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WRC: Finlandia ed Estonia in difficoltà, nuovi Paesi alla finestra

La Finlandia non ce la fa ad organizzare un rally valido per il WRC a porte chiuse. Con l’uscita dello sponsor Neste dalla scena economica della manifestazione, gli organizzatori finlandesi non possono permettersi di sostenere una cifra compresa tra i 5 e i 5,5 milioni di euro per organizzare la leggendaria prova del Mondiale Rally, senza incassare il “biglietto” degli spettatori paganti, che sono decine di migliaia.

Una gara aperta al pubblico, magari anche proveniente dall’estero, è l’unica soluzione plausibile per gli organizzatori nordici per garantire lo svolgimento della manifestazione che altrimenti rischia di essere annullata. La Finlandia, in questo momento, sta vivendo una medio-piccola ondata di infezioni da Sars-Cov2, ma applica restrizioni tra le più rigide in Europa. Questo non aiuta certo lo svolgimento del rally con il pubblico.

Per questo motivo, gli organizzatori sono corsi preventivamente ai ripari cercando di chiedere al Governo e alla FIA se non sia possibile fare slittare il rally a settembre, che potrebbe essere un mese consono allo svolgimento della gara a porte aperte. La Finlandia chiede di inserirsi tra il Rally dell’Acropoli, del 9-12 settembre, e il Rally di Spagna, del 14-17 ottobre.

Nonostante sia stata colpita in modo relativamente moderato dal Covid-19, la Finlandia ha visto alcune delle restrizioni più dure in Europa e vive da mesi in stato di emergenza sanitaria. Le imponenti restrizioni hanno innescato proteste dei cittadini, che sono state successivamente e violentemente disperse dalla polizia. Quindi, si spera che la ragione torni a farla da padrone e che la prova del WRc possa regolarmente svolgersi.

Anche l’Estonia è in difficoltà. E anche lì è il Covid-19 a creare problemi gravi. I dati di gennaio e febbraio 2021 di Eurostat mostrano che la seconda ondata della pandemia Covid-19 stava gradualmente perdendo forza con un ritorno ai tassi di mortalità abituali in molti Stati membri e nei paesi dell’EFTA, con eccezioni in Cechia, Slovacchia, Bulgaria, Polonia, Estonia e Malta. In Estonia i contagi avrebbero raggiunto quota 200.000 su una popolazione totale di 1.400.000 abitanti.

Intanto, altri Paesi si fanno avanti e premono per poter entrare nel calendario del WRC. Stati come gli USA, la Cina, l’India e la Russia hanno inviato delle proposte, che sono già al vaglio della FIA e del WRC Promoter. Quantomeno in un ottica 2022, con la speranza che la pandemia sia stemperata e si possa tornare ad avere un Mondiale Rally non eurocentrico come quest’anno.

Yves Matton, capo della Commissione Rally FIA, aveva parlato in passato di un’apertura globale del WRC, anche per riuscire ad attirare nuovi Costruttori nel campionato. “Il WRC prospera sulla diversità e sfrutta al meglio le condizioni locali, quindi continueremo a valutare proposte interessanti da ogni angolo del mondo. La strategia deve avere un’impronta ancora più globale”.