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Simone Tempestini vince il TESS Rally Brasov in Romania

Simone Tempestini in coppia con Sergiu Itu vincono il TESS Rally Brasov, gara valida come secondo atto del Campionato Nazionale Romeno. Il campione romeno in carica, al volante della Skoda Fabia Rally2 vince con un vantaggio di minuto e mezzo sulla Ford Fiesta Rally2 portata in gara da Bogdan Marișca e Sebastian Itu e con un minuto e quaranta su Sebastian Barbu e Bogdan Iancu, terzi su una Skoda Fabia R5.

La gara è vissuta per i suoi tre quarti su un bellissimo duello tra Tempestini e Mads Ostberg, giunto in Romania per allenarsi in vista degli impegni futuri. Purtroppo sulla terz’ultima speciale un problema al motore della Citroen C3 rally2, costringe il norvegese ad un amaro ritiro. Al di là di questo amaro ritiro, le indicazioni per il campione in carica del WRC2 sono ottime, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti in calendario, ovvero il Therwoolin Boldogkő Rally valido come primo appuntamento del Campionato Ungherese e il Rally di Croazia, terzo round del WRC.

La stagione di Simone Tempestini invece dovrebbe prevedere la partecipazione al Campionato Europeo Rally e al Campionato Romeno.

Simone Tempestini al Prealpi, dall’inizio alla fine

Il 21° Prealpi Master Show, secondo appuntamento di questa stagione del Challenge Raceday Rally Terra, è stata un’edizione da record con ben 171 partenti, dei quali 77 iscritti a Raceday. La gara trevigiana è iniziata nella giornata di sabato 21 dicembre con la disputa di una prova speciale di 6,30 km sotto la pioggia e al buio, cosa che ha reso il percorso di gara decisamente insidioso.

Questa mattina, dopo una nottata di pioggia, il percorso dell’altra prova speciale in programma di 9,18 km, si è presentato quasi allagato, ma questo non ha fermato gli agguerriti e appassionati partecipanti. Il giovane Simone Tempestini, navigato da Masina Palitta su Hyundai I20, campione rumeno in carica e con alle spalle esperienze nel Campionato del Mondo, si è subito imposto e ha mantenuto la leadership della gara sino alla fine.

Dietro di lui la battaglia è stata tra Alessandro Bettega – Paolo Cargnelutti (Skoda Fabia R5) tra i principali protagonisti del Raceday Rally Terra, che ha vinto il primo passaggio di questa mattina, ma nel secondo passaggio si è girato perdendo tempo per rimettersi in carreggiata, ed è scivolato in quarta posizione, ma riuscendo nel l’ultimo passaggio della giornata a recuperare una posizione e concludere terzo assoluto e primo tra i piloti Raceday. Bresolin-Ometto (Ford Fiesta WRC) ha mantenuto un ritmo costante e ha concluso la gara secondo assoluto. Mentre Scattolon-Nobili (Hyundai I20), dopo esere stato per parte della gara terzo assoluto è stato scavalcato da Bettega e ha concluso con un ottimo quarto posto finale.

Ha chiudere la top five i cinque volte vincitori del Prealpi Master Show Mauro Trentin-Alice De Marco su Skoda Fabia R5, che sono incappati in qualche problema di troppo. Nonostante le condizioni meteo non proprio favorevoli, anche se verso metà mattina ha smesso di piovere, e il percorso della prova speciale fosse decisamente difficile da affrontare per la tanta acqua accumulatasi, i riscontri dei partecipanti sono stati tutti molto positivi e si respirava un’atmosfera festosa e allegra durante i riordini.

Per quanto riguarda il debutto della nuova classe N5, inserita sperimentalmente all’interno del Challenge Raceday Rally Terra, grazie anche all’appoggio della federazione, i riscontri sono stati positivi. Dei tre partecipanti si è ritirato Ezio Soppa-Mauro Marchiori (Citroen DS3) a causa di problemi di differenziale, mentre gli altri due i giovani Mattia Codato-Christian Dinale (Citroen C3) e Jacopo Trevisani-Andrea Marchesini (Kia Rio) e hanno concluso la gara rispettivamente 27° e 28° assoluti. Sulla terza prova hanno fatto segnare tempi due secondi a chilometro più lenti rispetto al primo assoluto e comunque primi del Gruppo N.

