Articoli

Chris Ingram pensa al WRC e intanto racconta il suo ERC

Il venticinquenne Chris Ingram è diventato il primo britannico a vincere il titolo europeo dal 1967, nonostante i gravi problemi economici che lo hanno spinto a lanciare un progetto di crowdfunding per assicurarsi fondi sufficienti per completare la stagione.

Chris Ingram ritiene che il titolo vinto nell’ERC potrebbe aiutarlo a sbloccare ulteriori sponsorizzazioni che consentano a lui e al suo copilota Ross Whittock di presentarsi nel WRC3 il prossimo anno con il team tedesco Toksport. “Ora è il momento in cui abbiamo davvero bisogno di entrare in WRC. È il prossimo passo decisivo che dobbiamo compiere”.

Intanto, mentre Chris Ingram si dà da fare per cercare di mettere su un budget adeguato per disputare il WRC3, servono in tutto circa 350 mila euro, è inevitabile riparlare dell’ERC 2019, un campionato che Chris non dimenticherà mai nella vita, facendoselo raccontare gara per gara.

All’Azores Rallye sei arrivato terzo e hai preso 21 punti…

“Le Azzorre sono uno dei rally più belli del mondo, con uno scenario incredibile, come la Sete Cidades. Ci siamo girati perdendo terreno, alla fine il podio è stato buono per il campionato, anche se le prestazioni non erano nel complesso il massimo”.

Al Rally Islas Canarias eri secondo e hai rimediato 29 punti…

“Mi sono divertito moltissimo a Gran Canaria e anche in passato eravamo andati bene. Sono partito lento, 16° nella Qualifying Stage e 9° nella PS1, poi abbiamo migliorato e con ottimi tempi siamo riusciti a terminare secondi assoluti”.

Al Rally Liepaja è arrivato un quarto posto. Bottino 20 punti…

“Non è stata una delle prestazioni migliori per me, mi sono messo troppa pressione. I piloti di casa e Alexey Lukyanuk sono stati più forti di me, ho faticato molto, ma nell’arco del rally ho potuto crescere, anche se il quarto posto non è stato un gran che”.

Al Rally Poland ti sei ritirato, gara scartata a 0 punti…

“E’ stato un rally disastroso tra forature, guasto al servosterzo e sabbia nel radiatore. Ho provato a sistemare il tutto e mi sono bruciato le mani, non ho potuto continuare e ci siamo ritirati. Il punto più basso dell’anno, sicuro”.

Al Rally di Roma Capitale gli italiani vi hanno “frenato” e sei arrivato sesto, con un bottino di 12 punti…

“A Roma è dove forse ho guidato peggio, non sono riuscito ad esprimermi come volevo per la troppa pressione e per la distrazione da altre cose”.

Al Barum Czech Rally Zlín hai conquistato un terzo posto, aggiudicandoti 26 punti…

“Siamo arrivati da sfavoriti, tutti dicevano che Filip Mareš avrebbe vinto il titolo in ERC1 Junior e che non avevo chance. Giocava in casa e tutti facevano il tifo per lui, ma sapevo che avevo una occasione e dovevo sfruttarla. Mi sono rilassato il più possibile e ho ritrovato lo smalto e la velocità, poi purtroppo ho perso il titolo per 0″3, ma non è stata la gara in sè che mi è scocciato perdere, bensì i 100.000€ di premio. Personalmente e sportivamente, però, ho guadagnato molto perché sono passato al comando assoluto e quella è stata la svolta. Sapevo di poter giocarmi il titolo, è stato un insieme di emozioni”.

Poi un secondo posto al Cyprus Rally che ti ha regalato 27 punti…

“Cipro e Ungheria diventavano cruciali. Ho provato una strategia che ha funzionato benissimo. Siamo stati molto prudenti qui perché era una delle gare più toste della carriera, non l’avevo mai affrontata così prima. Provando a sopravvivere ho chiuso secondo alle spalle di Nasser Al-Attiyah, una leggenda assoluta. Risultato fantastico”.

Infine, al Rally Hungary è arrivato un quarto posto come al Liepaja: 18 punti…

“Era un altro rally nuovo e incredibilmente difficile. Le condizioni erano assurde e ci serviva il podio per vincere, ho guidato in modo da essere consistente per tutta la gara. Ross ed io eravamo concentratissimi e non potevamo fare di meglio, purtroppo due forature ci hanno allontanato dal successo, però alla fine anche Alexey ha avuto lo stesso problema. Nell’ultima PS di nuovo una gomma a terra ci ha fatto perdere il podio. Una catastrofe. Ero devastato, poi è arrivato Alexey con un’altra gomma K.O. C’è stata confusione per almento 20′, non si capiva se avevamo vinto o no, poi ci hanno confermato il titolo. Mi è passata la vita davanti, non dimenticherò mai quel momento e lo rivivo ancora oggi. Incredibile, fantastico”.