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Hyundai soddisfatta di com’è andata in Turchia

Hyundai ha concluso il Rally di Turchia con un doppio podio, nonostante la foratura di Thierry Neuville e di Sébastien Loeb durante la prima prova speciale dell’ultima giornata. I problemi avuti dagli equipaggi di Hyundai Motorsport nella speciale di domenica mattina hanno rappresentato un ulteriore ostacolo in una parte finale di gara che si prospettava complicata per tutti: i concorrenti, infatti, erano chiamati a percorrere per due volte la prova più lunga dell’intero evento, la Cetibeli da 38,15 km, in aggiunta alla più corta Marmaris da 6,28 km.

Neuville e il copilota Nicolas Gilsoul hanno visto svanire il loro vantaggio di 33 secondi, dato che a metà percorso sono stati costretti a fermarsi per cambiare una ruota. Anche Loeb e Daniel Elena hanno avuto una disavventura con una gomma, percorrendo gli ultimi chilometri sulla loro Hyundai i20 Coupe WRC con un pneumatico forato perdendo così oltre un minuto. Anche altri equipaggi hanno dovuto affrontare delle complicazioni, che hanno modificato la classifica generale.

Al primo passaggio sulla Marmaris, Neuville ha ottenuto una sensazionale vittoria di speciale riconquistando il secondo posto, dietro il nuovo leader Elfyn Evans, con Loeb al quarto posto a meno di cinque secondi dal podio. Durante il secondo passaggio, tutti e tre gli equipaggi Hyundai – compresi Ott Tanak e Martin Jarveoja in rientro – puntavano a completare il percorso in sicurezza per assicurarsi il maggior numero di punti possibile in ottica costruttori. Ciò nonostante, Neuville e Gilsoul hanno ottenuto la sesta vittoria di speciale del weekend consolidando il secondo posto con Loeb al terzo, a seguito del ritiro di Sébastien Ogier.

Nella Power Stage tutte le Hyundai i20 Coupe WRC hanno portato a casa punti: Neuville il più veloce, Tanak in seconda posizione e Loeb in quinta. Complessivamente Hyundai ha conquistato otto vittorie di speciale su dodici (sette per Neuville e una per Loeb), di cui cinque doppiette.

Il risultato finale vale il quindicesimo doppio podio per Hyundai nel WRC, il secondo di fila dopo la doppietta in Estonia. La piazza d’onore di Neuville rappresenta il suo secondo podio del 2020, il primo dalla vittoria del Rallye Monte-Carlo. Con il terzo posto, Loeb ha invece portato a casa il suo primo podio dal Rally del Cile dell’anno scorso, confermando anche il miglior risultato della squadra in Turchia, dopo i due terzi posti consecutivi nelle ultime stagioni.

Nel campionato costruttori, dalla seconda posizione, Hyundai continua a mettere pressione ai leader visto il distacco di soli 9 punti. Con 70 punti Tanak si trova ora al terzo posto in classifica piloti, mentre Neuville è quinto con 65 punti.

Andrea Adamo, Team Principal: “È stato un rally molto combattuto e non abbiamo ottenuto il risultato che speravamo, anche se il secondo e il terzo posto non sono così male. Questo weekend, abbiamo avuto problemi di affidabilità che non sarebbero dovuti sorgere e che hanno gettato un’ombra sui nostri risultati. Abbiamo avuto anche dei ‘momenti da rally’ con forature durante la tappa di apertura di domenica. Gli equipaggi hanno fatto tutto il possibile e la mia gratitudine va a loro. Il nostro compito ora è quello di fornire a loro una vettura migliore per la Sardegna”.

I piloti del WRC chiedono vetture distanziate di 5 minuti sulla terra

Dopo una PS1 liscia come l’olio, in Turchia i problemi sono sorti in quella successiva, la Gokce di 11,32 chilometri. Dopo il primo passaggio di Sebastien Ogier, costretto ad aprire essendo il leader del Mondiale Piloti, la polvere alzata non si è più abbassata, costringendo tutti coloro che sono entrati in prova successivamente ad alzare il piede in più di un punto. Alla fine della prova, molti piloti di vertice si sono lamentati in maniera feroce.

Queste reazioni sono dovute al fatto che in Turchia, la polvere, è quasi sempre stata un problema con i piloti contemporanei. E, sebbene non se ne sia parlato prima dell’avvio della gara, la situazione verificatasi nelle edizioni precedenti si è riproposta. Come era inevitabile che fosse. Il problema sta, probabilmente, nella mancata comprensione da parte degli equipaggi, che i rally veri sono questi. E capita, nei rally veri, di dover alzare il piede. Così come capita che, dopo la polvere, qualcuno comunque meritevole erediti la posizione e vada a vincere il rally.

