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Umberto Scandola

Umberto Scandola chiede gare su terra

Un Umberto Scandola ponderato, preciso, che pesa molto bene le parole e non risparmia critiche torna a chiedere, nel corso della trasmissione radiofonica Rock n Rally, un Campionato Italiano Rally 2019 più equilibrato. Non solo più equilibrato di come la federazione lo prospetta, ma persino più equilibrato (ed equilibrato non era) di quello che si è concluso al Due Valli. Scandola chiede, a ragione, più gare su terra. Ma non solo. Il campione italiano rally 2013 si focalizza sul futuro del Cir, partendo dalla stagione 2018, e sulle recenti esperienze nel Mondiale Rally.

Umberto, un bilancio della tua stagione tricolore? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

‘Penso sia stata una stagione al di sopra delle aspettative, per cui il bicchiere è decisamente mezzo pieno! Il nostro obiettivo di stagione non era il podio, ma è stato un campionato altalenante un po’ per tutti i protagonisti. Alla fine ci siamo ritrovati a lottare per il titolo fino all’ultima gara, una cosa che non ci saremmo mai aspettati. Non posso dire di non essere soddisfatto di ciò che abbiamo ottenuto’.

Hai affrontato la stagione con i pneumatici D-Mack. Come ti sei trovato con queste coperture? Se tu avessi avuto delle gomme diverse, avresti vinto il titolo?

‘Non lo so se avrei vinto il titolo con dei pneumatici diversi. A limitarci quest’anno più delle gomme sono state le rotture: a Roma abbiamo rotto il cambio, mentre a San Marino dove potevamo lottare per la vittoria è stato un cerchio a tradirci. Per quanto riguarda D-Mack, si tratta di un prodotto molto performante su terra, sia in condizioni di fango che di terra battuta asciutta. Su asfalto invece c’è ancora del lavoro da fare, in particolare stiamo lavorando sulla mescola più dura ad alte temperature e su asfalti con tanto grip. Viceversa quando il grip è poco e le temperature sono basse, la gomma è ottima anche su asfalto’.

Pensi che un giorno riuscirai a bissare il titolo vinto nel 2013 con la Skoda Fabia S2000?

‘Sarebbe molto bello! Con l’esperienza accumulata in questo 2018, nel 2019 la stagione potrebbe essere più semplice per noi. Ma non possiamo ancora parlare dei programmi futuri, molto per noi dipenderà dalle decisioni che prenderà la Federazione per le gare del CIR’.

Quest’anno hai fatto delle apparizioni in alcune gare del WRC. Cosa ti hanno lasciato questi eventi?

‘Devo ringraziare uno dei nostri sponsor principali, presente come importatore in quelle nazioni, per aver partecipato a questi eventi. Tutto ciò mi ha permesso di confrontarmi con una realtà molto diversa di quella del CIR e mi ha fatto capire che il Campionato Italiano non è propedeutico al WRC. Nel tricolore mancano le gare su terra, e quelle che ci sono hanno caratteristiche differenti rispetto a quelle del mondiale, impedendo di preparare al meglio l’equipaggio per affrontare delle gare così difficili. Nel WRC l’80% delle gare è su terra, l’esatto opposto di quanto accade nel CIR. Non solo io ho questa opinione, ma anche altri piloti e addetti ai lavori’.

Hai deciso di correre all’estero solo perchè lo sponsor ti ha datto l’opportunità o perchè avevi voglia di metterti in gioco nel mondiale?

‘Il 99% è dipeso dallo sponsor, però non ti nego che mi piace mettere il naso fuori dal Belpaese per misurarmi con diverse realtà, anche rischiando di prendere “legnate” non indifferenti. Al momento sono però legato con Skoda Italia, e Skoda Italia ha interesse commerciale a correre nel nostro territorio, per cui mi sarebbe impossibile imbastire un programma ad esempio nell’ERC senza un budget. Se ho risorse per correre all’estero, non mi tiro indietro e soprattutto mi piace confrontarmi con gli altri piloti’.

Nella tua gioventù c’è anche un passato da pilota ufficiale Abarth. Eri un giovane di belle speranze ma sei stato utilizzato con il contagocce. Come mai secondo te fu fatta una scelta del genere? Cosa hai imparato da questa esperienza?

