WRC a Monza: si guarda al Lecchese e (forse) Valentino Rossi

Tiziano Siviero dettaglia le prove dell’Aci Rally Monza

Tiziano Siviero, chief safety officer dell’Aci Rally Monza, ha svelato sul settimanale Autosprint tutti i dettagli della nuova gara che sarà finale del WRC 2020. “In pratica, il concetto di partenza era quello di passare da una gara-show ad un vero rally che ci darà il nuovo campione del mondo, cercando di assicurarci che il miglior pilota e la migliore auto vincano l’evento – ha detto Siviero -. L’idea è di gareggiare su vere prove speciali che siano difficili e complicate. Con questa filosofia, ovviamente, non ci saranno più coni in circuito e tutte le altre cose per cui, in passato, venivano conferite le penalità”.

“La super speciale di giovedì sera, il King of Show, si svolgerà totalmente sul rettilineo dei box. Le PS A1-2, B1-2, C1-2 e D1-2 sono state preparate utilizzando sia la pista che le strade interne del circuito, che collegano le varie postazioni dei commissari. Ovviamente, in tutte le prove speciali abbiamo incluso anche alcune parti dell’ovale sopraelevato ad alta velocità. La novità è che il King of Show e le PS Grand Prix sono le uniche che si correranno tutte su asfalto – ha aggiunto Siviero -. Tutte le altre prove del circuito hanno alcuni tratti in sterrato. In particolare nella D, che è anche la Power Stage, ci sarà più terra. A seconda della prova speciale si affronteranno diversi punti del tracciato in ogni direzione”.

“Sono andato a vedere le prove cronometrate in tutta la Lombardia e devo dire che le prove speciali che mi sono piaciute di più sono state quelle del bergamasco. Queste PS sono tutte e tre le migliori da guidare: Selvino, Gerosa e Costa Valle Imagna, che rappresenteranno il menù di gara di sabato”.

“Valutate nel loro insieme – ha proseguito Tiziano Siviero parlando dell’Aci Rally Monza – sono veloci con tratti molto rapidi ma, poiché si sviluppano su strade di montagna, ci sono anche dei tratti stretti e lenti. La sede varia da larga a stretta con i cambiamenti di superficie e grip. Entrando nel dettaglio, la prima tappa di Selvino ha continuità di ritmo, con cambi di asfalto, andando da salite agli scollinamenti, e da carreggiate prima larghe e poi strette. Ha anche dei punti scivolosi perché in ombra e anche pieni di foglie, insomma è una vera prova iridata”.

“La seconda, quella di Gerosa, è più corta e veloce con una partenza in salita, ma è facile che ci siano grandi distacchi perché bisogna saperla guidare e saper tenere il giusto ritmo – conclude -. La terza, Costa Valle, è sicuramente quella che sarà più temuta dai piloti. Ha una prima parte lenta seguita da una parte molto veloce, una sezione molto tecnica e un tratto quasi come da pista. La prova poi si conclude con una discesa finale dove ci vuole cuore e coraggio, che se non la intraprendi con il giusto ritmo e concentrazione, puoi anche perdere secondi importanti”.