segue la presentazione del team, che ha unito la SA Motorsport al reparto sportivo della Casa di Alzenau con un battesimo effettuato direttamente dall’ingegner Andrea Adamo, e anticipa il debutto della squadra (che dispone di due Hyundai i20 R5) al Rally Italia Sardegna valido per il Cirt 2019. Quindi un motivo in più per essere tutti presenti e gremire le prove speciali del Rally di Alba.

Andrea Adamo, a capo della struttura sportiva di Hyundai nel WRC, ha dichiarato: “Siamo felici di iniziare questa nuova avventura con Hyundai Rally Team Italia. La squadra ha tutte le carte in regola per essere competitiva nel più importante campionato nazionale su sterrato. La divisione Customer Racing di Hyundai Motorsport si è rapidamente affermata come uno dei principali attori del motorsport in tutto il mondo. Abbiamo raggiunto grandi traguardi in breve tempo. Le vetture Hyundai hanno vinto diversi titoli internazionali, inclusi i Mondiali piloti e costruttori nel campionato WTCR 2018: questi sono i risultati dell’enorme impegno del nostro team e di quello nostri clienti. Il nostro lavoro è strettamente allineato al nuovo marchio N ad alte prestazioni di Hyundai, i cui principi sono ispirati al motorsport”.

Dietro Hyundai Motor Team c’è SA Motorsport Italia, che nasce nel 2012 per volontà di Skoda Italia che decide di impegnarsi in un programma ufficiale nel Campionato Italiano Rally con Umberto Scandola e Guido D’Amore, ma in realtà la storia del team ha origine circa 40 anni fa. Umberto Scandola è l’esponente più giovane di una famiglia in cui la passione per i rally è tramandata di padre in figlio di fratello in fratello. Dal papà Giuliano allo zio Graziano, entrambi ex piloti di rally, sino al figlio maggiore Riccardo anche lui ex pilota e attuale Team Principal del Team e Umberto 8 anni più giovane di suo fratello. Nel frattempo anche il giovane 17enne Mattia, figlio di Riccardo e nipote di Umberto, ha già partecipato ai primi rally, per la serie alla passione non si comanda.

Giuliano Scandola (in arte “Mistral“) è il papà di Umberto e Riccardo e da lui nasce la passione per i rally della famiglia. Inizia a correre nel 1976 partecipando alle più importanti gare a livello Nazionale ed Internazionale privilegiando sempre il fondo sterrato. La sua carriera durerà fino al 2000, quando decide di lasciar spazio ai figli. Prima però, nel 1985, Graziano Scandola (in arte “Grizzly“), si fa influenzare dal fratello Giuliano e comincia ad inseguire la passione dei rally. Partecipa a vari campionati vincendo la Coppa Italia e togliendosi delle soddisfazioni anche a livello Mondiale.

Umberto Scandola, pilota di Hyundai Rally Team Italia

Da Mistral ad Umberto e da Umberto al Rally di Alba

Smette di partecipare ai rally nel 2011 ed è qui che comincia la passione per i Rally Raid. Partecipa al Campionato Europeo, per alcuni anni, vincendolo nel 2015. Nel 2017 coronerà il suo sogno di partecipare alla prestigiosa Dakar. Arriva il 1995 e anche Riccardo Scandola segue la passione di papà e zio e prende in mano un volante. Le doti di pilota non tardano a farsi vedere e quindi decide di partecipare a vari trofei monomarca. Quando arrivano le prime proposte interessanti “Riky” decide di concentrarsi sulla carriera del fratello Umberto. Qui nasce la carriera manageriale del fratello maggiore dei giovani Scandola.

È l’anno 2000 quando Umberto Scandola a soli 16 anni prende parte alle prime competizioni in circuito e slalom. Nel 2003 finalmente maggiorenne partecipa ai primi rally facendo risaltare immediatamente le sue doti e bisogna aspettare solamente due anni per le prime soddisfazioni ufficiali. Infatti il 2005 è l’anno in cui Umberto diventa pilota ufficiale Subaru e partecipa al Campionato Italiano. Il 2006 è l’anno in cui Abarth decide di rientrare nei rally con la nuova Punto S2000 e offre ad Umberto un sedile ufficiale. Questo impegno dura 4 anni nei quali “Umby” matura grande esperienza partecipando al Campionato Europeo Rally e ai diversi Campionati Italiani.

Nel 2012 nasce S.A. Motorsport Italia il team nazionale scelto come squadra ufficiale da parte di Škoda Italia. Il risultato più importante arriva nel 2013 con la vittoria del Campionato Italiano con Umberto davanti alle principali case ufficiali. Il sodalizio con la Casa boema prosegue per altri 5 anni dove la coppia Scandola-D’Amore è sempre protagonista ai vertici collezionando cinque podi: 2 secondi posti e 3 terzi posti.

Sull’onda di questi successi e con la volontà di migliorarsi costantemente, nella primavera del 2015 Riccardo Scandola assieme a un fidato gruppo di tecnici e il direttore sportivo Andrea Gaspari inaugura la nuova funzionale sede del team a Settimo di Pescantina (VR). Negli ultimi anni S.A. Motorsport ha sempre disputato come team ufficiale il Campionato Italiano Rally la massima serie nazionale della specialità. La squadra diretta da Riccardo Scandola ha partecipato anche ad una serie di gare nazionali e del Mondiale WRC2 dove Umberto Scandola si è sempre messo in luce, comandando anche il Rally Italia Sardegna nel 2016.

Adesso, il primo obiettivo su cui concentrarsi è composto da Umberto Scandola, Guido D’Amore e dalla Hyundai i20 NG R5. Sono cinque gli appuntamenti del Campionato, tra questi anche una sezione del Rally Italia Sardegna, la gara italiana valevole per il Mondiale WRC, che appunto li vedrà debuttare. Una seconda i20 R5 del team S.A. Motorsport si alternerà sempre nel Campionato Italiano Rally Terra (CIRT) con Luca Hoelbling e Mauro Grassi, mentre nel Campionato Italiano WRC (CIWRC) saranno al via Matteo Daprà e Fabio Andrian. Dopo questo primo periodo di studio e di test sulla nuova vettura il team S.A. Motorsport assieme a Hyundai valuterà se ampliare il programma 2019 con altre gare di rilievo internazionale.

RIS: Andolfi, Gryazin, Hoelbling e Scandola con Movisport

Un vero e proprio poker di assi, quello che Movisport, proporrà questo fine settimana, al rally Italia-Sardegna, ottavo atto del mondiale rally ma anche caratterizzato dalla validità tricolore per il CIR e il CIRT. Alla gara, vero e proprio “must” per gli appassionati italiani e non solo, Movisport sarà rappresentata da due equipaggi iscritti al mondiale rally WRC-2 ed altrettanti per il “tricolore” rally terra, in quella che sarà decisamente una trasferta da grandi piedi.

Nikolay Gryazin- Yaroslav Fedorov e Fabio Andolfi – Simone Scattolin, entrambi con la Skoda Fabia R5 andranno alla ricerca di un posto al sole in chiave iridata, Umberto Scandola – Guido D’Amore e Luca Hoelbling – Mauro Grassi con le Hyundai i20 R5 si prenotano invece per prendere punti pesanti nella corsa riservata al Campionato Italiano Terra. Grande attesa per il giovane russo Nikolay Gryazin, dopo la notevole performance offerta al recente rally del Portogallo, con la quale si è confermato quarto nella classifica iridata WRC-2 (a due punti dal podio) e grande attesa anche per il savonese Fabio Andolfi, pilota ufficiale di Aci Team Italia, che all’appuntamento iridato in Corsica lo scorso marzo vinse la gara WRC-2 confermando grande forza.

Due grandi motivi d’interesse, quindi che porteranno la griffe Movisport sotto i riflettori della prima scena iridata e non da meno sono anche le aspettative per Scandola e Hoelbling. Con le loro Hyundai i20 R5 hanno voglia di proseguire al meglio la loro esperienza di quest’anno, che li vede impegnati nel tricolore terra, avviato lo scorso mese al Rally Adriatico. Scandola riparte da un quarto posto assoluto alla prima esperienza con la vettura sud-coreana e Hoelbilng da un settimo posto, anche per lui alla prima esperienza con la i20.

Compagni di squadra e veronesi entrambi, partono dunque per ingranare di nuovo la marcia giusta ed aggiungere punti pesanti per l’economia di Campionato, certamente anche per misurarsi alla pari sia con i partecipanti al Campionato Italiano che con quelli del mondiale. Ottimi punti di riferimento sui quali impostare il lavoro nel prosieguo di stagione.

L’edizione 2019 del Rally Italia Sardegna, ottava manche del campionato del mondo rally, è in programma dal 13 al 16 giugno ed è valida anche per il CIR (Campionato Italiano Rally), per lo Junior CIR e per il CIRT (Campionato Italiano Rally Terra). Il via della corsa sarà dato il 13 maggio alle ore 17 con la classica super speciale di Ittiri Arena (2 km). La prima tappa proseguirà poi la mattina di venerdì 14 giugno con un programma di 8 crono (4 ripetuti due volte), quelli di Tula (22,28 km), Castelsardo (14,69 km), Tergu-Osilo (14,14 km) e Monte Baranta (10,90 km) per un totale di 124,02 km cronometrati.

Sabato 15 giugno è poi in programma la tappa più lunga dell’intera corsa composta da sei speciali per complessivi 144,98 km cronometrati con due passaggi a Coiluna-Loelle (14,97 km), Monti di Alà (28,44 km) e Monte Lerno (29,08 km). Infine domenica 16 giugno sono 42,04 i km cronometrati da percorrere suddivisi in quattro speciali, vale a dire i due passaggi a Cala Flumini (14,06 km) e nella “power stage” di Sassari-Argentiera (6,96 km), che nel secondo passaggio delle ore 12.18 andrà in onda in diretta televisiva in tutto il mondo.