I tre piloti sono stati seguiti dalla spagnola RMC Motorsport SA e da Alfredo “Dedo” De Dominicis, che ha portato queste vetture in Italia. Ci sono ancora degli aggiustaggi da fare e sicuramente nelle prossime gare Raceday che saranno il Rally della Val d’Orcia a febbraio 2020 e il Rally Città di Arezzo Valtiberina a fine marzo, riusciranno a trovare gli assetti e gli arrangiamenti migliori per poter far vedere le potenzialità di questo tipo di vetture che corrono già con successo in diversi paesi europei. Nel femminile, con una guida attenta e precisa, Tamara Molinaro e Giacomo Ciucci, su Citroen C3, iscritti a Raceday, hanno concluso 24° assoluti.

La Friulmotor fa bis di titoli con Tempestini e Turk

Al Rally Brasov la Hyundai affidata a Simone Tempestini e Sergiu Itu vince gara e campionato. Si tratta del secondo successo nel 2019 per la Friulmotor, che si era già imposta nella serie slovena con la i20 e Turk. Un altro, grande, successo per Friulmotor. La scuderia di Manzano ha conquistato il secondo campionato straniero del 2019, quello romeno, al Rally di Brasov, ultima tappa della serie, sempre grazie alla vettura coreana affidata a Simone Tempestini e Sergiu Itu.

Auto ed equipaggio si sono anche aggiudicati la gara coprendo le otto ps in 1.19’50” e staccando di 2’28”2 la coppia formata da Barbu e Iancu. Si è trattata dell’ennesima soddisfazione stagionale per il team friulano, che per la prima volta nella sua storia ha ottenuto due allori nazionali nel corso dello stesso anno: le due affermazioni vanno ad aggiungersi a quelle centrate in Danimarca nel 2011 con Brian Madsen e in Slovacchia con Grzegorz Grzyb nel 2013.

“Un’annata veramente da incorniciare – ha commentato la famiglia De Cecco -. Vincere non è mai facile, ancora di più all’estero e in un campionato come quello romeno che conoscevamo meno rispetto a quello sloveno, dove abbiamo corso nelle ultime stagioni. Siamo veramente soddisfatti e questo risultato ci dà ulteriore carica per continuare nel nostro percorso con Hyundai e con Simone Tempestini”.

Friulmotor, infatti, affiancherà il pilota anche al Rally di Spagna, tappa valevole per il campionato mondiale e in programma in Catalogna dal 24 al 27 ottobre. La scuderia di Manzano schiererà la Hyundai I20 R5 nel campionato Wrc2, con cui ha già ottenuto – assieme a Tempestini – il terzo posto di classe al Rally d’Italia.

Sempre nel fine settimana alle porte, Friulmotor sarà impegnata in altri due gare: sarà al via con la I20 R5 e Rok Turk al Rally di Idrija, tappa finale del campionato sloveno e alla finale di Rallycup Italia a Como con Claudio De Cecco. In questo caso, visto che le Hyundai del team saranno tutte impegnate, il pilota friulano prenderà parte alla prova con una I20 R5 del Hyundai Rally Team Italia. 

Simone Tempestini e Sergiu Itu: il Rally dei Laghi parla rumeno

Il Rally dei Laghi parla rumeno: sono Simone Tempestini e Sergiu Itu i vincitori dell’edizione 2019 corsasi sotto un meteo pazzo che ha reso difficili le scelte di gomme sin dalle prime battute di gara. L’equipaggio della FriulMotor, giunto a Varese per testare per la prima volta la vettura con cui disputerà il WRC 2, il Campionato Mondiale riservato alle R5, ha fatto valere il suo talento e la sua professionalità.

“E’ andato tutto per il verso giusto, dall’affiatamento con la vettura nuova alla scelta delle gomme: sono felice di aver scelto questa gara per prepararmi al meglio per il Tour de Corse che si correrà tra quindici giorni” ha detto il vincitore. La vittoria prestigiosa di Tempestini stravolge anche le statistiche del Laghi: è la prima volta in ventotto edizioni che la corsa varesina viene vinta da un equipaggio straniero così come è la prima vittoria per una vettura di marca Hyundai; c’è di più: dopo otto anni il Laghi non parla varesino: l’ultimo forestiero a trionfare fu il bergamasco Matteo Gamba nel 2011.

