I rally, per i Sucato sono un affare di famiglia

Trofeo di A5 al Rallyday 2 Laghi grazie a WhatsApp e ad Alessio Sucato

Se pensate che WhatsApp sia la rovina della società, sbagliate di grosso. E’ l’uso che se ne fa che può fare scivolare nel vuoto celebrale un equilibrio precario, oppure può contribuire a fare da collante sociale. Anche nell’automobilismo? Certo, rally inclusi. D’altra parte, è cosa nota: se è vera una cosa, è vero anche il suo contrario. In questo caso, WhatsApp è servito far sviluppare velocemente una bella idea. Un’idea di Alessio Sucato, che pochi giorni fa si è inventato il Trofeo di A5 per il Rallyday 2 Laghi.

Quando la chat più famosa del mondo non esisteva, qualche decina di anni fa, c’erano tanti ragazzi che senza scriversi fra loro a pochi metri di distanza e fossilizzarsi su uno schermo trascorrevano intere notti e weekend chiusi in garage a prepararsi l’auto da corsa. Non facevano il setup (queste parolacce ancora non esistevano). Loro si sporcavano le mani di grasso e olio di motore ed elaboravano personalmente le proprie vetture, ma non quelle a noleggio da fighettini con la franchigia. E molti di voi non hanno neppure idea di quante colorate invocazioni divine partivano in quelle fantastiche notti…

Le loro erano vetture meno belle, ma volavano e regalavano numeri incredibili. Freni a mano e traversi. Altro che noiosissima manovra nel tornante per non strisciare quella fiammante ‘Mistu’. Alcuni di questi ragazzi, oggi sono diversamente giovani, qualcuno ha qualche capello bianco, qualcun altro ha la pancetta e qualcun altro ancora ha dovuto mettere gli occhiali. Ma sono rimasti i ragazzi d’un tempo e, nonostante i rally siano cambiati, la loro passione è rimasta cristallina. Immutata. Sono quelli delle “piccoline”. Sono i ragazzi della classe A5, quelli delle Peugeottine, delle Citroen AX e delle Rover.

Alessio Sucato, il “Terrone di Torino”, come lui stesso ama ironicamente e sarcasticamente definirsi, è uno di loro. Mettilo in una chat WhatsApp con una ventina di intrippati come lui che, tolto il lavoro per la sopravvivenza, hanno come unico pensiero la Peugeot 106, piuttosto che la Citroen AX, e mettili a parlare di vecchie sfide. Il passo è breve. Piuttosto che mangiare una pizza insieme, tanto per non perdere il vizio, si organizza una sfida. ‘Troviamo una gara in cui poterci divertire. Magari, se siamo in tanti, troviamo qualche organizzatore che ci fa qualche agevolazione’, il contenuto di uno degli ultimi messaggi scambiati.

Uno dei ragazzi della chat conosce Peppe Zagami, titolare della New Turbomark e organizzatore di sei gare in Piemonte. Volevate che uno come Zagami, ottimo organizzatore e sensibilissimo a tutte le iniziative frutto della passione, non sposasse l’iniziativa? E così, in poche ore, una chiacchierata su WhatsApp, pardon una chattata, è diventata un progetto che giorno dopo giorno cresce, prende corpo. ‘L’obiettivo è quello di disputare una gara insieme, uno contro l’altro, per divertirci ed evitare di arrugginirci. La gara sarà il Rallyday 2 Laghi, visto che la famiglia Zagami si è resa disponibile ad aiutarci – ci racconta Alessio -. Ma in realtà, ci piacerebbe riunire un buon numero di 106, AX e Rover e organizzare una serie di gare, due, tre, anche quattro. Il 2 Laghi sarà la prima, speriamo di riuscire a proseguire. Venti auto sarebbe il coronamento di un sogno’.

Sì, venti “piccoline” che se la giocano per la vittoria di classe rappresenterebbero il valore aggiunto di qualunque gara. Come lo erano le N3 con quaranta partenti dei primi anni del 2000. Dunque, avanti c’è posto… Chi ha una 106, una AX o una Rover e vuole correre e divertirsi, col rischio di vincere qualche premio, che è in via di definizione, può farlo aiutando Alessio e tutti gli altri intrippati della “piccolina di classe A5” a realizzare un bel sogno: un trofeo di più gare con le 106, come succedeva una volta, quando “mamma Peugeot” organizzava i suoi trofei di marca. Fatelo anche per regalare quel pizzico di divertimento in più che manca da tempo in molti rally locali.