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Renato Fruzzetti, un pezzo di storia dei rally in Toscana

Se n’è andato Renato Fruzzetti, un pezzo di storia dei rally toscani. Memorabili i suoi traversi nelle corse su strada toscane degli anni Novanta. Indimenticabile nelle curve del Valdinievole, uno dei suoi rally preferiti. Nel 1979, Renato Fruzzetti e un gruppo di giovani appassionati, piloti e navigatori, Luca Ciucci, Edoardo Petrini, Moreno Galliani e Augusto Parenzi, s’inventarono una nuova gara: il Rally dello Zoccolo.

Leo Todisco Grande, giornalista toscano responsabile di diversi uffici stampa nelle gare del Granducato da rally, ha detto: “Si affollano i ricordi alla brutta notizia della scomparsa di Renato Fruzzetti, di sicuro uno dei più veloci rallisti toscani di sempre. Con il quale ho avuto sempre grande feeling. Un amico con lampi di simpatica follia che, dopo un po’ di anni che aveva smesso di correre, si ricordò di me, invitandomi, quando affrontò l’impresa, poi non riuscita, di organizzare un rally internazionale a Cuba”.

Il tentativo di organizzare un rally a Cuba lo ricorda bene anche Max Sghedoni che tramite un post su Facebook conferma: “A Renato Fruzzetti e a quel mese trascorso con lui ai Caraibi per cercare di “inventare”, su invito del governo castrista, il primo rally Internazionale di Cuba… I tre puntini sospensivi dovrebbero suggerirvi e invitarvi ad immaginare di tutto e di più. Fatelo pure… ma con un sorriso. Vi è poesia anche e soprattutto nel ricordo”.

Alessandro Bugelli, altro giornalista toscano, anche lui responsabile di molti uffici stampa nelle gare di “casa”, ricorda: “A lui ero molto legato, come sono molto legato a Massimo Cesaretti, uno dei suoi storici copiloti. Nel 1990, al Rally degli Abeti, quando correvo con Dalio Martinelli con la “cinque” GT Turbo Gruppo N, avemmo un cruento incidente nella PS del Melo. Una botta devastante frontale contro una pianta, che poi mi tenne ingessato per oltre due mesi. Renato e Massimo, tra i nostri rivali più accesi e temibili, partivano dietro a noi, con la stessa vettura. Io ed il mio pilota eravamo svenuti in macchina, intrappolati, e c’era rischio di incendio. Arrivarono sul luogo dell’incidente, si fermarono, lasciarono il loro estintore e si affrettarono a raggiungere il fine prova per dare allarme. Da quel momento quei due uomini con la barba divennero per me due Santi, per il nobile gesto che fecero. Nobile e non certo scontato. Ma c’era un particolare: erano (e sono) dei Signori. Soprattutto nella vita. La mia gratitudine ed anche quella, credo, del mio pilota di allora sono e saranno infinite per il gesto che fecero, io ho sempre detto comunque salvandoci la vita, e per l’insegnamento che hanno dato. Adesso sono a piangere la scomparsa di Renato. E avendone conosciuto il perché ci ha lasciati non è facile farsene una ragione. No. Non ci sto. No”.

Massi Mussella lo ha ricordato definendolo “Amico di tante serate. Lo ho ammirato prima di iniziare a correre, ancora di più guardando i tuoi tempi quando anch’io ho provato a fare il pilota. Protagonista di tanti dei miei video ai tempi della Pro-Bike Videoproduzioni. Ultimamente ci siamo frequentati alle cene che continuo ad organizzare per tenere viva la passione ed i ricordi. Ci mancherai a quelle cene.
Tanta tristezza, ma il piacere dei ricordi resterà con me. Ciao Piedone con te se ne va una parte importante dell’automobilismo lucchese e non solo. Ci troveremo ancora intorno ad un tavolo passato questo assurdo periodo e tu sarai con noi, le tue imprese, i tuoi aneddoti non ci lasceranno mai”.