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Luca Artino ci riprova al Rally Valdinievole

Un ritorno dopo due mesi di pausa (dal Rally del Ciocco, terminato con un ritiro) e reduce da un 2018 decisamente condizionato dalla sfortuna. Luca Artino è pronto a calarsi di nuovo dentro l’abitacolo della Skoda Fabia R5 di Race Art Technology Skoda Swiss Motorsport per affrontare, questo fine settimana, il Rally della Valdinievole, del quale la sua Lamporecchio è parte integrante al fianco dell’organizzazione.

Un ritorno al passato, per Artino, che per l’occasione sarà ancora affiancato da Andrea Gabelloni, con la Fabia R5 già usata in più occasioni, fornita dalla stessa squadra con la quale collabora oramai da cinque stagioni, spesso con ampie soddisfazioni.

Artino, oltre che dal ritiro al “Ciocco” dello scorso marzo, è reduce da un 2018 punteggiato da sei gare e due soli arrivi, con la soddisfazione di aver chiuso secondo proprio al “Valdinievole” dietro al vincitore Cavallini. Una gara, quella “di casa”, che Artino l’ha sempre corsa da protagonista, avendola anche vinta per due occasioni (2015 e 2016) e che per questo 2019 l’affronterà con la voglia di riscatto da un 2018 non proprio solare, puntando al tris di allori, l’ingrediente migliore per avviare la stagione, che comunque deve ancora essere completamente pensata a causa dei sempre più pressanti impegni di lavoro.

Luca Artino: “Due mesi di stop non sono tanti, ma se si considera che prima del Ciocco, a marzo, ero stato fermo cinque mesi, poi pensi che devi ricominciare con una vettura molto professionale che ti impone ritmo, concentrazione, un approccio attento a tutto, capisci che è una nuova sfida anche con te stesso, non solo con i validi avversari che ci troveremo di fronte. Di positivo c’è che ritroverò la “mia” Fabia di una squadra con la quale c’è grande sintonia, per cui spero di faticare un po’ meno a ritrovare gli equilibri giusti per divertirmi, soprattutto, ed anche per tentare un risultato importante. Che sarebbe un toccasana dopo un periodo non certo solare. Il mio 2019 è ancora tutto in cantiere purtroppo, anzi . . . diciamo che “per fortuna” gli impegni di lavoro sono sempre più pressanti e non permettono di fare un piano concreto di stagione. Prendiamo il lato positivo della cosa. Certo è che se iniziassimo al meglio con la gara di casa, la motivazione a trovare gli incastri giusti sarebbe più facile!”.

IRCup, il Rally Piancavallo dice De Tommaso

E’ stata una cavalcata trionfale quella di Damiano De Tommaso e Giorgia Ascalone al 33° Rally Piancavallo, organizzato da Knife Racing con piena soddisfazione dell’Automobile Club Pordenone. Prima volta nell’International Rally Cup, dinamiche ruggenti e cariche di buoni auspici per il futuro. Ma due giorni di gara bersagliata dal maltempo, che non ha risparmiato nemmeno le premiazioni in piazza Italia a Maniago, però si è presa i complimenti dei protagonisti per la qualità del percorso e le suggestioni legate all’antico prestigio, ora riattizzate dall’entusiasmo di Stefano Lovisa & C.

Il giovane pilota varesino, con una Skoda Fabia R5 del team Munaretto, ha dominato i due giorni di gara coprendo 122 chilometri di prove speciali nel tempo totale di 1:22’47’’4. Dopo il successo a Reggio Emilia lo scorso aprile nel primo appuntamento dell’International Rally Cup 2019, si è preso anche il trionfo a Piancavallo rafforzando il primato nella classifica generale. Vittoria mai in discussione fin dalle prime prove speciali di sabato su Poffabro e Barcis-Piancavallo, marcando distacchi profondi sulla truppa degli inseguitori.

