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Da Inglesi ad Hämäläinen: copiloti che si iscrivono come piloti

Fatta la legge, trovato “l’inganno”, sempre che di questo si possa parlare. A quasi tutti sarà balzato agli occhi l’iscrizione di Reeta Hämäläinen, come pilota al recente Rally RACC disputato lo scorso fine settimana a Salou, in Catalogna. L’idea di iscrivere la Hämäläinen è venuta al team Toksport e al suo pilota Emil Lindholm, per aggirare il regolamento che prevedeva la partecipazione a sette eventi del Campionato.

Nei programmi iniziali del finlandese la gara catalana non c’era, ma dopo le vittorie ottenute da prima nel campionato nazionale finlandese (dove ha conquistato il titolo) e successivamente al rally di casa in Finlandia, Emil ha deciso di cimentarsi anche su un fondo a lui meno congeniale, l’asfalto. Da qui l’iscrizione come “pilota” per Reeta e come navigatore per Emil. Quanto fatto dal finlandese però non è una cosa inedita come si vuole far credere, un’avvenimento simile era già avvenuto nella stagione 2015 nel WRC2.

Nel 2015, infatti il nostro Max Rendina iscritto al WRC2, è ricorso allo stesso “escamotage” per aggirare il regolamento che prevedeva la partecipazione (con conseguente acquisizione di punti) a sole sei gare. Alla vigilia dell’ultimo round in Galles, essendo ancora in corsa per il titolo si iscrisse alla gara, ma mise Emanuele Inglesi nel ruolo di pilota (lui era teoricamente il navigatore). Naturalmente in gara poi i ruoli si sono invertiti, nonostante questo non riuscì a riconfermarsi campione del mondo Gruppo N, con il titolo che comunque restò in Italia con Gianluca Linari.

A livello di risultato la scelta fatta da Emil e dal team Toksport ha sicuramente pagato. L’equipaggio finlandese ha portato a casa una strepitosa vittoria nel WRC3 e conquistato un’ottima dodicesima piazza assoluta. Per Emil è stata la chiara dimostrazione di esser ormai pronto a giocarsi importanti chance per il titolo nel WRC2 per la prossima stagione, mentre il nome di Reeta rimarrà nelle classifiche del WRC3 e risulterà “elenco alla mano” vincitrice della categoria WRC3 in Spagna.

Semplice curiosità ad inizio carriera la coequiper finlandese (classe 1988) ha corso una gara da pilota, più precisamente l’Orimattila Ralli 2012 al volante di una Alfa Romeo 147. Nel 2015, i risultati validi per puntare al titolo WRC2 erano sei, motivo per cui il nostro Max Rendina dovete iscrivere come “pilota” in Galles, Emanuele Inglesi.

Craig Breen: ”Loeb in M-Sport sarebbe un vantaggio”

Il test svolto ieri con M-Sport da “Sua Maestà” Sébastien Loeb ha acceso i cuori e le menti di tutti gli appassionati di rally, che sognano ormai a occhi aperti il ritorno del nove volte campione del Mondo nel WRC, anche se solo con un programma gare molto limitato, sulla falsariga di ciò che farà Sébastien Ogier.

Anche tra i protagonisti del WRC c’è tanta attesa per capire quale sarà il futuro del campionissimo francese, soprattutto tra i suoi (possibili) compagni di squadra. Ad esprimere la sua opinione a DirtFish è stato Craig Breen, fresco d’ingaggio per le prossime due stagioni proprio con il team britannico. L’irlandese vede in maniera favorevole l’ingaggio di Loeb in squadra, in quanto la sua grande esperienza potrà aiutare tutto il Team a crescere e acquisire esperienza.

“Avere un pilota con un’esperienza maggiore della mia è sempre un vantaggio – dichiara Breen – al momento non so quale siano i piani della squadra. Se i miei compagni saranno solamente Adrien e Gus, io sarei il pilota con maggior esperienza nel team. Da quel lato, avere un compagno di squadra come Loeb sarebbe un fattore positivo. Dal canto mio, mi concentrerò solamente su me stesso. Certo, mi piacerebbe che arrivasse qualcuno con più esperienza di me, questo può solo avvantaggiare la squadra e non toglierebbe nulla agli altri ragazzi del team. I soldi non comprano l’esperienza e non la battono, per noi sarebbe un’aiuto enorme averlo in squadra”.

In carriera l’irlandese ha già lavorato con Loeb sia in Citroen Racing, sia più recentemente in Hyundai Motorsport dove si alternavano al volante della Hyundai I20 Coupé WRC.

Paolo Raviglione e Meteco al successo in Spagna

Il Rally di Spagna ha regalato grandi soddisfazioni ai piemontesi Paolo Raviglione e Vincenzo Torricelli. A bordo di una Renault Clio Rally5 del team Scacco Matto, i due alfieri della Meteco Corse sono riusciti nell’ardua impresa di giungere al traguardo da primi di categoria, la RC5.

Si può parlare senza dubbi di impresa perché la gara, valevole per il campionato del mondo rally, si è dimostrata assai dura e probante. “Arrivare al traguardo era sicuramente l’obiettivo più impegnativo e l’avercela fatta nonostante tutto è stato un successo”; l’aver terminato davanti all’altro avversario superstite nella classe è un ulteriore dettaglio che porta gioia al gentleman driver biellese/canavesano.

Strade veloci, asfalti con tagli “assurdi” e polverosi, tenuta fisica… tutti elementi che hanno caratterizzato la corsa di Raviglione che la inquadra così: “Avevo già corso qui alcuni anni fa ma ora è stata più difficile. Non solo per la lotta contro i cronometri ma anche per le condizioni delle strade e l’impegno che bisognava mettere, unito alla concentrazione, per non uscire di strada. Al sabato ero davvero provato a livello fisico, dopo i tanti chilometri passati in auto e le poche ore di riposo. Devo dire però che ne è valsa la pena” ha detto Raviglione.

Dieci gomme utilizzate per tutto il rally, un ottimo feeling con il navigatore Torricelli e la tenacia nel voler arrivare in fondo a tutti i costi: “su una prova abbiamo avuto un guasto elettrico per cui la vettura, dopo aver preso un buco, non andava. Abbiamo fatto sei chilometri in discesa a motore spento per poi ripartire ma senza aver fatto nulla: dopo un accurato controllo ed il lavoro dei meccanici di Scacco Matto in assistenza, abbiamo comunque cercato di amministrare il nostro vantaggio e non sollecitare troppo la vettura per evitare che si ripresentasse il problema: è stata un’avventura vera!”. Al termine del rally, Raviglione e Torricelli hanno concluso 41° assoluti e primi di RC5.

Il Rally RACC raccontato da Luca Beltrame

Al termine di un RallyRACC più che positivo, nonostante alcune disavventure, concluso in ventiquattresima posizione assoluta e settima di WRC3, Luca Beltrame coequiper di Mauro Miele ci racconta della loro avventura in terra di Catalogna.

“La gara è sempre molto bella, per noi si trattava di un ritorno in quanto avevamo già disputato questo rally nel 2019, ma all’epoca la gara presentava un format diverso rispetto a quello attuale. Rispetto al 2019 è stata tolta la tappa su fondo sterrato e né è stata inserita una su asfalto, facendo così diventare la gara interamente catramata – ci racconta Luca -. Le prove su asfalto sono bellissime, il meteo ci ha graziato sia durante le ricognizioni sia sulle speciali, tolto per un improvviso temporale poco prima della power-stage”.

“Considera che durante la power non ha piovuto, ma gli ultimi cinque chilometri erano molto umidi e questo per i primi che transitavano sulla prova è stato un handicap – prosegue il copilota di Miele -. Per quel che riguarda la nostra gara è iniziata subito in salita, sulla PS2 La Granadella ci siamo girati in una curva molto sporca. Non ci aspettavamo che questa curva si sporcasse così tanto, infatti in quel punto sono usciti diversi equipaggi. A questo si è aggiunta una foratura lenta, che ci ha comunque permesso di arrivare al traguardo senza perdere eccessivo tempo. Abbiamo concluso il Day1 in 31° posizione e 12° di WRC3”.

“Il day2 siamo ripartiti con l’intento di scalare posizioni, sulla PS8 Querol-Les Pobles abbiamo forato per aver urtato un sasso all’interno e abbiamo disputato 6 km su un cerchio perdendo circa 1’20”, considerando il tempo fatto sulla ripetizione della prova, alla fine la scelta di non fermarsi per cambiare pneumatico ci ha dato ragione. Abbiamo concluso la giornata in ventisettesima posizione e 9° di WRC3″.

“La giornata finale siamo riusciti a risalire fino alla 24° posizione assoluta (7° di WRC3) – conclude Beltrame -, dispiace perché senza tutti questi inconvenienti eravamo in linea con i tempi di Zaldivar e Kremer che ci hanno preceduto in classifica. Ci ha fatto molto piacere il tempo realizzato sulla stage Santa Marina, prova che non si disputava dal 2018, siamo riusciti a realizzare un ventesimo tempo assoluto su una prova nuova per la maggior parte degli equipaggi. Ultima cosa correre con il pubblico è stato emozionante, c’era veramente tantissima gente sia sulle prove sia alle varie cerimonie di partenza e di arrivo”.

Loeb testa la Ford Puma Rally1 e M-Sport lo vuole

All’indomani del Rally RACC il team M-Sport si è messo al lavoro per proseguire i lavori di sviluppo della nuova arma per la stagione 2022, la Ford Puma Rally1. La nuova nata di casa M-Sport dopo aver assaggiato i duri e rocciosi sterrati della Gallura e stata messa alla frusta in Catalogna, da un pilota d’eccezione Sébastien Loeb.

Il nove volte Campione del Mondo Rally ha testato la Puma Rally1 ad Arlens su un tratto storico del Rally RACC dei tempi andati. Un test che chiaramente conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che l’accordo tra “Sua Maestà” e M-Sport per il 2022 potrebbe essere sempre più vicino. A far lo scoop del test dell’alsaziano con la casa dell’ovale blu è stato il quotidiano Marca, che ha pubblicato gli scatti del test e dà quasi per certa la partecipazione di Loeb e Daniel Elena al prossimo Rally Monte-Carlo.

Sulla possibile partecipazione al Monte-Carlo, però, alleggiano anche alcuni dubbi, in primis il breve lasso di tempo che intercorre tra la fine della Dakar che l’alsaziano disputerà con i colori Prodrive e la gara monegasca: solamente tre giorni separano i due eventi. E poi il via libera da parte di Prodrive, che però pare essere arrivato.

L’ingaggio in M-Sport sarebbe l’ennesimo sogno realizzato da Malcolm Wilson, che porterebbe alla sua corte un pilota desiderato da sempre e inseguito senza alcun successo nella prima metà degli anni 2000 e allo stesso tempo un Loeb in squadra darebbe al brand quell’ulteriore prestigio che solamente un nove volte Campione del Mondo potrebbe dare. Ma potrebbe trattarsi anche di un sogno destinato a restare tale.

Sami Pajari: ”Momento stupendo della mia carriera”

Fresco vincitore del titolo J-WRC, l’ultimo assegnato con una vettura 2WD, il classe 2001 Sami Pajari parla con i media delle grandi emozioni vissute nel week-end di gara catalano. Il giovane finlandese entra nella storia, perché con i suoi 19 anni diventa il pilota più giovane a vincere il titolo Junior.

Alla vigilia della gara iberica la lotta per il titolo era aperta a tre piloti, Pajari e i due più esperti Armstrong e Sesks. Questi due hanno deciso di autoeliminarsi in corso d’opera, lasciando di fatto il via libera al finlandese che, con una prova di forza mentale e cronometrica, porta a casa vittoria e titolo, dimostrando di saper andare forte sia su sterrato (vedi la vittoria in Estonia) sia su catrame.

“Sono emozionato, non accade tutti i giorni di vincere un titolo. Devo ancora ben capire quello che ho fatto e quanto sia importante questa vittoria per il prosieguo della mia carriera. Sono enormemente grato a tutti coloro che mi hanno supportato e reso possibile la mia partecipazione allo Junior WRC”.

Il neo-campione del mondo Junior navigato in maniera perfetta dall’esperto connazionale Marko Salminen, ora potrà scegliere tra due premi. Il primo è una Ford Fiesta Rally2 con la quale partecipare (a sue spese) al WRC2 oppure la partecipazione a cinque eventi del nuovo WRC3 con una Ford Fiesta Rally3. La stagione di Pajari però non si concluderà qui, il finlandese è ancora in piena lotta per portare a casa il titolo ERC3 Junior. Attualmente a due gare dal termine del Campionato occupa la seconda posizione in classifica ad un solo punto dal francese Jean-Baptiste Franceschi. Anche in questo caso il premio è ambitissimo. Infatti, il vincitore dello Junior avrà la grande possibilità di partecipare all’ERC 2022.

Un equivoco dietro la multa di Ogier al Rally RACC

C’è anche una multa da 2.200 euro nel week-end in chiaro-scuro del leader del WRC in Catalogna. Sébastien Ogier è stato multato per aver sorpassato un veicolo sulla corsia di emergenza e per non essersi fermato all’alt della polizia locale.

L’infrazione si è verificata nel tardo pomeriggio di sabato nei pressi di Salou, dove gli equipaggi erano attesi per l’ultima prova di giornata. Questa sanzione si va ad aggiungere a quella comminata nella giornata di venerdì per aver indossato il sotto-casco fuori dalla tuta di gara durante la PS6 del rally, in questo caso la multa era stata di 200 euro.

Non è la prima volta che Ogier commette simili errori, tutti ricordiamo l’incidente in Croazia con conseguente multa di 7.000. In quel caso (Croazia) vi fu una violazione degli articoli 12.2.1.c e 12.2.1.h del FIA International Sporting Code, mentre il reato commesso da Ogier in Catalogna va a violare l’articolo 34.3.1 del regolamento sportivo WRC 2021. Questo regolamento impone agli equipaggi il rispetto del codice della strada del Paese ospitante dell’evento.

Il pilota francese ha provato a giustificare il suo errore agli steward, spiegando di non aver capito i segnali fatti dal poliziotto che indicavano di fermarsi e afferma di aver attraversato la rotatoria a velocità ridotta. Riportiamo per dovere di informazione un piccolo estratto del documento degli steward in cui Ogier spiega la dinamica di quanto accaduto: “Il pilota a detto che alla rotonda dove è avvenuto l’incidente, la strada era stata stata bloccata dalla polizia. Ha ammesso di aver sorpassato l’auto davanti a lui sul lato destro e si è scusato. Tuttavia, ha affermato di non aver capito i segni fatti con la mano dal poliziotto, perché questo non era davanti alla coda delle auto. Inoltre ha aggiunto di aver attraversato la rotatoria a bassa velocità”.

Gli steward hanno richiesto un supplemento d’indagine, convocando e sentendo l’agente di polizia che ha segnalato l’infrazione. Questi ha affermato che il blocco stradale era stato provocato da un normale controllo di routine (il classico posto di blocco). L’agente ha confermato che la vettura numero 1 ha sorpassato davanti a lui sul lato destro, ma conferma che con molta probabilità i suoi gesti in cui chiedeva a Ogier di fermarsi potrebbero essere stati realmente interpretati male dal pilota, in quanto la sua posizione non era in linea con la vettura.

WRC, Spagna 2003: stupefacente esordio di Dani Sordo

Diciotto anni fa una lotta tutta francese tenne la Spagna e i fan del WRC col fiato sospeso e sulle spine. Ricordate? Vinse il “mago” dell’asfalto Gilles Panizzi. La 206 WRC del pilota Peugeot aveva 13″ di vantaggio sulla Citroën Xsara WRC di Sébastien Loeb, che appariva decisamente frustrato. Verso il fondo della top 20, c’era un nome che Loeb, insieme al resto del FIA World Rally Championship, avrebbero presto imparato a conoscere e ad amare. Era il nome di Dani Sordo, che nel 2022 sarà di nuovo al via della serie iridata grazie all’ingegnere italiano Andrea Adamo, avviandosi alla sua diciassettesima stagione ai massimi livelli.

Tornando al 2003, l’allora ventenne spagnolo fece il suo debutto nel Campionato del Mondo al Rally Catalunya-Costa Brava-Rally de España, guidando una Mitsubishi Lancer Evo VII, con cui ottenne un onorevole secondo posto di classe e un pregevole diciottesimo posto assoluto (era al debutto e quei rally erano ancora “Rally”). Due anni dopo, Sordo rimediò una vittoria schiacciante nel J-WRC, quattro punteggi massimi su sette partenze, e riuscì a fare decollare la sua carriera come pilota Citroën, insieme a Loeb.

Una Xsara WRC gestita da Kronos Racing fu il suo punto partenza e solo quattro gare dopo arrivò una World Rally Car ufficiale, con cui Sordo si assicurò il secondo posto assoluto nella gara di casa della serie iridata. La sua propensione per l’asfalto è stata evidente sin da subito: è sempre andato a podio nelle gare su asfalto nell’anno del debutto. Fondamentale per Sordo fu il rapporto con Loeb. La coppia strinse un legame immediato e si unì per consegnare a Citroën tre titoli Costruttori consecutivi tra il 2008 e il 2010.

Dani Sordo, Deutschland Rally 2013
Dani Sordo, Deutschland Rally 2013

Desideroso di dimostrare le sue capacità al di fuori delle macchine francesi, Sordo passò alla Mini sviluppata da Prodrive giusto in tempo per l’arrivo dell’era delle World Rally Car 1600 turbo 4×4. Seguirono altri podi, ma ci volle un ritorno in Citroën per un’altra stagione per ottenere una prima vittoria Mondiale ormai in ritardo, ma decisamente desiderata.

Il Deutschland Rally 2013 è stata la centosettesima partenza di Dani Sordo in una prova valida per il WRC e la sua prima vittoria assoluta. Raramente il parco assistenza ha festeggiato all’unisono come invece è successo quella domenica sera a Treviri. Il Cantabrico Sordo è sempre stato – e rimane – una delle figure più popolari dell’era contemporanea del rallysmo che conta. Dani è popolarissimo con i tifosi e tra il personale della squadra. Ovunque, è sempre solare e sorridente, pronto per un selfie e un autografo, un po’ il contrario di Ott Tanak, ed è anche un marcatore di punti superbamente regolare. Non a caso è da 16 anni nel WRC e da ben otto con Hyundai.

La capacità di adattamento di Sordo, così come la sua continua velocità negli eventi che gli si adattano bene, hanno contribuito alla longevità della sua carriera. Quando Hyundai ha suggerito un programma parziale nel 2018, lui ha fornito punti importanti ogni qualvolta erano necessari. Definirlo uno specialista dell’asfalto sarebbe sacrilego. Non dimentichiamo che, grazie alle vittorie consecutive al Rally Italia Sardegna, ha ottenuto più successi a su terra rispetto all’asfalto. Ma il suo più grande successo deve essere la sua capacità di rimanere ai massimi livelli per tutta l’era delle World Rally Car, centrando 49 podi su 175 partenze.

WRC2: Mikkelsen è campione, ma in Spagna non c’è

Eric Camilli ha conquistato la vittoria del WRC2 al Rally RACC, mentre Andreas Mikkelsen ha conquistato il titolo Piloti senza nemmeno iniziare l’evento. Camilli è passato in testa sulla PS2 dopo una battaglia iniziale con la Citroën C3 Rally2 di Mads Østberg, contendente del titolo. Una foratura per Østberg nel pomeriggio di venerdì ha dato a Camilli la possibilità di sgranchirsi le gambe, quindi ha aumentato costantemente il suo vantaggio nei restanti due giorni.

Il francese ha giocato sul sicuro con due ruote di scorta a bordo per la maggior parte delle PS, mentre le condizioni di bagnato nella fase finale hanno causato alcuni momenti difficili, ma lui ha continuato a segnare i tempi più veloci fino alla fine per vincere di 20″2. “Ho messo l’assetto antipioggia per l’ultima tappa, ma all’inizio ero molto in difficoltà perché non c’era pioggia, quindi ho pensato di aver commesso un errore – ha spiegato Camilli -. Alla fine era molto scivoloso, ma ci siamo presi dei rischi e siamo molto contenti”.

Mentre Camilli ha vinto il rally, i risultati altrove hanno fatto sì che l’assente Mikkelsen fosse incoronato campione tra i Piloti. Il norvegese aveva programmato di concludere la sua stagione al FORUM8 ACI Rally Monza il mese prossimo, ma poiché né Østberg né Teemu Suninen hanno ottenuto abbastanza punti per raggiungerlo, il titolo è stato deciso prima del previsto.

“È molto strano diventare improvvisamente campione”, ha detto Mikkelsen dal parco assistenza di Salou. “È davvero bello ora andare a Monza senza alcuna pressione e provarci”. Suninen è arrivato secondo al suo debutto con la Hyundai i20 N Rally2. Il finlandese ha conquistato una manciata di vittorie di prova nonostante la sua limitata esperienza con la vettura e ha persino suggerito che potrebbe tornare con la squadra Hyundai per Monza.

Anche Erik Cais ha avuto un debutto da incorniciare. Il pilota ceco ha guidato la Ford Fiesta Rally2 verso numerose vittorie di prove speciali per concludere la sua prima uscita nel WRC a 56″1 dietro Suninen, al terzo posto. Østberg era 55″7 più indietro dopo un fine settimana devastante, rovinato da due forature e problemi alle sospensioni.

Il pilota americano Sean Johnston ha portato a casa la sua C3 3’39″0 dietro Østberg, mentre Georg Linnamäe ha completato la classifica 6’39″1 indietro dai leader in una Volkswagen Polo GTI R5. Jari Huttunen è stato l’unico a non essere arrivato al traguardo. I problemi al motore hanno afflitto la sua Hyundai fin dall’inizio e alla fine si è ritirato sabato verso l’ora di pranzo.

Sami Pajari passa alla storia nel J-WRC

Sami Pajari ha fatto la storia al Rally RACC aggiudicandosi il titolo 2021 del Junior WRC con la Ford Fiesta Rally4 M-Sport Poland. A 19 anni e 325 giorni, Pajari è diventato il più giovane e il primo pilota finlandese a vincere il titolo nei 20 anni di storia del campionato. Pajari, Jon Armstrong e Mārtiņš Sesks avevano ciascuno una realistica possibilità di successo.

Armstrong ha preso il comando venerdì e ha usato la sua precedente esperienza spagnola per guadagnare un vantaggio di 15″9 secondi su Pajari. La situazione si è ribaltata sabato mattina quando l’Ulsterman ha sbagliato una frenata nella primissima speciale ed ha perso oltre cinque minuti. Tutte le possibilità di una rimonta sono state deluse tre prove dopo, quando si è ritirato con lo sterzo danneggiato dopo essere uscito di nuovo la strada.

Anche i sogni di Sesks sono stati annullati dopo che si è schiantato a Querol-Les Pobles e ha rotto una ruota. Con i suoi rivali in campionato fuori dai giochi, Pajari ha ereditato il comando. Ha gestito il suo ritmo nell’ultima tappa di domenica per prendere la corona iridata riservata ai piloti junior e vincendo anche il rally per 15″9.

Adesso potrà scegliere tra guidare una Ford Fiesta Rally2 o la versione Rally3 la prossima stagione come parte del suo premio. “Non so cosa dire”, ha detto al traguardo. “Mi sento così grato verso così tante persone che hanno reso possibile tutto questo. Non sono solo io a meritare ciò, sono in molti e sono intorno a me”, ha aggiunto riferendosi al team e al copilota.

Lauri Joona è arrivato secondo. Nonostante non abbia vinto nessuna speciale, il 24enne ha pressato Pajari fino alla fine e ha accumulato 34″0 su Robert Virves, che in realtà è stato più veloce, ma sabato ha perso oltre 1′ a causa di una foratura. Armstrong è ripartito domenica e ha concluso quarto davanti a Sesks. William Creighton ha completato la classifica dopo essersi schiantato contro una barriera nel giorno di apertura.

WRC: Thierry Neuville vince il RallyRACC Catalunya

Partiamo da una certezza, il titolo iridato 2021 si assegnerà anche quest’anno sulle strade dell’ACI Rally Monza. Il primo match-point di Ogier è stato annullato dai suoi avversari, che sulle velocissime strade catalane hanno avuto la meglio sul transalpino. A vincere la gara è stato Thierry Neuville. Il pilota belga di casa Hyundai Motorsport ha corso in maniera perfetta, prendendo il comando sulla penultima prova del venerdì per poi rafforzarlo grazie ad una serie di otto scratch di fila, che di fatto ha mandato KO i sogni di gloria della concorrenza.

Unico piccolo (grande) brivido nel finale, poco prima della power-stage finale, quando all’ultimo riordino la sua Hyundai I20 WRC non voleva saperne di accedersi. Fortunatamente grazie al prezioso aiuto dei commissari, che hanno spinto la vettura questa si è accesa permettendo a Neuville di disputare la power-stage e di portare a casa una vittoria meritata.

“Sono molto sollevato di essere arrivato al traguardo – commenta Neuville – è stato un fine settimana molto difficile, abbiamo lottato duramente per portare a casa questo risultato. La gara in se è stata perfetta, peccato per quel brivido nel finale”.

Seconda posizione per Elfyn Evans, il gallese rosicchia altri punti a Sébastien Ogier tenendo ancora viva la lotta per il titolo piloti, il gap tra di due ora è di 17 punti con ancora 30 punti disponibili. Il pilota Toyota ha preceduto l’iberico Dani Sordo autore di un day3 super, impreziosito anche dalla vittoria nella power-stage. Solamente quarto Sébastien Ogier, che spreca il primo match-point, mentre la top 5 viene completata da Kalle Rovanpera.

Sesta posizione per Gus Greensmith che salva almeno in parte la giornata del team M-Sport, settima e ottava piazza per i due giovani debuttanti di casa Hyundai 2C Competition, il nordico Oliver Solberg che chiude settimo e ottava posizione per un altro idolo di casa, l’ex campione del mondo J-WRC/WRC3 Nil Solans. La top 10 è chiusa da Eric Camilli che conclude in nona posizione è si porta a casa la vittoria nel WRC2 e dal russo Nikolay Gryazin alla sua prima uscita con la Skoda Fabia Rally2 di TOKSport.

Quando al termine del mondiale manca solo l’appuntamento brianzolo/bergamasco la classifica piloti recita così: Ogier 204; Evans 187; Neuville 159; Rovanpera 140; Tanak 128

WRC 2022: cambia (di nuovo) il Rallye Monte-Carlo

L’Automobile Club Monaco ha ufficializzato alcuni piccoli, ma significativi, cambiamenti al percorso del Rallye Monte-Carlo 2022. Delle varie richieste fatte dai team, dopo l’uscita della prima versione del programma di gara è stata accolta soltanto quella di inserire uno shakedown, mentre è caduta nel vuoto quella di inserire un service park a metà delle giornate di venerdì e sabato.

Attenzione, però, lo shakedown sarà riservato solamente agli equipaggi P1, che potranno provare la vettura lungo una strada lunga 2,3 chilometri. La speciale interessata dallo shakedown sarà la strada che va da Place Saint-Sébastien a Sainte-Agnès, che con i suoi 800 metri di altezza è di fatto il villaggio costiero più alto d’Europa. Gli organizzatori hanno comunicato, però, che per ragioni di sicurezza lo shakedown sarà vietato agli spettatori.

Altro cambiamento molto importante riguarda il day2 della gara. La giornata di venerdì infatti ha visto un grosso cambiamento a livello di speciali con l’inserimento di due nuovi tratti cronometrati che andranno a sostituirne altri due. Le nuove prove speciali inserite sono la Guillaumes-Péone-Valberg (PS4-7 -13,52 km – 10:17 / 15:19) e la Val de Chalvagne-Entrevaux (PS5-8 – 17,48 km – 11:35 / 16:37) che andranno a sostituire i crono precedenti, la Pierlas-Ilonse  e  La Tour-sur-Tinée / Utelle. Confermatissima invece l’altra prova di giornata la Roure / Beuil (PS 3-6 – 18,45 km – 9:14 / 14:16). Con molta probabilità la giornata di venerdì sarà la più dura e impegnativa di tutto il rally, che in questo 2021 festeggia le sue 90 edizioni.

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Copertina RS ottobre 2021

WRC: Patterson appenderà il casco al chiodo dopo il RallyRACC

Il RallyRACC sarà con molta probabilità l’ultima gara in carriera nel WRC per il coequiper Chris Patterson. A nulla sono serviti gli sforzi messi in atto sia da Gus Greensmith, suo attuale pilota, sia dal team M-Sport WRT per convincerlo a disputare almeno l’ACI Rally Monza. Patterson aveva già annunciato il suo ritiro dalle scene iridate al termine della stagione 2018, ma ad inizio anno le chiamate di Greensmith e di M-Sport avevano riacceso in lui la voglia di tornare nel WRC, se pur solamente per questa stagione.

Ed è proprio con il co-equiper irlandese che Greensmith ha disputato le sue migliori gare e fornito le sue più valide prestazioni da quando corre nel Mondiale, basti pensare all’ottimo quarto posto assoluto ottenuto al Safari Kenya oppure al quinto posto ottenuto in Portogallo e Grecia. Un’addio pesante per Greensmith, come lui stesso ammette ai microfoni di WRC.com: “Questo per me è un momento piuttosto triste, sapevo che il binomio con Chris sarebbe durato solamente una stagione. Questa in Spagna è la nostra ultima gara assieme”.

Al momento non è stato annunciato il sostituito per l’ACI Rally Monza, ma il favorito numero uno sembra essere Stuart Loudon che ha già navigato il britannico in occasione del Rally Italia Sardegna disputato lo scorso mese di giugno. Patterson (classe 1968) in carriera può vantare ben 143 presenze nel Mondiale WRC con 12 podi conquistati e 104 speciali vinte. Il debutto è avvenuto nel 1993 al Network Q RAC Rally con Mike Rimmel, il primo podio è arrivato nella stagione 2010 al Rally Japan con Petter Solberg. Ed è proprio con il norvegese che nell’ottobre 2012 vinse la sua ultima prova speciale in un rally iridato, in Sardegna sul crono “Gallura”.

WRC: Neuville cala nel tris nella mattinata al RallyRACC

La mattinata del RallyRACC si apre nello stesso identico modo in cui si era chiusa la serata di ieri, ovvero sotto il segno di Thierry Neuville e della sua Hyundai I20 Coupé WRC. Il belga ha messo la firma in tutte e tre le prove disputate nella mattinata, andando così a scavare un buon gap di 9” tra lui e il primo degli inseguitori, il gallese Elfyn Evans alle prese con una mattinata in chiaro-scuro sotto il profilo cronometrico. Nonostante la leadership, il pilota Hyundai continua a lamentare alcuni problemi di sottosterzo alla vettura.

Alle spalle di Neuville, troviamo un Elfyn Evans che non riesce a trovare la giusta quadra con la sua Yaris WRC, stessa cosa per Sébastien Ogier attualmente terzo assoluto e in difficoltà sulle insidiose strade catalane. Il sette volte campione del mondo, dovrà correre il secondo giro di prove in modalità attacco se vorrà difendere la terza piazza dagli attacchi di Dani Sordo, staccato di appena due decimi di secondo. Quinta posizione per Kalle Rovanpera, rallentato da una foratura sulla seconda prova di giornata, mentre in sesta posizione troviamo un’ottimo Adrien Fourmaux autore di tempi molto interessanti nell’arco della mattinata.

Fin qui molto positiva la gara dei due alfieri “2C Competition Hyundai”, con Oliver Solberg settimo assoluto alla sua prima uscita iridata su una vettura WRC su asfalto e con l’idolo di casa Nil Solans ottavo alla sua prima gara in carriera al volante di un’auto della classe regina. Una foratura caccia in nona posizione Gus Greensmith, mentre la top 10 è chiusa dal francese Eric Camilli, attualmente primo di WRC2 e di RC2. Parlando di RC2 alle spalle del francese, staccato di 15” troviamo il russo Nikolay Gryazin alla sua prima uscita con la Skoda Fabia Rally2 del team TOKSport e il finlandese Teemu Suninen, alla sua prima uscita con i colori del team Hyundai Motorsport.

Come scritto poche righe sopra il WRC2 vede al comando il nizzardo Camilli che conduce i giochi con un vantaggio di 29”3 su Teemu Suninen e sul debuttante Erik Cais. Nel WRC3 comanda un’ottimo Emil Lindholm al suo debutto in Spagna. Il neo-campione finlandese guida la classifica con una ventina di secondi di vantaggio sul locale Pepe Lopez e sul leader del campionato, il polacco Kajto.

Svelato il calendario WRC 2022: torna la Nuova Zelanda

Al termine della riunione odierna il Consiglio Mondiale della FIA, ha reso noto il calendario del WRC per la stagione 2022, anno in cui il Mondiale spegnerà le cinquanta candeline. Rispetto al calendario attuale, escono Arctic Rally, Ypres e ACI Rally Monza e tornano la Svezia e anche Nuova Zelanda e Giappone.

Il via sarà dato come di consueto al Rallye Monte-Carlo, in programma a fine gennaio con un percorso completamente rinnovato che vedrà il ritorno del Turini in notturna e la base della gara che da Gap si sposta al Principato di Monaco. Seconda gara in calendario la Svezia, che torna dopo l’assenza di questa stagione. Grandi novità anche per la gara nordica che cambia sede, dopo le tante polemiche per l’assenza della neve delle ultime edizioni, e si sposta da Kalrstard a Umea.

Terzo round la confermatissima Croazia, che dopo una prima edizione che ha riscosso gli applausi di team e appassionati. Quarto round il Portogallo che apre la serie di cinque rally consecutivi su sterrato, subito dopo la stupenda gara lusitana il circus si trasferisce in Sardegna per la quinta prova. Il RIS 2022, in programma dal 2 al 5 giugno, dovrebbe ritornare in quel di Alghero come base, mentre Olbia con molta probabilità ospiterà una super prova speciale nel cuore della città.

Dalla Sardegna si andrà in Kenya, per il Safari WRC confermatissimo in calendario anche nel 2022. Dal continente africano si sosterà da prima in Estonia e poi in Finlandia per i due rally più veloci del Campionato. Ancora da assegnare lo slot estivo (il nono in calendario) con una tra Nord Irlanda e Ypres candidate a ospitare l’evento.

Altra conferma quella della Grecia, mentre successivamente si vola in Nuova Zelanda per riabbracciare un territorio che manca dal lontano 2012 nel circus iridato. Gran finale con due round su catrame, il RallyRACC e il Giappone, nuovamente inserito in calendario nonostante le cancellazioni avvenute nel 2020 e 2021 a causa del Covid-19.

RoundRallyDate
1Monte-Carlo20 – 23 Gennaio
2Svezia24 – 27 Febbraio
3Croazia21 – 24 Aprile
4Portogallo19 – 22 Maggio
5Italia2 – 5 Giugno
6Kenya23 – 26 Giugno
7Estonia14 – 17 Luglio
8Finlandia4 – 7 Agosto
9Irlanda (?)18 – 21 Agosto
10Grecia8 – 11 Settembre
11Nuova Zelanda29 Settembre- 2 Ottobre
12Spagna20 – 23 Ottobre
13Giappone10 – 13 Novembre

Evans al comando dopo il primo loop di PS al RallyRACC

Il primo giro di prove del RallyRACC ha visto dominare Elfyn Evans. Il pilota gallese è partito in modalità full-attack fin dai primi chilometri ritagliandosi un piccolo gap tra sé e i suoi avversari, compreso Sebastian Ogier. Alle spalle del pilota Toyota, staccato di 7″9 il belga Thierry Neuville alle prese con problemi di sottosterzo alla sua Hyundai I20 WRC. Terzo il leader del Campionato, Sébastien Ogier attardato di 12″6 dal compagno di squadra.

Quarta posizione per l’idolo di casa Dani Sordo, seguito in quinta posizione da Kalle Rovanpera. In difficoltà Ott Tanak, attualmente sesto assoluto e autore di un errore che gli è costato oltre 20″. Settima e ottava piazza per le due Ford di Adrien Fourmaux e Gus Greensmith. Completano la top ten, i due giovani alfieri di 2C Competition, il nordico Oliver Solberg e il debuttante Nil Solans.

Obiettivo vittoria per Kajto nel WRC3

Occasione d’oro per Kajetan Kajetanowicz per rafforzare il suo primato in classifica nel WRC3 e di conseguenza porre una serissima ipoteca al titolo. Il polacco arriva al Rally RACC – Rally de España da leader della classifica con 15 punti di vantaggio e due risultati ancora a disposizione, per appunto il Catalunya e il successivo round di Monza contro il solo risultato che avrà a disposizione Yoann Rossel, che si giocherà le sue residue possibilità di titolo sulle strade della Bergamasca e della Brianza.

Il polacco si aspetta una gara tiratissima con distacchi ridotti, dove fondamentale sarà trovare il giusto ritmo gara dai primi metri del rally. A rendere la vita difficile al polacco, troviamo i due locali dal piede pesante Pepé Lopez (Skoda Fabia Rally2) e Jan Solans (Citroen C3 Rally2) che puntano a portare a casa il successo nelle strade di casa. Proveranno ad inserirsi nella lotta per il successo il giovane ceco Dominik Střítesky, il finnico Emil Lindholm e il britannico Chris Ingram che correranno con i colori del team TOKSport, cosi come il paraguiano Fabrizio Zaldivar

Debutto assoluto nel WRC su asfalto per il finlandese Mikko Heikkilä, mentre proverà a migliorare l’ottimo risultato ottenuto in Belgio l’irlandese Josh McErlean che corre con i colori del  Motorsport Ireland Rally Academy. Chiudono la lista degli iscritti il 49enne britannico Neil Simpson, anche lui al via con una Skoda Fabia Rally2 preparata dalla TOKSport, il tedesco Armin Kremer su Citroen C3 Rally2 e i nostri portacolori Mauro Miele e Luca Beltrame su Skoda Fabia Rally2.

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WRC, Spagna: ci sono Zucconi-Zanini

Il prossimo weekend si scriverà una pagina importante della storia del VM Motor Team e della carriera di uno dei suoi portacolori, ovvero Andrea Zucconi. 
Il pilota alessandrino debutterà infatti nel Campionato del Mondo WRC al Rally RACC Catalunya, penultima prova su asfalto della stagione 2021 che si correrà nei dintorni di Salou dal 14 al 17 ottobre. Andrea Zucconi sarà affiancato dall’esperto Paolo Zanini a bordo di una Peugeot 208 Rally4 preparata da By Bianchi, la stessa vettura testata con successo insieme al navigatore pavese allo scorso Rally Vigneti Monferrini di Canelli. 
Shakedown il giovedì, poi tre giorni pieni di gara con diciassette prove speciali per un totale di 280 chilometri cronometrati, un impegno gravoso per uomini e mezzi, con ritmi ed orari ben diversi dalle gare nazionali. Per questo l’equipaggio del VM Motor Team ha affrontato un lungo percorso di preparazione, in modo da poter affrontare al meglio la bellissima gara in terra iberica. 
 
“Volevo farmi un regalo per i miei cinquant’anni, è dal 2018 che penso ad una gara del Mondiale e con Paolo, mio grande amico, abbiamo scelto la Spagna. Una gara tutta su asfalto dal grande fascino e che vivremo come un sogno. Partiremo con l’obiettivo di raggiungere il traguardo, quella per noi sarebbe già una grande vittoria. Per l’occasione abbiamo frequentato un corso della Vittorio Caneva Rally School la scorsa estate e ci è stato davvero molto utile. Ringrazio il VM Motor Team che mi ha aiutato molto nell’organizzazione della trasferta, in queste situazioni ogni dettaglio deve essere curato ed il mio amico Moreno Voltan è sempre stato al nostro fianco” – ha dichiarato Zucconi dopo le ricognizioni della gara catalana. 

Le parole di Moreno Voltan, pronto anch’egli per la trasferta spagnola: “L’amicizia che mi lega ad Andrea dura da oltre vent’anni, per me e per la mia scuderia è un  grande onore poterlo accompagnare in una gara del WRC. Lo seguirò in Spagna, mi prenderò una piccola pausa per poi tuffarmi nuovamente nell’organizzazione della Ronde Colli del Monferrato e del Moscato del prossimo 20-21 novembre a Moncalvo”  

Sfida a tre per il titolo nel J-WRC 2021

Saranno sei gli equipaggi che si sfideranno al RallyRACC, ultimo round dello Junior WRC 2021. Calcolatrice alla mano tutti e sei i piloti iscritti hanno ancora chances di portare a casa il titolo, ma nella realtà dei fatti solamente Sami Pajari, Jon Armstrong e Mārtiņš Sesks hanno reali possibilità di vincere il titolo.

I tre sono divisi da 14 punti, ma attenzione l’ultima gara avrà punteggio doppio e ci sono ancora i punti da scartare, quindi la lotta rimane apertissima e incerta. La classifica è guidata da Sami Pajari con 91 punti, il finlandese in questa stagione ha vinto in Estonia e chiuso secondo in Portogallo e Belgio, mentre in Croazia si è dovuto accontentare del sesto posto. Non ha mai corso in Spagna, ma nelle due precedenti uscite su catrame in Croazia e Belgio si è comportato molto bene.

Alle spalle del finlandese, staccato di 3 punti troviamo Jon Amstrong. Il driver dell’Ulster su asfalto è sicuramente l’uomo da battere, visto che nelle due precedenti uscite su questo fondo ha vinto, mentre zoppica su fondo sterrato. In carriera ha già disputato alcune edizione del RallyRACC, quindi parte con un leggero vantaggio rispetto ai suoi competitor per il titolo. Avrà bisogno della gara perfetta Mārtiņš Sesks, che deve rimontare 14 punti al battistrada Pajari. Il rapporto con i fondi catramati non è dei migliori per il lettone, visto e considerato che lo scorso anno ha buttato via un titolo Mondiale picchiando pesantemente all’ACI Rally Monza.