Nasce il Hyundai Rally Team Italia con Scandola nel CIRT

Che la SA Motorsport, acronimo di Scandola Auto Motorsport, fosse una struttura con le potenzialità di gestire un intero programma di alto livello non è una notizia. A tutti sono note le capacità e il blasone della squadra che negli anni ha regalato grandi soddisfazioni a Skoda Italia Motorsport, che purtroppo a gennaio scorso ha deciso di ritirarsi lasciando a piedi il loro pilota di punta e tutti gli altri. La notizia, in parte anticipata dallo stesso Umberto Scandola in un’intervista pubblicata sul numero di RS e oltre che sta arrivando nelle edicole a giugno, è che è nata la Hyundai Rally Team Italia, che sarà il team ufficiale di Hyundai nello stivale.

Non una vera nascita, bensì un cambio di nome per le stesse facce e gli stessi cervelli con gli stessi obiettivi di vittoria. Uomini che hanno accumulato importanti esperienze in questi ultimi anni trascorsi ai massimi livelli dei rally italiani. Sicuramente un importante punto di ripartenza per un gruppo di persone che non ha mai smesso di credere nelle proprie potenzialità e che, dopo aver venduto le Fabia R5 al team MS Munaretto, si è dovuto rimettere in gioco, ripartendo dalle ceneri di un falò che certamente non era desiderato, tanto meno può essere definito gradito. Certo era prevedibile e scontato. Rimboccate le maniche, è cominciato un silenzioso lavoro sfociato nel Hyundai Rally Team Italia, che conferma il suo programma nel Campionato Italiano Rally Terra.

Il nuovo sodalizio farà il suo debutto nell’impegnativo Rally Italia Sardegna: la gara, valevole per il Campionato del Mondo Rally e per il Campionato Italiano Rally Terra, è in programma dal 13 al 16 giugno 2019 tra gli sterrati nel nord dell’isola. “Siamo onorati di dare il nostro supporto a un programma importante del Customer Racing di Hyundai Motorsport. Proveremo a regalare lo spettacolo unico del rally a un numero sempre più crescente di appassionati. Questa operazione darà una maggiore visibilità al brand Hyundai, la cui gamma N sta riscuotendo successo in tutto il mondo” ha commentato Andrea Crespi, Managing Director di Hyundai Italia.

“Siamo felici di iniziare questa nuova avventura con Hyundai Rally Team Italia. La squadra ha tutte le carte in regola per essere competitiva nel più importante campionato nazionale su sterrato. La divisione Customer Racing di Hyundai Motorsport si è rapidamente affermata come uno dei principali attori del motorsport in tutto il mondo. Abbiamo raggiunto grandi traguardi in breve tempo. Le vetture Hyundai hanno vinto diversi titoli internazionali, inclusi i Mondiali piloti e costruttori nel campionato FIA WTCR 2018: questi sono i risultati dell’enorme impegno del nostro team e di quello nostri clienti. Il nostro lavoro è strettamente allineato al nuovo marchio N ad alte prestazioni di Hyundai, i cui principi sono ispirati al motorsport” ha commentato Andrea Adamo, Team Director Hyundai Motorsport.

“Il 2019 ci vede impegnati ufficialmente con il nuovo marchio Hyundai nel Campionato Italiano Rally Terra ed è una grande soddisfazione per me e tutto il team S.A. Motorsport proseguire con impegno e passione nel mondo nei rally. Questo è il primo passo importante che ci permetterà di conoscere la nuova Hyundai i20 R5 e di lavorare con gli ingegneri di Hyundai Customer Racing per arrivare rapidamente a sfruttare l’alto potenziale della vettura. Ma innanzitutto voglio ringraziare Hyundai Italia e il direttore di Hyundai Motorsport Andrea Adamo per la fiducia che ci hanno concesso. Questo sarà il principale stimolo per raggiungere quanto prima i risultati che ci siamo prefissati nella seconda parte della stagione” ha commentato Riccardo Scandola, Team Principal S.A. Motorsport.

“Riparto dalla terra che amo e intraprendo una nuova strada agonistica molto stimolante con un marchio giovane come Hyundai che crede fortemente nel motorsport. Come tutti i nuovi programmi ci sarà una parte iniziale dove dovremmo lavorare per creare il miglior connubio pilota-vettura, ma fin dai primi test e dal primo rally ho subito trovato una vettura con un ottimo potenziale che ci darà presto grandi soddisfazioni. In oltre 15 anni di rally io e il mio navigatore Guido D’Amore abbiamo avuto il piacere di correre con parecchie squadre ufficiali e tornare a lavorare con ottimi ingegneri e fornitori di riferimento ci permette di guardare all’immediato futuro con piacere e ottimismo” ha commentato Umberto Scandola, pilota SA Motorsport.

Il programma di Hyundai Rally Team Italia prevede la presenza nelle restanti quattro gare del Campionato Italiano Rally Terra 2019 con Umberto Scandola e Guido D’Amore. Insieme a loro saranno in gara anche Luca Hoelbling e Mauro Grassi, al via con una seconda i20 R5 del team veronese. Al momento la squadra sta valutando anche la presenza in alcune gare nazionali e internazionali su asfalto, per accelerare il processo di conoscenza della vettura.

Umberto Scandola: ‘Mi stimola ripartire da zero’

“Nuova vettura, nuovi obiettivi e un programma che sta prendendo forma giorno dopo giorno. Dopo parecchi anni passati con un altro costruttore, che ringrazio per le opportunità che ci ha offerto, io e la mia squadra voltiamo pagina e ci buttiamo in un nuovo progetto con l’entusiasmo dei giorni migliori. Non è stata una scelta facile ma dopo aver provato la Hyundai i20 R5 abbiamo deciso di concentrare i nostri sforzi su una vettura che riteniamo molto competitiva e affidabile con ampi margini di crescita”, sono le parole di Riccardo Scandola fratello di Umberto e Team Principal della squadra.

I primi due esemplari della vettura coreana sono già arrivati a Settimo di Pescantina (VR) sede di S.A. Motorsport, dove i tecnici del team hanno iniziato a prendere confidenza con la parte meccanica. In previsione dell’imminente debutto agonistico sulla terra si è svolta la prima sessione di test assieme anche al partner tecnico Michelin che sarà fornitore ufficiale dei pneumatici per la vettura di Umberto Scandola.

“E sempre un’emozione affrontare un nuovo viaggio” racconta Umberto Scandola. “Mi stimola molto l’idea di ripartire da zero con nuovi obiettivi e mi piace anche il colore azzurro N il brand Hyundai N delle vetture sportive e da competizione. Già nei primi km al volante della i20 R5 mi sono trovato molto bene ed è stato interessante confrontarsi con i tecnici della casa madre”.

Umberto aggiunge: “Tornare a lavorare con gli ingegneri di una squadra ufficiale è un impegno ma anche un grosso stimolo per dare il 100% nei prossimi mesi. Siamo consapevoli di essere solo all’inizio di un progetto importante e in questa fase bisognerà cercare di recuperare l’eventuale divario che potremmo avere dalle squadre che già da tempo lavorano sulle loro vetture: ma so di poter contare su un gruppo di lavoro molto professionale che mi permetterà di bruciare le tappe. In questa prima fase iniziale penso che non sia opportuno fare proclami troppo ambiziosi, ma quando si entra in una competizione l’obiettivo principale è sempre quello di vincere”.

“In tanti pensano che il debutto con la nuova i20 al Rally dell’Adriatico sarà più semplice per me e Guido perché abbiamo vinto le ultime sei edizioni della gara, ma questo sarà solo uno dei tanti stimoli in un campionato italiano che quest’anno vedrà al via i migliori team e gli specialisti di questo fondo a partire dal campione italiano in carica”, conclude Umberto Scandola. In attesa di vedere la vettura di Umberto Scandola e Guido D’Amore con il numero 1 sulle fiancate, impegnata nei 94 km delle 12 prove speciali del 26° Rally dell’Adriatico, è stata definita la livrea dell’auto. Una seconda Hyundai i20 R5 New Generation del team S.A. Motorsport sarà portata in gara da Luca Hoelbling e Mauro Grassi.

Nicolas Ciamin lancia la ‘sfida’ a Paolo Andreucci e Umberto Scandola

Il giovane pilota transalpino, Nicolas Ciamin, originario di Nizza, si è rimesso sotto la luce dei riflettori lo scorso weekend vincendo la gara d’esordio del Campionato Francese Asfalto, il Rallye Le Torquet, battendo un’agguerrita concorrenza di oltre venti vetture di pari categoria. Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere il giovane pilota francese che nel 2018 si è diviso tra WRC2, alla guida della Hyundai i20 R5 e la classe RGT, con la Abarth 124 del Team Milano Racing, ottenendo buoni risultati dopo quelli del 2017 nel Campionato Junior nel WRC.

Parlaci della tua ultima vittoria: ci speravi?

“Non solo ci speravo, ma sapevo di aver un’ottima vettura a disposizione, la Volkswagen Polo R5 del Team Belga THX Racing, e mi sono preparato molto bene andando a correre una settimana prima al Rally de Hannut che ha fondi simili e dove abbiamo trovato un meteo identico a quello del Touquet. Abbiamo vinto con Yannick Roche due rally in due fine settimana consecutivi, una grande soddisfazione per me e per il team”.

Il tuo programma agonistico prima della tappa del Campionato Francese Rally non era ancora definitivo, obiettivi dopo questa vittoria?

“Non ho ancora in previsione di fare il campionato completo, ora sono concentrato per il Tour de Corse che si correrà a fine mese”.

A cosa punti in questo Tour de Corse 2019?

“Punto a vincere o comunque a classificarmi nelle prime posizioni nel WRC2”.

Correrai nel Campionato Italiano Rally Terra con la Fiat 500X R4 di Milano Racing. E se ti trovassi a confrontarti con Umberto Scandola e Paolo Andreucci?

“Se ci sono è meglio, così posso confrontarmi anche con due campioni come loro. Mi auguro di incontrarli”.

Cir 2019: mercato piloti, aggiornamenti sulla situazione

Niente di certo ma tutto ormai quasi fatto. Si potrebbe fotografare così il momento attuale in vista della stagione Cir 2019. Per questo useremo il condizionale, come fino ad ora abbiamo sempre fatto in mancanza di ufficializzazioni da parte dei diretti interessati, anche riguardo a quelle che possono essere considerate trattative ormai andate in porto.