Il favorito della vigilia, Manuel Sossella su Ford Fiesta Wrc, ha sofferto per un’errata scelta di gomme è ha perso fiducia pagando un ritardo di quasi 2 minuti. Così ieri mattina non è nemmeno ripartito, idem il comasco Paolo Porro (altra Fiesta Wrc) causa incidente sulla salita in notturna a Piancavallo, mentre ieri mattina De Tommaso sulle prove di Pielungo (10’00’’1) e Campone (5’37’’6) ha aumentato il vantaggio sui rivali con le Skoda R5, Alessandro Re e Alfonso di Benedetto. Poi è salito in cattedra proprio il siciliano Di Benedetto, miglior tempo nelle ripetizioni di Pielungo (9’48’’7) e Campone (5’34’’3), ancora distante dal battistrada ma ormai a soli 0’’8 da Re prima del gran finale a Pradis-Grotte.

Sugli oltre 26 km di tracciato cronometrato della prova “marathon”, con strada ancora bagnata e viscida, De Tommaso ha pensato bene di guidare in controllo, Di Benedetto (17’20’’8) ha “graffiato” e superato Re (a 9’’2) tanto da scalzarlo in extremis dalla piazza d’onore. Migliore degli equipaggi pordenonesi quello composto da Marco Zannier e Marika Marcuzzi, al loro debutto su Skoda Fabia con un quarto posto assoluto da incorniciare. Scotto della prima volta su Ford Fiesta Wrc per Denis Babuin e Roberta Spinazzé, comunque ottavi davanti ad Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet su Fabia R5.

Positiva anche la prova di Dimitri Tomasso e Franco Durat (Peugeot 208), dodicesimi assoluti e secondi di Classe R2B, davanti a Fabrizio Martinis e Marco Mirabella (Renault Clio), ai quali sono mancati rivali diretti in R3C.

Nel rally storico vittoria di Maurizio Finati con una splendida Lancia Rally 037 in 58’18’’7, scatenando brividi di nostalgia lungo prove speciali contornate di pubblico, nonostante il meteo inclemente. Seconda posizione assoluta per la Bmw M3 di Andrea Romano a 1’12’’6, mica facile gestire una trazione posteriore nel viscido. Terzo il tedesco Michael Stoscheck su Porsche 911, ultrasettantenne capace ancora di scherzare in controsterzo, un plus valore per Knife Racing con il suo marchio Brose a sostenere il Piancavallo.

Nella rally nazionale, i primi tre sono andati a braccetto praticamente in tutte le prove speciali tranne una. Sempre il più veloce lo spezzino Claudio Arzà (tempo totale 53’01’’0), manco a dirlo con una Skoda Fabia R5 come il paluzzano Nicola Cescutti (secondo a 1’03’’0), l’avversario più insidioso. Terzo (a 2’46’’1) il francese Cyril Audirac su Peugeot 207 Super 2000, in debito di potenza ma certo non di grinta. Ottimo quarto il pordenonese Enrico Zille (Peugeot 106 Kit) e settimo Cristian Secondin (Peugeot 208). 

Nella prima giornata, il Rally Piancavallo si è subito rivelato duro, selettivo, per qualcuno anche micidiale. E non sono mancate le sorprese nel teatro di “Poffabro” e “Barcis-Piancavallo” con tanta gente sugli spalti naturali nonostante il tempo inclemente, pure la nebbia a indispettire gli equipaggi in lotta per International Rally Cup, Rally Storico e Rally Nazionale. Già la partenza in piazza Italia a Maniago, tra uno scroscio e l’altro, ha dato il menù della gara bagnata e pareva che tutti avessero scelto le gomme “rain”. Invece qualcuno ha azzardato un paio di “stampo”, come una scelta di mezzo per vedere come va e provare a indovinare subito una strategia vincente.

Tra questi pure il favorito numero uno, Manuel Sossella, campione di ritorno nella ribalta Irc con tre titoli in bacheca. La sua Ford Fiesta Wrc ha patito l’inferno beccando 38’’6 sulla prima di “Poffabro” dall’enfant prodige Damiano De Tommaso, 5’20’’8 con la Skoda Fabia R5 più veloce del lotto. Ma non è andata meglio sulla “Barcis-Piancavallo”, altri 14’’2 sul groppone di Sossella rispetto al graffio di De Tommaso in 13’08’’2, nonostante un cambio gomme che è servito comunque a limitare i danni.