Altri iscritti sono il finlandese Lauri Joona, reduce da un’ottima terza piazza assoluta al recente Secto Finland Rally a bordo di una vettura Rally2, l’irlandese William Creighton che corre con i colori della Motorsport Ireland Rally Academy e l’estone Robert Virves.

Il Rally di Monza scalda i motori: ecco il programma

Da oggi è possibile iscriversi al Forum8 ACI Rally Monza 2021, l’ultimo appuntamento del FIA World Rally Championship che si terrà all’Autodromo Nazionale Monza tra il 18 e il 21 novembre prossimi. Le Prove Speciali della gara del campionato del mondo saranno sedici, distribuite tra percorsi all’interno dell’Autodromo Nazionale Monza e nelle valli bergamasche per un evento che si preannuncia molto spettacolare per il pubblico, ammesso all’interno del circuito e nelle zone dedicate delle PS esterne.

Sono 100 le vetture che potranno partecipare all’evento e saranno suddivise nelle seguenti sei classi: RC1, RC2, comprensive di Group Rally2 e Group Rally2 Kit, RGT, RC3, RC4 (Rally4 e R3 atmo e turbo) e RC5. È possibile iscriversi fino a sabato 6 novembre compreso consultando il sito acirallymonza.com.

Le attività partiranno giovedì 18 novembre con lo shakedown con inizio previsto alle 17:56 dai piazzali della curva Alboreto dell’Autodromo Nazionale Monza.
Venerdì 19 novembre è in programma la prima PS Gerosa 1 alle 7:31. Seguirà la PS 2 di Costa Valle Imagna 1 alle 8:16. Più tardi, le due località ospiteranno altre due prove: la PS 3 Gerosa 2 sarà alle 10:16, mentre la PS 4 Valle Costa Magna 2 si terrà alle 11.01. Nel pomeriggio, le vetture torneranno in Autodromo e si sfideranno in rapida successione nelle PS 5 e 6 chiamate Junior 1 (13:38) e Junior 2 (15:48), prima di chiudere la giornata alle 18:20 con la Grand Prix 1 (PS 7).

Sabato 20 novembre si disputeranno le Prove Speciali dalla 8 alla 13. San Fermo e Selvino sono le sedi selezionate per le PS dalla 8 alla 11. La PS 8 sarà San Fermo 1 alle 7:15, seguita da Selvino 1 esattamente un’ora dopo. Alle 10:45 e alle 11:45 sarà la volta delle PS 10 e 11 (San Fermo 2 e Selvino 2). Nel pomeriggio si terranno in Autodromo Roggia 1 e Roggia 2, rispettivamente PS 12 e 13 alle 14:51 e 17:01.

Domenica 21 novembre ci saranno infine le Prove Speciali a chiusura dell’evento, tutte previste nel Tempio della Velocità. La PS 14 sarà la Gran Prix 2 alle 7:48, mentre le PS 15 e 16 si chiameranno Serraglio 1 (10:08) e Serraglio 2 (12:18) e si svolgeranno nell’omonima zona del circuito.

Attesa per il debutto del P Zero RA WRC aggiornato

Il Campionato del Mondo Rally va sull’asfalto per il penultimo appuntamento in calendario, il Rally di Catalunya, e lì ritroveremo il nuovo pneumatico Pirelli, aggiornato sulla base dei dati raccolti in Croazia e in Belgio. La nuova mescola dura P Zero RA WRC HA è stata sviluppata come l’ultima evoluzione del prodotto per asfalto, in vista della prossima generazione di auto ibride, ed è stato testato dai team in Spagna di recente prima di debuttare nel prossimo fine settimana. I nuovi pneumatici presentano una costruzione innovativa, soprattutto sulla spalla, che è diventata più robusta con una maggiore resistenza agli urti rispetto al suo predecessore. Grazie anche al supporto di tutti i team, il programma di sviluppo è stato portato avanti, mantenendo inalterate le prestazioni di guidabilità del P Zero Pirelli.

P Zero RA WRC è un pneumatico da asfalto disponibile in due mescole: quello a mescola dura (P Zero RA WRC HA) sarà la scelta principale in Spagna, specificamente pensato per le prove più lunghe in condizioni asciutte con temperature più elevate. La gomma morbida è disponibile anche come opzione, per condizioni miste di asciutto e umido, nonché per prove più fredde e più scivolose.

I P Zero RA RC2 sono pneumatici per le vetture Rally2 meno potenti, con due scelte disponibili. Mescola dura (RA5) per condizioni asciutte e mescola morbida (RA7+) per condizioni miste o umide. Gomme che hanno molti elementi in comune con i P Zero RA WRC per le vetture di punta. E poi c’è il Cinturato RWB: pneumatico da pioggia dedicato a tutte le categorie di vetture a quattro ruote motrici con condizioni di bagnato estremo su strade asfaltate, con uno specifico disegno del battistrada particolarmente efficace per eliminare l’acqua stagnante per ridurre l’aquaplaning.

Terenzio Testoni, responsabile dell’attività rally, ha spiegato che “quello in Catalogna è uno degli eventi più duri dell’anno con forse l’asfalto più difficile da padroneggiare. È una in cui anche le curve sono veloci. Inoltre, c’è un’ulteriore sfida, che è quella delle temperature ambientali piuttosto elevate e di alcune superfici abrasive, sebbene la maggior parte delle strade sia liscia. La nostra ultima evoluzione, il P Zero RA WRC HA, è stata progettata per dare ai piloti una buona sensazione di aderenza e affidabilità, che è particolarmente importante in un rally come questo, in cui la strategia degli pneumatici può giocare un ruolo chiave nel risultato. Un approccio fluido e ben studiato tende a ripagare, in Spagna, poiché uno stile di guida non preciso può costare secondi vitali. Ci sono anche alcune PS nuove e impegnative che saranno interessanti da capire, mentre questa gara torna al formato tutto asfalto. E poi c’è il Junior WRC che si conclude in Spagna, una categoria vitale per la filosofia sportiva di Pirelli di supportare i giovani piloti del futuro”.

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WRC, Rally di Spagna: la sfida di Paolo Raviglione

Paolo Raviglione è un pilota che ama le sfide. Il 56enne driver biellese/canavesano sarà infatti al via del Rally di Spagna valevole per il WRC, il Campionato del Mondo Rally, che si correrà durante il prossimo fine settimana. Nato 4 luglio 1965, l’ imprenditore nel settore della ristorazione alberghiera con la passione delle auto da corsa, si metterà in gioco per quello che sarà il suo secondo “RACC Catalunya-Costa Daurada” dopo la positiva esperienza del 2018; ad affiancarlo ci sarà lo scafato Vincenzo Torricelli con il quale ha diviso l’abitacolo durante il recente Rally Lana. La vettura scelta è una Renault Clio Rally5 del team di Rivarolo Canavese Scacco Matto Racing e scudata dalla Meteco Corse mentre il numero di gara sarà l’81.

“Le gare del mondiale sono da sempre un mio pallino – spiega il driver piemontese: “in passato ho già gareggiato al Montecarlo, al Sardegna e allo stesso Spagna. In realtà quest’anno avrei dovuto partecipare ad un trofeo ma problemi di lavoro e di salute mi hanno costretto a cambiare programma per cui ho deciso di essere al via in questo fantastico rally”.

Sulla Renault Clio della Scacco Matto siederà anche Vincenzo Torricelli, il navigatore che nel 2020 si è aggiudicato il Trofeo 112 con Domenighini. Proprio con Torricelli, Raviglione fece il suo debutto nei rally nel 1985.

Una curiosità: la vettura che l’equipaggio utilizzerà nella trasferta spagnola, vestirà una livrea del tutto originale: le grafiche infatti, oltre a sfoggiare i loghi del Consorzio di tutela dei vini canavesani, riproporranno le opere dell’artista valdostano Gabriele Maquignaz: “con lui c’è un rapporto di amicizia e di lavoro che ci ha portato a pensare a questa idea: porterò sulla mia vettura, la sua ultima opera artistica che riprende le immagini di volti raffigurati con colori forti e di impatto nel suo tipico stile che lo contraddistingue.”

L’esperienza spagnola verrà replicata da Raviglione anche il prossimo mese. Su A112 Abarth infatti, sarà anche al via del Rally Costa Brava storico. Il 56° Rally RACC Catalunya-Costa Daurada partirà giovedì 14 ottobre con il palco di presentazione iniziale. Le prove speciali entreranno nel vivo da venerdì 15 ottobre con le prime sei speciali che misureranno centododici chilometri. Anche la seconda tappa si snoderà su un percorso di poco superiore ai centodieci chilometri mentre quella conclusiva, prevista per domenica 17 ottobre, ne conterà cinquanta per un totale gara che, sommato, toccherà la bellezza di 280,46 chilometri cronometrati. L’arrivo è programmato a Salou per le 13.34 di domenica 17 ottobre.

Via libera dei medici a Rovanpera per il RallyRACC

I medici della FIA hanno dato il via libera alla partecipazione di Kalle Rovanpera al RallyRACC in programma questo fine settimana a Salou. Il 21enne talento di casa Toyota, si era fatto male durante la seconda giornata del Finlandia, quando con la sua Yaris WRC aveva urtato violentemente un cumulo di terra posto a bordo strada.

Il finlandese in accordo col team è tornato in gara per l’ultima giornata, per portare a casa punti in ottica Costruttori al Team, nel caso di ritiro dei compagni di squadra Elfyn Evans o Sébastien Ogier. Fin dai primi chilometri delle prove domenicali si è visto che Rovanperä non stava bene, considerata la sua guida molto prudente e atta ad evitare atterraggi pesanti nei salti. Dopo alcune giornate di assoluto riposo, Rovanpera ha confermato la sua presenza al Catalunya, partecipando anche hai test pre-gara.

Il team manager Jari-Matti Latvala ha voluto spiegare la dinamica dell’uscita di strada di Kalle in Finlandia e il suo piccolo infortunio: “Sulla PS10 Kalle ha urtato un banco di sabbia a bordo prova, al momento dell’impatto con questo le sue braccia erano incrociate e questo ha fatto sì che il suo braccio è stato spinto all’indietro provocandoli del dolore alla schiena. La scelta di farlo correre nella tappa domenicale è stata presa nel caso in cui una delle altre due vetture in gara avesse avuto dei problemi. E’ stata una scelta fatta in ottica Mondiale Costruttori.

Per Kalle Rovanpera questa sarà la terza presenza in Catalogna, la prima con una vettura WRC. Nelle due precedenti uscite sono arrivate una vittoria nel WRC2 (2018) e un terzo posto nel WRC2 Pro nel 2019. “Ho corso per due volte in Spagna nel WRC2, le speciali su fondo catramato mi sono sempre piaciute molto, quindi per me è molto positivo avere l’intero rally su asfalto. Se il meteo sarà sereno, l’evento sarà molto bello perché si corre su un’asfalto molto veloce e liscio, dove bisognerà adottare delle traiettorie da pista. Sarà come guidare in un circuito o quasi, bisogna guidare molto puliti e precisi”.

Sébastien Ogier: ”In Spagna per conquistare il titolo”

Il primo match-point per l’ottavo titolo Mondiale per Sébastien Ogier sarà sulle strade della Catalogna. Per il pilota di Gap sarà la penultima gara assieme a Julien Ingrassia, che la scorsa settimana ha annunciato il suo ritiro dalle scene iridate a fine stagione. Il RallyRACC è una gara in cui Ogier è sempre andato forte, salendo spesso sul gradino più alto del podio. Per laurearsi nuovamente Campione del Mondo, basterà conquistare sei punti in più del suo diretto avversario nella lotta al titolo, il compagno di squadra Elfyn Evans.

“Non vedo l’ora di tornare a correre su asfalto in Spagna – ha affermato -. Sarà molto bello correre per tre intere giornate su queste strade che sono molto belle e divertenti da guidare. Inoltre, per noi sarà un bene, perché finalmente non dovremmo spazzare la strada, come avviene nelle gare su fondo sterrato. La Spagna sarà il primo match-point per portare a casa il titolo iridato e so esattamente cosa fare. Proveremmo a vincere la gara, facendo così sarà ancora più facile portare a casa il nostro obbiettivo”.

In carriera Sébastien Ogier ha disputato dodici edizioni del RallyRACC, il debutto è avvenuto nella stagione 2008 quando un problema al motore lo costrinse al ritiro al volante della Citroen C2 S1600. Nelle stagioni seguenti arrivarono un quinto e decimo posto al volante delle Citroen C4 WRC. Problemi al motore che si presentarono anche nel 2011 (Citroen DS3 WRC) e nel 2012 (Skoda Fabia S2000), mentre nei quattro anni con Volkswagen arrivarono tre successi (2013, 2014 e 2016) e un ritiro amarissimo nel 2015. Le ultime tre annate hanno visto il “Lupo di Gap” salire ancora sul podio nel 2017 e 2018 al volante della Ford Fiesta WRC e ritirarsi nel 2019 con la Citroen C3 WRC.

Emil Lindholm lavora al WRC2 del 2022

Reduce dalla brillante vittoria in Finlandia e dall’affermazione in campo nazionale, Emil Lindholm vuole alzare l’asticella per la stagione 2022 puntando ad un sedile nel WRC2, che nel 2022 sarà proposto con formula rivista includendo anche il WRC3 in un unico Campionato. Il finlandese attualmente occupa la terza piazza nella classifica generale del WRC3, posizione che proverà a blindare al RallyRACC Cataluya in programma questo fine settimana. Intervistato dai colleghi di WRC.com, il finlandese ha confermato che sta lavorando per essere al via di quanti più eventi possibili nel 2022, magari all’interno del WRC2.

“Al momento in ottica 2022 non abbiamo niente di fatto – ha detto – la cosa certa è che vogliamo essere al via del WRC e il nostro piano prevede la partecipazione al WRC2. La svolta mentale è avvenuta dopo la conquista del titolo nazionale e della vittoria in Finlandia, è stato bello ottenere questi risultati dopo aver vissuto una stagione piuttosto difficile nel WRC3. Abbiamo avuto alti e bassi, soprattutto bassi, ma alla fine siamo riusciti a portare a casa anche qualche sorriso. Con Reeta, la mia naviga, ho iniziato a correrci assieme quattro mesi fa, la nostra prima gara assieme è stata in Portogallo, in questi mesi abbiamo acquistato molta fiducia assieme, formando un’equipaggio molto forte. E’ molto bello e divertente correrci assieme. L’ultima gara in Finlandia è stata una sfida nella sfida, soprattutto nelle prove in notturna. Solitamente quando viene cambiato l’itinerario delle prove con l’aggiunta di nuove, queste tendono a rovinarsi molto il secondo passaggio, cosa che è avvenuta anche in Finlandia. A questa difficoltà si è aggiunta pure l’oscurità che ha reso tutto più impegnativo: con la notte è difficile vedere dove sono rocce e i vari “solchi”. Abbiamo lottato contro queste difficoltà ed essere arrivati al traguardo primi e senza danni alla vettura, ci riempie di orgoglio”.

In carriera Emil Lindholm ha disputato quindici gare del Mondiale WRC, debuttando nella stagione 2017 nello J-WRC. Al volante della piccola Ford Fiesta R2T il finnico disputò Polonia e Finlandia, ma senza brillare. Nel 2018 il debutto sulle strade di casa al volante di una vettura R5, seguito dal tris di gare nel 2019 con un doppio podio (entrambe le volte secondo) conquistato sulle nevi svedesi e in Spagna. Due gli eventi disputati la scorsa stagione, lo Svezia dove chiuse secondo di WRC3, mentre al nostro ACI Rally Monza dovete accontentarsi della quarta piazza di classe. Più intenso il 2021 grazie all’accordo chiuso con TOKSport, nelle sette gare finora disputate sono arrivate una vittoria (Finlandia) e due podi, il primo in Croazia dove chiude secondo e l’altro in Grecia dove conquista una terza piazza.

Thierry Neuville: ”In Spagna occorre una guida pulita”

Reduce da due gare da dimenticare in Grecia prima e successivamente in Finlandia, Thierry Neuville cerca il riscatto sulle strade della Spagna, che nel 2019 lo avevano visto vincitore. Da allora di acqua sotto i ponti né è passata tanta, la gara catalana famosa per essere l’unica a fondo misto in questo 2021 abbandona lo sterrato (sigh!) per diventare “total tarmac”. Un fondo amato dal belga, visto che l’unica vittoria stagionale è arrivata sulle strade catramate di Ypres, che però nulla a che vedere hanno con le veloci e più scorrevoli strade attorno a Salou.

“Quando partecipai al Catalunya per la prima volta nel 2009 – racconta Neuville – la gara era totalmente su fondo catramato. Dopo tanti anni in cui il rally era su fondo misto si è tornati a correre solo su asfalto. Non vedo l’ora di tornare a correre su speciali che non vengono disputate da diverse edizioni, amo molto questo rally. Le strade sono molto belle e lisce, guidarci è molto divertente soprattutto con queste vetture. Serve una guida da “circuito”, quindi molto pulita e allo stesso tempo efficiente, bisogna stare molto attenti a non far scivolare troppo la vettura. Bisogna andare forte da subito, perché far la differenza su queste strade e difficile”.

Il belga ha debuttato al Catalunya nel 2009, anno in cui la gara era ancora tutta su fondo catramato con una Citroen C2 R2, la gara fini anticipatamente a causa di un cedimento meccanico della vettura. Una gara a livello di risultati comunque avara di soddisfazioni se si escludono la vittoria ottenuta nella stagione 2019 e il terzo posto del 2016. Per il resto diversi piazzamenti nella top 8 e un amaro ritiro nel 2017.

RS Collection: la monografia su Dario Cerrato

Sono passati ben più di vent’anni da quando ha detto definitivamente addio a quello che per due decenni è stato il suo mondo, il suo lavoro. Eppure anche oggi non c’è appassionato che, sentendo il nome di Dario Cerrato, si chieda perplesso chi sia costui, come potrebbe accadere invece per diversi altri piloti del suo tempo. Senza dubbio è merito dei titoli tricolori (e delle due corone continentali) conquistati a raffica ma crediamo che ci sia qualcosa in più che una serie di allori, seppur prestigiosi.

Se Miki Biasion è stato l’interprete-principe della Lancia Delta sulla scena mondiale, “Darione” lo è stato in Europa e sulle nostre strade. La differenza tra i due è che il bassanese, a parte Monte Carlo, Sanremo e poche altre occasioni, lo potevi seguire solo sulle riviste specializzate e attraverso le immagini che la Rai trasmetteva sui suoi canali. Miki era il sogno irraggiungibile di ogni “malato” di rally che fantasticava pensando alle sue imprese. Dario invece era l’amico, il vicino di casa per cui poteva andare a fare il tifo senza dover affrontare trasferte intercontinentali, bastava muoversi di una manciata di chilometri. Cerrato era per tutti l’eroe della porta accanto.

Ma c’è di più. Dario, sia ai tempi della Opel che negli anni con il Jolly Club, non si è mai negato all’affetto dei suoi tifosi. Una foto, un autografo, due parole durante la gara o le ricognizioni non le ha mai negate a nessuno rispondendo con pazienza a domande ripetute mille volte o interrogativi quantomeno curiosi. Il campione in genere ha questi obblighi per contratto, ma il suo modo di essere era (ed è ancora) quello che appariva agli occhi dei tifosi: in fondo è un innamorato dei rally come noi, che con talento, grinta, passione e applicazione è arrivato dove vorremmo tutti arrivare. E che quando gli è capitato di cadere ha saputo rialzarsi e, non è solo una frase fatta, ricominciare più forte di prima.

Se ancora oggi ci sono dei Fans club a lui dedicati, se ci sono appassionati che si recano… in pellegrinaggio al suo agriturismo nelle Langhe qualcosa vorrà dire. Vuol dire che è uno come noi a cui dobbiamo solo dire grazie per tutte le emozioni e le gioie che ha saputo regalarci. Insieme a Geppi, Lucio, a tutti i suoi copiloti e ad una navigatrice speciale ma fondamentale, sua moglie Titta. In questa esclusiva monografia, stampata su carta di pregio e con copertina plastificata, celebriamo le gesta di un campione e di un personaggio.

Può essere ordinata e la riceverete comodamente a casa vostra.

Per info sulla monografia di Dario Cerrato: info@rallyeslalom.com o +39.011.405.6477

RS Collection Dario Cerrato
RS Collection Dario Cerrato

Meglio cambiare copilota e non la sua posizione nella Rally1

A metà settembre si era diffusa la preoccupazione di alcuni navigatori per la posizione futura all’interno della nuove vetture elettriche Rally1 che saranno usate nella prossima edizione del WRC. Anche Julien Ingrassia, che ha annunciato ieri il suo addio ai rally, su questo argomento si è mostrato solidale con i suoi colleghi. Cosa era successo? Martin Järveoja, navigatore di Ott Tänak, espresse la sua preoccupazione per la posizione del copilota all’interno delle nuove Rally1.

Questo cambio di posizione è dovuto all’introduzione di nuove modifiche alle vetture nell’ottica della sicurezza degli occupanti, ovvero l’adozione di un nuovo roll-bar, un “doppio cerchio”, o doppio braccio, che conferisce maggiore resistenza totale al roll-bar, ma Järveoja sostiene che ciò è stato fatto compromettendo la posizione dei copiloti. E lo ritiene pericoloso. Per la verità non è l’unico a dire che in quella posizione non si riesce a navigare, ma se pensasse a quello che potrebbe succedere con l’auto elettrica, con le batterie lì dietro la schiena, forse la posizione non dovrebbe preoccuparlo più di tanto.

Comunque, secondo il copilota estone della Hyundai, i navigatori sono ora posizionati molto più in alto e sporgenti in avanti, rispetto alle WRC Plus. È vero che essere più alto protegge maggiormente la spina dorsale dei navigatori dagli urti a terra nei tratti più duri delle gare, ma ricordiamolo che prima o poi ci si ribalta e così i navigatori sono molto più vicini al tetto dell’auto. Questo aspetto fa paura, anche perché oggettivamente li espone ad un rischio maggiore.

“Non mi piace per niente la posizione di seduta. E non sono alto – dice il copilota di Tanak -. Al momento sono troppo stretto in macchina e non mi sento sicuro. non riesco a muovermi”, ha detto Jarveoja. Stuart Loudon, navigatore che ha già fatto diversi test sulla Ford Puma Rally1 al fianco di Matthew Wilson ha confermato che: “Sono in macchina da sei mesi, il primo giorno pensavo di non farcela. Ci siamo seduti molto più avanti e molto più alti. Almeno nelle auto attuali puoi sgranchirti un po’ le gambe, ma nelle auto nuove non puoi farlo affatto”.

Però, ciò nonostante, alcuni team manager pensano che i copiloti si adatteranno, come hanno sempre dovuto fare nella storia dei rally. Tanto importanti, quanto bistrattati. In Finlandia è fioccata pure qualche frecciatina, del tipo: “Se non si adegueranno troveremo validi copiloti che lo faranno”, oppure “a fine carriera si lamentano tutti, poi da casa fanno i nostalgici”. Insomma, un po’ un mercato delle vacche, che però la FIA non vuol fare arrabbiare.

“Abbiamo ascoltato i navigatori, le squadre e procederemo di conseguenza – ha detto il direttore tecnico della FIA Xavier Mestelan Pinon – e il regolamento non è definitivo: Stiamo lavorando su questo con i team e adatteremo i sedili all’altezza dei piloti e dei navigatori, ma non abbiamo grandi margini di manovre. L’obiettivo è quello di allontanare guidatore e navigatore dal tetto, dal fondo e dalla fiancata dell’auto”.

Ma come è sorto questo problema? “Semplice: il nuovo telaio a struttura reticolare della Rally1 non è molto largo e fatica ad ospitare i navigatori, a causa dell’utilizzo nella parte posteriore dell’auto della batteria e di altri componenti elettrici. Finora nell’attuale WRC, i copiloti erano molto più bassi e molto al di sotto di quello che saranno in futuro. E questo li infastidisce, poiché si sentono meno sicuri”. La FIA ha detto che sta esaminando la situazione, ma non c’è molto da fare perché lo spazio non è per nulla abbondante. Intanto, se nel prossimo futuro leggerete di altri cambi copiloti, non sorprendetevi…

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Nil Solans in Spagna con la Hyundai i20 WRC

Sarà Nil Solans il sostituto di Pierre-Louis Loubet in Catalunya. Una scelta sorprendente quella di Hyundai Motorsport, che ha deciso di affidare all’ex campione del mondo rally junior 2018 la vettura che abitualmente utilizza il driver corso, ovvero quella del team 2C Competition. Il 29enne pilota catalano, correrà grazie al prezioso supporto economico della Federazione Iberica. Al suo fianco, nel ruolo di co-equiper ci sarà l’esperto Marc Marti, che lo naviga dalla stagione 2018.

Marc Marti non ha certo bisogno di presentazioni, visto che in carriera ha navigato piloti del calibro di Carlos Sainz, Dani Sordo e Jesús Puras. Attualmente Solans e Marti, sono impegnati nel FIA ERC dove stanno ottenendo risultati al di sotto delle aspettative iniziali. Al momento questa gara dovrebbe essere un semplice one-off, ma per il 2022 non si esclude un programma nel WRC2 proprio con la vettura rally2 della casa coreana con il connazionale Pepe Lopez come compagno di squadra.

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Rally di Monza: storia di una vetrina… Mondiale

Il Rally di Monza, che nella sua storia è destinato a diventare prima la “cantina dei vip” e poi un rally che decide il Campionato del Mondo in versione “light” e “smart”, ha alle spalle una storia molto bella e una tradizione lunga, che si perde sul finire degli anni Ottanta, gli anni del benessere, della ribellione, degli eccessi. Bellissimi e irripetibili, così come sono stati.

Un evento che da tradizione chiude la stagione di corse dell’Autodromo Nazionale di Monza, trasformando il Tempio della velocità brianzolo nel palcoscenico di una specie di competizione rallistica. Per la prima volta nel 2020 e per la seconda nel 2021, l’Aci Rally Monza acquista i “gradi” di tappa del Mondiale FIA WRC, di cui rappresenta l’epilogo che, grazie a una classifica – Piloti e Costruttori – ancora aperta fa vivere suspense e colpi di scena. L’evento organizzato dall’Automobile Club d’Italia, rappresenta il più recente episodio di una lunga storia che ha per ambientazione il Parco di Monza.

Tutt’altra epoca quella dei primi Rally di Monza. Correva l’anno 1978 quando venne organizzata la prima edizione con l’asfalto a tratti ricoperto di neve e ambientazione da pieno inverno. Le immagini d’archivio ricordano come il tracciato alternasse asfalto e sterrato andando al di fuori del perimetro “tradizionale” dell’Autodromo Nazionale fondato nel 1922 e interessando anche strade e sentieri del Parco di Monza, che grazie ai suoi 700 ettari d’estensione è uno dei giardini recintati più grandi d’Europa. Lontane dai cordoli le vetture facevano lo “slalom” tra piante e pubblico, assiepato in ogni dove.

La prima edizione si corse il 7 dicembre 1978: la prima vettura al traguardo fu una Porsche 911 Gruppo 3 preparata da Tam Auto condotta da Federico Ormezzano e navigata da Renato Genova; podio completato dalla Lancia Stratos dell’equipaggio Bagna-Sanfront e dalla Ferrari 308 Gtb di Pinto-Penariol. Quarta a un soffio dal podio l’Alfa Romeo Alfetta Gtv di Cazzaniga-Bringhenti. Tra le prime 10 vetture al traguardo nella classifica generale anche Fiat Ritmo e Lancia Beta Montecarlo.

Da subito il Rally di Monza conquistò consensi tra i piloti specialisti e le case ufficiali. Nel 1979, seconda edizione, la 131 Abarth ufficiale di Attilio Bettega-Maurizio Perissinot fu seconda assoluta; vinse la Ferrari 308 Gtb di Raffaele Pinto e Bernacchini che portarono una vettura di Maranello per la prima volta a trionfare in un rally. Negli Anni Ottanta la tradizione del Rally di Monza si arricchisce con diversi prototipi in gara e il dominio della Lancia che mette il sigillo sulla prova lombarda dal 1981 al 1988: nelle prime due edizioni con la Stratos (Gruppo 4), a seguire per sei annate consecutive con Lancia Rally 037 (Gruppo B). Sul finire del decennio il passaggio del testimone con le Alfa Romeo 75 Imsa in grado di fare doppietta nell’evento lombardo nel 1989 con gli equipaggi di Cerrato-Cerri e Francia-Piro; nella top 10 anche le Alfa Romeo 75 Turbo.

Negli anni Novanta il format del Rally di Monza, arricchito dal Master’s Show – sfida finale sul rettilineo principale a eliminazione diretta -, richiama un maggior numero di piloti non specialisti del rally. Il team Beta nel 1996 ingaggia, oltre a Miki Biasion, Alessandro Zanardi, che in quell’anno aveva iniziato a gareggiare in America in formula Cart, che prenderà parte all’evento anche nel 2000; Giancarlo Fisichella partecipa nel 1997, lo stesso anno della prima presenza di Valentino Rossi, che in anni recenti è diventato la “stella” della manifestazione monzese.

Il Dottore partecipò dal 1997 al 2000, quindi dalla “rinascita” dell’evento (a partire dal 2003) come Monza Rally Show fino al 2018. Le sole assenze del pilota di Tavullia nel 2010, per i postumi di un infortunio patito durante la stagione del Motomondiale, e nel 2019, quando VR46 – nello stesso fine settimana – fu impegnato alla 12 Ore del Golfo ad Abu Dhabi con una Ferrari 488 GT3. Le vittorie di Valentino Rossi al Monza Rally Show sono in totale 7: nel 2006-2007 su Ford Focus Wrc, quindi nel 2012 e 2015-2018 su Ford Fiesta Rs Wrc.

Tra i “re” del Monza Rally Show anche gli specialisti Dani Sordo (vincitore 2010 e 2013 con Citroën) e Robert Kubica (2014, su Ford Fiesta). Tra i “big” che hanno preso parte all’evento anche il nove volte campione del mondo motocross Tony Cairoli, Marco Melandri, Sébastien Loeb (campione nel 2011 su Citroën DS3 Wrc), Marco Simoncelli e l’iridato rally Colin McRae visto a Monza nel 2005 al volante della Skoda Fabia Wrc. Nel 2019 la vittoria in classifica assoluto andò ad Andrea Crugnola su Volkswagen Polo Gti.

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Julien Ingrassia si ritira: a Monza l’addio

Si dice sempre che quando finisce un’era, ne inizia una nuova. Deve aver pensato questo Julien Ingrassia, che ha fine stagione saluterà Sébastien Ogier dopo che assieme hanno conquistato sette (quasi otto) titoli iridati con tre Case diverse.

Il binomio è cominciato nel lontano 2006, quando i due iniziarono a muovere i primi passi nelle serie nazionali francesi a bordo della Peugeot 206, dove conquistarono i primi successi. Vittorie che aprirono le porte del Mondiale al duo transalpino, dove al debutto nel 2008 conquistarono il titolo J-WRC per poi debuttare con una vettura della classe regina la stagione seguente. Il primo matrimonio con Citroen fu vissuto tra alti e bassi, con vittorie spesso pesanti che offuscarono in alcuni casi il mostro sacro Séb Loeb.

Tensioni e malumori che portarono i due a dire addio alla Casa del Double Chevron e si accasarono in VW, dove dominarono le quattro stagioni seguenti. A fine 2016, col clamoroso addio di VW al Mondiale WRC si trovano senza un sedile e si reinventano accettando l’offerta di M-Sport e di Wilson, andando a vincere i titoli 2017 e 2018. Il 2019 fu forse l’unico passaggio a vuoto nella carriera di Séb e Julien con il ritorno in Citroen, un rientro che non portò i risultati sperati e durò appena una stagione, complici tweet al veleno di lady Ogier e un meschino addio dei francesi al Mondiale. Il presente è e sarà Toyota con i risultati che tutti noi conosciamo, titolo 2020 e quello 2021 praticamente ad un passo.

Parole al miele quelle che il “lupo di Gap” riserva all’amico in primis e poi al suo navigatore in un bel post pubblicato sui canali social del pilota: “Julien metterà fine alla sua carriera a fine stagione. Rispetto la sua decisione al 100%, citiamo spesso le qualità di noi piloti del WRC, ma il navigatore è fondamentale per far bene e Julien è una parte fondamentale del mio successo. Fin dai miei primi passi in questo modo 16 anni fa, Julien era al mio fianco”.

“Abbiamo costruito tutto assieme, ci siamo migliorati, abbiamo scoperto il WRC e realizzato tutti i nostri sogni. Abbiamo raggiunto più di quanto avessimo osato sognare, vincendo ben sette titoli mondiali. Ora ci restano due rally da completare per raggiungere un nuovo emozionante traguardo. Per me non c’è alcun dubbio, Julien è il miglior navigatore che c’è. Chissà come sarebbe stata la mia carriera senza di te. Un grazie di cuore per tutto, so quanto di devo e non sarà possibile sostituirti. Ti auguro il meglio per il futuro, goditi la vita”.

E’ lo stesso Julien Ingrassia ad annunciare il suo ritiro dalle scene iridate a fine stagione in un post si suoi canali social: “La mia avventura nel mondo dei rally è cominciata quasi 20 anni, nel novembre 2002 quando debuttai come navigatore. Dopo un paio d’anni, nel gennaio 2006 incontrai Séb e con lui abbiamo unito le nostre capacità e volontà per portare a casa i nostri obbiettivi, nel miglior modo possibile. Che viaggio è stato da allora…”

“Un durissimo lavoro, appagato da gioie ed emozioni indescrivibili e tantissime persone conosciute in tutto il mondo. Sono profondamente orgoglioso di ciò che assieme a Séb abbiamo realizzato, abbiamo messo grinta e determinazione in tutti i Team con cui abbiamo lavorato e in tutte le sfide che abbiamo dovuto affrontare. Dopo migliaia di pagine di note scritte, è giunto il momento per me di scrivere altre note nel quaderno della mia vita, ed è per questo che ho deciso di chiudere la mia carriera al termine della stagione. Voglio dire “grazie” a tutte le persone per il supporto ricevuto in questi anni e per le tante emozioni che abbiamo condiviso assieme. Ma la storia ancora si deve concludere, abbiamo ancora due gare per chiudere questo ultimo capitolo al meglio”.

Al fianco di Sébastien Ogier, nel mini programma 2022 siederà Benjamin Veillas. Ex navigatore di Eric Camilli con M-Sport nel 2016, da alcune stagioni affianca il pilota di Gap nei test su fondo sterrato e fa parte dell’equipe che segue Ogier nelle gare su terra.

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WRC: Hyundai con Teemu Suninen all’ACI Rally Monza

Primo obiettivo centrato per Teemu Suninen, dopo l’addio a M-Sport. Il finlandese alla sua prima e quasi sicuramente unica uscita con la Volkswagen Polo GTi R5 porta a casa un “successo di platino” nel WRC2, facendo segnare tempi di assoluto rilievo per tutto il rally.

“Non è stato facile – commenta Suninen – siamo riusciti a lavorare bene nei test e a cucirci la macchina addosso nei 200 km di prove svolti. La vettura è molto divertente da guidare e ho apportato solo leggere modifiche all’assetto iniziale. Ho imparato molto su questa macchina nel fine settimana di gara, avrei potuto fare ulteriori leggere modifiche, e sono sicuro che avremmo potuto essere ancora più veloci”.

“La gara è stata super difficile, in più di notte devi affrontare i salti in maniera perfetta – prosegue -. Alla fine abbiamo portato a casa il risultato che ci eravamo prefissati, nonostante un piccolo brivido per un errore sul finale di gara. La sensazione è stata molto bella, prima di questa gara avevamo operato un grande cambiamento: auto e team. Il risultato ci ha dato ragione, è molto gratificante lavorare con un team che lavora bene e ti dà il massimo per portare a casa un buon risultato”.

Una frecciatina in piena regola quella che il finnico tira all’ex team M-Sport. Ma non c’è tempo per guardare al passato, tempo dieci giorni è sarà tempo di RACC Catalunya WRC, gara che il finlandese affronterà al volante della Hyundai I20 Rally2 ufficiale. “Non vedo l’ora di salire a bordo della Hyundai I20 Rally2, così posso dire di aver provato tutte le vetture Rally2 ad eccezione della Citroen. Questo mi permette di accumulare esperienza è mi fa anche capire i punti forti e deboli di queste vetture”.

Intervistato da un media locale, Andrea Adamo ha confermato la presenza di Teemu Suninen al prossimo ACI Rally Monza, senza però specificare la vettura che il finnico porterà in gara. Da alcune nostri fonti, pare che al momento sia in corso un ballottaggio proprio tra il finnico e Oliver Solberg per portare in gara la Hyundai I20 WRC Plus, lasciata orfana da Pierre-Louis Loubet dopo l’infortunio.

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Investito da un’auto Pierre Louis Loubet: anca rotta

Brutta disavventura con conseguenze fisiche per il pilota Hyundai Pierre Louis Loubet, che è stato investito ed ha dovuto mettere la parola fine alla stagione 2021, di per sé non particolarmente fortunata. Al Rally di Finlandia non ha corso per una scelta tecnica e ora si trova costretto a fare riabilitazione per qualche mese.

“C’è un piccolo cambio di programma per la fine della mia stagione rallystica – ha scritto il giovane pilota francese sul suo account Twitter -. Riabilitazione invece del WRC. Sono stato investito da una macchina e il risultato è un’anca rotta. Spero fortemente nel 2022 per poter mostrare di nuovo il mio potenziale al volante”.

La stagione WRC di Pierre-Louis Loubet si è quindi conclusa in Grecia con il Rally dell’Acropoli. In uno dei suoi messaggi, si considera “fortunato” a non essere stato ferito più gravemente. Il pilota della Hyundai 2C Competition dovrà osservare un periodo di riabilitazione che non gli permetterà di schierarsi al Rally di Spagna (14-17 ottobre) e neppure a quello di Monza (17-21 novembre), ultime due gare della stagione Mondiale.

Loubet conclude questa stagione con otto rally mondiali disputati e un settimo posto in Estonia come miglior risultato. Il resto della sua stagione è stata segnata da molti ritiri, come in Grecia all’inizio di settembre.

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Latvala a Lappi: ”Corri per noi nel 2022”

Jari-Matti Latvala soddisfatto del quarto posto di Esapekka Lappi al Rally di Finlandia lo vuole in squadra. Entusiasta dice: “Si è trattato della prestazione che volevamo vedere e che ci aspettavamo da lui” ed è stata sufficiente per dimostrare che avrebbe dovuto far parte della formazione del team nel Campionato del Mondo Rally 2022. L’apparizione unica di Lappi su una quinta Toyota Yaris WRC privata e ufficialmente noleggiata è avvenuta dopo 10 mesi di digiuno da una WRC ed è stata vista come una indicazione del destino.

Insomma, Esapekka Lappi, con il suo record di velocità di 202 km/h sulla PS14 del Rally Finland, è entrato definitivamente nelle grazie di Toyota Gazoo Racing e sarà la terza guida ufficiale part-time con Sébastien Ogier nel 2022, quando il sette volte campione WRC ridurrà i suoi impegni nel WRC per dedicarsi al figlio e alle corse in circuito. RS e oltre lo aveva anticipato già in passato che Jari-Matti Latvala e la dirigenza Toyota guardavano ad un disoccupato di lusso come Lappi. Inspiegabile che una persona lungimirante come Andrea Adamo non lo abbia adocchiato…

Latvala ha detto: “Secondo me, Lappi dovrebbe essere nella formazione Toyota del 2022 già in base a questo risultato, ma la decisione sarà presa dai capi Toyota e comunicata nei prossimi giorni. Abbiamo detto che se fosse stato tra i primi cinque sarebbe stato sufficiente per farlo entrare in squadra. Si è piazzato quarto assoluto e ha corso una grande power stage. Questa è la prestazione che volevo e ai miei occhi è abbastanza. Gli propongo personalmente di far parte della nostra formazione di piloti per il prossimo anno. Ma la decisione verrà presa in Giappone, quindi io lo propongo, loro decideranno. Ma sono molto fiducioso. Posso assicurarvi che sentiremo novità a breve”.

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Elfyn Evans lanciato ai 182 km/h in Finlandia

Qualunque cosa accada sarà un successo, deve aver pensato Elfyn Evans al Rally di Finlandia 2021, lanciato ai 182 chilometri orari sulla PS14 nell’oscurità delle foreste nordiche. E a ben vedere aveva anche ragione a pensarlo, visto che alla fine è riuscito a vincere la competizione finlandese con oltre 10″ su Ott Tanak entrando nello speciale club dei vincitori non nordici del Finland Rally, ex Rally 1000 Laghi.

WRC, il Rally di Monza apre l’autodromo al pubblico

L’ultimo appuntamento del Mondiale Rally 2021 si svolgerà in Italia e, come l’anno scorso, sarà il Rally di Monza in sostituzione di quello del Giappone. Ma quest’anno, il rally italiano valido per il massimo campionato internazionale sarà aperto al pubblico, che sarà accolto, previo biglietto, anche nell’autodromo di Monza, dove è prevista la disputa di due terzi della corsa (non perdete il numero di ottobre di RS e oltre, dove c’è una clamorosa anticipazione sulla gara).

Monza, dicevamo, accoglierà – questa volta il prossimo novembre – gli spettatori che saranno ammessi anche nei dintorni del circuito rispetto alle speciali. L’organizzazione della gara, Aci Sport, ha annunciato la grande novità durante il Rally di Finlandia e ha anche confermato la partnership con Forum8, che era lo sponsor del Rally Japan, una società di sviluppo software. Per quanto riguarda il percorso, sarà presto svelato e dovrebbe includere speciali in montagna.

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Elfyn Evans e ACI Rally Monza: sogno o incubo?

