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Ecco il numero di aprile 2020 di RS e oltre

RS e oltre è quasi pronto, lo si potrà leggere in anticipo in digitale a partire dal 1 aprile 2020 (non è uno scherzo) anziché dal 5 del mese come previsto in casi ordinari dal nostro calendario editoriale. Il giornale questo mese e anche a maggio salterà le edicole. Come spiega il direttore Gianni Cogni è stata una scelta difficile, ma l’etica e il buon senso hanno prevalso.

Non saremo noi ad invitarvi ad andare in edicola, non ce la sentiamo di chiedervi di uscire per un motivo che non è essenziale e che potrebbe mettere a rischio la vostra salute. In ogni caso, il giornale è pronto ed è stato confezionato con il solito impegno e con la solita passione. Tanti gli argomenti di interesse che saranno fruibili sul numero di aprile 2020.

Tanto per cominciare, abbiamo deciso con Fabrizio Fontana e Simona Savastano di salire sulla Ford Fiesta WRC Plus per un test esclusivo all’Adria Rally Show. E già che che ci stavamo occupando di Ford, abbiamo pensato di raccontarvi in anteprima i segreti della Ford Fiesta Rally4. A proposito di auto da rally, non perdete lo speciale dedicato ai 40 anni dell’Audi quattro e al suo migliore interprete, Walter Rohrl.

La copertina di RS e oltre di aprile 2020
La copertina di RS e oltre di aprile 2020

Ma cominciamo dall’inizio, dal reportage esclusivo del Rally del Messico, unica competizione al mondo disputata in piena pandemia da coronavirus, ad una bellissima intervista con una promessa dal sangue tricolore: Fabio Andolfi. Certo, non l’unica intervista. Lo sappiamo, ultimamente vi abbiamo viziato: e allora… anche questo mese quattro chiacchiere con Tommaso Ciuffi (a proposito di promesse dal sangue tricolore), Michel Della Maddalena e Daniele Campanaro.

Approfondimento portante di questo numero della rivista è un’attenta analisi statistica sugli ultimi dieci anni di rally in Italia a tutti i livelli. Vero che nessuno ha vinto come Paolo Andreucci e la Peugeot 207 Super 2000, ma è altrettanto vero che scoprirete dei top driver che non immaginavate. Eppure lo confermano i numeri e a ben vedere anche i fatti…

Poi abbiamo voluto approfittare per farci raccontare da due fotoreporter speciali, due dei “nostri”, Elio Magnano e Giovanni Campanaro la storia di alcune foto che hanno fatto storia e come è cambiata la fotografia dal rullino al digitale con l’avvento di internet. Ne è venuto fuori un percorso fantastico.

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Appello di Andolfi, scelte etiche e rispetto per le regole

“State a casa finché non passa questa epidemia. Allenatevi nella vostra stanza e imparate a rispettare le regole”. Fabio Andolfi prega per la sua Italia, che vorrebbe vedere guarire in tempi brevi e invita tutti, ma proprio tutti, a cominciare dai suoi fan, passando per i nostri lettori e rivolgendosi indistintamente a chiunque, a restare a casa in questo difficile periodo, perché solo con il rispetto di determinate regole riusciremo insieme a vedere la luce in fondo al tunnel.

Fabio non è solo in questa preghiera. Siamo certi che qualunque sportivo italiano in questo momento la pensa come Andolfi Jr. Non c’è persona intelligente che non faccia il tifo per la difficile corsa a cui sta partecipando il nostro Paese e i nostri connazionali, che non preghi (non necessariamente inteso come gesto religioso) per la propria vita e per la propria carriera e che non speri che la ripresa possa essere veloce e meno traumatica possibile. In fondo, nessuno di noi voleva partecipare a questa gara che ci porta a fuggire da un avversario invisibile.

E allora perché scegliere Fabio come simbolo dell’appello #iorestoacasa che facciamo a tutti? Nei giorni scorsi abbiamo chiacchierato a lungo e a più riprese con il pilota ligure da anni impegnato nel Mondiale con il programma di Aci Team Italia per una sorpresa che troverete sul prossimo numero di RS cartaceo e digitale. Così, come abbiamo chiacchierato a lungo e a più riprese con tanti altri sportivi. Lo facciamo sempre e danni.