‘Non so perchè sono stato impiegato a mezzo servizio. Probabilmente il loro obiettivo era preparare e sostenere un giovane per un programma europeo o mondiale che però non è mai partito. Chi conosce FIAT sa che sono così: possono imbastire e cancellare programmi dal giorno alla notte in un batter d’occhio. Di sicuro da tutto questo mi sono portato a casa un ottimo bagaglio d’esperienza come ad esempio le metodologie di lavoro e la sensibilità nei test. Se non li avessi fatti in quel periodo e in quel contesto, oggi non potrei vantarmi di quella esperienza’.

CIR 2019: l’idea iniziale parla di 8 gare, inserimento del Rally d’Italia Sardegna insieme al (probabile) Rally di Alba e l’eliminazione delle altre gare su terra. Scandola dice no: sarebbe meglio avere 4 gare su terra e 4 su asfalto. Ci spieghi la tua posizione?

‘Premetto che stimo molto le persone a capo della Federazione, che ritengo molto competenti ed intelligenti. Mi sto ponendo con loro con estremo rispetto per ciò che rappresentano e per quello che sono. C’è stato un incontro con il Presidente della Commissione Daniele Settimo, in cui ha detto di non aver mai dichiarato di voler togliere le gare su terra. Il regolamento è cambiato e nel 2019 si disputeranno 8 gare tra cui il Rally d’Italia Sardegna, ma non è mai stato scritto di voler eliminare gli eventi terra dal CIR. Ad esempio il calendario potrebbe essere costituito da 6 gare asfalto più Sardegna e un’altra gara su terra. A questo punto sono contento di aver capito male e va benissimo così’.

Perchè esiste questo ostracismo nei confronti delle gare su terra?

‘Le gare su terra molte volte non corrispondono e non vogliono attenersi o fanno fatica ad attenersi ai format dei campionati italiani. La scusa principale è questa, ma io invito tutti ad analizzare anche le gare su asfalto: tutte seguono i criteri imposti? La realtà è che il CIR ha bisogno delle gare su terra per sfornare dei piloti che possano essere in grado di competere con il futuro Ogier o con Kalle Rovanpera’.

Gare su terra perchè….

‘Perchè la terra è anche più vendibile e più spettacolare dal punto di vista mediatico. Se domandate a chiunque altro che segue il nostro sport, vedrete che tutti hanno la mia stessa opinione. Allora facciamolo! Non continuiamo ad attaccarci alle scuse come può essere il non rispetto del format richiesto dalle gare CIR. Bisogna sedersi e capire di cosa ha bisogno il nostro sport. Le strade sterrate in Italia non mancano e molte di quelle strade in passato sono state affrontate in gare ben più blasonate. Mi viene in mente il Tuscan, dove si percorrono prove speciali che in passato facevano parte del Sanremo mondiale. La Federazione deve intervenire aiutando gli organizzatori, è necessario un dialogo costruttivo che possa aiutarli, perchè in Italia abbiamo bisogno della terra’.

Le malelingue diranno che questa tua posizione è dovuta al fatto che sei molto più competitivo su sterrato che su asfalto..

‘Non posso nascondermi, è palese che questa soluzione 4 asfalto + 4 terra mi porterebbe dei vantaggi, ma non è questo il fulcro del mio interesse. La Federazione non deve avvantaggiare né me né i miei avversari. Non sono l’unico pilota che può vincere su terra, come non sono l’unico che può vincere su asfalto. E’ giusto dare a tutti la stessa opportunità, sia dal punto di vista dello Scandola pilota che dello Scandola appassionato e amante di questo sport’.

Paolo Andreucci e Anna Andreussi

Rally Due Vally: atto finale del Cir 2018

Il Rally Due Vally è l’atto finale del Cir 2018. Se la giocheranno Paolo Andreucci e Umberto Scandola. Ma gli equipaggi Ford rappresentano l’ago della bilancia del degno finale di un Campionato Italiano Rally entusiasmante. Il team sarà composto sempre dal principale protagonista di Ford Racing, il varesino Andrea Crugnola in coppia alle note con DaniloFappani a borda della Ford FiestaR5 curata nella factory HK Racing e in costante collaborazione con la Scuderia Gass Racing. Occhi puntati inoltre sul rientrante driver targato X Race Sport, Andrea Dalmazzini che in coppia con Giacomo Ciucci sempre su Ford Fiesta R5 sarà attentamente monitorato da FORD come Under per la classifica del titolo italiano Costruttori.

