La Hyundai i20 WRc Plus al Rally di Finlandia 2019

WRC 2020, il Rally di Finlandia deciderà cosa fare a metà giugno

Quale destino per il Rally di Finlandia? Si saprà solo nella seconda metà del mese di giugno se questa importante gara di Campionato del Mondo Rally, snodo cruciale in tante stagioni passate, sarà disputata regolarmente. Tutto dipenderà dalle disposizioni del Governo nazionale. In molti ipotizzano, quasi scommettono, che in Finlandia si potrà correre, così come in Kenya e in Nuova Zelanda. Per ora il Promoter del WRC non si pronuncia.

Storia nota delle ultime settimane, la premier finlandese ha attuato una strategia per eliminare piuttosto che contenere il virus. Era diventata premier da poche settimane Sanna Marin, 34 anni, femminista e ambientalista, quando si è trovata alle prese con l’emergenza più terrificante dal dopoguerra. In Finlandia il primo caso si è verificato il 29 gennaio quando una cinese di 32 anni arrivata da Wuhan si è presentata al pronto soccorso di Wuhan, ma l’epidemia sembrava toccare poco il Paese.

Il 1 marzo i casi positivi erano solo 5, il 13 marzo erano diventati 156. Una progressione preoccupante che ha portato la giovane premier a dichiarare lo stato d’emergenza, stanziare nuovi fondi per la sanità e il welfare e decidere la chiusura di scuole, musei, librerie, bar, ristoranti. Vietati anche gli assembramenti e per gli over 70 divieto assoluto di entrare in contatto con altri esseri umani. Il risultato è un tasso di mortalità molto bassa rispetto al resto d’Europa.

Visti risultati positivi ottenuti in termini di contenimento e di contrasto alla pandemia, sono nate intense speculazioni sul fatto che anche la Finlandia rientra nelle prossime tre prove del Mondiale Rally, oltre al Safari e alla Nuova Zelanda. Sì, perché anche in Oceania la politica della Prima Ministra sta dando risultati interessanti e il Covid-19 non rappresenta il problema nazionale, seppure rimane un’emergenza.

Nonostante la pandemia avesse colpito in maniera blanda la Nuova Zelanda, gli infetti erano solo 100, lo scorso 23 marzo la premier neozelandese Jacinda Ardern decide di imporre regole più rigide su viaggi e distanziamento sociale fino ad arrivare al lockdown totale tre giorni dopo. Un mese di isolamento per tutti. Una strategia che si è rivelata vincente perché la curva dei contagi si è avvicinata allo zero in sole due settimane.

In tutto il Paese ci sono stati 1.330 contagi di cui quasi 300 guariti, il tasso di mortalità è uno dei più bassi al mondo: quattro decessi dall’inizio dell’epidemia. Nonostante questi dati la premier ha deciso di non allentare le restrizioni per Pasqua in modo da “sconfiggere” totalmente la malattia. Il metodo neozelandese di “eliminazione” piuttosto che di “contenimento” è oggetto di studio nel resto del mondo. Il problema che, in tanti, non si sono posti è racchiuso in una domanda: ma questi Paesi vogliono ospitare sul proprio territorio eventi sportivi internazionali, della portata di una gara di WRC, rischiando di vanificare tutto il buon lavoro fino a ora condotto?

Il Governo finlandese ha recentemente confermato che non ci sarebbero stati eventi con più di 500 persone prima della fine di luglio, ma poi ha chiarito che ci sarebbe stata comunque una revisione all’inizio del mese di giugno. Anche perché, se Tarkiainen e il suo team dovessero davvero attendere fino alla fine di luglio, farebbero prima a rinviare o ad annullare la corsa iridata. A confortarlo c’è il fatto che

“Sono previsti tanti festival ed eventi all’inizio di agosto”, fanno sapere dalla Finlandia, confermando che la situazione è sotto controllo. “Lo stadio olimpico di Helsinki, ad esempio, riapre ed è un evento a cui parteciperanno migliaia di persone. Quando è iniziata questa disgrazia, abbiamo detto che avremmo preso una decisione entro la metà di giugno, molto prima della chiusura delle iscrizioni, per una questione di correttezza”.