Paolo Andreucci: Prosegue la trattativa con il team bresciano DP Autosport che lo porterebbe a correre nel Cir con una Skoda Fabia R5 Evo 2019, ma continuano però le incertezze da parte dello stesso pilota. Potrebbero infatti essere annunciate altre situazioni, come quella di una permanenza del pilota garfagnino, in Peugeot, con nuove sfide e nuovi obiettivi: un campionato che non sia il Cir e possibili incarichi all’interno di Peugeot Italia. L’attesa è tutta rivolta al 31 gennaio quando proprio la Casa del Leone presenterà e svelerà i suoi programmi. A tal proposito in occasione dei suoi 40 anni di Trofei, Peugeot ha intenzione di confermare il Trofeo Peugeot Competition, che metterà nuovamente in palio un casco da pilota ufficiale per la stagione successiva.

Luca Rossetti: E’ ufficiale che nel Campionato Italiano Rally 2019 ci sarà la partecipazione di Citroen Italia con una C3 R5. A guidare la vettura francese è ormai quasi certo che dovrebbe appunto essere il pilota di Pordenone. Diciamo quasi certo perché attendiamo il comunicato ufficiale.

Simone Campedelli: Poche certezze attorno al pilota romagnolo. Un punto fermo rimarrà quello alla sua destra, con Tania Canton. Campedelli e Orange 1 Racing si stanno concentrando sia sulla scelta della vettura con cui correre, Ford o Skoda R5, che sulle competizioni da affrontare. Il romagnolo non nasconde la voglia di riconfermarsi tra i protagonisti del Cir, ma rimane viva anche la possibilità di partecipazione su altri fronti. “Ho avuto un importante incontro con il presidente Armando Donazzan e insieme abbiamo vagliato alcune ipotesi circa il campionato a cui prendere parte e con quale auto. Questa è una decisione che spetta a lui prenderema posso anticiparvi che stiamo trattando con alcuni team importanti per garantirci la presenza in una serie di valore. Per quanto mi riguarda, farò di tutto per convincere Orange1 Racing per essere ancora una volta della partita nel CIR perchè credo sia il campionato nazionale più bello in Europa. Nelle prossime settimane esporremo il programma definitivo, ma già da oggi posso dire che ci saremo anche noi!”, ha scritto Campedelli junior sulla sua pagina Facebook.

Andrea Crugnola: Il vincitore del Campionato Italiano Rally Asfalto 2018 è ancora in cerca del budget adeguato che gli possa garantire una presenza concreta e costante nel Tricolore Rally, anche se teoricamente il varesino dovrebbe già vestire il ruolo di pilota con HK di Felice Re. Il team avrebbe a disposizione le nuove Polo, pronte al debutto italiano, oltre alle Fabia e Fiesta R5. Intanto, ha annunciato che farà il commentatore su Dazn.

Umberto Scandola: Dopo l’uscita di scena ufficiale di Skoda Italia dal Campionato Italiano Rally, sembrerebbe che il driver veronese stia ancora cercando, una possibile strada, per essere al via del Cir o eventualmente in altri campionati italiani. Non guiderà la 500 testata nei giorni scorsi. Rumors attendibili lo vogliono vicino a Hyundai Slovenia.

Stefano Albertini: Il bresciano, Campione Italiano WRC per due anni di fila, dovrebbe tentare il salto nella massima serie e tornare a far parte delle sfide nell’Italiano, sempre insieme al fidato Danilo Fappani. I due bresciani dovrebbero correre con la Skoda della TamAuto, supportato sempre dalla Scuderia Mirabella Millemiglia.

Giandomenico Basso: Il driver trevigiano sta cercando ancora un programma definitivo e dopo aver chiuso un possibile discorso con Citroen, sta rivolgendo lo sguardo su altre case.

Rudy Michelini e Giacomo Scattolon: Dovrebbero essere al via del Cir 2019 con la Skoda del Team PA Racing. La stessa con la quale il toscano e il lombardo hanno già partecipato nella passata stagione.

Antonio Rusce: Il reggiano dovrebbe essere tra gli iscritti della serie tricolore, sempre con XRace Sport, stavolta al volante di Skoda Fabia R5.

Luca Panzani: Discorso simile per il toscano che potrebbe correre con una Skoda, ma tutto dipenderà dagli accordi con Hankook.

Tra i movimenti attuali, il manager di Ford Racing Italia, Valentino Giorgi, sta prendendo contatti con alcuni dei maggiori piloti italiani non ancora “accasati”. L’obiettivo è quello di trovare un accordo e ripetere il progetto in Ford, verso la conquista del Costruttori, mettendo a disposizione un budget di supporto.

Cir 2019: Ford Italia Racing guarda Ucci, Basso, Campedelli e Dalmazzini

Il tormentone Cir 2019 è ormai una partita a scacchi imprevedibile e alle battute finali e – dopo gli annunci del pensionamento della Peugeot 208 T16 e del ritiro di Skoda Italia dai rally, a cui è seguita la scelta di Riccardo Scandola di vendere le Fabia R5 al Power Car Team – il mercato piloti a molti è sembrato indecifrabile. Niente di più sbagliato. Molte Cassandre si sono fatte annunciatrici di disgrazie, prevedendo un Campionato Italiano Rally povero, sull’orlo della miseria sportiva, addirittura mono-Costruttore e con un campione già nominato: Luca Rossetti.

Lo ripetiamo, niente di più sbagliato. Per fortuna, giornalisti più quotati ed esperti rispetto a diversi improvvisati blogger hanno dispensato diverse ipotesi, molte delle quali assolutamente plausibili e con un minimo di fondamento. E poi c’è chi nega qualunque evidenza e, per comodità, aspetta i comunicati stampa ufficiali. Veline da sbandierare come fossero uno scoop. Ecco, la vera confusione è solo questa. Peccato che praticamente tutti si siano dimenticati di Ford Racing Italia. Infatti, cosa farà la squadra che ha intascato il titolo tricolore Marche 2018? RS e oltre anticipa le intenzioni della squadra italiana. Ma si tratta di rumors (verificati ma sempre rumors) e, con una variabile impazzita come Ucci, ancora è tutto possibile.

La struttura guidata (gli ottimi risultati parlano da soli) dal team manager Valentino Giorgi è fresca del titolo Costruttori vinto da pochi mesi e, fino ad ora, è stata silenziosamente alla finestra ad osservare. Giorgi si è accorto che, attualmente, sul mercato ci sono disponibili dei ‘pezzi da 90’. E allora: perché fare passi falsi e affrettati? Questo hanno pensato, con ogni probabilità, in Ford Italia Racing. Adesso, la filiale italiana del Costruttore americano è quasi pronta. E nonostante i vertici dell’azienda si tengano, comprensibilmente, le bocche ben cucite è praticamente certo che i piloti che stanno guardando sono tre, quelli che piacciono sono quattro. Quello che ancora non sanno è quanti sedili possono rendere disponibili…

A chi sta ammiccando Ford Italia? Chi gli piacerebbe avere al volante della Fiesta RS R5 per difendere il titolo contro l’attacco certo di Citroen Italia con una C3 svezzata ma ancora da sviluppare concretamente sulle PS italiane? Il Costruttore, come era inevitabile che fosse, sta guardando con serio interesse Giandomenico Basso e Simone Campedelli. E come under, visto che è tradizione di Ford Italia avere un vivaio? In questo caso piace Andrea Dalmazzini. E qual è il problema?

Il problema è che Paolo Andreucci deve decidere cosa vuol fare da grande. Perché? Perché Ucci piace anche ai vertici di Ford Italia, che non esiterebbero un istante a valutare la possibilità di correre con lui, visto che correre con Ucci significa anche trovare più facilmente sponsor. Ecco perché diciamo che l’undici volte campione italiano rally è la variabile impazzita che ha reso la situazione del Cir 2019 tanto incerta. Insomma, tutti lo cercano e tutti lo vogliono. Peugeot Italia sarebbe persino disposta a disputare il Cirt 2019 con lui e con la obsoleta 208 T16 (ipotesti improbabile). Max Rendina, Loran, DP Autosport e Skoda Motorsport (Mlada Bolesav, per intenderci) sono pronte ad accordarsi con Ucci, oppure in alternativa con Giandomenico Basso. Ma ora anche Ford Italia Racing getta l’esca, invitando alla propria corte Paolo e la sua dolce metà, Anna Andreussi.

Inevitabile che, così corteggiato, Paolo Andreucci si prenda tutto il tempo per decidere quale tuta indossare, scelta non facile se si considera che il “nostro” è ormai identificato come il pilota del gruppo Psa Italia. Quello che è certo, a questo punto, è che anche altri piloti interessanti come Andrea Crugnola e Giuseppe Testa siano disponibili per correre seriamente nel Cir 2019 con qualche squadra ambiziosa. Ed è certo che Simone Campedelli, invece, resta ancora nell’orbita Ford. In particolare, il driver lombardo, cioè Crugnola sta cercando accordi e sembra a buon punto. Da non dimenticare, come detto all’inizio, che ora le Skoda di Riccardo e Umberto Scandola sono state vendute a Power Car Team e quindi le ritroveremo con ogni probabilità nel Campionato Italiano.

A proposito, cosa farà Scandola? Come accennato nei giorni scorsi potrebbe cercare accordi con Volkswagen Motorsport per correre con la Polo R5, considerato che la Hyundai i20 R5 della Friul Motor è disponibile solo come vettura clienti (cosa che è stata sottolineata a più riprese dall’ingegnere Andrea Adamo, a capo della struttura sportiva della Casa coreana) e che gli Scandola hanno una struttura in grado di gestire da sola una vettura da assoluta al pari delle squadre ufficiali. E non solo un pilota in grado di competere per un titolo nazionale nei rally italiani. E c’è ancora una certezza: la smentita a quelle Cassandre che volevano un Cir 2019 povero…

Cir 2019: rivoluzione o evoluzione? Scandola vende le Fabia a Munaretto

SA Motorsport, cioè Riccardo Scandola, ha venduto le sue Fabia R5 al Power Car Team, la squadra di Munaretto, che le avrà a disposizione da marzo. Per l’affermato team vicentino, sinora fra i pochissimi a restare fedeli alle Peugeot, è arrivato il capolinea a livello R5 ma proseguirà con le R2. Ed al vertice ora potrà contare su vetture al top della categoria fresche e competitive per i suoi clienti.

