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Anche Vatanen, Delecour, Biasion, Cunico, Lucky a Rallylegend

“Ci siamo, e questo è già un successo!” potrebbe essere il claim di Rallylegend 2020, mentre prende forma l’elenco degli iscritti – che veleggia, ad oggi, verso le centoventi unità – e la lista dei grandi nomi presenti alla edizione numero 18 di Rallylegend. E sarà un parterre di alta qualità, per fuoriclasse, campioni e macchine, nonostante le difficoltà e i disagi causati dalle misure anti Covid19. Oltre alle già annunciate “star” Francois Delecour, Ken Block, Miki Biasion, Franco Cunico , si allunga la lista dei grandi nomi che non hanno voluto rinunciare ad essere al via anche di questo Rallylegend, sempre affascinante e di grande richiamo: quest’anno ci sarà anche Ari Vatanen.

Pilota velocissimo e grande personaggio nella storia dei rally, Ari Vatanen, campione del mondo rally nel 1981, vincitore di quattro Dakar e di una Coppa del Mondo Rally Raid, sarà a Rallylegend 2020. Un grande colpo, per l’organizzazione dell’evento rally più “cool” della stagione. Vatanen ritroverà, a San Marino, il volante della Ford Escort RS Cosworth, con cui si piazzò quinto al rally Acropoli mondiale del 1993, con Fabrizia Pons alle note.

Torna a Rallylegend Francois Delecour, il campione francese già pilota ufficiale Ford e Peugeot, vicecampione del mondo rally nel 1993 con la Escort Cosworth, e otto volte nella top ten finale del Campionato del Mondo Rally tra il 1991 e il 2001. Delecour porterà in gara nella categoria WRC-RGT la nuova e fascinosa Alpine A110 RGT, la versione moderna della mitica vettura da rally prodotta dal 1962 al 1977, che richiama in molti particolari.

Anche per Franco Cunico, che avrà Gigi Pirollo alle note, si tratta di un ritorno a Rallylegend, questa volta con la Ford Sierra Cosworth 4X4. E con una Ford, la Escort Cosworth, Cunico ha lasciato il segno nel 1993, quando vinse il rallye di Sanremo mondiale, impreziosendo una bacheca ricchissima dove brillano tre titoli italiani assoluti, tre in gruppo N ed uno in Gruppo B nel CIR, due nel Trofeo Terra, insieme ad altri titoli e a quel Trofeo A112 del 1979 che diede il via alla sua straordinaria carriera.

Pur stretto fra i due appuntamenti mondiali della Turchia e dell’Italia Sardegna, Rallylegend ha visto comunque confermata la prestigiosa presenza del team M-Sport WRT – con Michelin e Sparco tra i partner tecnici – che porterà nella Repubblica di San Marino la più recente evoluzione della Fiesta WRC. Al volante della splendida “Plus” debutterà Adrien Formaux, navigato dal fido Renaud Jamoul. Francese, classe 1995, il giovane driver transalpino, in soli quattro anni di gare e di ottimi risultati, è entrato nell’orbita del team ufficiale M-Sport per il WRC2.

Impossibile avere al via, quest’anno, Lappi e Suninen, i piloti ufficiali del team M-Sport WRC che, come tutti i loro colleghi, tra una gara e l’altra di un serratissimo mondiale rally, evitano altri impegni, in ottica di tutela dal contagio Covid19 e di possibili quarantene. In una edizione particolare di Rallylegend, dove l’afflusso degli equipaggi dall’estero è resa complicata, quando impossibile, dalla pandemia Covid19, diventa trainante la presenza di campioni e dei rallysti italiani. Che quest’anno superano l’80% delle presenze totali, in un elenco che, fino allo scorso anno, vedeva una sostanziale parità tra equipaggi esteri e italiani.

Punte di diamante dell’Italia vincente nei rally presente a Rallylegend, oltre al già citato Franco Cunico, saranno “Lucky” Battistolli, già pilota ufficiale Opel e Fiat negli anni 70/80, e pluricampione europeo e italiano rally storici ai giorni nostri, Piero Longhi, due volte Campione Italiano Rally nel 2000, su Toyota Corolla WRC, e nel 2005 con la Subaru Impreza WRX STI, nonché campione sloveno nel 2011, sulla cui partecipazione a Rallylegend deve però essere ancora sciolta una piccola riserva, cosi come per quella di Renato Travaglia, uno dei piloti italiani più titolati e tra questi allori spiccano due titoli europei nel 2002 (Peugeot 206 WRC) e nel 2005 (Renault Clio S1600) e un titolo tricolore assoluto rally nel 2002.

Spettacolo a go-go è atteso dal giovane figlio d’arte Alberto Battistolli, pilota inserito nel programma ACI Team Italia, che promette numeri con la Lancia 037 tra le Legend Stars. E parlando di evoluzioni e spettacolo, attesi come sempre dal pubblico e dai loro fans, e presenti anche quest’anno, due funamboli del volante del calibro di Paolo Diana, con la sua Fiat 131 ipervitaminizzata, e dell’inglese Frank Kelly, con la sua Ford Escort MkII.

Per chi ha i capelli spruzzati d’argento e per chi conosce la storia dei rally, leggere, al prossimo Rallylegend, sui vetri di una Ford Sierra Cosworth, la coppia di nomi Ercolani Volta- Roggia non può non può non far venire un tuffo al cuore. Andrea Ercolani Volta, figlio di Massimo, il più grande campione di rally della Repubblica di San Marino, e Matteo Roggia, primogenito di Loris, tra i più grandi navigatori (anche di Ercolani, come la moglie di Roggia, Cristina Larcher) e organizzatori italiani, hanno deciso di indossare tuta e casco e rinnovare, a bordo di una macchina da corsa, il ricordo dei loro indimenticabili papà. Regista e motore dell’operazione Daniele Ceccoli, pilota di vertice sammarinese, che ha avuto proprio in Loris Roggia il primo mentore della sua brillante carriera.

Sparco sarà presente in prima linea al Rallylegend in qualità di main sponsor e partner tecnico ufficiale. In occasione dell’evento, la storica azienda di Volpiano presenterà in anteprima, presso il proprio stand, la prestigiosa capsule line di abbigliamento Sparco-Martini Racing® 2021 che andrà ad arricchire l’attuale offerta di equipaggiamento tecnico racing dal sapore Heritage legata ai colori di Pessione.

Lo stand ospiterà inoltre i prodotti della linea gaming e due automobili che hanno fatto la storia del motorsport: da un lato la Lancia Rally 037 Eminence che farà la sua prima apparizione a 37 anni dalla sua ultima uscita pubblica; dall’altro la Lancia Delta S4 della collezione della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, con cui di recente Sparco ha siglato un accordo di partnership. Nel tardo pomeriggio di giovedi 1 ottobre è prevista l’apertura dello stand Sparco al pubblico con il cocktail party “Back to the Future” alla presenza di piloti del calibro di Miki Biasion, Federico Sceriffo e degli equipaggi M-Sport.

