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Kalle e Oliver super stars: stupiscono ed emozionano

Non chiamateli figli di papà. Kalle Rovanpera e Oliver Solberg sono molto più che dei semplici figli d’arte. Per Kalle e Oliver parlano i risultati ottenuti nelle gare fin qui disputate, con Kalle che grazie al secondo posto unito alla vittoria della power-stage è diventato il più giovane leader del WRC a soli 20 anni.

Stesso discorso per Oliver Solberg che è diventato il più giovane vincitore di una gara dell’ERC, il Lettonia 2019, a soli diciassette anni e del WRC3, in Estonia, ad appena diciotto. E inevitabilmente, il giorno dopo, per i due c’è una pioggia di elogi.

Andrea Adamo in conferenza stampa loda le prestazioni di Oliver e Kalle: “La presenza di Oliver in Finlandia è stata presa durante la power-stage del MonteCarlo. Nella vita ci sono cose che si decidono senza “usare il cervello” e agendo d’impulso. Così è stato per Oliver al volante della Hyundai I20 WRC. A volte queste scelte pagano e funzionano molto di più se non pensi troppo alle conseguenze e lasci correre le tue emozioni”.

“Abbiamo bisogno di queste giovani leve – aggiunge Adamo -. Avere Kalle in testa al Mondiale, anche se corre con Toyota, e Oliver può permetterci di attirare le nuove generazioni nei rally e per mantenere vivo il futuro. Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che avere ragazzi di 19 e 20 anni tra i protagonisti del WRC, può permetterci di attirare l’attenzione dei più giovani sul nostro sport”.

Elogi ai due giovanissimi arrivano anche dal team principal di Toyota, Jari-Matti Latvala: “E’ veramente impressionante che Kalle sia diventato il più giovane leader del Mondiale, sono davvero felice. Sicuramente a breve batterà anche il mio record, ovvero quello di vincitore più giovane di un rally iridato. Voglio fare i miei complimenti anche a Oliver, si è adattato in maniera perfetta alla WRC, nonostante fosse la sua prima volta al volante. Ha fatto un lavoro straordinario, finalmente abbiamo piloti giovani pronti a giocarsi il titolo”.

Emozione nelle parole di papà Petter, che non nasconde la lacrima al termine della gara di suo figlio Oliver: “Raramente mi è capitato di rimanere senza parole, oppure di versare lacrime, ma questo fine settimana è stato incredibile. Sono orgoglioso per quanto fatto da Oliver questo week-end, sia per il suo temperamento sia per le ottime prestazioni ottenute al debutto con una vettura WRC. Vederlo sorridere e cercare di apprendere sempre qualcosa di nuovo è speciale. Voglio ringraziare Hyundai Motorsport e Andrea Adamo per la fiducia riposta in Oliver e anche Sebastian Marshall per l’ottimo lavoro svolto al suo fianco.

20 euro, uno zio pilota e inizia la leggenda di Sébastien Ogier

Ci sono 20 euro e l’intuizione dei coach di Rally Jeunes dietro gli inizi della carriera di Sébastien Ogier. E’ lo stesso Ogier ha raccontare la storia al podcast del WRC, raccontando tra le altre cose che la passione per questo sport è nata, seguendo lo zio che era pilota di autocross in Francia.

“Sono orgoglioso di dire che quelli sono stati i 20 euro spesi meglio in vita mia. Partecipai alla selezione indetta da Rally Jeunes ed ora eccomi qua, penso sia stato il miglior investimento mai fatto. Avevo uno zio che gareggiava con le vetture da autocross e da bambino lo seguivo sempre. I miei genitori mi hanno detto che la prima gara che ho visto ero ancora nel passeggino, avevo tre mesi. La passione per lo sport è nata fin da neonato. Da giovanissimo sognavo di correre nei rally, ma sapevo che era un obiettivo molto difficile per via dei costi. A quel punto sognavo di correre con le vetture auto-cross, come faceva mio zio…”.

Nella stagione 2006 arriva il debutto nei rally con affianco l’amico e il navigatore di una vita Julien Ingrassia. Dopo un primo anno di apprendistato, nel 2007 ecco il successo nei Volant Peugeot. La vittoria apre la strada del Mondiale WRC, disputa e vince al debutto il JWRC 2008 al volante della Citroen C2 S1600.

“La vittoria al debutto in Messico nel 2008 mi ha fatto acquisire molta consapevolezza nei miei mezzi e mi ha dato la possibilità di progredire nel Mondiale WRC. Con il passare degli anni son cresciuto, son arrivate nuove sfide come quelle dopo l’addio di VW e soprattutto la paternità mi ha insegnato tanto, soprattutto per quel che riguarda la gestione delle emozioni. Quando sei giovane e sei agli inizi del tuo percorso sportivo, sei molto determinato a conseguire dei risultati e pensi che sia solo la tua capacità sportiva a portati a centrare il risultato. Crescendo impari che la politica gioca un ruolo molto importante nello sport, ovviamente da giovane non mi rendevo conto di questa cosa e non sapevo gestirla. Ci sono anni in cui essere un po’ troppo onesto mi è costato qualcosa, ma anche questo fa parte di un percorso di crescita e di apprendimento. Adesso ho acquisito la giusta esperienza anche nello rispondere alle interviste, sono sempre molto onesto nelle risposte, ma ho imparato a comunicare meglio rispetto a prima. Di certo gestire le emozioni è ancora un’esercizio difficile”.

Corsi e ricorsi 2011-2021: Ucci-Ussi campioni d’Italia

Corsi e ricorsi storici: 2021-2011. Un altro CIR. Ma alla fine i tifosi soffrivano “uguale-uguale” a oggi. Già a caccia di informazioni nelle chat di WhatsApp. A proposito, che giorno è oggi? Il calendario dice 17 settembre 2011. Paolo Andreucci ed Anna Andreussi (già Ucci-Ussi) sulla Peugeot 207 Super 2000 hanno vinto l’edizione numero 31 del Rally Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero, ultima prova del Campionato Italiano Rally.

Per il pilota toscano, la navigatrice friulana e la loro Peugeot, si tratta del settimo successo stagionale su otto gare disputate. Al secondo posto ha chiuso la Abarth Grande Punto dei due friulani Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi che sono rimasti in lotta per la vittoria fino all’ultima prova speciale, dovendosi poi arrendere per soli 4”7.

“Abbiamo terminato con una vittoria – diceva a fine gara Paolo Andreucci – un campionato straordinario per me per Anna e per la Peugeot. Il punteggio, il numero dei successi possono trarre in inganno. E’ stata dura dall’inizio alla fine ed i miei avversari sono sempre stati molto bravi”.

Terzo importantissimo posto per il vicentino Franco Cunico, insieme a Rudy Pollet su una Peugeot 207 Super 2000. Con questo risultato, Cunico si aggiudica il Trofeo CSAI Indipendenti, riservato ai piloti privati, e per i migliori piazzamenti anche il terzo posto nella classifica assoluta della serie, nei confronti di Alessandro Perico qui solamente quinto alle spalle anche del ligure Alessio Pisi.

“E’ il mio dodicesimo titolo – spiegava commosso Franco Cunico – ed è quello più sofferto perché ottenuto con tanta grinta ma anche con tanta esperienza. E’ stato un campionato bello e combattuto, molto difficile per noi privati”.

Ma tra i principali motivi di interesse della gara c’era l’assegnazione del Campionato Italiano Rally Junior. Il tricolore è andato al romagnolo Simone Campedelli che con la sua Ds3 dl Citroen Team Italia, ha vinto in gara ed conquistato il prestigioso titolo riservato ai piloti più giovani. Al termine di una stagione straordinaria che ha visto lui, il navigatore Danilo Fappani e la Citroen, conquistare anche la Coppa CSAI 2 Ruote Motrici, il romagnolo ha alla fine prevalso sul siciliano Nucita, Renault, qui ritiratosi per problemi al motore.

