Articoli

La Coppa del Chianti Classico sarà dedicata a Uberto Bonucci

La Coppa del Chianti Classico aggiunge al suo nome quello di Uberto Bonucci per il legame alla gara che lo ha visto protagonista in tante sue edizioni e per la quale aveva un rapporto che andava oltre la sua veste di pilota e organizzatore. Gli otto chilometri dal Molino di Quercegrossa a Castellina in Chianti ricorderanno così oggi e nel futuro il suo nome e, come spesso accade in altri sport, il numero 1 non sarà più assegnato.

La Coppa del Chianti Classico Uberto Bonucci continua la sua fase organizzativa in questo frenetico conto alla rovescia accentuato dal particolare momento che stiamo vivendo ma la voglia di andare avanti e la passione che ci lega a questo sport certamente non fermano il nostro convinto spirito di giungere all’abbassarsi della bandiera tricolore che darà il via alla 41^ edizione di questa gara.

Morto Uberto Bonucci, protagonista assoluto delle cronoscalate

Il mondo dell’automobilismo piange Uberto Bonucci, vincitore di oltre centocinquanta gare, tra cui sette titoli nel Campionato Europeo della Montagna Autostoriche e dieci titoli assoluti nel Campionato Italiano della Montagna. Al volante della sua Osella Pa 9/90 Bmw ha scritto pagine stupende dell’automobilismo in Italia e all’estero. È stato stroncato dal male incurabile che lo aveva colpito negli ultimi tempi e che non gli ha dato scampo.

Ha trionfato in più circostanze, fra le storiche, anche al trofeo Luigi Fagioli di Gubbio (ben 10 volte), alla Camucia-Cortona (5 volte) e allo Spino, dove nel 2011 ha vinto la categoria e nel 2016 ha realizzato l’assoluto, non dimenticando il secondo posto del 2019 alle spalle di Stefano Peroni. A proposito del rapporto di particolare amicizia che lo legava a Pieve Santo Stefano (vi aveva esordito nel 1976 alla guida di una A112), la Pro Spino Team lo aveva nominato suo socio onorario: più volte era venuto alle iniziative organizzate dal team e chiamava affettuosamente “Spinotti” i suoi componenti.

Bonucci, nato a Castelnuovo Berardenga ma residente a Colle Val d’Elsa, aveva 68 anni, compiuti lo scorso 13 maggio. È deceduto a causa di un male incurabile. Tra i vari successi figurano ben quattro trionfi alla cronoscalata Lago – Montefiascone. Successi ottenuti nel 2011, 2012, 2013 e 2017. A ricordare Uberto Bonucci è l’Automobile club Viterbo in un post su Facebook.

“Ci ha lasciati un grande amico – si legge nel post –, un grande protagonista della Lago Montefiascone, un grande pilota, un grande uomo. Ciao Uberto continua a vincere trofei nel cielo. Rip”.Il post dell’Automobile Club Viterbo ripercorre i grandi successi del pilota senese.

“Uberto Bandino Antonio Bonucci Ugurgeri della Berardenga – continua il post – tanto importante il suo nome, tanto importanti i titoli vinti nella sua carriera di pilota. 153 vittorie assolute nelle gare disputate in Italia e all’estero, sette titoli nel Fia campionato europeo della montagna, dieci titoli assoluti nel campionato italiano salita autostoriche”.

“Non lo vedremo più al volante della sua la sua Osella – conclude il post dell’Automobile club di Viterbo – con la quale aveva raggiunto il perfetto equilibrio tra auto e pilota e quando il semaforo segnava cinque secondi alla partenza chiudeva la visiera del casco pronto ad affrontare la strada e poi il via. Ci mancheranno i sui modi spicci con quel suo carattere che poteva sembrare brusco e forte ma allo stesso tempo aperto e buono, una persona di poche parole ma quando uscivano erano consigli e insegnamenti, dati dalla sua grande esperienza. Addio amico”.

“Uberto è stato un appassionato, un campione e un uomo per bene che mancherà alla Commissione Autostoriche e al mondo delle gare in salita. Per me è stato di grande amicizia ed aiuto nell’inserirmi così tardi nella mia vita nell’affascinante mondo delle gare in salita di autostoriche. Un abbraccio a sua moglie Marta e a suo fratello Andrea. Paolo Cantarella”, ha detto Paolo Cantarella presidente della Commissione Autostoriche dell’Aci.

Alla Coppa del Faro battaglia tra Peroni e Bonucci

Con una vera e propria “zampata” sferrata nella seconda manche di gara e un tempo record di 2’03.78, Stefano Peroni sulla Martini MK32 del Team Italia è il vincitore della Coppa Faro ultima prova del Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche appena disputatasi lungo lo spettacolare percorso di 3,8 km che si snoda all’interno del Parco Naturale San Bartolo, dal centro abitato di Pesaro al Faro che sovrasta il porto della cittadina marchigiana.

