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Con Stephane Lefebvre la prima della Fiesta Mk2 in un rally vero

Al Rally du Condroz, con Stephane Lefebvre arriva la prima della Fiesta Mk2 in un rally vero, visto che il precedente successo del Rally Tron ci appariva “viziato” dal fatto che la gara norvegese altro non è che un rally show con 26 chilometri di PS. Insomma qualcosa che si poteva vincere anche in bici

Dunque, si conclude la lunghissima ricerca della vittoria assoluta per l’ultima arma dell’Ovale Blu, con Malcom Wilson, patron di M-Sport, che ha dovuto attendere ben 27 partecipazioni della sua creatura per riassaporare il dolce profumo della vittoria.

Stephane Lefebvre e Thomas Dubois, sulla Ford Fiesta R5 Mk2 con telaio 1 gommata Michelin, hanno conquistato per ils econdo anno consecutivo il gradino più alto del podio al 46° Rally du Condroz-Huy, tradizionale appuntamento novembrino che ha chiuso il Belgian Rally Championship 2019.

Il duo francese ha imposto la propria leadership sugli insidiosi asfalti dopo la seconda prova speciale e l’ha mantenuta sino alla bandiera a scacchi, firmando ben quattro scratch e piazzandosi per ben quindici volte fra i migliori tre di prova sulle venti disputate.

Al termine della gara il duo transalpino ha accumulato un vantaggio di 52,6 secondi su Gregoire de Mevius che, dopo aver militato sulle strade del Wrc 2 con la Citroen C3 R5 navigato da Martijn Wydaeghe, è ritornato sugli asfalti di casa precedendo sul podio il fratello Ghislain de Mevius in coppia con Johan Jalet su Skoda Fabia R5, terzi al traguardo con più di un minuto di ritardo dalla vetta del rally.

Ai piedi del podio si è classificato Adrian Fernemont che, dopo l’incidente di Sebastian Bedoret sull’ultima prova speciale, ha conquistato il titolo Nazionale Belga sulla Skoda Fabia R5 affiancato da Samuel Maillen.

Amaro in bocca anche per Kris Princen, arrivato da leader ad Huy, costretto ad abbandonare il rally durante la diciassettesima prova speciale per motivi personali. Quinti assoluti Cedric De Cecco e Jérome Humblet che hanno portato al debutto la Skoda Fabia R5 Evo del team italiano Metior.

La quarantaseiesima edizione del Rallye du Condroz-Huy si disputava dall’1 al 3 novembre sui 221,02 chilometri cronometrati che hanno visto all’arrivo 93 equipaggi sui 137 iniziali.

Stephane Lefebvre al Rally Condroz con la Fiesta R5

Stephane Lefebvre, pilota francese che ha partecipato al Mondiale Rally 2013 con Citroen Racing, torna in gara nel primo week-end di novembre. Infatti, il driver di Noeux-les-Mines, classe 1992, sarà al via del Rally Condroz 2019, in programma appunto nel week-end compreso tra l’1 e il 3 novembre.

Stephane Lefebvre correrà al Rally Condroz con la Ford Fiesta R5 M-Sport della filiale MY Hub di MY Racing in Belgio. Entrato nella lista dei vincitori del Rally Condroz lo scorso anno con la Citroën C3 R5, il francese ha quest’anno l’opportunità di vincere con un’altra vettura di un diverso Costruttore.

L’ex pilota ufficiale Citroen ha a disposizione la nuovissima Ford Fiesta R5 MKII sviluppata da M-Sport. Per la sua quinta partecipazione, Lefebvre beneficerà del contributo della struttura MyHub, che consente ai piloti dei clienti di usare le ultime evoluzioni delle auto da rally R5 a costi interessanti.

“Sono molto felice di avere l’opportunità di difendere la mia vittoria nel Rally Condroz”, ha dichiarato Lefebvre. “Questa manifestazione è sempre stata speciale per me. Quando ero più giovane, ricordo di aver visto Patrick Snijers e la Ford Escort Gruppo A sul palco con mio padre”.

Il pilota francese dovrà affrontare piloti come Kris Princen (Skoda Fabia R5) e Pierre-Louis Loubet, impegnato sulla Skoda Fabia R5. In caso di bis, Lefebvre sarebbe anche il primo a raggiungere questo risultato dopo Peter Tsjoen, nel 2008 e nel 2009 con la Ford Focus.

Muore il copilota Rik Vanlessen in un incidente al Rally du Condroz

Un incidente come quelli che, per fortuna, capitano di rado. Ma quando San Rally volta le spalle, o perché impegnato altrove o perché non si sa, la tragedia è inevitabile. Il rallysmo oggi piange la morte di Rik Vanlessen. Il 3 novembre 2018 si trasforma da un giorno di festa in un giorno di lutto. Un giorno nero per i rally. In Belgio, al Rally du Condroz, sulla prova speciale numero 6, si è verificato un terribile incidente mortale. La Skoda Fabia R5 di Steve Matterne esce di strada, schizza via impazzita e colpisce in pieno un palo. L’impatto è terribile. Gli echi della botta gelano gli animi. Si spera nella robustezza di una vettura da rally di nuova generazione. Steve Matterne esce praticamente illeso dalla vettura. Non è in pericolo di vita. Anche tra il pubblico, che era numerosissimo e assiepato ai bordi della PS, non ci sono né feriti né morti.

Invece, Rik Vanlessen, il copilota di Matterne, non risponde. L’amico di diverse sfide adrenaliniche al limite della vita, non dà segni di vita. Non è svenuto. Se n’è andato. L’energia cinetica generata dal violentissimo impatto cotro il palo si è scaricata all’interno dell’abitacolo, sul roll-bar. I sedili sono un corpo unico col roll-bar e il corpo umano è un ottimo conduttore di energia. In sostanza, Vanlessen ha fatto da parafulmine. E non ha retto. Una cosa simile, ma con un decesso decisamente più lungo era avvenuto in Italia, al Rally del Salento del 2003, era il 20 giugno, quando dopo un violentissimo impatto contro un trullo, Andrea Aghini esce praticamente illeso dalla Peugeot 206 Super 1600, mentre Loris Roggia ci lascia la vita. Anche in quell’occasione è l’energia cinetica generata dall’impatto a uccidere il copilota.

La prova speciale numero 6 del Rally du Condroz è stata neutralizzata e la direzione di gara ha deciso di rispettare le norme sportive e ha fatto proseguire la competizione sulle due prove successive. Quando si è diffusa la notizia della morte di Rik Vanlessen, la gara aveva terminato le prime otto PS e aveva come leader l’equipaggio francese composto da Stephane Lefebvre e Portier, sulla Citroen C3 R5. Appena saputo dell’incidente mortale, l’equipaggio terzo assoluto formato da Princen-Kaspers, su una Skoda Fabia R5, ha consegnato la tabella tempi e si è volontariamente ritirato dalla corsa.