Il Tuscan Rewind assegna il titolo CIR 2019 a Basso-Granai

Tuscan Rewind: e se alla fine la vittima fosse Basso?

Orange 1 ha presentato reclamo contro le conseguenze sulla classifica del Tuscan Rewind del noto provvedimento in merito della Giunta Sportiva ACI. Chiede che – sulla base della “presumibilità” (di due forature dolose di Campedelli sulle PS6 e 8) – di dichiarare chiuso il Rally Tuscan Rewind dopo la PS5 o, in subordine, che gli venga assegnato un tempo imposto sia sulla PS6 che sulla PS8 del Tuscan Rewind. E, in entrambi i casi, chiede esplicitamente di nominare Simone Campedelli e Tania Canton vincitori della gara e quindi del titolo italiano piloti!

Va premesso che sarà la Corte Sportiva di Appello, già TNA, a dire se il reclamo è ricevibile: e si spera veramente che lo faccia doverosamente alla svelta. Ma ammesso che lo sia, Giandomenico Basso – il pilota che ha vinto più rally durante la stagione e che aveva più punti alla fine del Campionato Italiano Rally – rischierebbe che gli venga sfilato di tasca il titolo che gli è già stato consegnato nella premiazione milanese Aci di dicembre! Il campione veneto diventerebbe la nuova vittima di questa fiction che si accinge a mandare in scena la terza puntata.

Formalmente, attraverso il reclamo presentato dall’avvocato Marco Baroncini, non si discute apparentemente la sentenza emessa dalla Giunta Sportiva in base alle indicazioni della Procura Federale che, rilevando un evidente dolo (foto, filmati, sopralluoghi, testimonianze) a Luca Rossetti sulla PS8, ha richiesto all’organizzazione dell’ultima prova del CIR la modifica della classifica assoluta, bensì trova il cavillo nella decisione dell’organizzatore della gara che di fatto ha solo realmente e correttamente modificato la classifica di conseguenza, secondo la prassi indicata da Aci Sport. Sarebbe una vicenda kafkiana.

Anziché limitarci a rilanciare semplicemente gli atti della parte ricorrente, abbiamo cercato di approfondire e capire di più. Per questo diciamo che, al di là del giurisprudenziale e burocratichese, nel mirino rischia di finirci Giandomenico Basso, innescando una spirale perversa. L’avvocato Baroncini, in sintesi, denuncia addirittura due “episodi vandalici” ai danni della Ford Fiesta R5 con a bordo Simone Campedelli e Tania Canton: un primo sulla PS6 e un secondo sulla PS8. Per brevità pubblichiamo degli stralci del ricorso dell’avvocato Marco Baroncini.

“Il primo episodio all’altezza del km 7 della PS6 in una curva sinistra veloce, prima dell’intermedio 2 (il medesimo punto in cui, durante la successiva PS8, anche la vettura condotta da Luca Rossetti da lì a breve avrebbe subito una foratura all’anteriore), che causò la foratura della gomma anteriore sinistra”. In ogni caso, la coppia era riuscita a concludere la PS accumulando ritardo, un ritardo che gli avrebbe fatto perdere “la leadership della classifica assoluta mantenuta sino a quel momento”.

L’appellante afferma poi che l’altro atto vandalico sia avvenuto sulla PS8 e che abbia determinato l’uscita di strada della vettura “per il repentino afflosciamento del pneumatico”. E allega: riprese della camera car, segnalando che “gomme e cerchioni” sono stati consegnati alla direzione gara, opportunamente sigillati. Come se tutto ciò non fosse già stato preso in considerazione e che il filmato dell’uscita di Campedelli non paventasse motivi diversi. Superando verbalmente l’eccezione che la Fiesta arancione non si è presentata al parco chiuso finale con la semplice considerazione che non poteva farlo in tempo utile.

Secondo gli avvocati di Orange 1 è dunque dalla PS6 che il risultato del Tuscan Rewind sarebbe stato alterato e non avrebbe più rispettato il sacrosanto “principio degli articoli 8.2 e 219 del Regolamento Sportivo Nazionale e della norma fondamentale di ogni attività sportiva formando così una classifica assolutamente genuina”. E quindi, che si fa?

Si chiede l’annullamento della classifica finale del Tuscan Rewind 2019 come modificata dalla decisione della Giunta Sportiva Aci Sport per proclamare come finale quella a fine PS5. Oppure, in subordine, l’assegnazione a Campedelli e Canton (…) di tempi imposti nelle prove speciali dove hanno subito i presunti atti di sabotaggio: questo tempo è indicato dai legali come 16’48”1 (ndr: cioè più veloce del miglior tempo di Basso di 16’53”1 in quanto nel primo passaggio su Torrenieri fu Campedelli il migliore in 17’18”3 con 5” di vantaggio su Basso) – tale da posizionare l’equipaggio Orange1 Racing in testa sia alla PS6 che alla PS8 e, contestualmente, vincere il Tuscan Rewind ed il titolo tricolore 2019.

I “presunti atti di sabotaggio” portano a rispolverare il Rally di San Martino di Castrozza 2012. È un precedente, si dice. Cosa era successo a San Martino? La Skoda Fabia Super 2000 di Umberto Scandola e Guido D’Amore venne fermata da una doppia foratura mentre era in testa alla classifica assoluta. Aci Sport, che all’epoca era la Csai, decise di omologare i risultati della gara sino alla PS10, cioè prima dell’ultima prova speciale in cui l’equipaggio Skoda subì le forature. A quest’ultimo venne attribuita a posteriori la vittoria finale, “vista la presenza di atti di natura chiaramente antisportiva e criminale”.

Sorge spontanea la domanda: chiedendo la modifica della classifica assoluta del Tuscan Rewind per un sabotaggio documentato, Aci Sport non ha già agito secondo ciò che prevede la regolamentazione sportiva? Comunque, innanzitutto, c’è ancora da vedere se il frutto delle elecubrazioni legali sarà ritenuto ricevibile dalla Corte Federale: e speriamo che lo si sappia presto, perché i titoli a mesi di distanza sono una sconfitta per tutti, ad iniziare dai rally.