“Sono in chiara difficoltà e devo recuperare fiducia” ha ammesso il driver vicentino, condizionato dall’uscita di strada di una settimana fa in gara test al Valpolicella dopo uno stop che durava dall’altro botto rimediato lo scorso ottobre a Como. Nessun problema, invece, per il campione italiano junior, battendo il ritmo senza alcuna sbavatura. Nel ritorno a “Poffabro” a graffiare è Alfonso Di Benedetto in 5’14’’0, De Tommaso cede 5’’1 ma Sossella a 12’’9. Così dopo tre prove il margine tra il vecchio e il nuovo dell’Irc era salito a 1’00’’6, impensabile alla vigilia.

Certo la strada viscida ha ridotto il divario prestazionale tra R5 e Wrc, anzi, le più muscolose “world rally car” si fanno ancora più difficili da gestire pattinando nei tornanti. Prova ne sia che a recitare in vetta è stata pure la Skoda di Di Benedetto mentre quella di Alessandro Re ha preso la piazza d’onore, provvisoria, senza trascurare l’esordio stupefacente di Marco Zannier con la vettura ceca, secondo tempo iniziale a Poffabro in 5’26’’5. Ieri sera, infine, “Barcis-Piancavallo” (dedicata alla memoria di Maurizio “Icio” Perissinot) ridotta per tutti ai 14,90 km di “Pian delle More”, ovvero la misura prevista per Storico e Nazionale.

Nebbia da tagliare con il coltello, diluvio e ritardo nel riposizionare la postazione crono. De Tommaso comunque padrone in 10’22’’2 che diventano 34’10’’3 nel totale, Re a 27’’3 e Di Benedetto a 38’’3. Soddisfatto Zannier quarto a 1’10’’2, migliore dei pordenonesi. Sossella a 1’45’’8, però visto Liverpool e Tottenham mai dire mai, con cinque prove speciali ancora a disposizione e magari un po’ di parziale asciutto che non guasterebbe. Un peccato il ko di Paolo Porro dopo circa 4 km dallo start sul lungolago. Fiesta Wrc che gli stava dando problemi di visibilità con appannamento del parabrezza.

L’uscita di strada ha tolto definitivamente un atteso protagonista della gara. Nel Rally Storico in testa Maurizio Finati (Lancia 037) in 23’11’’3, graffiando sulle prime due prove, mentre Andrea Romano (Bomw M3) si è preso gloria nella ripetizione di “Pian delle More” e viaggia secondo a 1’10’’8, Ennio Boria (Renault 5 Gt Turbo) terzo a 1’44’’1. Skoda Fabia protagoniste anche nella Gara Nazionale. Al comando quella di Claudio Arzà in 21’15’’5 con 6’’9 sulla rivale condotta da Nicola Cescutti, terza la Peugeot 207 Super 2000 del francese Cyril Audirac a 40’’8. 

