Dal sesto senso di Scott Martin al titolo 2020: il caso Elfyn Evans

Dal sesto senso di Scott Martin al titolo 2020: il ”caso” Elfyn Evans

Il lavoro di squadra è al centro di qualsiasi prestazione impegnativa del Campionato del Mondo. Nel rally, è tanto una questione di squadra: finora, in questa stagione, Elfyn Evans e Scott Martin sono stati la squadra da battere. Il direttore tecnico della Toyota, Tom Fowler ha visto il bello e il brutto di questa situazione. Ha visto abbastanza per sapere che tutto ciò è ottimo.

La ripetizione di Cetibeli in Turchia ha consentito ad Evans di gettare le basi per il suo ritorno in cima alla classifica. Ma ciò non è arrivato senza un certo livello di stress, ansia e preoccupazione. Dopo una manciata di curve, Evans ha riferito il sospetto di una foratura a Martin. I minuti successivi hanno mostrato la forza di questa squadra. “Se si ascoltano le persone a bordo, dopo che Elfyn menziona la foratura, si sente Scott incoraggiarlo e parlargli del possibile problema. È stato perfetto. I due meritavano di andare in testa al rally per il modo in cui hanno gestito quella fase”, ha raccontato Fowler.

L’input di Martin in macchina in quel momento cruciale del rally – e della stagione – rivela un copilota con una super esperienza (136 partenze nel WRC) e fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. Evidenzia anche la comprensione e il ruolo determinante di Martin in macchina. E consente all’equipaggio di agguantare la leadership del Campionato del Mondo Rally, per potersi giocare il titolo al Rally di Monza, dopo l’annullamento del Rally di Ypres.

Detto senza mezzi termini, ci vogliono le palle perché un copilota si presenti e dica a un pilota che pensa di sbagliarsi e che non c’è nulla di cui preoccuparsi. “Quando Elfyn ha detto della foratura, il mio cuore ha avuto un tonfo”, ha raccontato Scott Martin. “Devo essere onesto, non sentivo niente. Non sentivo scivolare l’auto, non c’era stato impatto. Ma è davvero importante non parlare subito”.

“Non sentivo quello che provava Elfyn, che però era alla guida. Ho continuato a leggere gli appunti, volevo sentire la macchina per almeno un paio di curve in entrambe le direzioni per vedere se percepivo qualche sensazione strana. Ho avuto un po’ di sesto senso, la superficie non era male come era stata la prima volta che c’eravamo passati e sentivo la vettura sicura. Forse solo un po’ scivolosa in alcuni punti”, ha proseguito Martin.

“Quando sei nella posizione del copilota, senti sicuramente tutti i rumori della macchina. Le sensazioni di Elfyn erano migliori. Ma ero anche preoccupato. Speravo che il pensiero della foratura non restasse troppo tempo nella sua testa. Non volevo che si deconcentrasse. Avevamo ancora circa 26 minuti da guidare e sapevo che non potevamo permetterci di fermarci. Sentivo che la vettura non si “appoggiava” tanto in curva. Quanto ero sicuro? Al 97%. Gli ho detto che secondo me non avevamo forato”. Il tutto è durato il tempo di cinque curve.

A Monza per vince il WRC 2020: parola di Elfyn Evans

Intuizione, gioco di squadra, affiatamento, esperienza, feeling. Una sola parola in italiano: palle. Il britannico arriva in Italia da leader. Determinato a vincere il titolo, strappandolo dalle mani del freddo giovanotto estone. Elfyn Evans inizierà la finale del WRC, il Rally di Monza 2020, inseguendo la sua terza vittoria della stagione piuttosto che per proteggere la sua posizione in vetta alla classifica. Vuole il titolo, ma lo vuole vincendo anche la gara.

Evans si trova a 14 punti di vantaggio dal compagno di squadra Toyota, Sébastien Ogier, con soli 30 punti rimanenti dopo la cancellazione della penultima prova del WRC, il Rally di Ypres in Belgio. “Andremo a Monza cercando di vincere il rally. Con la situazione dei punti così com’è, il Campionato è ancora una partita aperta”, ha detto Elfyn Evans.

Nonostante l’annullamento della tappa belga, Evans rimane cauto sulle sue possibilità di diventare il terzo britannico a conquistare il titolo seguendo le orme di Colin McRae (1995) e Richard Burns (2001). Elfyn spiega: “In un certo senso, ovviamente, il titolo è più vicino, ma in realtà le cose sono ancora aperte e tutto può ancora succedere nell’unica prova rimanente”.

“La cancellazione di Ypres è, oggettivamente, un problema. Se avessi avuto un guaio, con due prove rimaste, ci sarebbe stato ancora un rally per recuperare. Se qualcosa va storto in Italia, non ci sarà alcuna possibilità di recuperare punti. In Italia ci giocheremo il tutto per tutto. Stiamo lavorando al massimo e il più possibile per essere vincenti a Monza”.