“Ogni anno è lo stesso schifo”, ha tuonato alla fine della PS Thierry Neuville, che forse vuole andare sempre e solo veloce o che forse voleva solo essere solidale al campione del mondo in carica e compagno di squadra Ott Tanak che sosteneva arrabbiatissimo: “Sapevamo che questo sarebbe successo. La polvere rimane alta e rende tutto più difficile e pericoloso. Fa arrabbiare”. Tanak, che è pure campione del mondo, sarebbe meglio tacesse e pensasse a correre e a vincere per riconfermare il titolo dell’anno precedente, che intanto sembra allontanarsi sempre più.

“Evidentemente deve succedere qualcosa di brutto prima che cambino idea su quello che accade – ha detto Tanak nella media zone, cercando di creare un forte allarmismo di cui non si vedono le fondamenta -. È un peccato. Già era davvero brutto quando lo scorso anno ero io ad aprire le prove. Quest’anno stiamo entrando in prova ogni tre minuti. Ma le cose stanno così”.

Dopo Neuville è stato più chiaro. Il problema non è la prova, sono le regole: “È andato tutto bene nella PS1, ma nella PS2 abbiamo trovato la stessa situazione degli anni precedenti. Sono sempre gli stessi discorsi, le stesse discussioni. Chiediamo ad ogni evento del genere di avere più margine tra una partenza e l’altra, di avere più equità tra i piloti. Ma nessuno ci vuole ascoltare e ci sono sempre gli stessi problemi”.

“Lavoriamo sempre per avere vetture più costose, che possano proteggere sempre di più gli equipaggi, poi però li mandano in speciale per spingere al massimo in queste condizioni. Sappiamo che c’è un problema con la polvere. Probabilmente lo scorso anno ho perso il titolo proprio qui in Turchia a causa di una situazione molto simile, sempre legata alla polvere”. Ma i rally sono così. E sono belli proprio per le grandi incognite che possono nascondere. In alternativa c’è la pista, la danza e i corsi di cucina su tablet e tanto tanto altro.

“Difficile avere condizioni eque in questo modo. Ci sono punti dove puoi anche perdere 4 o 5 secondi a causa della visibilità assente. Sono davvero stanco di avere discussioni su queste cose tutte le volte. Noi entriamo in prova e rischiamo la vita perché certe persone non vogliono cambiare quello che pensano”. Poi, siccome a farne le spese è stato Ogier e Neuville si è trovato leader, allora basta alle polemiche. Va bene così e andrà meglio…

Anche Sebastien Ogier ha detto la sua sull’argomento, ma appunto il problema non è la polvere sono i minuti che distanziano una partenza dlall’altra. “Capisco gli altri piloti – ha dichiarato il francese -. Sono con loro, hanno ragione. Tre minuti tra una vettura e l’altra sono pochi. Non so quanto distacco avremo domani tra una vettura e l’altra, ma tre minuti non bastano. Forse con quattro le cose potrebbero essere migliori, ma l’anno scorso con quattro minuti abbiamo visto polvere rimanere in alcune zone”.

Della stessa idea anche Elfyn Evans, altro pilota Toyota: “Con la polvere sono stato molto cauto. In alcuni punti puoi anche rischiare di spingere, ma in altri punti non si vede niente, nemmeno il bordo della strada. A quel punto puoi perdere dei secondi che, in gare come questa, possono fare la differenza”. Speriamo che la federazione voglia valutare partenze distanziate di 5 minuti per ciascun equipaggio.

Elfyn Evans sopravvive alla Cetibeli e si aggiudica il Rally di Turchia 2020

È balzato dal quarto posto alla sua seconda vittoria stagionale Elfyn Evans, il talento britannico che in tanti definivano lo scudiero di Sebastien Ogier. Al Rally di Turchia 2020 Vince comunque una Toyota Yaris. E lo fa per ben 35”2. Vincere il Rally di Turchia 2020 è come vincere un Mondiale, una delle poche gare vere, dure, piene di incognite e di insiedie, ancora in grado di fare la selezione rispetto ad altre garette veloci su asfalto del WRC. Forse anche per questo poco amata dai Costruttori che nel Terzo Millennio corrono nei rally.

