Ucci-Ussi: perdere il cellulare, che colpo di fortuna

Ucci-Ussi: perdere il cellulare, che colpo di fortuna

Ci sono sport individuali e ci sono sport di squadra. Il rally è uno sport di coppia. Pilota e navigatore. Coppie spesso ferree, passate alla storia in modo indissolubile. E non importa se l’equipaggio non ha disputato insieme tutte le gare della sua carriera. Markku Alen sta con Ilkka Kiwimaki. Munari con Mannucci, Biasion con Siviero, Andruet-“Biche”, Cerrato-Cerri, Loeb-Elena, Ogier-Ingrassia. Paolo Andreucci con Anna Andreussi, Ucci-Ussi, appunto.

Quasi che il destino avesse voluto legarli indissolubilmente anche nella fonetica. E nella vita. Ucci-Ussi è un binomio conosciuto da tutti e non solo nel mondo dei rally.

“Ho praticato lo sci agonistico per parecchi anni e quando ho smesso, avevo bisogno di un diversivo e mi è parso che i rally fossero una buona continuazione di quella passione che avevo per la velocità. Cominciai a fianco di Anita Fasiolo, una ragazza friulana, con la quale sono amica ancora oggi; velocissima, ma che aveva la fama di picchiare sovente. Forse per questo motivo che mi ha scelto anche se ero completamente a digiuno di rally”.

Gli annali informati delle statistiche della specialità non riportano cosa accadde nelle tre gare che le due ragazze friulane corsero insieme. Sta di fatto che a ottobre del 1994 Anna Andreussi, in possesso di abilitazione per salire su una top car, al suo quarto rally si siede a fianco di Luca Vicario al Rally di Bassano su una Lancia Delta Integrale. E vincono. “Senza togliere nulla alle grandi capacità di Luca, quella è la classica dimostrazione che il culo dei principianti esiste”.

Anna Andreussi continua a correre negli anni successivi senza più ripetere l’exploit di Bassano. Ma solo perché naviga piloti nei trofei Cinquecento e Seicento, che nella seconda metà degli anni Novanta vedevano al via frotte di ragazzi (e ragazze, come dimenticare l’altra friulana Masha Mularo) scatenati che sognano di diventare professionisti. Ma con la loro scarsa cavalleria (di motore), non possono certo puntare al successo assoluto.

“Quando passano i treni il più delle volte non te ne accorgi, anche nei casi in cui ci sali sopra ugualmente. Spesso senza accorgertene”. Il treno per Anna Andreussi passa nel gennaio del 2001 con il Rally Monte-Carlo.

“Con Piercarlo Capolongo facevamo un lavoro di reperimento dati sulla strada per Pirelli. Andavamo in anticipo sulle prove speciali, e con il nostro bravo termometro misuravamo le temperature, le scrivevamo su un foglietto che davamo ai ricognitori”. Uno di questi ricognitori è Paolo Andreucci, ma in quell’occasione Anna e Paolo (ancora ben distanti da immaginarsi Ucci-Ussi)”, praticamente non si incontrano mai.

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