Neuville, Safari 2022Neuville, Safari 2022

Thierry Neuville dopo il Safari Rally: rabbia e frustrazione

Hyundai, al Safari Rally, ha risvegliato emozioni amare, incubi e timori molto simili a quelli del 90° Rally MonteCarlo. Nella prima gara di Campionato, la rabbia e la frustrazione si è impossessata di tutti i componenti del team di Alzenau, dal primo al cosidetto ultimo, senza distinzione alcuna. Ne è nato il caos. In Africa, dove quest’anno è andata in scena una garetta rispetto ai veri Safari Rally di quasi 5.000 km, si è visto lo stesso film.

In un Safari corso tra tenute private in cui il Safari sta solo nel nome, i problemi di affidabilità e la mancanza di prestazioni delle i20 Rally1 hanno di nuovo mandato in crisi il team, che per fortuna è poi riuscito a correggere parzialmente il tiro. Parzialmente, perché ciò che è stato resta. Altro che “scurdammoce o passat” come si vorrebbe nella comunicazione supina al politically correct (ogni riferimento ai comunicati stampa non è puramente casuale).

I segni sono rimasti. Thierry Neuville è stato il più perseguitato dai problemi. E non può essere sempre la sfortuna. Il belga, pur essendo secondo nella classifica di Campionato del Mondo, ha concluso l’evento africano immensamente deluso: “Non c’è niente da dire. Sono molto deluso dal risultato, non solo per me, ma anche per i meccanici. Stanno lavorando molto duramente e non ottengono nulla in cambio”.

Il fatto che la i20 N Rally2 sia, nella realtà dei fatti, una delle auto da rally più veloci del lotto crea solo maggiore rabbia, perché i rally sono soprattutto resistenza e chi ha concepito questa vettura non poteva non saperlo: “Con tempi come quelli siglati nella power stage possiamo notare come l’auto sia velocissima, ma noi questo lo sappiamo. Ciò nonostante abbiamo alle spalle già sei rally di fila in cui abbiamo avuto qualche problema. Dobbiamo essere ottimisti, non possiamo fare diversamente. I punti bonus aiutano, anche se rendono la situazione ancor più frustrante”.