Il driver gallese, che ora è in testa al WRC per 18 punti, è l’unico a sfuggire alle insidie della temibile Cetibeli, una vera prova speciale da 38,15 chilometri, più della metà dell’intera Targa Florio 2020. Avere la vettura intatta dopo questa prova, con i rivali attardati da forature e problemi meccanici, può fare la differenza. E in Turchia l’ha fatta.

“È stato un fine settimana difficile – ha detto Evans -. Abbiamo cercato di guidare bene e rimanere in strada e questo ci ha sicuramente premiato. Sono ben consapevole che un po’ di fortuna deve venire anche per la mia strada ogni tanto. Non mi piace mai ereditare posizioni dagli altri in questo modo, ma così sono i rally e ancor di più questa è la natura del Rally di Turchia”.

Il leader del giorno prima, Thierry Neuville è arrivato secondo a 24”2 secondi dal compagno di squadra Sebastien Loeb. Le speranze di entrambi sono finite quando hanno forato a Cetibeli. Neuville ha perso 1’45” e Loeb 1’20”. Il belga Neuville è stato senza dubbio il pilota più veloce del fine settimana: ha vinto sette delle dodici prove speciali ed è stato leader in due diverse occasioni. Sebastien Ogier ha perso 1’15” per un problema simile. È rimasto in corsa per il podio fino a quando si è fermato , al secondo passaggio sulla prova in questione, con il fumo che usciva dal vano motore della sua Yaris.

Kalle Rovanpera è arrivato quarto, a più di 90” da Loeb dopo essere stato vittima della maledizione di Cetibeli. I punti ottenuti da Evans e dal ragazzotto finlandese hanno permesso alla Toyota di estendere il vantaggio nel Campionato Costruttori di ben a 9 punti su Hyundai Motorsport. Gus Greensmith è stato il miglior quinto in carriera su una Ford Fiesta dopo essere sfuggito alla “carneficina”: ha guidato il compagno di squadra Esapekka Lappi, che invece ha “zoppicato” la fase finale con un ammortizzatore rotto (aveva anche forato in precedenza).

Teemu Suninen si è ritirato a Cetibeli con la sospensione della Fiesta rotta, mentre Pierre-Louis Loubet si è fermato nella stessa prova per problemi al motore. Kajetan Kajetanowicz è arrivato settimo e ha vinto la categoria WRC 3 con la Skoda Fabia. Il vincitore del WRC 2 Pontus Tidemand lo ha seguito con Adrien Fourmaux e Marco Bulacia, che nel Campionato Italiano Rally Terra corre per i colori della Meteco Corse, hanno completato la top 10. Il campionato si sposta in Sardegna il prossimo mese per il sesto e forse terzultimo round: il Rally Italia Sardegna si terrà ad Alghero dall’8 all’11 ottobre, nella speranza che Aci Sport riesca ad organizzare anche il Rally di Monza iridato.

WRC 2020: confronto a tre tra Neuville, Loeb e Ogier
WRC 2020: confronto a tre tra Neuville, Loeb e Ogier

Neuville chiude in testa la seconda giornata del rally di Turchia 2020

Quando Sebastien Ogier ha avuto problemi nella prova di apertura del pomeriggio, Thierry Neuville ha centrato una serie di successi parziali guidando superbamente per costruire un forte vantaggio in cima alla classifica. A fine giornata è in testa di 33″2. I problemi di Ogier si sono presentati sotto forma di un guasto idraulico sulla sua Yaris WRC, che sembrava inscalfibile rispetto alle Hyundai e che ha ostacolato tutti i cambi di marcia.

Il francese è terzo alla fine della tappa del sabato, a parità di tempi complessivi con Sébastien Loeb. Loeb è secondo perché è stato più veloce di Ogier nella prima tappa del Rally di Turchia 2020. Gli pneumatici erano l’argomento del giorno e il duo Toyota, Elfyn Evans e Kalle Rovanpera, sono stati entrambi colpiti da forature. La coppia completa la top five della seconda giornata di gara.

Sebastien Ogier è stato costretto al ritiro in Turchia
Sebastien Ogier è stato costretto al ritiro in Turchia

Sabato mattina comanda Ogier, Loeb rema

Sebastien Ogier, terzo durante la notte, ha vinto le prime due prove del sabato per risalire in cima alla classifica di questa quinta prova del Mondiale WRC. Neuville ha reagito vincendo la terza prova con la Hyundai i20. Ora è distante appena 1”6. Le temperature che si avvicinavano ai 30° centigradi fuori dagli abitacoli e le strade di montagna sterrate in mezzo a uno splendido scenario costiero vicino a Marmaris rendono la vita tutt’altro che facile in gara. “Tutto deve ancora essere giocato e quando sapremo cosa rimane ancora in questo rally, sarà difficile poter sovvertire le cose”, ha detto Ogier.