Il dieci volte campione italiano rally Paolo Andreucci deve puntare in alto con la sua Peugeot 208 T16 per portare a casa quello che potrebbe essere l’undicesimo titolo in carriera. Un appuntamento non facile ma che ha il sapore della sfida finale contro una concorrenza assai agguerrita, che non vuole mollare. Se, da un lato, il giovane Damiano De Tommaso e la sua 208 R2B hanno già vinto il titolo di Campione Italiano Rally Junior 2018 con una gara d’anticipo, il primo posto nell’assoluto è ancora da assegnare. Il pilota toscano della Casa del Leone dovrà fare affidamento sulla squadra ma, ancor più, sulla 208 T16 e sul supporto della fidata navigatrice, Anna Andreussi. Verona attende a breve il team Peugeot Italia che si presenterà con tre equipaggi, perché tornerà a correre anche il siciliano Marco Pollara con la seconda 208 T16, dopo la pausa dell’Adriatico.

Paolo Andreucci spiega che li “attende un week end di gara davvero intenso e con una grande responsabilità sulle spalle. Devo necessariamente puntare in alto per conquistare il primo posto nel Campionato, perché la posizione di classifica non mi garantisce alcuna tranquillità. So che posso continuare a contare sul supporto di tutta la squadra, un team che sta lavorando alacremente in queste ore per considerare ogni singolo aspetto che può essere determinante per la vittoria a Verona. Il supporto degli sponsor tecnici, penso a Pirelli e Total in primis, non è mai mancato e so che avrò anche in questa occasione il migliore setup possibile a disposizione. La gara non sarà facile, lo so già, anche se il tempo dovrebbe essere tendenzialmente stabile e bello, quindi con una variabile in meno da considerare. Non sarà facile stare davanti perché la concorrenza non starà di certo a guardare, deve giocarsi il tutto per tutto in una gara che si preannuncia davvero impegnativa. Noi, come sempre, siamo determinati a fare un ottimo lavoro e l’aspettativa è alta. Voglio il titolo!”.

La gara avrà come fulcro centrale il quartiere fieristico di Verona con le verifiche vetture il giovedì 11 in serata e lo shakedown il venerdì 12 dalle 8.00 alle 10.00 per poi recarsi in Piazza Bra nel piazzale antistante l’Arena di Verona per la cerimonia di Partenza della 36a edizione del Rally 2 Valli alle 14.01. Alle 21.20 del venerdì dopo tre prove speciali la inizierà il riordino con la sosta notturna ed il rally ripartirà sabato 13 alle ore 7.01 per concluderesti sempre in Piazza Brà in serata alle ore 19.00 dopo altre 8 prove cronometrate ed assisteremo con la premiazione del vincitore della gara e nello stesso luogo verrà incoronato il vincitore del Campionato Italiano Rally 2018.

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Umberto Scandola e Guido D'Amore

Adriatico: vince Umberto Scandola, pasticcio Andreucci

Umberto Scandola e Guido D’Amore ritornano sul gradino più alto del podio e conquistano anche il primo posto nel Campionato Italiano Rally Conduttori a una gara dal termine. Il pilota veronese ha preso il comando del Rally Adriatico alla fine della prima giornata per poi allungare nella seconda, grazie a cinque vittorie parziali. In questo week end la Skoda Fabia R5 si è riconfermata la vettura da battere nei rally, conquistando anche la testa del Campionato Costruttori. Il prossimo e decisivo appuntamento e al Rally Due Valli a Verona, nella gara di casa Scandola avrà come obiettivo la conquista del titolo nazionale

Dopo tre podi è il momento di festeggiare una grande vittoria per il team Skoda Italia Motorsport nel Campionato Italiano Rally 2018. Alla vigilia del 25° Rally Adriatico Umberto Scandola e Guido D’Amore erano attesi tra i principali protagonisti della corsa, grazie alle cinque vittorie consecutive conquistate in questa gara nelle passate stagioni. Nelle colline tra Cingoli, in provincia di Macerata, e Jesi, Ancona, è arrivata puntuale la conferma con un’altra affermazione. Un primo posto che permette a Scandola-D’Amore di raggiungere anche la prima posizione nella classifica generale della serie.