Campedelli-Fappani 2011

“E’ un risultato straordinario per me e per il team – raccontava emozionato Simone Campedelli – che premia la grande professionalità di Citroen e la volontà di lottare fino in fondo per un risultato che sembrava ad un certo momento della stagione irraggiungibile. Non va infatti dimenticato che siamo partiti con una gara di ritardo rispetto ai nostri avversari , Devo ringraziare tutti a partire da Citroen che ha creduto in me, per proseguire con la Procar e con Andrea Crugnola, grande professionista e compagno di squadra leale”.. Già, Andrea Crugnola, campione italiano rally 2021, insieme a Pietro Ometto.

“Sono molto felice per questa vittoria di Simone – diceva ai cronisti Jean François Liénéré, responsabile del Reparto Corse Clienti Citroen Racing – e di tutta la squadra corona questo primi anno di competizioni con la Citroen DS3 R3. La vettura si è dimostrata affidabile fin dalle prime gara con prestazioni di alto livello per tutta la stagione. Tutto questo è frutto di un lavoro ottimo degli equipaggi, del team, di Citroen Racing e di Citroen Italia”.

La Mitsubishi Castrol Evo Cup è stato vinto da Antonio Pascale, in coppia con Tiziana Biondi, mentre per quanto riguarda il Trofeo Clio R3 Top, monomarca di casa Renault, successo meritato in gara per Andrea Carella e nella classifica generale per Ivan Ferrarotti, pilota di Castlenuovo Monti in provincia di Reggio Emilia.

La gara dopo le prime 10 prove speciali

Giornata decisiva l’ultima, quella del 17 settembre, per le sorti del CIR e del Rally Internazionale San Martino di Castrozza e Primiero. Ancora apertissima sia la lotta per la vittoria assoluta, tra Andreucci e Rossetti, sia quella per il Trofeo Indipendenti con Cunico che in tutti modi deve superare Pisi per aggiudicarsi la classifica in gara ed il Trofeo Csai. Il romagnolo Campedelli nel frattempo intravede il tricolore Junior. Tra lui ed il successo rimane solamente l’altro Citroen, Crugnola che al via lo precede ancora.

La seconda tappa del rally inizia con un tris mattutino cominciando dalla “Gobbera” (11,14 km, start alle 8:35) nella Valle del Vanoi, proseguendo con il “Col Perer” (13,44 km, start alle 9:35) e la terza “Val Malene” (26,87 km, start alle 10:20). L’atteso attacco di Rossetti e della sua Abarth inizia fin dal primo mattino. Il friulano vince tutte e tre le prove , anche se rosicchia solo qualche secondo all’avversario.

Il suo distacco scende infatti dai 9”2 di ieri sera fino a 4”4, questo quando al termine del rally e del campionato mancano ancora circa 15 chilometri. Incandescente anche la lotta per il Trofeo Csai Indipendenti con Franco Cunico che si porta sotto a Alessio Pisi . Il vicentino che in caso di sorpasso si aggiudicherebbe il trofeo riservato ai privati è ora a soli 3”1 dall’avversario.

Mentre Alessandro Perico continua a navigare a vista dietro ai primi quattro Simone Campedelli ha superato il compagno di colori Andrea Crugnola, incappato anche in una foratura, ed è ora virtualmente Campione Italiano Rally Junior.

L’orgoglio di Ucci-Ussi

“Sette vittorie ed un secondo posto. Se me lo avessero detto ad inizio anno non avrei creduto che potesse accadere. Ero fiducioso ad inizio stagione perché cosciente della nostra forza ma, indubbiamente, si tratta di un risultato che va al di la delle più rosee aspettative. Oggi cala il sipario su una stagione, che al di là di quello che possono far immaginare i numeri, è stata molto combattuta dove abbiamo incontrato avversari molto tenaci e che non hanno mollato mai… il testa a testa di oggi ne è l’ennesima dimostrazione”, afferma il campione italiano più vincente di sempre.

“Il nostro San Martino? Iniziato sicuramente in salita… Appena entrato nella prima prova di giovedì sera mi sono accorto di avere un inconveniente all’idroguida, appena uscito dal tratto cronometrato avevo lo sterzo durissimo.Siamo stati bravi a limitare i danni ma ancora più bravi sono stati, come sempre, i meccanici della Racing Lions… in soli tredici minuti sono riusciti ad intervenire risolvendo tutto… Se non ci fossero stati loro oggi non sarei sicuramente a festeggiare sul gradino più alto del podio”.

“Da lì in poi ho un po’ sofferto perché partendo con il numero uno ho trovato le strade sporche e ho cercato di guidare il più pulito possibile…direi che abbiamo scelto un ottimo compromesso tra l’assetto e le gomme Pirelli, ancora una volta decisive per la mia vittoria. Questa mattina siamo partiti con l’idea, più che di attaccare, di controllare gli avversari…come ho detto alla vigilia per noi era importante portare la 207 Super 2000 all’arrivo per continuare l’impressionante striscia di risultati utili della vettura”.

Gli fa eco la “sua” Anna, la Andreussi: “Ne avevamo parlato con Peugeot e con il team alla vigilia…se proprio mancava ancora una ciliegina sulla torta di questi fantastici tre anni era proprio la vittoria al Rally San Martino di Castrozza. Io e Paolo, in una carriera lunga come la nostra, non eravamo mai riusciti a conquistare questa gara…proprio per questo la nostra gioia, oggi, è ancora più grande. Ci tenevamo particolarmente anche per un motivo in più, non volevamo perdere l’occasione di fare una dedica speciale a Patrizia Sala per la sua imminente pensione”.

Classifica finale 31° Rally San Martino di Castrozza

1. Andreucci – Andreussi ( Peugeot 207 Super 2000) in 1h 11’25” 3 ; 2 Rossetti- Chiarcossi (Abarth Grande Punto Super 2000) a 4”7 ; 3. Cunico – Pollet ( Peugeto 207 Super 2000) a 2’56”8; 4. Pisi – Florean (Peugeto 207 Super 2000) a 2’59”2; 5. Perico –Carrara (Peugeot 207 Super 2000) a 3’49”3; 6. Campedelli – Fappani ( Citroen DS3 R3T) a 4’51”9 ; 7 .Taddei – Gaspari ( Peugeot 207 Super 2000) a 5’47”4; 8. Bresolin – Zortea (Peugeto 207 Super 2000) a 5’49”3 ; 9. Crugnola – Monetti (Citroen Ds3 ) a 2’12”5 ; 9. Carella – Riolfo (Renault Clio R3C) a 5’50”7; 10. Ferrarotti – Fenoli (Renault Clio R3C) a 6’08”9

2021-2011, corsi e ricorsi: ”Pede”-Romano vincono il TRA

Corsi e ricorsi della storia. La nostra storia. Dieci anni. Tanto è passato. E’ bastato voltarsi un attimo et voilà. Correva il giorno 22 ottobre 2011 e Luca Pedersoli e Matteo Romano, Citroen C4 WRC Team Magneti Marelli, si aggiudicavano, perentoriamente e per il secondo anno consecutivo, il successo nel Trofeo Rally Asfalto, serie organizzata dall’allora CSAI, la Commissione Sportiva Automobilistica dell’Automobile Club d’Italia.

I due bresciani, che alla vigilia del Rally Trofeo ACI Como partivano con un vantaggio importante su i diretti avversari, hanno avuto la strada ulteriormente spianata già nel corso della giornata di ieri. A dare loro una mano una foratura, con conseguente uscita di strada, che ha costretto al ritiro l’equipaggio formato da Felice Re e Mara Bariani, anche loro su una Citroen C4 WRC, gli unici ancora in grado di contrastarli nella corsa al titolo.

La gara comasca ha anche consegnato le ultime coppe di categoria del TRA. A vincere la classifica finale tra le Super 2000 è stato il reggiano Roberto Vellani, Peugeot 207 Super 2000, al quale è bastato arrivare secondo di gruppo, dietro a Mauri su vettura gemella ma trasparente ai fini del Trofeo. Sfortunato il siciliano Alfonso Di Benedetto, anche lui su Peugeot 207 Super 2000, costretto alla resa sull’ultimo crono mentre occupava la nona posizione. Nel Gruppo N vittoria nel Trofeo per il ligure Roberto Barchi, Mitsubishi Lancer Evo IX, che ha concluso alle spalle di un altro protagonista del TRA, l’emiliano Marco Belli al volante della versione EVO X della Mitsubishi.