Le WRC Plus nei test della Scuola Federale con Piero Longhi

Prosegue il lavoro della Scuola Federale ACI Sport “Michele Alboreto”, anche per quanto riguarda i test di passaggio licenza ed abilitazione per la guida delle vetture da rally. In particolare, la giornata di lunedì 3 febbraio scorso ha visto protagonista la Ford Fiesta WRC Plus presso il Circuito di Castelletto di Branduzzo, proprio in occasione di un test di abilitazione alla guida delle vetture di categoria WRC Plus.

La performante auto dell’ovale blu, acquistata nuova in M-Sport, è stata messa a disposizione per una sessione di test sotto la supervisione dell’istruttore della Scuola Federale Piero Longhi. Oltre alla World Rally Car, sono state utilizzate anche una Skoda Fabia R5 e una Renault Clio R3 con le quali diversi piloti hanno sostenuto le sessioni per il passaggio e l’abilitazione.

Simone Miele subito efficace al Rally del Rubinetto: è tris

Numeri da far impallidire, nomi da far entusiasmare, prove speciali da far appassionare; il 26° Rally del Rubinetto è partito questo pomeriggio da San Maurizio d’Opaglio con tutto il suo fascino e tutto il suo grande richiamo; in tutta Italia hanno parlato del grandissimo numero di iscritti – ben 154 – e della qualità dei concorrenti al via.

All’appello del palco d’inizio mancano solo Formaggio-Bottega (n.95) e Cerri-Basile (n.112), entrambi non verificati. Sulla pedana non si presenta nemmeno Ferri (A7) per un guasto al cambio, stessa tipologia di problema che costringe al forfait immediato anche Rosi su Lancia Delta. Unico cambio di categoria è per il numero 144: da Racing Start Plus 1.6 passa a Racing Start 1.6.

A prendere il comando della gara ci sono Simone Miele e Roberto Mometti, già vincitori delle ultime due edizioni: sulla Citroen DS3 WRC (Dream One) i due varesotti hanno vinto i due passaggi sul Mottarone prevalendo sulla Ford Fiesta dell’idolo locale Piero Longhi, il pluricampione tornato a gareggiare in un rally tradizionale proprio in questa occasione. Il driver di Paruzzaro, con la Fiesta Wrc della Tamauto, sta ingaggiando un bel duello con il terzo assoluto, quel Davide Caffoni (Skoda Fabia R5 Balbosca) che nella prima speciale ha staccato il secondo tempo assoluto alle spalle di Miele.

Guai a guardare solo davanti però perché in quarta piazza l’oleggese Mattia Pizio è pronto con la Rubinelli a colmare il gap di soli 0”3 che lo separano dal podio (Skoda R5 Tamauto). Buon quinto è il duo bresciano Bottarelli-Pasini (id. HK) seguito dai fratelli valsesiani Ivan e Marina Carmellino, partiti senza rischiare a seguito dell’uscita di strada del Lana. Lo stuolo di R5 è notevole ma su una prova comunque “da motore”, si stagliano anche Bestetti-Nicastri (Peugeot 207 S2000) e soprattutto gli interpreti delle Due Ruote Motrici.

Primo tra le “Tuttoavanti” è l’equipaggio Giovanella-Destro (Clio Twister), bravo a ritrovare i ritmi dello scorso Valli Ossolane; Tondina-Cecchetto (Clio Valsesia) sono primi di R3C e leader del trofeo Renault Clio Open; secondi sono Margaroli-Cerutti (id. SMD) e terzi Quaderno-Zanolo (id. PRT). Il giovane Federico Romagnoli, affiancato da Lisa Bollito, è leader di una combattutissima R2B.

Tra le vetture del Produzione spiccano Stefano Serini e Sergio Miglini (Mitsubishi Lancer Evo IX) primi di gruppo e classe N4 ed il locale Luca Faggio con Cristina Campus: la loro Clio N3 è leader della graduatoria fino a 2000cc. Dopo due prove speciali già qualche equipaggio ha consegnato la tabella: Barbieri-Broglia (R5) per un malore – poi allarme rientrato- del pilota; Fodrini-Ramoni per guasto all’alternatore. Penalità di 10” per partenza anticipata a Corinaldesi-Veronese (n.19) e Cave-Grosso (n.88).

Così i protagonisti a fine prima giornata

Simone Miele: “Siamo partiti bene; sul secondo passaggio ho faticato più del dovuto per problemi di vista notturna ma sul primo ho fatto il mio miglior tempo di sempre sul Mottarone nonostante una scelta di gomma non perfetta. Tutto sommato siamo soddisfatti”.

Piero Longhi: “Ci siamo divertiti molto; devo fare i complimenti a Swilly perché non ha perso lo smalto tenendo sempre il tempo: non era facile. Era importante prendere confidenza con la Fiesta su queste strade senza prendere rischi: per noi non avrebbe alcun senso fare errori; sono curioso di capire cosa accadrà domani: oggi il Mottarone era la prova migliore per riprendere i ritmi; a Borgosesia tornerò sulla Rozzo-Caneto che feci ai tempi del Lana ormai 30 anni fa; vedremo cosa saremo in gradi di fare”.

Davide Caffoni: “Ho fatto un piccolo errore nella Ps2 uscendo troppo largo da una curva; per tenere la Skoda ho dovuto mollare il pedale dell’acceleratore perdendo velocità; devo però essere contento perché non credevo che avrei potuto chiudere terzo con la presenza di tutti questi avversari”.

Miele resta in testa anche dopo la PS5

Rally del Rubinetto 2019: così come si è concluso in primo giorno di gara, è iniziato il secondo, al. Ai due scratch di Miele del sabato sono seguite altre tre vittorie parziali del pilota varesotto nelle speciali Città di Borgosesia, San Fermo e Gianni Piola.

Insieme a Mometti il 32enne della Dream One Racing, su Citroen DS3 Wrc, ha ora un vantaggio di 39” sul primo degli inseguitori. Una leadership consolidata e meritata che non evidenzia crepe fino a quanto mostrato fino ad ora. Alle spalle dei due lombardi però, ben quattro equipaggi scalpitano per finire sul podio.

Oltre a Piero Longhi e Swilly Leonardi, che sulla Fiesta Wrc (Tamauto) hanno bisogno di ritrovare i giusti automatismi, le Skoda R5 di Caffoni (Balbosca), Pizio (Tamauto) e Bottarelli (HK) stanno rendendo entusiasmante questa fase di gara. Davide Caffoni e Max Minazzi – già due volte vincitori della corsa nel 2015 e 2016, stanno tenendo un passo forsennato ma sulla loro strada stanno trovando un Mattia Pizio, con Monica Rubinelli, in stato di grazia.

Come se non bastasse, in gran recupero ci sono i bresciani Luca Bottarelli e Walter Pasini che dopo un avvio buono ma non ottimo nella giornata di ieri, hanno recuperato sino a portarsi a ridosso dei primi. Così, dopo cinque prove speciali, dietro a Miele si piazza Caffoni a 39” ma a 39”6 vi è Pizio, a 42”2 Bottarelli e 41”8 Longhi: quattro equipaggi in 2”8!

Come la generale, anche la due ruote motrici è capitanata da due varesini: i fratelli Vani e Lorenzo Maran, su Fiat Punto S1600, sono al comando grazie al 19° tempo assoluto e un vantaggio di 1”4 su Peruccio-Cerutti e 7”8 su Giovanella-Destro, questi ultimi autori di una leggera toccata in Ps4.