Tempestini non ha avuto vita facile. Giò Dipalma e “Cobra” hanno venduto cara la pelle con una gara sempre generosa e all’attacco: aver azzeccato la mescola di pneumatici ha giovato poco ai due della Skoda HK: una foratura li ha costretti ad utilizzare una gomma non idonea; una girata sulla PS3 ha poi contribuito alla perdita di tempo che, col senno di poi, si è rivelata fatale: “In parte sono contento ed in parte no; ho perso per solo 2” ma sono arrivato alle spalle di un campione del mondo che tra poco si giocherà un altro titolo iridato: sarebbe stato bello bissare il successo di un anno fa ma ero assente da dodici mesi e tornare a questi livelli non è mai semplice” ha detto il pilota di Malnate.

Terzi e con molti rimpianti Simone Miele e Roberto Mometti su Citroen DS3 WRC: partiti con gomme da asciutto su strade poi rivelatesi molto bagnate, i due vincitori dell’edizione 2016 hanno pagato un pesante scotto nella prima parte di gara; le tre vittorie parziali negli ultimi tre tratti cronometrati non hanno fatto che aumentare i rammarichi di un rally che per loro poteva voler dire ben altro.

Sfortunato l’isprese De Tommaso con la Ascalone: il Campione Italiano Junior in carica debuttava su Skoda R5 (Munaretto) ma ha pagato l’errore di gomme e un problema ad una bobina nella seconda metà di gara: è comunque buon quarto. Quinto Mauro Miele che dopo aver “accarezzato” la Skoda in ogni suo lato, tiene a sottolineare che tutti i piloti davanti a lui avevano meno della metà dei suoi anni! Buon sesto è Potente-Gogni, su Skoda HK bravo e regolare.

Giò Dipalma e “Cobra” sono secondi al Rally Internazionale dei Laghi
Giò Dipalma e “Cobra” sono secondi al Rally Internazionale dei Laghi

Poi Freguglia-Cerutti, incappati nella peggiore scelta di gomme possibile. Ottavo e primo di S2000 il locale Spataro che insieme a D’Agostino ha disputato l’ennesima gara veloce e generosa e precedendo la rivelazione Pederzani. Il figlio d’arte ha stupito per la condotta rapida e senza sbavature su una 4×4 aspirata. Chiude la top ten lo strabiliante duo Maran-Maran: Vanni e Lorenzo, vincitori del Laghi 2007, hanno compiuto una rimonta incredibile a bordo della loro Fiat Punto S1600. Grinta e coraggio da vendere hanno permesso di recuperare un gap “impossibile” su Fusetti-Chiacchella con un colpo di reni sensazionale: la vittoria è arrivata per soli 0”6.

“La gara più difficile che abbia mai fatto” ha detto Pizio che con Cecchetto ha però strabiliato pubblico e avversari locali: il novarese non si è fatto intimidire dalle speciali tecniche della provincia di Varese e ha vinto con merito la R2B (Peugeot 208 Valsesia) chiudendo addirittura 12°. Daldini-Rocca hanno prevalso in R3T con la Clio Gima mentre sono i rientranti Ripoli-Bruna i mattatori di una R3C tosta fin dall’inizio; secondi Guzzi-Buffon.

Il lavenese Franzetti, con la compagna Caravati, ha fatto sua la difficile N3 chiudendo anche primo di gruppo N e 14° assoluto: alle loro spalle nella classe il bresciano Imperiale e gli evergreen valcuviani Mazzetti-Landolina. Proprio il genero dei coniugi di Brenta è stato il vero mattatore di un N2 che avrà si perso alcuni protagonisti per strada ma che non ha mai dato segni di avere altri padroni: ampio il distacco sui secondi Iannello-Ferrari e sui terzi D’Alberto-Arata.

Serini fa sua la N4 su Mitsubishi Lancer Evo IX. La A0 è andata a Cavalli-Poletti (Fiat Seicento), la A5 ai lecchesi Brambilla-Brambilla (Peugeot 106), la A6 a Rossini-Ciceri (Peugeot 106) e la A7 ai liguri Fredducci-De Rosa su Renault Clio Williams. In K10 Turetta-Rossi (Peugeot 106) non hanno problemi a regolare i tedeschi Hohlheimer-Schneider specie dopo un timbro fallace di questi ultimi. Agnello-Chinnici vincono la N1 su Peugeot 106.