Per quanto riguarda la classifica di gara, fermo Re e in corsa di contenimento Luca Pedersoli, costretto a non rischiare più di tanto per non buttare via la vittoria nel Trofeo, a prendere il sopravvento sono stati i numerosi piloti locali, che si sono dati battaglia sul filo dei secondi fino all’ultimo tratto cronometrato.

A vincere, proprio con un sorpasso sull’ultima prova, è stato il milanese Mirko Virag navigato dal comasco Domenico Pozzi su una Citroen Xsara Wrc. Virag nella lunga Val Carvagna, prova di 30 chilometri, ha fatto meglio di 13”7 rispetto al comasco Marco Silva, Ford Focus Wrc, che fino a quel momento comandava la corsa. Alla fine Silva è giunto secondo a 7”6 dal vincitore.

Terzo ha chiuso Paolo Porro, Ford Focus WRC, autore di una gara in rimonta dopo una partenza non certo veloce. Ottimo quarto è finito Luca Pedersoli , Citroen C4 WRC, che si è così portato a casa il Trofeo Rally Asfalto 2011. A seguire hanno poi chiuso Corrado Fontana, Mini Jhon Cooper Works WRC, Marco Paccagnella, Citroen Xsara WRC, Maurizio Mauri, Peugeot 207, e Roberto Vellani che, con questo risultato, non solo vince la Super 2000 ma anche si classifica secondo assoluto nel Trofeo Rally Asfalto davanti di un solo punto allo sfortunato Felice Re.

Finale particolarmente movimentato per quanto riguarda il Citroen Ds3 R3 Racing Trophy Italia. Nell’ultima prova Andrea Cortinovis al comando ha staccato una ruota, mentre l’emiliano vincitore del trofeo 2011 Roberto Vescovi, che lo seguiva a pochi secondi, ha avuto problemi all’elettronica. A vincere è stato quindi Alex Vittalini, partito molto bene, poi retrocesso per rimontare in vista del traguardo.

A due PS dal termine, il ”Pede” spingeva

E’ la prova di Sormano al Rally di Como (ultima prova del TRA 2011 con il titolo ancora in ballo) ad aprire la seconda giornata di gara, giornata che non vede al via Marco Roncoroni che con la sua Renault Clio aveva chiuso primo del gruppo R3 e molto in alto nell’assoluta. Ad impedirgli di prendere il via la rottura del motore della sua vettura proprio negli ultimi metri del tratto conclusivo della prima frazione di gara.

Parte invece molto forte Luca Pedersoli, che alla faccia di qualsiasi tattica, vince nettamente la prima prova davanti a Virag e Silva, riproponendosi anche in chiave vittoria finale. Ora il bresciano è secondo, alle spalle di Silva, staccato di 8”9.

Perde terreno in questa prova proprio Carlo Galli, solamente sesto nel crono a 12” dal primo. Galli retrocede in quarta posizione, causa un testacoda, superato anche da Virag. Il pilota di Bellagio fa però meglio rispetto alla Mini Wrc di Corrado Fontana. Sulla Mini Jhon Coopre all’ultimo parco assistenza di ieri sono intervenuti per sistemare l’assetto, ma le cose non sembrano andare ancora nel senso giusto.

La seconda prova della giornata è quella di Pian Rancio. Galli, che abita proprio su questo tratto cronometrato, si riprende e realizza il miglior tempo anche se solamente di 7 decimi più veloce rispetto a Virag. Porro è terzo, mentre il leader Silva perde quasi 8” dal migliore. Pedersoli perde moltissimo , ben 23” su 11 chilometri. Per lui un testacoda proprio nell’ultima parte della prova. In classifica Silva, che denuncia un problema probabilmente di elettronica al motore che va in protezione, è ancora primo davanti di 7”8 rispetto a Virag e di 10”7 su Galli.

Pedersoli quarto è ora a 24”2. Porro è quinto; un problema di fumo in abitacolo lo sta rallentando pesantemente. Per quanto riguarda la classifica degli iscritti al Trofeo Rally Asfalto Pedersoli è primo davanti a Fontana e Di Benedetto che è nono nell’assoluta con la Peugeot 207 S2000. Tra le Citreon continua il serrato duello tra Cortinovis, decimo nell’assoluta, e Vescovi , dodicesimo.

Paolo Porro va a vincere il Rally della Marca in sofferenza

In un recente editoriale si parlato del Rally della Marca 2013, anno del trentesimo compleanno della corsa trevigiana che ha scritto pagine molto importanti della storia rallystica nazionale. Il parallelo si è creato per via del cambio di proprietà avvenuto quest’anno, che segna un nuovo coro per la gara. Ma in realtà, l’occasione è ghiotta anche per ricordare come andò a finire quel Marca 2013, vinto da battagliero Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, al volante della Ford Focus WRC.

Il secondo appuntamento del Trofeo Rally Asfalto ha confermato le previsioni della vigilia. Infatti, nell’arco delle nove prove speciali previste all’interno del 30° Rally della Marca, è emersa la determinazione di Paolo Porro, navigato da Paolo Cargnelutti, al volante della Ford Focus Wrc del Bluthunder Racing Italy. Sei speciali vinte ed un vantaggio di 29”4 sul secondo classificato la dicono lunga sul perentorio successo del comasco che così bissa il successo del Rally della Lanterna e prende il largo nell’assoluta del Trofeo Rally Asfalto.

“Sono stato male tutta la notte e dunque ho faticato davvero molto in gara, però è arrivato un successo che mi soddisfa tantissimo. Certo stamattina volevo quasi mollare, poi la mia fidanzata e Cargnelutti mi hanno dato la spinta per proseguire. In fondo alla fine tutto ha funzionato al meglio, comprese le nuove Pirelli 5 , davvero ottime”.

Secondo gradino del podio per Eddie Sciessere, in coppia con Orian, che almeno nella circostanza ha raccolto un importante piazzamento e punti preziosi in chiave campionato. Il bassanese ha vinto anche le ultime tre prove in programma, quando in effetti ha sensibilmente mollato il vincitore Porro. “Ho veramente sofferto tutta la gara, con il mio ginocchio che sempre più mi faceva male, però, adesso è finita e almeno rimane il secondo posto ed i punti conquistati. Complimenti a Paolo Porro per la gara che ha fatto. Più di così non potevo proprio fare. Ora pensiamo alla prossima”.

Podio completato dal rientrante Tobia Cavallini, alle note Sauro Farnocchia, che ha cercato di scoprire il più rapidamente possibile la Ford Fiesta Wrc, targata A-Style, per lui novità assoluta. Subito fuori dal podio Marco Signor che in gara con la Skoda Fabia Super2000, targata Dp Autosport, ha ottenuto anche la vittoria fra le Super2000, oltre che il primato nell’interessante Coppa Michelin.

Quinta piazza assoluta per Efrem Bianco, al suo fianco Vettoretti, che ha utilizzato una Peugeot 207 Super2000. Stessa vettura per i sesti classificati Lamonato – Angeli, mentre Roberto Vellani, navigatore Amadori, ha ottenuto il settimo posto assoluto, pilotando la Peugeot 207 Super2000 del Power Car Team.

In chiave iscritti campionato, il reggiano si piazza quinto, mantenendo così la quarta posizione nell’assoluta TRA. Ottava posizione per la Ford Focus Wrc di Cobbe-Grassi e nona per il tedesco Uwe Nittel, in coppia con Ruf, al volante della Mitsubishi Lancer Evo IX. Top Ten completata da Tiziano Gecchele, alle note Peruzzi, che con la Renault Clio del Team Palladio ha vinto la classifica delle Super1600. Da sottolineare anche la vittoria in gr.N per il barese Laganà, navigato da Messina, che con la sua Mitsubishi Lancer Evo X porta a casa altri punti nel campionato TRA.

Infine bella lotta, sul filo dei secondi, nel Suzuki Rally Cup, con Alessandro Uliana, alla sua destra Mirolo, e Paolo Amorisco, navigato da Alessandra Cavallotto, che hanno utilizzato al meglio le loro Suzuki Swift 1600. Rush finale nell’ultima prova di “Castelli” e vittoria per il veneto Uliana. Vittoria e punti pesanti in ottica campionato Suzuki. Rally che va in archivio con la soddisfazione degli organizzatori dell’ASD Scuderia Motor Group di Montebelluna, grazie anche al tantissimo pubblico che si è riversato lungo le belle e classiche prove sui Colli Trevigiani.

