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Luca Pedersoli, il campione venuto dai Trofei Fiat

Dal 15 settembre 2019, Luca Pedersoli, universalmente conosciuto con il soprannome di ‘Il Pede’, ha in tasca un titolo in più. Un titolo tricolore che è il più importante della sua carriera, frutto di una stagione combattuta fino alla fine contro gli ambiziosi Simone Miele e Marco Signor.

Luca Pedersoli inizia la sua carriera nel mondo dei motori a diciassette anni nella specialità dell’enduro, in cui vince quattro campionati regionali ed un campionato nazionale. Dal 1996 inizia la sua carriera automobilistica alla guida di una Fiat Cinquecento Sporting con cui partecipa al Campionato Italiano Rally e vince la classe in tutte e otto le prove. Debutta al Rally Il Ciocco.

Nel 1997 partecipa al Trofeo Fiat Cinquecento conquistando il primo posto assoluto. Nel 1998 partecipa al Campionato Italiano Rally con una Renault Mégane Kit nella classifica “Privati”, due anni dopo porta al debutto la Fiat Punto Rally al Tour de Corse e al Rally di Sanremo con la vittoria di classe. Negli anni seguenti partecipa a diverse competizioni di carattere nazionale compresi vari campionati italiani rally.

Nel 2001 arriva il primo titolo importante: Luca Pedersoli vince il CIR 2 Ruote Motrici. Nel 2004 diventa vice campione europeo rally. Nel 2010 e nel 2011 vince il Trofeo Rally Asfalto, una serie fallimentare di Aci Sport creata per fare concorrenza all’International Rally Cup, che si trasformerà nel CIWRC, il campionato che Luca Pedersoli ha vinto il 15 settembre 2019 navigato da Anna Tomasi e che aveva già vinto nel 2014.

Tratto da Storie di Rally

Volkswagen in imbarazzo nei rally tra l’IdroGiuda e le fiamme

Per la Volkswagen Polo GTI R5 di Andrea Crugnola, al Rally del Ciocco, galeotta fu l’idroguida. Poi è sembrato filare tutto liscio. Ma il silenzio in cui si è chiuso il team ha dato da pensare. Per carità, HK Racing non ha colpe. Sicuramente è legata al rispetto di un contratto di segretezza o riservatezza nella comunicazione. Il rispetto delle regole è ammirevole.

Il problema è che le cose andavano così bene con la Polo GTI R5 (che nella comunicazione globale pare essere sole un’auto vincente) che al Rally Adriatico, il ‘povero’ Crugnola si è presentato con la Fabia R5. Figurarsi se Andrea si lasciava scappare qualcosa in merito al cambio vettura, che però non poteva passare inosservato. Ci crediamo davvero che la Fabia è stata scelta per le gare su terra perché più sviluppata?

Ma c’è di più. Da oltre 20 giorni, nell’elenco iscritti del Rally Italia Sardegna 2019, Andrea Crugnola è iscritto con la Skoda Fabia R5, che almeno ci sta permettendo di goderci la guida spettacolare del driver di Varese senza angoscie, patemi e preoccupazioni. Un errore? Ma per nessun motivo al mondo. Crugnola corre il RIS 2019 davvero con la Fabia. Dunque, qualche motivo di preoccupazione, la Polo deve averlo destato.

Preoccupazioni che, seppure non confermate, non possono non essere venute in mente ai tecnici di HK Racing, di Vieffecorse e di tutti quei team in Italia e nel mondo che hanno comprato questo gioiellino di tecnologia che ogni tanto, in modo al momento inspiegabile e imprevedibile, decide di andare a fuoco e lasciarsi divorare dalle fiamme. Sotto gli occhi dei piloti risultati sportivi in cenere e sotto gli occhi dei team manager centinaia di migliaia di euro in fiamme.

Ma non disperate, a tutto c’è rimedio e risposta. Solo alla morte non si scappa. E visto che per cinque volte, i piloti delle Polo andate a fuoco sono riusciti a salvarsi dalle fiamme, finalmente in Volkswagen hanno preso sul serio la situazione e hanno avviato una campagna di richiamo, oltre che il blocco delle consegne (di cui parliamo in questo articolo) per eliminare questo problema, anzi questi problemi, un’idroguida di nome IdroGiuda e gli incendi.