La vittoria assoluta ha permesso di consegnare a Tempestini-Itu il Memorial Redaelli-Siccardi mentre l’incredibile rimonta dei fratelli Vani e Lorenzo Maran è valsa il Memorial Mauro Saredi; secondi Fusetti-Chiacchella su Clio e terzi gli svizzeri Antonietti-Beretta. Il Trofeo ViviVararo è stato assegnato all’equipaggio Daldini-Rocca che ha effettuato il miglior passaggio alla variante artificiale posta a metà salita del Cuvignone.

Il driver elvetico ed il naviga di Cittiglio si aggiudicano due coppe ed un cesto alimentari offerto da “L’Antica Canonica” di Cuveglio. La cavalcata vincente di Marignan-Marchesi in N2 è stata coronata con la vittoria del Trofeo Luca Montesano grazie allo scratch di classe sull’ultimo stage effettuato. Tra le regolarità a media, i vincitori Gandolfo-Giammarino si sono aggiudicati il Memorial Parini-Ghittoni.

Tra le storiche, come un anno fa prevalgono Andolina-Moro su Lancia Delta HF: i due piemontesi approfittano degli inconvenienti accorsi alla Ford Sierra dei lariani Paolo e Aurelio Corbellini e vanno a vincere con gioia. Terzi Vasino e Melani, felici di aver ripercorso gli asfalti già solcati nel 1074 e nel 1076 ai tempi del Rally 333 minuti.

Top ten Rally dei Laghi moderne

1) Tempestini-Itu /Hyundai i20 R5) in 53’11”5; 2) Dipalma- “Cobra” (Skoda Fabia R5)  in 53’13”5 a 2”0; 3) Miele-Mometti (Citroen DS3 Wrc) in 53’34”6 a 23”1; 4) De Tommaso-Ascalone (Skoda Fabia R5) in 54’47”0 a 1’35”5 ; 5) Miele-Beltrame (Skoda Fabia R5) in 55’20”5 a 2’09”0 ; 6) Potente-Gogni (Skoda Fabia R5) in 56’25”3 a 3’13”8; 7) Freguglia-Cerutti (Skoda Fabia R5) in 56’39”1 a 3’27”6; 8) Spataro-D’Agostino (Peugeot 207 S2000) in 57’33”1 a 4’21”6 ; 9) Pederzani-Brovelli (Peugeot 207 S2000) in 57’47”7 a 4’36”2 ; 10) Maran-Maran (Fiat Punto S1600) in 58’30”7 a 5’19”2.

Top ten Rally dei Laghi storico

1) Andolina- Moro (Lancia Delta Hf) in 1.04’38”9; 2) Corbellini-Corbellini (Ford Sierra Csw) in 1.05’57”5 a 1’18”6; 3) Vasino-Melani (Porsche 911) in 1.07’02”0 a 2’23”1; 4) Bergo-Ferraris (Toyota Celica) in 1.08’28”9 a 3’50”0; 5) Borini-Guglielmina (Opel Ascona) in 1.10’17”8 a 5’38”9; 6) Ribaldone-Zanone (A112) in 1.16’10”0 a 11’31”1.

Top ten regolarità a media

1) Gandolfo-Giammarino (Innocenti Mini Cooper) pt.343; 2) Bonfante-Giacobino (Opel Corsa) pt. 418; 3) Magnoni-Boracco (Lancia Fulvia HF) pt.511; 4) Regalia-Aspesi (Saab 96) pt. 775; 5) Arlenghi.-Signorelli (Porsche 911) pt. 893; 6) Costadoni-Costadoni (Porsche 914) pt. 940; 7) Pretti-Sparti (Renault 5 Alpine) pt. 1275; 8) Dell’Acqua –Vicari (A112) pt. 1386; 9) Sommaruga-Fumanelli (Renault R8 Gordini) pt.1436; 10) Bergamaschi-Soffritti (VW Maggiolino) pt. 1448.

Rally dei Laghi: lotta aperta tra Tempestini e Dipalma

Il 28° Rally Internazionale dei Laghi è partito. Una timida pioggia fattasi via via più “prepotente”, ha condizionato le prime battute di gara mischiando le carte in tavola dei pronostici e mettendo in crisi i piloti nelle scelte degli pneumatici. Ad occupare la vetta della classifica generale ci sono Simone Tempestini e Sergiu Itu, equipaggio rumeno della FriulMotors che ha scelto Varese come test per l’imminente avventura mondiale del Wrc2.

