Toyota alla Dakar

Tripletta Toyota, Audi fuori dal podio

Quella dell’11 gennaio è stata una tappa speciale con un podio tutto Toyota, con il sudafricano Giniel De Villiers – che ha rischiato di non poter partecipare a causa del Covid-19 che lo aveva colpito a pochi giorni dal via – a imporsi per soli 9 secondi sul connazionale e compagno Henk Lategan, anche lui nel team Toyota Gazoo Racing. Terzo, a 1’04”, il sempre più solido leader della classifica generale, il Principe del Qatar, Nasser Al Attiyah, che dopo i guai al differenziale posteriore patiti dalla sua GR Dakar Hilux il 10 gennaio, si è ripreso 1′ a Loeb, quinto per 4” alle spalle della migliore Audi di Mattias Ekstrom a 2’11” da De Villiers. Sesto tempo per l’altra Audi di Carlos Sainz a 2’48” mentre ha chiuso ottavo, dietro la Century di Mathieu Serradori, Stephane Peterhansel.

Nella generale, Al Attiyah comanda con quasi 40’ di vantaggio su Loeb. Quando mancano ormai solo tre tappe alla fine, il sogno di vincere la Dakar, sfuggito nelle ultime due edizioni (sempre secondo penalizzato da un’infinità di forature alle spalle delle Mini John Cooper Works di Sainz prima e Peterhansel poi), per Al Attiyah sta diventando sempre più realtà.

Bilancio di metà gara per Audi

Bilancio di metà gara per Audi che sta affrontando quello che, secondo alcuni, è il progetto più ambizioso che il brand abbia intrapreso: portare per la prima volta alla Dakar un’auto spinta da un powertrain elettrico. Il sistema è molto sofisticato: tre motori elettrici derivati dalle monoposto di Formula E e-tron FE07 sono “aiutati” da un motore termico 4 cilindri turbo a benzina impiegato nel DTM, che serve da range extender e che, quindi, li ricarica in marcia. I tre impressionanti prototipi Audi RS Q e-tron sono stati affidati a un dream team composto da tre piloti d’esperienza, sempre affamati di nuove sfide: “Mister Dakar” Stéphane Peterhansel, Carlos Sainz e Mattias Ekström, affiancati dai navigatori Edouard Boulanger, Lucas Cruz e Emil Bergkvist.

La corsa rally raid più famosa, ma anche più impegnativa del mondo ha superato il giro di boa e il risultato parziale dopo tappa 7 è, probabilmente, superiore alle aspettative del team tedesco: sette podi, compreso quello ottenuto nel prologo del 1° gennaio. Dopo il giorno di riposo, il 9 gennaio i mostri elettrici si piazzano tutti e tre nella top 10: lo spagnolo Carlos Sainz è salito sul terzo gradino del podio, Stéphane Peterhansel ha chiuso in quarta posizione e lo svedese Mattias Ekström è arrivato ottavo. Per Sainz si tratta del quinto podio (una vittoria e tre terzi posti di tappa, più un secondo posto nel prologo), per Audi del settimo.

“Quello che il nostro team ha dimostrato sino a oggi mi ha impressionato – ha commentato Oliver Hoffmann, Membro del Board per lo sviluppo tecnico di Audi AG -. Audi RS Q e-tron è stata sviluppata in tempi record. Nonostante ciò, siamo risultati immediatamente competitivi. I piloti, i navigatori, i meccanici e tutti i collaboratori attivi sul progetto Dakar hanno fatto un grande lavoro. L’innovazione tecnologica che abbiamo introdotto in occasione del rally raid più difficile al mondo soddisfa pienamente le nostre aspettative”.

E i risultati non hanno tardato ad arrivare: l’equipaggio composto da Carlos Sainz e Lucas Cruz già nella terza tappa ha fatto clamore, portando per la prima volta nella storia un’auto elettrica sul gradino più alto del podio della Dakar. Nel deserto dell’Arabia Saudita, Audi RS Q e-tron è risultata la più veloce lungo i 338 chilometri da Al Artawiya ad Al Qaisumah, facendo registrare una straordinaria media di 138 km/h.