Elfyn Evans ora ci crede di più, dopo aver vinto in Finlandia ed essere entrato nell’esclusivo club dei vincitori non nordici della gara finnica, ma si è accorto di una coincidenza che per certi aspetti potrebbe trasformarsi in una bella favola, così come potrebbe tranquillamente diventare il suo peggiore incubo. Quale? Pensateci un attimino. Fate un passo indietro di circa 12 mesi.

Siamo sul finale di stagione e anche in questo 2021 il WRC avrebbe dovuto concludersi in Giappone. E invece, proprio come l’anno scorso, ora che Evans si ritrova con 166 punti nella classifica generale del Mondiale Piloti (Ogier è a 190) la gara conclusiva della serie diventa di nuovo il Rally ACI Monza, per lui una gara “maledetta”. E in effetti una gara strana nel vero senso della parola.

Una gara che gli ha fatto lo sgambetto e lo ha fatto scivolare fuori strada nel 2020, quanto bastava per non poter più tornare in gara. Quanto bastava per vedere passare Sébastien Ogier passare e sfilargli di mano il tiolo del WRC per cui tanto aveva lottato. magra consolazione essere il vice di Ogier, dopo essere stato definito lo scudiero per anni.

Ecco, ci risiamo. Evans può agganciare il sette volte campione del mondo rally e può anche superarlo in classifica, la matematica non è un’opinione, e potrebbe ritrovarsi a Monza i “pole position” per afferrare quel titolo per cui ha tanto lottato anche quest’anno. Sì, il gallese può farcela. Così, come Monza può rivelarsi di nuovo la “gara maledetta” che gli porta via tutto. Chi può dirlo cosa è scritto tra le invisibili trame dei prossimi mesi?

L’unica certezza è la gioia che si trova nella speranza di guardare al futuro e vedersi più vicini all’obiettivo: agguantare e portare a casa il primo Mondiale Rally della carriera. Il resto si vedrà. Anche Hyundai nelle prossime gare cercherà di rosicchiare punti per recuperare un gap che non sembra una voragine solo grazie a punti presi nelle power stage e grazie alla formula del super rally, abbinato alla strategia di Adamo dei contratti part-time.

WRC, Finlandia: Evans vince, ma la sorpresa è Lappi

Colpo grosso di Elfyn Evans, che vince in Finlandia con una prova magistrale e allo stesso tempo riapre i giochi per il titolo piloti. Il gallese fa bottino pieno, portandosi a casa i 30 punti in palio (25 della gara più i cinque della power stage) e accorciando le distanze dal leader del Campionato del Mondo, il compagno di squadra Sébastien Ogier.

Il gallese ha impressionato tutti soprattutto nel day 2 e nel day 3, dove ha corso con maestria segnando scratch su scratch, che gli hanno permesso di prendere le redini della gara e di gestirla a suo piacimento, compresa la power stage finale vinta. Per Evans si tratta della quinta vittoria in carriera nel Mondiale, la seconda stagionale dopo la Croazia.

Grazie ai 30 punti raccolti oggi da Evans, dimezza il suo ritardo dal sette volte iridato che porta a casa solamente 10 punti. Alla vigilia del rally i punti di distacco tra i due erano 44 e ora, a 2 rally dal termine, Ogier ha solamente 24 punti di vantaggio sul compagno di squadra.

“E’ un risultato stupendo. In Estonia abbiamo faticato moltissimo, nei test pre-gara abbiamo lavorato sugli assetti è questo ci ha permesso di correre con maggior fiducia. Venerdì abbiamo sfruttato al meglio la posizione di partenza, mentre sabato abbiamo alzato il ritmo è siamo riusciti a portati in testa al rally. Sono felice di aver regalato la vittoria alla squadra nel nostro rally di casa, avevo detto alla vigilia che il mio obiettivo era quello di far bene in tutti gli eventi che rimanevano in calendario. Adesso dobbiamo solo concentrarci per far bene in Spagna e pensare più avanti al resto…”.

Seconda e terza piazza per le due Hyundai di Ott Tanak e Craig Breen. I due alfieri della casa coreana non sono riusciti a tenere il ritmo indemoniato di Evans e devono dunque accontentarsi dei due restanti gradini del podio, ma la delusione in quel di Alzenau è veramente tanta, specie dopo un venerdì in cui Hyundai occupava le prime due posizioni della classifica generale.

Quarta piazza e primo degli equipaggi finlandesi per il rientrante Esapekka Lappi, autore di una gara di assoluto rilievo al volante della Yaris WRC a noleggio, vettura che potrebbe ritrovare il prossimo anno nella versione Rally1. Quinta piazza per Sébastien Ogier, mai pienamente a suo agio sulle veloci strade finniche e rallentato nel finale da un problema alla sua vettura. Sesta e settima piazza per le due vetture di casa M-Sport portate in gara da Gus Greensmith e Adrien Fourmaux.

Completano la top ten in ottava posizione Teemu Suninen che vince anche il WRC2, nona piazza per Mads Ostberg e decima per il neo-campione finnico Emil Lindholm che porta a casa i punti per la vittoria nel WRC3.

WRC, Evans o Tanak: chi vince in Finlandia?

Ad Elfyn Evans manca una sola prova speciale prima di poter festeggiare il Rally di Finlandia, davanti al due volte vincitore Ott Tänak, che sperava di vincere ma che ora si trova a 12″4. Tänak ha vinto il primo passaggio sulla Laukaa domenica mattina, anche se per soli 0″4 su Evans, per avvicinarsi leggermente al leader del rally. Ma una prestazione formidabile di Evans nella PS successiva lo ha portato ad avere un vantaggio apparentemente confortevole di 12″2.

Evans ha mantenuto lo slancio quando è iniziata la PS18, battendo Tänak per appena 0″2 e si è guadagnato una posizione invidiabile davanti alla power stage. “Mi sento abbastanza tranquillo”, ha detto Evans. “È stato un rally piacevole, impegnativo, e quindi sono felice”. Tänak, che ha vinto le ultime due edizioni del Rally di Finlandia per la Toyota, con la Hyundai ha inseguito Evans, ma ha ammesso che le speranze di vittoria sono finite, salvo eventuali disastri per il gallese. E speriamo che non porti male. “Non credo che ci sia da pressare ormai”, ha detto Tänak. “Ci divertiamo ora.”

Esapekka Lappi, quarto assoluto con la Toyota Yaris WRC noleggiata, ha stabilito un buon ritmo nella penultima prova del Rally di Finlandia, sentendo che la sua corsa era ormai vicina alla perfezione: ha fermato il cronometro a soli 1″8 secondi dietro Evans. “Ho fatto un errore”, ha spiegato. “Sono andato leggermente fuori linea in una curva stretta, ma per il resto è stata davvero una prova spettacolare. Sono contento.”

Craig Breen ha espiato il suo testacoda al primo passaggio della PS, evitando di ripeterlo la seconda volta. Il pilota Hyundai è quarto – 2″4 su Lappi – ma è terzo assoluto, in corsa per il suo terzo podio WRC consecutivo. Takamoto Katsuta ha continuato la sua buona gara anche domenica con il sesto tempo di prova, a soli 1″8 secondi dal quinto posto di Sébastien Ogier. E a proposito di Ogier: lui è già concentrato sulla powerstage che concluderà il rally, mentre cerca di ricaricare il suo attuale bottino di 10 punti dal fine settimana.

Le Ford M-Sport hanno faticato in Finlandia, quindi Gus Greensmith (al sesto posto) e Adrien Fourmaux (settimo) si sono dedicati al divertimento. Greensmith ha descritto Laukaa come “una delle più belle prove del mondo. Tutto sembra essere al limite ovunque”. Era 2″1 secondi più veloce del suo compagno di squadra. “Sto solo cercando di godermi tutto quello che posso perché sono le ultime prove che faremo con queste auto”, ha ammesso Fourmaux.

Kalle Rovanperä è il più lento delle World Rally Car – 25″3 dal secondo più lento, Fourmaux – mentre cerca di non aggravare il suo infortunio alla schiena, occorso quando si è schiantato frontalmente con un muro di sabbia sabato. È improbabile che Rovanperä spinga per punti della powerstage.

In Finlandia 5.800 euro di sanzioni e non è ancora finita

La FIA prosegue implacabile con la sua linea “Equitalia style”. Sanzioni, soldi. Lo abbiamo segnalato anche in altre occasioni e si è ripetuto puntualmente anche in Finlandia. La penalità di Sébastien Ogier è solo la punta dell’iceberg. E soprattutto la gara non è ancora finita. Prima del campione del mondo francese, il 30 settembre, prima che il rally iniziasse, era stato multato anche Ott Tanak.

Il pilota della Hyundai Motorsport era stato “richiamato all’ordine” dalla FIA con un’ammenda di 5.000 euro per eccesso di velocità: nel tardo pomeriggio di mercoledì, l’estone era stato pizzicato a 101 km/h in una zona limitata a 40 km/h. Poi, sabato sera, i commissari di gara decidono di penalizzare Ogier, che per fortuna non subirà gravi conseguenze dal punto di vista sportivo.

La multa al driver francese al Rally di Finlandia è stata comminata perché non aveva allacciato correttamente il casco (come era già successo al Rally di MonteCarlo) nella PS12 Päijäla. Séb ha preso una sanzione di 800 euro e 1 minuto di penalità. Alla ripartenza domenica era quinto assoluto, 1’23″7 dietro al leader di Evans. Quindi aveva mantenuto la sua posizione poiché il sesto Gus Greensmith era già distante 4’16″9 …

Zampata Toyota nel day2 in Finlandia: comanda Evans

Il day2 del Secto Finland Rally si chiude sotto il segno del gallese Elfyn Evans. Il pilota di Toyota Gazoo Racing dà spettacolo vincendo ben sei speciali sulle nove in programma è chiude la giornata al comando con un vantaggio di 9”1 sul primo degli inseguitori, l’estone Ott Tanak.

Evans è partito fortissimo e ha dimostrato ancora una volta il suo reale valore, anche su strade veloci come quelle finniche: “E’ stata una giornata assolutamente positiva – commenta al termine della giornata – ovviamente la battaglia per la vittoria è ancora apertissima e la strada è ancora lunga. Domani sarà una giornata intensa”.

Seconda piazza come detto per Ott Tanak, staccato di 9”1 dal pilota gallese, ma assolutamente soddisfatto degli ottimi progressi fatti dalla sua Hyundai I20 sulle strade finlandesi: “Nel secondo giro di prove sono cambiate totalmente le strade e di conseguenza sono riuscito a gestire molto meglio la vettura. Sono veramente contento dei progressi fatti dal Team, essere al passo di Toyota in Finlandia è molto bello”.

Terza piazza per l’altra Hyundai I20 WRC in gara quella dell’irlandese Craig Breen, che non nasconde la sua delusione per una giornata che non è andata secondo le sue aspettative: “Penso che sia stata una giornata sostanzialmente buona, dobbiamo essere felici. Era la terza volta che chiudevamo una giornata al comando del rally e per un motivo o per l’altro non riusciamo a tenere questa posizione. Il livello è molto alto, certo fa male perché per raggiungere il top ci manca sempre qualcosina”. Va detto che il pilota irlandese nell’urto con una balla di paglia che ha danneggiato l’aerodinamica anteriore della sua i20 e questo danno ha influito sulla sua prestazione nelle fasi successive.

Esapekka Lappi chiude la giornata in quarta posizione, nonostante i ripetuti attacchi di Thierry Neuville. Proprio il belga nel corso della PS13 nel disperato tentativo di ricucire il gap con EP, atterra male in un salto e danneggia la sua vettura, dovendosi di conseguenza ritirare. Il ritiro del belga spiana la strada ad un attento e pulito Sébastien Ogier, autore dell’ennesima gara in cui ha corso più con la testa che con il piede, non per nulla ha vinto sette titoli mondiali.

Sesta e settima piazza per i due alfieri M-Sport, con Gus Greensmith in sesta posizione e il francese Adrien Fourmuax in settima. Ritiri pesanti per Kalle Rovanpera e Takamoto Katsuta, autori di due uscite di strada, per entrambi ci dovrebbe essere il ritorno nella giornata di domani con la formula del super rally.

Nel WRC2 al comando troviamo Teemu Suninen, seguito a 8” da Mads Ostberg. Il norvegese si giocherà il tutto per tutto nella giornata di domani, completa il podio Jari Huttunen. Da segnalare il ritiro, l’ennesimo in stagione per Oliver Solberg, autore di una cruenta uscita di strada, fortunatamente senza conseguenze per l’equipaggio.

Sfida a cinque nel day1 in Finlandia: comanda Breen

Velocità folli, grandi salti e il fascino della notte, il menù del day1 del Secto Rally Finland era ricchissimo e i protagonisti del WRC hanno dato spettacolo, mettendo in mostra tutte le loro doti da funamboli del volante. Al termine delle sei prove odierne al comando troviamo il duo Hyundai Motorsport formato da Craig Breen e Ott Tanak, autori di una giornata praticamente perfetta.

Ott Tanak e Craig Breen hanno dato vita ad una bellissima battaglia che ha avuto un distacco massimo di appena 3”8, ma sull’ultima prova speciale disputata al calar del sole, l’irlandese ha spinto a fondo scavalcando il compagno di squadra in vetta alla classifica di appena 2”8. Entusiasta l’irlandese a fine giornata: “E’ incredibile! Mi ero sempre chiesto come sarebbe stato correre in Finlandia di notte e ora posso dire che è veramente stupendo”.

Seconda piazza come detto per Ott Tanak, autore di tre scratch e leader della gara dalla PS2 alla PS5. Il pilota estone si è detto piacevolmente stupito per le ottime prestazioni cronometriche di questo venerdì di gara e di quanto il gap con Toyota si sia ridotto sulle loro strade di casa: “E’ stata una giornata sorprendentemente buona. Non ci saremmo mai aspettati di essere in lotta con Toyota, oggi era solo una piccola parte della gara, domani sarà una giornata molto lunga e impegnativa. Sarà un grande giorno!”.

Dietro alle due Hyundai ci sono le Toyota Yaris WRC di Elfyn Evans, Esapekka Lappi e Kalle Rovanpera che lottano per il terzo gradino del podio, ma allo stesso tempo vedono vicini i primi due posti del podio. Sul terzo gradino del podio è salito il gallese, autore di uno scratch sull’ultima speciale che gli ha permesso di scavalcare il rientrante Esapekka Lappi, autore comunque di ottimi tempi al suo ritorno dopo tre anni al volante della Yaris e Kalle Rovanpera alle prese con un’assetto non ottimale.

Al sesto e al settimo posto troviamo Thierry Neuville e Sebastien Ogier, con Takamoto Katsuta, Gus Greensmith e Adrien Fourmaux che completano la top ten. I due top driver di Toyota e Hyundai hanno cercato di perdere il meno tempo possibile in questo day1, con il belga che sull’ultima prova ha pagato caro il posizionamento non ottimale della sua fanaleria.

Nel WRC2 comanda il locale Teemu Suninen (Volkswagen Polo GTi R5) con un vantaggio di 8”2 su Mads Ostberg e di 13”7 su Nikolay Gryazin, questi ultimi due rallentati da alcuni problemi alle loro vetture proprio sull’ultima prova di giornata. Mentre nel WRC3, come era ampiamente prevedibile la top5 occupata da quattro piloti di casa, al comando della classifica il neo-campione finnico Emil Lindholm.

WRC, Finlandia: Ott Tänak al comando dopo la PS3

Nel primo pomeriggio il Rally di Finlandia ( al rientro dopo un’assenza di un anno a causa della Pandemia legata al Covid) ha preso ufficialmente il via con la disputa delle prime tre prove speciali: Harju 1, Ässämäki 1 e Sahloinen – Moksi 1. A spartirsi le vittorie in speciale sono stati Takamoto Katsuta (Toyota Yaris) e Ott Tänak (Hyundai I20 WRC), con quest’ultimo che è riuscito a portarsi agilmente al comando grazie a due ottimi crono che gli hanno permesso di salire in un colpo solo dal quarto al primo posto assoluto. Bisogna dire che fin dallo shakedown di questa mattina l’estone ha dimostrato di trovarsi perfettamente a proprio agio sulle speciali finlandesi, in una gara che l’ha visto vincitore in passato di ben due edizioni (2018-2019).

Alle sue spalle troviamo la vettura del suo compagno di team, ovvero quella dell’irlandese Craig Breen. Il pilota di Waterford, dopo gli ottimi risultati conseguiti in Estonia e ad Ypres, inizia nuovamente nei migliori dei modi il suo fine settimana balzando immediatamente nelle posizioni alte della classifica e mettendosi alle spalle ben tre Toyota Yaris WRC Plus, ovvero quelle di Esapekka Lappi (al rientro nella classe regina dopo aver perso il posto da titolare in M-Sport al termine della passata stagione), Elfyn Evans e Kalle Rovanperä. Per la Hyundai un ottimo avvio, grazie anche all’ottima posizione di partenza sulle speciali odierne.

Sesta posizione per il belga Thierry Neuville (Hyundai I20) il quale paga a caro prezzo il fatto di dover partire tra i primi sulle speciali. Attualmente il suo ritardo dalla vetta è di 13″0. A seguire troviamo il sette volte iridato Sèbastien Ogier (Toyota Yaris) e il suo compagno di squadra Takamoto Katsuta. Il giapponese, dopo aver fatto segnare il miglior tempo sulla PS1, nella successiva è stato rallentato da un testacoda che gli ha fatto perdere 20″0. Ora il suo ritardo da Tänak è salito a 28″4. Chiudono i primi dieci le due Ford Fiesta WRC Plus ufficiali di Gus Greensmith e Adrien Fourmaux.

Infine, per quanto riguarda il WRC2, al comando troviamo il norvegese Mads Ostberg (Citroen C3) davanti a Teemu Suninen (Volkswagen Polo) e Nikolay Gryazin (Volkswagen Polo).

Huttunen al via del Finland nonostante il crash nei test

Pericolo scampato per Jari Huttunen e Hyundai Motorsport. Il finlandese, campione del mondo in carica del WRC3, ha rischiato seriamente di non partecipare al rally di casa, dopo un’uscita di strada nei test pre-gara effettuati nella giornata di lunedì.

Il finlandese, al volante della Hyundai I20 Rally2 è uscito di strada nella giornata di lunedì, ma i meccanici Hyundai sono riusciti a riparare la vetture, grazie all’invio di alcune componentistiche direttamente da Alzenau. E’ lo stesso Jari Huttunen a spiegare i dettagli dell’uscita di strada: “Ho trovato una roccia all’uscita di una curva lunga a sinistra. L’abbiamo colpita e la parte anteriore della nostra Hyundai I20 Rally2 si è sollevata e a quel punto non potendo più svoltare, siamo finiti nel fossato e abbiamo iniziato a rotolare”.

La stagione di Huttunen è stata caratterizzata da alti e bassi, si è passati da gare “monstre” come in Sardegna, dove ha conquistato un clamoroso quinto assoluto e primo di WRC2 ad uscite a vuoto come in Estonia oppure Barum nel Campionato Europeo Rally. Nelle strade di casa, ha però sempre fatto bene, vincendo la sua categoria nel 2017 e chiudendo secondo nel 2018 e nel 2019.

Storia: dal 1000 Laghi a quello di Finlandia in una foto

Il Rally di Finlandia è alle porte. Torniamo per un attimo al passato, ad una fantastica giornata! Fantastica perché fantastico è stato riunire questi leggendari rallysti finlandesi. È stato un incredibile lavoro di squadra e, sicuramente, una giornata indimenticabile in ricordo del fu Rally 1000 Laghi, mito e leggenda, poi Neste Rally Finland e infine da quest’anno Rally Finland senza più lo sponsor.

Il Rally di Finlandia è sempre stato il più importante evento sportivo annuale che si svolgeva nei paesi nordici, dato che garantisce un’affluenza di spettatori media di 500.000 persone, ma nel 2021 sarà il secondo, visto che ad inizio anno l’Arctic Rally ha sostituito il Rally di Svezia, da anni in crisi di identità e di neve.

Il rally di Finlandia è nato nel 1951, prima come gara a livello nazionale e poi internazionale, dal 1973 con la nascita del World Rally Championship. È caratterizzato dalle alte velocità medie dei veicoli (le più alte di tutto il campionato), nonché dai lunghi salti che le vetture compiono, ciò è dovuto alla conformazione del percorso con tratti veloci e continui sali-scendi (soprattutto nella prova di Ouninpohja). Proprio la prova speciale di Ouninpohja fu divisa in due frazioni quando, nel 2004, Petter Solberg superò la velocità media massima ammessa dalla Fia di 130 km/h, per poi ritornare unita nel 2007 grazie al cambiamento di regole del WRC.

Alcuni dei grandi rallysti finlandesi
Alcuni dei grandi rallysti finlandesi

Marcus Grönholm e Hannu Mikkola detengono il record di vittorie nel rally nordico, sette a testa. Per quanto riguarda le vittorie in questo rally, dal punto di vista statistico, vi è una netta prevalenza dei piloti scandinavi, mentre fino ad ora sono stati 6 i piloti non nordici a riuscire a vincere questo rally: Markko Märtin, Carlos Sainz, Didier Auriol, Sébastien Loeb (che si aggiudicò ben tre edizioni), Sébastien Ogier e Kris Meeke. Il rally di Finlandia è stato votato “rally dell’anno” per 4 anni: 1998, 2002, 2003 e 2004.

Nel 2020 la gara non è stata disputata per via della pandemia globale di Sars-Cov2. L’anno prima e nel 2018 a vincere era stato Ott Tanak, all’epoca pilota ufficiale Toyota Gazoo Racing al volante della straordinaria Toyota Yaris WRC, l’auto da battere nel 2021, che tante soddisfazioni gli ha regalato, tra cui quella di diventare campione del mondo rally.

Ostberg in Finlandia per riaprire il WRC2

Per Mads Ostberg il Finlandia sarà forse la gara più importante dell’anno. Il pilota norvegese sa che sulle veloci strade finlandesi non potrà sbagliare nulla per tenere aperto il discorso titolo nel WRC2. Al momento sono 30 i punti che separano Ostberg dal connazionale Andreas Mikkelsen in classifica e potrebbero essere recuperati in caso di vittoria finale unita alla vittoria sulla power stage del rally.

“Per noi sarà fondamentale fare bene, soprattutto dopo il week-end negativo avuto in Grecia, ha dichiarato Østberg. Sappiamo perfettamente cosa dobbiamo fare, quindi cercheremo di far bene e allo stesso tempo di divertirci”.

Dal canto suo Mikkelsen ha deciso di saltare sia l’appuntamento finlandese sia quello successivo al RACC Rally de España del prossimo mese e di giocarsi l’ultima fiches sulle strade dell’ACI Rally Monza, mentre Mads Ostberg come sua ultima gara stagionale a indicato la gara spagnola.

Ma attenzione il compito del norvegese non sarà dei più agevoli, visto e considerato che la concorrenza è agguerrita. In primis in casa Hyundai Motorsport, con Jari Huttunen, che cercherà di ripetere l’affermazione colta in Sardegna e Belgio, e con Oliver Solberg che andrà alla ricerca del primo successo stagionale. Occhi puntati anche sul padrone di casa Teemu Suninen in gara con la Volkswagen Polo GTi R5 del team Movisport, così come il russo Nikolay Gryazin.

Martin Prokop e Tom Kristensson proveranno a portare a casa un risultato di prestigio per il team M-Sport Ford, mentre continua il percorso di crescita del giovane estone Georg Linnamäe

Ott Tanak punta al successo in Finlandia

E’ un Ott Tanak carico quello che si presenta al via del mitico Finlandia. Il pilota estone ha vinto le ultime due edizioni della gara finlandese (2018 e 2019) al volante della Toyota Yaris WRC e proverà adesso a ribadire la sua supremazia anche al volante di una Hyundai I20 WRC che nel corso della stagione ha spesso fatto i capricci. Così come per i suoi compagni di viaggio in questo WRC 2021, lo spostamento di due mesi della gara da metà agosto ad inizio ottobre potrebbe riservare sorprese e stravolgere i valori in campo.

“Sarà un rally – spiega Tanak – diverso da quello che abitualmente conosciamo. Ci saranno molte prove nuove e riviste nella loro direzione e si corre ad ottobre, quindi il lavoro da svolgere nelle ricognizioni del percorso sarà delicato e da non sbagliare assolutamente. Anche il meteo potrà giocare un ruolo decisivo, visto che in questo periodo dell’anno può mutare facilmente. Sarà l’ultimo rally su sterrato che correremmo con queste vetture, a mio modesto parere le migliori di sempre, mi godrò sicuramente questo evento. Le prove normalmente sono molto divertenti e al contempo molto difficili e veloci con distacchi limitatissimi tra i vari piloti. Vedremo se riusciremmo a centrare il terzo successo di fila in Finlandia, conosciamo bene il rally e con il team abbiamo lavorato duramente per centrare questo obbiettivo”.

Il rapporto tra Tanak e il Finlandia è più che buono, oltre ai due successi conquistati nel 2018 e 2019 al volante della Toyota Yaris WRC sono arrivati anche tre podi nelle support series: nel 2010 con la vittoria nel P-WRC con la Mitsubishi Lancer EVO X, nel 2011 un terzo posto nel S-WRC con la Ford Fiesta S2000 e più “recentemente” nel 2014 un secondo posto nel WRC-2 con la Fiesta R5.

Un WRC3 in salsa nordica al Rally di Finlandia

Con i due maggiori pretendenti al titolo assenti, ovvero il francese Yoann Rossel e il polacco Kajetan Kajetanowicz, il WRC3 in Finlandia potrebbe decretare un vincitore inedito. Saranno 14 gli equipaggi che si sfideranno lungo i 287 chilometri cronometrati dell’ex mitico 1000 Laghi. Di questi, la maggior parte proviene proprio dalla Finlandia, ma da pronostico i favoriti al successo finale sono: Mikko Heikkilä, autore di due podi nelle precedenti uscite all’Arctic e in Estonia, Teemu Asunmaa, vincitore sulle strade di Rovaniemi lo scorso febbraio e il neo-campione nazionale Emil Lindholm, tutti al via su Skoda Fabia Rally2.

Presente anche il vincitore RC2 del 2018, il veloce Eerik Pietarinen al volante di una Volkswagen Polo GTi R5. Proveranno a far saltare il banco dei pronostici Riku Tahku, Juuso Metsälä, Jari Huuhka e il giovanissimo Lauri Joona.

Detto dei padroni di casa, le attenzioni si spostano tutte sui due equipaggi della vicina Estonia che arrivano a Jyväskylä con l’intento di ben figurare e di portare a casa un risultato di assoluto prestigio, stiamo parlando di Egon Kaur (Volkswagen Polo GTi R5) e di Raul Jeets (Skoda Fabia Rally2). Chiudono la lista degli iscritti gli iberici Pepe Lopez (fresco di accordo con Hyundai per il 2022) e Miguel Diaz, il brasiliano Paulo Nobre e il debuttante ceco Martin Vlcek.

Le confessioni sportive di Dario Cerrato (VIDEO)

L’occasione si è presentata prima di ferragosto 2021, il motivo era il suo compleanno, il settantesimo compleanno di Dario Cerrato, che cade il 28 settembre. Abbiamo voluto realizzare un’intervista particolare ma senza effetti speciali, dai contenuti importanti, in casa sua e a cuore aperto. Una chiacchierata tra amici, con un buon bicchiere di vino nebbiolo fatto da Darione.

Dubutta nel 1973 e, in carriera, diviene due volte campione europeo, nel 1985 e nel 1987 rispettivamente su Lancia Rally 037 e Lancia Delta HF 4WD e vincitore di 21 gare nell’arco delle sei edizioni disputate. Sei volte campione italiano (1985, 1986 e 1988/1991). Ha partecipato a diverse edizioni del Mondiale Rally, riuscendo ad andare a punti in otto stagioni. Come miglior piazzamento in classifica generale vanta il sesto posto della stagione 1990, ottenuto in virtù di tre quarti posti in prove del campionato (MonteCarlo, Portogallo e Sanremo).

Campionato del Mondo Rally

Podi

AnnoRallyNavigatoreVetturaPos.
1986 Rally di Sanremo Giuseppe CerriLancia Delta S4
1988 Rally di Sanremo Giuseppe CerriLancia Delta Integrale
1991 Rally di Sanremo Giuseppe CerriLancia Delta Integrale 16V

Classifica generale

  • 1979: 28º in classifica generale
  • 1981: 47º in classifica generale
  • 1983: 28º in classifica generale
  • 1985: 25º in classifica generale
  • 1988: 20º in classifica generale
  • 1989: 23º in classifica generale
  • 1990: 6º in classifica generale
  • 1991: 19º in classifica generale

Campionato Europeo Rally

1985

  •  su Lancia Rally 037

1987

  •  su Lancia Delta HF 4WD

1990

  •  su Lancia Delta Integrale

Campionato Italiano Rally

  •  (1985, 1986, 1988, 1989, 1990 e 1991)

Lindholm-MRF Tyres: binomio vincente in Finlandia

Per MRF Tyres è arrivato finalmente il momento di raccogliere i frutti di ciò che in questi due anni ha seminato. Nel week-end appena trascorso è arrivata per il team indiano la prima grande soddisfazione, ovvero il titolo finlandese conquistato da Emil Lindholm.

Il pilota classe 1996 navigato da Reeta Hämäläinen ha vinto da protagonista l’ultimo round della stagione in Finlandia, portandosi a casa un campionato combattuto e incerto fino all’ultimo vissuto su una bellissima battaglia a tre, proprio tra il sopracitato Lindholm e Mikko Heikkilä e Teemu Asunmaa. Sui 128 chilometri cronometrati del Kokkolan UA 60-v Ralli (SM), Lindholm parte subito forte provando ad imporre il suo ritmo gara fin dai primi tratti cronometrici. Cosa che riesce in parte al pilota MRF che chiude il day1 con un vantaggio di 2”9 sul primo degli inseguitori, il russo Nikolay Gryazin.

La seconda giornata di gara è caratterizzata da quattro speciali per un totale di oltre 74 chilometri cronometrati e nonostante alcune prove dal chilometraggio importante (che cosa bella) la classifica non cambia con Emil e Reeta che difendono il loro primato e si portano a casa vittoria e titolo nazionale. Un successo meritato quello di Lindholm che grazie al supporto prezioso del TGS Worldwide OU che forniva la Skoda Fabia rally2 e del team MRF Tyres può guardare con maggior fiducia al 2022 che nel suo cuore e nei suoi piani dovrebbe essere a tinte iridate nel WRC3.

“Questo titolo, mi dà una sensazione unica. Lo stavamo cercando e aspettando… e ora che l’ho conquistato non riesco a smettere di sorridere. Questo titolo ripaga il grande lavoro del team MRF Tyres, li ricompensa per tutto ciò che stanno facendo. Quest’anno ho capito meglio come funziona un rally, saper guidare e far tempi non è sempre sufficiente. Serve la tattica, perché il rally è uno sport dove la tattica è fondamentale”.

“Uno scratch, un buon risultato incide tantissimo, non solo su di te, ma soprattutto sui tuoi avversari. Finalmente, sto imparando a vivere e capire i rally nel loro insieme. Il nostro campionato è uno dei più difficili d’Europa, per far bene in Finlandia un Costruttore di pneumatici deve avere una gamma piuttosto vasta di gomme. Si corre con neve, ghiaccio e con strade sterrate sempre diverse da gara a gara. Voglio ringraziare e congratularmi con il MRF Tyres per ciò che hanno fatto, sono stati bravissimi nell’affrontare e vincere una sfida impegnativa e difficile come è il campionato Finlandese”.

La stagione di Lindholm proseguirà nel WRC3, campionato in cui attualmente occupa la quinta posizione in classifica con 45 punti. Il neo-campione finlandese affronterà i prossimi due round iridati che si correranno in Finlandia dove è uno dei grandissimi favoriti al successo finale e sulle strade asfaltate della Spagna. In caso di risultati positivi, non si esclude una partecipazione last-minute all’ACI Rally Monza.

Non basta un adesivo in ricordo di chi non c’è più

Il mondo dello sport spagnolo è in lutto e si interroga, interdetto, sulle cause di due terribili incidenti che si sono verificati nella giornata del 25 settembre a poca distanza uno dall’altro. Nel primo, avvenuto sul circuito di Jerez de la Frontera, ha perso la vita il giovane motociclista Dean Berta Vinales, di soli 15 anni, che una volta caduto dalla sua moto è stato travolto dagli altri motociclisti che lo seguivano. Il giovane stava disputando una gara della Supersport 300, una categoria del campionato Superbike.

Pochi minuti dopo la notizia di un’altra tragedia ha fatto immediatamente il giro della Spagna. Infatti, nel corso del Rally Villa de Llanes, il pilota Jaime Gil e il suo copilota Diego Calvo, sono morti dopo averso perso il controllo dell’auto, una Seat Marbella, andandosi a schiantare contro il guardaril. Per loro non vi è stato nulla da fare, in quanto sarebbero morti praticamente sul colpo. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari presenti già sulla prova speciale dell’incidente. L’incidente è avvenuto sulla veloce e impegnativa discesa del Fito.

Anche in questa occasione nulla di nuovo all’orizzonte del panorama editoriale italiano, con la corsa al clickbait tra foto e video postati su vari siti, blog e pagine Facebook. Ma non è questo il punto che volevo approfondire. Volevo parlare di sicurezza, guardando negli occhi il pericolo che ogni pilota e copilota corre e senza l’ipocrita retorica che solitamente aleggia intorno a dei morti. Oggi lo sport piange Jaime Gil e Diego Calvo, noi abbiamo già versato le nostre lacrime amare. Così, ho ritrovato in rete la riflessione di Sergio Biancolli. Drammaticamente perfetta. E sapete perché? Perché l’ha scritta nel 2005. E siamo qui ancora a parlarne, beh… c’è qualcosa che non va.

Per chi non sapesse Sergio Biancolli è un appassionato, un po’ nostalgico, ma molto obiettivo (mai termine fu più appropriato), pilota, tecnico, ma soprattutto è stato uno dei più attivi e apprezzati fotoreporter del settore rally a livello nazionale e internazionale, oltre che autore di diversi splendidi libri.

“Ed ora, con qualche adesivo tipo “ciao Francesco, ciao Lele…” ci toglieremo tutti il pensiero dalla testa. Tutto come prima, in questo assurdo gioco che ha sicuramente imboccato una via senza futuro – afferma Biancolli -. Tante volte mi sono espresso apertamente, e tante sono state le lettere da me spedite alle riviste di settore. Stavolta ero nauseato, demoralizzato, ma Tom (Valinotti) mi ha convinto a dire la mia, per quanto può valere una semplice opinione”.

“Chi mi conosce sa che a fine gara chiedo sempre “ ti sei divertito?” e non “come ti sei piazzato?”, e sa che sono sempre stato critico contro questo modo di correre, dove spesso conta solo quanto tempo ci hai messo a fare la “speciale”, indipendentemente dal fatto se chi guida, o chi naviga, o semplicemente chi guarda si è divertito o no. Già, divertirsi… mi sa che se lo son dimenticato in molti cosa voglia dire…”.

“Io a volte sono tra questi, io che di mestiere faccio foto a quella che è la mia unica passione, i rally, o forse erano la mia passione. Probabilmente con queste affermazioni mi do la zappa sui piedi, nel mio interesse dovrei sempre dire che vedere la gara è stato bellissimo, che son passati tutti bene, così magari non rischierei di crearmi inimicizie, ma non ce la faccio, è più forte di me, non riesco più a nascondere il disappunto che spesso provo nel seguire le gare. E purtroppo sono la stragrande maggioranza quelli che come me, avendo seguito i Rally da più di vent’anni, hanno notato un totale snaturamento di questo sport, a tutti i livelli”.

“Nelle gare in pista l’approccio è quello della ricerca del limite assoluto, della velocità pura, della traiettoria millimetrica, dove chi guida appena un po’ “sporco” è additato come un “fermo”, un incapace, ed i tempi danno sempre ragione ai piloti più “puliti”. Ma nei rally no, o perlomeno non era così, le strade non permettevano traiettorie troppo precise, dovevi improvvisare, inventare, adattarti ad ogni situazione, e soprattutto adattarti alle macchine che vuoi per gli assetti meno esasperati, vuoi per i freni non sempre efficaci come si sarebbe voluto, vuoi per le gomme necessariamente adatte a tipologie disomogenee di fondo (spesso misto), vuoi per le vetture che comunque per concezione richiedevano equilibrismi e funambolismi per riuscire ad entrare in curva e, possibilmente, uscirne, magari velocemente. Di un Ragnotti, o di un Vatanen si poteva dire tutto meno che fossero dei “fermi” ma… andateglielo a spiegare che si guida pulito!”.

“Tutto questo si traduceva intanto nel fatto che le prestazioni erano un po’ più livellate: con certe gomme e su certe strade qualche cavallo in più o in meno conta poco; e poi nell’esaltazione dello spettacolo, dai top driver fino agli ultimi che non si trovavano a guidare auto dalle potenzialità enormi ma difficilissime da raggiungere se non esperti, riuscendo così a divertire comunque gli spettatori”.

“Ma si traduceva soprattutto in sicucurezza!! Non era mai successa una strage del genere, nemmeno all’epoca delle famigerate Gruppo B che, per chi non le ha viste all’opera, vi assicuro che erano veramente assurde da veder passare; davano davvero la sensazione continua dell’imprevedibilità delle loro reazioni; spettacolari, si, ma che paura vederle in azione! Ebbene? Ora siamo messi peggio, dal mondiale alle garette della parrocchia: voli paurosi, botte senza senso, e soprattutto morti come mai se ne erano visti”.

“Ma per forza! Tutte le auto in gara, dalle WRC e Super 1600 ufficiali alle ultime N2 ed N1 permettono staccate e velocità di percorrenza in curva che nulla hanno a che vedere con il pilota medio. Lo dimostrano i record delle Speciali rimaste uguali nel tempo, record sbriciolati dalle vetture ultima generazione, nonostante i cavalli a disposizione siano molti meno. Senza dimenticare che pure i professionisti sbagliano, ci mancherebbe. Il fatto è che un conto è arrivare sempre ad ogni staccata con un margine minimo di errore, perché i freni e le gomme ti permettono di frenare in uno spazio ridottissimo, un altro era avvicinarsi alla curva frenando obbligatoriamente prima, “sentendo” cosa succede tra gomma e terreno, col tempo di accorgersi di essere “lunghi” e quindi di cercare di porre rimedio inventando qualcosa, il tutto a velocità minori e quindi con eventuali impatti non necessariamente devastanti come sempre capita ora; idem a centro curva, dove ora se l’auto parte lo fa in maniera improvvisa, e non perché la scivolata, che una volta era all’ordine del giorno per tutto l’arco della curva, tende ad un certo punto ad essere esagerata e quindi correggibile, ma perché la traiettoria pulita e precisa diventa di colpo impossibile da seguire a causa dell’eventuale errore. Negli ultimi anni o non succede niente perché si è sempre riusciti a rimanere in strada “attaccandosi” alle gomme, o se si esce le probabilità di buttare via la scocca sono parecchio alte…”.

“Di fronte a tutto questo la Federazione che fa? Ah, la Federazione!… Un insieme di persone incapaci di capire minimamente quali siano i veri problemi, persone che stanno lì solo perché probabilmente non sono riuscite a diventare Ministro o Sottosegretario, che di Rally ne capiscono poco o nulla, che badano solo a trovare il modo di assicurarsi un lauto stipendio, aumentando a loro piacere i costi senza alcun vantaggio per i loro “sudditi”. A proposito di sicurezza cosa hanno fatto? L’unica “trovata” che sono stati in grado di partorire è stata la limitazione del chilometraggio dei Coppa Italia!”.

“Questi genialoidi, che i licenziati continuano a mantenere, se invece che a capo della CSAI fossero in seno alla Federazione Calcio, probabilmente per risolvere la crisi economica del Foot-Ball ridurrebbero le partite dai canonici 90 minuti a 65/70… anvedi che volpi! E come al solito chiuderanno la stalla quando i buoi sono già scappati. Invece che limitare le velocità ed i rischi obbligheranno a montare, pagandoli profumatamente, i sedili con le “orecchie” laterali come in pista e magari renderanno obbligatori i caschi con ganci e collari tipo Formula 1… tanto pagano sempre gli stessi. Il problema è che ci si ostina a chiamare Rally un qualcosa che è lontano anni luce da quello che è lo spirito di questa specialità, anche per colpa dei piloti stessi. Non tutti per fortuna, ma molti hanno “infighettito” quello che era uno Sport un po’ rude, polveroso, duro dal punto di vista della resistenza fisica e per i mezzi meccanici, corso di notte su strade improbabili, rotte, sporche e miste terra-asfalto, dove dovevi improvvisare ad ogni metro, non necessariamente a velocità folli ma nel quale dovevi esibirti in evoluzioni ed equilibrismi che galvanizzavano anche gli spettatori meno esperti, dove contavano di più la bravura del pilota e la robustezza della vettura che non il numero di cavalli. Ora? Ora no, si corre solo di giorno, se le strade sono un po’ sporche sulla pedana d’arrivo si sentono sequenze interminabili di litanie a critica del percorso e degli organizzatori, “rei” di non aver lavato col Mocio Vileda ogni centimetro di P.S.; e chi viene a vedere assiste sovente a monotone sequenze di passaggi tutti uguali di vetture velocissime (e costosissime) che nella maggior parte dei casi sono talmente incollate al suolo da offrire le stesse emozioni del Circus della Formula 1… del quale si sono copiate solo le cose peggiori, come degli elenchi di mescole per le gomme che praticamente nessuno è ovviamente in grado di utilizzare al meglio, ma fa fighissimo poter dire “ho sbagliato mescola, sennò vedevi…”. Ma per favore…”.