Classifica assoluta Rally Piancavallo 2019

1. DE TOMMASO-ASCALONE (Skoda Fabia) in 1:22’47.4; 2. DI BENEDETTO-LONGO (Skoda Fabia) a 25.0; 3. RE-TURATI (Skoda Fabia) a 33.4; 4. ZANNIER-MARCUZZI (Skoda Fabia) a 2’27.1; 5. GENTILINI-ZANCHETTA (Ford Fiesta) a 2’52.1; 6. TOSI-DEL BARBA (Skoda Fabia) a 4’09.8; 7. RONCORONI-BRUSADELLI (Skoda Fabia) a 4’57.9; 8. BABUIN-SPINAZZÈ (Ford Fiesta) a 5’22.0; 9. PROSDOCIMO-ZANET (Skoda Fabia) a 6’56.3; 10. ROVATTI-CAVICCHI (Peugeot 208) a 7’36.0; 11. CARNIELLO-ZILLE (Peugeot 207) a 8’02.3; 12. TOMASSO-PICENO (Peugeot 208 Gti) a 8’50.2; 13. MARTINIS-MIRABELLA (Renault Clio) a 8’54.7; 14. CASELLA-ARLOTTA (Peugeot 208) a 9’18.4; 15. TARGON-DI GIUSTO (Honda Civic Type R) a 9’27.1; 16. BUIATTI-BARICHELLO (Ford Fiesta MK8) a 9’40.9; 17. SARTOR-TESSARO (Peugeot 208) a 9’45.5; 18. BÃœHLER-ZANNI (Peugeot 208 Vti) a 10’06.2; 19. POLISINI-PASCALE (Mitsubushi Lancer Evo X) a 10’50.6; 20. ZANOTTI-BERNARDI (Peugeot 208) a 10’51.7; 21. BELLI-COSTI (Mitsubushi Lancer Evo X) a 11’01.1; 22. ZORRA-CARBOGNANI (Peugeot 208) a 11’12.6; 23. ZANOTTO-BUCCINO (Peugeot 208) a 11’13.7; 24. ANCILLOTTI-SANESI (Peugeot 208) a 11’15.8; 25. PARONUZZI-ALTINIER (Peugeot 208) a 12’01.5; 26. TRINCA COLONEL-TRECCANI (Citroen Saxo Vts) a 12’15.2; 27. BEARZI-PRIZZON (Renault Clio 1.6 16v) a 12’21.2; 28. DELLA MAGGIORA-FAVALI (Renault Clio) a 12’46.3; 29. FIORESE-GUADAGNIN (Mitsubushi Lancer Evo X) a 13’13.1; 30. FAVARO-PAVAN (Ford Fiesta) a 13’14.1; 31. SIVILOTTI-MUIN (Peugeot 208) a 13’17.3; 32. GUGLIELMETTI-GUGLIELMETTI (Citroen Saxo) a 13’46.7; 33. PIZZINATO-COLLINI (Fiat Cinquecento Sp.) a 16’27.8; 34. TOFFOLO-BIASIO (Peugeot 106 Rallye) a 16’30.6; 35. LUSSO-DEL FRARI (Renault Clio Rs Sport) a 17’24.1; 36. MAGLIONI-ALFIERI (Peugeot 106) a 17’47.7; 37. GARDINI-DE VINCENZI (Citroen Saxo) a 18’20.4; 38. MARCON-MOSENA (Peugeot 106 Rallye) a 20’34.5; 39. LANTERI-LANTERI (Renault Twingo) a 21’15.5; 40. CATALINI-SALOTTI (Renault Twingo) a 21’23.3; 41. CERIALI-FERRARIS POTINO (Renault Twingo) a 23’05.7; 42. PELOSI-GUZZI (Renault Twingo) a 26’15.3; 43. GABRIELE-PIANON (Citroen Saxo Vts) a 26’46.4; 44. SPORZON-BALDAN (Peugeot 106) a 27’05.9;

Rally Team 971, la gara giusta per Patrick Gagliasso

Un risultato che alla fine si rivela l’esatta fotocopia del 2018. La 46° edizione del Rally Team 971 propone come al solito un ricco week-end di sport e di spettacolo sulle prove speciali che hanno costruito la storia di questa competizione sulle colline fra le province di Torino e Asti. Al termine di una gara vibrante e sempre molto viva, a vincere sono ancora Patrick Gagliasso e Dario Beltramo a bordo della Škoda Fabia curata dalla Roger Tuning. Il pilota di Poirino ha avuto la meglio sull’astigiano Jacopo Araldo al via con Lorena Boero anche loro su una Škoda (Balbosca) dopo una giornata di gara caratterizzata da distacchi sempre molto minimi e da una situazione in continua evoluzione.

Partiva molto deciso Araldo che faceva segnare il miglior tempo sulla prima prova di Verrua Savoia. La reazione di Gagliasso non si faceva  attendere e sul primo passaggio a Moransengo i vincitori dell’edizione 2018 passavano a condurre anche se i due protagonisti hanno viaggiato su ritmi pressoché identici a dimostrazione di un confronto sempre molto acceso. Alle spalle di Gagliasso, vincitore di sei    prove e di Araldo più veloce in  due  parziali, concludono Stefano Giorgioni e Massimo Vasini anche loro su una Skoda Fabia R5 costantemente sulle tracce dei due principali contendenti,  completando un podio che, come detto, è identico alla passata edizione.

