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Storie e aneddoti del mitico Rally Lana 1982 e 1997

Storie e aneddoti del mitico Rally Lana 1982 e 1997, mentre il Rally Lana 2019 si avvicina. L’attesa dell’evento è una buona occasione per rispolverare due storie molto particolari. La prima dedicata all’edizione 1982, quando Miki Biasion, navigato per l’occasione da Rudy Dalpozzo, centra il suo primo successo importante in carriera.

La seconda è legata al Rally Lana 1997. E’ la stagione del debutto delle WRC nel Mondiale Rally, ma in Italia si corre ancora con le Gruppo A. Vincerà rocambolescamente Andrea Dallavilla per appena 2″ su un furioso Andrea Aghini in rimonta.

1982, Miki Biasion vince senza Tiziano Siviero

Alle ore 14 dell’11 giugno 1982 partiva la prima delle due tappe del 5° Rally Internazionale della Lana: prevedeva 32 prove speciali (tutte sponsorizzate dai lanifici locali: Bozzala & Lesna, Cigno Nero, Cervinia, Chiavazza, Tallia di Delfino, Maggia, Giuseppe Botto, Luigi Botto) e un percorso totale di 891 km. Era la quinta delle 12 gare di un Tricolore che sino a quel punto aveva proposto un diverso vincitore in ogni gara.

Appunto Tognana in Targa Florio, Michele Cinotto (Audi Quattro) in Costa Smeralda, Fabrizio Tabaton (Lancia Stratos) all’Elba e ‘Lucky’ (Opel Ascona 400) al 4 Regioni. Fra i 144 partenti – fra cui molti svizzeri per il loro campionato nazionale – favori del pronostico per la Ferrari 308 GTB Gr.4 di Tonino Tognana e Max De Antoni e per le Lancia di Fabrizio Tabaton
e Andrea Zanussi.

Il giovane Miki Biasion – ancora alla ricerca della prima vittoria importante -per la prima volta è senza o fianco Tiziano Siviero ma l’esperto “Rudy” (“e volevo dimostrargli la mia maturità e abilità di guida”). La Opel Ascona 400 ufficiale preparata da Conrero non aveva le prestazioni delle più accreditate rivali, ma sulle prime prove speciali è un festival di acquazzoni, e Miki agguanta di classe il primato, chiudendo la tappa al comando con 9” su Tognana.

Ma l’indomani l’uragano si trasforma in sole e Tognana si riprende la testa e se ne va. Ma proprio sull’ultima prova speciale il veneto incredibilmente sbaglia ed esce di strada. E’ vittoria per la strana coppia Biasion-“Rudy” davanti ai compagni di squadra Cerrato-Cerri, mentre lo spettacolare e funambolico biellese Federico Ormezzano – in coppia con il futuro ds Ferrari F.1 Claudio Berro – completa il podio con la Talbot Lotus dominando in Gruppo 2.

Antonella Mandelli (Fiat 131 Abarth) è ottava assoluta mentre Bruno Bentivogli (Alfetta GTV6) vince il Gr.N e al 17° posto chiude la coppia Fabbri-Amati (Fiat Ritmo Abarth 125). La gara insidiosa e massacrante vede ben 88 ritiri: più del 60% dei partenti.

Quei 2″ decisivi di Andrea Dallavilla nel Lana 1997

È il 18 luglio 1997 quando i 59 protagonisti partono per il Rally Lana passato ad un nuovo formato senza prove notturne. I big sono più del consueto ma tutti guardano a Franco Cunico (Ford Escort Cosworth Martini Racing) che cerca il quarto titolo italiano consecutivo e ai suoi due avversari più pericolosi: il bresciano Andrea Dallavilla – immancabilmente in coppia con Danilo Fappani sulla Subaru Impreza 555 della Procar – e il toscano Andrea Aghini. con la Toyota Celica GTFour della Grifone e al fianco Loris Roggia.

Dallavilla al Lana va a nozze, avendolo già vinto nelle stagioni precedenti, mentre Cunico ha una tradizione negativa (che riuscirà finalmente a rompere solo l’anno seguente, vincendolo per la prima e unica volta). Il rallyLana è decisivo per lo scudetto. Al via Dallavilla ha 90 punti, Aghini lo segue a 86,75 – ma deve iniziare a scartare – poi Cunico con 82. La prima giornata incorona Aghini, leader con più di mezzo minuto di vantaggio su Massimo Ercolani (Subaru), mentre Dallavilla è solo terzo a 47”. Cunico si ritira quasi subito uscendo di fatto dalla lotta per il titolo.