A bordo della Hyundai i20 R5, Tempestini si è concesso il lusso di primeggiare sia sul Sette Termini che sul celebre Cuvignone staccando con merito gli avversari. Il distacco sui secondi assoluti Giò Dipalma e “Cobra” (Skoda Fabia R5 HK Racing) è di 9”9, gap motivato anche da una foratura a fine PS1 e di una manovra su un tornante stretto ad inizio Ps3, proprio sotto l’abitato di Vararo.

La terza posizione è occupata da Simone Miele e Roberto Mometti, su Citroen DS3 Wrc della Dream One Racing: i vincitori dell’edizione 2016 hanno letteralmente sbagliato scelta di gomme optando per una mescola da asciutto: pagano 42”5. Fuori dal podio provvisorio il giovane Damiano De Tommaso (con la Ascalone su Skoda R5 di Munaretto) che, anch’esso attardato da un’errata scelta di gomme, si trova a 1’18”7 dal leader.

Quinto è Mauro Miele con Luca Beltrame (Skoda R5 Dream One) a 1’21”0 (leggera toccata all’anteriore) mentre sesti sono Luca Potente e Paolo Gogni, equipaggio di Bodio Lomnago che sta stupendo per regolarità sulle strade amiche; i due hanno una vettura identica- e stesso team- di Dipalma: per loro ci sono 1’40”3 di distacco. Massimo Fusetti e Clarissa Chiacchella, sulla Renault Clio adesivata dall’Asim (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sono primi di due ruote motrici nonché settimi assoluti; alle loro spalle incombono l’elvetico Daldini con il cittigliese Daniele Rocca, primi di R3.

Filippo Pensotti e Luca Broglia sono stati i primi che stamane hanno alzato bandiera bianca; anch’essi condizionati da gomme sbagliate, i due hanno toccato il posteriore della loro Skoda Pa Racing piegando il ponte e ponendo fine anticipata ad una gara a cui tenevano molto. Anche Freguglia non è stato immune a ritardi: una girata in PS1 e, in generale, le gomme sbagliate, lo hanno fatto precipitare in 11° piazza. Ritiri anche per Bosetti (fuori strada senza danni ma rientrati con troppo ritardo), Della Maddalena Albertolli e Leoni (incidente).

Michele Andolina a Leo Moro, su Lancia Delta, sembrano intenzionati a bissare il successo di un anno fa; i due piemontesi della New Turbomark, dopo una prima speciale nella quale sono rimasti attardati, hanno recuperato siglando due vittorie su “Sette Termini e Cuvignone” staccando nettamente i rivali. Secondi sono Vasino e Melani, su Porsche a 1’22 mentre terzi Bergo-Ferraris su Toyota a 2’01”7.

Beltrame, Tempestini e De Tommaso al Rally Internazionale dei Laghi

Presentato alla stampa nella serata di martedì 12 marzo, l’evento capitanato da Andrea Sabella è pronto ad aprire le danze della neonata Coppa Rally di Zona 2 con un look rinnovato e dei fondamentali capisaldi. Nella sala consiglio della Camera di Commercio di Varese, davanti ad autorità e ad un folto pubblico, gli organizzatori hanno spiegato i dettagli della corsa che tra poche ore vedrà partire circa un centinaio di vetture tra moderne, storiche e di regolarità a media.

“Le novità principali – ha spiegato Sabella – riguardano la location destinata ad ospitare la partenza e l’arrivo nonché il quartier generale della corsa: la centralissima piazza Monte Grappa di Varese sarà teatro della passerella iniziale prevista per sabato 16 marzo alle 18.30 così come della cerimonia finale nel pomeriggio di domenica 17 dalle ore 16.20. Gli uffici di gestione della gara (direzione, sala stampa e centro classifiche) saranno ubicati all’interno della Camera di Commercio”. 

Gradita novità dell’edizione 2019 è lo shake down ossia il tratto di strada chiuso al traffico per poter testare le vetture senza velleità cronometriche: dalle 12.30 di sabato le vetture torneranno a solcare gli asfalti del San Michele, storica prova dei rally varesini fin dagli anni ’70. Sotto l’egida del cronometro andranno invece in scena le classiche del Laghi: due passaggi per i tratti di Valganna-Alpe Tedesco (13,70 km), Sette Termini (9,75 km) e Cuvignone (12,30 km) con quest’ultimo che avrà un senso di marcia invertito rispetto agli scorsi anni: si partirà da Cittiglio alta e si arriverà in località Sant’Antonio. Sede del Parco Assistenza il collaudato spazio antistante la ditta Colacem a Caravate. In totale saranno poco più di settantuno i chilometri di prove.