In quarta posizione Fredrik Fassio e Andrea Rossello in gara su una Ford Fiesta autori di una prestazione molto attenta e veloce. Gara bella e sfortunata per  il chierese Marco Luison insieme ad  Annamaria Ammendola sulla Škoda Fabia autore del quarto tempo assoluto sul primo passaggio Moransengo ma costretto allo stop nel corso della settima prova. Quinto posto finale per Roberto Iemmola e Matteo Angiulli vincitori della classe riservata alle Super 1.6 a bordo della Fiat Punto dopo una bella sfida con i torinesi Claudio Marenco  e Marina Melella su una Renault Clio frenati da qualche problema al cambio ma giunti alle spalle di Iemmola anche nella generale.

Settimo il locale Paolo Porta in gara con Gloria Andreis su una Ford Fiesta.  In ottava posizione Andrea Tarantino e Renzo Fraschia su una Mitsubishi Lancer vincitori della classe N4. Il nono posto assoluto finale è preda di  Mauro Zucca e Concetto Marletta vincitori della classe N3 e protagonisti nelle fasi finali del sorpasso a Fabio Becuti e Luca Verzino. Hanno concluso  48 equipaggi.

Targa Florio, il rally che esalta Marcello Razzini

Sulle strade della leggenda per dare un nuovo impulso alla propria stagione. Marcello Razzini si accinge a planare sui mitici nastri asfaltati della Targa Florio, la corsa più longeva d’Italia e tra le più vecchie del mondo, con un unico proposito ben scolpito nella mente: quello, appunto, di rilanciare il proprio cammino nel Campionato Italiano Rally dopo il repentino ritiro subìto – per una leggera uscita di strada – al rally di San Remo dello scorso mese.

In particolare, il portacolori di Collecchio Corse – sempre affiancato da Gianmaria Marcomini sulla Skoda Fabia classe R5 preparata da DP Autosport – mira ad un solido piazzamento nella graduatoria del Campionato Italiano Rally Asfalto. Il Targa Florio, tuttavia, costituisce forse l’esame più infido e severo che un pilota all’esordio nella serie A dei rally italiani possa sostenere; Razzini, questo, lo sa benissimo, regolando di conseguenza il suo approccio a questo terzo appuntamento del Campionato Italiano Rally.

“Il Targa Florio è un rally che da un lato di esalta, per la sua storia unica, incredibilmente affascinante, e dall’altra intimidisce a causa delle strade molto scivolose e sconnesse. Mi viene quasi da definirlo un rally d’altri tempi, al quale dare del lei. Noi lo scopriremo nel fine settimana della gara: chiaro che la prima volta ha sempre un sapore speciale, soprattutto se si è reduci da un ritiro (in questo caso, per un mio errore). Quindi, lasceremo Palermo per affrontare le prove speciali siciliane con la massima circospezione, tenendo spalancati gli occhi e accesissimo il cervello. L’errore, al Targa Florio più che altrove, è dietro l’angolo, ma noi non possiamo permetterci un altro stop. Dobbiamo arrivare in fondo ed imposteremo una gara dal ritmo regolare e possibilmente in crescendo, cercando di evitare alti e bassi. L’imperativo, insomma, è vedere la bandiera a scacchi, cercando di ottenere un buon risultato e di accumulare importante esperienza”.