Cosa significa questo per Umberto e Riccardo Scandola, che così dopo il supporto di Skoda Italia hanno rinunciato anche alle vetture? Rivoluzione (pilota e squadra passeranno ad un altro marchio?) o semplice evoluzione (si vendono le vetture ‘vecchie’ per acquistarne in seguito delle altre uguali ma nuove)?

Di sicuro a Verona in SA (che al momento sembra significare più Scandola Auto che Skoda Auto) ancora non hanno rinunciato al Cir. La decisione di cedere le vetture a pochi mesi dall’uscita della Nuova Fabia R5 (luglio?) sconsiglierebbe un reinvestimento immediato sulle Skoda ed ora potrebbero anche scegliere di orientarsi su qualche alternativa.

A meno che la Skoda non ci ripensi, altrimenti ci potrebbero essere la Volkswagen Polo – ed anche se difficile non è detto che Volkswagen Italia resti indifferente – o la stessa Hyundai, ora che non c’è più Rossetti per l’eventuale progetto Tricolore (privato) con Friul Motor.

Per questo ovvio pensare che in casa Friul Motor pensino a Giandomenico Basso come sostituto del friulano, anche se per una partecipazione all’italiano ci vorrebbe una robusta mano, magari dalla BRC… Mentre resta vagante la ‘mina’ Andreucci con in mano una margherita con più di un petalo…

Cir 2019: Skoda Italia molla e Umberto Scandola resta a piedi

Skoda Italia molla e Umberto Scandola resta a piedi. Come previsto, la discesa in campo di Volkswagen con le Polo R5 clienti ha costretto anche Skoda Italia a farsi da parte. È ormai da tempo che c’è un silenzioso braccio di ferro tra Skoda Motorsport e la dirigenza del Costruttore tedesco. A farne le spese in Italia è Umberto Scandola, veronese, classe 1984, campione italiano 2013 con Guido D’Amore sulla Skoda Fabia Super2000. Le Volkswagen Polo R5 ormai puntano a dominare la scena futura e sono vetture gestite da team privati e per clienti. Business is business. Peccato, perché proprio pochi mesi fa, Umberto Scandola ha sfiorato il titolo, al primo anno con le gomme Dmack.

È proprio Scandola a confermare l’addio al Cir 2019 da parte del reparto corse italiano di Skoda: “Purtroppo, Skoda Italia non vuole partecipare più al Campionato Italiano Rally. Per adesso è così”, è stata la dichiarazione del pilota veronese che, a pochi mesi dal via, è sostanzialmente rimasto appiedato. Adesso sarò costretto a valutare altre possibili opzioni per correre nel nel prossimo campionato”. Sì, campionato quale? Finisce a bruciapelo la storia sportiva che ha unito Skoda Italia a Scandola e alla SA Motorsport sin dal 2012, con il massimo traguardo raggiunto nel 2013, quando “Umby” ha vinto il titolo italiano.

I primi seri dubbi sul prosieguo dell’attività sportiva da parte di Skoda erano sorti nel 2018. In realtà, il divorzio, è arrivato un anno dopo, nel momento peggiore: basti pensare all’impegno profuso nel 2018 per sviluppare le gomme Dmack. Scandola sta già lavorando per trovare un programma per partecipare al Cir che da quest’anno abbraccia Citroen, dopo aver salutato la degna era Peugeot. La filiale italiana della Casa francese ha lanciato la C3 R5, che RS e oltre in edicola ha testato in esclusiva, e Scandola ha cercato di capire se c’è un interesse. Ma Peugeot sta per scegliere in una rosa di tre piloti, con Giandomenico Basso in prima linea.

Scandola ha confermato anche questa indiscrezione: “No, non sono io il candidato a quel sedile. Ho solo cercato di capire se ci poteva essere un interesse da parte loro. In Peugeot Italia hanno ricevuto una mia candidatura, ma non sono io il primo candidato”. A questo punto, con un solo Costruttore che partecipa, visto che anche Ford attualmente tace, il Campionato Italiano Rally potrebbe non essere più tra i principali piani di Scandola. Quando c’è un solo Costruttore sai già chi vince. Tutto diventa più scontato. Anche nei rally.

Ciocchetto Rally: successo di Scandola e D’Amore

Il veronese Umberto Scandola, con Guido D’Amore alle note, con la Skoda Fabia R5 griffata Skoda Italia ha chiuso in testa la prima tappa di un Ciocchetto Rally Event che ha confermato la sua fama di gara divertente, quanto impegnativa e selettiva. Il vice campione italiano rally 2018, dopo una iniziale schermaglia con il lucchese Rudy Michelini, con Perna, fuori strada sulla terza speciale con la Skoda Fabia R5 PA Racing, ha poi incrementato gradualmente il suo vantaggio sulla concorrenza.

Nonostante un anno di stop agonistico, il massese “Ciava”, in coppia con Simona Righetti, ha ritrovato in breve un buon passo sulle speciali del “Ciocchetto”, con la Peugeot 208 T16 R5 della MM Motorsport, che gli ha permesso di concludere in seconda posizione la prima tappa di gara. Aiutato in questo anche da una “toccata” nella quinta prova speciale del fiorentino Paolo Ciuffi, con Luca Spinetti, con pochi danni alla Hyundai i20 R5 by Bernini ma con la classifica che lo vedeva precipitare dal secondo al quinto posto assoluto, migliorato di una posizione alla fine della giornata.

Il podio di questa prima tappa di un Ciocchetto Rally Event reso insidioso e viscido da una pioggerellina a tratti e dalla nebbia è stato completato da Riccardo Scandola, fratello di Umberto, con Daniele Pasi a fianco, con la seconda Skoda Fabia R5 nei colori Skoda Italia, che ha guidato a tratti con tempi da alta classifica. Dietro al quinto classificato, il locale Federico Santini, in coppia con Gabriele Romei, autore di una buona rimonta nella seconda parte di tappa con la Skoda Fabia R5 Eurospeed, si affacciava il modenese Pier Verbilli, con Albertini alle note, ancora una volta assai veloce al “Ciocchetto” con la sempreverde Renault Clio Williams gruppo A.

A fasi alterne il debutto del lucchese Luca Panzani, con Alessia Bertagna a leggere le note, al volante della acerba Mitsubishi Space Star R5, che solo in alcune occasioni gli ha permesso di esprimere il suo potenziale. Problemi al motore della Peugeot 208 T16 R5 MM Motorsport hanno costretto al ritiro, invece, un altro atteso protagonista, Nicola Caldani, in coppia con Dario D’Esposito. Senza respiro la lotta sul filo del secondo tra le Renault Clio RS Light Gruppo N di Marco Lombardi, con Riccardo Meconi e di Giacomo Guglielmini, con Alessio Panini alle note, che si sono issati, nell’ordine, fino all’ottavo e nono posto assoluto.

Se nella prima tappa ha preso il comando de Il Ciocchetto Rally Event, nella seconda frazione, conclusasi domenica 23 dicembre, il veronese Umberto Scandola, con Guido D’Amore alle note, a bordo della Skoda Fabia R5 griffata Skoda Italia e gommata D-Mack, si è divertito e ha fatto divertire il numeroso pubblico, gestendo senza affanni un vantaggio rassicurante e dando spettacolo.

“Mi sono divertito veramente molto! – dichiarava alla fine un sorridente Scandola – Non avevo mai corso al Ciocchetto e ho scoperto una gara ed un ambiente davvero “natalizi”, un percorso difficile, con prove speciali “vere” e tanta voglia di guidare, svagandosi, senza assilli. Un bel modo di chiudere l’annata rallistica”. E Guido D’Amore riparte dal Ciocco con il prezioso Trofeo intitolato alla memoria di “Icio” Perissinot, che va a premiare il navigatore primo classificato.

Dopo un iniziale duello con Rudy Michelini, con Perna (Skoda Fabia R5), uscito di strada dopo le prime tre speciali, Umberto Scandola, vice campione italiano rally quest’anno, titolo che ha vinto nel 2013, ha tenuto a distanza di sicurezza un sempre effervescente “Ciava”, assente dai rally da un anno esatto, qui con Simona Righetti e la Peugeot 208 T16 R5 MM Motorsport. Che è stato bravo a difendere un brillante secondo posto finale dai tentativi di attacco di Riccardo Scandola.

Il fratello del vincitore assoluto, Riccardo Scandola, in coppia quest’anno con Daniele Pasi, e anche lui su Skoda Fabia R5, ha confermato il terzo posto ottenuto anche nella edizione 2017, che per pochi secondi, poco meno di sette, non è divenuta una “doppietta” Scandola. L’ultima prova speciale è servita al fiorentino Paolo Ciuffi, con Spinetti, a issare la Hyundai i20 R5 al quarto posto assoluto, scavalcando in extremis il locale Federico Santini, con Romei alle note, brillante sulle strade di casa con la Skoda Fabia R5 Trico.

Il sesto posto finale premia la costanza di Luca Panzani, con Alessia Bertagna alle note, nel voler trovare il giusto feeling con la inusuale Mitsubishi Spacestar R5, in debito di potenza, mentre merita una medaglia il settimo assoluto, e primo di classe N3 del veloce modenese Giacomo Guglielmini, con Panini, che ha guidato la Renault Clio RS Light, sui fondi viscidi di questo “Ciocchetto”, come fosse una quattro ruote motrici. Sfortuna invece per Pier Verbilli, con Albertini (Renault Clio Williams), fermato dalla rottura di un semiasse, al via della seconda tappa, quando era sesto assoluto. Luigi Marcucci, figlio del “patron” del Ciocco Andrea, sulle strade che per lui sono veramente “di casa” ha concluso con un buon ottavo posto assoluto, con la Peugeot 207 S2000 e Vellini a fianco, nonostante qualche “numero” non voluto …

Doppia vittoria per Cristian Dal Castello, con Marsha Zanet al quaderno delle note, che, oltre a dominare la classe N2 con la Peugeot 106 rally, si è aggiudicato anche il concorso “social” per la macchina con la decorazione natalizia più apprezzata: ben 198 like sulla foto della loro vettura sulla pagina Facebook della gara e iscrizione gratuita per il Ciocchetto Rally Event del prossimo anno.