Andolfino, come lo abbiamo ribattezzato in redazione, è un viso pulito, ha ancora innocenza nel suo sguardo, è giovane ma è saggio, più saggio dei suoi coetanei e deve rappresentare un esempio per i giovani che non vogliono rispettare le regole e per quegli anziani che continuano a violarle. Nella voce di Fabio, negli intercalare tra una frase e l’altra, nei suoi sorrisi e nei suoi silenzi ci siamo resi conto che stavamo parlando con un ragazzino. Un ventenne che non ha giocato neppure per un attimo a fare il professionista, ma ha sempre e solo parlato con il cuore.

Quando gli abbiamo chiesto: cosa vedi nel tuo futuro? Andolfi non ha pensato ai rally, ha risposto così: “Nel mio futuro immediato ho una preghiera per la mia Italia, che vedo gravemente ferita da questo maledetto coronavirus”. E allora anche noi abbiamo scelto di seguire il nostro cuore, estrapolare da un contesto molto più ampio due frasi che ci hanno particolarmente colpito e condividerle con voi che rispettate le regole, ma soprattutto con tutte quelle persone che continuano a non rispettarle mettendo a rischio contagio degli innocenti.

“State a casa finché non passa questa epidemia. Allenatevi nella vostra stanza e imparate a rispettare le regole”.

Noi di RS, da parte nostra, come già scritto a più riprese, come scelta etica e di solidarietà, abbiamo deciso di non invitarvi ad andare in edicola. Il prossimo numero di aprile sarà disponibile online (clicca qui), mentre il cartaceo sarà stampato in tiratura limitata e spedito su richiesta all’indirizzo mail della nostra redazione, a fronte di pagamento con PayPal o tramite conto corrente bancario e senza spese di spedizione: info@rallyeslalom.com

Faccia a faccia Grani-Guglielmini: gioielli di provincia

Grani-Guglielmini sono i Gracchi della Modena da rally. Lorenzo Grani e Giacomo Guglielmini – citati in rigoroso ordine alfabetico – sono i gioielli di un’intera provincia, i due giovani talenti sui quali vale la pena puntare. Come ha fatto lo stesso ACI locale, che sul venticinquenne di Maranello e sul ventottenne di Montefiorino ha infatti imbastito un programma, investendo pure qualcosa a livello economico (alla pari di Dalmazzini, l’altro gioiello locale che, a differenza di due in questione, ha avuto più occasioni per concretizzare il proprio talento, mettendole a frutto con il titolo CIRT 2017).

Grani-Guglielmini, dunque: gemelli sotto diversi aspetti. Entrambi figli d’arte, entrambi portacolori della stessa scuderia (Maranello Corse), entrambi protagonisti, quest’anno, di una stagione di alto profilo ma caratterizzata pure da un episodio per parte che ha fatto discutere.

Gemelli varie ragioni, ma non nella parabola agonistica: più fulminea, corposa e ricca di successi quella di Grani, da quattro stagioni big della R2 del CIWRC, mentre Guglielmini ha fatto capolino in un campionato (l’IRCup) solo nel 2017, mettendosi però subito in luce dapprima in N3, poi a sua volta in R2B, fino ad emergere come autentica rivelazione tra i trofeisti Peugeot nel CIR, la scorsa stagione.

CIR: tubi dei freni tagliati a Giacomo Guglielmini
CIR: tubi dei freni tagliati a Giacomo Guglielmini

Il bilancio della vostra stagione?

Lorenzo Grani: “Di per sé, non è male, perché quando abbiamo visto il traguardo, lo abbiamo quasi sempre fatto da vincitori di classe; direi che, ad eccezione di Alba, siamo sempre stati veloci. Purtroppo, abbiamo d’altra parte patito troppi ritiri, a causa dei quali non ci è stato possibile confermarci in vetta alla Coppa di Classe R2 del CIWRC e nello stesso raggruppamento del trofeo Michelin. Un voto? Se considero tutti gli aspetti – inclusi il team eccetera -, darei alla nostra stagione un otto”.

Giacomo Guglielmini: “Il 2019 è stato un anno molto positivo, direi da otto in pagella. Ad inizio stagione non avrei immaginato di chiudere secondo nel trofeo 208 Top, giocandomi il titolo sino alla fine: ero all’esordio nel CIR, non conoscevo le gare, era tutto nuovo. Ci siamo però rivelati subito abbastanza competitivi e, cammin facendo, ho iniziato a crederci sempre di più. Abbiamo commesso qualche errore d’inesperienza, in alcuni casi si è trattato di episodi evitabili, ma d’altra parte credo che siamo cresciuti sotto ogni aspetto. Considerando anche quanto accuratamente ci siamo preparati a livello fisico e mentale, direi che si sarebbe addirittura potuto fare qualcosa in più”.

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