L’elenco iscritti è di pregio: tra le vetture per il rally moderno, quelle della regolarità a media e le storiche il totale supera i cento iscritti. Favorito della vigilia è sicuramente il varesino Simone Miele che disporrà della vettura più potente, la Citroen Ds3 Wrc; non mancheranno certo il campione in carica Giuseppe Dipalma, veloce malnatese già campione italiano di motocross e gli idoli locali Giuseppe Freguglia, detentore di ben quattro successi al Laghi; outsider di lusso potranno essere papà Mauro Miele, terzo assoluto un anno fa o ancora il lavenese Filippo Pensotti, tutti rigorosamente su delle Skoda Fabia R5.

Una menzione a parte la meritano i “campionissimi”; al Laghi ci saranno ben due campioni del mondo ed un campione italiano: dalla Romania arriva Simone Tempestini, driver di origine italiana che nel 2016 si aggiudicò il Wrc 3: sarà al via con una Hyundai i20 R5 in vista degli impegni mondiali 2019; a dettare le note a Mauro Miele ci sarà invece l’alessandrino Luca Beltrame che a novembre si è laureato campione del mondo per la categoria Wrc 3 insieme al cuneese Enrico Brazzoli. Vanto tutto nostrano è il giovane Damiano De Tommaso che correrà su una Skoda R5: è lui il campione tricolore Junior in carica.

Attesa per le classi minori dove ci si contendono i memorial ed i trofei: battaglia per i monomarca di casa Renault e Peugeot  così come per aggiudicarsi il Memorial Mauro Saredi; a contendersi la S1600 ci saranno Fusetti, Re, Maran, Meli, Calabrini, lo stesso Saredi jr., Mauri e Laurini. Per il Memorial Luca Montesano – al vincitore di N2 nell’ultima speciale disputata, si batteranno D’Alberto, Iannello, Marignan, Buttiglione, Moioli e molti altri. Il primo assoluto conquisterà anche il Memorial Siccardi e Redaelli.

Se in S2000 è caccia aperta ad Andrea Spataro da parte di Riccardo Pederzani e Luca Daverio (tutti su Peugeot 207), più incerto sembra il pronostico della R3 dove oltre alla turbo 1.6 di Daldini ci saranno le 2.0 aspirate di Ripoli, Bosetti e Guzzi a giocarsi lo scettro. Stesso discorso vale per la R2B: il cuneese Bernardi è in gara test per il tricolore junior ma è pilota di spessore; i locali Ciconte, Battistelli e Broggi proveranno con le Peugeot 208 a stanare la sua Ford Fiesta.

In A7 il luinese Canuto partirà in cima ad un gruppo nel quale fanno parte anche l’intelvese Leoni, il cittigliese Longhi o il genovese Fredducci, tutti piloti dal passo svelto. Anche la N3 annuncia bagarre: il lavenese Franzetti ha credito da riscuotere con la fortuna mentre il valcuviano Mazzetti è da sempre un osso duro; i forestieri più temibili sembrano essere il valtellinese Cambiaghi, e i bresciani Imperiale e Pasotti o il bergamasco Albrigoni.

Il Rally dei Laghi sarà… tre gare. Prima del via delle vetture moderne spazio alle regolarità a media e alle storiche: dalle Porsche alle Lancia Fulvia, dalle Opel Kadett alle A112, gli appassionati d’antan potranno rifarsi gli occhi con i bolidi che hanno scritto la storia delle corse su strada. Tra i probabili protagonisti della regolarità ci sono Regalia su Saab, Vellano su Audi, Sommaruga su Renault 8 Gordini, Bergamaschi su VW Maggiolino, Pretti su Renault 5 Alpine e Dell’Acqua su A112. Per le storiche brilleranno di luce propria la Lancia Delta di Andolina (vincitore nel 2018), la Toyota Celica di Bergo, la Porsche 911 di Vasino, l’Opel Ascona di Borini oltre ad altri bolidi di categoria.