Assegnati i 5 mila euro che vanno a premiare il preparatore o noleggiatore con il miglior piazzamento di almeno tre vetture: a vincere S.A. Motorsport Italia, grazie ai due Scandola, primo e terzo assoluto e ad Andrea Grobberio (Skoda Fabia S2000), 14esimo assoluto. Presente in prova speciale, e poi alla premiazione finale, per consegnare le coppe ai vincitori assoluti, Andrea Zanussi, grande protagonista dei rally anni ’80 e primo vincitore del rally Il Ciocchetto, nel 1992, con “Popi” Amati alle note e una potente Lancia Delta HF Proto.

“Portare oltre settanta macchine al Ciocchetto Rally Event è stata una bella impresa, – rifletteva alla fine uno stanco ma contento Valerio Barsella, dal ponte di comando della gara “natalizia” – in un calendario diventato convulso, con tanti eventi. Ma soprattutto sono felice che il clima di festa, di gara vera ma affrontata con il giusto spirito e senza ansie, si sia rinnovato ancora una volta, come mi hanno confermato tanti equipaggi, compresi i “big” che hanno animato il vertice della classifica”.

Una questione Terra, Terra…

La domanda è banale, terra terra: dove si vuole andare con il CIR del futuro? Cercando di interpretare le proposte per la Giunta Esecutiva par di capire che i rally di casa nostra sembrano destinati ad allontanarsi sempre di più dalle gare di livello internazionale – mondiale ed europeo per intenderci. Sempre meno sterrato, sempre più lente (al Liepaja ed in Finlandia, ad esempio, si viaggia a 120 km/h di media addirittura sulla terra mentre da noi si seminano balle di paglia se si passano gli 80 km/h), sempre più corte. In sintesi: difficilmente in grado di far emergere e coltivare i nuovi talenti e fare uscire dal ghetto in cui si è cacciato il rallysmo italiano.

Se ci fosse un ranking piloti chissà dove vedrebbe relegati i nostri top driver…. visto che nel Mondiale Rally in Italia il migliore è stato Fabio Andolfi (25° assoluto a 6’30” da Kopecky vincitore del Wrc2) e un nostro pilota non vince un rally iridato da più di vent’anni. Nell’europeo romano a vincere è stato un russo e da anni siamo spariti dall’albo d’oro continentale che un tempo era nostro monopolio. Ora ci accontentiamo del Ter (Tour European Rally Series) grazie agli exploit di Giandomenico Basso – che rientra nell’ultima generazione dei ‘prodotti’ della estinta filiera del Gruppo Fiat.

Par di capire che il CIR 2019 avrà 7 gare perché 8 son troppe, e la sola terra che si vedrà sarà quella del Rally Italia Sardegna. Sconsigliabile ai più per ragioni di costi (di ripristino vetture), tanto che non verrebbe giustamente inserito nel calendario per le 2 ruote motrici, fragili loro e fragili i portafogli di chi le usa. Ovviamente – e all’interno ne leggete – quei pochi che sulla terra sono cresciuti – come Umberto Scandola e Simone Campedelli – non sono per niente d’accordo. Anzi il veneto risponde proponendo provocatoriamente un tricolore quattro (asfalto) a quattro (sterrate) – proponendo di ovviare alle carenze degli attuali rally CIR su terra con un intervento finanziario federale.

E ACI Sport gli dà indirettamente ragione lanciando l’ambizioso programma Junior 2019 – con prospettiva iridata per il vincitore – togliendolo dal CIR e proponendo un calendario agli antipodi di quello del CIR stesso: tre gare del tricolore terra, il Sardegna iridato e la ‘miseria’ di due gare su asfalto. Ma ricordando che alla base di tutto nelle scelte per il Campionato Italiano Rally è il fatto che i piloti italiani non amano correre sullo sterrato. Cosa vera ma non verissima: la differenza sta praticamente solo nella mancata partecipazione nei rally sterrati alla gara regionale di contorno. Semmai c’è da constatare – e preoccuparsi – che la grande maggioranza dei piloti italiani, all’opposto degli anni pre-terzo millennio, non sembrano più interessati a correre nelle gare CIR. E nemmeno più si interessano a coppe e coppette regionali e di zona.

La domanda è banale, terra terra: si vuole definitivamente rompere con l’essenza originale dei rally, con il loro teatro naturale? Personalmente proprio non vorrei rinunciare allo sterrato, che è anche più spettacolare e probabilmente più divertente per i rallysti degni di tal nome. Ma intanto non vorrei che nell’incertezza ci si dimenticasse di fare la cosa che più urge: difendere e promuovere i rally in Italia, dando al massimo campionato ed al suo calendario un appeal ed un contesto adeguato, soprattutto locale, di cui troppo spesso oggi difettano.

Questo è l’editoriale del direttore di RS e oltre di novembre 2018

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Umberto Scandola chiede gare su terra

Un Umberto Scandola ponderato, preciso, che pesa molto bene le parole e non risparmia critiche torna a chiedere, nel corso della trasmissione radiofonica Rock n Rally, un Campionato Italiano Rally 2019 più equilibrato. Non solo più equilibrato di come la federazione lo prospetta, ma persino più equilibrato (ed equilibrato non era) di quello che si è concluso al Due Valli. Scandola chiede, a ragione, più gare su terra. Ma non solo. Il campione italiano rally 2013 si focalizza sul futuro del Cir, partendo dalla stagione 2018, e sulle recenti esperienze nel Mondiale Rally.

Umberto, un bilancio della tua stagione tricolore? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

‘Penso sia stata una stagione al di sopra delle aspettative, per cui il bicchiere è decisamente mezzo pieno! Il nostro obiettivo di stagione non era il podio, ma è stato un campionato altalenante un po’ per tutti i protagonisti. Alla fine ci siamo ritrovati a lottare per il titolo fino all’ultima gara, una cosa che non ci saremmo mai aspettati. Non posso dire di non essere soddisfatto di ciò che abbiamo ottenuto’.

Hai affrontato la stagione con i pneumatici D-Mack. Come ti sei trovato con queste coperture? Se tu avessi avuto delle gomme diverse, avresti vinto il titolo?

‘Non lo so se avrei vinto il titolo con dei pneumatici diversi. A limitarci quest’anno più delle gomme sono state le rotture: a Roma abbiamo rotto il cambio, mentre a San Marino dove potevamo lottare per la vittoria è stato un cerchio a tradirci. Per quanto riguarda D-Mack, si tratta di un prodotto molto performante su terra, sia in condizioni di fango che di terra battuta asciutta. Su asfalto invece c’è ancora del lavoro da fare, in particolare stiamo lavorando sulla mescola più dura ad alte temperature e su asfalti con tanto grip. Viceversa quando il grip è poco e le temperature sono basse, la gomma è ottima anche su asfalto’.

Pensi che un giorno riuscirai a bissare il titolo vinto nel 2013 con la Skoda Fabia S2000?

‘Sarebbe molto bello! Con l’esperienza accumulata in questo 2018, nel 2019 la stagione potrebbe essere più semplice per noi. Ma non possiamo ancora parlare dei programmi futuri, molto per noi dipenderà dalle decisioni che prenderà la Federazione per le gare del CIR’.

Quest’anno hai fatto delle apparizioni in alcune gare del WRC. Cosa ti hanno lasciato questi eventi?

‘Devo ringraziare uno dei nostri sponsor principali, presente come importatore in quelle nazioni, per aver partecipato a questi eventi. Tutto ciò mi ha permesso di confrontarmi con una realtà molto diversa di quella del CIR e mi ha fatto capire che il Campionato Italiano non è propedeutico al WRC. Nel tricolore mancano le gare su terra, e quelle che ci sono hanno caratteristiche differenti rispetto a quelle del mondiale, impedendo di preparare al meglio l’equipaggio per affrontare delle gare così difficili. Nel WRC l’80% delle gare è su terra, l’esatto opposto di quanto accade nel CIR. Non solo io ho questa opinione, ma anche altri piloti e addetti ai lavori’.

Hai deciso di correre all’estero solo perchè lo sponsor ti ha datto l’opportunità o perchè avevi voglia di metterti in gioco nel mondiale?

‘Il 99% è dipeso dallo sponsor, però non ti nego che mi piace mettere il naso fuori dal Belpaese per misurarmi con diverse realtà, anche rischiando di prendere “legnate” non indifferenti. Al momento sono però legato con Skoda Italia, e Skoda Italia ha interesse commerciale a correre nel nostro territorio, per cui mi sarebbe impossibile imbastire un programma ad esempio nell’ERC senza un budget. Se ho risorse per correre all’estero, non mi tiro indietro e soprattutto mi piace confrontarmi con gli altri piloti’.

Nella tua gioventù c’è anche un passato da pilota ufficiale Abarth. Eri un giovane di belle speranze ma sei stato utilizzato con il contagocce. Come mai secondo te fu fatta una scelta del genere? Cosa hai imparato da questa esperienza?

‘Non so perchè sono stato impiegato a mezzo servizio. Probabilmente il loro obiettivo era preparare e sostenere un giovane per un programma europeo o mondiale che però non è mai partito. Chi conosce FIAT sa che sono così: possono imbastire e cancellare programmi dal giorno alla notte in un batter d’occhio. Di sicuro da tutto questo mi sono portato a casa un ottimo bagaglio d’esperienza come ad esempio le metodologie di lavoro e la sensibilità nei test. Se non li avessi fatti in quel periodo e in quel contesto, oggi non potrei vantarmi di quella esperienza’.

CIR 2019: l’idea iniziale parla di 8 gare, inserimento del Rally d’Italia Sardegna insieme al (probabile) Rally di Alba e l’eliminazione delle altre gare su terra. Scandola dice no: sarebbe meglio avere 4 gare su terra e 4 su asfalto. Ci spieghi la tua posizione?