La seconda tappa è all’insegna del grande attacco di Dallavilla, che Aghini contiene sino alla PS 14, quando stallona un pneumatico e perde 40” ed il primato per 7” a favore del bresciano, che nella stessa PS scavalca anche Ercolani. Le ultime tre PS vedono la furiosa reazione di Aghini che le vince tutte, ma Dallavilla riesce a salvare la vittoria per soli 2”. Per lui è praticamente il via libera verso il suo primo titolo italiano che conquisterà aritmeticamente la gara successiva mentre per il suo copilota Danilo Fappani solo l’inizio di una lunga serie che dura tuttora, visto che ancora nel 2018 ha vinto ben due titoli: il Campionato Italiano Rally Asfalto al fianco di Andrea Crugnola e il CIWRC con Stefano Albertini.

Andrea Aghini testimonial al Rally Piancavallo

Il suo nome è scolpito nell’albo d’oro del Rally Piancavallo. Andrea Aghini, assieme al compianto Loris Roggia, nel 2001 vinse l’ultima edizione internazionale della corsa al volante di una Subaru Impreza Wrc. Tempo totale: 2.52’52’’6. Altri tempi, quasi tre ore di corsa valida per il Campionato Europeo, tracciato lunghissimo disegnato dal genio di Maurizio Perissinot. Sul podio Paolo Andreucci (oggi recordman di scudetti vantando 11 titoli assoluti) e l’udinese Claudio De Cecco, entrambi alla guida di una Ford Focus Wrc.

Ebbene Andrea Aghini sarà l’ospite d’onore alla presentazione del Rally Piancavallo 2019, edizione n. 33, in programma ad Aviano, Villa Policreti, la sera di venerdì 26 aprile mentre la gara si svolgerà nel fine settimana dell’11 e 12 maggio. “Miglior testimonial non potrebbe esserci – sottolinea Corrado Della Mattia, presidente dell’Aci Pordenone – per un’organizzazione fortemente motivata a riportare in alto la nostra gara”.

Plauso esplicito al lavoro di Knife Racing, che ha invitato il campione toscano volendo abbinare alla cerimonia ufficiale con le autorità del territorio (ore 19) un appuntamento del filone “miti dei rally” (inizio ore 20), dopo gli incontri di successo con Miki Biasion, Franco Cunico, Piero Longhi e Andrea Zanussi, organizzati in collaborazione con RinnovaMente di Maniago. Nel palmares di Aghini anche l’onore di essere stato l’ultimo pilota italiano a vincere una prova iridata con una vettura italiana: suo il sigillo al Sanremo 1992 al volante di una Lancia Delta Integrale del team Martini Racing.

Nel 1998 e 1999 si aggiudicò lo scudetto tricolore, mentre nel 2001, nonostante il successo al Piancavallo, fu Paolo Andreucci a laurearsi campione. “Ne avrà di storie da raccontare il driver livornese – conclude Della Mattia – scatenando la nostalgia degli appassionati d’antan, ma siamo certi sarà di stimolo per i più giovani che ancora vedono i rally, e il Piancavallo in particolare, come occasioni di gloria ed emozioni irrinunciabili”.

Test di Andrea Crugnola e Antonio Rusce con la Volkswagen Polo GTi R5

Giornata di test in vista del 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio per Andrea Crugnola ed Antonio Rusce, che sulla spettacolare PS Careggine hanno percorso i primi chilometri a bordo delle due Volkswagen Polo GTi R5 della HK Racing, gommate Pirelli.

Bellissima giornata di sole, ma molto intensa, anche a causa dell’inaspettato caldo, per entrambi gli equipaggi alla ricerca del giusto feeling con una vettura nuova e sostanzialmente differente dalla Ford Fiesta R5 a cui Crugnola e Rusce erano abituati.

Per i nostalgici dei rally d’antan è stata anche l’occasione per vedere nuovamente unita una coppia che ha fatto sognare gli appassionati negli anni Novanta, ovvero Andrea Aghini, arrivato per venuto a seguire i suoi amici Crugnola e Farnocchia, navigatore ormai da tre stagioni di Antonio Rusce. Al test era presente anche Alessandro Re, direttore sportivo della HK Racing, che ha già avuto ottimi contatti come pilota con la Polo GTI R5

Test concluso all’imbrunire con buone sensazioni per entrambi gli equipaggi, ma anche la consapevolezza che c’è da lavorare per sviluppare al meglio le vetture. Non resta che attendere Il Ciocco per capire se il lavoro effettuato sta prendendo la giusta direzione. Nell’attesa non ci resta che goderci la Polo GTi R5 nelle immagini di Silvia Lucchesi e Yuri Vivaldi.