Tondina-Cecchetto (Clio Valsesia) sono primi di R3C ma il margine su Quaderno-Zanolo (id. PRT) è esiguo: li separano solo nove decimi. Margaroli-Cerutti picchiano e sono out.

Dopo cinque prove il numero dei ritirati è di 20: tra questi figurano Lombardi (semiasse), Pelfini (noie elettriche), e Filisetti (rimasti senza freni). L’arrivo è programmato a Borgosesia in piazza Mazzini alle ore 18.30.

Quel dolce tris firmato Simone e Roberto

Il Rally del Rubinetto li celebra e li eleva tra i principali protagonisti di sempre: non può essere diversamente per Simone e Miele e Roberto Mometti che oggi, domenica 29 settembre, hanno firmato per la terza volta l’albo d’oro di una gara prestigiosa e ambita e che vantava la ragguardevole cifra di 154 iscritti.

Partiti con i favori del pronostico, i Vice-Campioni Italiani Wrc hanno preso in mano le redini della corsa fin dai primi metri vincendo con apparente tranquillità le prime sei prove in programma in virtù della loro bravura, del mezzo tecnico superiore e ad una saggia gestione nella seconda metà della gara; alla fine il distacco sui secondi è di 53”3.

“La vittoria è merito di tutti, dal mio naviga Mometti ai ragazzi del team: non è mai facile e riprova ne è il fatto che nonostante un buon margine di vantaggio, abbia perso un po’ di concentrazione facendo un dritto e strisciando la DS3; siamo contanti perché così completiamo una stagione per noi davvero positiva” ha detto Miele all’arrivo.

La seconda posizione è stata ad appannaggio di Piero Longhi e Massimo “Swilly” Leonardi, su Ford Fiesta Wrc by Tamauto; gli indiscussi idoli locali – e la piazza d’arrivo di Borgosesia lo ha testimoniato con una ovazione generale -si sono tolti lo sfizio di siglare l’ultima prova speciale sferrando la zampata utile per l’argento conquistato con merito ma non senza fatica visto che alle loro spalle un nutrito gruppo di R5 ha dato via ad una lotta senza eguali per il podio.

Tre, oltre a Longhi, erano in lizza per i due posti dopo Miele: Caffoni, Bottarelli e Pizio. A suon di temponi è emerso il duo bresciano Luca Bottarelli e Walter Pasini (Skoda HK) che ha sprintato terzo sui comunque bravi locali Mattia Pizio- Monica Rubinelli (id. Tamauto), confermatisi ad alti livelli. Non ha visto invece il traguardo l’equipaggio Caffoni-Minazzi per aver commesso un piccolo quanto fatale errore nel corso della PS8: nel rimettersi dritto dopo un testacoda ad un tornante, il duo della Skoda-Balbosca è entrato in un buco della strada situato all’interno di un tornate che gli ha letteralmente sfilato la gomma dal cerchio.

Quinto posto per i fratelli valsesiani Ivan e Marina Carmellino che sono riusciti a mettere da parte i fantasmi del Lana (uscirono di strada) ritrovando nella seconda metà di gara anche tempi decisamente di valore. Sesto si è piazzato così l’indomito Chentre con la Giovenale: pazienza se un avversario lo ha tenuto dietro facendogli perdere trenta secondi: l’aostano della PA Racing ha comunque raggiunto l’obiettivo di primeggiare nella Coppa Rally di Zona e di staccare il biglietto per la finale di Coppa Italia a Como.

Ivo Frattini, ottavo assoluto, grazie ad età anagrafica e qualità ancora non sopite, si aggiudica il premio Over55 (Skoda Colombi). La S1600 va a Fabrizio Giovanella, pilota di Masera che alle abilità già mostrate nelle scorse gare, ha finalmente aggiunto un pizzico di fortuna; il driver della Clio by Twister Corse ha tirato un sospiro di sollievo dopo il ritiro dei fratelli Maran che hanno dovuto alzare bandiera bianca per la rottura del tappo dell’olio in uno dei tanti tagli che la gara contemplava.

Altra avvincente sfida è stata quella per il primato di R3C dove il valsesiano Gianluca Quaderno, con la compagna Lara Zanolo (Clio Prt), ha avuto la meglio sull’arcigno Riccardo Tondina con Davide Cecchetto (id. Valsesia): i due hanno chiuso con l’esiguo distacco di 3”8 a coronamento di una stagione vissuta ad alti ritmi ma sempre al massimo della sportività.

Tra le altre numerose classi va evidenziato il duello in R2B dove il cuneese Matteo Giordano (Peugeot 208 FR New Motors) ha dovuto sudare le cosiddette sette camicie per avere la meglio sul giovanissimo Federico Romagnoli che, come un anno fa, “perde” la vittoria sull’ultimo tratto mostrando però quanto elevato sia il suo talento nonostante le pochissime gare all’attivo.

La N3 è finita nelle mani di Alain Cittadino, pilota di Bernezzo (Cuneo) che ha saputo destreggiarsi molto bene su strade a lui nuove. Ad Iraldi-Amerio è infine andata la N2 dopo una bella lotta contro Rizzato e Levati. Il premio intitolato a Daniele Poletti e promosso dal gruppo Ufficiali VCO è andato a Rossi-Gallo (Suzuki) che hanno chiuso in ultima posizione assoluta.

Piero Longhi si esalta e vince il Milano Rally Show

Festa dei motori in Piazza Duomo, per le vie del centro, del Quadrilatero della Moda, a San Siro. Le Piazze di Milano, icone internazionali di storia e architettura si sono aperte alle auto da rally, ai campioni dell’automobilismo che ancora emoziona, attrae, trasmette sensazioni e valori di sport nobile. E in questi due giorni nella capitale meneghina, sulle sopraelevate del Monza Eni Circuit, tra le curve e i dossi di “La Pista ” di Arese e, soprattutto, sotto gli spalti della Cattedrale del Calcio, Stadio Meazza di San Siro, quatto quarti e qualcosa di più della nobiltà sportiva Milano Rally Show li ha conquistati.

Lo hanno decretato i quasi diecimila spettatori che nei due giorni di sfide motoristiche hanno seguito l’evento nella sua interezza, assiepando in ordine di posto le tribune e gli spazi attorno al tracciato di gara allestito a San Siro. Evento rallistico arricchito dagli eventi collaterali, dalle evoluzioni dei fantastici Daboot, da un Vanni Oddera campione nel dedicarsi alla Mototerapia, dalle esibizioni delle Legend Cars, delle muscle cars American Cars e della scuola di kart della Birel Art, i raduni dell’Abarth Club Milano e poi ancora dai test Drive Ferrari, dalla Street Food.

Una kermesse motoristica, colorata e musicata da Radio Number One, insomma un multievento a trecento sessanta gradi in continua evoluzione. Che ha accontentato, affascinato, attratto e permesso alle famiglie milanesi di passare un weekend diverso, dove il fatto sportivo è solo il fiore all’occhiello di una manifestazione voluta e modellata per loro. Sfide tra campioni di rally a bordo di vetture Storiche e Moderne: dalle Gruppo B e Gruppo 4, alle World Rally Car, le R5, le Super 1600 e le R4.

