Toyota e Hyundai sbottano contro un WRC a ”luci rosse”

Tanto tuonò sulle “luci rosse” dell’ibrido nel WRC che piovve. Ma era quasi inevitabile e non perché siamo in tempi di conflitti. Semplicemente perché quei due ritiri in Svezia non erano digeribili. Non lo ha digerito Elfyn Evans, che però ha mantenuto il suo aplomb british, e non lo ha digerito Ott Tanak, che si è un po’ lamentato. Figurarsi se poteva digerirli un Costruttore, anzi due, Toyota e Hyundai. L’ibrido di Compact Dynamics ha problemi e crea problemi e i silenzi (delle Case) sono stati anche troppo lunghi…

Adesso che entrambi i Costruttori, Toyota e Hyundai, sono stati costretti a ritirare le vetture coinvolte negli scontri al vertice per la vittoria assoluta del Rally di Svezia per guasti con l’unità ibrida, è stato ordinato ai team manager di battere i pugni sul tavolo del presidente FIA e pretendere immediatamente un cambiamento nella regolamentazione delle Rally1. E così, il cielo si fa terso e si vedono i primi fulmini.

Facciamo una premessa, per chi non lo sapesse. Secondo le attuali normative FIA, i piloti e le squadre non sono in grado di continuare il rally se si accende la luce rossa o se c’è assenza di luci attive sull’unità ibrida, anche se l’auto può ancora funzionare utilizzando il suo motore a combustione. Invece, possono continuare se l’ibrido non funziona ma le luci sono funzionanti. Una follia? Decisamente lo sembra. Ma in questo caso, a parte il paradosso che in un rally si siano verificate tutte e tre le circostanze, bisogna anche spiegare perché la FIA costringe al ritiro le vetture.

Questa misura di sicurezza è stata richiesta dagli ingegneri perché l’unità ibrida delle vetture del Mondiale Rally possono liberare alta tensione che, seppure secondo gli ingegneri non dovrebbe causare la morte di una persona, ne può provocare con certezza il ferimento grave e lo stato di shock.

Con queste premesse, le auto Rally1 vengono messe in “quarantena” perché potenzialmente pericolose. Neppure i team possono toccarle – come precauzione di sicurezza – se non con delle prescrizioni di sicurezza. E sarà così fino a quando non verrà dato un chiarimento definitivo da parte dei fornitori di queste unità ibride, Compact Dynamics e FIA. Ma fino ad ora i chiarimenti latitano. Probabilmente, ma è solo un’ipotesi, perché anche loro non ci capiscono un granché…

Ott Tanak di Hyundai e Elfyn Evans di Toyota sono stati i primi a sperimentare i limiti di questo sempre più incomprensibile WRC del futuro disegnato dagli uomini di Jean Totd. Una luce rossa si è accesa sull’unità ibrida di Tanak, mentre era secondo a soli 1″1 dall’allora leader del rally Evans nella PS5. L’estone si è arrabbiato perché la sua auto era ancora in grado di correre. Il campione del mondo 2019 ha detto: “Questo è qualcosa che non dovrebbe mai accadere nello sport”.

Evans ha subito un destino simile, anche se nel suo caso nessuna luce attiva è stata visualizzata sul suo sistema dopo aver riparato la sua GR Yaris danneggiata a seguito di un incidente sulla PS16 di domenica. Il vice direttore del team Hyundai, Julien Moncet, finalmente ritiene che i regolamenti debbano essere modificati per evitare il ripetersi di situazioni al limite del ridicolo e del frustrante. “Prima di tutto, Ott è molto arrabbiato e lo siamo anche noi, dato che poteva farcela”, ha detto Moncet.

“Sapevamo che poteva essere veloce in Svezia e ciò rende tutto ancora più deludente. Penso che siamo sulla stessa lunghezza d’onda con gli altri Costruttori e la FIA deve ripensare alcuni regolamenti per evitare di nuovo questa situazione. Lavoriamo tutti insieme. Abbiamo già avuto qualche incontro durante il fine settimana e facciamo in modo di aggiornare le regole per cercare di evitare che ciò accada di nuovo. Non è mai facile perché devi pensare a tutto ciò che può accadere, ma stiamo imparando. Dobbiamo evitare queste cose”.

Il team manager del Toyota GR Jari-Matti Latvala ritiene che possa essere normale il verificarsi di problemi iniziali con le nuove tecnologie ed è consapevole degli aspetti di sicurezza, ma concorda sul fatto che i problemi ibridi non dovrebbero costringere i team a ritirare le auto da una gara del Mondiale Rally, una serie su cui investono decine di milioni di euro l’anno…

Quella del “povero” Evans non è stata l’unica Toyota a soffrire problemi con l’ibrido, per la verità. Il vincitore del rally, Kalle Rovanpera non poteva usare la sua unità ibrida, ad esempio, ma il sistema mostrava le luci come se tutto fosse in regola e, quindi, ha potuto continuare e vincere. “Vedo che abbiamo troppi problemi con le unità ibride al momento”, ha detto Latvala.

“L’ibrido non dovrebbe essere la ragione per cui un Costruttore e un team sono costretti ad arrendersi in un rally, quindi penso che ci sia molto spazio e anche per tanti miglioramenti. Speriamo che la FIA prenda di petto la questione e risolva il problema. Penso ad un aggiornamento del regolamento, perché sono unità ibride non nostre e non c’è nulla che possiamo fare noi per risolvere il problema. Tutto dipende dall’esterno. Noi e le nostre auto dipendono dall’esterno”.

“Le batterie non dovrebbero impedirci di poter continuare una gara. Abbiamo visto Kalle vincere il rally e non aveva l’ibrido disponibile mentre Elfyn si è dovuto fermare. Se non possiamo aggiornare l’ibrido, dobbiamo aggiornare i regolamenti. La priorità è la sicurezza, ma penso che possiamo cercare di migliorare mantenendo la sicurezza e senza dover spegnere le auto”.