“Ed allora tutti lì a bordo strada a sonnecchiare aspettando solo che il malcapitato di turno tiri la classica “bombarda” per risvegliarli – prosegue Biancolli -. Ma quando lo si capirà che a differenza di quanto molti asseriscono non è pericoloso correre su fondi viscidi quali fango, neve o ghiaia, situazioni nelle quali sei obbligato ad andare più piano e nelle quali “senti” la macchina, trovandoti sempre in condizioni critiche di aderenza, a differenza dei percorsi su asfalto liscio e perfetto (tipica situazione attuale) dove viaggi sempre al limite delle gomme ma nella quale appena capiti sulla tipica ghiaietta da “taglio” schizzi fuori prima ancora di aver capito perché”.

“E’ questione di un errato concetto di base: allo Sprint di Bagnolo 2003 molti piloti non volevano far partire la prova del Montoso a scendere perché aveva nevicato!!! A parte che se hai paura della neve non ti iscrivi ad un Rally che si svolge in montagna a novembre ma vai a correre in pista, o stai a casa, e poi alla resa dei conti la prova, che si è disputata solo al secondo passaggio, ha dimostrato che la ridotta velocità, implicita in una situazione del genere, ed i muri di neve ai lati hanno fatto si che i molti errori compiuti si sono tradotti in innocui testacoda e “musate” nel morbido”.

“Idem al Val Sangone ’93. Si tenga presente che in quest’ultimo caso (al quale io ero iscritto come pilota) era dicembre in Piemonte, non luglio sulla Costa Amalfitana! Quindi quattro chiodati anche fetenti sul furgone d’assistenza non ci stavano male, non si sa mai…”.

“Le motivazioni delle paure? “Ma sai, è che con ‘sti assetti non puoi andare sulla neve…”. Eccolo li! Macchine da rally incapaci di cavarsela in tutte le situazioni, specializzate peggio delle Formula 1 che appena cadono quattro gocce devono essere stravolte per poter essere guidate. Ma che senso ha? E soprattutto quanto costa? Tutti si lamentano dei costi, poi però si preparano auto che hanno bisogno di 3000 tipi di ammortizzatori, molle e pneumatici diversi a seconda se c’è il sole o se è nuvoloso, se piove o se è solo umido, se si corre di sabato oppure di domenica, se il pilota è biondo o bruno… ma non sarebbe più facile, bello, economico e sicuro se ad esempio le gomme fossero obbligatoriamente stradali e limitate a cinque per ogni gara?”.

“Vai lo stesso, se sei capace, anzi se sei bravo il solito “paracarro” coi soldi non può più starti davanti solo perché cambia gomme ogni 2 P.S., e certi assetti superspecializzati non avrebbero più senso in tale situazione, le gomme non li reggerebbero, ed in caso di pioggia, ghiaia o neve non ci si troverebbe più nella *, sperando nell’annullamento della Prova! Qualcuno addirittura se al sabato piove e c’è fango non verifica nemmeno perché non ha la macchina adatta… ma scherziamo! Sono rally, e come tali vanno affrontati; se non piacciono ci sono un sacco di altre specialità: Ad esempio ad Indianapolis aspettano che smetta di piovere, poi asciugano la pista prima di dare il via…”.

“Inoltre certe Speciali non sarebbero nemmeno da prendere in considerazione: medie altissime, con tutti i rischi del caso (ma tanto per aggirare il problema mettono quelle “bellissime” chicane di bidoni o new-jersey…), e percorsi dove basta avere più cavalli di tutti per primeggiare, anche senza essere dei fenomeni”.

“La dimostrazione di tutto ciò sta nel fatto che gli elenchi partenti sono di una monotonia allucinante: Clio, 106, 106, Clio; e perché? Mica che in Renault fanno il 3×2 come al supermercato, o che in Peugeot ti regalino le macchine! E’ solo che le prestazioni sono ormai talmente estremizzate che se non hai il top (e nelle rispettive classi i due modelli lo sono sicuramente) non hai chance, puoi metterci del tuo fin che vuoi, tanto le prenderai comunque rischiando di più e andando di meno, poiché su certe strade e con certi assetti e pneumatici non inventi niente. Ma prova ad andare sullo sporco, stretto, magari in una discesa guidatissima con la “pauta” qua e là: o sei buono, o uno col piede te le suona anche con una A-112 ben fatta…”.

“Mi spiace esprimermi in questi termini, ma chi non nasconde la testa sotto la sabbia sa che è brutto da dire ma è così, e non sempre per colpa dei piloti, non mi si fraintenda, lo so che ormai ci si è dovuti adattare. Ma ho corso (poco e con scarsi risultati…) anch’io, ed ho anche fatto il meccanico, e credo di sapere cosa dico”.

“Adesso dopo l’ennesima tragedia capitata in Val d’Aosta cercheranno di correre ai ripari, ma so già che lo faranno nella maniera sbagliata, senza affrontare i problemi alla radice, ma mettendo le classiche “pezze” in un mondo nel quale invece bisognerebbe stravolgere il concetto di gara come la si intende adesso, facendo non uno ma più passi indietro, per tornare a Rally che non sono “Superturismo su Strada”, o “Velocità in Salita anche in pianura e discesa”, e non preoccupandosi solo di stabilire che un sedile dopo 5 anni lo devi buttare anche se non lo hai mai usato, o cercando di far stare il pubblico sempre più distante piazzandolo magari dove in realtà è ugualmente pericoloso. Non siamo negli autodromi, dove aumenti le vie di fuga in proporzione all’aumento delle prestazioni delle vetture; i pali, gli alberi e, tanto per fare un esempio, i muri dei garage valdostani ci sono e ci saranno sempre, ma le auto ci vanno contro non più frequentemente di prima ma soltanto molto più velocemente”.

“Speriamo che Pozzi, Curto, Montanelli, Zonca, Roggia e gli altri che ci hanno lasciato, che comunque, non dimentichiamolo, facevano quello che gli piaceva e nessuno li obbligava, non stiano dove sono ora ad aspettare che qualcun altro li raggiunga prima che si faccia qualcosa. E’ già molto tardi e ho paura che i Rally abbiano ormai vita breve, se continuiamo con quest’andazzo. I Media non aspettano altro che tragedie di questo genere per demonizzarci, le autorità per negare i permessi, e gli organizzatori rischiano la galera ogni volta che mettono a calendario una manifestazione, idem i commissari. Non mi pare logico questo suicidio da parte di un ambiente potenzialmente bellissimo ma rovinato dalla cocciutaggine e dall’immobilismo. Non importa che quello che dico piaccia o no. Tanto così non va, ed il rischio è che un bel giorno diremo: “Ti ricordi quando c’erano i rally?” e sarebbe peggio per tutti, sia per chi la pensa come me, sia per quelli che invece reputano che le gare così come sono adesso sono belle, divertenti e quant’altro. Non picchiano forte solo le Super 1600, rendiamocene conto. E non possiamo sempre contare sulla buona sorte…”.

Anche secondo Ogier sarà un Finlandia ”diverso”

L’opinione dei piloti è unanime, sarà sicuramente un Rally Finlandia diverso da quello che conoscevamo. La gara scandinava, si disputa eccezionalmente nel mese di ottobre è le condizioni meteo, di temperatura e di luce saranno molto differenti da quelle che abitualmente gli equipaggi trovavano ad agosto, inoltre alcune prove verranno disputate al tramonto se non addirittura di notte, il che renderà la gara ancora più aperta e incerta.

Difficoltà e insidie di cui è ben conscio Sébastien Ogier, attuale leader del Mondiale e sempre più vicino a portare a casa l’ottavo titolo mondiale in carriera. Il francese sottolinea che il meteo e le temperatura potrebbero aiutarlo, soprattutto nel day1 nel quale spazzerà le strade. “Il Finlandia è un rally che mi piace. Collocato in questo periodo dell’anno potrebbe una sfida diversa da quella che conoscevamo e potrebbe essere più difficile. Avremmo maggiori indicazioni nel test che disputeremo quest’oggi (lunedì 27 per chi legge). Ci aspettiamo condizioni fresche e spero che l’umidità della notte possa aiutarci nell’avere meno disagio possibile nel pulire le strade.

Sarà la prima volta con la Yaris WRC in Finlandia per Séb, visto che lo scorso anno la gara non si disputò a causa della pandemia Covid-19. La casa nipponica è imbattuta sulle veloci strade di Jyväskylä, dove ha raccolto tre vittorie in altrettante uscite con Esapakka Lappi nel 2017 e con Ott Tanak nel 2018 e 2019.

“La Yaris è nata su queste strade – dichiara il francese – quindi su queste strade dovrebbe comportarsi bene, ma mi aspetto una gara dura e altamente competitiva, soprattutto dai miei compagni di squadra. Al momento in campionato nulla è deciso, quindi vedremo che tipo di approccio avere prova dopo prova. Da parte mia non vedo l’ora di guidare su strade con questa bellissima macchina”.

In carriera Sébastien Ogier ha vinto in Finlandia nel 2013 al volante della Volkswagen Polo WRC, mentre ha conquistato tre volte la seconda piazza nel 2010, 2014 e 2015 e una volta il terzo gradino del podio nel 2011.

Thierry Neuville: ”Finlandia gara difficile per me”

Reduce da un deludente ottavo posto assoluto in Grecia, Thierry Neuville cerca sulle veloci e insidiose strade della Finlandia un pronto riscatto ad una stagione con poche luci e molte ombre. Sicuramente un rally che poco si addice alle sue caratteristiche, visto e considerato che dal 2012 ad oggi è arrivato solamente un podio, conquistato nella stagione 2013 al volante della Fiesta WRC.

E’ lo stesso pilota belga ha spiegare le difficoltà e le insidie che un evento particolare come il Finland possano riservare agli equipaggi: “Il Rally di Finlandia è un evento molto popolare: in passato si pensava che solo i piloti scandinavi potessero giocarsi la vittoria su queste strade, ma ultimamente le cose sono cambiate. E’ un rally molto bello, ma allo stesso molto difficile, almeno per quel che riguarda me, in tante edizioni ho raccolto solamente un podio. Le prove sono molto difficili e tecniche ed è fondamentale trovare il giusto ritmo fin dalle prime battute. Sarà fondamentale adattare la mia guida a questa tipologia di strade e su questo punto sarà importantissimo il lavoro di preparazione e stesura delle note durante le ricognizioni del percorso. Abbiamo le carte in regola per giocarci il podio, quindi questo è l’obiettivo principale del nostro week-end”.

Il pilota belga ha debuttato al Finland nella stagione 2012 chiudendo in sedicesima posizione assoluta al volante di una Citroen DS3 WRC. Nella stagione successiva il passaggio in Ford, all’epoca sponsorizzata dal Qatar dove conquisto una seconda piazza assoluta, dopo aver sorpreso tutti nel day1 chiuso al primo posto. Nel 2014 arriva il passaggio in Hyundai, team con cui è tutt’ora sotto contratto e da quella edizione arrivano più ombre che luci, con pochi squilli e miglior risultato due quarti posti nel 2015 e nel 2016.

WRC: a Monza Andrea Crugnola con Aci Team Italia

Avete segnato sulle vostre agende digitali il week-end del 18-21 novembre 2021, in cui si corre la seconda prova italiana del WRC 2021? L’indirizzo è Autodromo Nazionale di Monza, viale di Vedano numero 5, 20900 Monza (MB). Impostatelo su Google Maps, se non siete pratici, ma non sarà difficile trovarlo. C’è un motivo particolare per andare a vedere il rally iridato in Lombardia. L’occasione del Aci Rally Monza iridato sarà coincidente al ritorno di Andrea Crugnola in una gara di Campionato del Mondo Rally.

Il ritorno del pilota di Varese nella serie iridata doveva avvenire quest’anno in occasione del Rally Italia Sardegna. Avrebbe dovuto affrontare la gara sarda con la Hyundai i20 Rally2 ufficiale, vettura che sarebbe stata gestita dalla squadra che segue anche le auto di Ole Christian Veiby, di Oliver Solberg e di Jari Huttunen. Purtroppo, però, gli uomini del team erano stati messi in quarantena, perché entrati in contatto proprio con Veiby in occasione del Rally del Portogallo. Il norvegese, infatti, era stato costretto a rinunciare alla gara portoghese dopo essere risultato positivo al Covid-19 dal tampone effettuato al termine dello shakedown.

Il treno, per fortuna, passa anche una seconda volta, grazie ad un sostenitore particolare: la federazione, attraverso Aci Team Italia, spesso accusata (in alcuni casi a ragione) di non riuscire a portare in pianta stabile un giovane italiano del Mondiale Rally. Questa volta, almeno, Aci Team Italia ci riporta il “Cru” nel WRC, seppure per una sola gara e con la Rally2.

Le ultime due gare di Crugnola nel WRC sono state nel 2017, quando corse con la Ford Fiesta R5 navigato da Michele Ferrara al rally di MonteCarlo, e nel 2019 in Sardegna con Pietro Ometto. E, finalmente, lo rivedremo di nuovo in azione. Bisogna solo attendere che accenda la Hyundai i20 Rally2 e sigli una prestazione così entusiasmante (“Se gommo tiene, io vince gara! Se gommo non tiene, io come bomba dentro montagna…” avrebbe detto Markku Alén) a Monza da convincere l’ingegnere Andrea Adamo a fargli disputare una gara con la WRC Plus ufficiale nel 2022, così da regalare un sogno a tutta l’Italia da rally, che non si accontenta solo di Lorenzo Bertelli. Ah, già, e bisogna sperare che Adamo non cambi idea.

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Esakeppa Lappi: ”Fantastico tornare sulla Yaris”

A volte il destino, non si sa per quale strano meccanismo, ti offre una seconda chance: vedi ciò che sta accadendo a Esapekka Lappi. Il finlandese, al prossimo Finland WRC riabbraccerà nuovamente il team Toyota dopo averlo salutato per cercare fortuna altrove (senza fortuna) a fine 2018.

L’ex vincitore del Rally di Finlandia 2017 avrà la grande occasione di mettersi in luce sulle strade di casa al volante della Toyota Yaris WRC gestita e supportata dal team madre e si gioca gran parte (se non tutte) delle possibilità di tornare a far parte del team nipponico nel 2022, alternandosi con Sébastien Ogier. La presa di contatto con la vettura è avvenuta nei scorsi giorni, in una delle velocissime strade della Finlandia, con la pioggia a far da compagnia al test.

“Sono felice di tornare al volante di una vettura come questa, come la Toyota Yaris, dopo una pausa lunga. Voglio essere realistico, la gente si aspetta tanto che possa lottare per la vittoria, ma non sarà così. Sono dieci mesi che non guido una WRC Plus, dopo una pausa del genere non si può certamente pretendere di lottare per il successo”.

A supportare Lappi nella sessione di test, c’erano il team manager Toyota Jari-Matti Latvala, che si è anche seduto al fianco dell’ex pilota Citroen, e Juha Kankkunen. Proprio con il quattro volte vincitore del Finlandia, Lappi e Latvala hanno parlato a lungo tra sorrisi e risate.

Skoda e TOKSport puntano su Stříteský in Spagna

In casa Skoda Motorsport e TOKSport si guarda e si pensa già al futuro e alla ricerca di nuovi talenti. In attesa di capire quale sarà e se ci sarà un futuro per Kris Meeke e Andreas Mikkelsen con la casa ceca per il 2022, il team di Michal Hrabánek sta provando nuovi profili da inserire in un programma WRC3 per la prossima stagione.

La scelta per il Catalunya WRC è ricaduta su una delle promesse più interessanti del rallismo ceco, il 21enne Dominik Stříteský. Un nome che hai più dirà poco o nulla, ma a chi segue e mastica di rally quotidianamente dice molto. Vincitore della Opel Adam Cup nel 2019 (alla sua seconda stagione) e attualmente impegnato nel Campionato Nazionale Ceco con un Skoda Fabia R5, Dominik avrà la grande occasione di mettersi in gioco in una gara iridata sul suo fondo prediletto, l’asfalto.

Il direttore di Škoda Motorsport, Michal Hrabánek, ha spiegato le motivazioni che hanno portato il giovane pilota ceco ad essere al via del Catalunya. “Dominik Stříteský è uno dei talenti più promettenti del rally in Repubblica Ceca. Motivo per cui abbiamo deciso di sostenerlo nella sua prossima fase di crescita nel mondo dei rally. Fin da subito si è imposto ai vertici del Campionato Nazionale, ma per la sua crescita è indispensabile che lui acquisisca esperienza nei rally all’estero. Come tutti sapete Skoda da sempre promuove e sostiene i migliorare talenti per portarli poi al successo. Per questa gara ha un’obbiettivo chiaro: imparare e acquisire nuove conoscenze su strade a lui ignote.”

Prima di passare ai rally, come spesso accade per molti giovani Dominik muove i primissimi passi nel mondo dei motori con un kart. Il debutto nei rally è avvenuto nella stagione 2018, mentre la stagione successiva arriva il titolo nell’Opel Adam Cup. Nel 2020 arriva l’esordio nel massimo campionato ceco dove sfiora il titolo tra le vetture 2WD, mentre in questa stagione arriva il salto di categoria con una vettura di classe R5.

Con una “vecchia” Skoda Fabia R5 disputa tutti i round del campionato ceco ad eccezione del Bohemia Rally, corso con una Fabia Rally2 ufficiale. Il giovane driver ceco, classe 1999, non vede l’ora di debuttare nei rally dei grandi: “Sono entusiasta di correre nel WRC. Insieme al mio co-pilota (Jiri Hovorka) siamo pronti per questa gara, il nostro obiettivo è quello di finire il rally e acquisire esperienza in questo genere di gare. Non vedo l’ora di lavorare assieme al team TOKSport, con loro corrono piloti di alto profilo internazionale, per me questi saranno un punto di riferimento veramente molto importante.

Ma la stagione iridata di Dominik potrebbe non chiudersi con un’one-off, ma potrebbe proseguire anche sulle strade Italiane, infatti in molti danno quasi per certa la presenza del ceco all’ACI Rally Monza, in programma la terza settimana di novembre in Lombardia.

Pepe Lopéz con Hyundai Motorsport nel 2022

Il team coreano con a capo il nostro Andrea Adamo si è assicurato per la stagione 2022 le prestazioni del pilota iberico Pepe Lopéz. Il driver spagnolo arriva in Hyundai, dopo averla solamente sfiorata nel 2017, quando fu tra i selezionati per un test con la I20 R5, ma poi non se né fece nulla.

Dunque un altro passo importantissimo nella carriera del driver madrileno che nella sua bacheca può contare su quattro titoli nazionali conquistati tra il 2019 e il 2020 e diversi ottimi piazzamenti in gare internazionali, come ad esempio l’ottava piazza assoluta al recente Rally Italia Sardegna dello scorso mese di giugno.

Non solo WRC2 per Lopéz nel 2022, dove avrà come compagni di squadra Oliver Solberg e probabilmente Jari Huttunen, ma anche un programma parallelo nel Campionato Spagnolo sempre al volante della Hyundai i20 N Rally2, come quella che guiderà nelle gare internazionali, solo che, in questo caso, la vettura sarà gestita da il MSI, la struttura guidata dal grande sostenitore della sua carriera, Teo Martín.

Lancia Rally Gruppo B: il libro di Remondino

Torniamo insieme con la mente agli anni ’80. Si sa che sono il decennio degli eccessi in campo automobilistico. Formula Uno turbo, auto da rally turbo, utilitarie rese sportive grazie al turbo, moto con il turbo. Proprio nei rally abbiamo il cambiamento principale, l’istituzione del Gruppo B, ovvero l’ammissione ai cancelletti di partenza di vetture anche non di derivazione stradale, l’importante è che fossero omologati almeno 200 esemplari. Il motore era libero, così come l’aerodinamica e la trazione.

Peugeot lancia la 205 Turbo 16, Audi aveva già inaugurato il Gruppo B con la rivoluzionaria Quattro, Lancia partecipò prima con la stupenda Lancia Rally 037 e poi la Delta S4. Ecco, fermiamoci un attimo prima. Le Gruppo B hanno segnato uno dei momenti più affascinanti e al tempo stesso tragici nella storia del rallismo mondiale e non solo. Le 037, le S4 e le EVC e ECV2, “attrici effimere” di un Gruppo S mai nato, sono state le indimenticabili protagoniste delle stagioni 1982-1986 scandite – per il Marchio Lancia – da svariati titoli a livello mondiale, europeo e italiano, ma anche da terribili incidenti costati la vita, prima, ad Attilio Bettega, poi, ad Henri Toivonen e Sergio Cresto. Il libro è bilingue italiano-inglese.

Sergio Remondino, storico giornalista e profondo conoscitore del poliedrico mondo dei rally, ripercorre, anno dopo anno, quell’epoca indimenticabile, attraverso un testo ricco di aneddoti anche grazie alla testimonianza dell’ingegnere Sergio Limone, fra gli artefici delle Gruppo B. A completare questo prezioso volume sono le suggestive immagini di Reinhard Klein, fra i fotografi più affermati nel mondo dei rally.

la scheda

LANCIA RALLY GRUPPO B: 037, DELTA S4, ECV, ECV2

Autore: Sergio Remondino

Copertina: rigida

Pagine: 240 pagine

Immagini: centinaia a colori e b/n

Formato: 24 x 27 cm

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,73 chilogrammi

ISBN: 9788879118477

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Latvala chiede a Fowler un giro sulla Toyota Rally1

Jari-Matti Latvala, ex pilota del WRC e attuale team principal della Toyota Gazoo Racing WRT, sta cercando di testare la nuovissima auto da rally ibrida Toyota Yaris Rally1 prima della fine dell’anno. Nel 2017, Latvala si è unito alla Toyota quando il Costruttore giapponese è tornato nel Campionato del Mondo Rally dopo circa 20 anni di assenza e ha ottenuto la prima vittoria per la squadra nel Rally di Svezia, la seconda prova in assoluto per l’allora nuova Yaris WRC.

Fino ad ora, solo il collaudatore del team, l’ex compagno di squadra di Latvala, Juho Hänninen, ha guidato la nuova Yaris Rally1, mentre gli attuali piloti Elfyn Evans e Kalle Rovanperä hanno testato l’auto in Francia il mese scorso, guidando sulle stesse strade asfaltate che saranno utilizzate nel rally del debutto, il Rally di MonteCarlo 2022. “Certo, mi piacerebbe guidarla, ma devo parlare con Tom Fowler, direttore tecnico, è lui che si occupa di questo”, ha ammesso Jari-Matti Latvala. “Quando arriverà l’inverno, chiederò a Tom di poter guidare. Voglio capire di cosa parlano i piloti. Sento di non poter portare lo stesso valore se non riesco a capire di cosa stanno parlando”.

La Hyundai i20 Rally1 sarà svelata a ottobre

Il complesso apparato comunicativo che orbita intorno a Hyundai riferisce che il team principal di Hyundai Motorsport, Andrea Adamo, ha rivelato che una nuovissima i20 Rally1 uscirà allo scoperto alla fine del mese di ottobre. Come nel caso del programma 2022 di M-Sport Ford, i primi test di Hyundai sono stati completati con un muletto, essenzialmente un’auto uguale o poco differente da quella attuale con componentistica ibrida o zavorra imbullonata.

Tutto ciò cambierà alla fine di ottobre o al massimo all’inizio di novembre, quando la nuova i20 2022 verrà utilizzata per i primi test. Adamo ha dichiarato: “Abbiamo messo insieme questo prototipo solo per portarci avanti sulla terra e per fare un po’ di esperienza. Ho detto alla mia gente di progettare una carrozzeria non carina con cui iniziare i test e lo hanno fatto correttamente. Di sicuro questa non è la carrozzeria che utilizzeremo a MonteCarlo”.

“Stiamo realizzando un’auto nuova di zecca, penso che alla fine di ottobre potremo vederla testare in giro”. Adamo ha confermato che la sua squadra aveva da recuperare parecchio rispetto a M-Sport e Toyota. “Non so quanto avanti o indietro siano gli altri. Stiamo testando. Inutile negare che siamo partiti tardi rispetto a tutti, ma questo non ci preoccupa, stiamo recuperando abbastanza velocemente. Ci sono molte cose da imparare”.

Ecco la bozza del Mondiale WRC 2022

Il World Rally Championship 2022 si evolverà in un nuovo regolamento il prossimo anno con l’introduzione dell’ibrido e presto conosceremo anche il calendario definitivo della stagione 2022. Nove Paesi sono già stati ufficialmente confermati con MonteCarlo, Svezia, Portogallo, Italia, Kenya, Estonia, Grecia, Spagna e Giappone (nonostante due annullamenti consecutivi).

La FIA ha promesso tredici round nel 2022 e ne sceglierà quindi altri quattro per completare questo elenco provvisorio. Mentre la Finlandia ha appena confermato il suo posto in calendario fino al 2023, per la Croazia dovrebbe essere una semplice formalità essere presente nella stagione 2022, piazzandosi subito dopo la Svezia. Anche l’Irlanda del Nord dovrebbe ritagliarsi un posto al sole.

Resta da vedere, salvo sorpresa, chi tra Oceania (Australia e Nuova Zelanda) o Americhe (Messico e Argentina) otterrà l’ultimo posto disponibile, anche se i neozelandesi sembrano essere in testa alle preferenze del Promoter WRC. E il rientro della Nuova Zelanda potrebbe dare una mano anche ad Hayden Paddon, che intanto cerca disperatamente di tornare nel giro che conta.

CALENDARIO PROVVISORIO WRC 2022
RALLYE MONTE CARLO20-23 gennaio
RALLY SWEDEN24-27 febbraio
VODAFONE RALLY DE PORTUGALDa definire
RALLY ITALIA SARDEGNA Da definire
SAFARI RALLY KENYA Da definire
RALLY ESTONIA Da definire
SECTO AUTOMOTIVE RALLY FINLAND Da definire
EKO ACROPOLIS RALLY OF GODS Da definire
RALLYRACC CATALUNYA – RALLY DE ESPAÑA Da definire
FORUM8 RALLY JAPAN Da definire

Il campione Craig Drew affianca Oliver Solberg

Il pilota Hyundai Motorsport, Oliver Solberg, sarà copilotato dal suo ex compagno di squadra Subaru Motorsports USA, Craig Drew, al Rally di Finlandia. Solberg si è separato da Aaron Johnston dopo il Rally dell’Acropoli. Johnston siederà al fianco di Takamoto Katsuta, in Finlandia, fungendo da terzo copilota di Katsuta in altrettanti rally del WRC. Entrambi i co-piloti lavoreranno senza alcun impegno oltre alla gara finlandese.

Drew ha navigato il 10 volte campione di rally statunitense David Higgins dal 2011, anche nella serie dell’American Rally Association del 2019 quando Solberg gareggiava per la stessa squadra. Il britannico ha vinto otto titoli americani con Higgins, ma approda alla Hyundai i20 N Rally2 a corto di esperienza nel WRC. Drew ha iniziato solo tre gare WRC nella sua carriera, il Rally GB, la gara di casa.

“Craig è un bravo ragazzo, un mio ex compagno di squadra che conosco bene – ha detto Solberg -. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare con lui”. Drew ha aggiunto: “Sono grato alla famiglia Solberg e alla Hyundai Motorsport per avermi dato questa magnifica opportunità. È un difficile saltare su una nuova macchina e con un nuovo pilota ma, avendo lavorato come compagno di squadra di Oliver nel 2019, non ci vorrà molto per consolidare”.

Preoccupazione in Toyota per le scelte di Ogier

In casa Toyota c’è preoccupazione per il ritiro, se pur parziale di Sébastien Ogier nella stagione 2022. E’ lo stesso Tom Fowler ad ammettere che il contraccolpo dell’addio del sette volte campione del mondo, potrebbe essere pesante per il team e non solo in termini di risultati.

L’attuale leader del Mondiale WRC nel 2022 dovrebbe dividersi tra alcuni round del WRC (quattro/cinque) e le gare WEC, sempre con i colori di Toyota. “Ovviamente per un Team perdere un pilota chiave è sempre un problema. – spiega Fowler a DirtFish -. Immagino che avere quel pilota anche se solo con un programma ridotto sia più facile da accettare rispetto a perderlo perché va con un altro team oppure per questioni economiche. Séb in termini di prestazioni per noi è molto importante. Sapere di non avere con noi Séb in tutti i round del 2022… beh un po’ ci preoccupa. Speriamo di averlo anche quando non sarà impegnato in gara, sono sicuro che sarà in grado di aiutarci”.

“A volte Séb – prosegue Fowler – corre dei rally incredibili. Prendete come esempio il Sardegna. Chi l’avrebbe detto che partendo per primo in Sardegna, avrebbe vinto lui il rally e si sarebbe tuffato in mare da vincitore? Questo è ciò che in grado di fare Séb. Per mesi, tutti hanno parlato dell’unico pilota che aveva corso e vinto Ypres prima del suo ingresso nel WRC, questo poi ha vinto le prove e alla fine anche il rally. Ma è stato noioso. Ora confrontate questo con quello che ha fatto Séb in Sardegna, la cosa grandiosa di Ogier è il modo con cui spinge. A volte pare stia guidando “tranquillamente”, ma quando decide di spingere sembra uscito da un film”.

Se in casa Toyota, come è logico che sia, ci si lamenta per la partenza del “Lupo di Gap”, negli altri team si guarda con il sorriso all’addio del campionissimo transalpino. Malcolm Wilson, da sempre grande ammiratore del francese con cui ha vinto il titolo piloti 2017 e 2018 e quello Costruttori 2017, definisce l’addio di Ogier un duro colpo per il Campionato, ma allo stesso questo abbandono potrebbe rendere ancora più infuocata la lotta per il titolo.

Skoda Fabia Rally2 in forse per Meeke nel 2022

In casa Skoda Motorsport prende sempre più corpo l’ipotesi che vorrebbe impegnato Kris Meeke in un mini programma di gare con la nuova Skoda Fabia Rally2, vetture che il nord-irlandese sta testando in questi giorni. A confermare le indiscrezioni che si susseguono da un po’ di tempo è lo stesso boss di Skoda Motorsport Michal Hrabánek. Lo stesso manager ceco ha confermato al sito DirtFish la volontà di vedere l’ex pilota Citroen e Toyota, all’opera in gara con la nuova vettura.

“Abbiamo svolto e sono in corso di svolgimento dei test proprio con Kris (qui il video). Siamo molto contenti del suo lavoro e di come lo sta svolgendo. Al momento non abbiamo ancora discusso del nuovo anno, ma sarebbe interessante vederlo in gara con la Skoda Fabia Rally2 Evo. Al momento tutti i nostri sforzi sono concentrati sullo sviluppo della nuova vettura e al momento non stiamo discutendo di programmi”.

“Come sapete non gareggiamo con il Team Skoda Motorsport ufficiale, ma ci appoggiamo a team satellite, quindi qualsiasi tipo di competizione passa attraverso i nostri clienti. Con Kris ci conosciamo dai tempi dell’IRC, quando eravamo avversari. La nuova Skoda Fabia Rally2 è nella fase dei test. I nostri fantastici tecnici possono sfruttare al meglio tutti i dati dell’attuale Skoda che è sempre al top per risultati in tutti i rally del mondo”.

Il team ceco ha avuto modo di testare la vetture su diverse superfici e in diverse location, dalle veloci strade sterrate della Finlandia agli asfalti della Francia e della Repubblica Ceca al fondo misto della Spagna. Al volante oltre al nord-irlandese si sono alternati Jan Kopecký, Andreas Mikkelsen ed Emil Lindholm. Nel corso delle ultime sei stagioni (dal 2015) Skoda ha raccolto circa 1400 vittorie assolute e oltre 3300 podi. Incredibili anche i dati di vendita delle vetture con oltre 400 Fabia R5/Rally2 acquistate in tutti i cinque continenti.

Aaron Johnston nuovo co-driver di Katsuta in Finlandia

“Voglio trovare un senso a tante cose… Anche se tante cose un senso non ce l’ha, ah…”, cantava Vasco Rossi in uno dei suoi brani più celebri. E’ proprio un senso questo continuo cambi di navigatori sembra non averlo. Almeno per noi. Cosa c’è dietro? Interessi di team manager? Motivi economici, che magari neppure portano i risultati sperati?

In una settimana è successo di tanto: prima la separazione dopo quattro stagioni tra Adrien Fourmaux e Renaud Jamoul, avvenuta da quanto si dice per incompatibilità caratteriali tra i due (quattro anni ci metti a capire che non vai d’accordo con qualcuno a cui affidi la tua vita…). Al posto del belga per il prossimo Finlandia arriverà Alexandre Coria, co-driver di Yoann Rossel nel WRC3 e pupillo di Sébastien Ogier e della FFSA.

Altra separazione clamorosa è stata quella tra Oliver Solberg e Aaron Johston, divorzio arrivato a sorpresa appena 24 ore dopo quello tra Fourmaux e Jamoul. In pole position per sostituire Johnston c’è il connazionale Sébastian Marshall, che ha già navigato il talento scandivano all’Arctic Rally.

Ma questo continuo cambio di navigatori poteva finire qui? Assolutamente no, oggi è arrivata la notizia di un nuovo cambio di coequiper. Stavolta a cambiare (per la terza volta in stagione) è Takamoto Katsuta, che si trova costretto a sostituire Keaton Williams, alle prese con improvvisi problemi famigliari che lo terranno per un po’ di tempo fuori delle corse. A sostituire l’irlandese, sarà Aaron Johnston. Con un post sui social “Taka-San” saluta l’irlandese con cui ha condiviso l’abitacolo in Belgio e dà il benvenuto all’ex co-driver di Oliver Solberg.

“Ringrazio Keaton per il grande lavoro svolto assieme. A volte la vita può essere veramente dura, ti capisco perfettamente e capisco la tua decisione. Spero che tornerai su un’auto da rally, appena tutto sarà risolto. Sei un’ottimo navigatore… Sii forte. Al mio fianco in Finlandia ci sarà Aaron Johnston! Sono entusiasta, voglio ringraziare Dan Barritt per l’enorme supporto che mi ha dato in questi momenti”.

In contemporanea è uscito anche un “tweet” di Keaton Williams che ha voluto ringraziare tutti per il supporto ricevuto nei momenti più difficili: “Come molti di voi sapranno, ho dovuto ritirarmi dall’Acropolis Greece WRC per motivi personali. Sfortunatamente, la questione non si è risolta e devo mettere in standy-by la mia stagione. Grazie a tutti per i messaggi di supporto, spero di potervi rivedere al più presto lungo le prove speciali”.

Ott Tanak apre i test WRC al Rally di Finlandia (VIDEO)

Ott Tanak ha testato il 20 settembre 2021 la Hyundai i20 WRC Plus alla ricerca delle migliori soluzioni per affrontare il Rally di Finlandia. Anche al Rally dell’Acropoli, nonostante uno splendido secondo posto assoluto, il driver estone lamentava mancanza di feeling con la vettura coreana. L’auspicio è che Ott possa trovare un buon rapporto con la vettura almeno in questo finale di stagione.

Dani Sordo: ”Sono competitivo e senza programma”

La dichiarazione di Dani Sordo è come un fulmine a ciel sereno ed è da prendere con le pinze. Mentre fonti nostre e di gran parte delle testate internazionali che seguono direttamente il WRC confermano l’accordo tra Hyundai Motorsport e Dani Sordo, il pilota spagnolo rompe il silenzio e dichiara di non avere ancora un programma per il 2022. Però vorrebbe prolungare la sua permanenza – 16 anni – nella massima serie iridata di rally. La dichiarazione è stata rilasciata all’ufficio stampa dello sponsor di Ott Tanak, che l’ha pubblicata come comunicato sul loro sito.

Nei corridoi del circus iridato questa dichiarazione è suonata come una mossa studiata a tavolino per il poco clamore fatto da quello che viene dato da giorni come un avvenuto rinnovo. In questo, in Hyundai sono più bravi di M-Sport e anche di Toyota. Sordo ha un programma con Hyundai dal 2014 e in questa stagione 2021 ha condiviso la terza i20 Coupé WRC del Costruttore con Craig Breen. Il team principal Andrea Adamo ha detto nei giorni scorsi che Hyundai potrebbe abbandonare la politica “furba” di rotazione tra due piloti part-time e che potrebbe cercare un terzo pilota a tempo pieno per il prossimo anno, quando verranno introdotte le vetture Rally1 ibride.

Sordo ha detto “al momento, non so cosa farò nel 2022” quando gli è stato chiesto se aveva un accordo (ma ovviamente non poteva anticipare la comunicazione ufficiale della Casa) e ha insistito sul suo desiderio di continuare a guidare nel WRC ancora per un anno. Andrea Adamo cerca competitività e Sordo è pronto ad offrirgliene. L’ingegnere di Cuneo lo sa bene e ha sempre riposto grande fiducia in lui.

“Il giorno in cui non sarò competitivo, non guiderò più perché non mi piacerà più. Mi piace combattere e mi piace guidare auto da rally, ma mi piace essere al top. Il giorno in cui sentirò che sto spingendo davvero forte ma non sto lottando per le posizioni che contano, mi fermerò. Ma per il momento spero di fare qualche altro rally. Penso di essere competitivo. In alcuni rally sono veloce, all’Acropoli non sono stato bravo. Ma è così, è per questo che non faccio tutto il campionato, perché non sono veloce in tutti i rally”.

Fonti interne a Hyundai sostengono che Sordo sia sistemato anche per il 2022, ma lui nega, glissa, o bleffa. C’è addirittura chi parla di un futuro con ruoli manageriali in Hyundai Motorsport. E così, con la macchina del caos a tutta, nei corridoi si fa avanti un’altra voce: insieme a Esapekka Lappi, Sordo sarebbe uno dei due contendenti per condividere la Toyota Yaris WRC con Sébastien Ogier in part-time nel 2022, quando il sette volte campione del mondo rally ridimensionerà il suo impegno. Lappi è il favorito per quel posto, non c’è dubbio. Il suo accordo per guidare una quinta Yaris al Rally di Finlandia è visto come un segno premonitore.

WRC 2022: MonteCarlo e il programma della discordia

Clima roventissimo attorno al Rally di MonteCarlo 2022. Il percorso disegnato dagli organizzatori della gara monegasca non piace alle Case impegnate nel WRC, non tanto per le prove in sé, ma per la mancanza di un service park a metà giornata. Una scelta non proprio inedita per i rally moderni quella attuata da ACM, che renderà la gara ancor più imprevedibile, tenendo conto che il Monte 2022 segnerà anche il debutto delle nuove vetture Rally1.

L’edizione 2022 della gara avrà come suo epicentro il Principato che ospiterà il service park di fine giornata, mentre spariscono dai radar sia lo shakedown sia il parco assistenza di metà giornata. Scelte, decisioni che non sembrano essere andate giù ai team manager, in primis a Andrea Adamo che critica aspramente le scelte fatte da ACM sul sito dello sponsor del suo pilota, Ott Tanak.

“Penso che questa sia una delle cose più stupide che abbia mai visto in vita mia. Questa è la prima volta che parlo male del Monte-Carlo e spero che sia pure l’ultima. Non avere un parco assistenza a metà giornata di venerdì é una delle cose più stupide che siano mai state fatte è proprio mancata la comunicazione tra FIA, Promoter e Produttori. E’ questo è un grosso problema, significa che c’è un problema di comunicazione tra i vari partner è questo non è un bel modo per avviare una nuova era. Spero che si intervenga è venga modificato il format della gara, perché in questo modo è molto stupido”.

Interrogato su eventuali pressioni alla FIA per far si che ACM cambi qualcosa a livello logistico, Adamo risponde alla sua maniera: “Non è un mio compito fare il percorso del Monte-Carlo. Se vuoi, posso anche mettermi una scopa in c**o è spazzare il pavimento”. Frase, ovviamente, presa in prestito dalla notissima canzone Servi della Gleba di Elio e le Storie Tese.

Sulla stessa linea anche Malcolm Wilson, che usa però toni più “british”, pacati e tranquilli, e si aspetta una sfida epica per l’edizione 2022: se la tabella tempi resta questa ci dovremmo aspettare una sfida infernale. Lasciare il service park alla mattina al Monte-Carlo è già impegnativo con le auto attuali, ma farlo con auto nuove per tutti i team diventerebbe una sfida enorme di quelle che il Monte può lanciarti. Ottenere il giusto set-up, azzeccare gli pneumatici diventerebbe molto difficile. Se il meteo è bello e asciutto la cosa è facile, ma sappiamo tutti cosa può riservarci il Monte. Potrebbe essere una delle sfide più impegnative degli ultimi anni.

Il Monte-Carlo 2022 avrà un percorso nuovo del 95% rispetto all’edizione 2021. La cerimonia di partenza (e di arrivo) si svolgerà nell’incantevole scenario di Casino Square. La partenza avverrà alle 18.45 di giovedì 20 gennaio, dal Principato i concorrenti si dirigeranno nelle Alpi Marittime per effettuare due prove monumento della gara in notturna, la Lucéram-Lantosque e La Bollène-Vésubie-Moulinet che altri non è che il passaggio sul Turini. Il tanto discusso venerdì prevede tre speciali da ripetersi due volte (senza assistenza), i crono in programma sono Roure-Beuil, Pierlas-Ilonse e La Tour-sur-Tinée-Utelle.

Molto impegnativa anche la giornata di sabato 22 gennaio, anche questa senza alcun parco assistenza di metà giornata. Cinque le prove in programma tutte nel dipartimento delle Alpes-de-Haute-Provence, chiusura domenica 23 gennaio con il doppio passaggio sulle speciali di La Penne-Collongues e Briançonnet-Val-de-Chalvagne-Entrevaux.

Carlos Sainz: la lunga vita del Re Matador

Con qualche capello bianco e qualche ruga in più attorno ai formidabili occhi castani, ma senza dubbio, egli rimane sempre “il Re”. O “El Matador”, un altro appellativo con cui è spesso chiamato, non tanto per la nazionalità spagnola, quanto per il suo irriducibile desiderio di inseguire e superare qualsiasi rivale.