Sono i protagonisti delle sfide auto storiche ad animare ed emozionare il pubblico sul palco. A vincere, per la seconda volta il Milano Rally Show Storico, è il bresciano Marco Superti che ha battuto i nove concorrenti al via. Il lombardo con la Porsche 911 Rsr Gruppo 4, si impone davanti a Tony Fassina e Marco Verdelli, secondo con la Lancia Stratos Hf, con 1’58.3 di ritardo dal vincitore. Terzo è il pavese Riccardo Canzian, veloce, grintoso ed altamente spettacolare con la Opel Kadett GT/E Gruppo 4 che egli stesso prepara per le corse e che divide con Margherita Potino alle note.

E’ l’appassionato Walter Ben, porschista da sempre che si piazza al quarto posto, pilotando una Porsche 911 Sc Gruppo 4 che ha diviso con Raffaele Corollo. Termina anzitempo la gara di Beniamino Lo Presti, l’ideatore e organizzatore di Milano Rally Show navigato da Fabrizio Sala, il sempre più appassionato Vice Presidente di Regione Lombardia; fermi al palo sono anche molti dei campioni attesi come Matteo Musti, per la rottura della Porsche, Alberto Battistolli per rottura del cambio della Ferrari 308 Gt, accumunati nella sfortuna del ritiro a Elia Bossalini ed Edoardo Bresolin.

Prestazioni velocistiche di grande levatura, hanno caratterizzato la gara delle auto moderne dove, Piero Longhi s’è esaltato al punto di dominare la competizione. Il novarese ha firmato la terza edizione di Milano Rally Show, a bordo della Ford Fiesta WRC condivisa con il navigatore Gianmaria Santini. Dopo nove prove speciali, delle quali Longhi ne ha vinte cinque, al secondo posto assoluto ha chiuso il bresciano Luca Tosini, navigato da Roberto Peroglio alle sue spalle per 26.8 e due vittorie parziali con la Skoda Fabia R5. Terzo il camuno Ilario Bondioni, in coppia con Sofia D’ambrosio, veloce nelle piesse ma in ritardo nel computo totale di 1’02.4 dal vincitore. Quarto al traguardo di San Siro è il milanese Giacomo Jack Ogliari, navigato da Gabriele Falzone, sulla Citroen C3 R5, davanti di poco a Luca Potente, che con la Skoda Fabia R5 è quinto assoluto.

Rally Valli Ossolane: i piloti ci guidano in prova speciale

Al Rally Valli Ossolane, Piero Longhi ci guida in prova. ”Sono passati molti anni dal mio ultimo Valli Ossolane; ricordo che l’Aurano era una speciale proprio differente dalle altre: il misto veloce nel primo tratto si spezzava continuamente con i tornanti a salire. Era un cambio drastico rispetto alle speciali precedenti come ad esempio la Cannobina, decisamente più veloce; questo però è ed è stato uno dei motivi per cui i concorrenti hanno sempre amato il Valli Ossolane; si trova di tutto, dalla salita alla discesa, dal largo veloce allo stretto lento, tornanti spettacolari, inversioni strette e passaggi nei paesini. Un rally tosto per piloti veri”. Inizia da qui, una guida a puntate delle PS del Rally Valli Ossolane.

Ma chi sarà mai questo Piero Longhi? Nato a Borgomanero nel 1965, Piero Longhi è uno dei piloti di maggior successo a livello nazionale ed anche uno dei pochi ad aver svolto la professione di pilota sia in ambito rally che in ambito pista. Il driver di Paruzzaro ha vinto per due volte il Campionato Italiano Rally nel 2000 a bordo di una Toyota Corolla Wrc e nel 2005 su una Subaru Impreza gr.N. Nel 2011 ha vinto il Campionato Sloveno su Skoda Fabia S2000. L’albo d’oro del Valli Ossolane lo consacra per due volte vincitore: nel 1988 con “Swilly” Leonardi su Renault 5 Gt Turbo e nel 1990 con Pietro Carraro su Lancia Delta Integrale.

Ora torniamo al Rally Valli Ossolane suscita un interesse oltre misura nei concorrenti e nel pubblico. Se alcune volte in passato si è dovuti ricorrere alle estrazioni per eliminare gli esuberi, è vero anche che il pubblico ha sempre reso magnifica la cornice di contorno ad una gara ben radicata nel territorio che, per la cinquantacinquesima volta, è pronto ad abbracciare ancora i bolidi del rally.

Da quest’anno poi, l’attesa ha quell’effervescenza tipica delle grandi occasioni frutto di elementi di novità: per la prima volta infatti, sarà la scuderia New Turbomark ad organizzare la corsa ossolana avvalendosi di quella grande esperienza che proprio già al Rubinetto, al Lana e al 2Laghi ha mostrato sul territorio regionale. Venerdì 24 maggio si scioglieranno gli indugi con l’apertura delle iscrizioni che daranno le prime indicazioni attorno alla voglia dei concorrenti di essere al via. Si correrà infatti sabato 22 e domenica 23 giugno prossimi su un tracciato lungo quanto una gara di Campionato Italiano.

Centoventi chilometri spartiti tra le dieci prove speciali di una gara che è disegnata per confermare le alte aspettative di tutti. I tratti individuati dalla New Turbomark sono quelli di Zornasco (5,20km), Cannobina (24), Crodo-Mozzio (9,50), Aurano (12,10) e Montecrestese (9,30). La tappa del sabato non sarà certo un semplice “aperitivo” bensì un succoso susseguirsi di curve… d’altri tempi: a farla da padrone saranno le prove di Aurano e della Cannobina (la più lunga della corsa con ben 24 chilometri per passaggio!) mentre domenica ci saranno due “tris” più brevi ma altrettanto intensi.

I concorrenti non potranno che apprezzare

“Siamo convinti di aver strutturato un rally molto bello che i concorrenti non potranno che apprezzare”, dice Claudio Zagami presidente di New Turbomark. Ora dunque largo alle iscrizioni. Infatti, la scuderia New Turbomark conta già la bellezza di 105 iscritti calcolando che ancora non sono giunte le adesioni dei piloti svizzeri che prenderanno parte al massimo campionato elvetico per cui la corsa è valida. Un successo incredibile che non fa che confermare l’amore e l’attenzione che i concorrenti hanno da sempre verso questa gara che risulta tra le più antiche d’Italia.

Le prove speciali sotto la lente di ingrandimento – Inizia da questo comunicato il percorso di avvicinamento all’edizione numero 55 del Valli Ossolane. Abbiamo interpellato alcuni dei piloti più rappresentativi di questa corsa che sono strettamente legati alla gara: è a loro che abbiamo chiesto di descrivere le speciali di quest’anno. Piero Longhi, Fabrizio Margaroli, Marco Laurini, Erminio Barbieri e Davide Caffoni ci hanno accompagneranno virtualmente sulle strade di Aurano, Cannobina, Crodo-Mozzio, Zornasco e Montecrestese con le descrizioni delle strade e dei loro personali ricordi. La prima “puntata” è focalizzata sulla prima e terza prova, l’Aurano. Allacciatevi le cinture: si parte.