Classifica finale Rally della Marca 2013

1. Porro – Cargnelutti (Ford Focus Wrc) in 1h 27’45”5; 2. Sciessere – Orian (Citroen Xsara Wrc) a 29”4; 3. Cavallini – Farnocchia (Ford Fiesta Wrc) a 2’07”9; 4. Signor – Bernardi (Skoda Fabia Super2000) a 4’29”2; 5. Bianco – Vettoretti (Peugeot 207 Super2000) a 4’44”3; 6. Lamonato – Angeli (Peugeot 207 Super2000) a 4’58”6; 7. Vellani – Amadori (Peugeot 207 Super2000) a 5’29”0; 8. Cobbe – Grassi (Ford Focus Wrc) a 5’41”6; 9. Nittel – Ruf (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 6’28”3; 10. Vescovi–Guzzi (Renault Clio R3) a 7’30.2.

Rallysmo piemontese in lutto: addio Fulvio Fancelli

Lutto nel rallysmo in Piemonte, soprattutto nella Biella Corse, per la scomparsa del rallysta Fulvio Fancelli, 73 anni, deceduto all’ospedale di Borgomanero a causa di complicazioni legate al coronavirus. I rally sono stati la sua grande passione, per tutta la vita, e a loro si era dedicato prima per hobby e poi per lavoro. Fulvio era molto conosciuto nell’ambiente.

Un pezzo di storia del rallysmo se ne va. Fulvio Fancelli, pilota di rally, direttore sportivo di team poi commissario di gara nelle corse su strada era ricoverato a Borgomanero per coronavirus.

Personaggio popolarissimo nel rally sin dagli anni Settanta, aveva gareggiato a fianco dei piloti più noti e con il novarese Filippo Roggia nel 1981 vinse il campionato italiano nella classe sino a 1150 di cilindrata bissando nell’anno successivo con il primo posto nel trofeo Ford Italia con i colori della Biella Corse.

Da “gentleman driver” del rallysmo locale, il suo nome resta legato alla storia di scuderie come la Tre Gazzelle di Novara, la Vaemenia di Omegna e la Biella corse. Negli anni Ottanta, epoca d’oro per il motorismo delle due province, fu direttore sportivo della scuderia Tam-Auto fondata dal medico Peppino Zonca portando alla vittoria piloti come Franco Cunico e auto come la Delta a quattro ruote motrici o la prestigiosa Lancia 037. Non è ancora fissata la data del funerale.

Takamoto Katsuta: dal Giappone con furore (VIDEO)

Takamoto Katsuta, all’anagrafe かつたたかもとnasce a Nagoya, 17 marzo 1993. Rallysta giapponese, che corre attualmente per la Tommi Mäkinen Racing nel campionato WRC 2. Svolge anche il ruolo di collaudatore per il team di rally Toyota.

La vittoria più importante è stata nella classe WRC-2 al Rally di Svezia 2018. A dicembre 2019 viene ufficializzato come pilota ufficiale della Toyota nel WRC, dove nella stagione 2020 prenderà parte al alcune gare selezionate.

Ott Tanak: un po’ campione e un po’ star

Ha vinto nel 2008 il campionato nazionale estone, correndo nel team MM-Motorsport di Markko Märtin. Nel frattempo ha debuttato nel campionato del mondo rally classificandosi ventesimo assoluto nel Rally del Portogallo del 2009. Parliamo di Ott Tanak da Kärla, nato il 15 ottobre 1987.

Nel 2009, oltre a gareggiare nel campionato estone, prese parte al Pirelli European Star Driver Shootout, vincendo il trofeo e ottenendo la possibilità di correre in alcune tappe del mondiale 2010 con una Mitsubishi Lancer Evo X. Nel contesto della categoria PWRC ha conseguito due vittorie di classe in Finlandia e in Gran Bretagna e un secondo posto in Francia, chiudendo quarto nella relativa classifica finale.

Nel 2011 ha iniziato a guidare una Ford Fiesta S2000, preparata dal team di Markko Märtin. Nel rally del Messico ha ottenuto il primo punto iridato, mentre per quanto riguarda la categoria S2000 (SWRC) ha terminato al terzo posto in Messico e in Finlandia e ha vinto i rally di Sardegna, Germania e Francia, giungendo secondo nella classifica del campionato alle spalle di Juho Hänninen. In occasione dell’ultimo rally stagionale, in Gran Bretagna, ha guidato una Ford Fiesta RS WRC per il team M-Sport.

Ott Tanak è autore di un'altra prestazione maiuscola sulla PS2

Per il 2012 è stato confermato alla guida della Fiesta RS WRC del team M-Sport per l’intera stagione, ottenendo in Svezia la sua prima vittoria in una prova speciale, la numero 14, e in Sardegna il suo primo podio. Ha terminato l’annata in ottava posizione nella classifica piloti.

Nel 2019 vinse il titolo mondiale, divenendo così il primo pilota estone a laurearsi campione del mondo e riportando la propria nazione sul podio finale di stagione a distanza di 15 anni, quando fu Markko Märtin nel 2004 a chiudere l’annata iridata al terzo posto.

La conquista matematica dell’alloro iridato avvenne al termine del Rally di Catalogna, penultima gara della stagione. Nel 2020 gareggerà con la scuderia Hyundai Motorsport. Conclude il mondiale al terzo posto risultando il miglior pilota Hyundai, che si aggiudica il titolo costruttori per il secondo anno di fila .Ottiene l’unico successo stagionale nel rally di casa, il Rally d’Estonia.

Dani Sordo: una storia che parte sulle due ruote sterrate

Tra gli appassionati è semplicemente Dani. All’anagrafe è Daniel Sordo Castillo. Corre dal 2003 con la squadra ufficiale Hyundai nel Campionato del Mondo Rally. Viene alla luce a Torrelavega il 2 maggio 1983. Dani Sordo ha iniziato con il motocross quando aveva dodici anni, ma aveva già esperienze di hillclimbing, kart e campionati turismo.

La sua prima apparizione in una gara del World Rally Championship è stata con il Rally di Catalogna, la prova spagnola della stagione, nel 2003 a bordo di una Mitsubishi Lancer Evo VII, arrivando al 18º in classifica generale. Ha vinto inoltre il Campionato Spagnolo Junior del 2003, confermando il titolo anche nel 2004, mentre accumulava altre partecipazioni a prove WRC in Argentina (ritiro), Francia (tredicesimo) e in Spagna (ventesimo).

In quest’ultima prova lascia la sua Mitsubishi per passare a una Citroën C2 S1600, confermando la scelta nel 2005, con un’intera stagione nel Junior World Rally Championship (JWRC) con la squadra belga Kronos Racing. Nel frattempo Dani ha cambiato il proprio navigatore, passando a Marc Martí, ex-copilota del plurititolato Carlos Sainz. Dopo i successi in Sardegna, Finlandia, Germania e Spagna, conquista il titolo mondiale Junior.

WRC 2021: Hyundai con Sordo al Monte e Breen in Svezia

Tutte queste esperienze accumulate permettono a Sordo di poter correre la stagione successiva con una Xsara World Rally Car come terzo pilota nel campionato del mondo di rally del 2006.

Alcuni buoni risultati, come i podi in Catalogna e in Corsica, permettono subito a Daniel Sordo di diventare il secondo pilota della squadra già dal rally di Germania, gerarchicamente dietro al campione Sébastien Loeb e davanti al connazionale Xavier Pons. Sordo termina il 2006 con quattro piazzamenti sul podio, 49 punti e un quinto posto in classifica generale.

La squadra ufficiale Citroën Sport ritorna ufficialmente nel 2007, e conferma Sordo come seconda guida della squadra. Sébastien Loeb invece sarebbe stato determinato a vincere un altro titolo mondiale, il primo a bordo della nuova C4, erede dell’affidabile Xsara.

