Certificato Aaron Johnston

WRC: due tamponi negativi e non lo fanno correre

Il protocollo Covid-19 della FIA nel WRC finisce nella bufera e mostra le prime, incredibili, falle. Di ieri la notizia che Aaron Johnston è risultato positivo al SarsCov2. A divulgarla è stato per primo il copilota, poi lo stesso Oliver, il quale ha spiegato che avrebbe avuto al suo fianco Seb Marshal. Qual è il problema? Non era vera.

Se una rondine non fa primavera, un tampone non ti fa ammalato di Covid-19. Aaron Johnston ha fatto successivamente un secondo tampone ed è risultato negativo. Uno a uno palla al centro, si direbbe nel calcio, ma rende l’idea. Dunque, terzo tampone. Et voilà, negativo. Non essendo ammalato ed essendo iscritto alla gara, ci si aspetterebbe che possa tornare al fianco di Oliver Soberg nella gara che ha preparato.

E invece no. La risposta della FIA è che Aaron Johnston non può correre ugualmente. E chissenefrega se era iscritto e se ha preparato la gara e pure che è negativo. Il primo tampone ha detto che era positivo e neppure due tamponi negativi fanno cambiare idea a quel mammut di burocrazia che è la FIA.

“Non posso correre neppure dopo il secondo tampone negativo. Posso, comunque, tornare a casa con questo certificato e in qualsiasi altro Paese, ma non posso sedermi su una vettura da rally”. Questo è quello che gli è stato risposto. Perché “Perché così prevede il protocollo FIA”, dice affranto e giustamente arrabbiato il copilota di Solberg Junior.