Spiace che ancora in Volkswagen non abbiano pensato ad una campagna di risarcimenti. Perchè, a pensarci bene, se un equipaggio e un team progettano una stagione con una vettura, che poi devono fermare perché ‘scotta’ troppo, beh allora non è sbagliato ipotizzare un danno causato a chi ha investito ingenti capitali che per un po’ non potrà vfar fruttare, né non termini di prestazioni sportive e ne economici.

Enrico Brazzoli vince il Mondiale WRC3 a 53 anni

La corsa al titolo WRC3 2018 era agli sgoccioli e restavano solo due appuntamenti, Spagna ed Australia, per aggiudicare il Campionato del Mondo Rally riservato alle vetture a due ruote motrici. I mattatori del JWRC, gli svedesi Emil Bergkvist e Denis Rådström, non sarebbero stati al via, il francese Jean-Baptiste Franceschi ed il britannico Tom Williams non potevano più segnare punti e, di conseguenza, neppure potersi giocare il successo. Restavano solo Enrico Brazzoli, il finlandese Taisko Lario e l’inglese Louise Cook. Alla fine, a vincere questo titolo del WRC3 sono stati i ‘nostri’ Brazzoli-Beltrame. Una bella favola col lieto fine.

Malchiodi: ‘Brazzoli e Beltrame matematicamente campioni’

Il primo ad annunciarlo è stato il direttore sportivo Aldo Malchiodi e poi la matematica: ‘Finalmente è arrivata l’ufficialità della matematica. Campioni del Mondo WRC3 con una gara d’anticipo. Ho ricevuto diverse telefonate e messaggi con richiesta di chiarimenti in merito alla classifica WRC3, che la Fia ha aggiornato dopo il Rally Catalunya e che indica il finlandese Taisko Lario al primo posto con 101 punti ed il nostro Enrico Brazzoli in seconda posizione con 98 punti – ha precisato Malchiodi -. Riporto il testo integrale dell’articolo 8.3.3 delle Sporting Regulations del Fia WRC 2018: la classifica finale del Campionato WRC3 si basa sulla somma dei punteggi ottenuti in sei rally su sette disputati e, di conseguenza, Lario deve scartare i 4 punti del Rally di Svezia. Questo riduce il suo punteggio finale a 97 punti. Brazzoli non deve scartare nulla e può addirittura aggiungere gli eventuali punti che dovesse marcare in occasione del Rally Australia, a cui è iscritto: la gara costituisce la sua sesta partecipazione. In conclusione: Enrico Brazzoli e Luca Beltrame sono matematicamente Campioni del Mondo WRC3 2018′.

A tutti e tre i piloti la matematica concedeva la chance di aggiudicarsi il Campionato del Mondo Rally WRC3. Enrico Brazzoli, come di consueto affiancato da Luca Beltrame, è tornato al volante dell’affidabile Peugeot 208 R2 gestita dal Team Vieffecorse con cui ha conquistato un brillante secondo posto di WRC3 in occasione del Wales Rally GB disputato due settimane fa: per lui sarà la terza partecipazione alla gara spagnola (primo nella Production Cup nel 2015 e quinto tra le WRC3 nel 2016) ed affronterà la gara mettendo a frutto l’esperienza maturata in passato sulle strade catalane.

Enrico Brazzoli: ‘Occasione unica il Mondiale WRC3 a 53 anni’

‘Al di là del fatto che dovevamo affrontare fondi stradali differenti, per noi questa gara non è stata certo facile: non potevamo commettere alcun errore e dovevamo raggiungere il traguardo ad ogni costo. Questo comportava una concentrazione elevatissima ed una condotta di gara assai accorta per non compromettere le nostre chance di vittoria finale – ha spiegato Enrico Brazzoli -. Come in Germania ed in Galles ce la siamo giocata con il finlandese Taisko Lario, che ha dimostrato di avere un buon passo ed era determinato ad aggiudicarsi il massimo del punteggio: per lui si trattava dell’ultima gara valida e ha dato il tutto per tutto per stare davanti a noi. Chiaramente non potevamo immaginare che sarebbe finita così. Pur di non lasciare nulla di intentato, con il team e con gli sponsor, ho preventivamente deciso di iscrivermi anche al Rally Australia del prossimo novembre. Quella del titolo era un’opportunità unica a 53 anni. Abbiamo fatto l’impossibile per ripagare in modo concreto tutti quanti ci hanno aiutato nelle ultime stagioni’.