Le prove speciali del Rally Valli Ossolane
Le prove speciali del Rally Valli Ossolane

La guida dei piloti alle PS del Rally Valli Ossolane

PS 1-3 Aurano (12,10 km, sabato 15 giugno, 14:23 e 18:39)

Sempre uguale rispetto al passato, l’Aurano è stata utilizzata anche in occasione del 111’, il rally di “casa mia”; sarà la speciale di apertura del rally e dopo la Cannobina è quella più lunga con i suoi 12 chilometri. La prova inizia da Ramello, frazione di Cambiasca, con un misto veloce che viaggia in costa e che dopo il primo tratto si lascia a sinistra il bivio per Intragna e Gabbio situato su una destra insidiosa. Attraverso il passaggio su alcuni ponticelli stretti si inizia a percorrere un sottobosco nel quale i ritmi sono sempre sostenuti; l’asfalto è in buone condizioni e si arriva a gran velocità ad un altro bivio dove un susseguirsi di “destra-sinistra” è da farsi quasi in apnea. Il ritmo è spezzato da un tornante sinistro che inizia a far crescere i percentili di pendenza della salita che prosegue con un’altra serie di tornanti separati da curve veloci e da non sottovalutare. In totale i tornanti sono ben sedici e quasi tutti abbastanza stretti: conterà molto farli bene per cercare di ripartire al meglio per perdere il minor tempo possibile.

Per il pubblico: Prova ostica per il pubblico: pochi gli accessi come i punti utili per assistere in piena sicurezza. L’inizio prova facilmente raggiungibile da Cambiasca è quello più agevole dove però bisogna selezionare bene la postazione visto che le auto transitano veloci e la carreggiata è stretta con muri e bosco che si affacciano sulla strada impedendo lo stazionamento. Meglio stare nei bivi o nei tornanti nella seconda metà di prova pur considerando che l’accesso è permesso arrivando da Piancavallo.

La prova speciale numero 2 Canobbina

PS 2-4 Cannobina (24,0 km, sabato 22 giugno, 15.47 e 20.03)

Proseguiamo il percorso di avvicinamento all’edizione numero 55 del Valli Ossolane. Dopo aver sentito Piero Longhi che ha raccontato della prova Aurano, è il turno di Fabrizio Margaroli che ci guiderà sulle strade della Cannobina.

La prova è simile ma non uguale al passato: in questa versione non è mai stata fatta – spiega il pilota Fabrizio Margaroli. Si parte da Traffiume, la principale frazion di Cannobio; l’inizio è nuovo: i primi cinquecento metri sono costituiti da una strada veloce e “comune” che portano ad una spettacolare rotonda e da lì ci si immette nella celebre salita che entra nella valle costeggiando il fiume Cannobino che dà nome alla valle. Il primo tratto consiste in una salita dolce almeno fino al decimo chilometro circa, dove iniziava la Prova dello scorso anno. Da lì (bivio di Gurro) aumenta la pendenza. La strada presenta generalmente un fondo regolare ed è rinomata per essere molto veloce e scorrevole. Solo dopo il paese di Lunecco la carreggiata si stringe e regala pochi tornanti: alcuni aperti ed altri secchi. La prova si sviluppa in lunghezza. Finito lo stretto si allarga nuovamente e diventa velocissima con tratti in cui si può quasi arrivare a limitatore: un tornantone destro “immenso” che si fa a velocità sostenuta e addirittura in 2° marcia è situato appena prima delle gallerie, tunnel ben illuminati e nei quali, nonostante le apparenze, la macchina “sta”. Dopo un chilometro di arriva a Finero con uno spettacolare tornante in mezzo al paese sempre affollato di gente. Ancora un altro chilometro e si scollina in località Pian dei Sali e si imbocca una discesa lunga e ripida: ci sono solo due tornanti e per questo, per spezzare le alte velocità medie, gli organizzatori ricorreranno ad alcune chicane: questa + una discesa veramente tosta! Il fine prova è a Malesco all’altezza delle prime case. SI tratta di una prova speciale che richiede i cosiddetti attributi sia per la capacità di guida che per la concentrazione; Anche io meteo la condiziona: se dovesse fare caldo si arriva cotti mentre se dovesse piovere si rischia di rimanere in prova un’eternità. Uno dei “segreti” di questa prova, è quello di cercare di prendere un bel ritmo e capire dove e come cambiarlo: se ci si perde nei cambi ritmo “non se ne esce più” e si perde un sacco di tempo. Sarà la prova che definirà il distacco maggiore anche se penso che pure Aurano influirà sulla classifica.

Per il pubblico: La speciale è accessibile entrando o dall’inizio o dal fine prova. Punti intermedi non ce ne sono anche se a mio avviso è più bella la parte finale. L’aggiunta della rotonda di inizio prova è però un catalizzatore di attenzioni: si è ancora a Cannobio e quindi ci sarà molto pubblico; inoltre la rotonda si percorre contromano e in spazzolata: spettacolo garantito!

Ricordo: Nel 2010 quando ho vinto la prima volta insieme a Conti, ero con una 207 S2000: ero 2° dietro a Canella e mancava solo la Cannobina. Ci siamo buttati a rotta di collo e abbiamo recuperato circa 7” secondi riuscendo a scavalcare l’avversario e ad arrivare primi. L’anno successivo siamo partiti ancora da secondi con solo 2” di gap da Bocchio, abbiamo recuperato un secondo sulla Cannobina ma alla fine abbiamo perso la gara per 1” con grande delusione.

PS5-8 Zornasco (domenica 23 giugno, 8:00 e 14:40)

La prova speciale numero 5 e numero 8, la PS Zornasco, ci viene descritta, spiegata e analizzata da Erminio Barbieri, che ha iniziato a correre nei rally nel 1997 e da allora ha collezionato svariate presenze al Valli Ossolane dove per due volte si è classificato 7° assoluto. Quest’anno gareggerà su una Skoda Fabia R5 del team Balbosca insieme a Sofia D’Ambrosio

Descrizione: Zornasco è la prova più corta del rally: è uno stage “collaudato” fin dagli anni ’90. Alcuni anni fa è stata proposta al contrario con il nome JB17 in onore di Jules Bianchi, pilota di Formula Uno che era da poco scomparso: i suoi nonni risiedevano qui. E’ una speciale che non è troppo tecnica e non sarà nemmeno decisiva visto anche il chilometraggio ridotto; sarà però interessante ed utile ai concorrenti per entrare appieno nel ritmo gara domenicale giacché è il primo crono della giornata. Si parte dall’abitato di Zornasco e si passa per i paesi di Craveggia, Toceno e Crana. E’ una prova molto larga e veloce che privilegia gli amanti delle traiettorie. Salendo si trovano solo tre tornanti ed un’inversione: sono comunque ampi e chi vuole fare spettacolo lo fa a suon di freni a mano. Nei pressi del cimitero di Craveggia ci sarà una “variante”: si entrerà in un piazzale dove verrà allestita una mini gimkana prima della re-immissione sulla strada classica. Finite queste curve c’è un lunghissimo rettilineo che sarà spezzato da due chicane; suggestivo il passaggio dal paesino di Vocogno contraddistinto dal fondo in pavé: lì la strada è stretta; da Toceno si scende con curve e controcurve decisamente veloci su carreggiata larga. I distacchi saranno contenuti come storicamente è sempre accaduto. La speciale per come si presenta è tutta in piena sicurezza e sono pochi gli interventi di chi lavora per allestire il percorso al fine di preservare l’incolumità di pubblico e partecipanti.