Non solo gioie, perché lungo i 5.400 chilometri sinora percorsi, Audi ha affrontato le incognite tipiche della Dakar. Alle difficoltà di navigazione della seconda giornata si sono aggiunti i problemi alle sospensioni che hanno privato il team delle ambizioni di successo finale. Stéphane Peterhansel, a causa del contatto con una pietra, ha danneggiato radicalmente i bracci della sospensione posteriore sinistra ed è stato costretto ad attendere l’intervento del camion assistenza, accumulando oltre 16 ore di penalità.

Ma l’eroe della Dakar – ha vinto 14 maratone, 6 in moto e 8 in auto, 2 record assoluti – non perdendosi d’animo, si è messo al servizio della squadra ed è intervenuto in soccorso di Carlos Sainz nel corso della sesta tappa, cedendogli i suoi ammortizzatori. “Un atteggiamento da vero campione oltre che una straordinaria dimostrazione di coesione all’interno della squadra che mi rende orgoglioso”, ha commentato Julius Seebach, Amministratore Delegato di Audi Sport GmbH e Responsabile delle attività sportive internazionali del Brand.

“La fase di preparazione è stata estremamente intensa per essere ‘race ready’ alla partenza”, continua Seebach. “Il progetto Audi RS Q e-tron è stato realizzato in tempi record, circa 12 mesi, e rappresenta la massima espressione del claim Vorsprung durch Technik (All’avanguardia della tecnica)”.

Tra la prima accensione della vettura, avvenuta il 30 giugno 2021 presso il Competence Center Audi Motorsport di Neuburg an der Donau, e il prologo della Dakar l’1 gennaio 2022 a Ha’il sono trascorsi appena 6 mesi, davvero poco per realizzare la vettura da competizione del Brand più evoluta e complessa di sempre. “I risultati ottenuti sinora – prosegue Seebach – sono superiori alle più rosee aspettative di qualsiasi debuttante alla Dakar”.

Classifica assoluta Dakar auto, Tappa 9

  1. De Villiers-Murphy (Toyota) in 2h23’08”
  2. Lategan-Cummings (Toyota) a 9”
  3. Al Attiyah-Baumel (Toyota) a 1’04”
  4. Ekstrom-Bergkvist (Audi) a 2’07”
  5. Loeb-Lurquin (Hunter) a 2’11”
  6. Sainz-Cruz (Audi) a 2’48”
  7. Serradori-Minaudier (Srt) a 3’15”
  8. Peterhansel-Boulanger (Audi) a 3’45”
  9. Baragwanath-Cremer (Century) a 4’03”
  10. Roma-Bravo (Hunter) a 4’19”

Classifica generale Dakar auto dopo 9 Tappe

  1. Al Attiyah-Baumel (Toyota) in 30h10’04”
  2. Loeb-Lurquin (Hunter) a 39’05”
  3. Al Rajhi-Orr (Toyota) a 58’44”
  4. Terranova-Carreras (Hunter) a 1h36’09”
  5. De Villiers-Murphy (Toyota) a 1h45’01”
  6. Przygonski-Gottschalk (Mini) a 1h46’04”
  7. Vasilyev-Uperenko (Bmw) a 1h48’33”
  8. Prokop-Chytka (Ford) a 2h04’28”
  9. Halpern-Graue (Mini) a 2h14’52”
  10. Serradori-Minaudier (Srt) a 2h33’42”

Cambio al vertice tra le moto

Cambio al vertice delle moto dopo la settima tappa della Dakar, 402 km da Riad ad Al Dawadimi. Si è imposto il cileno Josè Cornejo Florimo, mentre il britannico Sam Sunderland, staccato di una ventina di minuti sui primi di giornata, ha ceduto il primato al francese Adrien Van Beveren, oggi 11°. Si è invece ritirato uno dei favoriti, l’australiano Daniel Sanders, che con la sua Ktm ha avuto un incidente senza gravi conseguenze. Staccato Danilo Petrucci, 44° dopo una penalità di 23′, il migliore degli italiani è stato Paolo Lucci, 26° a 25’06” dal leader.

Copertina RS gennaio 2022

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