Carlos Sainz è uno di quei piloti che non è solo un nome, ma anche un grande sportivo. Quando era più giovane è stato infatti un giocatore professionista di squash ed ha conquistato due titoli mondiali di rally. Tempo fa provò la Toyota GT-One Le Mans e riuscì ad essere più veloce dei piloti regolari. Carlos Sainz è inoltre un caro amico della famiglia reale spagnola.

Sainz è diventato la leggenda che è soprattutto per la sua personalità avvincente, che lo rende quel tipo di persona attorno alla quale i miti crescono senza fatica. Non importa neppure se questi miti siano veri o meno: basta sapere che lo potrebbero essere. Ora, poi, Carlos ha un nuovo elemento da aggiungere, seppur con riluttanza, al proprio CV, insieme alla campagna Dakar: un figlio famoso.

Carlos non ha mai pensato che i successi di Carlos Sainz Jr, culminati con la conquista della guida della McLaren, abbiano a che vedere con lui, se si esclude l’incondizionata etica lavorativa che è sempre necessaria per raggiungere la vetta.

“La responsabilità è solo sua,” è il semplice verdetto di Sainz Sr. “Ho sempre sostenuto che lavorando con impegno e concentrandosi sull’obiettivo, raggiungerlo diventa possibile. E così è stato.”

C’è tuttavia una cosa che Carlos Sr ha sempre voluto disperatamente per suo figlio, e che egli stesso non ha mai avuto: il supporto della famiglia per fare decollare la carriera automobilistica.

Il panorama automobilistico spagnolo negli anni ’80, quando Carlos Sr era agli esordi della carriera, era molto diverso da quello odierno. Nella Formula 1 l’ultimo pilota spagnolo era Emilio de Villota, mentre nel rally l’uomo da superare era Antonio Zanini, molto famoso in Spagna ma praticamente sconosciuto all’estero.

Sainz è perciò cresciuto in un ambiente automobilistico desolante, non c’è quindi da stupirsi se il suo primo istinto è stato quello di darsi al calcio. Da giovane ha infatti giocato nel Real Madrid, la squadra di cui ancora oggi è un tifoso appassionato.

La prima auto da rally di Sainz è stata un improbabile bolide: una Seat Panda. Sainz riuscì a vincere la prima Copa Panda in maniera abbastanza convincente da attirare sostegno dall’esterno. Ciò gli permise di realizzare un enorme progresso grazie alle corse finanziate da Renault e Opel nel Campionato spagnolo di rally, quindi di conquistare il titolo mondiale con l’aiuto della sede Ford spagnola.

Come si conviene ad un pilota che ha iniziato la propria carriera internazionale su mono-posto, partecipando al Formula Ford Festival del 1983, il primissimo podio di Sainz fu in occasione del Rally del Portogallo del 1987 (il suo debutto WRC) a bordo di una Ford, in una fase di gara speciale tenutasi al circuito automobilistico di Estoril. Tre anni e 20 rally dopo, Sainz conquistò la sua prima vittoria WRC con il Rally dell’Acropoli.

Ma qual è la vittoria preferita di Sainz

Questa non è però la vittoria WRC preferita da Carlos (e può scegliere tra ben 26 podi). Al contrario, se dovesse proprio sceglierne una, sarebbe il Rally di Finlandia del 1990. Fino a quel momento, nessun pilota non scandinavo era riuscito a salire sul podio in Finlandia. Regnava la convinzione che i piloti dei paesi latini come Carlos fossero bravi solo sull’asfalto, ma Sainz ha dimostrato il contrario praticamente da solo.

“Penso che questa sia la cosa che mi rende più orgoglioso: ho contribuito al cambiamento” spiega Sainz. “Quando ho iniziato a praticare questo sport, c’erano ancora numerosi specialisti. Perciò ho realizzato che per superarli, dovevo specializzarmi un po’ ovunque. E mi sono impegnato per farlo.”

Ecco l’essenza di Carlos espressa in una sola frase. Egli è incredibilmente veloce, anche se non è mai stato il più veloce in assoluto, poiché per vincere i rally non è necessario (anche se è ancora al terzo posto nella graduatoria assoluta delle vittorie conquistate, dopo Sebastien Loeb e Markku Alen).

Tuttavia, Carlos è sempre stato veloce in maniera coerente. È la sua caparbia tenacia che tende ad annientare i rivali: ad ogni tappa metronomica corrisponde una nuova freccia nell’arco, fino a che l’affondo finale con la spada del matador giunge quasi con sollievo.

“Se guardo al passato, vedo che ho vinto un rally quasi ogni anno, dall’inizio fino alla fine della mia carriera,” aggiunge Carlos. “E questa è un’altra cosa che mi fa molto piacere. Ciò significa che sono rimasto sempre competitivo, che non ho mai ceduto. Per me è stato molto importante fermarmi con il WRC mentre ero ancora competitivo.”

Dopo quella prima vittoria nel 1990, nel corso della sua carriera WRC Carlos si è aggiudicato un podio ogni anno (ad esclusione del 1993, del 1999 e del 2001), fino al 2004, quando, a fine stagione, dopo la sua vittoria finale WRC (in Argentina), all’età di 42 anni annunciò il suo ritiro.

Tuttavia, la stagione seguente Sainz fu richiamato da Citroen per due rally, in sostituzione dell’irruente Francois Duval. Quello che è comunque stato l’ultimo rally in assoluto di Sainz si è svolto all’Acropoli, gara che aveva vinto per la prima volta ben 14 anni prima. In totale Sainz ha partecipato a 196 gare WRC: si tratta del secondo numero più alto di gare disputate della storia di questo sport (dopo Jari-Matti Latvala).

Nonostante ciò, Carlos non ha smesso di gareggiare. Dopo la sua carriera WRC, ha deciso di intraprendere il Rally Dakar, ossia il rally più impegnativo in assoluto, che prevede l’attraversata di interi continenti. E ha vinto ancora. “Gareggio ancora perché amo la sfida,” ha dichiarato Sainz prima della partenza a Gedda, in Arabia Saudita, quest’anno. “Se un giorno capirò che non mi piace più, smetterò. Al momento però non è cambiato assolutamente nulla rispetto al passato.”

Perché la Toyota Yaris WRC è l’auto da battere

I costruttori giapponesi hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nella storia del Campionato del Mondo Rally. Sia Subaru sia Mitsubishi hanno conquistato una buona popolarità grazie ai risultati ottenuti tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Ma prima di loro era stata Toyota a prender parte alle competizioni ed arrivare sul podio più alto nel 1990 con Carlos Sainz, vincitore del suo primo campionato. Sono poi seguiti altri tre titoli piloti e costruttori prima che Toyota abbandonasse il rally all’inizio del nuovo secolo e concentrasse le proprie risorse sulla Formula 1 e su Le Mans.

Nel 2017 Toyota ha fatto ritorno al WRC dopo che Akio Toyoda, l’entusiasta presidente della società, ha stretto un’improbabile alleanza con Tommi Makinen, il pilota che ha disputato, e vinto, quattro campionati con Mitsubishi.

Come nasce una vettura vincente

Makinen ed il suo team, in Finlandia, dovevano trasformare la piccola e modesta hatchback Yaris in una World Rally Car. Grazie alla vicinanza ad alcuni tra i più prestigiosi percorsi da rally da potere sfruttare come terreno di prova, sono riusciti a creare un’auto in grado di conquistare una vittoria già alla seconda partenza in Svezia nel 2017.

Con le ampie passaruote e l’enorme alettone, la Toyota Yaris WRC ha ben poco a che fare con la normale vettura da strada che tutti conosciamo. Eppure è proprio così che inizia l’avventura, da un normalissimo telaio di Yaris, smantellato per renderlo il più leggero possibile. Viene poi aggiunta una gabbia ed altre funzionalità che contribuiscono a rendere l’attuale generazione di auto da rally incredibilmente sicure.

Da qui in avanti, qualsiasi dotazione dell’auto, compresi il motore, il cambio e le sospensioni, è appositamente progettata per offrire le massime prestazioni alle condizioni estreme previste dal calendario delle gare WRC.

Il Toyota Gazoo Racing ripete la frase ‘pushing the limits for better’ (spingersi oltre, migliorare sempre) come un mantra e Yaris WRC lo impersona al meglio, tanto che il team, superate le problematiche sull’affidabilità, si aggiudica il titolo costruttori al secondo tentativo nel 2018, prima che Ott Tänak ottenga addirittura il titolo mondiale l’anno dopo, nel 2019 grazie all’annullamento del Rally di Australia.

Il nuovo look della Toyota

Nel 2020 il passaggio di Tänak alla Hyundai ha costretto Toyota a ripartire da zero per quel che riguarda i piloti, mentre Makinen è riuscito a portare con sé Sebastien Ogier, sei volte campione del mondo, insieme al campione Elfyn Evans e al giovanissimo esordiente Kalle Rovanpera. Anche se il team ambiva ad entrambi i titoli, nessuno poteva immaginare la velocità con cui i nuovi piloti si sarebbero adattati alla nuova vettura.

Non c’era motivo di preoccuparsi. Evans e Ogier hanno conquistato le vittorie in Svezia e in Messico, rispettivamente, dopo una dura lotta al loro debutto al Rally di Monte Carlo. “L’automobile mi dà grande fiducia, e alle condizioni variabili che abbiamo affrontato, ha dimostrato il suo valore”, spiegava Evans dopo la seconda vittoria della sua carriera, in Svezia, risultato che gli è valso il titolo di vero sfidante per la prima volta in assoluto. “La guida è stata molto piacevole e spero che questa sensazione mi accompagni anche sui percorsi in ghiaia delle prossime gare”.

Anche Rovanpera è stato strabiliante: il finlandese di soli 19 anni è il pilota più giovane ad essere salito sul podio del Rally WRC di Svezia, sottraendo il terzo posto a Ogier alla tappa finale, e poi ad aver vinto all’Acropolis Rally. Con anche due quinti posti, non ha ancora commesso errori, lasciando ben sperare per il futuro. “Per me è un inizio di stagione veramente positivo”, spiega. “È bello potere disputare gare di rally senza commettere grossi errori, caratterizzate da un ritmo giusto.”

Ad ora Ogier è in testa al campionato, e ciò rappresenta una minaccia per i rivali anche perché lui e la Yaris sembrano giocare al gatto col topo. E mentre nuovi piloti dovranno sperare di riuscire ad ottenere il massimo dalle loro vetture, il team di Puuppola sta già lavorando con grande impegno alla vettura che seguirà nel 2022. Il nuovo modello partirà dalla Yaris di quarta generazione presentata alla fine del 2019.

Allenamento vincente al Ralli de la Llana per Neuville (VIDEO)

Continua, anche se in tono minore, la campagna di allenamento e preparazione del team Hyundai Motorsport in vista degli appuntamenti iridati. Dopo tanta Italia nella prima parte di stagione, questo fine settimana è stato il turno della Spagna dove il team coreano si è presentato con Thierry Neuville al Ralli de la Llana.

Sulle impegnative strade attorno a Ripoll, Neuville e il suo co-driver Martijn Wydaeghe hanno dominato la gara come da pronostico, chiudendo con oltre 11 minuti di vantaggio sul resto del plotone. C’è da dire che la concorrenza era paragonabile più o meno a quella di una gara rall yday in Italia, quindi non sorprende il distacco che il belga ha inflitto agli avversari. La scelta di disputare questo rally sprint è dettata dalle caratteristiche della gara stessa, che sono simili a quelle che si incontreranno al Catalogna iridato di ottobre.

La vettura sul campo gara è stata gestita dal team 2C Competition ed in questa annata ha già disputato e vinto quattro eventi, due dei quali proprio dal belga (Sanremo e Targa Florio). Per Neuville adesso è tempo di pensare al prossimo round del Mondiale WRC che si disputerà sulle stupende e velocissime strade della Finlandia, dove questa settimana sono in programma dei test.

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La ”pandemia” dei co-driver: anche Solberg e Fourmaux cambiano

Il 2021 sarà ricordato per i tanti (spesso inspiegabili) cambi di navigatore tra i piloti di punta del Mondiale WRC. Nella giornata di ieri Adrien Fourmaux, pilota M-Sport vicinissimo ad indossare i “panni di ufficiale” per la stagione 2022 ha annunciato la separazione dal belga Renaud Jamoul.

Due decisioni arrivate come fulmini a ciel sereno, in un’anno che – come scritto – sopra passerà alla storia per i tanti, forse troppi cambi di sedile. Il binomio tra il giovane pilota francese e Jamoul è cominciato nella stagione 2019 e si interrompe a quanto si legge per caratteri differenti tra i due. Sui suoi canali social Adrien Fourmaux, ringrazia e saluta così il co-equiper belga: “Dopo tre anni assieme a Renaud, le nostre strade si separano. Il nostro binomio è cominciato in un ramo autostradale e finisce al termine dell’Acropolis WRC. Una strada lunga che abbiamo percorso assieme. Grazie per avermi accompagnato nel mio debutto internazionale e per aver accettato di navigare un pilota giovane e focoso come me. Grazie per tutti i momenti vissuti assieme, dal primo punto ottenuto nel WRC, al nostro primo scratch passando per la vittoria ottenuta lo scorso anno alle Canarie. Ma anche le tante risate fatte assieme e la nostra frittata, la “Jamoulax” che preparavamo tutte le mattine di gara. Ti auguro tutto il meglio per il futuro, non ho dubbi che realizzerai grandi cose. Grazie Renaud”.

Sempre tramite social arrivano anche le dichiarazioni del belga, che ringrazia anche la FFSA per l’opportunità che gli è stata concessa. “Dopo quasi tre stagioni assieme, io e Adrien abbiamo deciso di separarci. Resto convinto che abbiamo entrambi le qualità per emergere ai massimi livelli, purtroppo col passare del tempo i nostri caratteri si sono rivelati incompatibili. Voglio ringraziare Adrien per le grandi avventure passate assieme, dal debutto in WRC fino alla vittoria alle Canarie nel Campionato Europeo. Ringrazio in particolare la FFSA e M-Sport per la fiducia riposta in me in queste stagioni. Si chiude una pagina importante, ma il libro non si chiude…”.

Ma i cambiamenti non finiscono qui. A poche ore dall’annuncio della separazione tra Fourmaux e Jamoul, arriva quella ancora più sorprendente di Oliver Solberg. Il norvegese, pupillo di Andrea Adamo, ha annunciato che dal prossimo Finlandia al suo fianco avrà un nuovo navigatore, visto che il rapporto con l’irlandese Aaron Johnston si è improvvisamente interrotto. L’annuncio è stato dato da Solberg junior sui canali social, senza però motivare questa clamorosa scelta.

“Dopo tre anni fantastici con Aaron, abbiamo deciso di separarci. Abbiamo condiviso tanti bellissimi ricordi in questi tre anni, dal debutto vittorioso al Rally Aluksne nel 2019, passando per il titolo di Campioni di Lettonia lo stesso anno, senza scordare le vittorie con la Subaru negli Stati Uniti. E poi il nostro debutto nel WRC, la prima vittoria nel WRC2, il titolo ERC1 Junior lo scorso anno chiudendo con il recente successo al Rally di Alba. E’ stato un periodo incredibile che non scorderò mai. Voglio ringraziare Aaron per il lavoro svolto con grande professionalità in questi tre anni e gli auguro il meglio per il futuro”.

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Confronto Neuville-Adamo sui problemi delle Hyundai

Per Hyundai Motorsport il recente Acropolis Greece WRC è stato un rally difficile, nonostante il secondo posto conquistato da Ott Tanak. L’estone ha lamentato per tutto il fine settimana uno scarso feeling con la vettura, stessa cosa anche Dani Sordo, mentre Thierry Neuville ha dovuto combattere per tutto il week-end con noie elettriche che si presentavano improvvisamente sulla vettura.

Singolari le dichiarazioni rilasciate a DirtFish (che vi riportiamo di seguito e tradotte) a fine tappa del venerdì. Il pilota belga ha confermato di aver avuto delle noie elettriche in quella giornata. “Nelle ultime quattro gare abbiamo avuto più o meno gli stessi problemi: abbiamo avuto questi problemi in Kenya, in Estonia e anche in altri eventi. Sentito sullo stesso argomento il giorno seguente, Neuville ha dichiarato: “Oggi la vettura ha funzionato bene, però ci sono dei problemi “casuali” che stanno tornando. Questo non ci ha fatto perdere del tempo, però ha complicato la giornata di ieri dove il problema del servosterzo ci ha penalizzati molto”.

A fine gara il pilota belga si è voluto astenere da giudizi, confessando che questi argomenti saranno affrontati durante un incontro nei giorni successivi. “Come pilota ti impegni sempre molto per cercare di fare del tuo meglio nel Campionato che affronti, ma qualche volta non funziona tutto come vorresti. Quest’anno abbiamo avuto diversi problemi di natura tecnica. Ci sono costati una vittoria al Safari, spesso eravamo in testa alle gare e poi si sono presentati dei problemi. Io ho avuto problemi elettrici in ben quattro rally. Come ho sempre detto siamo una squadra è lotteremmo sempre assieme, perché siamo un gruppo unito. Se non sarà per quest’anno sarà per il prossimo”.

Su questo argomento è voluto intervenire anche Andrea Adamo, che sempre su DirtFish non si è detto d’accordo con le parole di Neuville. “Non è esattamente così, è molto meno. Non può essere che a volte ricapiti lo stesso problema, ora sono troppo arrabbiato”. All’ingegnere piemontese è stato poi chiesto cosa ha fermato Tanak: “Non è una questione se è la prima volta o meno che accade, abbiamo un regolamento da rispettare e non possiamo cambiare tutto. Con le evoluzioni, alcune cose sono migliorate e altre purtroppo no. Lasciatemi dire, ci sono delle cose che avremmo dovuto risolvere. Se pensi che non stiamo facendo le cose in maniera “corretta”, sei libero di pensarlo. Io in questo momento non sono felice”.

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La storia d’amore di Giandomenico Basso con i rally

Nasce e cresce tra due capitali dei rally e lì si rifugia per riossigenarsi e prepararsi a nuovi impegni sportivi. Tra una pizza e un’altra. Giandomenico Basso lo abbiamo visto brillare come una stella dalla luce ambiziosa sin dai tempi del Trofeo Cinquecento Sporting, lo abbiamo visto diventare campione, passare dal Mondiale e dall’Europeo, ma pure dall’Intercontinental Rally Challenge. Umile, schivo ma schietto, diffidente e con al suo fianco un entourage di fiducia, ora oltre che pilota è anche un ottimo organizzatore del Rally della Marca.

Nato a Montebelluna il 15 settembre 1973, ma cresciuto a Cavaso del Tomba, Giandomenico Basso ha esordito nel Campionato del mondo rally nel 1998, disputando il Rally di Sanremo con una Fiat Seicento. Nel 2001 e nel 2002 ha gareggiato nel Junior World Rally Championship con una Fiat Punto S1600, finendo rispettivamente quinto e quarto.

Nel 2006 ha vinto la prima edizione dell’Intercontinental Rally Challenge e il Campionato Europeo Rally, guidando una Fiat Grande Punto Abarth S2000. Nel 2007 ha vinto il Campionato Italiano Rally. Nel 2009 ha vinto per la seconda volta il Campionato Europeo Rally, sempre sulla Abarth Grande Punto S2000. Dopo la stagione 2010 conclusa con 3 punti nell’IRC e con 40 punti nel CIR (quarto posto), Giandomenico è stato abbandonato dalla Fiat, che ha lasciato i rally, preferendo la pista. Nel 2011, dopo una buonissima prova al Rally di Montecarlo, è stato ingaggiato dalla Proton e ha disputato l’IRC su una Proton Satria Neo S2000, ottenendo due noni posti a Montecarlo e Canarie e un decimo posto a Sanremo, in una gara piuttosto sfortunata per lui.

Il 2012 si apre con la sua riconferma da parte della Proton, che lo iscrive nel Mondiale 2012 nella categoria SWRC, assicurandogli quindi una buona possibilità di mettersi ancor di più in luce, lasciandogli inoltre la possibilità di disputare il CIR 2012 privatamente con una Ford Fiesta S2000.

Nel 2013 partecipa a tre gare del CIR, vincendo Ciocco e Sanremo e arrivando secondo a San Marino con una Peugeot 207 S2000. Nel 2014 incomincia il suo sodalizio con la BRC, che gli fornisce una Ford Fiesta R5 alimentata a GPL. In quell’anno si classifica secondo nel CIR, a pari punti con Andreucci che vince per il maggior numero di vittorie stagionali (4 a 2). Nel 2015, rimanendo in BRC, si conferma vicecampione italiano, con una stagione molto regolare (3 secondi posti, 3 terzi e due 0).

Nel 2016, dopo il cambiamento del sistema dei punteggi, ha un problematico avvio di campionato in cui raccoglie due secondi posti al Ciocco, un secondo e un quinto a Sanremo, un primo alla Targa Florio seguito però da un ritiro in Tappa 2 e due quarti all’Adriatico, ma si rilancia con due vittorie a San Marino (dove Andreucci fa segnare uno 0 in Tappa 1) e in Friuli.

Al successivo Rally di Roma Capitale raccoglie un terzo e un secondo posto. Questo gli consente di arrivare al Due Valli, ultimo appuntamento stagionale, con 0,75 punti di vantaggio su Paolo Andreucci e 6,25 su Umberto Scandola. Nella Tappa 1, Basso vince davanti ad Andreucci e Simone Campedelli, suo ottimo compagno di scuderia. Scandola finisce quarto dopo una foratura e deve rinunciare alle speranze di vittoria. In Tappa 2, Basso gestisce il vantaggio finendo quarto dietro a Scandola, Campedelli e Andreucci. Quanto basta per vincere il suo secondo Campionato Italiano Rally. Il Tuscany Rewind 2019 lo vede vincere di nuovo il campionato italiano (CIR) e nel 2021 è in lotta contro Andrea Crugnola per conquistare l’ennesimo successo.

Tra i navigatori di Basso, Flavio Guglielmini, morto in un incidente durante il Rally di Bulgaria nel luglio 2009, e Gigi Pirollo; dopo il passaggio di Mitia Dotta alla MotoGP (Suzuki), è affiancato da Lorenzo Granai.

Palmarès
StagioneCampionatoAuto
2006Campionato Europeo Rally FIAGrande Punto Abarth S2000
Intercontinental Rally ChallengeGrande Punto Abarth S2000
2007Campionato Italiano RallyGrande Punto Abarth S2000
2009Campionato Europeo Rally FIAGrande Punto Abarth S2000
2016Campionato Italiano RallyFord Fiesta R5
2017Tour European RallyHyundai i20 R5
2018Tour European RallySkoda Fabia R5
2019Campionato Italiano RallySkoda Fabia R5

Risultati nel WRC

1998ScuderiaVetturaPuntiPos.
Fiat Seicento SportingRit0
1999ScuderiaVetturaPuntiPos.
Fiat Seicento Sporting230
2001ScuderiaVetturaPuntiPos.
Top RunFiat Punto S160016RitRitRit15Rit0
2002ScuderiaVetturaPuntiPos.
Fiat Punto S1600Rit21Rit2116240
2004ScuderiaVetturaPuntiPos.
Fiat Punto S1600150
2006ScuderiaVetturaPuntiPos.
X 094Fiat Abarth Grande Punto S2000350
2012ScuderiaVetturaPuntiPos.
Proton MotorsportProton Satria Neo S2000Rit0
2017ScuderiaVetturaPuntiPos.
BRCFord Fiesta R5Rit0
Legenda1º posto2º posto3º postoA puntiSenza puntiRitiratoSqualificatoNP=Non partito
C=Gara cancellata
Apice=Power stage

Kalle Rovanpera e l’assetto vincente in Grecia

Kalle Rovanpera ha spiegato in conferenza stampa in Grecia che a rendere agevole il suo percorso verso la bellissima vittoria assoluta centrata ai piedi dell’Olimpo degli Dei sono state senza alcun dubbio le modifiche all’assetto apportate al sabato mattina, prima di iniziare le ostilità che vedevano tre piloti in meno di 4″. Le modifiche hanno sbloccato il potenziale dalla Toyota Yaris WRC.

Rovanpera ha dominato la gara in lungo e in largo per quattro giorni per quasi tutta la sua interezza aggiudicandosi un complicatissimo rally con ben 42″1 di vantaggio su Ott Tanak. gran parte del suo vantaggio, circa il 90%, è stato costruito nella giornata di sabato. Mentre molti piloti si sono lamentati della scarsa aderenza sulle mutevoli strade di montagna, Rovanperä ha letteralmente volato cancellando il suo vantaggio irrisorio del venerdì sera, 3″9 e gli avversari, il driver estone.

Parlando dopo il rally, il finlandese ha spiegato “le modifiche all’assetto fatte prima del terzo giorno si sono rivelate fondamentali per il mio successo. Venerdì mi sentivo davvero bene, poi abbiamo apportato alcune modifiche all’assetto, sabato perché le prove speciali erano diverse e a quel punto mi sono sentito ancora meglio. Ero in grado di guidare con il mio ritmo, quello che piace a me. Potevo semplicemente guidare e godermi la gara. Durante il secondo passaggio abbiamo perso un po’ di trazione, ma neppure troppo e comunque eravamo al sicuro”.

La vittoria – la seconda – proietta Rovanpera a un solo punto dal terzo classificato Thierry Neuville nella classifica del Campionato Piloti. Il Rally Finland ospita il decimo round del campionato dal 1 al 3 ottobre. Quando gli è stato chiesto se sentisse pressione per il rally di casa, Kalle il ha risposto: “Non ancora. Il rally di casa è sempre diverso, ci sono tanti finlandesi e si corre nella città e nella terra in cui vivo normalmente. È qualcosa di speciale. Penso che ci sarà una grande battaglia, speriamo di goderci il fine settimana”.

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Dani Sordo firma con Hyundai: sarà la terza guida

Hyundai Motorsport pare essersi lanciata a fare campagna acquisti da maggio, cioè da quando ha annunciato il rinnovo dei contratti di Thierry Neuville (che nel 2021 guadagnava 1,7 milioni di euro) e di Ott Tänak (1,3 milioni di euro sempre nel 2021). In queste ore, pare, che nell’ufficio stampa del colosso coreano si stia solo lavorando alla strategia comunicativa per l’annuncio del rinnovo del contratto da parte di Dani Sordo (che quest’anno ha un ingaggio di 1,2 milioni di euro). Lo riferiscono fonti attendibili ma non ufficiali.

Dovrebbe essere lui, infatti, la terza guida al volante della nuova Hyundai i20 Rally1 Hybrid. E ovviamente non sorprende che Dani Sordo possa vivere la sua nona stagione, quella del WRC 2022, con il team coreano alla guida di Andrea Adamo. Non ci sarà Craig Breen che, come anticipato, ha firmato in M-Sport. A fare compagnia part-time a Sordo, se verrà confermato come ormai pare certo, ci sarà quasi certamente Oliver Solberg. Il team manager italiano stravede per il ragazzo.

Però, al momento, con Solberg Junior non c’è ancora un accordo nero su bianco. Pare, infatti, che Adamo voglia valutarlo meglio, specialmente in questa quarta uscita sulla WRC Plus. Di ieri la notizia di Teemu Suninen che è passato a Hyundai per correre nel WRC2, dopo la separazione da M-Sport. In attesa di tutte queste ufficializzazioni da parte dei team, continueremo ad aggiornarvi su eventuali novità e sui test della nuova vettura Hyundai: la i20 Rally1…

La carriera di Sordo prima di Hyundai

Sordo ha iniziato con il motocross quando aveva dodici anni, ma aveva già esperienze di hillclimbing, kart e campionati turismo. La sua prima apparizione in una gara del World Rally Championship è stata con il Rally di Catalogna, la prova spagnola della stagione, nel 2003 a bordo di una Mitsubishi Lancer Evo VII, arrivando al 18º in classifica generale. Ha vinto inoltre il Campionato Spagnolo Junior del 2003, confermando il titolo anche nel 2004, mentre accumulava altre partecipazioni a prove WRC in Argentina (ritiro), Francia (13º) e in Spagna (20º).

In quest’ultima prova lascia la sua Mitsubishi per passare a una Citroën C2 S1600, confermando la scelta nel 2005, con un’intera stagione nel Junior World Rally Championship (JWRC) con la squadra belga Kronos Racing. Nel frattempo Dani ha cambiato il proprio navigatore, passando a Marc Martí, ex-copilota del plurititolato Carlos Sainz. Dopo i successi in Sardegna, Finlandia, Germania e Spagna, conquista il titolo mondiale Junior.

Tutte queste esperienze accumulate permettono a Sordo di poter correre la stagione successiva con una Xsara World Rally Car come terzo pilota nel campionato del mondo di rally del 2006.

Alcuni buoni risultati, come i podi in Catalogna e in Corsica, permettono subito a Daniel Sordo di diventare il secondo pilota della squadra già dal rally di Germania, gerarchicamente dietro al campione Sébastien Loeb e davanti al connazionale Xavier Pons. Sordo termina il 2006 con quattro piazzamenti sul podio, 49 punti e un quinto posto in classifica generale.

La squadra ufficiale Citroën Sport ritorna ufficialmente nel 2007, e conferma Sordo come seconda guida della squadra. Sébastien Loeb invece sarebbe stato determinato a vincere un altro titolo mondiale, il primo a bordo della nuova C4, erede dell’affidabile Xsara. Sordo comincia subito con un secondo posto al rally di Monte Carlo, e in stagione raggiungerà il podio altre sei volte; ossia in Portogallo, Sardegna, Spagna, dove passò per la prima volta in testa alla classifica WRC in carriera, Francia, Giappone e infine Irlanda. Con 65 punti è quarto in classifica piloti, alle spalle del compagno Loeb e dei finnici Marcus Grönholm e Mikko Hirvonen.

Nella stagione 2008, dopo soli tre punti nelle prime tre prove, Sordo inanella podi in Argentina e nell’esordiente prova della Giordania. Il 12 luglio, Sordo vince l’SM O.K. Auto-Ralli, quinta prova del campionato di rally della Finlandia. Inizialmente doveva essere solo un test, ma via via la squadra lo invitò a prepararsi lì in vista dell’imminente Rally dei “mille laghi”. Sordo riesce a conquistare la sua prima vittoria dal suo approdo al WRC.

Ritornato nel vero campionato del mondo World Rally Championship, Sordo sulla sua C4 WRC arriva in quarta posizione; nelle successive buone prove la Citroën riesce ad accumulare un buon vantaggio anche in classifica costruttori nei confronti della rivale Ford (27 punti). Al termine della stagione Daniel Sordo conquista la terza posizione assoluta, il suo miglior risultato in carriera fin qui ottenuto. Dal 2011 al 2012 Dani corre per il Mini WRC Team, dove trova come compagno di squadra il pilota inglese Kris Meeke. Nel 2013 ritorna a gareggiare per il Citroën Total World Rally Team al fianco di Mikko Hirvonen. In agosto conquista il suo primo successo nel WRC, aggiudicandosi il Rally di Germania davanti a Thierry Neuville e Mikko Hirvonen.

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Teemu Suninen nel WRC2 con Hyundai in Spagna

La calda, anzi caldissima estate di Teemu Suninen si arricchisce di un altro capitolo, anche in questo caso (quasi) clamoroso. Dopo la separazione anticipata con M-Sport ad inizio agosto, il passaggio con Volkswagen e la Polo GTi R5 in Finlandia, arriva la chiamata di Hyundai Motorsport per disputare il Catalogna.

Già a fine stagione scorsa si vociferava di un’interessamento di Andrea Adamo, ma alla fine non se ne fece nulla e le voci vennero classificate come spesso accade in semplici rumors e chiacchere da bar… anzi da social. Ma forse solo voci non erano, tanto che in Spagna il team coreano ha deciso di affidarsi proprio al pilota finlandese, che proverà a giocarsi al meglio le sue carte in un rally che nelle precedenti edizioni in cui ha corso non gli ha mai regalato gioie o soddisfazioni.

L’annuncio di Suninen è arrivato a pochi minuti di distanza da quello di Oliver Solberg, abituale pilota WRC2 del team coreano che in Spagna porterà in gara la Hyundai I20 Coupé WRC. Al fianco di Suninen troviamo il connazionale Jari Huttunen, quinto in classifica con due vittorie ottenute in Sardegna e Estonia, ma lasciato clamorosamente e inspiegabilmente a casa dal team coreano in Grecia, dove si è disputato l’ultimo round del WRC.

“La Hyundai Motorsport è conosciuta come una grande squadra con un forte morale, una mentalità professionale e motivante – dice Teemu annunciando il cambio di casacca -. L’intero team si è sempre orientato su buoni risultati nel WRC e anche nel WRC2. È bello far parte di questa grande squadra, e non vedo l’ora di correre per loro e ottenere risultati in WRC2 con la nuova auto Hyundai i20 N Rally2 a Rally de España in un paio di settimane”. Speriamo, se lo merita.

Sébastien Ogier: ”Bene in Grecia, ora Finlandia”

Il “lupo di Gap” sente sempre più vicino l’ottavo titolo iridato in carriera, soprattutto dopo il terzo posto conquistato all’Acropolis Greece WRC. Una gara disputata tatticamente e mentalmente in maniera ineccepibile dal pilota Toyota, come spiegato nella conferenza stampa di fine rally.

“La strategia che avevamo studiato ad inizio rally ha dato i suoi frutti. Siamo partiti molto bene nella giornata di venerdì, nonostante aprissimo noi la strada, poi nella giornata di sabato sono rimasto molto nella mia “confort zone” per via di condizioni di visibilità variabili e soprattutto perché pensavo a ciò che era successo nella precedente giornata a Thierry e Elfyn. Inoltre Kalle e Ott stavano letteralmente volando e ad un certo punto quando sei in lotta per un titolo devi mettere da parte il tuo ego e ragionare, da qui la decisione di lasciarli andare via”.

“So che non è molto bello e piacevole, ma ho portato a casa un risultato molto importante per il prosieguo del campionato. E’ stata una gara super estenuante, le ricognizioni sono state molto difficili e impegnative e assieme a Julien abbiamo dovuto passare le notti davanti al video del PC per controllare le varie note. Non sono più abituato alle lunghi notti davanti allo schermo come i più giovani, adesso a gara finita potrò finalmente riposare”.

Che la tattica di Sébastien Ogier fosse conservativa se vista soprattutto nella PS13 Tarzan quando ha concesso al giovane compagno di squadra un distacco di oltre 1”2 al chilometro. Una scelta che forse i professori da tastiera contesterebbero, ma che alla fine dei giochi ha consentito al francese di allungare il distacco dai suoi rivali e calcoli alla mano potrebbe permetterli di festeggiare il titolo già al prossimo rally iridato, che si svolgerà in Finlandia ad inizio ottobre. Proprio sul Finlandia, Ogier spiega che sarà una gara diversa da quella ha cui siamo abituati e spera nei preziosi consigli di Jari-Matti Latvala per provare a chiudere il Campionato.

“Sarà un rally diverso, rispetto a quello che conosciamo noi. Il Finland ad ottobre è una novità assoluta per la nostra generazione, speriamo che Jari possa aiutarci. Troveremmo condizioni più fresche e i test pre-gara saranno veramente importanti e fondamentali. Mi auguro che le condizioni possano essere umide. Abbiamo corso nove rally in questa stagione e in sette di questi ho svolto lo sgradito ruolo di “apripista”, credetemi non vedo l’ora che arrivino i rally su asfalto. Per quel che riguarda la Finlandia, per noi dovrebbe essere un buon rally in quanto su queste strade la nostra Yaris è nata e si è sviluppata. Mi aspetto una competizione durissima, Kalle correrà sulle ali dell’entusiasmo dopo il successo in Grecia e anche i ragazzi di Hyundai spingeranno molto forte in cerca della vittoria. Vedremo che approccio adottare per questo rally, ma non vedo l’ora che arrivi”.

Oliver Solberg in Catalogna con la Hyundai I20 WRC

Nei paddock di Lamia, in Grecia, e sui social girava da alcuni giorni il rumor di una possibile partecipazione di Oliver Solberg al RACC Catalunya WRC al volante di una Hyundai I20 Coupé WRC. Ebbene, nel primissimo pomeriggio di oggi (lunedì 13 settembre), il rumor si è trasformato in realtà, il giovane pilota norvegese sarà al via della gara spagnola con la WRC della casa coreana.

Si tratterà della quarta gara al volante della I20 WRC per Oliver Solberg, la seconda su asfalto dopo il debutto dello scorso mese di giugno al Rally di Alba. Entusiasta il giovane Solberg, alle prese con una stagione durissima nel WRC2 dove sono arrivate più delusioni che soddisfazioni. “E’ fantastico tornare al volante di una vettura WRC – dichiara Solberg – Ho avuto l’opportunità di guidare la I20 WRC su asfalto, lo scorso mese di giugno ad Alba ed è stata un’esperienza stupenda. Non vedo l’ora di correre, sarà una sfida fantastica”.

“Correre in Spagna è speciale, le prove sono molto belle e il calore dei fan’s è sempre stupendo. Correre con una vettura giusta sulle strade della Catalogna sarà speciale. Inoltre, queste sono le ultime gare di questa tipologia di vetture, quindi per me sarà un vero e proprio privilegio poterci correre. So che parlo molto dei miei sogni e di riuscire a realizzarli, questo è un altro sogno che diventa realtà e voglio ringraziare Andrea e il team Hyundai Motorsport”.

Che Andrea Adamo straveda per il giovane norvegese è noto a tutti, in tanti danno quasi per certa la possibilità che nel 2022 proprio il norvegese si alterni con Sordo al volante della nuova I20 Rally1. “Questa scelta – spiega Adamo – fa parte del processo di crescita di Oliver, per noi è fondamentale fargli fare quanti più chilometri possibile su asfalto al volante di una vettura WRC. Il suo obiettivo è quello di finire il rally, abbiamo concordato che per ogni prova che salterà dovrà lavorare per un settimana con noi come meccanico”.

Ufficiale: il Rally di Monza nel calendario WRC 2021

Il Monza Rally è stato confermato come l’ultima prova del WRC 2021 dal 19 al 21 novembre, in sostituzione del Rally del Giappone, annullato a causa della delicata situazione sanitaria del Paese. La notizia del ritorno del rally iridato del nord Italia l’avevamo anticipata proprio qualche giorno fa, ma ci è stata confermata ufficialmente dalla FIA durante il Rally Acropoli.

Il Rally di Monza era stato inserito nel calendario 2020 in sostituzione dell’Ypres Rally e si è svolto con due giorni sul circuito di Monza e sulle strade perimetrali, con un giorno sulle montagne circostanti e prove annullate per paura della neve. La gara è stata vinta da Sébastien Ogier con la Toyota, che ha battagliato con il compagno di squadra Elfyn Evans, fino al suo ritiro.

Il nostro auspicio da appassionati è quello di vedere prove in almeno tre-quattro province della Lombardia: Brescia, Bergamo, Pavia e Como. Ma sembra che una parte di Aci Sport, che è l’organizzatore, si stia orientando verso un format simile a quello del 2020. Perché? Ci è stato detto che alcune delle potenziali strade delle prove speciali non sarebbero disponibili a causa di lavori. Siamo sicuri che un’altra ala della federazione voglia, però, un rally diverso da quello visto nel 2020.

Anche i team in Grecia hanno chiesto più prove su strade pubbliche e meno in autodromo. Le squadre, infatti, sperano di potersi scontrare sulle strade al di fuori del circuito, anche per una giusta pubblicità (marketing dei rally), specialmente dopo aver visto gli spalti della F1 a Monza semi vuoti. Le battute più sferzanti al formato di Monza, riferite da David Evans sul sito di DirtFish, sarebbero arrivate dal direttore tecnico della Toyota Tom Fowler.

“Il circuito era interessante – ha detto Fowler -, ma le strade fuori erano davvero belle. Uno dei problemi con alcune delle prove speciali del circuito è che far girare le World Rally Cars sulla ghiaia con l’assetto dell’asfalto non è davvero perfetto. Sarebbe il caso che la federazione italiana ripensasse il format e inserisse un maggior numero di PS su strada e magari uno show finale in autodromo”.

“Le normative Covid si sono allentate, anche in Italia, quindi spero che gli organizzatori terranno conto di ciò e dei feedback che abbiamo già dato loro l’anno scorso e spero che ci siano molte prove speciali in più al di fuori della pista. Questo renderebbe Monza più simile ad un rally WRC”, aggiunge Richard Millener di M-Sport.

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Capolavoro di Rovanperä nell’Acropolis WRC

Nella forza dei vent’anni c’è tutta la rabbia e il talento di Kalle Rovanperä, che si manifesta come un uragano che travolge senza pietà. Il giovanissimo finlandese ha ottenuto la sua seconda vittoria nel FIA World Rally Championship domenica 12 settembre 2021 dopo aver dominato l’Acropolis Rally in lungo e in largo, come se corresse da solo, senza rivali.

Il finlandese è stato in testa al rally per quasi tutti i quattro giorni. Ha letteralmente volato sulle strade di montagna rocciose della Grecia centrale, vincendo per 42″1 con la vettura più affidabile del Campionato del Mondo 2021, la Toyota Yaris WRC. La vittoria è arrivata due mesi dopo essere diventato il più giovane vincitore del WRC nella storia in Estonia. In Grecia un nuovo record: Kalle è anche il più giovane vincitore del Rally Acropoli iridato.

Ott Tänak è arrivato secondo con la Hyundai i20 WRC. Lui ha dovuto combattere prima di tutto con l’assenza di feeling con l’auto, poi pure con il leader del campionato Sébastien Ogier, deciso però a finire terzo, 29″2 dietro l’estone. Il francese ha esteso il suo vantaggio nella serie iridata a 44 punti, a tre round dalla fine. Rovanperä ha vinto anche la Wolf Power Stage ottenendo cinque punti bonus. Elfyn Evans ha segnato quattro punti al secondo posto con l’altra Yaris, mentre Ogier ne ha presi tre al terzo. Thierry Neuville si è assicurato due punti al quarto posto con Tänak che ha ottenuto l’ultimo punto al quinto posto.