Per il pubblico: Passando da Prestinone è possibile andare all’inversione di Craveggia situata dopo circa un chilometro e mezzo dalla partenza. Sempre da Prestinone, a piedi si arriva nella parte centrale della “piesse” sul rettilineo che congiunge Toceno con Craveggia. Il fine prova a Crana è raggiungibile da Santa Maria Maggiore.

Il mio ricordo: Sono di Santa Maria Maggiore e questa è sicuramente la prova di casa. Spesso è stata affollata da molto pubblico. Siccome è stata usata alcune volte come prova d’apertura e solitamente si partiva il sabato sera, la Zornasco è stata la prova nella quale ho corso per la prima volta con la fanaliera supplementare. Ricordo la suggestione di salire tra ali di folla con il fascio luminoso a perforare il buio della notte!

Andrea Aghini testimonial al Rally Piancavallo

Il suo nome è scolpito nell’albo d’oro del Rally Piancavallo. Andrea Aghini, assieme al compianto Loris Roggia, nel 2001 vinse l’ultima edizione internazionale della corsa al volante di una Subaru Impreza Wrc. Tempo totale: 2.52’52’’6. Altri tempi, quasi tre ore di corsa valida per il Campionato Europeo, tracciato lunghissimo disegnato dal genio di Maurizio Perissinot. Sul podio Paolo Andreucci (oggi recordman di scudetti vantando 11 titoli assoluti) e l’udinese Claudio De Cecco, entrambi alla guida di una Ford Focus Wrc.

Ebbene Andrea Aghini sarà l’ospite d’onore alla presentazione del Rally Piancavallo 2019, edizione n. 33, in programma ad Aviano, Villa Policreti, la sera di venerdì 26 aprile mentre la gara si svolgerà nel fine settimana dell’11 e 12 maggio. “Miglior testimonial non potrebbe esserci – sottolinea Corrado Della Mattia, presidente dell’Aci Pordenone – per un’organizzazione fortemente motivata a riportare in alto la nostra gara”.

Plauso esplicito al lavoro di Knife Racing, che ha invitato il campione toscano volendo abbinare alla cerimonia ufficiale con le autorità del territorio (ore 19) un appuntamento del filone “miti dei rally” (inizio ore 20), dopo gli incontri di successo con Miki Biasion, Franco Cunico, Piero Longhi e Andrea Zanussi, organizzati in collaborazione con RinnovaMente di Maniago. Nel palmares di Aghini anche l’onore di essere stato l’ultimo pilota italiano a vincere una prova iridata con una vettura italiana: suo il sigillo al Sanremo 1992 al volante di una Lancia Delta Integrale del team Martini Racing.

Nel 1998 e 1999 si aggiudicò lo scudetto tricolore, mentre nel 2001, nonostante il successo al Piancavallo, fu Paolo Andreucci a laurearsi campione. “Ne avrà di storie da raccontare il driver livornese – conclude Della Mattia – scatenando la nostalgia degli appassionati d’antan, ma siamo certi sarà di stimolo per i più giovani che ancora vedono i rally, e il Piancavallo in particolare, come occasioni di gloria ed emozioni irrinunciabili”.

Piero Longhi nel Campionato Italiano Rally Terra con Twister Corse

L’onda lunga del mercato piloti per il settore rally sta coinvolgendo anche il Campionato Italiano Rally Terra. Con la definizione del calendario per la prossima stagione sportiva, molti tra i principali attori delle serie italiane si apprestano a cambiare tuta o vettura. Tra questi ci potrebbe essere anche qualche ritorno importante allo start del tricolore Terra. Il nome è quello di Piero Longhi e non ha bisogno di troppe presentazioni.

Il pluricampione è quasi pronto a rientrare ufficialmente in gara in un Campionato Italiano, affiancato dalla Twister Corse che lo ha accompagnato negli ultimi anni. Il driver novarese sembra vicino a formalizzare un programma basato su un’uscita di allenamento nel Valtiberina e poi successivamente le date del Cirt nel Rally Adriatico, Rally San Marino e Tuscan Rewind. Tutte da affrontare al volante di una vettura di categoria R5.

Piero, nato a Borgomanero il 12 dicembre 1965, ha esordito nel 1986 nei rally con una Opel Kadett GT/E 1.8. È stato campione italiano rally nel 2000, con la Toyota Corolla WRC e nel 2005 con la Subaru Impreza. Nel 2001 ha partecipato a qualche gara del Trofeo Italiano Rally vincendo il Rally Asinara. Nel 2003 e nel 2005 è stato anche Campione Italiano Rally Gruppo N.

Nel 2006, Longhi ha corso con la Subaru Impreza dell’Aimont Racing, di cui è diventato proprietario alla fine del 2005. In quella stagione ha vinto i Rally Adriatico e quello di San Marino. Nel 2007 si è imposto nei rally di San Marino e della Costa Smeralda, classificandosi quinto nel Campionato italiano. Ha vinto tante edizioni del Rally 111 Minuti, con le Renault Clio Williams Gruppo A e con le Super 1600. Ha partecipato ad alcune edizioni dei Rally Valli Ossolane con la Renault GT Turbo.

Nel 2008 ha vinto il Master Show a Monza. Alla fine dei 2 giorni di gara al Monza Rally Show è arrivato terzo con la Subaru Impreza WRC navigato da Capitan Ventosa. Nel dicembre 2008 al Motor Show di Bologna si è aggiudicato il WRC Italia aggiudicandosi così di diritto la partecipazione al Memorial Bettega. Il 4 ottobre 2009, Piero ha preso parte alla quinta edizione del Memorial Cristian Zonca al volante della Skoda Fabia Super2000.

L’11 febbraio 2010, Piero Longhi è passato alla Twister Corse e ha corso con la Peugeot 207 Super2000, che ha iniziato a testare poco dopo sul circuito di Franciacorta. Nel 2011 ha vinto il Campionato Sloveno Rally con la Skoda Fabia Super2000. Negli ultimi anni ha corso in pista, nella Formula 2000 Light nel team Twister Corse, insieme a Paolo Viero.

Supercorso Federale Aci Sport Rally nel segno di Oldrati e Mazzocchi

Si è concluso a Tempio Pausania il quindicesimo Supercorso Federale Aci Sport settore rally, Italian Shoot-Out 2018, organizzato dalla Scuola Federale Aci Sport con la partnership della Pirelli. La vittoria del Supercorso è stata appannaggio di Enrico Oldrati e Elia De Guio, mentre Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti si sono aggiudicati la prima edizione dell’Italian Shoot-Out, che permetterà all’equipaggio vincitore di avere in premio pagate tutte le tasse d’iscrizione alle gare del Campionato Italiano Rally Junior 2019, un premio che però avrà validità solo in caso di partecipazione a tutte le sei gare previste nella prossima stagione.