Come da pronostico, di spettacolo alla Coppa Faro non ne è mancato, a partire dai toscani Bonucci e Peroni, protagonisti di un “uno due” che ha infiammato il pubblico e gli addetti ai lavori. Di fatto il senese Uberto Bonucci sulla Osella PA 9/90 era riuscito a risolvere le noie di affidabilità della sua biposto già dalle prove del sabato e concretizzando un buon crono in Gara 1.

Nella seconda salita di gara invece l’esperto driver, già campione europeo della specialità e appena laureatosi campione italiano di 4 Raggruppamento ha commesso qualche imprecisione di guida che, sommata al notevole riscontro cronometrico dell’arrembante compagno di scuderia, gli ha fatto cedere l’onore delle armi con un piazzamento in seconda posizione di una ipotetica classifica assoluta, ma conservando l’allungo in 4 Raggruppamento.

Peroni è invece stato autore di una pregevole progressione tra prove e gara, riuscendo a trovare il giusto setup della vettura in termini di assetto e aerodinamica. Con questo risultato Stefano Peroni è campione italiano di 5 Raggruppamento. “Sono felicissimo di questo risultato – ha detto Stefano Peroni – dedico questo successo a mio padre e al team che ha lavorato in maniera incredibile, capitalizzando ogni riferimento che abbiamo avuto in prova. Questa gara è bellissima”. “Ho pagato qualche errore di guida in gara 2 – ha detto Bonucci – mentre in gara 1 ero riuscito a trovare un ottimo feeling con la vettura sebbene il percorso non avesse un grip ottimale. In generale siamo comunque soddisfatti”. 

A completare il podio dell’ipotetica assoluta è l’abruzzese Stefano Di Fulvio che ha messo a frutto le buone regolazioni alla sua Lucchini SP 90 con motore Alfa Romeo in versione Sport Nazionale che gli sono valse anche la seconda piazza del 4 Raggruppamento davanti al compagno di scuderia Bologna Squadra Corse Piero Lottini, autore di una gara senza sbavature sulla sempre affidabile Osella PA 9/90.

Anche in 2 Raggruppamento non sono mancate sfide interessanti. Prima tra tutte quella tra Peroni senior ovvero Giuliano che sulla Osella PA 3 preparata in house e con gomme decisamente rodate ha preceduto di soli 3 millesimi di secondo il pistard Mario Massaglia, rammaricato per la sfiorata vittoria del Raggruppamento sulla Osella PA 3 messa a punto da Stefano Di Fulvio, cui ha chiesto il massimo e mettendo a frutto le modifiche sulla pressione degli pneumatici.

Settimo della ipotetica classifica Generale ma primo di 5 Raggruppamento tra le vetture di Formula, si è piazzato il pilota maceratese Antonio Angiolani al volante della March 783 F3 con la ammiratissima monoposto della Bologna Squadra Corse. Rompe il patto con la sfortuna il reggiano Ildebrando Motti che guida in maniera aggressiva ma impeccabile la Porsche Carrera RS con la quale conquista il primato tra le Gran Turismo GTS oltre 2500 cc., il podio del 2 Raggruppamento ed un’ottava piazza nell’ipotetica classifica assoluta.

Ancora nel 2 Raggruppamento tra le spettacolari TC 2000 ha dato il consueto spettacolo l’emiliano Fosco Zambelli sulla Alfa Romeo GTAM con la quale si è confermato costante leader della classe TC 2000, mentre primo tra le BMW è stato il pilota locale di Pesaro Roberto Domenichelli in gara per la prima volta con una spettacolare 2002 TI.

Nel 1° Raggruppamento, quello delle vetture più anziane costruite cioè entro il 1972 e vinto da Tiberio Nocentini, ha ben figurato l’alfiere della Valdesia Classic e neo campione italiano Angelo De Angelis sulla Nerus Silhouette che ha preceduto Matteo Lupi Grassi su una Gran Turismo Prototipo A.H.Sprite Lenham, l’esperto portacolori della Bologna Squadra Corse Vittorio Mandelli sulla affascinate Jaguar E Type ed il padrone di casa e organizzatore Alessandro Rinolfi e la sua inseparabile Morris Mini Cooper S di Classe T 1300.

In 3 Raggruppamento cioè quelle costruite entro il 1981, il driver di Reggio Emilia Giuseppe Gallusi appena laureatosi campione italiano, fa prevalere la sua esperienza sulla vettura di Stoccarda 911 SC in gruppo GTS precedendo Sergio Galletti su vettura gemella e il siciliano di Bologna Salvatore Asta e la fida BMW 2002 TI. La gara, corsasi con la direzione dell’abile Fabrizio Bernetti è stata promossa dalla “P&G Racing s.r.l.”, organizzatore della parte tecnica e dalla Società “Intercontact s.r.l.” che cura la logistica e la parte economica. Nel corso della due giorni motoristica di Pesaro tutto è andato bene senza imprevisto alcuno. La manifestazione si è svolta in condizioni climatiche eccellenti e con una buona cornice di pubblico.