“Ci voleva proprio”, racconta Umberto Scandola. “Dopo tanto lavoro svolto negli ultimi mesi assieme al team e ai nostri partner tecnici è arrivata una bellissima vittoria che ci porta al comando del Campionato. Quest’anno l’Adriatico è stato ancora più impegnativo che in passato perché abbiamo lottato contro avversari molto competitivi e il ritmo è stato sempre tiratissimo. Solo attaccando in ogni curva, prova dopo prova, ci ha permesso di conquistare decimi preziosi fondamentali quando i distacchi minimi non permettevano nessun tipo di calcolo. Siamo stati bravi a tenere alta la concentrazione senza commettere nessun errore che avrebbe potuto compromettere il risultato finale e la stagione stessa. Adesso assieme ai ragazzi di S.A. Motorsport ci godiamo questo risultato, ma già dalle prossime ore ci metteremo a lavorare per l’ultima gara del campionato. Anche quest’anno ci giocheremo nella gara di casa il Campionato Italiano Rally”.

Secondo a soli otto decimi già nella prima prova speciale, Umberto Scandola in coppia con Guido D’Amore ha sempre lottato per la prima posizione, raggiunta nell’ultima prova di venerdì. Sabato il pilota veronese, incurante della maggiore ghiaia trovata come primo equipaggio a transitare in prova, ha dettato il ritmo. Anche con questo handicap Umberto è riuscito a incrementare il vantaggio vincendo ben cinque delle nove prove del secondo giorno. Km dopo km ha risposto agli attacchi degli avversari portando la sua Skoda Fabia R5 sul gradino più alto del podio.

Grazie ai punti conquistati con questa vittoria e al maggior coefficiente del Rally Adriatico, Umberto Scandola e Guido D’Amore sono saliti al comando della serie. L’appuntamento per giocarsi il titolo 2018 è per il Rally Due Valli a Verona il 12-13 ottobre. Al Rally Adriatico, Skoda è salita al comando del Campionato Italiano Rally Costruttori.

Nella stessa giornata si è registrata la quinta affermazione consecutiva per l’equipaggio Cogni-Zanni con la quale vincono la quinta edizione della serie monomarca delle Suzuki Swift 1.0 Boosterjet e Swift Sport 1.6. Sulle strade sterrate marchigiane dell’unica prova su terra a calendario, i protagonisti del monomarca Suzuki hanno dato grande spettacolo. Oltre ai vincitori emiliani hanno brillato anche il toscano della GR Motorsport Stefano Martinelli, con Massimiliano Bosi, e il ligure della Alma Racing Fabio Poggio, affiancato da Martina Balducchi.

Il Rally Adriatico per la Suzuki Rally Trophy inizia nel segno di Fabio Poggio, che stacca il miglior tempo nella prova spettacolo Città di Cingoli davanti a Giorgio Cogni e al toscano Stefano Martinelli. La leadership del savonese Fabio Poggio resiste fino alla seconda giornata di gara con l’attacco sferrato da Cogni. Già nella prima giornata di gara il giovane piacentino aveva vinto quattro speciali di fila avvicinandosi al leader, ma nella seconda tappa lo supera e passa al comando dopo la sesta frazione cronometrata.

Il ritmo della sfida è elevato, i distacchi minimi e nella corsa per la leadership si inserisce anche Martinelli. Il lucchese, occasionalmente al via con la Swift Sport 1.6 R1B, si porta al secondo posto superando Poggio nel corso della settima prova speciale e la classifica si stabilizza nelle posizioni sino al traguardo di Cingoli. Cogni vince il Rally Adriatico aggiudicandosi anche la Power Stage, precedendo Stefano Martinelli e Fabio Poggio. La classifica finale non comprende Simone Rivia, ritiratosi all’inizio della seconda giornata di gara causa malore accusato dal navigatore.

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Elba, la rimonta del Leone: vincono Ucci-Ussi

Paolo Andreucci, terzo alla fine della PS1, riesce a rimontare e vince il 51° Rallye Elba, raggiungendo così la terza vittoria in quattro gare disputate. Un appuntamento storico che è stato teatro di grandi imprese del passato e che ora vede il Leone sul più alto gradino del podio, consolidandone la leadership in campionato, sia piloti sia costruttori. Week end di gara un po’ sfortunato quello del giovane Marco Pollara alla guida della seconda Peugeot 208 T16 ufficiale. Noie all’idroguida lo hanno rallentato quando si stava avvicinando a posizioni da podio: finisce decimo assoluto. Un peccato, ma ha dimostrato che la stoffa c’è ed è in grado di lottare con i top driver del campionato.

