Monza: Ogier chiude il Day 2 al comando e vede il titolo

WRC, regolamenti e calendari: quello che verrà

Il programma del WRC annunciato sul finire dello scorso anno, calendari gare e regolamenti, sono stati profondamente rivisti prima ancora che la serie iridata prendesse il via. Il Rally di MonteCarlo, in programma a fine gennaio, si disputa senza la notte, senza il Turini e in un formato smart. Scortato dalla gendarmeria.

La gara ha rischiato di essere posticipata per l’inizio delle vaccinazioni di massa. La seconda prova prevista del Mondiale 2021 – il Rally di Svezia programmato per febbraio ma traballante da mesi – è stata cancellata a causa dell’elevato numero di contagi e della crisi economica che le restrizioni necessarie per contenere la pandemia di Covid-19 stanno causando. È la terza volta nella storia che viene annullata la gara. Il rally, infatti, era stato fermato soltanto due volte: nel 1974 a causa della crisi petrolifera del 1973 e nel 1990 a causa dell’assenza di innevamento sulle strade. E più si va avanti negli anni e più il meteo continua ad essere un problema per la gara svedese, a causa dell’innalzamento globale delle temperature che riducono la probabilità di avere condizioni opportune di neve ogni anno.

Da un po’ si parla di riformare l’evento, di riportarlo alle origini, quando era il Rally di Mezzanotte (Rally to Midnight Sun) in piena estate. Anni Cinquanta. Chissà. Intanto, nel WRC 2021, oltre all’assenza della gara svedese, si registra il forfait di altre due importanti corse. Kenya e Rally GB. Entrambi rinviati anche nel 2020 a causa dell’epidemia causata dal SarsCov2. Tre gare da sostituire e di corsa. Il Promoter del WRC e la FIA se lo aspettavano e, non è assolutamente un caso, avevano inserito per la prima volta nella storia delle gare di riserva, ben sei in un calendario di dodici.

Rally a porte chiuse

Sia al “Monte” sia negli altri rally del WRC (esclusa la Croazia che continua ad ignorare la pandemia), si cercherà di tenere lontani gli appassionati sia dalle prove speciali sia dal parco assistenza, motivo per cui i rally che si finanziavano col pagamento del biglietto per l’accesso alle PS sono diventati i più penalizzati dal divieto di creare assembramenti, vedi Svezia e Gran Bretagna (l’alternativa dell’Irlanda non ha ricevuto le dovute autorizzazioni dal Governo), che hanno già alzato bandiera bianca.

Per quanto sia una situazione soggetta ad evoluzioni, al momento (anche in Italia) sarà difficile poter ammettere il pubblico in prova speciale almeno fino all’estate. E se in Italia, spesso, si chiude un occhio e qualche volta anche tutti e due, al Rally di MonteCarlo la gendarmeria ha ricevuto istruzioni precise sul “respingere” chi tenta di entrare. Conoscendo i militari francesi, che non vanno troppo per il sottile, si sconsiglia il viaggio.

Come detto, nel calendario gare del WRC 2021 “salta” anche il Kenya. Già rinviato nel 2020, il ritorno del rally africano nel WRC sembra non essere possibile proprio per il fatto che non si potrebbe garantire una gara senza pubblico. Insostenibile in tutti i sensi. Pagante o non pagante, il pubblico è linfa ed essenza delle corse su strada.

Yves Matton aveva fiutato in anticipo il problema della regione dell’Africa e lo aveva programmato a fine giugno, nella tradizionale data di Ypres che, a questo punto, Covid-19 permettendo, sostituirà la corsa africana. Monza sarà di nuovo gara del WRC, in sostituzione del Rally GB. Gli organizzatori dei due Rally d’Italia sono avvisati. Se in quaranta giorni si è riusciti a stupire il mondo, adesso dovranno rimboccarsi le maniche e offrire il bis.

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