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La fake news sul presidente del Kenya contrario al rally WRC

Si tratta di una fake news realizzata e diffusa per la prima volta il 27 giugno 2021. Il fotomontaggio è stato realizzato ad arte con Photoshop su una foto del povero presidente kenyota. Dunque, non è vero nulla, né che il Rally del Kenya è a rischio e né che il neo eletto presidente ha detto: ”Il Campionato del Mondo Rally è un affare per uomini ricchi. È stata una perdita di tempo, di risorse pubbliche e soprattutto un momento di Sodoma & Gomorra. Questa follia si fermerà nel 2022”. Tutto falso.

Un noto media online ha fatto scattare l’allarme tra gli appassionati italiani e stranieri del WRC. Un articolo promosso in prima pagina sostiene che il Rally del Kenya avrà problemi politici nel 2023 con la presidenza del Paese. Una notizia “bomba”, se fosse vera. Nell’articolo in questione si arriva, addirittura, ad attribuire al neo eletto presidente kenyota parole di fuoco contro la manifestazione iridata. Per fortuna, però, si tratta di una fake news.

Queste le parole che il media nazionale attribuisce al presidente del Kenya, William Ruto:

“Il Campionato del Mondo Rally è un affare per uomini ricchi. È stata una perdita di tempo, di risorse pubbliche e soprattutto un momento di Sodoma & Gomorra. Questa follia si fermerà nel 2022”.

Il tutto comprovato nientepocodimenoche da… uno screenshot (di seguito pubblichiamo il primo post che ha generato la fake news a fine giugno 2021 e che è stata rilanciata in Italia a fine settembre 2022).

Fake news William Ruto
La fake news William Ruto

Dicevamo notizia “bomba”. Infatti, è esplosa. Dopo pochi minuti, centinaia di appassionati a rilanciare ulteriori screenshot su forum e chat internazionali. In pratica, adesso è notizia pubblica che il presidente del Kenya schifi i rally e non voglia il rally iridato nel suo Paese.

Ma cosa c’è di vero in questa notizia? Nulla, ma proprio nulla.

Si tratta di una fake news realizzata e diffusa per la prima volta il 27 giugno 2021. Il fotomontaggio è stato realizzato ad arte con Photoshop su una foto del povero presidente kenyota. Il giornale a cui era stata attribuita la finta notizia in questione ha ricevuto diverse pressioni ed è stato costretto a smentire pubblicamente il tutto due giorni dopo, il 29 giugno 2021. Ma ovviamente, se si inseguono kimere e non si verificano le informazioni che si ricevono, rivendendole a scatola chiusa, non si può neppure immaginare che si stia diventando portatori sani di fake news. La verifica spetta ai giornalisti. E infatti, noi l’abbiamo fatta.

Abbiamo sentito nostre fonti del Kenya, dove capita di andare anche più volte l’anno, e abbiamo fatto una rapida ricerca attraverso un sito internazionale molto attento, che smentisce le fake news, PesaCeck, una sorta di Bufale.net. Non solo, siccome siamo partiti in buona fede, pensando che tutto ciò che stavamo leggendo fosse verissimo e che eravamo noi e le nostri fonti a sbagliare, per prima cosa siamo andati nel sito in questione, quello indicato sullo screenshot originario della fake news che ha indotto al clamoroso errore i colleghi che hanno rilanciato la falsa notizia e abbiamo scoperto che non è presente alcuna news come quella indicata. Un lavoro di indagine base che avrebbe potuto effettuare chiunque, proprio per evitare di rilanciare informazioni false già soggette a smentita, da mesi.

Sebbene sullo screenshot in questione (identico a quello pubblicato dal giornale che ha fatto il finto scoop) venga utilizzato il marchio Kenyans.co.ke, non ci sono queste informazioni sul sito web del giornale e neppure sulle sue pagine Facebook, Instagram e Twitter. Adongo Kyalo, il social media manager di Kenyans.co.ke, ha confermato che lo screenshot è un fotomontaggio fatto ad arte.

“Questa immagine non l’abbiamo fatta noi. Non è conforme alle regole di branding interne alla nostra azienda e non ha superato i molteplici controlli di approvazione messi in atto per evitare segnalazioni di notizie errate. Pertanto, lo segnaliamo come falso”, ha detto. E noi ci limitiamo a riportarlo per dovere di cronaca e per ristabilire la verità.

Dunque, non è vero nulla, né che il Rally del Kenya è a rischio e né che il neo eletto presidente ha detto: “Il Campionato del Mondo Rally è un affare per uomini ricchi. È stata una perdita di tempo, di risorse pubbliche e soprattutto un momento di Sodoma & Gomorra. Questa follia si fermerà nel 2022”. Tutto falso. Gli appassionati, adesso, possono dormire sonni tranquilli: il Rally del Kenya 2023 lo stanno preparando in perfetta collaborazione organizzatori e governo, sempre presieduto da William Ruto.