Paolo Andreucci (208 T16): “Il rally dell’Elba è stato una bella sfida! Non facile perché molto scivoloso il fondo nelle prime prove speciali di ieri (venerdì). Sembrava di avere grip, ma non era così. Ho concluso quindi la prima prova speciale in terza posizione. Poi, ieri sera, alla fine della PS5, sono riuscito a risalire una posizione e questa mattina, invece, ho fatto il salto in prima posizione, perché chi mi stava davanti ha avuto un problema ad una gomma. Dall’ottava prova in poi ho amministrato la gara perché chi mi inseguiva era ben distante. È stata una bella gara, finalmente in un clima estivo e senza le bizze del meteo come al Targa Florio. La 208 T16 è andata bene e le gomme sono state una conferma della qualità e competitività di Pirelli. Bene così. Ora ci si prepara per il San Marino, a fine giugno, perché ora arrivano le tappe più difficili per noi. Ma sono sicuro che il lavoro fatto finora ci servirà”

Marco Pollara (208 T16): “Che delusione, ci speravo proprio! Anche perché stavo andando bene. Nemmeno me lo sarei immaginato che avrei potuto puntare al podio e stavo andando in quella direzione prima che l’idroguida mi rallentasse… I meccanici al parco assistenza sono stati come sempre perfetti, ma il ritardo accumulato era tale che non ero in grado di recuperare e puntare più in alto di questo decimo posto. Male ma con una consolazione derivante dal fatto che mi sono reso conto che posso puntare in alto, con i migliori piloti del campionato. La gara è stata una bella esperienza e sicuramente carica di storia. L’appuntamento è solo rinviato.”

Scandola-D’Amore conquistano al debutto il secondo posto al 51° Rallye dell’Elba. Grazie a questo risultato, raggiunto dopo un entusiasmante recupero nella giornata di sabato, la Fabia bianco-verde di Skoda Italia Motorsport sale anche al secondo posto del Campionato Italiano Rally, arrivato al giro di boa. Tutto il team festeggia l’ottima prova e guarda con ottimismo al prossimo appuntamento del 29-30 giugno sulla terra del San Marino Rally

Dal quinto al secondo posto, impreziosito da ottimi tempi nelle prove speciali di sabato. Il Rallye dell’Elba si conclude nella maniera migliore per Umberto Scandola e Guido D’Amore. Nei 150 chilometri delle dieci prove cronometrate l’equipaggio di Skoda Italia Motorsport ha trovato un ottimo passo gara, dopo aver lavorato sulle regolazioni della vettura. Prova dopo prova il pilota veronese ha maturato la giusta confidenza per attaccare nella ricerca dei tempi migliori e dalla quinta posizione che aveva conquistato nella prima semitappa di venerdì, sabato è passato al secondo posto a 30” dal vincitore.

Il 51° Rallye Elba è stato lo scenario della terza prova stagionale del Trofeo Clio R3 Top e del Twingo R1 Top. Nel primo non è mancato lo spettacolo, grazie ad un bel duello tra il leader Ivan Ferrarotti e Riccardo Canzian, che sin dalle prime battute del venerdì hanno fatto registrare tempi molto simili. Canzian ed il navigatore Andrea Prizzon hanno tenuto il comando delle operazioni fino alle battute finali del rally, dove l’esperienza di Ferrarotti e del suo coéquipier Giovanni Agnese è uscita fuori proprio in occasione dell’ultima delle dieci prove speciali previste dalla competizione isolana, ovvero la “Due Mari”.

La stoccata vincente del pilota reggiano gli ha permesso di conquistare anche il primato tra le Due Ruote Motrici del Campionato Italiano Rally ed allo stesso tempo di consolidare la propria leadership nel tro feo, in cui adesso vanta 15 lunghezze di vantaggio nei confronti di Canzian, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter ambire al titolo. Continua a migliorare anche il debuttante Emanuele Rosso, che con Andrea Ferrari a leggergli le note è riuscito a svettare nella prova spettacolo di venerdì sera a Portoferraio. Un passo di gara costante e deciso ha permesso all’equipaggio della Gima Autosport di salire sul gradino più basso del podio.

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