“Stiamo guidando vicino al limite, ma quando il feeling c’è e posso fidarmi della macchina, non sento di correre troppi rischi. Quindi, vado a testa bassa. Questo pomeriggio sarà molto caldo e duro per le gomme, di solito mi porta fortuna”. Neuville è meno soddisfatto, la Hyundai i20 non va come vorrebbe. “Ho avuto un feeling buono durante i test e mi aspettavo che saremmo stati più competitivi. Speravo di avere un migliore equilibrio con la macchina e di andare più veloce. Ho lottato con la maneggevolezza e, soprattutto nelle parti più difficili, ci mancano le prestazioni”, ha detto il pilota belga lamentandosi della Hyundai.

La gioia di Ogier contrasta con la delusione del campione del mondo Ott Tanak, che ha inferto un durissimo colpo sulla conquista del titolo. Ha lanciato la sua i20 fuori strada su un breve rettilineo nella prova speciale di apertura di Yesilbelde. “Abbiamo avuto qualche problema allo sterzo, ma non sappiamo ancora cosa”, giustifica l’estone. “L’auto è ancora nella foresta e dobbiamo aspettare che torni al parco assistenza. È stato tutto istantaneo”.

Elfyn Evans ha ottenuto un trio di terzi tempi veloci per passare al terzo dal quarto posto notturno con la potente Yaris WRC, che a differenza delle Hyundai sembra non avere mai problemi. Il gallese era a 10”7 da Neuville dopo una corsa pulita e aveva 9”4 su Sébastien Loeb. Il leader notturno Loeb è precipitato al quarto posto a Yesilbelde dopo una scelta di pneumatici sbagliata e ha dovuto lottare come poche volte per tenere a bada la Yaris di Kalle Rovanpera.

Il giovane finlandese, per contro, ha lottato con qualche problemino di sottosterzo ma si è trovato a soli 3”7 dal campione del mondo dei record in una battaglia che attraversa generazioni. Teemu Suninen è a quasi mezzo minuto, al sesto posto, alla guida di un trio di Ford Fiesta. Esapekka Lappi e Gus Greensmith sono subito dietro (entrambi hanno lavorato sul set-up della loro vettura per tutta la mattinata mentre cercavano di migliorare).

Lappi ha ammorbidito le sue sospensioni dopo la prima tappa ma questo ha reso il suo sottosterzo meno gestibile, mentre le impostazioni più rigide per la prova finale hanno reso il finlandese più felice. Pierre-Louis Loubet ha fatto fermare due volte la sua i20 nella fase di apertura, ma ha tenuto il nono posto davanti a Kajetan Kajetanowicz, che guidava la categoria di supporto nel WRC 3 con la sua Skoda Fabia.

Classifica cortissima a fine prima giornata in Turchia

Classifica cortissima al termine delle prime due prove speciali del Rally di Turchia. A spuntarla è stato Sebastien Loeb, che torna al vertice di una prova del mondiale dopo aver conquistato l’ultimo successo in Spagna nel 2018. Nella prima speciale (Içmeler di 13,90 km) a trarre vantaggio dalla posizione di partenza sono stati i piloti Hyundai, con Thierry Neuville che si è portato al comando davanti a Loeb e Ott Tanak. Nella Gökçe di 11,32 km, però, quasi tutti hanno lamentato grandi problemi di visibilità, con l’apri pista Sebastien Ogier che ha infatti fatto segnare il miglior riferimento, sfruttando le difficoltà dei propri avversari, rallentati nella polvere.

Tanak e Neuville hanno avuto parole dure nei confronti della FIA, “parlano tanto di sicurezza – ha detto l’estone – e poi ci troviamo a correre in queste situazioni”, mentre il belga ha usato un linguaggio più colorito “è sempre la solita m****, ogni anno abbiamo questo problema e ne parliamo con l’organizzatore, ma nessuno vuole ascoltare”. Neuville conserva la seconda piazza, un decimo davanti ad Ogier, mentre il campione del mondo in carica è scivolato in settima posizione, alle spalle di Elfyn Evans, Kalle Rovanpera e Teemu Suninen. Esapekka Lappi, Gus Greensmith e Pierre-Louis Loubet chiudono la top-10.