WRC, Grecia: Rovanpera vola e Tanak soffre

Sébastien Ogier ha fatto progressi importanti durante la mattina della seconda giornata di gara nella lotta al secondo posto del Rally dell’Acropoli, che si contende con Ott Tänak, mentre Kalle Rovanperä è stato semplicemente strepitoso. L’ultima PS, prima della pausa con rientro all’assistenza, è stata impegnativa, su strade che presentavano condizioni di aderenza mutevoli e contenevano diversi tratti profondi e fangosi.

Una infida curva a sinistra, verso la fine, ha causato notevoli problemi a diversi equipaggi. Sia Elfyn Evans che Thierry Neuville l’hanno superata facendo spegnere i motori. Ma il copione del Rally dell’Acropoli del sabato è rimasto lo stesso, dato che Rovanperä ha vinto la settima, l’ottava, la nona e la decima prova speciale e ha chiuso nella generale davanti a Tanak e ad Ogier. Il vantaggio di Rovanperä dopo la PS10 è sensazionale: 39″7, all’inizio della mattinata aveva un vantaggio di soli 3″7.

“Certo che mi sento bene – ha detto il leader del rally in fuga – specialmente sapendo che questa era il peggiore ciclo di PS per me. All’inizio non avevo alcun ritmo, ma dopo ho cercato solo di divertirmi e ci sono riuscito”. Il grande dilemma della PS10 è stata la mancanza di ritmo di Tänak che ha perso 18″3 su Rovanperä. Ogier è stato più veloce di 11″8 e si è avvicinato alla Hyundai, da cui ha chiuso a soli 3″6 di distanza. Tänak non ha rivelato il motivo per cui il suo ritmo rispetto ai primi classificati era diminuito. “Non è sfortuna”, ha detto. “Ma tutto ok.”

Dani Sordo è quarto e, per sua ammissione, sulla PS10, dove ha concluso quinto, ha guidato male. Nel battibecco si inserisce M-Sport al quinto grazie ad Adrien Fourmaux, seguito da Gus Greensmith. “Ho avuto due momenti caldi in prova”, confessa Fourmaux. “Avere la fiducia con questo tipo di condizioni è difficile. Non ero contento delle mie note, dobbiamo migliorare di sicuro”. Neuville non è mai andato più veloce di Evans, tranne che nella PS10, ed entrambi i piloti continuano le loro rispettive missioni di recuperare quanti più punti possibile all’Acropoli dopo i problemi di venerdì.

WRC: 2000 euro di ammenda a Loubet in Grecia

Come era già successo a Takamoto Katsuta in Belgio, Pierre-Louis Loubet ha commesso la stessa violazione del regolamento FIA venerdì in Grecia. Il pilota della 2C Competition, partito nell’ultima speciale del day 1 a causa di un problema meccanico, ha avuto un minuto per attivare il pulsante OK per avvisare la FIA che l’equipaggio era rimasto illeso. Non lo ha fatto. L’agitazione e l’ansia gli hanno fatto dimenticare questo passaggio della procedura. La dimenticanza gli costa dunque 2.000 euro.

Di seguito pubblichiamo il documento integrale con cui la Federazione Internazionale dell’Automobile ha deciso di applicare la misura sanzionatoria nei confronti del giovane pilota francese della Hyundai.

Decisione ammenda Loubet in Grecia
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Sébastien Ogier e l’inizio perfetto del WRC in Grecia

Terzo la sera della prima tappa, e soprattutto a meno di quattro secondi dalla testa, il pilota francese è logicamente felice di questa giornata inaspettata. “Ero piuttosto pessimista prima di iniziare, mi aspettavo di soffrire su strade asciutte e tanto spazzamento. Ma ho dato tutto per scontato, un po’ come il primo giorno in Sardegna, credo che fossimo davvero al limite. Siamo stati bravi anche nei tratti più friabili, anche se non erano moltissimi, soprattutto nel secondo passaggio della PS2 (PS4 quindi, ndr). Ho perso qualche secondo. Ma riportiamo la macchina tutta intera al parco chiuso. In questo tipo di rally è importante!”.

Durante questa giornata, il pilota Toyota ha anche segnato un miglior tempo, anche se il suo feeling era tutt’altro che eccellente sulla speciale di Thiva. “È stato divertente guidare. La PS5 è stata la più difficile perché il grip era davvero minimo e abbiamo avuto molte difficoltà con la macchina, quindi non è stato molto divertente. Alla fine siamo riusciti a vincere la speciale, e proprio non mi aspettavo questo risultato. Non qui, non oggi. Sono felice di essere terzo e di essere così vicino alla testa della classifica. È davvero inaspettato, è un inizio perfetto per il nostro rally”.

Con le battute d’arresto dei suoi più stretti rivali per il titolo, Elfyn Evans e Thierry Neuville, il sette volte campione del mondo di rally è in una posizione perfetta per il titolo, ma la voglia e la tentazione di giocarsi la vittoria ovviamente ci sono, anche se probabilmente resteranno lì. “Vedremo cosa possiamo fare. Mi concentro sul mio rally e non guardo cosa fanno gli altri. Siamo in una buona posizione per il campionato, ma le cose possono cambiare così velocemente nel motorsport, che non posso permettermi di rischiare tutto. Quando la sensazione è buona come oggi, vado”.

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Thierry Neuville: bravo meccanico, sfortunato pilota

Non c’è nulla che ha funzionato durante la prima vera giornata di gara dell’Acropolis rally 2021 sulla Hyundai di Thierry Neuville e quando il belga urla la sua rabbia parla chiaramente di un ”fuck shit day”, di una “fottutissima giornata di merda”, per tradurlo alla lettera senza retorica e politically correct. E’ importante. Perché quando un pilota professionista arriva a dirla in questi termini vuol dire che ha perso la pazienza. E a questo punto vada a fottersi tutto.

Thierry Neuville è uno che pesa molto le parole, specialmente in pubblico, per quanto a differenza di alcuni aspiranti professionisti italiani non si sottragga mai alle domande dei giornalisti. Se oggi la Hyundai è arrivata a fine giornata è solo grazie a lui e alla sua tenacia. Ha lavorato duramente solo per essere lì dov’è. “Abbiamo avuto una fottuta giornata di merda, niente funzionava”.

In un giorno in cui il leader del campionato Sébastien Ogier ha sfidato le probabilità per trovarsi terzo – e proprio nel bel mezzo di una lotta a tre per il primo posto – Neuville ha visto le sue possibilità svanire nel nulla a causa di un problema al servosterzo che ha afflitto la sua prima intera giornata di gara dell’Acropolis Rally. Il problema si è manifestato nella zona di montaggio pneumatici dopo la PS3. Neuville era quinto assoluto, ma è stato privato dell’opportunità di lottare per migliorare la sua posizione in classifica.

“Sono stato molto più meccanico che pilota per essere onesti – ha detto -. Da questa mattina abbiamo avuto problemi elettrici e molto presto siamo stati colpiti anche da un problema al servosterzo. Non riuscivamo a spegnere il motore, l’abbiamo lasciato acceso durante il rimontaggio e solo allora ci siamo resi conto che c’era una perdita, quando siamo tornati nella zona di montaggio c’era un solo obiettivo: provare per riparare il danno lì. Questo è quello che abbiamo fatto, ma ovviamente non c’era abbastanza tempo per aggiungere l’olio perso”.

“È stata una giornata difficile”. Sì. Difficilissima. Neuville è arrivato all’inizio della PS4 con un ritardo di 24 minuti, incorrendo in una penalità di quattro minuti. Ha poi dovuto combattere sulla Aghii Theodori 2 – che, essendo l’unica PS da ripetere il venerdì, è stata estremamente dura – senza servosterzo. “Penso che sia stata la prova peggiore senza il servosterzo, che abbiamo avuto per anni”, ha commentato Neuville. “È stato molto duro, ho lottato davvero.”

Ha perso 1’50″9 ed è stato catapultato in classifica al ventiseiesimo posto. Fortunatamente, è riuscito a fare abbastanza per riparare il servosterzo ed è tornato competitivo, correndo con rabbia e stabilendo il secondo tempo più veloce. “Sapevo che le PS successive sarebbero state più facili, ma il team mi ha spinto a continuare a fare il lavoro del meccanico e abbiamo risolto il problema sostanzialmente nella zona di montaggio delle gomme”, ha raccontato. “Avevamo perso tempo, aggiungere l’olio perso era un processo lungo, non disponevamo dell’attrezzatura giusta”.

“L’ho fatto funzionare ma ancora non era perfetto, abbastanza buono per le prove che erano ovviamente molto meno difficili di quelle del mattino”. Mantenere in funzione il sistema di servosterzo richiede un costante rabbocco di fluidi e Neuville è dovuto ricorrere all’ingeno di McGiver per assicurarsi che la pompa non si fermasse di nuovo. “Abbiamo usato tutto, tutto quello che avevamo in macchina. Liquido dei freni, olio motore. Se avessi avuto lo stimolo ci avrei fatto anche la pipì dentro”.

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Salvate il ”soldato” Tanak dalle grinfie di Ogier

Kalle Rovanperä ha concluso la prima giornata del Rally di Grecia in testa, dopo un’altra ottima dimostrazione della sua evoluzione come pilota, essendo chiaramente uno dei favoriti per vincere questo rally. Il giovane finlandese è ben coinvolto in un duello con Ott Tanak e Sébastien Ogier, e l’esito che potrebbe rivelarsi decisivo per il risultato del Mondiale Rally di quest’anno.

Tre diversi piloti hanno combattuto per la supremazia durante la prima giornata “seria” di gara in quello che è il primo Rally dell’Acropoli nel WRC dal 2013. Il trio ha concluso la giornata separato – o racchiuso, come preferite – da soli 3″9, su una tappa difficile di sezioni di montagna sterrata e roccia. Il ventenne finlandese ha concluso con 3″7 di vantaggio su Ott Tänak, con il leader del campionato Sébastien Ogier a due decimi di distanza. Come avere uno squalo dietro…

Giornata fruttuosa per Ogier, ma pessima per i due inseguitori del leader di campionato. Elfyn Evans, secondo ex-aequo in classifica, ha guidato tutta la giornata con il cambio della Yaris WRC bloccato, tranne la prima parte della giornata, perdendo quasi cinque minuti. Thierry Neuville, a pari punti con Evans, ha perso quasi sei minuti con il servosterzo rotto e penalizzato di quattro minuti per essere arrivato in ritardo al controllo orario. Entrambi sono lontani, tra i primi 20, e ora non ci sono quasi possibilità per un buon risultato. A meno che non si ritirino tutti.

Ogier, che ha aperto la strada, ha avuto una giornata superba, tenendo il terzo posto ma molto vicino ai due davanti. Rovanperä ha vinto due delle cinque speciali. Dopo una cauta prova di apertura, quando il rookie si è concentrato sulla comprensione dell’usura delle gomme su strade rocciose, una volta preso il ritmo, ha retrocesso Ogier e non ha più perso la testa della gara.

“Erano condizioni davvero difficili e dopo aver lottato con Thierry ed Elfyn, c’era anche una grande pulizia della strada da fare – ha detto Kalle a fine giornata -. Quando era asciutto, le condizioni erano quelle che mi aspettavo”. Devi prenderti cura della tua macchina e delle gomme, gestire la tua velocità e sapere dove forzare e dove no”.

Tänak non si è mai sentito a suo agio. Il motore della sua vettura ha avuto problemi più volte nei tortuosi tratti mattutini e un ammortizzatore si è surriscaldato, ponendo ancora più difficoltà: “Non avevo feeling con la macchina. Non posso passare l’intero rally in questo modo. È difficile, ma continuerò a provarci”, ha detto l’estone. Ogier è passato al secondo posto, ma è stato relegato in terza posizione subito dopo, dove ha concluso la giornata.

Dani Sordo ha terminato a 20″. Lo spagnolo ha preso una penalità di 10″ per una falsa partenza, ma ha concluso con mezzo minuto di vantaggio sulla Ford Fiesta WRC di Adrien Fourmaux, al quinto posto. Gus Greensmith ha completato i primi sei, dopo una giornata travagliata che includeva un capottamento, una foratura e un ammortizzatore danneggiato nella sua Fiesta.

È stata una giornata deludente per Pierre-Louis Loubet. Una penalità per falsa partenza e due forature hanno preannunciato che la sfortuna ci vedeva molto bene, soprattutto poco prima della fine della giornata. Il leader della WRC2 è Marco Bulacia, settimo assoluto a bordo della sua Skoda Fabia R5, seguito dal leader del campionato Andreas Mikkelsen a 5″4. Il leader della WRC3 Chris Ingram è nono, con Kajetan Kajetanowicz che chiude la top 10.

Quella di sabato è la tappa più lunga e dura, che copre sei sezioni e 132,56 chilometri cronometrati a sud di Lamia, su strade ricoperte di fango durante le ricognizioni. Il tempo è migliorato e le strade si sono asciugate, ma alcune presentano ancora molte criticità. Particolarmente difficile sarà il doppio passaggio di Pavliani ed Eleftherohori. Meglio così, ci sarà da divertirsi e che, come al solito, vinca il migliore…

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WRC: le Toyota chiudono bene il Day1 all’Acropolis

È stata una giornata complicata questa prima dell’Acropolis Rally 2021, una gara vera, dura, ricca di difficoltà (se escludiamo la pietosa prima prova speciale di 980 metri). Una gara da cui emerge la fragilità delle Hyundai i20 WRC Plus, ma anche quella delle N i20 Rally2. A proposito del povero Solber Junior e della nuova Rally2, anche la nuovissima arma di Adamo per le serie di supporto del WRC e per i campionati nazionali, sulla terra iridata sembra avere sempre problemi.

Dal rally greco viene fuori anche la velocità di Rovanperä, sempre più esperto e incisivo, la capacità tecnica di Ogier, di cercare di non perdere un colpo per attaccare al moneto giusto, la tenacia di Neuville, che fa di tutto pur di non arrendersi ai problema che la sua Hyundai gli sta creando in questa stagione 2021. Ma soprattutto, l’affiatamento di squadra che regna sovrano in Toyota. Ma vediamo come è andato il secondo giro di prove che chiude la prima tappa.

Bella la lotta per il primo posto, compreso il cambio di leader che ha smesso di essere Ogier ed è diventato Rovanperä. Gli sfortunati della giornata sono Elfyn Evans e Scott Martin (Toyota Yaris WRC) e Thierry Neuville e Martijn Wydaeghe (Hyundai I20 Coupé WRC). Il gallese ha avuto problemi al cambio della sua Yaris WRC e ha ceduto 4’46,7, mentre il belga è stato penalizzato di quattro minuti e ha avuto problemi con la Hyundai i20 WRC, che è rimasta senza servosterzo e non partiva dopo il cambio gomme.

Tutti e due gli equipaggi hanno perso molto tempo, circa sei minuti, che li allontana entrambi da un buon risultato, e che potrebbe ritardarli ulteriormente in campionato. In questo contesto, è molto improbabile che il francese rischi di lottare per la vittoria, visto che se arriva dove si trova fa guadagnare parecchi punti agli avversari più diretti e dopo questa gara mancano due rally alla fine, probabilmente tre, visto che il Rally de Monza dovrebbe sostituire il Rally del Giappone, che, come è noto, è stato annullato. Pierre-Louis Loubet e Haute-Labordette (Hyundai I20 Coupé WRC) sono usciti di strada, apparentemente per problemi allo sterzo anche loro. La PS è stata interrotta con una bandiera rossa.

PS 4: disastro per Neuville

Thierry Neuville è completamente escluso dalla corsa per i punti che contano a causa di un problema al servosterzo. Oltre al danno anche la beffa, il belga è stato multato di 4 minuti per ritardo, perdendo poi altri 2 minuti in questa fase senza risolvere il problema. Le Hyundai del team ufficiale nel Mondiale sembrano avere problemi in tutte le gare su terra quest’anno. C’è sempre qualcosa che si rompe.

Per Kalle Rovanperä, Ott Tänak e Sébastien Ogier, questa speciale conferma un ottimo inizio di giornata e i tre sono chiaramente in lotta per il primo posto. Al quarto posto, Dani Sordo non è molto lontano. Ora quinto, Adrien Fourmaux è impegnato in una grande lotta contro il suo compagno di squadra Gus Greensmith. Pierre-Louis Loubet ha iniziato questa speciale molto forte, ma una foratura lo ha rallentato con un cambio gomme.

Per Elfyn Evans la situazione è leggermente migliore rispetto a questa mattina poiché il gallese è riuscito a girare in terza, poi in quarta marcia in questa speciale. Limitando in questo modo i danni, il pilota Toyota potrebbe ancora giocarsi i punti domenica. Fragile anche la Hyundai del leader del WRC2 in questa speciale, Oliver Solberg deve rinunciare alla guida della sua nuova i20 N Rally2 a causa di un problema alle sospensioni. Andreas Mikkelsen ha colto l’occasione per prendere il comando davanti al suo compagno di squadra TokSport, Marco Bulacia. In WRC3, Yohan Rossel questa volta segna il terzo tempo e resta in lizza per il podio e anche per la vittoria contro Chris Ingram, Kajetan Kajetanowicz ed Emil Lindholm.

PS 5: grandioso Séb Ogier

Sébastien Ogier ha vinto nonostante la sua posizione “spazzino” e la sua sensazione di insicurezza. Il francese è ancora una volta seguito dal trio Sordo-Rovanperä-Tänak e da Thierry Neuville, che sul trasferimento è riuscito a riparare temporaneamente il servosterzo della sua Hyundai i20 WRC. Kalle Rovanperä mantiene il comando per 2″8 davanti a Sébastien Ogier e 6″2 su Ott Tänak, che non ha molto apprezzato questa prova speciale ed è ancora alla ricerca del giusto feeling al volante della sua i20 WRC.

Al quarto posto, Dani Sordo è rimasto in “posizione di attesa”. Dietro di lui, Adrien Fourmaux è ancora una volta davanti al compagno Gus Greensmith, che ha commesso un piccolo errore al via della speciale. Da parte sua, Pierre-Louis Loubet non ha più la ruota di scorta e deve fare attenzione. Nel WRC2, Marco Bulacia graffia e supera di meno di due secondi Andreas Mikkelsen. Nel WRC3, Yohan Rossel è leggermente pù dietro agli avversari e ma si assesta ai piedi del podio, a una ventina di secondi dalla vetta.

PS 6: Tänak eccezionale

Nuovo cambio di vincitori di PS. Ott Tänak e Martin Järveoja (Hyundai I20 Coupé WRC) hanno vinto la speciale, 2″5 secondi davanti a Kalle Rovanperä e Jonne Halttunen (Toyota Yaris WRC) con Dani Sordo e Candido Carrera (Hyundai I20 Coupé WRC) terzi, 3″2 secondi davanti a Sébastien Ogier e Julien Ingrassia (Toyota Yaris WRC) quarti a 3″6 dalla testa. Significa che Kalle Rovanpera estende il margine che aveva sul secondo, che ora è Ott Tanak, dopo lo scambio con Sébastien Ogier, ma significa anche che i primi tre partono per il secondo giorno della gara separati da soli 3″9.

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Perché i problemi di Neuville ed Evans persisteranno

Thierry Neuville va a fare compagnia al rivale Elfyn Evans nel momentaneo elenco degli “sfortunati” al Rally dell’Acropoli: se il gallese lamenta problemi al cambio, al belga ha dovuto combattere sulla PS4 per gestire una navicella spaziale impazzita senza servosterzo, la sua Hyundai. Neuville era quinto assoluto, a 0″8 dal compagno di squadra Dani Sordo, prima del sorpasso sulla ripetizione di Aghii Theodori, ma ha avuto problemi nell’area di montaggio delle gomme.

Ha lasciato la zona in ritardo, guadagnandosi una penalità di 4′ per essere arrivato al controllo orario della PS4 con ben 24 minuti di ritardo. Le cose sono solo peggiorate in prova. Il vincitore dell’Ypres Rally ha perso 1’50,9 secondi sulla PS ed è a oltre sei minuti dal leader della classifica generale, con un divario che probabilmente aumenterà visto che il problema potrà essere risolto, forse e si spera, solo stasera. Ma per la fortuna di Adamo c’è la formula super rally…

“È un gran casino”, così Neuville ha definito la situazione causata dalla sua vettura, la Hyundai i20 WRC. “Abbiamo molti problemi tecnici da questa mattina e ora il servosterzo è sparito, quindi… un giorno da dimenticare. Ancora due prove e non ci arrenderemo”, ha spiegato. Speriamo. E non è in discussione la sua tenacia.

Anche i problemi al cambio di Evans hanno continuato a persistere. Contattato sull’argomento, il team principal Toyota, Jari-Matti Latvala, ha parlato prima della PS4: “Spero che la vettura funzioni fino alla fine della giornata, ma non possiamo garantirlo”. Aveva anche detto che, secondo lui, Evans è bloccato in terza marcia, non in sesta, come è stato supposto da alcune testate giornalistiche. Poi, lo ha confermato anche Evans di aver affrontato la maggior parte della PS4 con la sua Yaris WRC in terza marcia.

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Hyundai in equilibrio precario, Toyota leader all’Acropoli

Kalle Rovanperä ha preso di forza la vetta della classifica dell’Acropolis Rally dopo un venerdì mattina pieno di incidenti sulle aspre strade sterrate vicino ad Atene. Quarto nei 17,54 chilometri di apertura ad Aghii Theodori, il ventenne finlandese con la sua Toyota Yaris World Rally Car. È salito in cima alla classifica con il miglior tempo nei successivi 19,40 km della PS Loutraki, precedendo Ott Tänak di 3″0.

Dopo la brevissima prova “scalda gomme” della sera prima (si spera sia un caso unico e irripetibile una PS ridicola di appena 980 metri) attraverso il centro della capitale, l’azione si è spostata su strade dure nella penisola del Peloponneso, vicino al Canale di Corinto. Come tutti i primi, Rovanperä ha optato per le Pirelli Scorpion a mescola dura per le speciali asciutte e dure.

“Condizioni difficili con il grip di questo pneumatico – ha ammesso Kalle -. Devo ancora pensare a come guidare la macchina senza usare troppo le gomme. La seconda PS è andata un po’ meglio. Ho visto la gomma consumarsi dopo la PS1 e ho gestito la situazione. Poi ho provato a spingere un po’”. Tänak è stato il più veloce sulla Aghii Theodori e ha rubato la leadership notturna a Sébastien Ogier che, ricordiamolo, ha l’ingrato compito di pulire le strade. Terzo a Loutraki, l’estone si è lanciato all’inseguimento di Rovanperä nonostante la sua Hyundai i20 World Rally Car non sia facile da guidare su questo percorso.

“Nelle prove tortuose il motore si spegne. Ho faticato a gestirlo e anche l’ammortizzatore si sta surriscaldando un po’, quindi è abbastanza difficile guidare in questo momento”, ha spiegato il freddo estone. L’apripista Ogier è terzo: ha affrontato egregiamente i suoi compiti di “spazzino” e si è ritrovato a 1″3 da Tänak. I due della Hyundai, Dani Sordo e Thierry Neuville, si sono piazzati rispettivamente quarto e quinto. Lo spagnolo Sordo ha incassato una penalità di 10″ per una partenza anticipata a Loutraki, mentre Neuville non era soddisfatto della gestione della sua i20 WRC. “Non sono sicuro al 100% del comportamento della vettura. A volte perdo il posteriore e a volte perdo l’anteriore. Abbiamo apportato alcune modifiche e ci siamo sentiti un po’ meglio, ma non è abbastanza”, ha detto il belga.

Peggio accadde a Elfyn Evans. Il gallese era terzo dopo l’apertura, ma problemi di trasmissione hanno colpito la sua Yaris quando era in direzione Loutraki. Ha lavorato sulla macchina prima del test, ma ha preso una penalità di 40″ per essere partito in ritardo. L’auto sembrava viaggiare con una marcia bloccata e infatti ha chiuso a più di un minuto, al tredicesimo posto.

Adrien Fourmaux ha completato i primi sei con la Fiesta. Il francese ha perso quasi mezzo minuto dal primo e ha solo una manciata di secondi di vantaggio sul compagno di squadra Gus Greensmith, che ha faticato con la sua Fiesta e con due ruote di scorta a bordo. Pierre-Louis Loubet è arrivato ottavo sulla sua i20, nonostante abbia anche subito una penalità per partenza anticipata, con il leader della WRC2 Oliver Solberg, seguito da Andreas Mikkelsen, che completano la classifica.

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WRC, Grecia: Ogier brilla sotto l’Acropoli

Il leader del WRC ha portato la sua Toyota al vertice dei primi tre posti assoluti dopo la PS Cosmote 5G di Atene, di appena 980 metri: è stata come un’esplosione di passione tra le strade che circondano Piazza Syntagma. Il francese, alla guida della Yaris WRC, ha fermato i cronometri 0″6 prime di Elfyn Evans. Kalle Rovanperä, che è stato il più veloce nella mattinata, è arrivato terzo, con un ulteriore ritardo di 0″2. “Amo la Grecia. È un paese bellissimo e sono davvero felice di essere tornato su queste magiche strade”, ha detto Ogier, vincitore alla sua seconda apparizione qui nel 2011.

“Ovviamente abbiamo un lavoro lungo e difficile davanti a noi e dovremo aprire la strada domani, come sempre sullo sterrato, ma faremo del nostro meglio per cercare di trovare un buon ritmo perché è un rally che mi piace”. Il rally è tornato nel calendario del WRC per la prima volta dal 2013 e la sua tradizionale cerimonia di inizio ai piedi dell’imponente cittadella dell’Acropoli di Atene ha dato il via alla competizione. Pensate come sarebbe bello sei il nostro Mondiale partisse da Castel Sant’Angelo, oppure da Piazza San Pietro a Roma e magari passasse dal Colosseo o dai Fori Imperiali. E non sarebbe impossibile…

Tornando in Grecia, la gara è iniziata nel cuore della città normalmente molto vivace, passando di fronte all’Antico Palazzo Reale del XIX secolo, che ospita il Parlamento ellenico dal 1934. Rovanperä e poi Evans sono stati inizialmente i migliori, ma poi Ogier, l’ultima vettura di alto livello a partire, li ha battuti entrambi. “E’ sempre bello l’inizio di una gara anche se è una prova molto, molto breve e nella scala delle possibili strategie non avrà alcun peso, ma è bello iniziare bene”, ha spiegato Evans con entusiasmo.

Tre Hyundai i20 WRC hanno seguito il trio Toyota. Thierry Neuville, vincitore l’ultima volta in casa in Belgio, era a un decimo da Rovanperä, mentre Dani Sordo e Ott Tänak hanno “pareggiato” un quinto posto, un ulteriore decimo indietro. I piloti delle categorie di supporto hanno completato il resto della classifica. I leader del WRC2 e i colleghi norvegesi Andreas Mikkelsen e Mads Østberg sono entrambi appaiati al settimo posto, con i leader del WRC3 Kajetan Kajetanowicz e Georg Linnamäe al nono. Duelli appena nati che hanno bisogno di consumarsi nella giornata di venerdì e proseguire per il resto della competizione.

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Le nuove WRC possono resistere a uno shock di 70G

Inizia a prendere sempre più forma la stagione 2022 del WRC, almeno a livello regolamentare. Sono stati chiariti dalla FIA alcuni punti, certamente importanti, che aiutano a intravedere strategie e divertimento, oltre alle politiche green decise e imposte dalla UE, che resta il principale mercato della serie iridata. I chiarimenti riguardano il carburante sostenibile al 100% e il sistema ibrido e il suo utilizzo in prova speciale e sui tratti di trasferimento.

Alla conferenza, tenutasi lunedì 6 settembre a Monaco di Baviera, hanno partecipato il direttore dei rally FIA Yves Matton, il direttore tecnico della FIA Xavier Mestelan Pinon e l’amministratore delegato del promotore WRC Jona Siebel. Ovviamente non sono mancati i dirigenti della Toyota Gazoo Racing, di Hyundai Motorsport e di M-Sport Ford. Anche Alexandre Gueschir, il direttore marketing della FIA, Pierre-Olivier Calendini, direttore del centro di ricerca di Aramco, Martin Popilka, CEO di P1 Racing Fuels, sono intervenuti durante questo incontro. Hanno annunciato la loro disponibilità nel poter sviluppare e creare un carburante sintetico per le nuove Rally1.

Il carburante sostenibile al 100%

Per ridurre le emissioni di carbonio, la FIA ha scelto la società P1 Racing Fuels che fornirà, durante questo primo ciclo triennale, un carburante 100% sostenibile che a breve sarà prodotto senza petrolio. Questa nuova tecnologia, che non ci priverà in alcun modo della potenza del motore e della rumorosità, sarà rivoluzionaria poiché è stata introdotta per la prima volta in un campionato mondiale FIA.

La tedesca P1 Racing Fuels è anche il nuovo partner del WTCR, da inizio 2021, per la fornitura di combustibile bio e sostenibile, a sostengo del FIA Enviromental Strategy 2020-2030. La FIA continua la sua strategia a favore di un minor impatto ambientale, da parte delle proprie competizioni, che vede come attuale termine il 2030.

Il sistema ibrido del WRC

Le Rally1 saranno dotate di un boost elettrico da 100kw (134 CV) sviluppato da Compact Dynamics, associato al motore termico 1,6 litri per offrire una potenza totale di oltre 500 CV e utilizzabile in tre possibili modalità.

  • Verrà utilizzata una modalità full electric durante i collegamenti tra ogni speciale e al ritorno al parco assistenza.
  • Sarà prevista una modalità di partenza che all’inizio di ogni speciale utilizzerà il boost elettrico e, ovviamente, il motore termico per sviluppare la massima potenza.
  • La più divertente sarà la modalità speciale che verrà utilizzata a cronometro completo tramite mappe programmate per utilizzare il sistema full hybrid su determinate PS.

Oltre a questi aspetti della normativa, è stato specificato che il sistema ibrido per motivi di sicurezza viste le perplessità sollevate dalla stampa internazionale e nel nostro piccolo anche da noi, sarà in grado di resistere a uno shock di 70G e si ricaricherà in trenta minuti. I tre team – Toyota, Hyundai, M-Sport – iscritti a questo “ciclo” di tre stagioni hanno già iniziato a lavorare sulle vetture e questi ultimi dettagli sono stati però loro presentati ufficialmente questa settimana a Monaco di Baviera.

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WRC, Evans: ”In Grecia dovremo correre dei rischi”

Se da un lato in Toyota Gazoo Racing sono dispiaciuti e preoccupati dall’assenza di Takamoto Katsuta, comunque una macchina meno fa, dall’altro c’è il gallese Evans convinto del fatto suo, che non ci pensa due volte nel dire che qui in Grecia cerca il successo ottenuto su quella stessa terra ruvida di Marmaris nel 2020 e che se ci riesce può puntare anche lui al titolo. Ovviamente, molto dipenderà dalle evoluzioni del calendario gare, con la trattativa Aci Sport-FIA per l’organizzazione del Rally di Monza iridato, dopo l’annullamento del Rally del Giappone. Ma è giusto che lotti per ciò in cui crede, il pilota che è sempre stato “etichettato” come lo scudiero di Sébastien Ogier.

Un risultato simile su un terreno roccioso simile in Grecia aiuterebbe notevolmente Elfyn Evans nella caccia al compagno di squadra e leader della serie iridata, Sébastien Ogier. Per sua stessa ammissione, il successo nel nono round di questa settimana dipenderà dal trovare il giusto equilibrio tra un approccio ragionevole e la velocità di cui ha bisogno. “I rally come l’Acropoli sono forse più incentrati sulla concentrazione e sulla tecnica – ha detto Evans -. Dobbiamo trovare l’equilibrio. Non si tratta di gettare al vento la prudenza, ma dovremo correre necessariamente dei rischi”.

Nonostante abbia già gareggiato in Grecia una volta, Evans ammette che la sua uscita del 2012 è stata totalmente diversa. “Era con una macchina a due ruote motrici – ha proseguito il pilota -. Ovviamente sarà un’esperienza molto diversa andare lì ora con una World Rally Car, e ci saranno le nuove note con un altro ritmo. È più o meno come andare a un rally nuovo di zecca, anche se Scott ha un po’ più di esperienza lì: il mio navigatore ha gareggiato all’Acropoli nel 2013, 2014 e 2015”.

“Il percorso ha molte prove speciali che verranno utilizzate solo una volta, il che è insolito per il format dato agli ultimi rally. Ma sarà un’esperienza fantastica. Ciò significa che, a seconda delle condizioni meteorologiche, potrebbe esserci molto sporco da affrontare. Non sappiamo esattamente cosa dovremo affrontare, ma andiamo lì per ottenere il miglior risultato possibile, come sempre. L’inizio ci dice che il meteo non è dalla nostra parte”.

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Clamoroso WRC: il Rally di Monza s’ha da fare

Tanto tuonò, sul Rally di Monza, che piovve. Anche quest’anno. La Federazione Internazionale dell’Automobile ha avviato le trattative con Aci Sport per valutare di completare l’intero calendario WRC con una gara di riserva tra quelle originariamente previste. Questo nonostante il regolamento della massima serie internazionale di rally consenta di assegnare ugualmente i titoli Piloti e Costruttori anche con una prova in meno disputata rispetto al calendario gare originale. Si sta trattando, ma si è ancora lontani dalla definizione di un accordo, seppure non si faccia mistero del fatto che i presupposti per questo “matrimonio” ci sono tutti.

Dunque, il Rally di Monza s’ha da fare! E adesso è qualcosa di più di un semplice auspicio. Non è dato sapere se è la FIA ad aver contatto Aci Sport o viceversa, ma quello che è certo è che la federazione italiana si è fatta trovare pronta subito l’annullamento della tappa giapponese del WRC, annunciata nella giornata precedente e ventilata ormai da mesi. Servono svariati milioni di uro per realizzare una gara con la struttura di Ypres, almeno 5, ma i soldi si troverebbero anche se c’è la validità iridata. Ma ad Aci Sport piacerebbe di più una gara dal formato dello scorso anno, migliorato di poco.

Intanto, il Promoter della FIA spinge sull’acceleratore. Deve sostituire il Rally del Giappone. In cassa ballano 1.000.000 di dollari. Esattamente “unmilione” tondi tondi e tutti d’un fiato, che possono generare introiti quasi centuplicati sul territorio, considerando l’impatto che una gara del WRC potrebbe avere con almeno l’80% delle prove speciali fuori dal circuito lombardo e magari divise tra la provincia di Brescia, Pavia e Bergamo, senza nulla togliere a nessuno. Una notizia fantastica per il rallysmo italiano e mondiale. La conferma della bontà della nostra passione e delle professionalità rallystiche italiane, che rischiano di non avere eredi.

Il tempo stringe e le trattative non dovrebbero durare ancora molto. Nel giro di poche settimane potremmo avere conferme definitive sulla fattibilità del progetto, per poi cominciare a vedere impazzare il “Toto PS” su siti, blog e giornali. Ma questa è la comunicazione che fa bene ai rally, spesso vittime di attempati e improvvisati stregoni chiamati a rifare una verginità a chi è indifendibile.

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Fango e pioggia renderanno ”epico” l’Acropolis

Dici Grecia e pensi subito a mare, sole e caldo… Ma stavolta molto probabilmente non sarà così. Il meteo sta giocando e potrebbe giocare un brutto scherzo agli equipaggi impegnati all’Acropolis Greece WRC, che torna nel Mondiale dopo diverse stagioni di assenza.

Un primo assaggio di ciò che potrebbero trovare sulle impegnative strade greche, lo si è visto nelle ricognizioni del percorso di gara che sono state contrassegnate dalla pioggia che ha reso le prove una fanghiglia. Molti gli equipaggi che hanno trovato difficoltà nel corso delle stesse ricognizioni in cui si son imbattuti in muri improvvisi di nebbia, oppure sono rimasti intrappolati nel fango. I piloti hanno documentato tutto sui loro canali social, stupendosi e non poco di queste condizioni anomale che stanno trovando in Grecia. Qualcuno ha anche suggerito di cambiare la data per il prossimo anno, ma noi siamo certi che a guadagnarci sarà lo spettacolo. Poco importa se il fango copre gli sponsor.

Il meteo annuncia pioggia anche per la giornata di domani, mentre è previsto un miglioramento con assenza di precipitazioni nelle giornate di venerdì e sabato, mentre il maltempo dovrebbe rifare la sua comparsa nella giornata di domenica. Insomma, si annuncia un Acropolis durissimo con condizioni che potrebbero variare da prova a prova.

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Problema per Williams, Katsuta dà forfait all’Acropoli

Forfait del pilota giapponese di Toyota all’Acropolis Rally. Il suo nuovo copilota (Daniel Barritt è ancora infortunato), Keaton Williams, è dovuto rientrare a casa con la massima urgenza a causa di un grave problema di famiglia. Purtroppo, con così poco tempo a disposizione, non è stato possibile trovare un sostituto e Takamoto Katsuta è stato costretto ad ufficializzare il ritiro.

Il Giappone e il sogno italiano del WRC a Monza

Ne parlavamo il 20 luglio scorso in questo articolo, il Rally del Giappone era già fuori dal WRC. Ora c’è la conferma ufficiale della cancellazione della gara nipponica, già cancellata lo scorso anno per via dei troppi contagi di Covid-19 che flagellavano i distretti giapponesi. Le Olimpiadi avevano evidenziato come la popolazione non volesse altre manifestazioni di portata internazionale. Ovvio, che la sorte della prova giapponese del Mondiale Rally fosse ormai segnata. Era questione di settimane, poi diventate giorni.

La FIA non ha dato alcuna indicazione, al momento, se intende recuperare o meno la gara in meno nel calendario WRC 2021, dopo la decisione degli organizzatori dagli occhi a mandorla di gettare la spugna. Il regolamento prevede che l’assegnazione del titolo può avvenire anche con una gara in meno. Come fu per il titolo Costruttori vinto da Hyundai e quello Piloti andato a Ott Tanak con l’annullamento del Rally di Australia quando, nel 2019, il continente isolano bruciava.

In quella stagione, ricorderete, sono stati corsi tredici rally iridati, ma la FIA aveva deciso ad inizio anno di espandere il programma a quattordici gare, inserendo per la prima volta nella storia il Rally del Cile, collocato a maggio nel calendario come sesta prova del mondiale. La successione degli altri appuntamenti rimaneva invariata rispetto alla stagione 2018 e l’Australia chiudeva il calendario gare.

Alcune testate giornalistiche italiane fanno riferimento al ritorno del Rally di Monza nel WRC e l’Automobile Club d’Italia su questo è stato chiaro e coerente fin dall’inizio. L’Italia c’è, c’è sempre stata ma con una condizione categorica: la validità iridata. Monza non può limitarsi ad essere una festa di chiusura. Monza vuole essere Mondiale. La FIA, per le gare del WRC che hanno anche una base in autodromo, quest’anno chiede esplicitamente più prove speciali su strade aperte e poco circuito, mentre l’anno scorso, a causa della crisi, la maggior parte del rally iridato lombardo è stata svolta in circuito.

Le prove ci sono, il tempo non rema a favore, ma l’organizzazione che fa capo ad Antonio Turitto ha già dimostrato di sapere fare i miracoli e con l’esperienza precedente non faticherà a mettere su una gara più degna, sempre che questo venga richiesto, o dal presidente italiano delle federazione alla FIA o dalla stessa Federazione Internazionale all’Aci. La possibilità di vivere un altro anno con due gare del World Rally Championship, di cui una sulla terraferma, ha scatenato le fantasie degli appassionati che già si chiedono quali prove vedere, se ci sarà la neve…

Sebastien Ogier: ”Acropolis Rally in gran parte nuovo”

Il WRC torna finalmente in Grecia, dopo un’assenza lunga diverse stagioni. Al comando della classifica generale troviamo Sébastien Ogier, che sulle impegnative strade elleniche avrà l’ingrato compito di pulire le strade nella prima giornata di gara. Sarà la presenza numero cinque in Grecia per il sette volte campione del mondo, dopo quelle del 2009 al volante della Citroen C4 WRC quando chiuse secondo, del 2011 quando trionfò al volante della Citroen DS3 WRC ufficiale, del 2012 che lo vide conquistare il settimo posto assoluto al volante della Skoda Fabia S2000 e il decimo posto assoluto centrato la stagione successiva (2013) con la Volkswagen Polo R WRC.

Il “Lupo di Gap” si è detto entusiasta di correre nuovamente sulle mitiche strade dell’Acropolis: “E’ positivo che il Mondiale sia tornato in Grecia. Questa gara nel corso delle passate stagioni ha scritto pagine importantissime nella storia del nostro sport. Sono felice di tornare a correre su queste strade in un paese che amo moltissimo. Abbiamo già un’idea di quello che ci aspetta, ma ricordiamoci che l’evento è in gran parte nuovo, quindi sarà fondamentale prendere bene le note nei passaggi di ricognizione. Questo per me è molto bello perché partiamo tutti alla pari”.

Così come già avvenuto tra le altre cose in Sardegna, Kenya ed Estonia, il francese avrà l’ingrato compito di spazzare la strada. Nonostante questo “handicap” si dice molto fiducioso per l’esito finale della gara. “Sappiamo che sarà molto difficile per noi, in quanto apriremo noi la strada. Ma questo sta a significare che siamo in un’ottima posizione di Campionato e faremmo di tutto per tenere questo margine tra noi e i nostri avversari. Ecco, questo sarà il nostro obiettivo”.

”Si prova piacere nel guidare questa Puma Rally1”

Il francese Adrien Fourmaux ha finito l’ultimo rally iridato su asfalto in modo drammatico. Da quel giorno, il ventiseienne ha guidato la Ford M-Sport Puma Rally1 con specifiche 2022 in Francia e questa settimana in Sardegna (foto Morittu). Fourmaux ha dichiarato: “La superficie è diversa, ovviamente, dal Belgio, ma è stato davvero bello dopo l’incidente per me tornare a quel ritmo e guidare una macchina a quella velocità. Sono stato in grado di guidare per molti chilometri senza pressione e di fare molta esperienza e imparare dai test”.