Sordo comincia subito con un secondo posto al rally di Monte Carlo, e in stagione raggiungerà il podio altre sei volte; ossia in Portogallo, Sardegna, Spagna, dove passò per la prima volta in testa alla classifica WRC in carriera, Francia, Giappone e infine Irlanda. Con 65 punti è quarto in classifica piloti, alle spalle del compagno Loeb e dei finnici Marcus Grönholm e Mikko Hirvonen.

Nella stagione 2008, dopo soli tre punti nelle prime tre prove, Sordo inanella podi in Argentina e nell’esordiente prova della Giordania. Il 12 luglio, Sordo vince l’SM O.K. Auto-Ralli, quinta prova del campionato di rally della Finlandia. Inizialmente doveva essere solo un test, ma via via la squadra lo invitò a prepararsi lì in vista dell’imminente Rally dei “mille laghi”. Sordo riesce a conquistare la sua prima vittoria dal suo approdo al WRC.

Ritornato nel vero campionato del mondo World Rally Championship, Sordo sulla sua C4 WRC arriva in quarta posizione; nelle successive buone prove la Citroën riesce ad accumulare un buon vantaggio anche in classifica costruttori nei confronti della rivale Ford (27 punti).

Al termine della stagione Daniel Sordo conquista la terza posizione assoluta, il suo miglior risultato in carriera fin qui ottenuto. Dal 2011 al 2012 Dani corre per il Mini WRC Team, dove trova come compagno di squadra il pilota inglese Kris Meeke. Nel 2013 ritorna a gareggiare per il Citroën Total World Rally Team al fianco di Mikko Hirvonen. In agosto conquista il suo primo successo nel WRC, aggiudicandosi il Rally di Germania davanti a Thierry Neuville e Mikko Hirvonen.

Sébastien Ogier: il nuovo ”Cannibale” del WRC

Come si può definire una forza della natura? Diamogli un nome: Sébastien Ogier. Campione del mondo rally nel 2013, 2014, 2015 e 2016 con la Volkswagen Motorsport, nel 2017 e 2018 in forza alla M-Sport alla guida della Ford Fiesta WRC e nel 2020 con Toyota Motorsport. In carriera ha vinto anche il Junior World Rally Championship nel 2008 e nel 2011 ha corso per il team Citroën ufficiale con una Citroën DS3 WRC. Il suo compagno di avventure è è il connazionale Julien Ingrassia. Tutto qui? Magari…

Ogier ha vinto il “Volant Peugeot-Rallye Jeunes” nel campionato rally francese con la Peugeot 206 nel 2007 che metteva in palio una stagione da “ufficiale” FFSA e l’anno successivo si trasferì a competere a pieno nel Junior World Rally Championship guidando una Citroën C2 S1600 per l’Équipe de France FFSA.

Ogier ha debuttato nel WRC al Rally del Messico 2008, vincendo la classe JWRC, cogliendo anche un punto nella classifica generale con un ottimo ottavo posto nella classifica generale. Sebastien ha vinto anche i rally di Giordania e di Germania.

Sebastien Ogier il 17 dicembre 2018 compie 35 anni

Al penultimo round del Campionato del Mondo Rally, Catalunya in Spagna, Ogier è stato leader a lungo del JWRC quando una pietra ha colpito e ha rotto il radiatore della sua C2 S1600, costringendolo al ritiro. Nella gara successiva in Corsica Seb Ogier s’è aggiudicato il titolo.

Dopo aver vinto il titolo JWRC, Ogier è stato premiato dal team con una gara a bordo della Citroën C4 WRC, nella prima tappa ha sorpreso tutti concludendo dopo le prime otto prove speciali al comando, nelle due successive giornate di gara vari problemi lo portano indietro nella classifica generale.

Nel gennaio 2009, Ogier ha fatto una apparizione nel IRC, vincendo il Rally di Monte Carlo a bordo di una Peugeot 207 S2000 del team BF Goodrich. Ha preso il comando quando la Škoda S2000 di Juho Hänninen ha accusato una foratura ed è stata costretta al ritiro.

Per la stagione 2009 nel WRC, Ogier diventa prima guida del Citroën Junior Team, un team satellite della Citroën Total. Ha iniziato la sua stagione con un ottimo sesto posto al Rally d’Irlanda e un settimo posto al Rally d’Argentina. Centra il suo primo podio al Rally dell’Acropoli in Grecia con il secondo posto, conclude sesto in Finlandia dopo una interessante lotta con la Ford Focus WRC di Rantanen che lo precede di appena tre decimi di secondo, e in Australia dove conclude quinto dopo esser stato a lungo leader della gara, in Catalogna centra un quinto posto.

Conclude il campionato al debutto vero e proprio su una WRC all’ottavo posto assoluto con 24 punti. Nel 2010 corre nel campionato mondiale con il Citroen Junior Team a bordo di una Citroën C4 ufficiale. Conquista la sua prima vittoria in Portogallo e replica in Giappone. Con un finale di stagione in calando chiude il mondiale al quarto posto con 167 punti dopo aver occupato anche il secondo posto in classifica generale. Il 12 giugno 2010 ha vinto il Rally della Lanterna, che si svolge sulle alture genovesi, allora valido per il Trofeo Rally Asfalto.

Nel 2011 viene promosso titolare nella squadra ufficiale Citroen al fianco del compagno rivale Sébastien Loeb; partecipa al mondiale a bordo della nuova Citroën DS3. Vince 5 gare, al pari del suo compagno di squadra Loeb, ma finisce solamente terzo nella classifica del mondiale, alle spalle anche di Mikko Hirvonen (Ford Fiesta RS WRC). Il 4 dicembre 2011 Ogier ha subito centrato il primo colpo con la nuova Polo R WRC, aggiudicandosi la Race of Champions a Düsseldorf.

Ufficiale: Ogier in Toyota, Citroen si ritira dal WRC

Nel 2012 Ogier è stato ingaggiato dal team Volkswagen Motorsport, assieme al suo navigatore storico Julien Ingrassia, per sviluppare la nuova Volkswagen Polo R WRC per il campionato del mondo rally 2013 e per correre nel frattempo con una Škoda Fabia S2000. Chiude la stagione al decimo posto, con 41 punti e con un onorevole quinto posto in Sardegna come miglior risultato.

Cominciato il WRC 2013 alla guida della sua Polo R WRC, Ogier arriva secondo nel rally d’apertura a Monte Carlo, alle spalle di Sébastien Loeb. Nelle due gare successive centra due trionfi, sulla neve della Svezia e sulla terra del Messico, conquistando il primo posto in classifica a quota 74 punti. In Portogallo la lotta si fa serrata con Mads Østberg e Dani Sordo, ma a causa di un errore del primo e di problemi tecnici del secondo, Ogier conquista la sua terza vittoria di fila, portandosi in vantaggio di 54 punti sul secondo in classifica, Mikko Hirvonen.

Vince il mondiale con 290 punti, davanti a Thierry Neuville e al suo compagno di squadra Jari-Matti Latvala, rispettivamente a quota 176 e 162 punti. In tutta la stagione conquista ben undici podi su tredici appuntamenti (9 vittorie e 2 secondi posti) e con la vittoria in Svezia diventa il secondo pilota non scandinavo a vincere tale rally, dopo Sébastien Loeb.

La stagione inizia nel segno della sfida tra Ogier e Latvala: dopo i primi cinque appuntamenti, il francese ha conquistato tre vittorie contro le due del compagno. Nelle tre gare successive, Ogier domina in Sardegna e in Polonia, mentre in Finlandia perde il confronto con Latvala per soli 3,6 secondi. Conquista il suo secondo titolo iridato alla penultima gara in Spagna con 267 punti alla guida della sua Polo R WRC. Anche in questa stagione il bottino è stato piuttosto ricco, con 8 vittorie e due secondi posti su 13 appuntamenti.

Nonostante i miglioramenti di Citröen e Hyundai e la crescita di giovani piloti come Thierry Neuville e Andreas Mikkelsen, la prima metà della stagione 2015 è un monologo del campione francese. Vince i primi tre appuntamenti del mondiale (Monte Carlo, Svezia e Messico), ottiene uno 0+3 in Argentina, un secondo posto in Portogallo, dopo di che torna alla vittoria in Sardegna, davanti alle Hyundai di un sorprendente Hayden Paddon (tuttavia staccato di oltre 3 minuti) e di Thierry Neuville.