I due equipaggi partecipanti selezionati per il Super Corso Federale Oldrati-Di Guio e Di Pietro-Pirollo, e i sei equipaggi iscritti all’Italian Shoot Out Cogni-Zanni, Lucchesi-Pollicino, Mabellini-Lenzi, Mazzocchi-Gallotti, Nerobutto-Ometto e Pederzani-Brovelli, al volante di una vettura stradale hanno preso questa mattina le note sulla celebre prova speciale sterrata di La Prugnola lunga 3,3 km. Poi sia al mattino che nel pomeriggio sotto la guida del direttore della Scuola Federale Raffaele Giammaria e degli istruttori Paolo Andreucci, Alessandro Bettega, Piero Longhi, Anna Andreussi, Lorenzo Granai e Massimiliano Bosi, tutti gli equipaggi hanno iniziato l’ultima prova pratica percorrendo sei giri a testa, durante i quali il giovanissimo Gabriel Di Pietro è stato protagonista di un fuori programma con un’uscita di strada.

Vincitori e premiazioni Supercorso Federale Aci Sport Rally

“Siamo tutti contenti – ha commentato a fine corso il direttore della Scuola Federale Raffaele Giammaria – perché grazie al grande lavoro di MSport e di Pirelli siamo riusciti a raccogliere tutte le informazioni utili per valutare i vari partecipanti. Inoltre grazie ai dati raccolti con il sistema RCST Human System Telemetry siamo riusciti a monitorare i ragazzi nelle varie prove speciali, e a fornire loro indicazioni sulle loro reazioni emotive durante i vari test di guida. Vorrei infine ricordare che ieri ci ha fatto visita Luca Bottarelli, pilota di Aci Team Italia, che navigato da Lorenzo Granai ha partecipato alla sessione di prove su asfalto”. Interessante anche il parere di Terenzio Testoni. “Ogni anno si vedono facce nuove e ragazzi giovani – ha dichiarato il “Rally Activity Manager” della Pirelli – segno evidente che in Italia il movimento rallistico è sempre presente e vivace. Lo spirito dello Shoot Out è quello di aiutare i giovani e contribuire a migliorarli, da qui a un anno vedremo in quanti tra i partecipanti al corso avranno fatto dei progressi importanti”.

“Innanzitutto – ha commentato soddisfatto il 23enne pilota bergamasco Enrico Oldrati – è stato un piacere essere qua con la Scuola Federale e la Pirelli che mi hanno invitato, visti i progressi che ho fatto durante la stagione. Sono contento di aver vinto con il mio navigatore Elia De Guio, ho avuto modo di avere degli importanti spunti da parte degli istruttori sui quali dovrò lavorare per migliorare la mia guida e il mio modo di correre in vista della mia prossima partecipazione al Mondiale Junior nel 2019”. Anche il suo navigatore, il 22enne di Thiene Elia De Guio era su di giri. “Sono contento – ha detto – e mi sono divertito, è decisamente aumentato il feeling con Enrico e poi abbiamo migliorato la nostra intesa sull’asfalto. C’era una bella atmosfera che mi è servita per affinare il mio lavoro ed un ottimo rapporto con gli istruttori, sempre prodighi di consigli. Ho poi avuto modo anche di conoscere gli altri partecipanti che non conoscevo”. Il vincitore dello Shoot Out Andrea Mazzocchi era anche lui molto contento. “Una bella esperienza – ha commentato il 24enne driver piacentino – perché gli istruttori sono stati molto bravi a farci capire quali fossero le nostre aree di miglioramento sia sulle note che nella guida”. “E’ stato tutto molto bello – ha evidenziato la sua navigatrice, la pavese Silvia Gallotti – in particolare gli istruttori sono stati prodighi di utili consigli”.

Sotto il Segno dei Rally 2: racconti di Beppe Donazzan

La formula è sempre la stessa: un’appassionante serie di storie, fatti e imprese che, lette in sequenza, finiscono per dar vita ad un vero e proprio romanzo su questo mondo che tanta passione ha suscitato negli anni. A cambiare, questa volta, sono i protagonisti che, in questo secondo volume, corrispondono a quelli di alcuni fra i piloti italiani di maggior rilievo che hanno corso dagli anni Ottanta sino ad oggi.

I loro nomi sono, fra gli altri, Vudafieri, Cerrato, Zanussi, Bettega, Tabaton, Tognana, Cunico, Biasion, Liatti e Deila. Basta leggere i primi due o tre racconti per ritrovarsi, improvvisamente, in mezzo ai muri di folla che negli anni Ottanta e Novanta delimitavano i percorsi delle prove speciali lungo la penisola.

E capisci subito che non è necessario arrivare in fondo al volume, per sentirsi in grado di garantire che l’ultima fatica di Donazzan dovrebbe occupare un posto di riguardo nella libreria di ogni appassionato. E ti ritrovi comunque, tutto d’un fiato, in fondo al volume.

Tre i capitoli del libro. Il primo, “Le sfide infinite” parla di Attilio Bettega, Adartico Vudafieri, Vittorio Caneva, Tonino Tognana, Nico Grosoli, Franco Ceccato, Mario Aldo Pasetti, Antonella Mandelli, Franco Corradin, Gabriele Noberasco, Micky Martinelli, Alberto Alberti, Paolo Pasutti, Giorgio Pasetti.

E poi ancora, Paola Alberi, Gianni Del Zoppo, Nick Busseni, Dario Cerrato, Massimo Barbujani, Franco Uzzeni, Michele Cinotto, Franco Leoni, Carlo Cuccirelli, Fratelli Betti, Alberto Carrotta, “Bronson”, Pietro Mirri, Flaviano Polato, Paolo Baggio, Pierangela Riva, Ennio Santinello, Giacomo Bossini.

Nel secondo, “Tutte le latitudini” ci sono Fabrizio Tabaton, Andrea Zanussi, Miki Biasion, Gianfranco Cunico, Alessandro Fiorio, Bruno Bentivogli, Massimo Ercolani, Paola De Martini, Carlo Capone, Chantal Galli, Michele Rayneri, Gilberto Pianezzola, Giovanni Manfrinato, Isabella Bignardi, Fabrizio Fabbri, Paolo Alessandrini, Prisca Taruffi, Alessandro Fassina, Enrica Munaretto, Giammarino Zenere, Pucci Grossi, Michele Grecis, Edi Orioli, Enrico Bertone, Sergio Cresto, “Tabacco”.

Nel terzo, “L’era dell’elettronica” salgono in cattedra Andrea Aghini, Piero Liatti, Paolo Andreucci, Andrea Dallavilla, Pierluigi e Romeo Deila, Piero Longhi, Andrea Navarra, Renato Travaglia, Luca Rossetti, Gigi Galli, Umberto Scandola, Andrea Crugnola, Loris Roggia, Manuel Sossella, Lara Battistolli, Massimo Gasparotto, Alex Bruschetta, Alessandro Battaglin.

Ma anche: Claudio De Cecco, Luca Cantamessa, Giandomenico Basso, Massimo Ceccato, Marco Tempestini, Luca Pedersoli, Valentino Rossi, Franco Ballerini, Felice Re, Luca Campedelli, Matteo Gamba, Mauro Spagolla, Fabrizio Nucita, Fontana, Italia Rally Talent, Sandro Sottile, Angelo Medeghini.