‘Premetto che stimo molto le persone a capo della Federazione, che ritengo molto competenti ed intelligenti. Mi sto ponendo con loro con estremo rispetto per ciò che rappresentano e per quello che sono. C’è stato un incontro con il Presidente della Commissione Daniele Settimo, in cui ha detto di non aver mai dichiarato di voler togliere le gare su terra. Il regolamento è cambiato e nel 2019 si disputeranno 8 gare tra cui il Rally d’Italia Sardegna, ma non è mai stato scritto di voler eliminare gli eventi terra dal CIR. Ad esempio il calendario potrebbe essere costituito da 6 gare asfalto più Sardegna e un’altra gara su terra. A questo punto sono contento di aver capito male e va benissimo così’.

Perchè esiste questo ostracismo nei confronti delle gare su terra?

‘Le gare su terra molte volte non corrispondono e non vogliono attenersi o fanno fatica ad attenersi ai format dei campionati italiani. La scusa principale è questa, ma io invito tutti ad analizzare anche le gare su asfalto: tutte seguono i criteri imposti? La realtà è che il CIR ha bisogno delle gare su terra per sfornare dei piloti che possano essere in grado di competere con il futuro Ogier o con Kalle Rovanpera’.

Gare su terra perchè….

‘Perchè la terra è anche più vendibile e più spettacolare dal punto di vista mediatico. Se domandate a chiunque altro che segue il nostro sport, vedrete che tutti hanno la mia stessa opinione. Allora facciamolo! Non continuiamo ad attaccarci alle scuse come può essere il non rispetto del format richiesto dalle gare CIR. Bisogna sedersi e capire di cosa ha bisogno il nostro sport. Le strade sterrate in Italia non mancano e molte di quelle strade in passato sono state affrontate in gare ben più blasonate. Mi viene in mente il Tuscan, dove si percorrono prove speciali che in passato facevano parte del Sanremo mondiale. La Federazione deve intervenire aiutando gli organizzatori, è necessario un dialogo costruttivo che possa aiutarli, perchè in Italia abbiamo bisogno della terra’.

Le malelingue diranno che questa tua posizione è dovuta al fatto che sei molto più competitivo su sterrato che su asfalto..

‘Non posso nascondermi, è palese che questa soluzione 4 asfalto + 4 terra mi porterebbe dei vantaggi, ma non è questo il fulcro del mio interesse. La Federazione non deve avvantaggiare né me né i miei avversari. Non sono l’unico pilota che può vincere su terra, come non sono l’unico che può vincere su asfalto. E’ giusto dare a tutti la stessa opportunità, sia dal punto di vista dello Scandola pilota che dello Scandola appassionato e amante di questo sport’.

Cir, Rally Due Valli: A Paolo Andreucci il Cir numero 11

Il Rally Due Valli parte decisamente male per Marco Pollara e Giuseppe Princiotto. Sulla prima prova speciale, quella di Erbezzo l’equipaggio siciliano è uscito di strada nel tratto finale e i soccorsi sono intervenuti in tempi rapidi. Piloti subito soccorsi e coscienti. Rally Due Valli: PS1 bloccata per uscita di strada dei due siciliani, Marco Pollara e Giuseppe Princiotto, con la loro Peugeot 208 T16 R5. L’intervento delle ambulanze è stato tempestivo e allo stato attuale pilota e navigatore risultano coscienti. Pollara riporta una leggera ferita in volto.

Il Due Valli è più che combattuto del solito. Sulla PS4 Roncà, Luca Rossetti (Hyundai) parte subito all’attacco con il tempo di 6’58.1 davanti a Paolo Andreucci (Peugeot). Terzo tempo in prova per il varesino Andrea Crugnola con la Ford Fiesta R5 di Ford Racing Italia a sua volta eguito da Elwis Chentre con la Skoda Fabia R5. Quinto crono per Andre Dalmazzini con la FIesta R5 di X Race Sport. Segnalata una foratura per Umberto Scandola (Skoda). Il driver veronese scivola a 18” da Paolo Andreucci, suo diretto avversario nella sfida per titolo tricolore.

Tra le forature si segnala anche quella della Skoda Fabia R del toscano Rudy Michelini. Uscita di strada per Ivan Ferrarotti con la Renault Clio R3T senza conseguenze per l’equipaggio composto da Ivan Ferrarotti. Tra gli Under 26 ancora davanti Damiano De Tommaso seguito da Andrea Mazzocchi che prosegue la sua corsa in ottiva di Trofeo Peugeot Competition.

Sulla PS5 della gara tricolore Cà del Diaolo è ancora Luca Rossetti il più veloce in prova, ma Andreucci non demorde e attacca dietro al pordenonese chiudendo ad un solo decimo di secondo dal friulano. Terzo crono per l’aostano Elwis Chentre, con la Skoda Fabia R5 con un distacco dal primo di 5”2. Resta alle spalle dei primi tre il veronese Umberto Scandola con la Fabia, a sua volta seguito dalla Ford Fiesta di Crugnola. Dopo la quinta prova speciale, la classifica generale vede Rossetti ancora saldamente al comando del Raly Due Valli, secondo Paolo Andreucci a 12”3 e Crungola a 25”5.Scandola quarto a 38”5.

Nemmeno il tempo di finire la prima prova del Due Valli che decideva il Tricolore Rally. Neppure il tempo di arrivare in fondo ad un crono che – stando agli intertempi – stavano dominando. E’ finita così, con la Ford Fiesta inesorabilmente ammutolita, l’ultima gara della stagione per Simone Campedelli e Tania Canton. Le Pantere Alate di Orange 1 Racing erano pronte, decise a combattere sino in fondo per conquistare quel titolo che era alla loro portata ma, evidentemente, non era destino che andasse così.

Un guasto inaccettabile, sul quale bisognerà fare chiarezza, ha spento ogni speranza. Ed a nulla è valso il super motore che gli uomini di M-Sport, su diretto interessamento di Malcolm Wilson, avevano fornito alle Pantere Alate di Orange1 Racing per consentire loro di difendere al meglio le chance di conquista del Tricolore. Finisce così, con tanta amarezza, una stagione bella e difficile, che ha visto Simone e Tania risultare spesso l’equipaggio più performante fra quelli in corsa per il Campionato Italiano. L’amarezza come detto è grande ma lo è altrettanto la voglia di riprovarci: never give up!

“Nonostate il ritiro sulla prima prova per un problema elettronico voglio ringraziare M-Sport – dice Simone – per avermi fornito un super motore e un ingegnere, Slavek Wneck, bravissimo nel supportarmi in fase di preparazione al rally. Purtroppo non abbiamo potuto effettuare il test pre-gara come avevamo stabilito con la squadra e questo nonostante il propulsore di M-Sport fosse disponibile al team sin dal lunedì precedente la corsa”. Davvero un’occasione sprecata… “Con il senno di poi – analizza Campedelli – il problema che ci ha fermato si sarebbe potuto scoprire, dunque risolvere, durante il test pre-gara e quindi non avremmo compromesso tutte le nostre chance, come invece è accaduto. Ringrazio comunque tutti i nostri tifosi, i partner ed i collaboratori per il continuo supporto che ci hanno fornito nel corso di questa stagione. Tornerò più forte e motivato per lottare per il titolo”.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi, Peugeot 208 T16, si sono aggiudicati il titolo di campioni italiani rally 2018 al termine di una stagione altalenante, in il toscano ha in pratica fatto di tutto per vincere, ma anche per rendere assolutamente difficile la sua ennesima caccia al titolo tricolore. Una stagione che a Verona ha portato ben quattro piloti ad avere ancora possibilità di vittoria e che si è conclusa solamente dopo l’ultimo chilometro cronometrato, quando tutto si è finalmente chiarito. Una festa tricolore quella di Verona, che ha perso subito uno dei suoi protagonisti più attesi, Simone Campedelli fermato da problemi meccanici alla sua Ford, ma che è proseguita lungo due giornate con Umberto Scandola, Skoda Fabia R5, e Andrea Crugnola, Ford Fiesta R5, che sono rimasti sempre lì a costringere il toscano a non mollare mai fino in fondo.

Il più accreditato avversario del toscano, Umberto Scandola, in coppia con Guido D’Amore, sulle strade della sua Verona ci ha provato fino in fondo, ma il suo passo e non certo per sua colpa, un po’ meno veloci le sue Dmack rispetto alle Pirelli dell’avversario e qualche problemino meccanico, è stato leggermente sempre più alto rispetto a quello di Andreucci. Per il varesino Andrea Crugnola e Danilo Fappani con la Ford Fiesta R5 di Ford Racing Italia invece la soddisfazione è stata comunque grande, perché con questa gara, ha vinto comunque il Campionato Italiano Rally Asfalto, serie dedicata a piloti e squadre assolutamente private. Con questo meritato risultato del driver varesino, il titolo tricolore riservato ai Costruttori viene assegnato alla Ford, davanti alla Skoda e la Peugeot.

Parlato della lotta per il titolo, un capitolo a sé lo merita la prova di Luca Rossetti e Eleonora Mori su Hyundai i20 NG R5, vincitori con pieno merito della gara veronese. Il pilota friulano ha da alcuni anni lasciato il Campionato Italiano Rally, ma ha anche mantenuto una classe del tutto intatta, che si manifesta ogni qualvolta partecipi ad una gara. Nella classifica finale di gara Luca Rossetti ha preceduto il bravo Andrea Crugnola, Paolo Andreucci e un ottimo Elwis Chentre su Skoda Fabia R5. Alle spalle dei primi quattro, chiude dunque Umberto Scandola, seguito a sua volta dal toscano Rudy Michelini, altra Skoda. Ad inserirsi nella top ten finale poi il veronese Luca Hoelbling, Skoda, il reggiano Gianluca Tosi, Ford e, Leopoldo Maestrini, iscritto al CIRA, con la Skoda Fabia e, il pilota di casa Massimo Zaglia su Peugeot 208 R5.