Grazie a queste quattro vittorie, che lo portano a 28 successi in carriera, sorpassa per numero di vittorie Colin McRae e Carlos Sainz, rispettivamente a 25 e 26 rally vinti, diventando il terzo pilota più vincente della storia del WRC, dietro a Sébastien Loeb (78) e a Marcus Grönholm (30). Inoltre, con la vittoria in Svezia, diventa l’unico pilota non scandinavo ad aver vinto più di una volta tale rally. Arrivato a questo punto della stagione, Ogier doppia il suo diretto inseguitore in classifica generale con 133 punti contro i 67 di Mads Østberg.

Sebastien Ogier è stato costretto al ritiro in Turchia

Vince in Polonia, arriva secondo in Finlandia per tornare poi alla vittoria in Germania, dove è costretto a rimandare la festa per il terzo titolo iridato per un solo punto. Con la vittoria in Australia si laurea per la terza volta consecutiva campione del mondo. Questo successo (numero 31) lo porta ad essere anche il secondo pilota più vincente della storia del WRC. Conclude la stagione con un quindicesimo posto in Francia, un ritiro in Spagna e una vittoria nell’ultimo appuntamento in Galles.

La stagione di Ogier inizia con due vittorie consecutive a Monte Carlo e in Svezia e un secondo posto in Messico. In Portogallo si aggiudica il terzo posto. Dopo un terzo posto in Italia, un sesto posto in Polonia e un ventiquattresimo posto in Finlandia, nelle ultime cinque gare conquista quattro vittorie e un secondo posto, conquistando il quarto titolo iridato consecutivo in Spagna con due gare di anticipo. Nello stesso periodo, viene annunciato l’addio ai rally da parte della Volkswagen Motorsport, a causa soprattutto dello scandalo del “Diesel Gate” che coinvolse la squadra madre. A fine anno, dopo aver effettuato dei test sia con Toyota che M-Sport, arriva l’annuncio del accordo con il team britannico.

Dopo i contatti con la scuderia M-Sport e i test effettuati a fine novembre con la nuova Fiesta WRC, il 12 dicembre 2016, Ogier annunciò il proprio ingaggio per la stagione 2017. All’esordio nel rally di Monte Carlo ottenne la prima vittoria con la vettura statunitense. Già dal rally di Gran Bretagna risultò matematicamente campione del mondo per la quinta volta consecutiva; era dal 1981 che un pilota non conquistava il titolo con una vettura Ford.

Il 2018 è vittorioso al MonteCarlo, al Tour de Corse e in Gran Bretagna. Vince il Mondiale, il sesto titolo in carriera, con la Ford Fiesta WRC Plus di M-Sport. Il 2019 si ripete al “Monte” e in Messico, poi vince in Turchia e basta. La sua Citroen C3 WRC Plus non va. Si arriverà a litigare con il team e far volare gli stracci. Citroen World Rally Team si ritirerà dal WRC. Nel 2020, stagione drammatica per la gestione della pandemia di nuovo coronavirus, con soli due successi, uno in Messico e uno a Monza, sfila di mano il Mondiale al compagno di squadra Elfyn Evans e si aggiudica il settimo titolo in carriera.

Dakar Classic: il diario di gara di Camporese-Fiori

Non solo l’Italia ma è anche il Veneto che ha rappresentato l’equipaggio numero 207 composto da Roberto Camporese e Umberto Fiori partecipando alla Dakar versione Classic a gennaio 2021. “Ve lo dico per esperienza: una gara di mondiale Rally si prepara con almeno sei mesi di anticipo, pertanto, una gara come la Dakar ha bisogno di circa 10-12 mesi per essere organizzata. Ma per i due nostrani non è stato così!”, dicono.

Certo, perché l’idea nasce dopo le ferie estive 2020 e da una bozza maldestra si sviluppa un vero e proprio progetto e da un progetto si concretizza la loro reale partecipazione all’ambitissimo raid conosciuto in tutto il mondo come “Dakar”. Il padovano Camporese e il cadorino Fiori non sono proprio di primo pelo a questo tipo di eventi competitivi offroad, hanno corso insieme diverse volte negli anni, affrontando Rally Raid in molte parti del mondo.

Fiori, inoltre, ha già partecipato a ben cinque Dakar a fianco di un altro pilota veneto molto famoso come Miki Biasion. La parte più complessa di tutta questa “goliardata” come la chiamano loro, è stato definire con che auto partecipare, visto che c’erano dei vincoli ben precisi di età del mezzo (sono accettate solo auto dal 1999 indietro) e di preparazione a seconda della categoria in cui intendevi partecipare.

“C’era però una piccolissima clausola che nessun fuoristradista avrebbe mai preso in considerazione e cioè: possono partecipare anche auto a due ruote motrici! E così è stato, la scelta stava vertendo verso una Renault R4 ma il problema era il bagagliaio piccolo, pertanto, una Peugeot 504 Pick Up del 1988 si è trasformata nel mezzo ideale (per loro!). Ma perché interessava avere un bagagliaio spazioso?”.

Ovviamente perché non volevano mezzi assistenza al seguito e quindi tutto il necessario doveva essere caricato a bordo. Ma torniamo a noi e analizziamo bene le parole chiave di questa situazione: due veneti, goliardata, Dakar, due ruote motrici, 504 Pick up, cosa manca? “Ovviamente manca tutta la parte di preparazione dell’auto nella quale sono stati coinvolti due Team friulani: il team Diserò che ha curato tutta la parte strutturale e roll-bar e il team Del Piccolo che invece si è occupato della meccanica e dell’idraulica. Se la gara è partita il tre gennaio 2021, esattamente un mese prima, il tre dicembre 2020 la vettura è stata imbarcata al porto di Marsiglia e fin qui tutto bene”.

Solo per ricordarvi: siamo in piena emergenza Covid e ovviamente le restrizioni sono tenaglie quando devi spostarti, per cui proviamo ad immaginare un volo charter prenotato da Malpensa per il 27 dicembre e l’obbligo di avere un tampone negativo fatto non più tardi di 72 ore prima! Ma è Natale e chi lavora?! Definire la situazione particolarmente originale è poco, la giusta rappresentazione sarebbe “un circo”, ma anche al circo si possono vedere magnifici spettacoli, e così è stato.

Bisogna ringraziare i laboratori Cadorini per aver dato a Camporese e Fiori la possibilità di fare il tampone il 24 dicembre e processarlo il 26. Ma l’avventura non finisce qui! Atterrati a Jeddah la notte tra il 27 e il 28 dicembre inizia la quarantena e solo il 30 riescono a fare il tampone obbligatorio di entrata in Arabia Saudita, con riscontro negativo il giorno dopo. E arriva quindi l’ultimo giorno di questo stranissimo 2020 e Camporese-Fiori sono “liberi”, per modo di dire, di andare a prendere il loro “gioiello” al porto. Ma secondo voi è finita qui? Eh no!

L’equipaggio scopre un problema meccanico legato all’impianto frenante ma nulla di irrisolvibile, per cui non si molla e con l’aiuto di altri team riescono a sistemare la questione. La gara è partita da Jeddah proprio il 3 gennaio 2021, data in cui si è svolto il prologo ma la vera gara è iniziata solo il giorno dopo. Ed è con il 4 gennaio che si manifesta un altro piccolo piccolo problemino: la guarnizione di testa si brucia. Ricordiamo che in Arabia Saudita quasi tutte le auto sono a benzina per cui i motori a gasolio sono poco conosciuti e di conseguenza anche i pezzi di ricambio sono difficili da trovare.

Fatto sta che ci sono voluti due giorni di lavoro in un’officina “locale” e la ricostruzione “home-maid” di diversi pezzi ma finalmente l’equipaggio Camporese-Fiori può raggiungere la carovana dakariana, ormai arrivata alla fine della terza tappa al bivacco di Riyadh. Circa 1000 km la distanza tra Jeddah e Riyadh percorsa dall’equipaggio numero 207 interamente su strade normali.