Esiste la possibilità di acquistare Sotto il Segno dei Rally 1 e Sotto il Segno dei Rally 2 in abbinata e contenuti in un elegante cofanetto. Si tratta di una edizione limitata di duecento pezzi, che consiglio vivamente e che trovi dettagliata nella scheda libro. Beppe Donazzan, che è sempre un gentiluomo, mi ha concesso la pubblicazione di alcuni brani. Li trovi su Storie di Rally con una semplice ricerca. Di seguito ne pubblico uno molto divertente.

In Abruzzo il colpo con una Porsche in una torrida estate del 1982

Nel corso della giornata, per lo più all’imbrunire, scattava la domanda da un milione di dollari. Da nord a sud. Classica. In veneto era: “Te piase più i rally o la figa?”… Immancabile, dopo tanti discorsi di motori, ammortizzatori, “meglio i Koni o i Bilstein? No, su quea gara monto i Bilstein, la machina, da drìo, la sta più zò…”. Di solito il quesito veniva sparato dal personaggio più carismatico, quello che correva. Il team principal del gruppo, si direbbe ora.

Partivano le schermaglie di precisazioni: “Un rally con che macchina?, in contrapposizione “con che figa?”. Dalla Stratos o dalla 037, sull’altra sponda andavano a mille Serena Grandi, Edwige Fenech, Carmen Russo, Lilli Carati…protagoniste di film e di immagini senza veli sui giornali tipo Le Ore, Blitz, Men o Caballero che, per qualche minuto, avevano la supremazia su Autosprint.

C’era chi sceglieva i rally, chi – i più – la seconda opzione. Chi invece, ligio al compromesso radicato nella cultura democristiana, diceva: “Mi fasso i rally. La tosa poi me la trovo in machina…”. Le sghignazzate si protraevano a lungo, con toni sempre più coloriti e accesi. Uno dei tanti ritrovi dei giovani di Bassano del Grappa era un negozio di calzature. Titolare Ennio Santinello, un altro personaggio oltre le righe di quel pazzo mondo, con passione smisurata per le auto.

Fuori dal comune. Un pensiero fisso che non aveva fine. Era lui che innescava ogni tanto quella domanda, quando il gruppetto di amici aumentava di numero sul far della sera. C’era chi arrivava dal lavoro e chi aveva chiuso i libri dell’università”.

Ennio lasciava alla compagna il compito di servire i clienti. Entrava in scena solo se le presenze, all’interno del negozio, aumentavano di numero, oppure per l’ingresso di qualche attraente ragazza. Allora scattava dalla poltrona dell’ufficio, pieno di coppe e di cataste di Autosprint e Quattroruote, tirava giù dagli scaffali mezza bottega per mostrare le proposte più belle.

Cosa riuscisse a scorgere, inginocchiato, davanti alle signore, mentre le aiutava ad infilarsi le accattivanti scarpe dai tacchi slanciati o gli stivali, realmente non si sa. Conclusa la vendita rientrava nell’ufficio, rosso paonazzo, agitando le mani anticipando, visivamente, il racconto.

A luci rosse, naturalmente. Qualcuno del gruppo – compreso chi scrive, non lo nega – per provare l’ebbrezza del proibito, si improvvisava, qualche volta, commesso. Ma ne ritornava deluso. Era l’atmosfera che si creava ad alzare la temperatura del momento. Siparietti come nei film di Pierino e nulla più. Certo è che Ennio Santinello in macchina andava forte. Preparava le sue auto con una meticolosità da fuori di testa.

Soprattutto i particolari venivano esaltati. A vederle finite, dalla Fulvia HF 1600, alla Beta Montecarlo, per finire alla Porsche SC 3000, alcune con le quali aveva gareggiato, era un delitto pensare che avrebbero affrontato dei rally su viottoli dal fondo impossibile. Santinello non aveva mai avuto velleità di graduatorie e campionati. Correva quando voleva e se ne aveva voglia.

Così come decise di andare giù a Pescara, per partecipare al secondo rally della Spiga. Bel parco partenti con “Pau”, Leoni e Mirri con le Stratos. Ennio era alla guida di una Porsche SC 3000 Gruppo B, in realtà poco più di serie. Come navigatore Walter Bizzotto, un altro personaggio di Bassano, successivamente numero 1 della Mitropa Cup e dal 2013 anche presidente dell’Automobile Club di Vicenza.

Giù il piede, facendo attenzione a non esagerare e il risultato arrivò. Imprevisto e imprevedibile. Primi assoluti in un delirio di folla nel capoluogo abruzzese, in un giorno caldissimo di inizio estate. In pieno Mundial di Spagna, 112 iscritti, 82 partenti. Accade in Centro Italia, sempre in quel fine settimana del giugno 1982.

la scheda

SOTTO IL SEGNO DEI RALLY 2

Autore: Beppe Donazzan

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 416

Immagini: in bianco e nero e colori

Dimensioni: 14 x 22 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 20.50 euro

Peso: 739 grammi

ISBN: 978-8-8791159-9-5

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I miei primi 40 anni: il libro sul Rally 1000 Miglia

Un appassionato di rally italiani non può prescindere da questo libro. Rally 1000 Miglia: da 40 anni una storia che continua a correre è il titolo dell’opera edita nel 2016 da Promos Edizioni per celebrare i quarant’anni del Rally 1000 Miglia. Nell’opera è raccontata in dettaglio la storia della gara bresciana dal 1977 al 2015, corredata da oltre seicento immagini di un rally mitico che nel suo albo d’oro annovera i migliori interpreti del rallismo italiano degli ultimi quarant’anni.

Scritto a quattro mani da Gianni Parolini e Aldo Malchiodi, due che non hanno bisogno di presentazioni, il volume è una meravigliosa passeggiata nella storia del rally. Si comincia con l’equipaggio vincitore della prima edizione del 1977, Pasetti-Pirollo con la Fiat 131 Abarth Rally, e si prosegue con i più bei nomi dei rally italiani: Nick Busseni, Fabrizio Tabaton, Dario Cerrato, Franco Cunico, Piero Liatti, Piero Longhi, Paolo Andreucci, Renato Travaglia e avanti così fino a Luca Pedersoli e Anna Tomasi vincitori dell’edizione 2016.

Parolini e Malchiodi – oltre a quelli che hanno letto il libro, corso nella gara della Leonessa, o anche solo fatto da spettatori nel periodo d’oro dei rally – lo sanno bene. Non basta dire che il “Rally 1000 Miglia è un evento rallystico che si disputa dal 1977, organizzato dall’Automobile Club di Brescia”. Non c’è miglior modo della testimonianza diretta per descrivere con sentimento la corsa che si disputa sulle tortuose strade asfaltate tra le montagne della provincia di Brescia.

Questo ragionamento va al di là di qualunque validità che la federazione italiana decida di assegnare al rally: Campionato Italiano WRC, Campionato Italiano Rally, Campionato Europeo Rally. Diciamocelo, almeno fra me e te: una gara che si disputa da quarant’anni anni deve essere festeggiata degnamente, e il libro che vi suggerisco oggi è nato proprio con questo intento.

la scheda

RALLY 1000 MIGLIA

Autori: Gianni Parolini, Aldo Malchiodi

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 344

Immagini: oltre 600 a colori e in bianco e nero

Formato: 24 x 33 centimetri

Editore: Promos Edizioni

Prezzo: 50 euro