“Quando hai l’ibrido completo, l’auto è incredibile. Potentissima, ha un ritmo bestiale – ha proseguito Fourmaux -. Sto ancora imparando un po’ con l’ibrido, come gli altri piloti, ma è davvero interessante lavorare di strategia e giocarcela un po’ quando lo utilizzeremo. È davvero qualcosa di nuovo, un’altra sfida interessante per la prossima stagione”.

Fourmaux ha condiviso la sessione di test con Matthew Wilson e Gus Greensmith. “È fantastico avere la possibilità di lavorare con Matthew”, ha detto. “Ha tanta esperienza, tanto tempo trascorso in tante vetture. Penso che possiamo lavorare abbastanza bene insieme, è davvero bello che condivida i suoi consigli con me. Stiamo lavorando come una squadra e stiamo spingendo nella stessa direzione”.

Alla domanda sui suoi sentimenti sull’uscita di Teemu Suninen dalla squadra, una partenza che gli apre le porte per competere nei restanti quattro round del FIA World Rally Championship in una Fiesta World Rally Car che aveva precedentemente condiviso con il finlandese, Fourmaux è lapidario: “Sono concentrato sulla mia carriera e sto facendo il meglio che posso con la squadra. Per me, ogni volta che posso entrare nelle World Rally Car o nella Puma Rally1 è fantastico, mi aiuta, mi da l’esperienza che mi serve”.

Nei piani di Toyota non c’è Kimi Raikkonen

L’addio di Kimi Raikkonen alla F1 ha acceso le fantasie di irriducibili amanti del clickbait, che già lo vedono nei rally iridati (per poter dire “noi lo avevamo detto”). Ma va detto che il ritorno di “Iceman” nel mondo dei rally e in particolare nel WRC è al momento una suggestione. Certo è che scrivendo oggi una cosa e domani il suo preciso contrario poi finisce che ci prendi.

Già in passato il nome del finlandese era stato avvicinato a Toyota più volte, ma stavolta su questo argomento è dovuto intervenire direttamente Jari-Matti Latvala. Il team principal della casa nipponica ha ammesso che la prima parte della prossima stagione con le ibride sarà impostata tutta sul programma ufficiale del WRC, mentre non si esclude che nella seconda metà dell’anno possano aprirsi le porte ad un’eventuale test anche in gara.

“Al momento non ci stiamo pensando assolutamente, anzi ad essere onesti escludo un test del genere per i primi sei mesi del nuovo anno. Chi sostiene il contrario si sbaglia – smentisce seccamente il capo di Toyota Gazoo Racing -. Saremo impegnati sul fronte WRC e ci saranno dei momenti in cui la pressione sarà altissima per tutta la squadra, quindi un test del genere non è da prendere minimamente in considerazione. In tutta onesta, non so quali siamo i desideri di Kimi dopo l’addio alla F1. Ma se guardo indietro nel tempo, Kimi nel Mondiale si è divertito molto portando grande attenzione al nostro sport. Avere un pilota come lui porterebbe tanti fan”. E dopo la prima metà del 2022? Si vedrà. In fondo, Kimi ha la fortuna di essere nell’orbita Red Bull.

Kimi Raikkonen è stato il pilota ad essere arrivato in Formula 1 con il minor numero di gare ufficiali disputate in monoposto (ventitré corse alle spalle). Nel corso della sua carriera in Formula 1 ha vinto 21 Gran Premi (10 con la Ferrari, 9 con la McLaren e 2 con la Lotus) diventando il finlandese con più vittorie all’attivo. Detiene il record del maggior numero di Gran Premi disputati, primato raggiunto nel Gran Premio dell’Eifel 2020, superando il precedente record del brasiliano Rubens Barrichello. In una recente intervista il campione finlandese della F1 ha dichiarato che – al momento – non ha alcune intenzione di tornare nel Mondiale WRC e che non sa con precisione cosa fare. Kimi ha frequentato il WRC dal 2009 al 2011, collezionando 22 presenze con miglior risultato un quinto assoluto in Turchia nel 2010.

Kimi Raikkonen sonda Red Bull e Toyota per il WRC
Kimi Raikkonen

Kimi Raikkonen e l’esperienza con i rally

Kimi Raikkonen insieme al suo co-pilota ed amico Kaj Lindström fa il suo debutto nei rally all’Arctic Lapland Rally il 23 gennaio 2009 con una Abarth Grande Punto S2000 preparata dalla Tommi Mäkinen Racing, con cui finisce tredicesimo. Il 21 febbraio partecipa anche al SM Vaakuna-Rally, tappa del campionato nazionale finlandese, dove conclude al diciassettesimo posto. Il 29 e 30 maggio debutta sull’asfalto al Rally della Marca, valido per il Trofeo Rally Asfalto 2010. Anche qui finisce in diciassettesima posizione.

Dal 30 luglio al 2 agosto debutta nel WRC partecipando al Rally di Finlandia, ritirandosi. Il 18 novembre 2009 il suo manager comunica l’intenzione del pilota di non correre nella stagione 2010 di Formula 1, e il 4 dicembre viene ufficializzato l’accordo per un anno con il Citroën Junior Team sponsorizzato dalla Red Bull, per la quale gareggerà, per 12 gare delle 13 in programma, nel Campionato del Mondo Rally.

Ha fondato una propria squadra, l’ICE 1 Racing, nata per gareggiare nel Campionato del mondo rally e poi confluita nel Campionato mondiale di motocross. Il 3 aprile 2010, al termine del terzo rally della stagione, in Giordania, Kimi si classifica all’ottavo posto, diventando così il primo pilota finlandese nella storia (ed il secondo dopo Carlos Reutemann) ad aver conquistato punti iridati sia nel campionato di Formula 1 che in quello Rally. Il 18 aprile al Rally di Turchia conquista il suo miglior risultato nei Rally finendo in quinta posizione, a 6 minuti e 44 secondi da Sébastien Loeb. Il 13 giugno con la sua Citroën C4 WRC partecipa al Rally della Lanterna conquistando la seconda posizione, battuto di pochi secondi dal compagno di marca Sébastien Ogier, vincendo la prima prova di tappa ufficiale, Laccio-Torriglia.

Il 22 agosto 2010 durante il Rally di Germania vince la sua prima prova speciale nel WRC, e conclude al settimo posto nella classifica finale del Rally: diventa così il primo pilota di Formula 1 nella storia ad avere vinto una prova speciale del Campionato del Mondo Rally. Il 18 settembre con la sua Citroën vince il Rallye du Vosgien (a Saint-Étienne-lès-Remiremont, in Francia), a cui partecipa come test in preparazione del Rally di Francia, undicesima tappa del campionato.

Dopo varie voci che lo davano una volta al Monster World Rally Team, un’altra alla Mini, un’altra al Citroën Junior Team e anche di un suo ritorno in Formula 1 con la Renault, Kimi Räikkönen spiazza tutti annunciando che correrà la stagione 2011 del WRC con il suo team, l’ICE 1 Racing, con una Citroën DS3 fornita dalla casa francese; il finlandese disputerà 10 dei 13 rally previsti.

Dal 10 al 13 febbraio 2011 partecipa al Rally di Svezia vinto da Mikko Hirvonen; Kimi si distingue in alcune SS e finisce il rally in ottava posizione. Dal 24 al 27 marzo partecipa al Rally del Portogallo, terza tappa del WRC vinto da Sébastien Ogier, finendo il rally in settima posizione. Dal 14 al 16 aprile partecipa al Rally di Giordania vinto da Ogier. A causa di una foratura Kimi chiude il rally in sesta posizione.

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Il test: la i20 Rally2 vista da Lambros Athanasoulas

Al Rally 1000 Miglia, che rappresentava il suo debutto nel CIR, non è riuscita a battere la sempre veloce Skoda Fabia Rally2 Evo. Andrea Crugnola e Pietro Ometto hanno perso per 5” contro Stefano Albertini e Danilo Fappani, che quando ci sono fanno sempre sentire la loro presenza. Ma nella prima gara nazionale, in Italia, la Hyundai i20 Rally2 era riuscita a vincere, sempre tra le mani di Andrea Crugnola, ma questa volta navigato da Gabriele Zanni.

Insomma, due gare su asfalto (oltre al debutto iridato in cui ha vinto da sola) non ci hanno permesso di capire la reale bontà della nuova Hyundai i20 Rally2. E allora, visto che mancano pochi giorni all’Eko Rally Acropolis e equipaggi come Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios, testano le loro auto da corsa sulle montagne greche, riusciamo a pubblicare le riflessioni di un driver veloce e professionale sulla i20 Rally2.

Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios, oltre che alla classifica generale dell’Eko Rally Acropolis, correranno anche per quella del WRC3. Al ritorno nella gara nazionale, Athanasoulas-Zakhaios condivideranno per la prima volta la Hyundai i20 N Rally2. Il primo contatto dell’equipaggio greco, che ha il supporto di Hyundai Hellas, con la nuova auto è avvenuto oggi, sabato 4 settembre.

Le prime immagini di una nuova macchina da corsa crea sempre attesa. Così è stato anche per la Hyundai i20 N Rally2, che, guidata da Lambros Athanasoulas, è arrivata a Pisia, Corinto, per la prima prova, su un percorso lungo 3,5 chilometri. A prima vista, era ovvio che si trattasse di un’auto completamente nuova, che si sta “preparando” per i suoi primi chilometri.

L’importanza della partecipazione dell’equipaggio greco è sottolineata dal fatto che avrà il supporto del team ufficiale, così come Oliver Solberg e Aaron Johnston, anche loro con la nuovissima Hyundai i20 N Rally2, ma nel WRC2 (sperando che questa volta il servosterzo non faccia i capricci come all’esordio assoluto).

Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios
Lambros Athanasoulas e Nikos Zakhaios

Le impressioni di Athanasoulas sulla i20 Rally2

È stata una giornata di adattamento, ma Lambros Athanasoulas ha messo a fuoco la direzione in cui si muoverà in termini di setup. Di seguito, potete leggere nel dettaglio cosa ha raccontato del suo primo contatto con la Hyundai i20 N Rally2.

“Correre in una gara come questa, con un’auto che abbiamo da appena tre giorni è fantastico. L’odore del nuovo, la bellezza della nostra arma da guerra e l’enfasi dei dettagli, la rendono speciale. Dal momento in cui ci siamo calati in auto sorridevamo. La posizione di guida è ottimale. Durante il primo giro abbiamo apportato alcune modifiche, per regolare l’auto secondo le nostre esigenze”.

“Già dopo 4-5 giri di test siamo riusciti ad essere in condizioni decisamente buone. Mi diverto sicuramente e allo stesso tempo cerco di migliorare l’auto in modo che diventi il più facile possibile da guidare, in modo che mi senta a mio agio per attaccare e godermi la gara. La Hyundai i20 N Rally2 è la più moderna che abbia mai guidato, tra la Ford Fiesta e la Skoda Fabia. La sensazione che dà il motore della Hyundai i20 N Rally2 è completamente diversa”.

“Questa macchina è molto lineare e non si sente affatto la potenza. Ovviamente non manca, perché in tal caso non potrebbe essere veloce. La gestione del motore è completamente diversa dalle altre vetture. Forse, in questo modo puoi stare più tempo sull’acceleratore e gestirlo meglio. Mi ci abituerò, ma all’inizio non posso dire di non essere rimasto sorpreso da questa differenza”.

“Penso che gli uomini e le donne che lavorano in Hyundai sappiano perché l’hanno fatta in questo modo e penso che lo abbiano fatto per renderla più lineare e più facile da guidare a da gestire. Al primo giro, ovviamente, non era perfetta, ma subito veloce. Non è difficile da guidare, è diversa dalla guida a cui ero abituato. Soprattutto, la parte anteriore è diversa da quella della Skoda. Ma dopo pochi chilometri avevo capito. L’importante era capire come guidarla, come prenderla”.

“Sto migliorando la mia guida, sto apportando alcune modifiche alla macchina e penso che presto saremo saremo a buon punto. Il nostro obiettivo è diventare tutt’uno con l’auto e poterla godere. Penso che il know-how della squadra elevato. La famiglia Solberg ci aiuta molto, Hyundai Motorsport e la sua gente pure. Ovviamente lo stesso vale per il team RedGrey, che è in piena collaborazione con Hyundai Motorsport. Faremo altri cambiamenti di setup. Non so se saranno quelli giusti ma voglio provare”.

“Le modifiche riguarderanno i differenziali, e se quello che stiamo pensando non va nella direzione che ci aspettiamo, ci atterremo a quello che ha dato i migliori risultati, con altre piccole modifiche alle sospensioni”.

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Mercato WRC: Breen pilota M-Sport per il 2022 e 2023

Grazie alle sue prestazioni con Hyundai Motorsport sulla terza i20WRC condivisa con Dani Sordo in questo arco di stagione 2021, Craig Breen si è rilanciato alla grande e ha acceso gli appetiti di M-Sport, visto che alla corte di Adamo pare non possa essergli offerto ciò che merita. Però, almeno è riuscito a farsi notare dagli altri team e quello inglese ha definitivamente fatto la proposta: 2 anni di contratto. Accettato. E pure al volo. In fondo, Craig voleva solo tornare a correre nel WRC.

E così, la favola ha un lieto fine: Craig Breen sarà, dall’1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2023 il pilota della Ford Puma Rally1 (WRC Hybrid), che però non ha ancora provato. M-Sport, che è in piena ristrutturazione, annuncerà con un comunicato stampa l’arrivo del pilota irlandese. Potrebbe farlo a giorni o anche tra qualche settimana. Ma intanto, la conferma c’è: il contratto è stato firmato.

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WRC, Finlandia: soltanto 43 iscritti al Finland Rally

Parlare di flop forse è un tantino esagerato, ma certamente le aspettative a livello di iscritti per il Finland Rally, che in questo 2021 festeggia il suo settantennale erano ben altre. Storicamente gli elenchi della gara finlandese sono sempre stati ricchi di protagonisti e di partecipanti, ma in questo 2021 complici una posizione anomala nel calendario gare (si correrà ad inizio ottobre) e una situazione economica in continuo cambiamento evidentemente hanno influito negativamente.

Sono 10 le vetture WRC/Rally1 iscritte alla gara, con uniche novità la presenza di Craig Breen al volante della terza Hyundai I20 WRC e di Esapekka Lappi che torna nella classe regina portando in gara una Yaris WRC. Forfait per Pierre-Louis Loubet, che dovrebbe (usiamo il condizionale) tornare in Catalogna ad metà ottobre.

Interessante si preannuncia il WRC2, nonostante le assenze di Andreas Mikkelsen e Marquito Bulacia. Al via troveremmo Oliver Solberg e Jari Huttunen con le Hyundai I20 Rally2, Mads Ostberg con la Citroen C3 Rally2 e i due alfieri Movisport, il russo Nikolay Grayzin e la new-entry Teemu Suninen, entrambi saranno al volante della VW Polo GTi R5, ma non si esclude un cambio dell’ultima ora per il russo che potrebbe optare per la Fiesta Rally2, qualora la gara in Grecia andasse bene.

Nel WRC3 spicca l’assenza di Kajto, dato da tutti come sicuro partente. I favori del pronostico sono tutti per i tanti piloti locali iscritti, con Erik Pietiranen, Emil Lindholm e Teemu Ansumaa nel ruolo di favoriti.

Elenco iscritti Finland Rally

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Primi chilometri con la nuova Toyota Yaris Rally1 per Evans (VIDEO)

In attesa di ufficializzare il rinnovo del contratto con Toyota Gazoo Racing per il 2022 (e oltre), il britannico Elfyn Evans ha finalmente potuto provare la nuova arma della casa nipponica, la Toyota Yaris Rally1 che debutterà al Rally Monte-Carlo 2022. Così come per M-Sport, impegnata in questi giorni in Sardegna con la nuova Puma Rally1, è tempo di test anche per Toyota che ha scelto gli asfalti della Francia per continuare lo svezzamento della nuova vettura.

Rispetto alle precedenti sessioni di test, stavolta in casa Toyota ad affiancare al volante della GR Yaris Rally1 il finlandese Juho Hänninen (collaudatore ufficiale) è stato chiamato Elfyn Evans. Una scelta che fa capire che l’accordo per il rinnovo del contratto tra il britannico (attualmente secondo della generale) e il team nipponico è praticamente cosa fatta.

Per quel che riguarda il mercato piloti, in casa Toyota non dovrebbero esserci grosse novità. Ad un passo dal rinnovo ci sono anche Kalle Rovanpera e Takamoto Katsuta, quest’ultimo correrà da “non ufficiale” anche nella prossima stagione. Mentre una quarta unità dovrebbero dividersela Sébastien Ogier, che stando agli ultimi rumor e indiscrezioni dovrebbe disputare un massimo di 6 eventi, ed Esapekka Lappi, fresco di ritorno in Toyota (anche se per una gara in Finlandia) dopo le due disastrose annate con Citroen e M-Sport.

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Valzer di sedili in Finlandia tra Lappi e Suninen

Per Esapekka Lappi sarà un ritorno in casa Toyota Gazoo Racing. La notizia dovrebbe trovare la sua ufficialità nel corso del fine settimana. I contatti tra la Casa e il team Even Management che segue Lappi si erano intensificati nell’ultimo periodo. La scelta di affidare la Toyota Yaris WRC all’ex pilota M-Sport e Citroen è da leggere anche in ottica 2022, quando con molta probabilità (stando agli ultimi rumor) il driver finlandese dividerà la Yaris Rally1 con Sébastien Ogier.

Per Lappi si tratta di un ritorno in Toyota dopo le stagioni 2017 in cui trionfo a sorpresa proprio in Finlandia e 2018. Il divorzio fu abbastanza sorprendente, il finnico salutò tutti a fine 2018 per passare da prima a Citroen (2019) e successivamente in M-Sport (2020) raccogliendo più amarezze che gioie. Ma si sa, le cose spesso cambiano, il cambio di management in Toyota con l’arrivo di Jari-Matti Latvala ha riaperto le porte di casa Toyota al figliol prodigo andato via in cerca di un successo che poi non è mai arrivato.

Questo ingaggio one-shot, quindi solo per la gara finlandese, aprirà le porte della VW Polo GTi R5 che doveva usare Lappi a Teemu Suninen che avrà una grande possibilità di riscatto dopo una prima parte di stagione disastrosa con M-Sport, tanto da portare ad un divorzio consensuale e anticipato con il team di Wilson.

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Malcom Wilson: ”Suninen non rientrava nei piani”

Sul divorzio tra Teemu Suninen e M-Sport si è detto e scritto tanto. Sull’argomento è intervenuto Malcom Wilson, che ha fatto chiarezza su quanto accaduto, specificando tra le altre cose che il pilota finnico non rientrava nei piani del team inglese per la stagione 2022.

Queste le dichiarazioni dell’amministratore delegato M-Sport rilasciate a DirtFish: “Siamo contenti dell’accordo trovato con Teemu, lui non rientrava nei nostri piani per la stagione 2022. Una volta presa questa decisione non volevamo trattenerlo e magari negargli la possibilità di trovare qualche altra possibilità. Il divorzio è avvenuto in maniera amichevole, ci siamo lasciati bene e non escludo che in futuro le nostre strade si possano rincontrare. Posso confermarvi che sulla vettura WRC per il resto della stagione troveremmo Adrien Fourmaux”.

Da parte sua Teemu Suninen e il suo entourage (BUAG Sports) stanno già lavorando per assicurare al 27enne finlandese la partecipazione al rally di casa che si disputerà da 1 al 4 ottobre. Certezze al momento non c’è ne sono, circolano però vari rumors che vorrebbero Suninen in Finlandia con una vettura Rally2, ma nelle segrete stanze si lavora a qualcosa di più grosso e che faccia rumore.

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Tra Suninen e M-Sport è divorzio immediato

Ore 18.40 di un caldo pomeriggio di fine estate, improvvisa (fino ad un certo punto) esplode la bomba in casa M-Sport, divorzio con effetto immediato con Teemu Suninen. L’annuncio è arrivato dallo stesso Suninen e dalla sua società di gestione, che hanno pubblicato sui social un post in cui si sancisce il divorzio tra il ventisettenne finlandese e il team inglese.

Il rapporto tra Suninen e la Casa inglese è cominciato nella stagione 2017 con la disputa del WRC2 ed è proseguito negli anni successivi con le stagioni da pilota “ufficiale” con la Ford Fiesta WRC nel 2019 e nel 2020. Mentre nel 2018 e in questa stagione il finnico si è alternato tra WRC e WRC2.

In un post pubblicato sui suoi canali social Teemu Suninen ha voluto ringraziare M-Sport: “E’ tempo di dire addio M-Sport. Sarò sempre grato al Team per avermi dato la possibilità di poter essere un loro pilota nel corso di questi anni. E’ stato un viaggio pieno di apprendimento con alcuni momenti indimenticabili e stupendi. Tuttavia, nulla dura per sempre, ora è arrivato il momento di cercare e passare a nuove sfide”.

In carriera il pilota finlandese ha disputato 69 eventi nel WRC, il debutto è avvenuto nella stagione 2014 al Rally di Finlandia. Il primo podio è stato in Portogallo nel 2018, mentre il miglior risultato in carriera è stato nel 2019 quando terminò al secondo posto in Sardegna.

Hyundai Motorsport: ecco chi ci sarà al Rally Finland

Hyundai Motorsport ha ufficializzato gli equipaggi che schiererà al prossimo Rally Finland, in programma dall’1 al 3 ottobre. La novità più importante riguarda la scelta di affidare la terza vettura all’irlandese Craig Breen, che sostituirà dunque Dani Sordo che invece sarà schierato sulle strade di casa del Catalunya.

Il pilota irlandese è reduce da due podi consecutivi, il primo in Estonia e il secondo ad Ypres, dove in entrambe le occasioni ha chiuso sul secondo gradino del podio. Nonostante in questa stagione Breen abbia disputato solamente quattro rally, occupa un’onorevolissima settima posizione in classifica a pochi punti di distacco dal nipponico Takamoto Katsuta, che invece dispone di un programma completo. Sarà la seconda volta in Finlandia al volante della I20 Coupe’ WRC per Breen dopo l’esperienza del 2019, che tra l’altro era il debutto con la casa coreana, dove chiuse settimo assoluto, mentre nel 2016 chiuse terzo assoluto al volante della Citroen DS3 WRC.

Chi cerca il primo successo in carriera sulle strade finlandesi è Thierry Neuville, reduce dalla prima vittoria stagionale ottenuta sulle strade di casa in Belgio. Il pilota belga vanta sette presenze in Finlandia con un secondo posto come miglior risultato ottenuto conquistato nel 2013 al volante della Fiesta WRC. Discorso completamente opposto per Ott Tanak, che cerca il terzo successo di fila in Finlandia dopo i successi ottenuti nel 2018 e nel 2019 al volante della Yaris WRC. Per l’estone reduce da due annate in chiaro-scuro con Hyundai ha dunque la grande occasione di riscatto. Nel WRC2 il team coreano schiererà due vetture affidandole rispettivamente a Oliver Solberg e al padrone di casa Jari Huttunen.

Hayden Paddon: ”Lavoriamo ad un ritorno nel WRC”

Tornare nei rally che contano. Questo è l’unico obiettivo nel cuore e nella testa di Hayden Paddon. Il neozelandese lo scorso anno era andato vicinissimo ad un mini programma di quattro gare con la Hyundai I20 Coupé WRC, poi l’arrivo del Covid-19 ha stoppato e mandato in fumo tutti i piani. Adesso, il pilota spiega che il suo ritorno nel Mondiale Rally è reso difficile da problemi di budget, in quanto reperire i fondi necessari in Nuova Zelanda è molto complicato.

“Abbiamo provato in tutti i modi a tornare nel Mondiale, lo scorso anno ci siamo andati vicinissimi, ma purtroppo è andata male – afferma Hayden Paddon -. Trovare finanziatori e finanziamenti in Nuova Zelanda è molto più complicato rispetto all’Europa. In tanti si sarebbero arresi, ma non io, questa soluzione non è sul tavolo. Posso dirvi che stiamo lavorando in ottica 2022, ma usando un approccio diverso rispetto a quello usato nel recente passato, adesso vediamo cosa porteranno i dote i prossimi mesi. Lo scorso anno abbiamo anche esaminato le vetture Rally2, quindi stiamo mantenendo aperte diverse opzioni”.

In carriera Hayden Paddon ha disputato 80 gare nel Mondiale Rally, vincendone una (Argentina 2016) e salendo otto volte sul podio ed è ricordato per la sua grande simpatia e per la spettacolarità di guida

Yves Matton: ”12 Rally1 nel 2022? È possibile”

L’attesa attorno alle nuove vetture Rally1 è enorme, tra chi non vede l’ora di vederle in azione e chi storce il naso a priori verso la novità che andrà a sostituire le inizialmente criticate e poi amate WRC Plus.

Le vetture stando a quanto dichiarato da team manager e tecnici dovrebbero essere più veloci e sicure delle attuali WRC, con la novità che saranno dotate di un sistema ibrido plug-in da 100 kW e di una cellula di sicurezza molto più resistente per proteggere in caso di urti l’equipaggio. Al momento sono 10 le vetture Rally1 sicure in ogni rally, ma secondo Yves Matton le possibilità di vedere almeno 12 vetture della massima categoria in alcuni appuntamenti è possibile. Sia Toyota Gazoo WRT che Hyundai Motorsport dovrebbero schierare quattro vetture, mentre M-Sport Ford sta lavorando per schierare regolarmente tre vetture.

“Dalle informazioni in mio possesso – spiega Matton – si partirà con almeno 10 vetture al Monte-Carlo, mentre nel corso della stagione è altamente probabile che questo numero possa crescere fino a 12 unità o forse addirittura di più. I feedback sono molto positivi, sia da parte dei costruttori che parte dei piloti è questo mi spinge ad essere estremamente positivo. Sono convinto che l’idea di schierare una quarta vettura a team possa essere una buona idea, magari affidandola ad un pilota esordiente oppure giovane. Comunque ci sono diversi piloti privati che stanno pensando a gareggiare con queste nuove vetture”.

I team stanno spingendo sull’acceleratore per quel che riguarda i test di sviluppo della vettura. Toyota ha testato la nuova Yaris questo mese, mentre in casa M-Sport si sono svolti dei test su asfalto in Francia con al volante della Puma Rally1 Adrien Fourmaux. Entrambi i team proseguiranno i test nelle prossime settimane, lavorando soprattutto su fondo sterrato.

Elfyn Evans ammette: ”Non sempre ho dato il massimo”

Nonostante la matematica lo tenga ancora in gioco per il titolo, Elfyn Evans pensa che l’inseguimento al capoclassifica Ogier sia in salita. E a ben vedere ha perfettamente ragione. Rispetto allo scorso anno, dove stupì tutti per rendimento e risultati, in questo 2021 il gallese ha forse sentito la grande pressione di partire con il ruolo di papabile per il titolo.

A quattro (tre?) gare dal termine Evans occupa la seconda posizione in classifica generale in coabitazione con Neuville, con un distacco di 38 punti dal leader Sébastien Ogier. Un vantaggio importante che carte alla mano appare difficilmente recuperabile, visto e considerato che Ogier è un pilota costante anche nelle giornate che possono apparire negative come ad esempio ad Ypres.

“Le mie aspirazioni si basano sul fatto che devo ancora lavorare tanto e migliorare. Penso che se vuoi ottenere buoni risultati, devi avere questo approccio. Se vuoi essere competitivo ai massimi livelli, questa è l’unica strada percorribile. Certo sappiamo che al momento il campionato non è ancora deciso, ma bisogna comunque essere realisti. Nonostante questo la mia mentalità e il mio approccio alle gare non cambierà. L’inizio di stagione è stato più che positivo con alcuni buoni risultati, poi c’è stato un calo. Potrebbe aver influito la questione dell’ordine di partenza, che ovviamente non ha aiutato in alcuni rally? Non è stato quello. In alcune gare non sono riuscito a dare il massimo con la vettura, dobbiamo cercare di migliorare per tornare a lottare per la vittoria”.

Presentato il protocollo sanitario per l’Acropoli WRC

E’ tutto pronto in Grecia, dove dal 9 al 12 settembre prossimi andrà in scena l’Acropolis Greece Rally che torna nel WRC dopo alcune stagioni di assenza. Tante le novità per il gran ritorno della gara ellenica nel Mondiale, la più rilevante riguarda la cerimonia di partenza che si svolgerà all’ombra del Partenone di Atene con successiva prova spettacolo nelle strade della capitale greca.

L’attesa in Grecia è notevole per questo ritorno e l’organizzazione in vista della gara ha stilato un’importante protocollo sanitario per tutte le persone che saranno coinvolte nella gara. Valutando la situazione epidemiologica del Paese e seguendo le indicazioni-suggerimenti dei collaboratori scientifici, gli organizzatori struttureranno un’area ad hoc per gli spettatori nel parco assistenza a Lamia. Potranno accedervi i soggetti vaccinati oppure i possessori di certificato di malattia, che viene rilasciato a chi ha già passato il Covid-19. I minori dai 12 fino ai 15 anni dovranno presentare un test PCR di 72 ore o un test Rapid Ag di 48 ore. Mentre i minori di 12 anni potranno entrare con un autotest negativo che verrà eseguito lo stesso giorno.

L’uso della mascherina sarà obbligatorio per tutta la permanenza nel Parco Assistenza, mentre si consiglia agli spettatori di mantenere le distanze di sicurezza (1,5 m) e di non affollarsi in unici punti. In particolare, per quanto riguarda le aree ristoro, opereranno nel rispetto dei protocolli sanitari di riferimento. Per quel che riguarda le prove speciali si raccomanda vivamente l’applicazione di tutte le misure igienico-sanitarie, con l’uso di mascherine e gel per le mani, nonché con il mantenimento delle distanze. 

Test di Wilson con la Puma Rally1 sulla PS Ouninpohja (VIDEO)

Matthew Wilson ha guidato il prototipo della Ford Puma Rally1 sulle strade finlandesi di Ouninpohja intorno a Jyväskylä ed è rimasto enormemente impressionato dalle prestazioni della nuovissima Puma ibrida e dalla sensazione all’interno dell’auto.

“Abbiamo guidato sulla PS Ouninpohja quindi, come puoi immaginare, non ho smesso di sorridere tutto il giorno. È stato fantastico. È la prima volta che guidiamo l’auto su quel tipo di strada sterrata, davvero veloce e con un grip così elevato. È stato sensazionale”.

“La potenza extra dell’ibrido si può percepire meglio qui in Finlandia e sentirla mentre stai mettendo le marce è davvero fantastico. Un vero calcio nella schiena. Con un grip così buono la sensazione dell’ibrido è accentuata, c’è meno slittamento e l’auto tende a lavorare spostandosi sul davanti”.

“Mancavo in Finlandia da 10 anni e non ero sicuro di come sarebbe stato tornare in macchina e ripartire. Sono stato in grado di risalire e riprendere velocità rapidamente. Tutto sembra davvero naturale lì dentro, ma penso che un’altra cosa importante sia il lato della sicurezza. Abbiamo questa grande sbarra in più accanto a noi e questo aiuta davvero. L’ho già detto, ma sento davvero che queste sono potenzialmente le auto da rally più sicure che abbiamo mai avuto”.

I chilometri di prova di Wilson, ex pilota del WRC, lo hanno chiaramente aiutato a riportarlo nel solco per la competizione. Ha vinto l’ultimo round del British Rally Championship in Scozia, alla guida di una Ford Fiesta Rally2, lo scorso fine settimana.

WRC, Giappone: gli organizzatori confermano il rally

Al momento il Japan Rally è confermato, questo è l’ultimo aggiornamento che arriva dal Giappone, nazione che ospiterà l’ultimo round del Mondiale 2021. La situazione Covid-19 nella terra del “Sol Levante” è in continua evoluzione e al di là delle dichiarazioni (di facciata) degli organizzatori, la gara è letteralmente appesa ad un filo sottilissimo.

La crescita dei casi di Covid-19 in Giappone in altri paesi del Sud-Est Asiatico ha portato in pochi giorni alla cancellazione del GP di F1 che si sarebbe dovuto disputare a Suzuka e alla gara delle MotoGP che era programmata in Malesia a Sepang, quest’ultima è stata sostituita dalla nostra Misano. Inoltre sono arrivate anche le cancellazioni delle gare della Coppa del Mondo GT e F3 a Macao. Quindi, dati e cancellazioni alla mano, la disputa del Japan WRC appare molto complicata. In caso di effettuazione del rally, lo staff e tutti i piloti del WRC dovrebbero sottoporsi a una quarantena di 14 giorni all’ingresso in Giappone, il che sarebbe fattibile data l’attuale struttura del calendario.

Sull’argomento è intervenuto anche Simon Larkin (Senior Manager Events WRC) che in una nota ha dichiarato: “Stiamo continuando a lavorare assieme agli organizzatori del Rally Japan e alle autorità nazionali e locali per garantire il regolare e sicuro svolgimento dell’evento. Questo già accade in tutti gli eventi in calendario.

Sul tavolo di team e promoter in caso di annullamento della gara nipponica ci sono due soluzioni, la prima è quella di far finire il campionato in Spagna per la felicità delle Case che avrebbero più tempo per lavorare e sviluppare le nuove Rally1, la seconda invece prevede l’inserimento di una gara sostitutiva, in tal caso in pole position c’è il nostro ACI Rally Monza.

Elfyn Evans: ”Tutto quello che posso fare lo farò”

Elfyn Evans, che è arrivato quarto a Ypres e si trova a 38 punti dietro Ogier, dopo la prova belga valida per il Campionato del Mondo Rally ha dichiarato: “Dobbiamo esaminare il risultato. La sensazione non era perfetta nell’ultimo giorno e non stavo davvero andando al massimo rispetto alla potenza che avrei a disposizione. Però spingevo”.

Il secondo rally interamente su asfalto della stagione è stato un evento difficile per la squadra finlandese, con i rivali di Hyundai Motorsport che li hanno superati per la prima volta dall’Arctic Rally Finland di febbraio. “Non stavamo lottando per dove volevamo essere”, ha detto Evans. “Ci aspettavamo che fosse un evento complicato e lo è stato. Come ho detto, dobbiamo analizzare alcune cose, c’è stato un calo grande. Stavo spingendo, ma non ha funzionato”.

Il Rally dell’Acropoli di Grecia del prossimo mese porterà il passaggio dall’asfalto alla terra dura. “Non vediamo l’ora che arrivi la Grecia”, ha detto Evans. “Ho già fatto l’Acropoli, l’ho fatto con la Fiesta R2 nel 2012. Naturalmente, voglio fare di meglio. Il campionato? Bene, penso che sappiamo tutti che sta andando bene per Ogier, ma sto ancora spingendo per migliorarmi. Questo è tutto ciò che posso fare. L’ho detto prima e continuerò a ripeterlo: tutto quello che posso fare lo farò”.

Sébastien Ogier su Ypres e sulla sua prestazione

Il leader del WRC era il primo nell’ordine di partenza della tappa di apertura di venerdì pomeriggio sulle strette viuzze agricole delle Fiandre occidentali. Le strade sdrucciolevoli lo hanno lasciato alle spalle di Thierry Neuville, il leader, di quasi 40 secondi, un distacco che non è riuscito a recuperare nei restanti due giorni. Alla fine la sua considerazione sul Rally di Ypres e sulle sue strade suona come una bocciatura.

“Prima della partenza, i piloti che lo sapevano ci hanno avvertito che aprire la strada poteva essere un compito arduo, ma non ho mai sperimentato niente di simile nella mia carriera e non avevo idea che sarebbe stato così complicato”, spiega Ogier. “I primi passaggi sulle PS sono stati difficili. Dopo queste ultime settimane di pioggia, il passaggio dei trattori aveva portato molto fango sulla strada”.

“Quando tutto si è asciugato, si è trasformato in uno strato di polvere che ha reso l’asfalto molto più scivoloso di quanto ci aspettassimo per le prime manche. I secondi passaggi sono andati molto meglio, ma è stato molto difficile recuperare il tempo perso”. Ogier critica anche il test pre-evento su una strada poco rappresentativa delle PS a venire. “Non ci ha permesso una preparazione ottimale”, ha detto. “Abbiamo comunque lavorato molto sulla messa a punto della vettura e abbiamo apportato le modifiche necessarie in modo da avere un feeling migliore con il progredire del weekend e tornare al passo delle migliori vetture”.

Una foratura dell’ultimo giorno ha messo fine alle speranze di Ogier di strappare un podio e si è dovuto accontentare del quinto posto. Tuttavia, i punti bonus per il secondo miglior tempo nell’ultima Wolf Power Stage gli hanno dato una grande mano nella classifica di campionato. “Ora ci lasceremo alle spalle questo rally e ci concentreremo sul prossimo. Andremo in Grecia. Amo davvero quel paese ed è parte della storia del WRC, quindi sarò molto felice di correre lì”.

WRC: la prima di Latvala con VW all’ultimo Acropoli iridato

Il Mondiale torna in Grecia dopo un’assenza lunga otto anni. Sulle magnifiche e durissime strade elleniche si sono scritte pagine e pagine di rallysmo, con uomini e mezzi messi alla dura prova dalle impegnative strade del Peloponneso.

L’ultima edizione dell’Acropolis Greece nel WRC si corre dal 31 maggio al 2 giugno 2013 su un percorso di 306 chilometri cronometrati con base a Loutraki. Al via della gara si presentano 46 equipaggi, suddivisi in 11 vetture WRC, 16 WRC2 e 10 iscritti nello Junior. Al termine di due giornate e mezzo di prove, la vittoria va all’attuale team manager Toyota Jari-Matti Latvala che conquista così la sua prima vittoria con il team Volkswagen. 

L’inizio è subito incandescente, sui 47.70 km della Kineta-Pissia succede di tutto. Il miglior tempo è firmato dal Evgeny Novikov sulla Ford Fiesta WRC seguito a 20″6 dallo spagnolo Dani Sordo (Citroen DS3 WRC) e a 36″3 dal finlandese Jari-Matti Latvala (Volkswagen Polo WRC). Ma i quasi 50 chilometri di speciali sono fatali al leader del mondiale Ogier costretto al ritiro a metà prova (tornerà in gara col super rally) per un problema tecnico alla sua Polo, mentre sia Hirvonen (servosterzo) che Ostberg (ruota staccata) escono dalla prova con ritardi pesantissimi. Sulla seconda e ultima prova di giornata la Kineta (Km 26) che si disputa in notturna, lo scratch è ancora di Novikov che allunga ulteriormente sui rivali portando a 30” il vantaggio su Sordo e a 39” quello su Latvala.

Durissima la seconda tappa del rally che si disputa sabato 1 giugno. Sono 149,56 km cronometrati che gli equipaggi dovranno affrontare con prove speciali ricavate tutte nell’area del Peloponneso. I crono scelti dagli organizzatori sono Klenia Mycenae (che nel 2009 scrisse fine alla gara di Loeb), Ghymno, Kefalari e Ziria. La gara si apre con lo scratch a pari merito di Novikov e Latvala, ma sul successivo crono, quello di Ghymno il russo fora lasciando cinque minuti sul campo è precipitando all’ottavo posto.

Latvala è bravo ad approfittarne è si porta così al comando del rally. Al termine della giornata il finnico comanda la gara con un vantaggio di 1’04” su Sordo e 1’43” su Neuville. Tornano in zona punti dopo un day1 disastroso Ogier (autore di uno scratch), Hirvonen e Ostberg.

Nessuno scossone rilevante domenica 2 giugno, ultimo giorno di gara. Sulle quattro prove in programma per un totale di 83.22 chilometri contro il tempo, Latvala controlla gli avversari è porta a casa un successo importantissimo che lo porta al secondo posto nella generale. Poco o nulla cambia nel resto della classifica generale, con Dani Sordo che porta a casa un buon secondo posto seguito in classifica dal giovane belga Thierry Neuville, unico scossone di rilievo nella top ten è quello di Hirvonen che supera Prokop al settimo posto nella generale.

WRC 2022: M-Sport tratta con Breen e Loeb, Mikkelsen in attesa

C’è fermento in casa M-Sport. Per il team di Malcolm Wilson e di Rich Millener è tempo di gettare le basi in vista della stagione 2022, che nei piani del team britannico dovrebbe essere quella del rilancio dopo alcune annate da dimenticare.

Dagli attuali movimenti di mercato, emerge che la line-up subirà sostanziali cambiamenti con Teemu Suninen ormai fuori e Gus Greensmith indeciso su chi investire le proprie risorse per correre (da ottimo pagante interessa a quasi tutti) anche nel 2022. L’unico quasi certo della conferma pare essere Adrien Fourmaux, che nonostante la brutta uscita di strada in Belgio, resta l’unica nota lieta di questa stagione in casa M-Sport.

Due sono i possibili indizi sulla conferma del francese, il primo è la sua presenza in Grecia al volante della Fiesta WRC, una decisione a sorpresa visto e considerato che fino a pochi giorni fa tutti davano per certa la presenza di Suninen, mentre la seconda deriva dal fatto che Fourmaux ha effettuato diversi test al volante della nuova Puma Rally1.

Ma chi affiancherà Adrien Fourmaux nella stagione 2022? La rosa dei nomi si sta riducendo sempre di più, al momento quelli che interessano di più, nell’ordine, sono Craig Breen (per prestazioni e capacità), Sébastien Loeb (soprattutto per mezzo di Red Bull) e Adreas Mikkelsen (per capacità ed esperienza). Le trattative tra il pilota attualmente in forza con un programma parziale con Hyundai sono in corso, da parte sua Breen non ha mai nascosto la volontà di tornare a correre nel WRC a tempo pieno.