Sta di fatto che dopo 15 giorni di gara, l’equipaggio veneto ottiene la ventiduesima posizione in classifica assoluta della Dakar Classic, ma ci teniamo a segnalare anche gli ottimi risultati nelle singole giornate di gara raggiungendo anche la decima posizione assoluta e nonostante le due ruote motrici.

Tra la tappa quattro e la tappa 12 non è sempre filato tutto liscio, ci sono state anche altre piccole occasioni in cui è stato necessario usufruire del servizio di “officine locali”, ma nulla ha fermato la loro corsa fino alla bandiera a scacchi a Jeddah il 15 gennaio 2021.

Dakar Classic: il diario di gara di camporese-Fiori

I commenti dell’equipaggio

“Abbiamo appena attraversato il podio della Dakar e siamo ancora storditi per tutte le emozioni provate. A settembre 2020 è iniziata la programmazione di quella che sarebbe stata la nostra avventura dakariana e lo spirito era naturalmente esclusivamente goliardico. Sapevamo che la scelta del mezzo avrebbe rappresentato la prima difficoltà da affrontare, per il semplice fatto che la Peugeot 504 Pick Up ha sì un bagagliaio immenso, ma è un’auto alimentata a diesel e a due ruote motrici”.

“Ma quest’avventura l’abbiamo pensata e voluta proprio così: un mezzo antico, old style, cercato e progettato così come ve lo raccontiamo e come lo avete visto sui social durante la gara. Era ovvio che avremmo avuto dei problemi ma eravamo consapevoli che con l’esperienza maturata in questi anni di gare offroad, raid, marathon, baja e chi più ne ha e più ne metta, ci avrebbe messo nelle condizioni di sapere sempre cosa fare”.

Il nostro equipaggio non era quindi solo preparato dal punto di vista tecnico, sportivo e meccanico ma avevamo già raggiunto una sintonia tale da poterci sostenere in qualsiasi momento: una volta uno sollevava il morale all’altro e viceversa la volta dopo.

“Ovviamente, al di là di tutte le dinamiche meccaniche, il fatto di essere lontani da casa, in un Paese che non conosci, una lingua che non conosci ti mette in una situazione strana. E in questa condizione è facile entrare nel panico o sentirsi demoralizzati, ma la forza di una squadra, come quella che abbiamo rappresentato io ed Umberto, è stato il fattore fondamentale, quello che ci ha resi vincitori e ci ha mantenuta costante la voglia di andare avanti, step dopo step”.

“Credo che un altro tipo di equipaggio, senza esperienza, avrebbe mollato alla prima difficoltà. Pensate che quando abbiamo scelto insieme il mezzo, abbiamo proprio voluto cercare un modello che avesse realmente già fatto la dakar nel passato, nonostante avessimo a disposizione un altro mezzo 4×4 storico ma che secondo noi sarebbe stato troppo semplice da usare. Non è stata una passeggiata, ma noi non cercavamo la passeggiata e anche se tutti ci sconsigliavano di optare per questa scelta sentivamo che era quella giusta”.

“È ovvio che i due giorni che abbiamo passato in officina subito dopo il prologo non eravamo particolarmente felici, ma queste sono emozioni che non ci leverà mai nessuno. Quando è scoppiato il motore su quella salita ed usciva il fumo sia dal cofano che dal posteriore, ci siamo guardati in faccia l’un l’altro e l’umore non era ai massimi termini, anzi, possiamo confermare che “le cosiddette” palle roteavano a tutto andare, ma sapevamo che quello era ciò che volevamo. Per quanto ti riguarda sono state comunque giornate bellissime!”.

“Sappiamo di essere degli incoscienti ma il cielo aiuta gli audaci e per cui, anche quando abbiamo montato la testa e riacceso il motore, ancora con le mani sporche di olio, il nostro istinto è stato quello di salire in auto subito e spararci 1000 km per raggiungere la carovana dakariana… Vi risparmiamo tutto il resto ma il messaggio che vogliamo far passare è che i sogni e le avventure tengono vive la vita e la vita va vissuta fino in fondo. Per cui i sogni sono fondamentali per vivere e con la nostra voglia di avventura abbiamo fatto sognare le persone che ci seguivano”.

“Lo spirito per vivere la vita è lo stesso che serve per vivere un’avventura: scegliere una direzione e andare anche se non si conosce la strada, l’importante è imboccare una strada, c’è un problema o un pericolo? Si affronta, e affrontarlo insieme fa la differenza”.

Miki Biasion: storia dell’ultimo rallysta italiano iridato

Miki Biasion da Bassano del Grappa, due volte campione del mondo rally nel 1988 e nel 1989, esordì nel Campionato Italiano Rally nel 1979 con la Opel Kadett GT/E. L’anno seguente, con l’Ascona SR partecipa al Campionato Italiano e fa una capatina nell’Europeo (gare italiane) e nel Mondiale (gara italiana). E si ripete anche nel biennio successivo al volante della Ascona 400 con cui al Rally della Lana, valido per il titolo italiano, centra la sua prima vittoria.

Nelle prime tre stagioni disputate con la Casa torinese prende parte all’Italiano, all’Europeo e al Mondiale con la Lancia Rally 037. Nel 1983 vince sei rally e i titoli Italiano ed Europeo. Nel 1985 si aggiudica altre due gare. Dall’anno successivo partecipa solo al Campionato del Mondo Rally.

Nel 1986 al volante della Delta S4 conquista il Rally d’Argentina, la sua prima vittoria iridata. Nello stesso anno arriva quinto nella classifica del WRC. L’anno dopo con la Lancia Delta HF 4WD si aggiudica tre rally – Montecarlo, Argentina e Sanremo – e con 94 punti è secondo nel Mondiale, preceduto di soli 6 punti dal finlandese Juha Kankkunen. Corre nel frattempo anche con l’Alfa Romeo 75 Evoluzione nel campionato turismo.

Miki Biasion: storia dell'ultimo rallysta italiano iridato

L’era della Lancia Delta Integrale

Nel 1988 a bordo della Delta Integrale vince cinque rally e il suo primo campionato mondiale. Domina anche il Giro Automobilistico d’Italia in coppia con Riccardo Patrese, al volante di una 75 Evoluzione da 335 CV. Bissa il titolo iridato l’anno seguente, centrando altre cinque vittorie: è stato il terzo rallysta, dopo Walter Röhrl e Kankkunen, a vincere due mondiali nonché il secondo, dopo lo stesso Kankkunen, a vincerli consecutivamente.

Nel 1990 vince Rally del Portogallo e Rally di Argentina, sempre con la Delta che si conferma l’auto da battere con il suo quarto titolo mondiale marche, ma il Mondiale Piloti va nelle mani di Carlos Sainz. Nel 1991 disputa una buona stagione con diversi piazzamenti a podio, ma la serie si conclude ancora una volta con la vittoria di Kankkunen sulla Lancia, campione Costruttori per la quinta volta consecutiva.

Nel 1992, passa alla Ford, sul sedile della Sierra RS Cosworth. Tuttavia nel nuovo team si ambienta male. Una delle poche soddisfazioni che ottenne con la casa statunitense è la vittoria nel Rally di Grecia del 1993, al volante della nuova Escort RS Cosworth. Conclude la carriera rallystica con la Subaru, ottenendo nel 1995 un terzo posto al Rally di Sanremo.

La vita di Miki Biasion nei rally raid

Nel 1997 inizia la sua nuova carriera di pilota di camion nei rally raid. Corre con Eurocargo al Master Rally Europa-Asia-Russia concludendolo in seconda posizione. Nel biennio seguente sempre su Eurocargo partecipa alla Coppa del Mondo Tout Terrain GTC Truck conquistando tre vittorie e la classifica nel 1998 e quattro successi e nuovamente la classifica nel 1999.

Nel 2002 entra nella squadra ufficiale Mitsubishi e pilotando una Pajero si classifica terzo al Rally di Tunisia. L’anno dopo si piazza secondo al Rally di Tunisia e secondo alla Parigi-Dakar. Nel 2006 ha partecipato alla Lisbona-Dakar alla guida di una Fiat Panda Cross, ritirandosi; alla Dakar ha poi preso parte anche alle edizioni del 2008 e del 2009.

