Takamoto e Dani: il bello del rally e dello sport

In Portogallo è andata in scena una gara bellissima e a tratti “drammatica” con duelli incandescenti tra diversi equipaggi che hanno entusiasmato la marea umana di spettatori presenti sulle strade lusitane e di altri tantissimi appassionati che hanno seguito la gara sui canali di WRC All Live e anche sul nostro sito.

Uno dei duelli più belli è stato quello tra il giapponese Takamoto Katsuta e lo spagnolo Dani Sordo, una “battaglia” che parafrasando il buon Guccini si potrebbe definire come la sfida tra il vecchio (ci scusi il buon Dani) e il giovane. Lo spagnolo, al suo debutto stagionale al volante della nuova Hyundai i20 Rally1, ha dalla sua una grande esperienza nel WRC, con 178 gettoni iridati, tre vittorie e ben 52 podi, al contrario il giapponese di casa Toyota, che ha dalla sua un’esperienza “limitata” con appena 43 presenze e un solo podio, quello conquistato lo scorso anno al Safari Rally, dove chiuse secondo assoluto.

La battaglia tra i due inizia sulla PS8 della gara lusitana, la Mortágua (km 18,15) con lo spagnolo e il nipponico che si portano rispettivamente al terzo e al quarto posto separati da appena 6”3, da quel momento il gap tra i due si accorcia sempre più grazie ad “Taka” in stato di grazia che rosicchia secondi su secondi fino al sorpasso che avviene sul primo passaggio della lunga Amarante (Km 37.24).

A metà della seconda giornata di prove (sabato) il gap tra i due è di 3”5 a favore del pilota Toyota, distacco che si amplia ulteriormente nelle altre tre speciali disputate nel pomeriggio, con vantaggio massimo di 14”2. A chiudere la giornata manca solo la speciale cittadina di Porto, sul fondo umido Takamoto soffre tantissimo e lascia sul campo 8”9. Quando mancano 48 chilometri alla fine del rally, suddivisi in cinque tratti cronometrati il distacco tra i due è di soli 5”7.

La domenica è un vero tira e molla con il distacco tra i due che balla tra il 1”4 e gli 0”8, per stabilizzarsi ad una prova dalla fine a 2”2. Decisivi saranno gli 11,18 chilometri della mitica Fafe, dove ad attendere i due contendenti ci sono, secondo gli organizzatori, oltre 100.000 spettatori, in poche parole un’arena a cielo aperto. A vincere la sfida è Dani Sordo che sopravanza il giapponese di appena 2”1.

Ma quello andato in scena al termine della power-stage è forse una delle pagine (che sono tante) più belle viste in questi anni nel Mondiale, paragonabile a quando Ott Tanak fu portato in “trionfo” dai colleghi in Polonia nel 2017, quando perse per una foratura un rally fin lì dominato. Appena terminata la gara, lo spagnolo ha aspettato il collega giapponese per consolarlo e parlarli.

“Non piangere, devi essere orgoglioso di te stesso e non essere triste. Farai tanti podi in carriera amico mio, goditi la tua carriera”. Più che le parole è stato il gesto di Sordo che ha colpito, come una “coccola” che un fratello maggiore fa a quello minore, che in quel momento vedeva svanire la possibilità di conquistare il suo secondo podio in carriera nel WRC.

Dal canto suo il giapponese al termine della gara era scosso e emotivamente provato, ma le prime parole sono state dedicate proprio allo spagnolo: “La battaglia con Dani mi è piaciuta molto, complimenti a lui per aver vinto. Mi dispiace per la squadra, ci ho provato, ma evidentemente non sono stato abbastanza bravo. Cercherò di migliorare ulteriormente”.

C’è una frase che viene attribuita (anche se non è mai stato chiarito se questa frase fu veramente pronunciata dal barone) a Charles Pierre de Frédybarone di Coubertin, noto a tutti come Pierre de Coubertin: “L’importante nella vita non è il trionfo ma la lotta. L’essenziale non è aver vinto, ma aver lottato bene”. Ebbene, noi siamo sicuri che Dani e “Taka”, hanno messo in pratica alla lettera questa massima.