Le ottime prestazioni del pilota irlandese sono sotto gli occhi di tutti, nel WRC con i due podi di fila conquistati in Estonia e Belgio, che fano il paio con le ottime prestazioni che sta ottenendo al volante della I20 R5 in Italia (dove è ancora in corsa per vincere il titolo Nazionale) e nell’ERC dove si sta occupando dello sviluppo dei pneumatici MRF. Per Breen inoltre sarebbe un ritorno alle origini. Infatti con la casa dell’Ovale Blu ha conquistato alcuni dei risultati più prestigiosi della sua carriera come ad esempio il titolo WRC Academy nel 2011 e lo S-WRC nel 2012.

Ma nelle ultime ore ha preso quota il nome di Sébastien Loeb. Il nove volte campione del Mondo è da sempre stato un pallino di Wilson, il manager inglese andò vicino all’ingaggio dell’alsaziano nel 2005, ma alla fine non se ne fece nulla. Le discussioni tra i due ci sono state come confermano i due interessati, ma null’altro emerge. Di certo in caso di ingaggio il programma sarebbe parziale, pochi rally e ben selezionati da far fare a Loeb e al suo fido scudiero Daniel Elena.

L’arrivo in squadra del “Cannibale” sarebbe doppiamente importante per il team britannico, in primis porterebbe in dote Red Bull, andando a rafforzare la partnership con il marchio austriaco visto e considerato che questo è anche main-sponsor di Adrien Fourmaux, quindi non sarebbe da escludere un’eventuale sponsorizzazione Red-Bull sulle fiancate delle vetture. In più Loeb porterebbe dalla sua una grande esperienza nello sviluppo della nuova vettura è potrebbe fare da “chioccia” a Fourmaux, in una stagione che potrebbe essere uno spartiacque fondamentale per il giovane talento francese.

Infine, Andreas Mikkelsen. La quotazioni del pilota norvegese sono in leggero calo. Se fino a poche settimane fa, l’ingaggio e un’eventuale partecipazione al Finlandia al volante della Fiesta WRC sembravano cosa fatta, adesso la parola d’ordine è “attesa”. Non è dato sapere se ci sia un calo d’interesse da parte di M-Sport oppure sia una semplice pretattica, resta il fatto che i contatti si sono raffreddati. Sarebbe un peccato se Mikkelsen tornasse ad essere la Cenerentola senza speranza del WRC.

Yoann Rossel si prepara all’Acropoli: ”Siamo sulla buona strada”

Obbiettivo centrato per Yoann Rossel. Il pilota francese, impegnato nel WRC3 vince anche a Ypres e allunga sulla concorrenza, mettendo una seria ipoteca sul titolo. Entusiasta per il risultato ottenuto a fine gara, il francese ha parlato dell’evento appena concluso e ha annunciato la sua presenza in Grecia.

“Quella appena conclusa è stata una settimana fantastica, ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato e aiutato, vincere su queste strade è semplicemente bellissimo. Ypres è un rally molto difficile, fin dalle ricognizioni ci si siamo accorti delle difficoltà del tracciato e dei tanti cambi di grip dell’asfalto. Vincere qui, mi ha reso felice. La vettura è stata perfetta, non ho avuto il ben che minimo problema, certo mi spiace per la foratura che ha avuto domenica mattina Sébastien Bedoret, stavamo dando vita ad una bella lotta. Il mio obbiettivo era quello di vincere per tenere lontano Kajto con cui mi confronterò sulle difficilissimi strade dell’Acropolis in Grecia”.

Con quattro eventi da disputare (Grecia, Finlandia, Spagna e Giappone) la situazione in classifica vede Rossel guidare la classifica con 45 punti di vantaggio su Kajto. Il francese ha dalla sua un solo evento in cui segnare punti contro i due del polacco, motivo per cui l’Acropolis sarà più che mai decisivo.

“Siamo sulla buona strada per portare a casa il titolo, Citroen, Saintléoc e la FFSA sono stati fin qui perfetti. Sia nella preparazione della vettura, sia nella scelta delle gare da disputare. Vincere questa gara è stato fantastico e molto importante perché ci ha permesso di allungare il divario tra noi e Kajto. Adesso andremmo in Grecia è sappiamo che sarà molto difficile”. Simpatico il post di Kajto con cui si congratula per la vittoria con Rossel.

WRC, Grecia: in 55 (2 italiani) per il ritorno dell’Acropoli nel WRC

Per il ritorno nel WRC, l’Acropoli ha registrato l’iscrizione di 55 equipaggi, un numero decente se si considera che la gara è entrata nel Mondiale 2021 in piena corsa. L’attenzione è puntata tutta sulle Hyundai i20 WRC che, se è vero che ad Ypres e più in generale sull’asfalto riescono a tenere il passo delle Toyota (Neuville e Breen erano avvantaggiati dalla conoscenza di strade su cui avevano già vinto nel recente passato), sulla terra fino ad ora ci hanno sempre rimesso l’osso del collo e sono state salvate dalla formula del super rally e dai punti delle wolf power stage.

Rispetto all’ultimo round corso a Ypres sono due le novità per quel che riguarda le vetture della classe regina. In casa Hyundai Motorsport torna Dani Sordo che affiancherà al volante della Hyundai I20 Coupé WRC il belga Thierry Neuville e l’estone Ott Tanak. Blindata la formazione in casa Toyota Gazoo Racing, mentre in casa M-Sport nuova promozione per Adrien Fourmaux che andrà ad affiancare Gus Greensmith e il locale Jourdan Serderidis.

Grandi sfide sono annunciate sia nel WRC2 con Andreas Mikkelsen, Mads Ostberg e Marquito Bulacia che si andranno a giocare punti pesantissimi in ottica campionato. Cambio di vettura per Nikolay Gryazin che abbandona la VW Polo GTi R5 per passare alla Ford Fiesta Rally2. Assente a sorpresa Jari Huttunen che alla vigilia era dato come sicuro presente.

Nel WRC3 match-point per Yoann Rossel che in caso di risultato positivo potrebbe mettere le mani sul titolo. Il francese dovrà vedersela contro l’avversario numero uno per il titolo, ovvero il polacco Kajto. A provare a mettere i “bastoni tra le ruote” ai due protagonisti del campionato troviamo Emil Lindholm, Chris Ingram e diversi piloti locali che proveranno il colpaccio sulle strade di casa.

Nota di chiusura per i nostri portacolori, saranno due gli equipaggi Italiani in gara in Grecia. Nel WRC3 troviamo Fabrizio Arengi Bentivogli con Massimiliano Bosi alle note su Fabia Rally2, mentre con la piccola 208 RC4 troviamo Carlo Covi e Michela Lorigiola.

Qui l’elenco iscritti al Rally dell’Acropoli

Thierry Neuville riflette sul successo di Ypres

Primo successo stagionale per Thierry Neuville che sulle strade di casa di Ypres ha firmato un weekend praticamente perfetto, tornando alla vittoria che gli mancava dal lontano gennaio 2020. In conferenza stampa il pilota belga ha espresso tutta la sua felicità per la vittoria conquistata che lì permette di agguantare Elfyn Evans al secondo posto in classifica generale.

“Sono felice! Tutti si aspettavano da noi un risultato di prestigio, oppure la vittoria, quest’ultima è sempre stata il nostro obbiettivo fin dalla vigilia del rally. Ho avuto il controllo del rally fin dalle prime battute, questo mi ha messo subito a mio agio permettendomi di gestire il ritmo di gara. Avrei potuto imprimere un ritmo maggiore, ma non è stato necessario. Avevo paura di poter commettere qualche sciocchezza, la quale mi avrebbe impedito di portare a casa la vittoria”.

“Questo risultato è molto importante per l’intero Team perché ci tiene in gioco in entrambi i campionati, quindi posso dire che è stato un fine settimana positivo. Abbiamo recuperato punti a Séb e Elfyn e anche in ottica Costruttori. Ho avuto l’onore di ricevere il trofeo del vincitore della mani di Jacky Ickx ed è stato emozionante. Ci conosciamo da dieci anni, spesso ci scambiamo messaggi. L’ultimo è stato sabato sera quando mi ha mandato delle emoji con delle fiamme, gli ho risposto: ci vediamo domani”. Domenica per chi legge.

Detto questo Thierry Neuville sposta il suo discorso sul suo debutto a Spa e si complimenta con gli organizzatori della gara: “Come prima cosa vorrei fare un grosso plauso agli organizzatori. Era la prima volta per loro nel WRC e hanno svolto un’ottimo lavoro. Le prove mi sono piaciute molto, mi sono divertito a guidare la macchine su queste speciali. Alla fine è stato un bel fine settimana. Correre a Spa, sul circuito più bello del mondo con una vettura WRC mi è piaciuto moltissimo. La parte dentro il circuito mi lo particolarmente apprezzata, il grip era veramente molto alto e bisogna sapersi adattare, in più le nostre vetture sono molto flessibili e alte (come assetto) è questo ti da l’effetto di planare ad alte velocità. E’ stato molto divertente”.

In chiusura la dedica al suo nuovo co-equiper Martijn Wydaeghe, vincitore di un’evento del WRC per la prima volta. “Tutti pensavano che la nostra stagione potesse essere complicata dopo il tardivo cambio di navigatore effettuato alla vigilia del Rallye Monte-Carlo – conclude Neuville -. Martijn è arrivato super motivato è sta svolgendo un’ottimo lavoro. Mi sono accorto della sua professionalità fin dai primi chilometri assieme, stiamo bene assieme nell’abitacolo. A volte mi dà una mano nella preparazione della gara, questo è molto importante, è una gran bella cosa. Sono nel mondo dei rally da molto tempo e a volte hai delle abitudini ed è bello imparare cose nuove e nuovi modi di pensare. Mi piace e mi fa sentire di nuovo più giovane. Sembra funzionare”.

WRC, Belgio: Neuville trionfa sulle strade di casa ad Ypres

Il tabù che Thierry Neuville non riuscisse a vincere una gara del WRC con la Hyundai è solo un ricordo. Dopo cinque podi e alcuni dolorosi ritiri arriva finalmente il primo successo stagionale con la i20. Il pilota belga si esalta sulle strade di casa, accompagnato finalmente da una Hyundai I20 Coupe’ WRC perfetta e si porta al secondo posto nella classifica di campionato appaiando Evans.

“La pressione su di noi era veramente molto alta – ha commentato Neuville a fine gara – nonostante questo abbiamo disputato un gran rally, mi son sentito a mio agio per tutto il week-end. La mia squadra ha lavorato benissimo, potevo far affidamento su di loro per qualunque cosa. Sono felicissimo di aver regalato a Martijn il primo successo in carriera nel WRC proprio sulle strade del nostro Belgio”.

La vittoria per il belga affiancato da inizio anno dal nuovo co-driver Martijn Wydaeghe (al suo primo successo iridato), mancava dal lontano Monte-Carlo 2020. Il locale dopo una prima parte di gara in cui ha dovuto battagliare duramente col compagno di squadra Craig Breen ha piano piano preso il largo nella seconda parte di gara terminando l’evento con un vantaggio di 30”7.

Secondo gradino del podio come detto per l’irlandese al suo secondo podio consecutivo dopo l’Estonia, mentre il terzo gradino del podio è stato arpionato dal giovane Kalle Rovanpera. Quarta piazza per Elfyn Evans, seguito in quinta posizione da Sébastien Ogier rallentato da una foratura. Nonostante il quinto posto in classifica il sette volte campione del Mondo e attuale leader del Mondiale riesce ad allungare ulteriormente su Evans, grazie al secondo posto nella power stage. Il transalpino adesso guida la classifica generale con un vantaggio di 38 punti sulla coppia Evans-Neuville.

Sesta piazza per Ott Tanak, veloce e spettacolare come sempre, ma rallentato da una foratura nella giornata di ieri. Gara da incorniciare per Yoann Rossel, il pilota francese vince tra le vetture RC2 e il WRC3, mettendo una seria ipoteca al titolo. Ottava piazza per il belga Pieter Cracco, seguito in nona piazza dal pilota teutonico Fabian Kreim, chiude la top ten Vincent Verschueren. Nel WRC2 dei cinque piloti partecipanti, solo in due vedono il traguardo. Il successo finale va al finnico Jari Huttunen che si rilancia in classifica, mentre la seconda piazza è di Nikolay Gryazin.

Classifica campionato
1
 Ogier 162    2 Evans 124    3 Neuville 124    4 Rovanperä 99    5 Tänak 87     Takamoto Katsuta 66    7 Breen 60    8 Greensmith 34    

Classifica costruttori
1 Toyota Gazoo Racing 348    2 Hyundai Motorsport 307    3 M-Sport Ford 135    4 Hyundai 2C Competition 44

Classifica WRC2
1
 Andreas Mikkelsen 98    2 Mads Østberg 87    3 Marco Bulacia 82    4 Jari Huttunen 60    5 Esapekka Lappi 59    

Classifica WRC3

Rossel 127    Kajetan Kajetanowicz 82   Nicolas Ciamin 47   Fabrizio Zaldivar 39   Pepe López 36   

WRC, Belgio: Neuville allunga nel secondo giro di prove

Thierry Neuville partirà anche per l’ultima giornata del Ypres Rally da leader. Il belga sulle strade di casa ha corso una gara praticamenta perfetta, ottimo ritmo e gran passaggi, supportato finalmente a pieno dalla sua Hyundai I20 Coupé WRC.

La gara è ancora lunga – commenta il belga – ma fino a questo momento abbiamo gestito perfettamente. La vettura sta funzionando in maniera perfetta e sono molto contento delle prestazioni che sono riuscito a tirare fuori fino a questo momento. Certo quando vai flat-out è bellissimo, ma a volte bisogna saper gestire le gare.

Il suo vantaggio, quando mancano solamente quattro prove, che si disputeranno nella mattinata di domani nell’aerea di Spa, è di 10”1 sul compagno di squadra Craig Breen, che dopo un’ottimo avvio di giornata ha potuto poco dinanzi al ritorno del belga, che dalla sua ha la grandissima conoscenza del percorso. La lotta per il successo al momento pare essere ristretta ai due alfieri Hyundai Motorsport, è sarà interessante capire se dalla casa coreana partiranno ordini di squadra con il congelamento delle posizioni.

Lotta in famiglia per la terza piazza con tutti e tre i piloti Toyota Gazoo Racing coinvolti. Al momento la terza posizione è appannaggio di Elfyn Evans che è incalzato a strettissimo giro da un’ottimo Kalle Rovanpera e da un Sébastien Ogier in crescita, dopo un day1 condizionato da una foratura. Parlando di forature non possiamo non citare Ott Tanak, che è stato escluso dalla lotta per il podio da una foratura ad inizio giornata e adesso si ritrova in sesta posizione.

Nel WRC2 comanda Oliver Solberg al volante della nuova I20 Rally2, il pilota scandinavo ha dovuto lottare per tutta la giornata con problemi al sovrasterzo, alle sue spalle il compagno di squadra Jari Huttunen e in terza posizione il russo Nikolay Gryazin, tornato in gara con la formula del super rally. Stupenda, emozionante e imprevedibile la battaglia per la vittoria nel WRC3 e tra le vetture RC2 tra il locale Sébastien Bedoret e il leader del campionato Yoann Rossel, i due dopo due giorni di gara e quasi 260 chilometri di prove speciali sono divisi da appena 9 decimi di secondo.

Gino Bux comanda nel FIA R-GT precedendo la stella francese Pierre Ragues, pilota di grande esperienza, vincitore delle European Le Mans Series 2013, mentre nello Junior WRC comanda Jon Armstrong. 

Clamoroso: la polizia belga contro Janus Ree e Marcin Rybak

In un’epoca in cui la tecnologia ha nettamente migliorato i livelli di sicurezza in fatto di fotografia nel motorsport, in particolar modo con l’introduzione dei sistemi di scatto in remoto, accade che durante il Rally Ypres 2021, la polizia belga abbia rimosso e tentato di requisire l’attrezzatura di due noti fotografi professionisti durante la prima giornata del Rally Belga, valido come ottava prova del mondiale piloti e Costruttori. 

Già il fotografo polacco Marcin Rybak ad inizio lamentava un atteggiamento eccessivamente rude da parte della polizia nei confronti dei media. Poi lo ha provato sulla sua pelle, quando la polizia ha tentato di sequestrare le sue apparecchiature, restituendole solo a condizione che si spostasse dalla zina in cui si era sistemato.

Infatti, le motivazioni del gesto da parte degli ufficiali belgi pare siano da ricercare nella presunta vicinanza alla sede stradale delle fotocamere e di un flash attivati a distanza da radio comando. Il motto della Fia, più volte ribadito e riportato sui tabard dei fotografi “safety first” pare non sia stato tenuto in considerazione dalla polizia belga, dato che il sistema di scatto remoto, ormai buona prassi consolidata nelle gare iridate, permette ai fotografi di scattare a debita distanza dalla sede stradale in tutta sicurezza.

Del resto anche Seb Ogier nel video promozionale della sicurezza dei media in merito all’uso delle fotocamere remote “they are cheap compared with your life” (sono economiche rispetto alla tua vita), evidentemente la polizia belga non ha compreso l’importanza di certe innovazioni. Infatti, nel pomeriggio se l’è presa con Janus Ree. Anche a lui hanno tentato di sequestrare le apparecchiature per lo stesso identico motivo. E anche a lui le hanno restituite a condizione che di allontanasse dal punto scelto per fare il suo lavoro.

WRC, Belgio: Thierry Neuville chiude al comando il day1

Il day1 del Ypres Rally finisce come meglio non poteva per Hyundai Motorsport e per il suo capitano Thierry Neuville. Dopo un primo giro di prove vissuto su un duello sul filo di lana tra il belga e il compagno di squadra Craig Breen separati da appena 4 decimi, nel secondo loop Neuville decide di passare alla modalità full-attack andando a vincere tutti i crono in programma è portando il suo vantaggio a 7”6.

Il podio è completato dall’altra Hyundai i20 Coupe WRC di Ott Tanak. L’estone ha perso terreno rispetto ai suoi compagni di squadra a causa di alcuni problemi al motore ed ora ha solamente 1”4 di vantaggio dalla prima delle quattro Toyota in gara, quella di Kalle Rovanpera. Il pilota finlandese, reduce dalla sua prima vittoria in carriera in Estonia, a scavalca Elfyn Evans al quarto posto per soli 8 decimi. Solita gara di testa per il leader del Campionato, Sebastien Ogier che occupa la sesta piazza ad appena 8” dal terzo gradino del podio occupato da Tanak.

Settima piazza per il nipponico Takamoto Katsuta, in difficoltà sulle difficili strade belghe, seguito in ottava piazza da Pierre-Loius Loubet. Di rilievo la gara del francese Yoann Rossel, che occupa la nona piazza assoluta e la prima di WRC3 e di RC2. Chiude la top ten Oliver Solberg, primo di WRC2 con la nuova Hyundai I20 rally2.

Anteprima WRC: Rally di Ypres tra percorsi storici e iscritti

Sarà un ferragosto bollente in Belgio, dove andrà in scena l’ottavo round del FIA World Rally Championship. Per la piccola e ricchissima nazione Europea si tratterà di un atteso debutto nel Mondiale WRC, visto che l’anno scorso questo esordio fu cancellato per via dell’epidemia di Covid-19, che sarà ospitato in due iconiche località come Ypres e il mitico circuito di Spa-Francorchamps.

Il percorso disegnato dagli organizzatori prevede un ricco menù di 20 prove speciali per quasi 300 chilometri cronometrati (295.78 per l’esattezza). Le prove venerdì e sabato sono quelle che hanno fatto la storia della gara con stradine strette con inversioni secche con profondi fossati ai lati della strada. Si parte nel primo pomeriggio di venerdì 13 agosto con quattro crono (da ripetere due volte) da disputarsi nei pressi di Ypres, dove ha sede il suggestivo parco assistenza Grote Markt, all’ombra del monumento ai caduti di Menin Gate.

Si comincia con il crono di Reninge-Vleteren (15,00 km) per poi proseguire con la Westouter-Boeschepe (19,60 km), la lunga Kemmelberg (23,62 km) famosa per i suoi tratti in ciottolato e si finisce con la speciale di Zonnebeke (9,45 km). Sarà una giornata molto impegnativa con ben 135.34 chilometri cronometrati da affrontare, distanza che è quasi la metà del rally stesso.

Molto compatta anche la giornata di sabato 14 agosto, con altri quattro crono (da ripetere due volte) per un totale di 119,92 km cronometrati. Le prove sono tutte situate a sud di Ypres, si parte con una classicissima del rally belga, ovvero il crono di Hollebeke (25,86 km), che tra le altre cose è la prova più lunga del rally. Il rally prosegue con le speciali di Dikkebus (12,49 km), Watou (13,62 km) e con la Mesen – Middelhoek (7,99 km). Lo stesso loop di prove sarà disputato anche nel pomeriggio.

Scenari completamente diversi attendono gli equipaggi nella giornata di domenica 15 agosto. Gli equipaggi saluteranno Ypres alle primissime luci dell’alba (ore 04.50) e dopo aver disputato oltre 300 chilometri di trasferimento arriveranno nel dipartimento di Spa, nelle vicinanze del confine tedesco. Si parte con la stage di Stavelot (9,05 km) e si prosegue con la Francorchamps (11,21 km), quest’ultima fungerà anche da Wolf Power Stage. Il crono di Francorchamps si disputerà all’interno dell’iconico circuito è comprenderà alcuni tratti mitici come le curve Eau Rouge, Raidillon, Malmedy e Rivage.

Iscritti Rally di Ypres

Un vero e proprio debutto col botto per l’Ypres Belgium Rally nel WRC. La storica gara belga si presenta al Mondiale con un carico di 108 equipaggi, stabilendo così il primato stagionale di iscritti. Tanti, tantissimi i piloti locali presenti, soprattutto nel WRC3 dove però si registrano alcune pesanti assenze.

Per quel che riguarda le vetture WRC/RC1, nessuna sorpresa. Solo conferme: le line-up annunciate alla vigilia dai Team. Unica novità rispetto al recente Rally Estonia è il ritorno di Adrien Fourmaux al volante della Ford Fiesta WRC. Immutate le line-up di Hyundai Motorsport con Neuville, Tanak e Breen al volante delle Hyundai I20 Coupé WRC e di Toyota Gazoo WRT con Ogier, Evans, Rovanpera e Katsuta alla guida delle Toyota Yaris WRC.

Tante le defezioni nel WRC2 che conta appena cinque iscritti. Gli occhi di tutti saranno puntati su Solberg Huttunen che porteranno al debutto la nuova Hyundai I20 Rally2. I due piloti della casa coreana, reduci da una disastrosa prestazione in Polonia, dovranno vedersela contro i due alfieri M-Sport Suninen Kristensson e contro Nikolay Gryazin.

Molto combattuto si annuncia il WRC3 che conta ben 19 iscritti. Dopo aver saltato Kenya e Estonia, torna in gara il leader del Campionato il francese Yoann Rossel che proverà a sfruttare l’occasione per allungare sui diretti inseguitori (qui assenti) per mettere una prima ipoteca al titolo. Proveranno a rendergli la vita difficile i tanti piloti locali al via tra cui Cedric De Cecco, Sébastien Bedoret Pieter Tsjonen. Nel FIA RGT ben sette Alpine-Renault A110 RGT si daranno battaglia lungo le insidiose strade del Belgio, tra queste anche i leader del campionato il francese Emmanuel Guigou. Chiusura con lo Junior WRC che vedrà solamente sei equipaggi sfidarsi, due le assenze rispetto all’Estonia.

Affrontare il Rally di Ypres WRC: i consigli di Freddy Loix

Ogni gara ha un suo re, ovvero quel pilota che riesce ad interpretare al meglio quel determinato evento e riesce a portare a casa il successo in qualunque condizione ambientale. Parlando di Ypres Rally non si può non parlare di Freddy Loix.

Il pilota di Tongeren, classe 1970, ha partecipato alla mitica gara belga per ben 22 volte raccogliendo 11 vittorie, 14 podi e ben 113 prove speciali vinte, numeri record per un pilota di grandissimo talento che nel suo palmares può vantare anche 89 gettoni nel WRC con 3 podi (2° in Portogallo 1997 e in Spagna 1998 e 3° in Portogallo 1998). Il belga, intervistato da DirtFish, ha svelato alcuni segreti e dato alcuni consigli agli equipaggi che affronteranno le strade di Ypres.

Leggere la strada: “Ypres è un’evento unico, le strade sono molto strette e scivolose, ma la cosa che rende questo evento ancora più difficoltoso sono i continui cambi di asfalto anche nella stessa prova speciale. Bisogna capire bene dove e come cambia l’aderenza, questo è un’aspetto fondamentale per far bene”.

I tagli: “I tagli saranno parte fondamentale della gara, bisogna però capire bene dove effettuare questi tagli. In alcune curve puoi permetterti di tagliare con tutta la vettura, questo può darti una velocità di uscita molto elevata. Attenzione però, commettere un’errore è facile, il rischio di forature è sempre dietro l’angolo. Con i pneumatici usati nel WRC il rischio forature dovrebbe diminuire, ma bisogna comunque stare molto attenti. Le ricognizioni giocheranno un ruolo fondamentale per individuare i punti su cui “tagliare”, soprattutto per i piloti che corrono su queste strade per la prima volta”.

Il meteo: “Il meteo gioca sempre un ruolo fondamentale a Ypres. Si preannuncia meteo soleggiato per il rally, penso che ultimamente il Belgio abbia avuto fin troppa pioggia. Al momento i fossati intorno alle strade sono abbastanza bagnati, ma bastano poche giornate di sole per far sì che asciughino”.

Posizione di partenza: “In tanti pensano che partire per primi sia un vantaggio, si pensa di trovare una strada pulita, ma non è così. Quando gareggiavo e mi capitava di partire per primo finivo la gara sempre dal secondo posto in giù. Quando parti per primo trovi sulla carreggiata una patina di sporco portata dalle vetture che hanno effettuato le ricognizioni. Quindi partire terzo oppure quarto può essere un piccolo vantaggio, in quanto la strada è più pulita. Questo fattore è molto importante nei punti di frenata per avere più grip possibile”.

Detto questo, Fast Freddy parla di Thierry Neuville: “Probabilmente Thierry è il grande favorito. Ha dalla sua un’ottima esperienza su queste strade ed è l’unico ad averci gareggiato nel 2018 con una WRC. Questo evento è fondamentale per tutto il movimento, avere un belga vincitore sarebbe fantastico. Gli organizzatori stanno facendo un grandissimo lavoro, sono perfetti è ormai da anni tutti gli altri organizzatori prendono spunto dai ragazzi del Club Superstage”.

In tutto questo però c’è un pizzico di amarezza per non poter essere al via della gara: “Non ho potuto correre per mancanza di tempo. Gestisco una concessionaria Aston Martin a Bruxelles, a causa della pandemia abbiamo passato momenti molto difficili con aperture e chiusure che si susseguivano. Prendersi una pausa per correre in questi momenti è tremendamente complicato. Naturalmente assisterò alla gara, non vedo l’ora di immergermi nella magica atmosfera di Ypres. Sarò presente per assistere due giovani promesse belghe: Sébastien Bedoret e Niels Reynvoet. Entrambi questi ragazzi hanno vissuto periodi difficili con dei programmi in continuo cambiamento a causa della pandemia, però vederli al via della gara di casa è molto bello”.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Adrien Fourmaux: ”Ypres è quasi la gara di casa per me”

Tra i piloti che non vedono l’ora di prendere parte al Rally di Ypres c’è sicuramente Adrien Fourmaux. Per il francese del team M-Sport Ford si tratta della prima partecipazione alla gara belga, anche se per lui le strade non saranno così inedite visto che abita non molto lontano dalle zone in cui si svolgerà il rally. In poche parole una sorta di “gara di casa” che lo vedrà nuovamente al volante della Ford Fiesta WRC Plus, vettura con la quale ha saputo cogliere due ottimi quinti posti in Croazia e al Safari, vincendo in occasione della gara keniota la sua prima PS iridata.

Sulla scia di questi ottimi risultati, il pupillo di Malcolm Wilson punta a ben figurare anche sulle speciali belghe per ottenere un altro risultato di prestigio, in un’annata che ha messo fin qui in risalto il talento di questo ventiseienne. “È un rally nuovo per me, e lo considero quasi come una gara di casa visto che si trova a circa 40 km dalla città in cui vivo. Per questo posso dire che le caratteristiche di queste strade non mi sono nuove e con la presenza di curve molte strette è importante avere una buona trazione in uscita per affrontare i lunghi rettilinei che seguono. Inoltre, bisognerà tenere presente che ci saranno molti tagli e questo significa che ci sarà molto fango sulla strada, quindi la posizione di partenza sarà fondamentale”, ha affermato Fourmaux.

“Sicuramente è una gara già molto impegnativa sull’asciutto, e nel caso in cui dovesse arrivare la pioggia renderebbe il tutto ancora più difficile, perché le strade si sporcherebbero ancora di più di fango visto che si corre in mezzo ai campi. In questo caso si potrebbe andare ancora più veloci con le gomme da terra! Infine, il fatto di poter competere a Ypres con una World Rally Car sarà sicuramente una bella sfida, ma sono fiducioso. Abbiamo fatto un buon test, nel quale siamo riusciti a provare anche con il bagnato. È davvero bello essere così vicini a casa, alla mia famiglia, alla famiglia della mia compagna, ai miei amici, senza dimenticare che è il rally di casa del mio copilota Renaud. Certo, vogliamo un buon risultato e di sicuro faremo del nostro meglio come sempre. Dovrei avere un po’ di vantaggio perché so già cosa aspettarmi, ma non voglio mettermi pressione.”

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Craig Breen: ”Ypres è uno dei miei eventi preferiti”

Non solo Neuville. Hyundai Motorsport per l’Ypres Rally Belgium potrà giocarsi anche la carta Craig Breen. Il pilota irlandese, ultimo vincitore della gara belga nel 2019, è un profondo conoscitore della gara avendola disputata quattro volte. La prima nel 2013 al volante della Peugeot 207 S2000 terminando terzo assoluto, le altre nel 2014 e 2015 quando segno tempi di assoluto rilievo prima di doversi ritirare per noie meccaniche alla sua Peugeot 208T16 R5. Infine l’ultima partecipazione con relativa vittoria nel 2019 al volante della VW Polo GTI R5.

Fattore da non sottovalutare, come nel caso di Neuville, è quello che Breen lo scorso anno ha disputato al volante della Hyundai I20 Coupé WRC il Rally Oudenaarde, gara con caratteristiche simili ad Ypres. I due alfieri Hyundai sono dunque gli unici ad aver corso con una vettura WRC sulle stradine del Belgio.

Intervistato dai colleghi di DirtFish, il pilota irlandese attualmente ancora in corsa per vincere il titolo CIR Sparco si è detto fiducioso in vista dell’impegno belga: “Vero che sono l’ultimo vincitore di Ypres, ma stavolta sarà completamente diverso. Stavolta si correrà per il Mondiale, ci saranno tutti i piloti più forti al mondo al via. Posso vincerlo? Perché no? Penso che potremmo giocarcela, dipenderà molto da quanto impiegherò a trovare il giusto feeling con la vettura durante la sessione di test”.

“Ho un giorno per riuscire a trovare la giusta quadra, ma non vedo perché non possiamo aspirare ad un risultato di prestigio. Ypres è uno degli eventi che preferisco, è uno dei rally più interessanti che abbia mai corso. Sulla carta sembra un “rally strano”, ma quando sei in auto ti rendi conto di quanto sia una sfida incredibile. Ad ogni incrocio la superficie cambia, è un’evento che ho sempre atteso con impazienza e merita a pieno titolo di stare nel Mondiale WRC.

La prima e unica uscita con una Hyundai I20 Coupé su asfalto nel WRC di Breen è arrivata in Croazia all’inizio di quest’anno, dove ha concluso all’ottavo posto assoluto.

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Copertina RS e oltre agosto 2021

Ott Tanak teme il Rally di Ypres e incrocia le dita

Reduce da un periodo difficilissimo in cui ha raccolto meno di quanto merita e di quanto ha seminato, il povero Ott Tanak appare rassegnato, anche se un giovane pilota come lui non dovrebbe arrendersi mai. L’estone cerca a Ypres un difficile riscatto. Difficile non perché lui non sia all’altezza dell’evento, anzi. Tutti ricordiamo un Ott Tanak da inseguire e che, quando si trovava in giornata di grazia, non concedeva neppure la possibilità di farsi inseguire. Un vero martello pneumatico. Un pilota che ci ha regalato emozioni uniche.

Il problema di Ott Tanak sembra essere la vettura: questa Hyundai i20 WRC Plus che dovrebbe essere la sua più fedele alleata si sta rivelando traditrice infedele. Un’arma spuntata che consente ai giapponesi di spadroneggiare nel Mondiale. La Hyundai i20 WRC Plus lo porta ad un passo dal piacere e poi lo fa, ormai puntualmente, cadere nel precipizio della disperazione. Una sorta di girone dei dannati di dantesca memoria, in cui i piloti Hyundai Motorsport sono abbastanza di casa in questo 2021.

Se nella classifica generale del WRC Tanak non sprofonda nelle retrovie è soltanto per questa strana regola della power stage che permette ai piloti – quest’anno sembra la regola Hyundai – di correre una mezza tappa e poi fare punti a più non posso con piloti e copiloti freschi e riposati e pneumatici nuovi. E questo è lo stesso motivo che consente a Hyundai di essere ancora lì a salvarsi la faccia.

Il pilota estone nelle ultime quattro uscite ha collezionato un terzo posto assoluto in Kenya e ben tre passi falsi in Portogallo, Sardegna ed Estonia. Per l’ex campione del mondo 2019, sarà il debutto assoluto in Belgio. “Ypres è un rally molto famoso – dichiara Ott Tanak -. Abbiamo svolto una sessione di test, che si aggiunge a quella fatta lo scorso anno prima dell’annullamento del rally, sappiamo perfettamente che sarà un fine settimana molto impegnativo e difficile. Torneremo su asfalto dopo diversi mesi. In Croazia è stato molto difficile. In questo lungo lasso di tempo abbiamo disputato il Rally di Alba per allenarci (dove poi non si è neppure presentato sul podio per la premiazione finale, sotto lo stupore freddo di migliaia di passionati), quindi speriamo di trovare fin da subito il giusto feeling con la vettura”.

Speriamo, una parola carica di fiducia e di paura. Sarà un altro flop o si interromperà questa serie negativa di prestazioni? Ott Tanak sarà di nuovo costretto a ritiro, magari, mentre domina la prima metà della gara o ce la farà a terminare un intero rally e anche sul podio? Noi speriamo vivamente questa situazione si sblocchi e che Hyundai Motorsport possa uscire da questa crisi mordace che non rispecchia in nessun modo le sue potenzialità. Ovviamente, stesso discorso è valido per Thierry Neuville (la sua dichiarazione la potete leggere qui)

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Thierry Neuville: ”Ypres? Bellissimo correre a casa”

Avrà gli occhi di un’intera nazione addosso Thierry Neuville, che sulle strade di casa del Ypres Belgium Rally cerca la prima vittoria stagionale. Il pilota belga in questa prima parte di stagione ha collezionato cinque terzi posti, sfiorando la vittoria in Kenya, quando ad inizio della terza e ultima giornata di gara è stato costretto al ritiro a causa di un errore.

Il belga è un profondo conoscitore della gara avendola disputata per ben otto volte, vincendo l’edizione 2018 al volante della Hyundai I20 R5. Un vantaggio non da nulla rispetto alla concorrenza che conosce poco o nulla le difficilissime strade di Ypres, da sempre ricche di mille insidie e trabocchetti che le rendono uniche al mondo. Il belga avrà forse l’ultima occasione per provare a riaprire la lotta per il secondo posto in classifica, in quanto appare molto difficile la rincorsa al primo posto di Ogier distante di ben 52 punti.

“Siamo tutti molto felici ed entusiasti di correre a Ypres – dice Thierry -. Ho disputato diverse volte questo rally e ho avuto l’onore di vincerlo nel 2018 al volante di una Hyundai I20 R5. E’ un rally molto difficile perché le strade sono strette e molto scivolose e i fossati su ambo i lati possono essere profondi, quindi è necessario non commettere errori e cercare di rimanere al centro della careggiata. Vedremo molta azione, perché questo è un rally su asfalto completamente diverso da quelli che noi abbiamo affrontato in passato nel WRC. In Germania, abbiamo sempre avuto tantissimi appassionati e fan belgi che venivano a tifarci. Non oso pensare all’atmosfera che vivremo nei giorni della gara”.

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Toyota punta Lappi per il WRC 2022, ma Ogier fa da ”tappo”

Il mercato piloti per il WRC 2022 si scalda giorno dopo giorno. Appena 24 ore fa vi avevamo parlato della possibilità di rivedere Andreas Mikkelsen al volante della Fiesta WRC al prossimo Rally di Finlandia. E’ di oggi la notizia che Esapekka Lappi è entrato ufficialmente nelle mire del team Toyota Gazoo Racing WRT per il WRC 2022.

Il pilota finlandese, campione del mondo WRC2 nel 2016, sarebbe vicino ad un clamoroso ritorno in Toyota, team con il quale aveva già corso nelle stagioni 2017 e 2018 andando a vincere la prima e unica gara in carriera nel WRC. A confermare questa notizia è lo stesso Jari-Matti Latvala che vorrebbe l’ex pilota M-Sport sulla terza Yaris Rally1 nelle gare in cui non correrà Sébastien Ogier.

“Vogliamo assolutamente continuare nel 2022 con Kalle e Elfyn – spiega Latvala – questa è una priorità. Poi c’è ancora da discutere con Sébastien per capire come evolverà il suo programma il prossimo anno. Al momento non è stato deciso nulla, non sappiamo ancora quante e quali gare correrà il prossimo anno, sarebbe importante saperlo per programmare il tutto, soprattutto perché dobbiamo ingaggiare un altro pilota”.

“Esapekka Lappi al momento è l’alternativa più valida, conosce bene la nostra squadra e come si lavora, inoltre anche se quest’anno ha corso poco ha comunque dimostrato il suo grande valore. In alternativa anche Jari Huttunen e Teemu Suninen sono valide alternativa, anche se Jari è ancora inesperto e Teemu viene da una stagione molto difficile”.

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Disponibile la terza Fiesta WRC M-Sport, Mikkelsen sogna

Non passa giorno che non ci siano rumors su possibili movimenti piloti per la stagione 2022. In molti casi si tratta di semplici sogni, oppure di desideri difficilmente raggiungibili. In altri casi in mezzo a questo bailamme di voci c’è un fondo di verità. I rumors che vorrebbero Andreas Mikkelsen accasarsi con M-Sport per la stagione 2022 girano ormai da inizio anno.

Da quel che emerge la volontà di portare a compimento questo matrimonio c’è da entrambe le parti, ma negli ultimi tempi sono diversi i piloti che mirano al sedile della casa britannica. Uno di questi è Craig Breen, l’irlandese attualmente in forza con Hyundai con un programma part-time, sta guardando con estremo interesse all’offerta arrivata da Malcolm Wilson.

Diverso il discorso per Andreas Mikkelsen, che non guida una vettura WRC in maniera ufficiale da fine 2019. Il norvegese potrebbe avere la grande occasione di tornare al volante di una RC1 in Finlandia, visto che M-Sport sta pensando bene di schierare tre auto. A confermare la possibilità di una terza vettura è Rich Millener, che però parla anche di un notevole sforzo economico per riuscire a chiudere il budget.

“Una terza vettura pronta ci sarebbe – spiega Millener a DirtFish – Schierarla rappresenterebbe un costo molto elevato per il team, ma se Malcom decidesse di fare questo investimento allora potremmo guardare con interesse al pilota a cui affidarla”. Il nome di Mikkelsen per questa eventuale terza vettura è il più quotato, il norvegese attualmente primo nel WRC2 sarà assente ad Ypres, ma tornerà con molta probabilità in gara all’Acropolis con la Skoda Fabia Rally2 del team TokSport.

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Progetto Renault: un pilota ufficiale per la Rally3 nel JWRC

L’evoluzione del JWRC in WRC3 Junior attira le attenzioni di Renault, che pare entusiasta di poter battagliare nella nuova Rally3. Renault ha vinto due titoli nel JWRC in passato e i suoi attuali sforzi nei rally si concentrano sulla vettura Clio RSR Rally5 a trazione anteriore, utilizzata nelle serie di trofei in tutta Europa, e sulla sua evoluzione Rally4.

Dal 2022, quando WRC Promoter assumerà il controllo del Campionato Europeo Rally, ERC4 si occuperà delle auto Rally4 a trazione anteriore attualmente viste nel JWRC e nell’ERC3. Queste auto sono destinate a perdere la propria classe, poiché la Rally3 a quattro ruote motrici viene introdotta come categoria base.

Il direttore corse clienti di Renault Sport, Benoît Nogier ha manifestato un certo interesse per la nuova serie WRC3 Junior ribattezzata che sarà aperta ai piloti under 29. “Probabilmente avremo una risposta alla domanda su come promuovere ERC3 Junior e WRC3 Junior allo stesso tempo”, ha detto parlando delle due principali serie che introducono le classi Rally3.

“Abbiamo sentito molte volte, ora non è davvero un segreto, che la FIA e immagino che anche il promotore vorrebbe promuovere le Rally3 in questo nuovo WRC3 Junior”. Ma la Renault cosa farà? Starà alla finestra? Potrebbe partecipare? “Non è ancora il momento di fare questo annuncio. Ma è ogni giorno più vicino, direi, e siamo in una posizione molto buona per confermare definitivamente il progetto”.

In che modo? “Troveremo un modo, un ragazzo che gareggia con le Clio avrà una Rally3 e un progetto ufficiale”. Quel progetto sarebbe una Clio Rally3 per affrontare potenzialmente la Ford Fiesta Rally3 di M-Sport Poland e la Yaris di Toyota che è entrata nelle prime fasi di sviluppo.

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Copertina RS e oltre agosto 2021