Il 21 ottobre 2011 vince il Rally del Marocco su Iveco. Sul camion, a completare l’equipaggio con il pilota di Bassano del Grappa, c’erano gli esperti Giorgio Albiero e Livio Diamante. L’anno seguente partecipa nuovamente al Rally Dakar, vincendo tre tappe e concludendo la gara al sesto posto su camion Iveco.

Babbo Natale porta una Mini a Rauno Aaltonen

È conosciuto in tutto il mondo come “Il Professore del Rally”, ma troppa teoria, prima o poi, smorza l’entusiasmo anche del più erudito specialista. A causa delle restrizioni dettate dal lockdown, Rauno Aaltonen è dovuto rimanere nella sua abitazione in Finlandia per gli ultimi otto mesi.

Niente uscite in pista, niente prove di forza in competizioni storiche, niente allenamenti per istruire le giovani future leggende dell’automobilismo. Anche se Aaltonen ha 82 anni, la voglia di premere sull’acceleratore non gli è mai passata. E la sua sorprendente forma fisica gli permette ancora di essere un portento al volante. Mai prima d’ora era stato costretto a fare a meno di guidare un’auto per così tanto tempo come in questo 2020 segnato dalla pandemia. E no, la pensione non fa proprio per lui.

È un bene che ci siano dei veri amici come gli uomini di Mini che sanno esattamente come aggirare la noia. Prima ancora che la prima porticina del calendario dell’avvento venisse aperta, Mini aveva già avuto una brillante idea per fargli un regalo d’avvento molto speciale.

E visto che era fin troppo semplice immaginare cosa mancasse di più all’esperto pilota di Rally e compagno di vecchia data del marchio britannico, non c’è stato bisogno di inviargli un pacco tutto infiocchettato. Una “slitta” motorizzata su quattro ruote è stata quindi lanciata in direzione del profondo nord. Un rimorchio per veicoli, caricato con una MINI Classica e trainato da una MINI Cooper S Countryman ALL4 (consumo di carburante combinato: 6,5 – 6,2 l/100 km; emissioni di CO2 combinate: 149 – 142 g/km) ha intrapreso il lungo viaggio.

“Per circa 60 anni, Rauno ci ha regalato tanti momenti magici. Ora è il momento perfetto per restituirgli qualcosa in cambio”, ha dichiarato Bernd Körber, Head of MINI. In effetti, il rapporto tra Aaltonen e il marchio britannico risale addirittura al 1961. All’epoca il pilota finlandese aveva appena vinto il Rally nella sua terra natale ed era già pronto a scendere in pista per gareggiare, per la prima volta, nel mitologico “Monte”, agli inizi del 1962.

La Mini Classica era il veicolo perfetto. La premiere congiunta si concluse con uno spettacolare incidente, ma già nel gennaio 1963, Aaltonen alla guida della sua Mini Cooper, completò il Rally di Montecarlo come vincitore di categoria e posizionandosi terzo nella classifica generale.

I rally piangono la scomparsa del copilota Bruno Banaudi

Un altro giorno di lutto. Una domenica così è come un pugno in pieno viso. Un Natale strano, lontani per amarsi, diventa un periodo da cancellare a tutti i costi. Ennesimo infausto giorno di un anno drammaticamente orribile. I rally si preparano ad un altro lutto, quello improvviso e prematuro di Bruno Banaudi, copilota, pilota e commissario di percorso che nell’annus horribilis dei rally (e non solo) aveva realizzato il suo sogno nel cassetto, partecipare al Rally di MonteCarlo, riuscendo anche a fare il bis di WRC al Rally di Monza.

La sua passione per il rally era conosciuta e smisurata. Aveva appena 37 anni ed è morto nella sua abitazione di via Roma a Ortovero. Bruno era noto con il suo soprannome di “DjMcRae” Banaudi. Altri due lutti avevano segnato la sua vita e la famiglia: la morte del padre e di una sorella. Adesso, ad Albenga, è rimasta la mamma Isa.

“Non riesco a smettere di piangere e so che ciò ti fa incazzare… – ha scritto sul suo profilo Facebook Mauro Invernici, il suo pilota -. Ne abbiamo fatte di risate insieme… Anche dopo la tua frase: “Che botta…”. Però anche dopo quella frase mi avevi detto bravo perché ci stavo provando a fare il pilota… Ed era tutto merito tuo. Le belle giornate insieme a scrivere le note… I nostri momenti tra una PS e l’altra… E le belle mangiate nei ristoranti tipici, anche se il messicano a Verona non era proprio tipico. Avevamo già programmato il 2021. Mi mancherai DJ, tanto tanto”.

“Ci sono notizie che non vorresti mai ricevere, e quando arrivano ti spaccano il cuore in due letteralmente – ha scritto il pilota di San Biagio della Cima Franco Borgogno -. Dovevamo correre il prossimo Sanremo insieme era già tutto programmato, dato che quest’anno abbiamo lavorato tanto e nn si è potuto correre, i nostri accordi erano che nel 2021 fossi tu a navigarmi per il mio decimo Sanremo. Invece te ne sei andato, cogliendo tutti di sorpresa, sono devastato amico mio, non mi hai dato modo di dimostrarti con i fatti quanto ti fossi grato, per avermi dato così tanto in pochissimo tempo che ho passato con te, per aver aiutato Mattia, come fosse stato tuo fratello per il suo debutto, per l’affetto e la stima che mi hai dimostrato, sono piegato in due dal dolore, perché so che non potrò più rivederti, ma sono sicuro che d’ora in poi ogni volta che salirò in macchina da corsa, tu sarai li di fianco a me! Ti abbraccio forte grande naviga, fai buon viaggio”.

“Non ho foto insieme a te, non avevamo un grandissimo rapporto visto che ci vedevamo saltuariamente (negli ultimi tempi mai) però vedevo la tua vita raccontata dalle tue “storie” su FB ed eri tanto felice… i motori, l’amore. Però comunque ricordo le risate che ci facevi fare quando uscivamo tutti insieme, le mangiate al Mc Donald’s (i pancake), le recensioni che lasciavi ai posti che non ti erano piaciute, le mangiate che facevamo qui a casa tutti insieme…. I camera car che ci facevi vedere… E poi come posso dimenticare quando volevi convincere me e Luca a comprare il Bimby? Sei sempre stato una persona brillante per quel poco che potevo conoscerti e voglio ricordarti così “, ha ricordato Sabrina Bruzzone.

Il funerale di Bruno Banaudi sarà celebrato martedì alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Ortovero, mentre il rosario sarà celebrato lunedì alle 19 nella oratorio di San Bernardino. Condoglianze alla famiglia dalla redazione di RS e oltre

Il film su Michèle Mouton: la donna dei rally Mondiali (VIDEO)

Michèle Mouton è una pilota rally e dirigente sportivo francese in FIA, tra le poche donne ad avere vinto gare valide per il WRC. E’ nata a Grasse il 23 giugno 1951. Nel 1975 aveva preso parte alla 24 Ore di Le Mans in un team tutto femminile classificandosi ventunesima a 67 giri di distacco dai vincitori Jacky Ickx e Derek Bell.

Nel 1981, in coppia con la sua navigatrice italiana Fabrizia Pons, stabilì un record diventando, al Rally di Sanremo, la prima donna ad aggiudicarsi una tappa del Campionato Mondiale Rally. L’anno dopo vinse tre gare (Portogallo, Brasile e Acropoli) alla guida di un’Audi quattro e arrivò vicina al titolo, battuta da Walter Röhrl a causa della rottura della trasmissione della sua vettura che non le permise di vincere il Rally della Costa d’Avorio.

Nel 1984 e 1985 vinse con l’Audi Sport quattro la Pikes Peak International Hill Climb negli USA, prima donna a riuscirvi stabilendo anche il record del tracciato. Poi, un anno dopo, passò alla squadra Peugeot Talbot Sport Deutschland, vincendo il campionato tedesco rally con la Peugeot 205 Turbo 16. Corse inoltre alcune prove mondiali, di cui l’ultima fu il Tour de Corse 1986 nel quale si ritirò per problemi al cambio. In seguito all’abolizione delle vetture di Gruppo B decise di ritirarsi dalle corse. Nel 1988 promosse, insieme a Fredrik Johnson, la Corsa dei Campioni in onore di Henri Toivonen.