Miki Biasion al Rallylegend 2019

Vito Piarulli e il diciottesimo compleanno di Rallylegend

Le sue creature più significative e più attuali, figlie di un percorso fatto di qualche decennio di esperienza sulle spalle, sono Rallylegend e Motor Legend Festival e in questo momento vengono messe a rischio dal prolungarsi delle complicazioni causate dal nuovo coronavirus. Ovviamente Rallylegend, di cui RS è tra i media partner, è “il gioiello”. E non solo per Vito Piarulli, che ne è manager e papà.

Rallylegend è “il gioiello” ma anche per l’intera Repubblica di San Marino, alla quale regala introiti turistici senza precedenti, ed è una perla pure per le città di mare nelle vicinanze del Titano, perché in genere i visitatori sono così tanti che c’è bisogno di posti letto anche all’estero, cioè in Italia. Ma ovviamente, non è questo il legame principale tra una delle corse su strada più belle del mondo e l’Italia. Rallylegend è anche italiano. E come tutto ciò che avviene nel nostro territorio, anche Rallylegend sarà soggetto a determinate restrizioni, al momento sconosciute in quanto né Governo centrale e né federazione hanno fatto sapere nulla. Una per nulla banale assenza di chiarezza.

Ciò nonostante, Vito Piarulli sembra imperturbabile. Se avesse gli “okay”, potrebbe organizzarla in un mese. Gli sponsor non si sono tirati indietro, ma il più grande problema potrebbero essere le restrizioni per il pubblico, che a Rallylegend da sempre è pagante, oltre che strabordante e molto appassionato.

“Seguo l’evoluzione del virus e, a volte con un po’ di preoccupazione, delle scelte limitanti che si attuano in base alla sua crescita o alla sua decrescita – spiega Piarulli -. Tutto quello che avverrà, a questo punto, non dipende più da noi organizzatori. Dipende da come ci sarà data la possibilità di organizzare, da quali restrizioni di sicurezza dovremo applicare, da quanto saranno rigorose. Rallylegend non è una “semplice” gara. È un evento continuo nell’evento principale. Offriamo tanti contenuti nel nostro villaggio a tutti i visitatori. Mi chiedo: vale la pena investire su spettacoli che non possono essere visti da nessuno, perché magari sarà stabilito che le gare debbano essere senza pubblico?”.

La risposta si fa presto a trovarla. Chi organizzerebbe uno spettacolo in teatro senza il pubblico? Chi avrebbe piacere di fare un’esibizione senza neppure il gusto di un applauso? Nessuno.

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