Chiudono in bellezza la stagione 2018, Damiano De Tommaso e Michele Ferrara per i già ottenuti titoli tricolori nel Campionato Junior e nel Due Ruote Motrici piazzandosi a Verona undicesimo assoluti. Per quanto riguarda il Trofeo Peugeot Competition Top 2018, la vittoria in gara è andata a Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella che sono semplicemente arrivati in fondo alla gara senza commettere troppi errori, davanti ad Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti, diretti avversari, molto bravi qui tra gli Junior, rimasti alle spalle di De Tommaso per gran parte della gara. Un altro risultato di rilievo a Verona lo ha ottenuto nuovamente con la sua Suzuki Swift R1B, il Campione Italiano R1 e vincitore del Trofeo Suzuki Rally Trophy Giorgio Cogni, davanti al piemontese Simone Goldoni e il toscano Stefano Martinelli. Migliore tra le Twingo R1 il già vincitore del Trofeo dedicato alle piccole Renault, Alberto Paris, autore di ottimi tempi tra le vetture di classe R1.

‘Ce l’abbiamo fatta, ma quanta fatica! Abbiamo affrontato questo ultimo appuntamento di campionato con un handicap di mezzo punto su Scandola e non era la situazione migliore con cui avrei mai voluto arrivare a Verona. Ci siamo concentrati molto su ogni singolo particolare, ma lo confesso, eravamo tesi, bastava un nonnulla per buttare via il lavoro di una intera stagione. Né io né Anna volevamo lasciare nulla sul tavolo, volevamo a tutti i costi la vittoria e grazie all’impegno di tutta la squadra ce l’abbiamo fatta. Una grande soddisfazione che rende merito di un lavoro egregio fatto quest’anno da tutti, un grosso grazie a Pirelli che è stata fondamentale. Grazie a tutti gli altri sponsor che mi hanno sostenuto in questa stagione e che hanno creduto ancora in me. Grazie anche alle migliaia di tifosi che nel corso del campionato mi hanno fatto sentire una vicinanza pazzesca, fatta di tanti gesti e che sono venuti a tifarci con grande passione’.

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Adriatico: vince Umberto Scandola, pasticcio Andreucci

Umberto Scandola e Guido D’Amore ritornano sul gradino più alto del podio e conquistano anche il primo posto nel Campionato Italiano Rally Conduttori a una gara dal termine. Il pilota veronese ha preso il comando del Rally Adriatico alla fine della prima giornata per poi allungare nella seconda, grazie a cinque vittorie parziali. In questo week end la Skoda Fabia R5 si è riconfermata la vettura da battere nei rally, conquistando anche la testa del Campionato Costruttori. Il prossimo e decisivo appuntamento e al Rally Due Valli a Verona, nella gara di casa Scandola avrà come obiettivo la conquista del titolo nazionale

Dopo tre podi è il momento di festeggiare una grande vittoria per il team Skoda Italia Motorsport nel Campionato Italiano Rally 2018. Alla vigilia del 25° Rally Adriatico Umberto Scandola e Guido D’Amore erano attesi tra i principali protagonisti della corsa, grazie alle cinque vittorie consecutive conquistate in questa gara nelle passate stagioni. Nelle colline tra Cingoli, in provincia di Macerata, e Jesi, Ancona, è arrivata puntuale la conferma con un’altra affermazione. Un primo posto che permette a Scandola-D’Amore di raggiungere anche la prima posizione nella classifica generale della serie.

“Ci voleva proprio”, racconta Umberto Scandola. “Dopo tanto lavoro svolto negli ultimi mesi assieme al team e ai nostri partner tecnici è arrivata una bellissima vittoria che ci porta al comando del Campionato. Quest’anno l’Adriatico è stato ancora più impegnativo che in passato perché abbiamo lottato contro avversari molto competitivi e il ritmo è stato sempre tiratissimo. Solo attaccando in ogni curva, prova dopo prova, ci ha permesso di conquistare decimi preziosi fondamentali quando i distacchi minimi non permettevano nessun tipo di calcolo. Siamo stati bravi a tenere alta la concentrazione senza commettere nessun errore che avrebbe potuto compromettere il risultato finale e la stagione stessa. Adesso assieme ai ragazzi di S.A. Motorsport ci godiamo questo risultato, ma già dalle prossime ore ci metteremo a lavorare per l’ultima gara del campionato. Anche quest’anno ci giocheremo nella gara di casa il Campionato Italiano Rally”.

Secondo a soli otto decimi già nella prima prova speciale, Umberto Scandola in coppia con Guido D’Amore ha sempre lottato per la prima posizione, raggiunta nell’ultima prova di venerdì. Sabato il pilota veronese, incurante della maggiore ghiaia trovata come primo equipaggio a transitare in prova, ha dettato il ritmo. Anche con questo handicap Umberto è riuscito a incrementare il vantaggio vincendo ben cinque delle nove prove del secondo giorno. Km dopo km ha risposto agli attacchi degli avversari portando la sua Skoda Fabia R5 sul gradino più alto del podio.

Grazie ai punti conquistati con questa vittoria e al maggior coefficiente del Rally Adriatico, Umberto Scandola e Guido D’Amore sono saliti al comando della serie. L’appuntamento per giocarsi il titolo 2018 è per il Rally Due Valli a Verona il 12-13 ottobre. Al Rally Adriatico, Skoda è salita al comando del Campionato Italiano Rally Costruttori.

Nella stessa giornata si è registrata la quinta affermazione consecutiva per l’equipaggio Cogni-Zanni con la quale vincono la quinta edizione della serie monomarca delle Suzuki Swift 1.0 Boosterjet e Swift Sport 1.6. Sulle strade sterrate marchigiane dell’unica prova su terra a calendario, i protagonisti del monomarca Suzuki hanno dato grande spettacolo. Oltre ai vincitori emiliani hanno brillato anche il toscano della GR Motorsport Stefano Martinelli, con Massimiliano Bosi, e il ligure della Alma Racing Fabio Poggio, affiancato da Martina Balducchi.

Il Rally Adriatico per la Suzuki Rally Trophy inizia nel segno di Fabio Poggio, che stacca il miglior tempo nella prova spettacolo Città di Cingoli davanti a Giorgio Cogni e al toscano Stefano Martinelli. La leadership del savonese Fabio Poggio resiste fino alla seconda giornata di gara con l’attacco sferrato da Cogni. Già nella prima giornata di gara il giovane piacentino aveva vinto quattro speciali di fila avvicinandosi al leader, ma nella seconda tappa lo supera e passa al comando dopo la sesta frazione cronometrata.

Il ritmo della sfida è elevato, i distacchi minimi e nella corsa per la leadership si inserisce anche Martinelli. Il lucchese, occasionalmente al via con la Swift Sport 1.6 R1B, si porta al secondo posto superando Poggio nel corso della settima prova speciale e la classifica si stabilizza nelle posizioni sino al traguardo di Cingoli. Cogni vince il Rally Adriatico aggiudicandosi anche la Power Stage, precedendo Stefano Martinelli e Fabio Poggio. La classifica finale non comprende Simone Rivia, ritiratosi all’inizio della seconda giornata di gara causa malore accusato dal navigatore.

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Sotto il Segno dei Rally 2: racconti di Beppe Donazzan

La formula è sempre la stessa: un’appassionante serie di storie, fatti e imprese che, lette in sequenza, finiscono per dar vita ad un vero e proprio romanzo su questo mondo che tanta passione ha suscitato negli anni. A cambiare, questa volta, sono i protagonisti che, in questo secondo volume, corrispondono a quelli di alcuni fra i piloti italiani di maggior rilievo che hanno corso dagli anni Ottanta sino ad oggi.

I loro nomi sono, fra gli altri, Vudafieri, Cerrato, Zanussi, Bettega, Tabaton, Tognana, Cunico, Biasion, Liatti e Deila. Basta leggere i primi due o tre racconti per ritrovarsi, improvvisamente, in mezzo ai muri di folla che negli anni Ottanta e Novanta delimitavano i percorsi delle prove speciali lungo la penisola.

E capisci subito che non è necessario arrivare in fondo al volume, per sentirsi in grado di garantire che l’ultima fatica di Donazzan dovrebbe occupare un posto di riguardo nella libreria di ogni appassionato. E ti ritrovi comunque, tutto d’un fiato, in fondo al volume.

Tre i capitoli del libro. Il primo, “Le sfide infinite” parla di Attilio Bettega, Adartico Vudafieri, Vittorio Caneva, Tonino Tognana, Nico Grosoli, Franco Ceccato, Mario Aldo Pasetti, Antonella Mandelli, Franco Corradin, Gabriele Noberasco, Micky Martinelli, Alberto Alberti, Paolo Pasutti, Giorgio Pasetti.

E poi ancora, Paola Alberi, Gianni Del Zoppo, Nick Busseni, Dario Cerrato, Massimo Barbujani, Franco Uzzeni, Michele Cinotto, Franco Leoni, Carlo Cuccirelli, Fratelli Betti, Alberto Carrotta, “Bronson”, Pietro Mirri, Flaviano Polato, Paolo Baggio, Pierangela Riva, Ennio Santinello, Giacomo Bossini.

Nel secondo, “Tutte le latitudini” ci sono Fabrizio Tabaton, Andrea Zanussi, Miki Biasion, Gianfranco Cunico, Alessandro Fiorio, Bruno Bentivogli, Massimo Ercolani, Paola De Martini, Carlo Capone, Chantal Galli, Michele Rayneri, Gilberto Pianezzola, Giovanni Manfrinato, Isabella Bignardi, Fabrizio Fabbri, Paolo Alessandrini, Prisca Taruffi, Alessandro Fassina, Enrica Munaretto, Giammarino Zenere, Pucci Grossi, Michele Grecis, Edi Orioli, Enrico Bertone, Sergio Cresto, “Tabacco”.

Nel terzo, “L’era dell’elettronica” salgono in cattedra Andrea Aghini, Piero Liatti, Paolo Andreucci, Andrea Dallavilla, Pierluigi e Romeo Deila, Piero Longhi, Andrea Navarra, Renato Travaglia, Luca Rossetti, Gigi Galli, Umberto Scandola, Andrea Crugnola, Loris Roggia, Manuel Sossella, Lara Battistolli, Massimo Gasparotto, Alex Bruschetta, Alessandro Battaglin.