Il ko sanremese impone un approccio speciale a questa gara, ma non cambia prospettive ed obiettivi stagionali: “In pratica – conferma Marcello – è un po’ come se ripartissimo dal Ciocco e dalle buone indicazioni e sensazioni emerse dalla prima gara del campionato. Il Sanremo è stata una lezione importante che vogliamo mettere a frutto subito, per riprendere la nostra marcia nel tricolore Rally Asfalto. Il morale, dunque, è altissimo: l’idea di correre al Targa Florio è elettrizzante, per me è un onore esserci e non vedo l’ora di vivere questo appuntamento nel quale, tra l’altro, anche il pubblico gioca un ruolo chiave per la sua partecipazione, straordinariamente calorosa e competente. Lo stato d’animo è rinvigorito anche dalla consapevolezza di disporre di una vettura, un team e pneumatici super: il feeling, anche nei pochi chilometri percorsi a San Remo, è eccellente ed il Targa Florio mi pare il teatro più stimolante per riprendere il nostro apprendistato con la Skoda Fabia griffata DP Autosport. So che sto per immergermi in un fine settimana dal contesto unico: sarà un privilegio essere al via del Targa Florio e, in questo momento, non potrei dimenticarmi dei miei sponsor e della scuderia Collecchio Corse, che mi stanno consentendo di vivere questo sogno”.

Nikolay Gryazin: ‘In Italia sterrati come in Finlandia’

Un 26° Rally Adriatico sfortunato per Nikolay Gryazin e Yaroslav Fedorov che, in lotta per la vittoria con i francesi Consani-De La Haye, sono purtroppo usciti di scena durante la PS6 Avenale di 5,18 chilometri nel tentativo proprio di intaccare la leadership dei transalpini. Con RS e oltre, Gryazin non ne fa mistero. Sfortuna sì, ma ”abbiamo esagerato”.

“Sulla PS6 abbiamo continuato a spingere e in una curva abbiamo colpito un terrapieno. L’auto è finita su due ruote e non è stato possibile tenerla. Ci siamo schiantati contro gli alberi, strappando la ruota posteriore sinistra. Stiamo entrambi bene, ma la gara per noi è finita”, ha detto Gryazin in quel momento.

Gryazin e Fedorov, portacolori del team italiano Movisport, erano al Rally Adriatico per preparare la partecipazione al 53° Vodafone Rally de Portugal. Nei giorni di test antecedenti la gara tricolore, i due hanno provato con due differenti Skoda Fabia R5.

Non è la prima volta che gareggiate in Italia, ma è la vostra prima su terra. Cosa ne pensate del livello del Campionato Italiano Rally Terra? qual è la vostra impressione sulla tipologia delle prove…

“Concorrenti tutti estremamente veloci, anche se molti di loro avevano già avuto esperienza su queste strade, ma proprio per questo è stato ancora più interessante gareggiare qui. Beh, trovo difficile poter paragonare queste speciali con altre già affrontante anche nel WRC2. Certamente sterrati tosti, simili a quelli della Finlandia”.

  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico
  • Nikolay Gryazin al Rally Adriatico

Indipendentemente dalla vostra uscita di scena anticipata, avete trovato utile partecipare a questa competizione in vista del vostro prossimo appuntamento nel WRC2 al Rally de Portugal?

“Sì, assolutamente. Abbiamo utilizzato alcune soluzioni che porteremo in Portogallo, come la scelta degli pneumatici per esempio, optando per la mescola dura che avremmo a disposizione nel mondiale, ma che ovviamente male si adattava a questo sterrato scivoloso”.

Una gara impressionante, fino all’uscita di strada. Forse avete spinto un po’ troppo.

“L’obiettivo era superare Consani in classifica generale, dopo che il primo giro di speciali ci aveva impedito di spingere a causa delle gomme fredde. Come ti ho detto proprio per la scelta che abbiamo effettuato in vista del prossimo appuntamento del WRC2. Durante il secondo “loop” di prove il grip è migliorato e così abbiamo deciso di spingere, ma credo che abbiamo esagerato”.

Un’ultima domanda sulle due giornate di test che avete effettuato nei giorni precedenti il Rally Adriatico: avete utilizzato due vetture. Avete provato differenti soluzioni?

“Esatto, abbiamo lavorato molto sul set-up durante il primo giorno, testando soluzioni diverse su entrambe le vetture. Il secondo giorno è piovuto ed il fondo molto scivoloso è risultato utile per poter avere anche dei riferimenti in preparazione di un assetto da bagnato”.