Ma anche: Claudio De Cecco, Luca Cantamessa, Giandomenico Basso, Massimo Ceccato, Marco Tempestini, Luca Pedersoli, Valentino Rossi, Franco Ballerini, Felice Re, Luca Campedelli, Matteo Gamba, Mauro Spagolla, Fabrizio Nucita, Fontana, Italia Rally Talent, Sandro Sottile, Angelo Medeghini.

Esiste la possibilità di acquistare Sotto il Segno dei Rally 1 e Sotto il Segno dei Rally 2 in abbinata e contenuti in un elegante cofanetto. Si tratta di una edizione limitata di duecento pezzi, che consiglio vivamente e che trovi dettagliata nella scheda libro. Beppe Donazzan, che è sempre un gentiluomo, mi ha concesso la pubblicazione di alcuni brani. Li trovi su Storie di Rally con una semplice ricerca. Di seguito ne pubblico uno molto divertente.

In Abruzzo il colpo con una Porsche in una torrida estate del 1982

Nel corso della giornata, per lo più all’imbrunire, scattava la domanda da un milione di dollari. Da nord a sud. Classica. In veneto era: “Te piase più i rally o la figa?”… Immancabile, dopo tanti discorsi di motori, ammortizzatori, “meglio i Koni o i Bilstein? No, su quea gara monto i Bilstein, la machina, da drìo, la sta più zò…”. Di solito il quesito veniva sparato dal personaggio più carismatico, quello che correva. Il team principal del gruppo, si direbbe ora.

Partivano le schermaglie di precisazioni: “Un rally con che macchina?, in contrapposizione “con che figa?”. Dalla Stratos o dalla 037, sull’altra sponda andavano a mille Serena Grandi, Edwige Fenech, Carmen Russo, Lilli Carati…protagoniste di film e di immagini senza veli sui giornali tipo Le Ore, Blitz, Men o Caballero che, per qualche minuto, avevano la supremazia su Autosprint.

C’era chi sceglieva i rally, chi – i più – la seconda opzione. Chi invece, ligio al compromesso radicato nella cultura democristiana, diceva: “Mi fasso i rally. La tosa poi me la trovo in machina…”. Le sghignazzate si protraevano a lungo, con toni sempre più coloriti e accesi. Uno dei tanti ritrovi dei giovani di Bassano del Grappa era un negozio di calzature. Titolare Ennio Santinello, un altro personaggio oltre le righe di quel pazzo mondo, con passione smisurata per le auto.

Fuori dal comune. Un pensiero fisso che non aveva fine. Era lui che innescava ogni tanto quella domanda, quando il gruppetto di amici aumentava di numero sul far della sera. C’era chi arrivava dal lavoro e chi aveva chiuso i libri dell’università”.

Ennio lasciava alla compagna il compito di servire i clienti. Entrava in scena solo se le presenze, all’interno del negozio, aumentavano di numero, oppure per l’ingresso di qualche attraente ragazza. Allora scattava dalla poltrona dell’ufficio, pieno di coppe e di cataste di Autosprint e Quattroruote, tirava giù dagli scaffali mezza bottega per mostrare le proposte più belle.

Cosa riuscisse a scorgere, inginocchiato, davanti alle signore, mentre le aiutava ad infilarsi le accattivanti scarpe dai tacchi slanciati o gli stivali, realmente non si sa. Conclusa la vendita rientrava nell’ufficio, rosso paonazzo, agitando le mani anticipando, visivamente, il racconto.

A luci rosse, naturalmente. Qualcuno del gruppo – compreso chi scrive, non lo nega – per provare l’ebbrezza del proibito, si improvvisava, qualche volta, commesso. Ma ne ritornava deluso. Era l’atmosfera che si creava ad alzare la temperatura del momento. Siparietti come nei film di Pierino e nulla più. Certo è che Ennio Santinello in macchina andava forte. Preparava le sue auto con una meticolosità da fuori di testa.

Soprattutto i particolari venivano esaltati. A vederle finite, dalla Fulvia HF 1600, alla Beta Montecarlo, per finire alla Porsche SC 3000, alcune con le quali aveva gareggiato, era un delitto pensare che avrebbero affrontato dei rally su viottoli dal fondo impossibile. Santinello non aveva mai avuto velleità di graduatorie e campionati. Correva quando voleva e se ne aveva voglia.

Così come decise di andare giù a Pescara, per partecipare al secondo rally della Spiga. Bel parco partenti con “Pau”, Leoni e Mirri con le Stratos. Ennio era alla guida di una Porsche SC 3000 Gruppo B, in realtà poco più di serie. Come navigatore Walter Bizzotto, un altro personaggio di Bassano, successivamente numero 1 della Mitropa Cup e dal 2013 anche presidente dell’Automobile Club di Vicenza.

Giù il piede, facendo attenzione a non esagerare e il risultato arrivò. Imprevisto e imprevedibile. Primi assoluti in un delirio di folla nel capoluogo abruzzese, in un giorno caldissimo di inizio estate. In pieno Mundial di Spagna, 112 iscritti, 82 partenti. Accade in Centro Italia, sempre in quel fine settimana del giugno 1982.

la scheda

SOTTO IL SEGNO DEI RALLY 2

Autore: Beppe Donazzan

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 416

Immagini: in bianco e nero e colori

Dimensioni: 14 x 22 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 20.50 euro

Peso: 739 grammi

ISBN: 978-8-8791159-9-5

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Elba, la rimonta del Leone: vincono Ucci-Ussi

Paolo Andreucci, terzo alla fine della PS1, riesce a rimontare e vince il 51° Rallye Elba, raggiungendo così la terza vittoria in quattro gare disputate. Un appuntamento storico che è stato teatro di grandi imprese del passato e che ora vede il Leone sul più alto gradino del podio, consolidandone la leadership in campionato, sia piloti sia costruttori. Week end di gara un po’ sfortunato quello del giovane Marco Pollara alla guida della seconda Peugeot 208 T16 ufficiale. Noie all’idroguida lo hanno rallentato quando si stava avvicinando a posizioni da podio: finisce decimo assoluto. Un peccato, ma ha dimostrato che la stoffa c’è ed è in grado di lottare con i top driver del campionato.

Paolo Andreucci (208 T16): “Il rally dell’Elba è stato una bella sfida! Non facile perché molto scivoloso il fondo nelle prime prove speciali di ieri (venerdì). Sembrava di avere grip, ma non era così. Ho concluso quindi la prima prova speciale in terza posizione. Poi, ieri sera, alla fine della PS5, sono riuscito a risalire una posizione e questa mattina, invece, ho fatto il salto in prima posizione, perché chi mi stava davanti ha avuto un problema ad una gomma. Dall’ottava prova in poi ho amministrato la gara perché chi mi inseguiva era ben distante. È stata una bella gara, finalmente in un clima estivo e senza le bizze del meteo come al Targa Florio. La 208 T16 è andata bene e le gomme sono state una conferma della qualità e competitività di Pirelli. Bene così. Ora ci si prepara per il San Marino, a fine giugno, perché ora arrivano le tappe più difficili per noi. Ma sono sicuro che il lavoro fatto finora ci servirà”

Marco Pollara (208 T16): “Che delusione, ci speravo proprio! Anche perché stavo andando bene. Nemmeno me lo sarei immaginato che avrei potuto puntare al podio e stavo andando in quella direzione prima che l’idroguida mi rallentasse… I meccanici al parco assistenza sono stati come sempre perfetti, ma il ritardo accumulato era tale che non ero in grado di recuperare e puntare più in alto di questo decimo posto. Male ma con una consolazione derivante dal fatto che mi sono reso conto che posso puntare in alto, con i migliori piloti del campionato. La gara è stata una bella esperienza e sicuramente carica di storia. L’appuntamento è solo rinviato.”

Scandola-D’Amore conquistano al debutto il secondo posto al 51° Rallye dell’Elba. Grazie a questo risultato, raggiunto dopo un entusiasmante recupero nella giornata di sabato, la Fabia bianco-verde di Skoda Italia Motorsport sale anche al secondo posto del Campionato Italiano Rally, arrivato al giro di boa. Tutto il team festeggia l’ottima prova e guarda con ottimismo al prossimo appuntamento del 29-30 giugno sulla terra del San Marino Rally

Dal quinto al secondo posto, impreziosito da ottimi tempi nelle prove speciali di sabato. Il Rallye dell’Elba si conclude nella maniera migliore per Umberto Scandola e Guido D’Amore. Nei 150 chilometri delle dieci prove cronometrate l’equipaggio di Skoda Italia Motorsport ha trovato un ottimo passo gara, dopo aver lavorato sulle regolazioni della vettura. Prova dopo prova il pilota veronese ha maturato la giusta confidenza per attaccare nella ricerca dei tempi migliori e dalla quinta posizione che aveva conquistato nella prima semitappa di venerdì, sabato è passato al secondo posto a 30” dal vincitore.

Il 51° Rallye Elba è stato lo scenario della terza prova stagionale del Trofeo Clio R3 Top e del Twingo R1 Top. Nel primo non è mancato lo spettacolo, grazie ad un bel duello tra il leader Ivan Ferrarotti e Riccardo Canzian, che sin dalle prime battute del venerdì hanno fatto registrare tempi molto simili. Canzian ed il navigatore Andrea Prizzon hanno tenuto il comando delle operazioni fino alle battute finali del rally, dove l’esperienza di Ferrarotti e del suo coéquipier Giovanni Agnese è uscita fuori proprio in occasione dell’ultima delle dieci prove speciali previste dalla competizione isolana, ovvero la “Due Mari”.

La stoccata vincente del pilota reggiano gli ha permesso di conquistare anche il primato tra le Due Ruote Motrici del Campionato Italiano Rally ed allo stesso tempo di consolidare la propria leadership nel tro feo, in cui adesso vanta 15 lunghezze di vantaggio nei confronti di Canzian, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter ambire al titolo. Continua a migliorare anche il debuttante Emanuele Rosso, che con Andrea Ferrari a leggergli le note è riuscito a svettare nella prova spettacolo di venerdì sera a Portoferraio. Un passo di gara costante e deciso ha permesso all’equipaggio della Gima Autosport di salire sul gradino più basso del podio.